venerdì 31 ottobre 2008

Sulle orme di Pasolini in Basilicata

di Francesco Mastrorizzi

Agli inizi degli anni Sessanta Pier Paolo Pasolini si recò in Terra Santa per visitare e riprendere i luoghi della narrazione evangelica, allo scopo di stabilire le possibili location per un progetto cinematografico di trasposizione del Vangelo di Matteo. Il viaggio in Giordania, Galilea e Siria si protrasse per una quindicina di giorni, toccando in particolare Nazareth, Betlemme, Gerusalemme e Damasco. Un film documentario dal titolo "Sopralluoghi in Palestina" testimonia quel pellegrinaggio alla ricerca dell'essenza del paesaggio e dei volti incontrati a suo tempo dal Cristo. Tuttavia, sin da subito, durante il viaggio, emerse in Pasolini la delusione per l'inadeguatezza di quei luoghi a rappresentare la sacralità del tempo, a causa dell'enorme squilibrio arrecato al territorio, alle popolazioni e al paesaggio da un selvaggio e incontrollato “progresso tecnologico”, rappresentato dall’espansione edilizia a Betlemme e dalla costruzione di grattacieli a Nazareth.
Pasolini decise a quel punto di recarsi nel sud dell’'Italia, dove trovò i luoghi e le facce che potevano ricreare quegli ambienti che non aveva invece trovato in Palestina. In Basilicata, in Calabria e in Puglia la contaminazione provocata dallo sviluppo e dal benessere borghese non aveva ancora prodotto guasti irreparabili. La scelta delle aree povere del Mezzogiorno d’Italia dava, inoltre, una possibilità in più, quella di mostrare le attitudini del sottoproletariato meridionale, “muto testimone di una vicenda che lo vede subalterno, coro di figuranti anonimi e passivi, che soffrono e non lottano” (Piero Spila, Pier Paolo Pasolini, Gremese Editore, Roma, 1999).
Le riprese de “Il Vangelo secondo Matteo” furono realizzate in un’area territoriale compresa fra il Lazio e la Calabria. In Basilicata i set più importanti riguardarono Matera e Barile. Gerusalemme fu ambienta tra i sassi imbiancati dal sole di Matera, con il percorso della Via Crucis, la crocifissione e la resurrezione di Gesù, la travagliata fuga dell’apostolo Pietro dopo aver rinnegato Gesù, ma anche momenti delle predicazioni di Cristo. Sulla suggestiva murgia antistante i Sassi si svolse l’ultima parte della passione, dominata dall’entrata in scena della madre di Pasolini, Susanna Colussi, nel ruolo della Madonna anziana che seguiva il figlio verso il Golgota, assistendo poi disperata alla sua crocifissione, alla deposizione e accompagnandolo infine verso il sepolcro.
Il ruolo della Madonna giovane invece era stato affidato ad una ragazza calabrese, Margherita Caruso, che venne impegnata sul set di Barile. Nelle cantine scavate nella roccia del paese alle pendici del Vulture, Pasolini ambientò la natività a Betlemme, la visita dei re magi, la fuga in Egitto e la strage degli innocenti. I castelli medievali lucani servirono per rappresentare le dimore di Erode e Pilato, mentre Nazareth fu ricostruita nei dintorni di Potenza.
Nel 2006 la fotografa Giovanna Gammarota ha visitato gli stessi luoghi della Basilicata in cui il regista ha ambientato la vita di Gesù, spinta dal bisogno di verificare in prima persona, attraverso le proprie emozioni, se tali luoghi avevano conservato quella forza ancestrale e quella spiritualità di tipo estetico che comunicano nel film di Pasolini. Dalla particolare esperienza vissuta dall'artista sono nate immagini volutamente semplici e dirette, ma cariche di memoria, che testimoniano il trascorrere lento del tempo, il quale ha lasciato il paesaggio ancora lì, intatto, dopo oltre quattro decenni dalle riprese di quel film.
Trentacinque delle fotografie scattate nel corso di quel viaggio da parte di Giovanna Gammarota sono ora in esposizione, fino al 28 novembre, presso la Sala Santa Rita di Roma in una mostra fotografica dal titolo “Sopraluoghi in Lucania. Sulle tracce del 'Vangelo secondo Matteo' di Pier Paolo Pasolini”. Promossa dall'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, la stessa mostra già nel 2007 è stata allestita a Carpi e a Milano.
Gli scatti riproducono campagne nude e aperte, colline coltivate a grano, grotte dall’aspetto preistorico, pareti spezzate di case distrutte e abbandonate, tutti secondo la personale visione dell’artista, caratterizzata dal tentativo di dare forma al vuoto e al silenzio, privileggiando i luoghi privi di orpelli superflui, in modo da svelare il paesaggio nella sua dimensione più minimale, che lo rende espressione della memoria.

lunedì 27 ottobre 2008

Ex Drummer, nuovo Trainspotting?

di Gabriele Di Stasio

Film che travalica ogni confine di genere e focus, è da segnalare Ex Drummer, di Koen Mortier, regista 42enne che nel 1998 ha fondato una casa di produzione, la CZAR.BE, specializzata in pubblicità televisive, che gli ha portato grande fama (miglior regista nei Pesi Bassi nel 2007). Nel 2002 ha fondato CCCP, una casa di produzione focalizzata su lungometraggi e documentari, ed Ex Drummer è il suo primo lungometraggio. Un film crudo, ironico, geniale, semplicemente bello, una sorta di Trainspotting belga 11 anni dopo.
La semplice trama, riassunta in poche frasi di seguito, si esalta in un susseguirsi di immagini crude che qualcuno osa definire “fini a se stesse”. Un celebre scrittore accetta la richiesta di tre relitti della società che gli chiedono di entrare nella loro punk-rock band come batterista. Lo scrittore lo fa, senza quasi rendersene conto, per trarre ispirarazione per un suo nuovo libro. Mortier tesse un universo popolato di strani personaggi, inverosimili quanto basta per sembrare (quasi) reali. Un'epopea di puro cinismo che procede al ritmo incalzante della straordinaria (per chi ama il punk-rock) colonna sonora, vero trait d'union tra storie e personaggi. Nelle parole del regista il film è «une oeuvre musicale à lire et, en ce qui me concerne, un film à entendre» (un'opera musicale da leggere e, per quel che mi concerne, un film da percepire). Alla colonna sonora hanno partecipato gruppi rock di spicco della scena belga. Il cast è tanto sconosciuto a noi italiani, quanto stellare in termini di abilità interpretative.
Ex Drummer rappresenta un'opera cinematografica estremamente interessante, alla stregua del pure bello (e belga) Ben X, con il quale condivide uno sguardo spietato eppure "sognante " sulla realtà e sui suoi anti-eroi. Presentato all' International Film Festival Rotterdam del 2007 con ottimo successo, il film è stato distribuito nelle sale europee fin dal 31 Gennaio 2007. Arriva con ritardo in Italia (ma meglio tardi che mai), è uscito infatti il 3 Ottobre scorso e ci incuriosisce sapere che vita avrà nel nostro paese, da anni immemori vittima di uno strano embargo distributivo, che mai ci aveva permesso di vedere un film così "speciale". Da non perdere, ma lasciando minori e bambini a casa.

Esposizione di biciclette storiche a Dozza

Comunicato stampa

Dal 19 ottobre nelle sale espositive della Rocca di Dozza, in provincia di Bologna, è possibile visitare la mostra Su due ruote. Storia di bicicletti, biciclette e affini, curata da Eugenio Riccòmini e aperta fino al 1 febbraio 2009.
La mostra, organizzata dalla Fondazione Dozza Città d’Arte con il Comune di Dozza, propone un'ampia rassegna di antiche biciclette che appartengono alla raccolta di Paolo Andreoli. Sono quaranta i veicoli d'epoca, compresi fra il 1870 e il 1910, che il collezionista ha selezionato per ripercorrere la storia della bicicletta: i velocipedi, veicoli a due ruote muniti di una sella e mossi da una coppia di pedali posti sulla ruota anteriore, diretto successore della draisina, che avanzava con la semplice spinta dei piedi al suolo; il biciclo, composta da una piccola ruota posteriore e da una grande ruota anteriore dotata di pedali; il triciclo, pensato per le signore e il bicicletto, molto simile all'attuale bici; il percorso storico è poi completato dagli accessori per bici, congegni ingegnosi, ordinati per tipologia ed epoca.
Riguardo l'invenzione dei veicoli su due ruote, così scrive, nel catalogo di presentazione della mostra, Eugenio Riccomini: “Si trattava d'una ricerca perfino consona al nuovo spirito democratico, perché un cavallo costa parecchio, ha bisogno di essere continuamente accudito e alloggiato, nonché nutrito, e certo non tutti se lo potevano permettere. Così la moderna ingegnosità meccanica, s'industriò a lungo a inventare, costruire e sperimentare un mezzo di trasposto individuale su due ruote, mosso dalla forza muscolare di chi ci stava sopra, e che potesse anche essere prodotto in serie per poterlo largamente diffondere.”
Accanto al nucleo storico dell'esposizione è stata aggiunta una sezione dedicata al ciclismo agonistico dozzese, in cui si mostrano le biciclette di alcuni campioni che hanno avuto uno stretto legame con Dozza, attraverso la figura umana e sportiva di Luciano Pezzi. Parliamo di Coppi, Gimondi, Pantani e della squadra Mercatone Uno.
La manifestazione è realizzata in collaborazione con l’Enoteca Regionale dell'Emilia Romagna e con il contributo di Mercatone Uno, Carisbo San Paolo e Con.Ami.

martedì 21 ottobre 2008

Visioni d'Oriente e d'Occidente a Ferrara

Il critico e storico dell'arte Sabrina Falzone, in collaborazione con l'Associazione Ferrara Pro Art, presenta la rassegna di arte contemporanea:

"VISIONI D'ORIENTE E D'OCCIDENTE"
Sezione espositiva della IV Biennale Internazionale d'Arte di Ferrara con opere di provenienza asiatica (Cina e Corea del Sud), americana (California, Argentina, Nicaragua), europea (Italia, Olanda, Turchia)

Palazzo Ex Borsa, Sale Art&Cultura
Largo Castello 20 - Ferrara

Dal 24 ottobre al 2 novembre 2008
Vernissage: 24 ottobre - ore 17.30


Presentazione critica: Sabrina Falzone, Critico e Storico dell'Arte

Ospiti d'onore:
Marco Salvatore Mallamaci e Nadia Presotto, giornalista del Corriere dell'Arte

Espongono:
Ismail Acar, Kareem Ralph Amin, Symona Colina, Paola Colleoni, Kira De Pellegrin, Annunzia Fumagalli, Paolo Ghersi, Donato Lotito, Marco Salvatore Mallamaci, Maria Cristina Martini, Vesna Pavan, Maria Cristina Remondi, Marialuisa Sabato, Kim Sung-Heun, Fabio Usvardi, Dino Ventura, Mariangela Verriello, Duan Xiaoli

Patrocini: Comune di Ferrara, Provincia di Ferrara, Regione Emilia-Romagna

Comunicato stampa

La mostra avrà luogo a Ferrara presso il Palazzo Ex Borsa, in pieno centro cittadino, nella splendida cornice delle Sale Art&Cultura e si inserisce nelle Rassegne della IV Biennale Internazionale d'Arte di Ferrara, svolgendosi nei giorni che vanno dal 24 ottobre al 2 novembre 2008.

Questa sezione della Biennale è dedicata all'Oriente, in particolare al confronto intellettuale tra artisti occidentali e asiatici. Essa rappresenta l'evoluzione ferrarese del progetto culturale "Ponte di tradizioni tra Cina e Italia" di Venezia, patrocinato dall'Ufficio Culturale dell'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese e curato dal critico d'arte Sabrina Falzone.

Il ciclo espositivo, che si contraddistingue per la connotazione internazionale, mira a favorire gli scambi artistici tra l'Occidente e l'Oriente, due universi culturali ricchi di storia, cultura e tradizioni. Esso ha lo scopo di "costruire" un ponte di comunicazione tra Asia, Europa e America e lo fa sul piano delle arti visive, avulso da qualsiasi pregiudizio culturale.

Il critico Sabrina Falzone ci spiega:
«Ospite d'onore della rassegna, Marco Salvatore Mallamaci, l'artista italiano più famoso in Cina svela un "Mosaico" particolarmente variegato di culture e mostra lo "Scoglio" che occorre superare per ridurre le distanze. La medesima visione del mondo si ritrova nelle opere digitali di Donato Lotito, caratterizzate da un'articolazione più complessa. Tracce di un "Cammino" spirituale verso l'altro s'imprimono sui sentieri mentali percorsi dalla pittrice Maria Cristina Remondi, che propone un incontro tra Oriente e Occidente sul piano dell'"Anima", le cui distanze geografiche e le diversità etniche trovano la massima espressione nel dittico "Agli antipodi" di Dino Ventura (Mat). L'azzurro diviene poesia nelle immagini di Marialuisa Sabato, dell'olandese Symona Colina e di Fabio Usvardi, dove velature simboliche rievocano le stilizzazioni floreali nipponiche; mentre tonalità calde ed esotiche affiorano sulle superfici dei lavori di Mariangela Verriello, del californiano Kareem Ralph Amin e di Paolo Ghersi. Da un "Frammento di sogno" Kira De Pellegrin ci mostra due realtà culturali mediante un linguaggio dicotomico, impostato su ritmi e alternanze bicrome. E se la raffinata pittrice di origini argentine, Paola Colleoni, ci suggerisce uno spazio surreale nel quale proiettare i nostri auspici d'afflato interculturale, l'artista turca Ismail Acar ne coglie le sfumature ironiche.
L'esposizione "Visioni d'Oriente e d'Occidente" non annovera esclusivamente figurativi fortemente radicati alla tradizione, come Annunzia Fumagalli, ma accoglie anche rivoluzionari stili grafici, tra cui vanno menzionate le stilizzazioni eurogiapponesi di Vesna Pavan. Presso le Sale Art&Cultura sono esposte, inoltre, una preziosa collezione di piatti decorati a mano della poliedrica Maria Cristina Martini, le originali statue del coreano Kim Sung-Heun, nonché le note sculture in bronzo dell'artista cinese Duan Xiaoli, facenti parte di una nota collezione privata, che stanno facendo il giro d'Italia».

Catalogo: in mostra, Edizioni ProArt
Curatore: Sabrina Falzone
Sito: www.sabrinafalzone.info
Email: ufficiostampa@sabrinafalzone.info

INGRESSO GRATUITO

Annunzia Fumagalli Marialuisa Sabato Kareem Ralph Amin, The Heart Duan Xiaoli, Sognando

L’AUTUNNO PROFUMA DI LIBRO

Anche quest'anno il Dipartimento Formazione Lavoro Cultura Sport della Regione Basilicata, partecipa all' OTTOBRE PIOVONO LIBRI, per dare visibilità e consolidare il network di soggetti e iniziative che quotidianamente si impegnano per promuovere il libro quale strumento fondamentale di arricchimento personale, presenza familiare, utile e stimolante.
Dalle ore 16.00 del 23 ottobre alle ore 20.00 del 26 ottobre 2008 presso il Castello di Lagopesole (PZ) si susseguiranno una serie di iniziative di cui vi proponiamo il ricco calendario.

Anche In Arte sarà presente con uno stand....non mancate...veniteci a trovare!!


lunedì 20 ottobre 2008

FESTIVAL DI POTENZA Concorso Nazionale di Musica Leggera - 8^ Edizione

Comunicato stampa

E’ stato definito il programma dell’ottava edizione del Festival di Potenza, la cui serata finale è prevista sabato 25 ottobre presso l’Auditorium del Conservatorio Gesualdo da Venosa (presenta Federico Fazio).
Il Festival di “POTENZA” è un’iniziativa dell’Associazione Culturale “MABEL”: un progetto finalizzato ad azioni ed interventi di formazione dei giovani artisti selezionati (nell’ambito del territorio Nazionale), oltre che di musicisti, scenografi, tecnici audio e video, operai specializzati.Per favorire agli esordienti un rapporto di esperienza diretta con Autori-Compositori, Cantanti e professionisti del mondo dello spettacolo, in questa edizione, la novità è l’inserimento di uno stage con seminario formativo che precederà la serata finale del Festival.In preparazione del Festival si svolgeranno Pre-selezioni in varie località della Basilicata e di altre Regioni.Si prevede nelle tre serate della Manifestazione conclusiva, una presenza di rilevanti nomi del mondo dello spettacolo, della cultura e della musica leggera Italiana.
Tutte le informazioni sul sito: http://www.festivaldipotenza.com/

sabato 18 ottobre 2008

Nuova edizione di Pinocchio in libreria

di Francesco Mastrorizzi

La casa editrice fiorentina Sarnus ripubblica, in un volume cartonato al prezzo di 13 Euro, la prima versione de “Le avventure di Pinocchio”, corredata dai capolettera e dai disegni originali apparsi più di cento anni fa sul "Il Giornale per i bambini", settimanale per l'infanzia diretto da Ferdinando Martini.
Scritto da Carlo Lorenzini (1826-1890), in arte Collodi (nome del paese in cui era nato, in Toscana, tra Firenze e Lucca), "Pinocchio" (fin da subito lo chiamarono tutti così brevemente) è stato uno dei pochi libri italiani per ragazzi affermatosi a livello mondiale e tradotto in più di cinquanta lingue. Gli tengono testa soltanto “Cuore” di Edmondo De Amicis, i libri di Gianni Rodari e quelli scritti di recente da Elisabetta Dami aventi come protagonista Geronimo Stilton.
La popolarità di Pinocchio crebbe con il film di Walt Disney, ma molti commentatori ritengono che, piuttosto che una favola per ragazzi, sia da ritenersi un'allegoria della società moderna, uno sguardo impietoso sui contrasti tra rispettabilità e libero istinto, in un periodo (fine Ottocento) di grande severità nell'attenzione al formale.
“Storia di un burattino di legno”, questo il titolo originale, fu inizialmente pubblicata su "Il Giornale per i bambini" come novella a puntate settimanali, già a partire dal primo numero. Collodi, grazie alla sua fama di giornalista e scrittore di libri per la scuola, fu invitato caldamente a collaborare da Ferdinando Martini in quanto rappresentava una garanzia per convincere i genitori ad acquistare ai propri figli questo nuovo genere d’intrattenimento culturale.
Il primo numero uscì il 7 luglio 1881, aveva 16 pagine e a pagina 3 presentava la prima puntata del racconto, composta da due capitoli.
Collodi continuò a scrivere fino al capitolo XV, pubblicato il 27 ottobre 1881, dove l’autore, con un asterisco, avvertiva che si trattava di «continuazione e fine». La storia terminava con Pinocchio impiccato a un ramo di quercia. Il brusco epilogo scatenò la furia dei giovani lettori e tanto numerose furono le lettere di protesta che il 16 febbraio del 1882 la storia ricominciò, questa volta con il titolo "Le avventure di Pinocchio". Con questo numero per la prima volta si faceva ricorso all’illustrazione. Le puntate uscite nel 1881, infatti, erano state pubblicate senza illustrazioni specifiche, utilizzando, per i disegni, clichè di repertorio.
L’incarico di illustrare la storia venne dato a Ugo Fleres, che dedicò il primo disegno a Pinocchio impiccato, in modo da ricollegarsi alla prima parte de racconto. Fleres, che non si firmava, eseguì almeno sei disegni riferiti a Pinocchio.
Il 25 gennaio 1883 veniva pubblicata l’ultima delle 15 puntate dell’opera di Collodi, con la conclusione che tutti conosciamo, in cui il burattino di legno diventa un bambino in carne e ossa, e tre settimane più tardi, in febbraio, Pinocchio era già un libro. Usciva infatti “Le avventure di Pinocchio”, edito dalla Libreria Editrice Felice Paggi di Firenze con le illustrazioni di Enrico Mozzanti, legato a Collodi da una vecchissima collaborazione e da viva amicizia. E’ probabile, quindi, che l’immagine di Pinocchio disegnata da Mozzanti, a differenza di quella di Fleres, abbia avuto il beneplacito dell’autore.

venerdì 17 ottobre 2008

Eventi in pillole

a cura di Francesco Mastrorizzi

LUCIO DALLA IN CONCERTO PER IL FAI
Teatro Francesco Stabile, Potenza
Martedì 4 novembre 2008, ore 21.00

Grande spettacolo a Potenza con il cantautore Lucio Dalla. L’artista salirà sul palco per sostenere la Fondazione nella sua attività di salvaguardia del patrimonio artistico e ambientale italiano. Il ricavato dello spettacolo verrà infatti utilizzato per sostenere la gestione dei beni posti sotto la tutela del FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano.
Uno spettacolo imperdibile, composto dalle canzoni dell’ultimo album di Dalla, “Il contrario di me” e il meglio del suo repertorio che ha fatto un pezzo della storia della musica leggera italiana.
Con il sostegno di ENI, il patrocinio del Comune di Potenza-Città di Cultura. Si ringrazia per la collaborazione SERATE MUSICALI – Milano.

APERTURA DEL BOTTEGHINO DA GIOVEDI’ 9 OTTOBRE
Costo del biglietto da 15 a 90 euro per aderenti FAI; da 20 a 100 euro per non aderenti

Per informazioni e prenotazioni
INFO&TICKETS tel. 0971.274704 C.so XVIII Agosto, Potenza
dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19, sabato dalle 10 alle 13
FAI – Ufficio Eventi Speciali tel. 02.467615295-02.467615237

SCRITTORINCITTÀ 2008. AI BORDI DELL'INFINITO
Varie location, Cuneo
13 - 16 novembre 2008, tutti i giorni
dalle 10.00 alle 22.30

Più di 150.000 spettatori, più di 500 autori ospitati, circa 800 incontri organizzati; dal 1999 la kermesse letteraria cuneese ha offerto al proprio pubblico l’approfondimento di scrittori, giornalisti, artisti e intellettuali del panorama nazionale e internazionale, intorno a un tema conduttore in evoluzione anno per anno: "Letterature tra nord e sud", "Il viaggio e il sogno", "Isole", "Paure", "Confini", "I luoghi della libertà", "Passioni", "Passaggi", "2007: In questo preciso momento".
Per il suo decimo anniversario, la quattro giorni cuneese ha cercato di rilanciare l’impegno tematico seguendo una linea tanto affascinante quanto impegnativa. "Ai bordi dell’infinito" sarà il titolo programmatico che la rassegna proverà a declinare, dal 13 al 16 novembre, con l’aiuto di più di 150 autori in più di 100 appuntamenti tra incontri per il grande pubblico e per i ragazzi, spettacoli, concerti, mostre, cineforum, laboratori e tornei letterari.

Prevendita a partire da inizio novembre
Assessorato per la Cultura del Comune di Cuneo
Tel. 0171 65236 – Fax 0171 631189
e-mail: info@scrittorincitta.it
www.scrittorincitta.it

Città d'Italia tra arte e simboli

Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea
Taormina, 11-24 ottobre 2008

Espongono:
Beatrice Carbonari, Giuseppe Cascella, Antonio Crestanello, Victor Deleo, Fausto De Marinis, Giuseppe Gambino, Maria Gerardi, Marzia Giacobbe, Claudio Giulianelli, Dolores Lazzari, Donato Lotito, Livio Lovisone, Hedy Maimann, Emanuela Messena, Giovanni Murganti, Berta Otero Alcubilla, Luana Tallarita, Gianni Zaccone, Daniela Zocca

Comunicato stampa

Taormina Gallery è lieta di presentare la Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea CITTA’ D’ITALIA TRA ARTE E SIMBOLI, curata dal critico e storico dell’arte Sabrina Falzone e coordinata dalla direttrice Rosi Raneri, che insieme hanno dato vita al nuovo progetto espositivo.
La mostra sarà allestita dall’11 al 24 ottobre ’08 presso la storica Galleria d’Arte Taormina Gallery, ubicata nel centro storico di Taormina, crocevia da sempre amato dal turismo internazionale.
L'esposizione vuole rendere omaggio alle splendide città italiane che con la loro cultura, storia e arte arricchiscono il patrimonio nazionale dei beni culturali, da sempre ammirato dai viaggiatori stranieri, primo fra tutti Goethe.
L’eterogeneità stilistica rappresenta il tratto distintivo della mostra che pone a confronto artisti di diverse provenienze regionali e internazionali che si sono cimentati sul tema delle città italiane con i loro simboli.
Osservare in silenzio l’ambiente, tra architettura e storia, tra arte e natura, elaborare nella propria interiorità l’immagine visiva che si è indelebilmente impressa nella memoria, custodirne il tesoro dell’emozione che scaturisce, è questo il modus operandi adottato dal fotografo Donato Lotito, che si esprime in tutto il suo nitore in Navigazione sul Po’. C’è del surrealismo naturalistico nel cromatismo azzurro delle acque fluviali, c’è dietro l’icona italiana un’archeologia intrisa di storia e civiltà.
Antonio Crestanello ha voluto rendere omaggio a Burri, nella nitida rappresentazione fotografica del Grande Cretto di Gibellina, un monumento carico di storia, costruito in memoria dei 1150 caduti durante il terremoto del 15 gennaio 1968. Dal teatro tragico della vicenda umana, egli riesce a trarne una valenza estetico-formale mediante l’attuazione di una macrogeografia astratta, dai risvolti emozionali.
Nell’opera digitale “Ponte Vecchio” di Marzia Giacobbe, le luci fredde dell’urbe fiorentina suggeriscono uno sguardo elegiaco nei confronti della realtà storica italiana. Il Lungotevere romano diviene, invece, soggetto predominante di Maria Gerardi, che ne coglie specialmente l’atmosfera sentimentale.
I simboli di Genova vengono messi in risalto dalla ricerca fotografica di Victor Deleo, che privilegia un’esaltazione monumentale dal carattere luministico.
L’opera “Reti” del poliedrico giornalista Gianni Zaccone mostra un inedito volto urbano, tendente all’organizzazione rigorosa degli elementi compositivi, creato con tecnica ad acrilico unito all’elaborazione grafica su malta di calce, cemento e rete metallica.
La sezione scultorea dell’esposizione è composta dalle sculture di Giovanni Murganti e di Giuseppe Gambino. Le sculture di Murganti ci addentrano in un dialogo materico tra la fede, la caducità della vita, la natura e l’universo. Il “Duomo” diventa così un ponte tra il cielo e la terra in continua rigenerazione, che ci trasporta, in pieno stile gotico, dal particolare all’universale. Ritroviamo una produzione altamente simbolica anche in Pippo Gambino. Le sue sculture si distinguono per verticalità e purezza. Anch’esso, lavorando su antichi simboli, quali il cerchio, approda alla modernità del terzo millennio. Tali sue caratteristiche si traducono nell’opera pittorica presente alla rassegna, la “Chiesa degli Eremitani”.
In mostra è possibile visionare anche “Il sorriso di Santa Barbara” di Claudio Giulianelli, un dipinto che si proietta nel passato storico-artistico, non senza influenze fiamminghe.

Fausto de Marinis, di origini etiopi, ci inoltra in un panorama geometrico-simbolico.
Il suo percorso storico artistico è segnato da questo persistente confronto tra rigore e sogno, come possiamo notare in “Euritmia”. Anche lo stile pittorico dell’artista austriaca Hedy Maimann, parte dal reale proiettandosi all’astrazione. I suoi colori vibrano come note musicali rimaste nell’aria dell’antica Vienna, emanando l’essenza della vita, la luce.
Sempre la luminosità è l’elemento che caratterizza i particolari paesaggi ”trasfigurati” di Dolores Lazzari All’interno delle sue vedute si sintetizzano luce e ambiente, creando un crescendo di sensazioni e silenzi.
Daniela Zocca con i suoi simboli ancestrali che dominano all’interno dei suoi dipinti, ci permette di inoltrarci in visioni allegoriche, alla ricerca di “una città”, della quale possiamo coglierne, ogni tanto un frammento. Anche l’opera “Trinacria” di Luana Tallarita raffigura un simbolo proveniente dal passato e ripetutamente interpretato. Tra mito e credenze, è il simbolo per eccellenza del calore della Sicilia.

Lo scorcio di “Venezia” dell’artista spagnola Berta Otero Alcubilla si sofferma sull’antico simbolo della gondola sul mare, analizzandolo in chiave informale.
Nell’opera pittorica di Emanuela Messena, “il Pò freidano” diventa anch’esso altamente simbolico, in quanto in tempi antichi questo tratto di fiume era utilizzato dalle lavandaie. La Torre è invece ciò che rimane di un antico castello signorile.
Rimando sempre in un clima paesaggistico-descrittivo, possiamo ammirare l’opera di Beatrice Carbonari, il Castello di Trento, laddove l’analisi del paesaggio emana una certo vigore comunicativo. Le sue forme architettoniche diventano poliedriche e allegoriche.
Il paesaggio marino della costiera amalfitana, ritratto da Giuseppe Cascella, è carico di un’osservazione poetica singolare. L’analisi fedele della realtà è resa soprattutto dalle note cromatiche luminose e vitali.
Allusione alla sua città natale è l’opera realizzata da Livio Lovisone, infatti l’esposizione, che verrà inaugurata sabato 11 ottobre alle ore 19, è dedicata non soltanto a grandi metropoli d’Italia ma anche a località minori, cariche di storia, arte e cultura.

"Vivo qui in uno stato di chiarità e di pace di cui da tempo non avevo neppur l'idea. Ogni giorno un nuovo oggetto degno di nota, ogni giorno immagini vive, grandi, peregrine, e un tutto ch'è vissuto a lungo nel pensiero e nel sogno, ma che l'immaginazione non bastava mai ad afferrare."
("Viaggio in Italia"Johann Wolfgang v. Goethe a Roma)

Testo critico a cura di S. Falzone e R. Raneri

Curatrice Sabrina Falzone
info@sabrinafalzone.info
http://www.sabrinafalzone.info

Taormina Gallery
Via Di Giovanni 36
98039 Taormina (ME)
http://www.taorminagallery.com
Direttrice artistica Rosi Raneri

INGRESSO LIBERO

giovedì 16 ottobre 2008

Il linguaggio della materia

Castello Visconteo Sforzesco di Galliate (Novara)
4 ottobre - 2 novembre 2008

Comunicato stampa

Il Castello Visconteo Sforzesco di Galliate, ospita dal 4 ottobre al 2 novembre 2008, le ultime opere realizzate da Silvio Vigliaturo. La mostra patrocinata dal Comune di Galliate (No), Provincia di Torino, Regione Piemonte, MACA-museo civico d’arte contemporanea Silvio Vigliaturo di Acri e Università della Calabria, sarà una scelta tra dipinti e sculture in vetro. Il percorso artistico di Vigliaturo si presenta in continua evoluzione. L’inesauribile ricerca sui colori e sulle forme, modellate con abilità, permette di cogliere nei suoi lavori il simbolo di una lotta costante a favore della purezza del colore e della ricchezza espressiva della materia. Un cammino graduale e tenace questo, che ha portato l’artista ad affrontare una grande varietà di tematiche con stili e strumenti diversi. Vetro, acciaio, terra cotta e il dipinto, da lui mai abbandonato, trattati come materia, ma anche come scelta ideologica, sono connotazioni importanti della sua vicenda artistica ed umana nel contempo. Il suo lavoro e il suo pensiero, sono contemporanei, vivono le tensioni della quotidianità perché sempre in movimento alla ricerca di nuove forme da creare e canali da sperimentare, riservandosi spazi in collezioni pubbliche e private, in Italia e nel mondo. Mentre Torino, nel 2006, lo ha voluto quale unico artista testimonial dei XX Giochi Olimpici invernali, nello stesso anno si è inaugurato ad Acri in Calabria, il Maca - Museo Civico d’Arte Contemporanea Silvio Vigliaturo. Nel 2008, Vigliaturo è stato nominato testimonial dell’Università della Calabria.

Apertura mostra:
Venerdì mattina ore 10,00 -12,00
Sabato ore 15.30 - 18,30
Domenica ore 10,00 - 12,30 - 15,30 – 18.30

Informazioni:
Comune di Galliate - Settore Socio Culturale
0321 800761 - sociocult@comune.galliate.no.it

lunedì 13 ottobre 2008

In mostra l'arte dai rifiuti

Comunicato stampa

Alchimie cromatiche. Questo il titolo scelto per la personale dedicata alle opere di Pierpaolo Costabile che si terrà dal 19 ottobre al 30 novembre 2008 presso
la Galleria Pagea Arte Contemporanea, in Via Concilio 50 ad Angri (SA).
Curata da Alessandro Demma e Antonello Tolve la mostra presenta una serie di opere in cui si evince una linea estetica che fa del rifiuto e della sperimentazione il centro di un discorso teso a reinventare le cose d'uso quotidiano.
Vivacemente consegnata all’azione pittoscultorea la linea artistica proposta da Costabile si presenta densamente eterogenea, carica di segni ancestrali e di oggetti sradicati al mondo della vita.
«Lastre bituminose, hardware smembrati, sfoglie di catrame, insetti cyborghizzati (scarafaggi, api, ragni), volatili incartapecoriti rinvenuti per strada, zerbini marchiati a fuoco, vernici industriali e smalti sintetici, impasti cementizi elasticizzati da procedure alchemiche. Sono», ha avvisato Antonello Tolve, «alcuni degli stratagemmi adottati dall'artista il cui l'apparato oftalmico si dirige verso l'oggetto degradato (o in decomposizione) con un mirino estetico che rielabora nell'istante dello sguardo».
Pierpaolo Costabile sperimenta, così, materiali e tecniche innovative per sottoporre al fruitore un abbecedario carico di segni e forme che fanno i conti con il mondo dell'informatica e dell'edilizia, della scienza e dell'industria.

PIERPAOLO COSTABILE - ALCHIMIE CROMATICHE
Curatori: Alessandro Demma, Antonello Tolve
Sede: PAGEA Arte Contemporanea - Via Concilio 50, Angri (SA)
Vernissage: domenica 19 ottobre 2008 ore 11.00
Apertura al pubblico: dal 19 ottobre al 30 novembre 2008
Orario: martedì/venerdì 10.30/12.30 - 16.30/19.30; sabato e domenica 10.00/13.00 - 16.00/20.30 e per prenotazioni 3386643932 - pageaart@virgilio.it
Ingresso: libero
Catalogo: Seventh Degree Edizioni

sabato 11 ottobre 2008

La Comicità è una cosa seria...

di Daniele Nardiello e Raffaele Pastore

Il padre della medicina, l’Ippocrate del famoso giuramento, riteneva che l’humour (termine latino successivamente anglofonizzato, indicante il liquido organico) influenzasse la salute e l’indole degli uomini. È questa alchimia di liquidi e flussi vitali, la chimica della vita, che determina il nostro approccio con la realtà, l’interazione con i nostri simili, dissimili e diversimili. Il buon-humour è equilibrio dinamico, sintesi del caos, espressione di una visione elastica e trasgressiva, potente mezzo espressivo e perché no, curativo. La comicità è figlia del buonumore e a sua volta è prolifica generatrice di stimoli creativi, immaginiferi e fantasiosi.
L’espressione della comicità affranca dai vincoli della ragione e delle convenzioni sociali e permette allo spirito umano di esprimersi nelle modalità ad esso più congeniali e più libere, diventando così potente veicolo di nuovi linguaggi culturali e artistici. La catarsi si sprigiona dalla liberazione di energie recondite, capaci di superare i limiti dell’incomunicabilità e della relatività di mondi possibili. Da questo punto di vista, la comicità come strategia vincente per attivare risorse creative, diventa un approccio gioioso e ludico alla vita e alla quotidianità. È questo il background umano e il fertile approccio dinamico da cui muove le mosse la comicità verbale e corporea, fatta di: giochi di parole, doppi sensi, contrasti, affermazioni illogiche ed assurde, spunti nonsense, annotazioni stonate ed autoironiche, smorfie, pose strambe, facce strane, sguardi divertenti, movimenti rocamboleschi, posture buffe ed esilaranti, invenzioni terminologiche.
In genere, si tende a ridere soltanto di ciò che è propriamente umano. Umano e relativo all'imperfezione umana. Kant, invece, ci fornisce una teoria complessa e articolata su tre livelli: a) quello dello stimolo, il comico in senso stretto che deve presentarsi con una configurazione che deve contenere qualcosa di assurdo, "qualcosa che per un istante possa produrre illusione"; b) questo qualcosa in un primo momento è capace di produrre una aspettazione tesa e subito dopo, d'improvviso la riduce a nulla; c) questo processo percettivo, questa "rappresentazione influisce sul corpo ed è la reazione somatica a produrre il noto piacere del riso". In altre parole, per Kant, il riso è il risultato di una subitanea distensione che segua ad una tensione; esso traduce in una manifestazione il sollievo che segue ad un timore; cioè il sollievo di una sicurezza ritrovata. Nel riso l'anima diventa medico del corpo. Tutto ciò serve a suscitare divertimento ed ilarità, a far riflettere e prendere coscienza di tante banalità, incoerenze, rigidità e incongruenze presenti nei gesti, nei comportamenti e nel linguaggio comune e soprattutto a prendersi in giro e deridersi, per rendersi conto di quanto siamo profondamente comici e ridicoli nella nostra quotidianità, e di quanto sia necessario o addirittura indispensabile prenderne atto, al di là di ogni apparente e camuffata seriosità.

mercoledì 8 ottobre 2008

Art News, l'arte in tv

di Francesco Mastrorizzi

E’ partita sabato scorso, con la prima puntata, la nuova edizione di Art News, uno dei pochi programmi che si occupano di arte e cultura in televisione, in onda ogni sabato alle ore 10.30 su Raitre.
Il merito, cosi come per altre ottime trasmissioni quali “La Storia Siamo Noi” o “Tv Talk”, va a Rai Educational, la struttura diretta da Giovanni Minoli, che cura anche questo magazine settimanale, nato con lo scopo di dare risalto al “fenomeno arte”, esploso negli ultimi anni e di cui sono espressione le grandi mostre di importanza internazionale che richiamano migliaia di visitatori, le numerose fiere e rassegne in giro per l’Italia, gli ingenti investimenti finanziari da parte di banche e fondazioni, le scelte editoriali che tendono ad allegare libri d’arte ai quotidiani.
Ideato da Luigi Ceccarelli e Maria Paola Orlandini, Art News nel corso delle 37 puntate previste, ognuna della durata di 30 minuti, si occuperà di informare i telespettatori riguardo ai fenomeni artistici e alle tendenze più attuali e innovativi, dando conto di eventi, dibattiti e opinioni. Molti, inoltre, saranno gli incontri e le interviste con artisti e protagonisti del mondo dell’arte.
La conduttrice, nonché autrice, Maria Paola Orlandini ha il compito di introdurre e presentare i servizi preparati dalle inviate, tutte donne, in collegamento dai luoghi d’arte dell’intera penisola. Emanuela Avallone, Renée Cammarata, Francesca Saccone, Andreana Saint Amour, Alessandra Sette, Beatrice Zamponi, Lavinia Filippi, ci parlano in ogni puntata di mostre, di festival e di spazi dedicati all’arte, utilizzando un linguaggio specialistico, ma allo stesso tempo semplice, e dando ampio spazio alle immagini, che aiutano a completare il racconto.
Numerose le rubriche che compongono la struttura del programma:
  • Files, dedicata all’attualità;
  • Link, con reportage sulle più interessanti realtà della cultura italiana;
  • The Making Of, che segue un artista al lavoro direttamente nel suo laboratorio;
  • Curiosity Shop, con aneddoti e bizzarrie sul mondo dell’arte;
  • Art Defend, rubrica speciale sulla difesa del consumatore d’arte;
  • Still Life, una sorta di piccolo romanzo dedicato all'arte, che racconta momenti privati della vita degli artisti;
  • Money, che si occupa di indagare il rapporto tra arte ed economia;
  • Right After, serie di interviste raccolte a caldo all’uscita delle mostre per conoscere il parere dei visitatori.
Ad arricchire la nuova edizione troviamo anche una rubrica di inchiesta, che va in giro per l’Italia alla ricerca del “brutto quotidiano”, frutto dell’incuria e di una speculazione edilizia priva di gusto e progettualità.
Tutte le puntate, dopo la messa in onda, sono disponibili sul sito internet di Magazzini Einstein, contenitore del rotocalco, all’indirizzo www.magazzini.rai.it

martedì 7 ottobre 2008

"In Arte" di Luglio e Agosto GRATIS in download

Ecco finalmente disponibili per il download GRATUITO i numeri di luglio e di agosto della vostra rivista preferita.

Buona lettura... ;-)

In uscita "in Arte" di ottobre

Sta per arrivare in edicola il numero di ottobre. Tra gli articoli pubblicati segnalo:
  • l'articolo di Davide Pirrera sul Castello di Mussomeli, uno spettacolare nido d'aquila di selvaggia bellezza;
  • un brevissimo saggio di Amelia Monaco su Mario Schifano;
  • le splendide fotografie di Ottavio Chiaradia presentate da Giovanna Russillo per la rubrica Ricalchi;
  • la serie di articoli sul libro, ispirati dalla mostra "Autunno piovono libri" che si terrà nel Castello di Lagopesole (per altre informazioni, leggete il post precedente).



Cercate in Arte nella vostra edicole di fiducia. Se non lo trovate, segnalatecelo. Ma non dimenticare che potete sottoscrivere un abbonamento per soli 12 Euro per 12 numeri!! Regalato.

La leggenda di Venosa nel destino di un eroe

 di Nicola Di Tommaso

Quando tutti i sacrifici sono fatti agli Dei, questi, se scelti bene, sanno ricambiare lautamente. Era sicuramente ciò in cui speravano gli auguri (i sacerdoti romani) quando scelsero il pianoro venosino per edificare una potente colonia, che doveva servire a proteggere Roma dagli attacchi dei popoli Apuli e Lucani. Va ricordato in proposito, che vi sono diverse fonti storiche e archeologiche che riportano Venosa ad un origine preromana, fra cui Dionigi di Alicarnasso (Antiqu. 17, 18, 5) riferisce che già nel IV secolo (prima della fondazione romana del 291 a. C.) Venusia era una città πολυάνθροπος (città popolosa) difesa da massicce mura, che godeva di caratteristiche tipiche di una repubblica; aveva il suo senato, l’esercito, leggi proprie e monete coniate con il monogramma VE. Anche se in realtà non sappiamo se vi sia mai stato un rito di fondazione nella nascita di Venusia romana, ciò che sappiamo è che il centro preromano doveva essere un incrocio di molteplici e importanti vie provenienti da ogni direzione, con una posizione particolarmente felice nelle comunicazioni dell’Italia meridionale.
I romani pertanto, lungimiranti nella gestione politica e territoriale del sito, lo colonizzarono ed eseguirono l’impianto coloniale alla perfezione, curandolo fin nei minimi dettagli, se ancora una volta, come per le tante e meravigliose opere antiche d’ingegneria urbana (di cui Venosa conserva un interessantissimo esempio come l’acquedotto romano lungo l’odierna Via Appia, che ha rifornito la città per ben 2000 anni!), la storia diede ragione loro in tutto e per tutto. Venosa infatti, può a tutt’oggi essere considerata l’unica città della sua regione che dalla nascita, vive, sopravvive, e risorge, senza soluzione di continuità, fra invasioni, periodi di splendore e di decadimento. Ma per gli amanti di miti, storie e leggende però, non poteva essere altrimenti; l’antico pianoro ricco di acque e sorgenti, posto fra i due verdi valloni (Ruscello e Reale) vantava già epiche ascendenze. La leggenda della prima fondazione di Venosa risale, infatti, all’arrivo del mitico eroe greco Diomede in viaggio dopo la caduta di Troia. Dopo il grande evento, secondo il mito omerico, il figlio protetto della dea Atena fu il primo tra tutti gli Achei a tornare in patria, ad Argo (di cui Diomede era divenuto re dopo la morte del vecchio sovrano, ovvero il padre della sua futura moglie Egialea, perito durante la seconda guerra contro Tebe, a cui aveva inoltre valorosamente partecipato lo stesso Diomede).
Il veloce ritorno era però opera di Afrodite, ansiosa di vendicarsi dell’offesa ricevuta durante la guerra; ricordiamo infatti, che il figlio di Tideo, simile a un torrente in piena che tutto travolge, nel pieno dello scontro contro i troiani, ferì a una mano la più bella delle dee mentre tentava di sottrarre il figlio Enea (il futuro fondatore di Roma) alla furia dell’eroe. Al suo ritorno ad Argo quindi, né sua moglie Egialea né i suoi sudditi lo riconobbero più: Afrodite aveva cancellato il ricordo del eroe-re dalla loro memoria.
Ancora una volta il destino condusse pertanto l’eroe ad abbandonare la sua città e ad avventurarsi questa volta per l'Italia, con l’intento forse di ottenere il perdono della dea nata dalla spuma del mare (Afrodite). Imbarcatosi, Diomede si fermò nei porti dell’Adriatico e insegnò alle popolazioni locali a navigare (arte sotto la protezione di Afrodite) e ad addomesticare i cavalli. Da campione della guerra Diomede divenne così l’eroe del mare e della diffusione della civiltà greca o meglio “l’eroe della civilizzazione” come in seguito verrà definito, per aver a lungo navigato e per aver fondato diverse città della costa adriatica e della Daunia, come Canusium, Arpi, Sipontum e Luceria.
Infine, per placare l’ira di Afrodite (Diomedes... Venusiam in satisfactionem Veneris, quod eius ira sedes patrias invenire non poterat: quae Aphrodysias dicta est, Servio ad Aen. II, 216) fonda Venusia (Venere infatti, dea dell'amore, della sessualità e della bellezza, come sappiamo è nella mitologia romana, l’equivalente di Afrodite nel pantheon greco) e ottiene il desiderato perdono. Dopo il lungo viaggio l’eroe decise però di non tornare più in patria ma di stabilirsi in Italia meridionale, sposando la principessa Evippe (figlia del re Dauno, signore dell’antico popolo indigeno dei Dauni). Una spiaggia delle Isole Tremiti divenne il luogo di sepoltura dell’eroe greco e, sempre secondo la leggenda, i suoi compagni vennero trasformati da Afrodite in grandi uccelli marini: le “diomedee”, allo scopo di bagnare per sempre la tomba del grande eroe Diomede.

lunedì 6 ottobre 2008

Minori a chi?

Comunicato stampa

Giornata dedicata alla promozione della lettura presso la Mediateca Santa Teresa alle ore 18.30 in Via della Moscova 28 a Milano, nell’ambito della campagna promossa dal Centro per il Libro e la Lettura della Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali ed il Diritto d’Autore del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
La serata si aprirà con un’intervista a un dirigente della casa editrice La Vita Felice, che da anni si dedica alla pubblicazione di libri di qualità a prezzo contenuto, quindi proseguirà con la lettura delle poesie di Alessandro Rivali e di Fabrizio Corselli, con commento audio e video e si concluderà con un momento di promozione del book crossing, un innovativo e disinteressato modo di vivere il rapporto con il libro, senza legarlo allo scaffale della propria biblioteca.

Info: http://www.ilpianetalibro.it/generaNews.jsp?id=263&l=it

sabato 4 ottobre 2008

Chitarre in mostra ad Alessandria

di Francesco Mastrorizzi

Resterà aperta fino al 19 ottobre 2008 al Palazzo del Monferrato di Alessandria la mostra "La chitarra. Quattro secoli di capolavori", che si pone lo scopo di raccontare la storia di uno degli strumenti più amati, apprezzati e suonati della storia, che nell’arco degli ultimi quattro secoli si è evoluto sensibilmente, adattandosi alle esigenze e ai cambiamenti della musica. Nonostante sia esiguo il numero di chitarre sopravvissute al tempo, si è riusciti a raccogliere settantuno splendidi esemplari, tra i più rilevanti oggi conservati, anche grazie al contributo di prestigiosi musei internazionali e appassionati collezionisti privati. Sono stati selezionati strumenti raffinati, unici per la qualità costruttiva, ma anche chitarre appartenute a personaggi celebri, da musicisti di fama come Niccolò Paganini o Mauro Giuliani, a esponenti di famiglie reali, quali la Regina Margherita di Savoia. A impreziosire la mostra troviamo inoltre una chitarra realizzata da Antonio Stradivari, il più celebre liutaio di tutti i tempi.
Il percorso espositivo è distribuito su due piani ed è articolato in tredici sezioni, ciascuna dedicata a un periodo storico e a un’area geografica. Fa eccezione la prima sezione, dedicata in generale alla chitarra barocca europea, che costituisce la parte della mostra di maggior impatto estetico. Nel Seicento la chitarra era, infatti, oltre che uno strumento musicale molto diffuso nelle corti, anche un raffinato oggetto d’arte. Sono presenti, dunque, dei preziosi manufatti, ottimamente conservati, decorati con materiali e intarsi ricercati.
Le sezioni dalla due alla quattro sono dedicate al periodo relativo alla seconda metà del Settecento, partendo dall’Italia, dove probabilmente la chitarra subì una fondamentale trasformazione, ovvero l’aggiunta della sesta corda, tratto che tuttora la caratterizza, passando dalla Francia, catalizzata intorno a Parigi, per concludersi con la Spagna, dove l’importanza della musica popolare rese la chitarra uno strumento dalle peculiarità proprie.
Le successive cinque sezioni costituiscono un altro nucleo cronologicamente unitario, che comprende il periodo relativo alla prima metà dell’Ottocento. Accanto a Italia, Francia e Spagna, nazioni rimaste punto di riferimento importante, si inseriscono anche l’Austria e l’Inghilterra, in quanto Vienna e Londra rappresentarono un allettante richiamo nonché un potente motore di sviluppo per la liuteria e per la chitarra.
La parte finale della mostra, con le ultime quattro sezioni, si concentra sul periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento. Decaduta la passione per la chitarra con la fine dell’Impero in Austria e passata la moda per le sei corde in Inghilterra, rimasero Italia, Francia, Spagna e Germania le nazioni guida nel mondo della liuteria. Per venire incontro alle esigenze della musica colta, i liutai approfondirono in questi anni la sperimentazione sulle chitarre, soprattutto allo scopo di aumentarne la potenza sonora.
A rendere più chiara al visitatore la parabola storica, inevitabilmente sintetizzata nella mostra, è stato allestito a metà del percorso espositivo, al piano terra, un vero e proprio laboratorio di liuteria, dove alcuni maestri illustrano ai visitatori le diverse fasi di costruzione di una chitarra.

La Chitarra - Quattro secoli di capolavori
Esposizione di strumenti dal XVII al XX secolo
Alessandria, Palazzo del Monferrato
20 settembre - 19 ottobre 2008

giovedì 2 ottobre 2008

Femminili presenze

Comunicato stampa

Femminili presenze, femminili ricordi sfumati nell’aria, femminili echi rapiti da unvento di colori, femminilità raccolta o impudente: è questo l’universo iconograficoattorno a cui ruota il progetto espositivo presentato dall’Associazione Artigianandonell’Arte. La mostra è un omaggio alla donna, alla sua presenza fisica e intellettuale, omaggioche gli artisti selezionati hanno saputo esprimere con originalità creativa e finezzad’esecuzione.

FEMMINILI PRESENZE
Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea
pal 3 al 17 ottobre 2008
presso Chez Gaby Art Café Via Santa Croce
200123 Torino (centro storico)