sabato 29 novembre 2008

Eventi in pillole

a cura di Francesco Mastrorizzi

RING LETTERARIOCircolo Culturale La Scaletta, Matera
Martedì 2 dicembre, ore 18.30

L'associazione Women's Fiction Festival e il Circolo Culturale La Scaletta, in collaborazione con la Libreria dell'Arco, organizzano, martedì 2 dicembre, alle ore 18.30, il Ring Letterario: proposta di lettura, incontro, scambio, confronto e "scontro" letterario, tra amici, simpatizzanti, lettori amanti delle narrativa contemporanea e moderna. Il primo romanzo, oggetto di confronto tra i partecipanti, sarà "Mille anni che sto qui", di Mariolina Venezia, Edizioni Einaudi (vincitrice del Premio Campiello 2007).
Chiunque può prender parte al ring letterario, presentandosi all'appuntamento del prossimo 2 dicembre presso la sede del Circolo Culturale La Scaletta (Via Sette Dolori, 10 - Rioni Sassi - Matera); partecipare è semplice: se non è obbligatorio aver letto l'opera a cui è dedicato l'evento, è auspicabile, invece, che i partecipanti prendano una posizione attiva di preferenza tra i prevalenti orientamenti - a favore e contro - che emergeranno nel corso della discussione, alimentati da due "portavoce". Naturalmente, chi ha già letto il testo potrà trasferire liberamente il proprio punto di vista all'interno del ring letterario, contribuendo a rafforzare la linea di gradimento in cui meglio si riconosce.
In ogni caso, le regole principali di questo gioco sono accessibili sui siti internet degli organizzatori: www.womensfictionfestival.com e www.lascaletta.net. Sul blog del portale del festival è possibile inoltre scambiarsi opinioni e giudizi sull'iniziativa.
L'occasione sarà propizia per favorire lo scambio ed il prestito di libri tra i lettori del ring, che potranno infine acquistare il testo in esame con uno sconto del 15% sul prezzo di copertina, presso la Libreria dell'Arco di Matera.
IN SCENA LA COMMEDIA "IL LETTO OVALE"
Teatro Don Bosco, Potenza
Martedì 2 dicembre, ore
21.00
“Il Letto Ovale” è la versione italiana, rivista e attualizzata, di “Move over mrs Markham”, scritto negli anni ‘60 dai due londinesi John Chapman e Ray Cooney. In scena Maurizio Micheli, nei panni di Filippo, già protagonista insieme a Sabrina Ferilli in “Un paio D’ali” e “La Presidentessa”; accanto a lui una brillante e convincente Maria Laura Baccarini, reduce dal successo di “Taxi a due piazze” e di “Chicago”.
Uno spettacolo esilarante e coinvolgente diretto magistralmente da Gino Landi, da sempre apprezzato per le sue regie teatrali e televisive.
La storia è ambientata in Italia, ai giorni nostri, in un salotto borghese di Milano, sopra gli uffici della casa editrice di Filippo ed Enrico. I due si ritrovano una sera con le loro mogli, un eccentrico arredatore, una ragazza alla pari disinibita, una operatrice di call-center, una specie di santone indiano e una scrittrice bizzarra. L’intreccio è quello classico: due coppie a confronto, qualcuno sa qualcosa che l’altro non deve sapere. Poi l’imprevisto fa scattare la peripezia. Giovanna, moglie fedele di Filippo, si troverà al centro di un intreccio di tradimenti di cui diverrà l’inconsapevole vittima. Una serie di mancati incontri creerà imbarazzanti equivoci. Ma a tanta frenesia, eccitazione e follia, in una serie di esilaranti colpi di scena, seguirà la resa dei conti finale.
Il Letto Ovale
di Ray Cooneu e John Chapman
con Maurizio Micheli e Laura Baccarini
regia di Gino Landi
Teatro Don Bosco
Ingresso 20.30 - sipario ore 21.00
I biglietti sono in vendita presso Info & Tickets, corso XVIII Agosto - tel. 0971/274704

Dalle immagini la nostra storia

Comunicato stampa

Una raccolta di fotografie d’epoca sulle tradizioni legate al mondo delle nozze edita da Villa Schiuma nel libro “Il Matrimonio - …e vissero felici e contenti” e minuziosamente descritta dal prof. Giovanni Caserta. Per poter condividere con l’intera città di Matera i contenuti del libro, Villa Schiuma promuove l’iniziativa di una mostra fotografico/documentaria che ci racconta gli usi e costumi delle nozze nell’ultimo secolo. Nasce la collaborazione spontanea con Mediateca Provinciale di Matera, TRM, RVM e la Compagnia Teatrale “il Sipario” che accolgono con entusiasmo e partecipazione il progetto.

La mostra fotografica dal titolo: “Il matrimonio - Dalle immagini, la nostra storia” sarà inaugurata lunedì 1 dicembre 2008, alle ore 18.00, presso la Mediateca Provinciale di Matera.
La cerimonia di apertura avrà inizio con la messa in scena, per le vie della città, di un corteo nuziale i cui protagonisti saranno i componenti della compagnia teatrale “Il Sipario”.
Moderatore della serata, nella quale interverranno Emilio Nicola Buccico, Francesco Schiuma, Giovanni Caserta, Vincenzo Malfa, sarà Saverio Pepe che si avvarrà di tanta musica dal vivo eseguita da alcuni componenti dello storico gruppo musicale “Hot Jazz”.
La mostra, aperta presso gli spazi espositivi della Mediateca Provinciale di Matera, dal 1 dicembre ’08 al 10 gennaio ‘09, intende proporre uno sguardo sulle nostre tradizioni storico-popolari creando un ponte tra passato e presente.
La popolazione materana – protagonista dell’evento - non solo potrà riconoscersi attraverso gli scatti d’epoca, ma potrà fornire il proprio contributo attraverso nuovo materiale fotografico e testimonianze del passato che saranno inseriti nelle pagine web dedicate all’evento sui siti internet di Villa Schiuma e della Mediateca Provinciale di Matera e mandati in onda sulla televisione locale TRM.

La mostra, inoltre, sarà arricchita, per tutta la sua durata, da:

  • Esposizione di un corredo degli anni ’50 con documentazione storica relativa ai contratti che in passato si stipulavano prima del matrimonio;
  • Visita guidata con supporto di audio guida MP3 contenente musica e dettagli storici;
  • Video box che raccoglierà testimonianze sul tema “Il Matrimonio”;
  • Punto foto-ricordo in abiti d’epoca da cerimonia realizzato tramite sagome cartonate;
  • Angolo dedicato alla raccolta di foto d’epoca;
  • Punto vendita del libro “Il Matrimonio – E vissero felici e contenti…” il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza.


Mediateca Provinciale di Matera “A. Ribecco”
Piazza Vittorio Veneto - Matera
dal 1 dicembre al 10 gennaio 2009

Orari
dal lunedì al giovedì dalle ore 8,30 alle ore 18,30;
venerdì e sabato dalle ore 8,30 alle ore 13,30;
Orari straordinari
sabato 6 – 13 - 20 dicembre 2008 dalle ore 18,00 alle ore 21,00;
domenica 7 – 14 – 21 dicembre 2008 dalle ore 11,00 alle ore 13,00.

Ingresso gratuito

www.mediatecamatera.it
www.villaschiuma.it

Profumi del Mediterraneo

Comunicato stampa

Con il patrocinio del Comune di Taormina, Taormina Gallery è lieta di presentare una nuova rassegna di arti visive: la Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea "Profumi del Mediterraneo".
L'esposizione, curata dal critico e storico dell'arte Sabrina Falzone e coordinata dalla d.ssa Rosi Raneri, sarà allestita dal 30 novembre al 13 dicembre '08 presso la Galleria d'Arte Taormina Gallery, ubicata nel centro storico di Taormina, crocevia da sempre amato dal turismo internazionale
La mostra è dedicata ai paesaggi tipici del bacino del Mediterraneo, culla delle più antiche civiltà. Da sempre grandi viaggiatori hanno percorso la strada del mare e, attraversandone l'azzurra distesa, approdarono in mete illustri, che artisti di tutti i tempi hanno cercato di raffigurare ritraendone le peculiari caratteristiche. Sin dai tempi antichi il paesaggio mediterraneo è punto di incontro di scambi culturali, turistici e commerciali esistenti tra le sue relative città.
Dalle policromie ridenti di Marialuisa Sabato e Kicca Fuccella, il nostro sguardo si posa sugli armonici scenari ambientali di Ivo D'Orazio e Giuliana Liguori, sulle vedute paesaggistiche di Michele Montalto e Marta Bruno, per poi volare sui caratteristici tetti spioventi di Antonio D'Amico e Maria Rita Ridolfi, sulle astrazioni mediterranee di Giacomo Paolo Rossi e Valerio Cappabianca, sul fascino cromatico dei dipinti di Mimmo De Tommaso e Teresa Sciortino. Dalla Spagna, invece, arrivano i lavori suggestivi di Pilar Segura.
Il tema del progetto espositivo è dedicato, dunque, alla rappresentazione in chiave paesaggistica dei relativi colori, luci, profumi, sapori. Si intende coglierne la relativa flora e fauna e le innumerevoli caratteristiche attraverso l'arte, fermarne la particolarità, immortalare nel tempo un profumo emanato.

Titolo mostra: Profumi del Mediterraneo
Sede: Taormina Gallery, Via Giovanni Di Giovanni 36, Taormina (ME)
Periodo: 30 novembre - 13 dicembre 2008
Vernissage: domenica 30 novembre 2008, ore 18.00
Artisti in mostra: Marta Bruno, Valerio Cappabianca, Antonio D'Amico, Ivo D'Orazio, Mimmo De Tommaso, Kicca Fuccella, Giuliana Liguori, Michele Montalto, Maria Rita Ridolfi, Giacomo Paolo Rossi, Marialuisa Sabato, Teresa Sciortino, Pilar Segura

venerdì 28 novembre 2008

Eleganze Oro e Argento

Comunicato stampa

L’esposizione internazionale “Eleganze Oro e Argento” si presenta come unprogetto artistico imperniato sull’idillio cromatico dell’oro e dell’argentonell’arte contemporanea, presenze tonali che sublimano l’eleganza segnica e lasinuosità delle modulazioni materiche. Il progetto espositivo, di rilevanza internazionale, vuole omaggiare la finezzaesecutiva delle manifatture artistiche europee, sia nell’ambito della pittura chedella ricerca scultorea, come si evince nelle flessuose eleganze di Ana Almeida eLuca Saraceni e nella presenza degli originali anelli di Maddalena Costella. Elementi aurei gremiscono le ricercate opere d’arte di .Brethil., Alex Preti e DinoVentura (in arte MAT), mentre affascinanti apparizioni argentee si collocano neilavori eseguiti da Cristina Sesana, Coral Torrents e Mona Magdi. L’oro trionfa nelle preziose realizzazioni di Maria Cristina Martini e Dario Brivioper tramutarsi in colloqui emozionali tra luci e ombre nella ricerca artistica diFrancesca Nicoli ed Hedy Maimann. Oro e argento si celano dietro estensioni policrome nelle tele di Francesca Della Monica, Gamariel e Paula Apostol: è un tripudio di vibrazioni metalliche che culminanelle libere astrazioni di Lara Leso.




Dal 13 al 31 dicembre 2008
Vernissage Sabato 13 dicembre 2008
Galleria Unique di Patrick Caputo
Torino, Via Giovanni Giolitti 7E – 10123
Orario visite:dal lunedi' alla domenica 10,00-19.30;
chiuso il 25 e 26/12/08
Ingresso Libero
http://www.sabrinafalzone.info

mercoledì 26 novembre 2008

Le "finestre immaginifiche" di Bruno Donzelli

Comunicato stampa

Domenica 30 novembre, alle ore 18.00, alla presenza del maestro Bruno Donzelli, la galleria Idearte di Potenza inaugurerà i nuovi spazi espositivi di Via Londra 75 con la vernice della mostra-evento Donzelli.Opere scelte 2007 - 2008
Trenta le opere in mostra fino al 20 dicembre prossimo, tutte facenti parte dell'ultima produzione del Maestro, alla sua prima esposizione nel capoluogo potentino.
Bruno Donzelli nasce a Napoli nel 1941.
Appena ventunenne, tiene la sua prim
a personale alla galleria del Fiorino a Firenze alla quale seguono subito numerose mostre nazionali ed internazionali e diverse esposizioni in spazi pubblici, tra cui il Palazzo dei Diamanti di Ferrara.
Nel 1991 per il Comune di Roma, realizza presso il Teatro dell'Orologio le scenografie ed i costumi di Folli notti a Pietroburgo, spettacolo tratto da Le Notti Bianche di Dostojevskij.
Negli anni successivi allestisce personali nelle principali città europee e vengono pubblicate altrettante monografie tra cui quella storica del 1986 edita da La Scaletta di San Polo - Reggio Emilia - e quelle del 1997 (ed. Mazzotta) e del 1998 (ed. Georges Fall di Parigi).
Nel febbraio 2000, alla presenza di oltre duemila persone, viene inaugurata una sua grande mostra antologica alla Reggia di Caserta. L'esposizione, accompagnata da un catalogo edito da Charta, raccoglie oltre settanta opere degli ultimi trent'anni.
Segue una vasta antologica al Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno e nel 2004 gli viene assegnato dal Ministero per i Beni Culturali il premio dell'Internazionalità.
Ad oggi, Donzelli è stato protagonista di oltre duecento personali, gran parte delle quali di respiro internazionale.
Il fisico e l’oltre/reale
di Rino Cardone

Pittura di grande impatto emotivo quella di Bruno Donzelli: artista, questi, di ampia, matura, significativa e più che mai consolidata “ricchezza semantica”.
I suoi simboli, i suoi segni e le sue immagini sono un’estensione lirica, fantastica e cognitiva dei “linguaggi visivi” della migliore “modernità creativa”: quelli che ha fatto propri, oggigiorno - proprio perché validi - certa, buona, grafica pubblicitaria (specie quella applicata al web) e che cumulano, nell’arte visiva, le istanze dello “scandaglio psicoanalitico” della ragione (derivato, nel corso del Novecento, dall’identificazione e dall’applicazione delle “scienze psichiche”) con l’indagine giocosa e disimpegnata della realtà, che scaturisce, invece, come ricerca della concretezza, dalla rottura del “concetto tradizionalista” di bellezza intesa, quest’ultima, non più come una “linea ancorata” di “demarcazione estetica” (entro cui si sviluppa la proposta artistica), ma come “forma di sviluppo” di un genere di libertà immaginifica tout court, che si riflette sull’assunto creativo che s’intende dimostrare.
Nel caso di Bruno Donzelli, ne deriva un genere espressivo forte, veemente, sfrenato, a tratti travolgente, apparentemente incontrollato, dove contenuto e contenitore, significato e significante, valore ed espressione, forma e sostanza, si traducono nelle “trame fantastiche” e negli “orditi immaginifici” di una “tessitura segnica” in cui la dimensione armonica prevale sulla congerie dei segni, sul mucchio dei colori e sui rimandi stilistici di autori passati: che in questi nuovi “spartiti armonici” - creati da Bruno Donzelli - si fanno tutt’altra cosa, in senso estetico, rispetto alla loro “matrice intenzionale” immaginata da altri pittori, da altri autori (da Pollock, a Mirò, a Paul Klee, a Basquiat e così via tanti altri) cui si rifà l’artista napoletano, talvolta in chiave di remake semiotico - linguistico e talaltra, invece, in tono di vera e propria provocazione enfatica.
Nella mostra potentina che si tiene nella nuova sede della “Galleria Idearte” di Grazia Lo Re, l’artista Bruno Donzelli espone una selezione delle sue migliori opere: capaci di offrire un’idea completa del suo modus operandi che costituisce, ormai, un vero e proprio genere pittorico - del tutto inequivocabile e a lui esclusivamente riconducibile - in cui la “molteplicità delle tinte”, la “pluralità delle figure” e i minimali “richiami alla scrittura” - da lui fatti sulla tela - s’inscrivono (riguardo all’uso dello spazio prospettico) entro delle “geometrie a incastro” che vanno dal centro verso il margine, e viceversa, come una sorta di diaframma fotografico, che si apre e si chiude sulla realtà fisica del mondo e sull’oltre/reale immaginifico della pittura.

Titolo mostra:
Donzelli. Opere scelte 2007 - 2008
A cura di: Grazia Lo Re
Sede: Galleria Idearte, Via Londra 75, Potenza
Periodo: dal 30 novembre al 20 dicembre 2008
Apertura: tutti i giorni 11.00 - 13.00, 17.30 - 20.30

Amico Aspertini: artista bizzarro nell’età di Durer e Raffaello

Comunicato stampa

Le Giornate Europee del Patrimonio coincidono con i primi due giorni di apertura al pubblico della mostra "Amico Aspertini 1474-1552. Artista bizzarro nell’età di Durer e Raffaello", che sarà aperta fino a gennaio 2009 nella Pinacoteca Nazionale di Bologna. La mostra sarà la prima interamente dedicata alla personalità del pittore bolognese; la sua attività, infatti, fu così varia e multiforme da toccare i campi della pittura, della scultura, della miniatura, del disegno, dell’incisione e dell’illutrazione libraria. La mostra, inoltre, offrirà un’accurata selezione di opere degli artisti, italiani e stranieri, con i quali egli venne a contatto, offrendo una panorama artistico di ciò che di significativo si produceva in Italia e in Europa in quegli anni.
Amico Aspertini si forma verosimilmente all’interno della bottega del padre con il quale si reca a Roma intorno al 1496. Durante questo soggiorno entra in contatto con i cantieri romani di Filippino Lippi e Pintoricchio e matura quella passione verso il mondo antico che lo accompagnerà per sempre . Preziosa testimonianza di questo interesse sono i famosi taccuini (Codice di Parma; Codice Wolfegg; London I e London II) e i numerosi disegni sciolti che documentano la straordinaria fantasia inventiva del maestro e la varietà di stimoli culturali raccolti durante i viaggi a Roma, Firenze e Venezia. Fino al 1506 Aspertini è attivo a Bologna in rapporti d’amicizia con collezionisti e intellettuali dello Studio; in seguito alla cacciata dei Bentivoglio si reca a Lucca dove decora la cappella di Sant’Agostino nella Chiesa di San Frediano. A partire dal secondo decennio del Cinquecento il pittore è protagonista della scena artistica bolognese, contrapponendo il suo estro e la sua eccentricità al classicismo raffaellesco che dominava il gusto della città dopo la conquista da parte della Chiesa. Ampio è l’impegno nel cantiere di San Petronio: come scultore (Cristo sorretto da Nicodemo sul portale di destra) e pittore (la Pietà e Santi nella Cappella Marsili e le Ante dell’Organo). Nel 1529 Amico lavora all’apparato effimero realizzato per l’ingresso a Bologna di Carlo V e Clemente VII e la sua attività prosegue fino al 1540 circa (affreschi nella Rocca Isolani di Minerbio). Il pittore muore il 19 novembre 1552 e viene sepolto nella Chiesa carmelitana di San Martino.

Pinacoteca Nazionalevia Belle Arti, 56 Bologna
dal 27/09/2008 al 11/01/2009Costo del biglietto: € 10
Sito Web: http://www.amicoaspertini.it/


Promosso da: Comune di Bologna, Pinacoteca Nazionale di Bologna con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Fondazione del Monte di Bologna, in collaborazione con la Società S.Cecilia Associazione Amici della Pinacoteca di Bologna

Tiberio Gracco in mostra a Pompei

Non dirmi di smettere
Mostra antologica di Tiberio Gracco

Sculture e disegni dal 1988 al 2008

Dal 28 novembre 2008 al 6 gennaio 2009
Inaugurazione: venerdì 28 novembre ore 19.30
Museo Gracco - Villa dei Misteri, Pompei (NA)

Comunicato stampa

Se consideriamo le opere di Tiberio Gracco singolarmente, o tenendo conto solo della produzione di un determinato periodo, potrà facilmente sfuggirci il senso più ampio nel quale vanno collocate. Ecco, quindi, la ragione d'essere di questa mostra antologica. Analizzando ogni opera nel contesto di un'attività ventennale, riusciremo a cogliere il quadro d'insieme, il "racconto" di una storia altrimenti inedita, una particolare visione della vita nel suo continuo divenire, dalle origini ai nostri giorni.
In principio la materia era informe, priva di ogni senso, fino al giorno in cui l'Idea se ne appropriò, donandole forma e direzione. Questo impasto primigenio, semplice di colori primari, essenziale nella geometricità delle forme, diede origine all'"essere". Cosa fosse, uomo, donna, o alieno, non importa. Questo "essere", formato dalla materia informe, dall'"uovo", che a sua volta era stato generato dall'Idea, cominciò, insieme alla sua "compagna", a progettare e produrre altri "esseri", finché tutto l'universo si riempì di forme e colori.
In quest'ottica, la bidimensionalità o la terza dimensione nelle opere di Tiberio Gracco non sono altro che modi diversi di rappresentare una medesima realtà, in cui ogni forma è passiva e attiva, prodotto di un'idea, ma al contempo essa stessa in grado di generare altre idee, altre forme, con le quali entrare in rapporto. Presto la "compagna" diventa il centro dell'attenzione di tutte le altre forme, "uomo" compreso. È lei, con la sua seducente libertà, ad essere l'oggetto del desiderio di chi l'osserva e di quelli che ad essa aspirano.
Ma un giorno l'incanto si rompe. L'arcobaleno dei colori originali si frantuma in una miriade di tinte diverse, e tutto si complica. L'armonia dell'universo, basata sul rapporto di sostanziale parità tra le varie componenti, in cui ogni cosa era prodotta e produceva in perfetto equilibrio, svanisce, soppiantata dalla legge del più forte. L'"altra" non è più "compagna" dell'"essere", a lui simile, ma sua rivale, antagonista, che tutto pretende ma niente più dona. È così che l'"uomo" finisce "ritagliato" e "appeso" a testa in giù, trattato proprio come un burattino, completamente schiacciato dallo strapotere della "donna".
L'"essere" sente, dunque, impellente il bisogno di riappropriarsi della libertà sottratta. L'"altra" avverte l'esigenza di ri-divenire "compagna", di rinascere in tutta la sua genuina bellezza, di rigenerarsi attingendo dalle origini comuni, per diventare di nuovo "simile" all'"essere". Si torna all'armonia anzitempo perduta dei colori primari e a un contatto "vero" con la materia primordiale. Le forze che per lungo tempo erano straripate devono essere trattenute, riportate nel loro sentiero naturale.
Questo l'epilogo di una storia millenaria, che non è avvertito come mera speranza o pia illusione, piuttosto come una necessità fondamentale dell'ordine universale. Questo il tema dominante della mostra, questa l'Idea di Tiberio Gracco che ha generato, tra dipinti, grafiche e sculture, le forme infinite della sua produzione artistica negli scorsi vent'anni.
Plinio Caio Gracco

Orario di visita: 10-13 dal martedì alla domenica. Lunedì chiuso
Info: tel. 0818613784 - museo@gracco.it

www.gracco.it
www.museogracco.it

La psicoanalisi indaga l'arte

LA LENTE DI FREUD
UNA GALLERIA DELL’INCONSCIO

Mostra a cura di Giorgio Bedoni
Complesso Museale Santa Maria della Scala
Piazza Duomo 2, Siena

27 novembre 2008 - 22 febbraio 2009

Pieter Bruegel il Vecchio, Giovanni Battista Piranesi, Francisco Goya y Lucientes, Max Klinger, Alfred Kubin, Richard Müller, George Grosz. Le Anamorfosi.

7 grandi artisti alla luce dello sguardo freudiano

Comunicato stampa
Il Comune di Siena, in collaborazione con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena e la Fondazione Antonio Mazzotta di Milano, presenta la mostra La lente di Freud. Una galleria dell’inconscio, a cura di Giorgio Bedoni. In mostra una selezione di circa 200 opere grafiche e originali (incisioni, xilografie, chine e acquerelli su carta) della Fondazione Antonio Mazzotta.
Allestita all’interno degli spazi del Complesso museale Santa Maria della Scala di Siena, la mostra si inserisce nel filone di studi psicoanalitici sull’arte e la creatività inaugurata da Sigmund Freud.
Le opere e gli artisti nella mostra senese sono stati affidati alla lettura critica di alcuni tra i più autorevoli specialisti del settore: Mauricio Abadi ci parla di Dante, Simona Argentieri di Alfred Kubin, Francesco Barale di Max Klinger, Giorgio Bedoni di Francisco Goya y Lucientes, Giuseppe Civitarese e Giovanni Foresti di George Grosz, Paola Golinelli di Richard Müller, Fausto Petrella di Giovan Battista Piranesi e Anamorfosi, Salomon Resnik di Peter Bruegel.
Particolare attenzione sarà dedicata al percorso didattico dell’esposizione che guiderà il visitatore lungo lo sguardo che gli autori hanno avuto sugli artisti. Pannelli esplicativi suggeriranno e solleticheranno il visitatore accompagnandolo da una sezione all’altra della mostra.

Dalla introduzione di Giorgio Bedoni
Da quando Sigmund Freud dedicò una parte rilevante dei suoi scritti alla creatività, ai temi dell’illusione estetica e del simbolico, allo studio analitico di opere e autori, il dialogo tra arte e psicoanalisi è continuato ininterrotto, pur con alterna fortuna e intensità.
Un dialogo contrassegnato da una straordinaria produzione di osservazioni e ricerche che da Freud in avanti individua un paradosso fecondo: è oggi infatti diffusa la consapevolezza che malgrado questa grande produzione non si disponga di un sapere psicoanalitico sistematico sull’arte e sui processi creativi. Tutto questo è, per certi versi, un indubbio vantaggio, impedendo atteggiamenti semplificatori e posizioniriduzionistiche sull’ordine simbolico dell’opera e sull’autore stesso che di fatto verrebbero rinchiusi entro anguste griglie “psicologistiche”.
L’intero corpus teorico freudiano, ovviamente non riducibile ai “soli” scritti sull’arte, ha storicamente suscitato un grande interesse negli artisti, in modo particolare in alcuni delle avanguardie del Novecento, individuando reciprocità e coincidenze, fraintendimenti e incomprensioni, producendo, tuttavia, congetture feconde in un campo di studi dichiaratamente transdisciplinare: si pensi, tra i molti, agli scritti di Karl Abraham e di Ernst Kris, di Marion Milner e di Donald Winnicott.
Sono esemplari, in questa prospettiva, gli studi novecenteschi sul sogno e l’illusione estetica, l’interesse degli artisti e degli storici per i temi del fantastico e del visionario a partire dallo sguardo freudiano, in uno scenario oggi nuovo e aperto, pur nelle rispettive appartenenze, a suggestioni e a contaminazioni. Sul piano del metodo, come osserva Fausto Petrella, “la mobilità richiesta alla riflessione analitica per far ‘parlare’ un’opera comporta l’attraversarne i vari livelli e connessioni”: uno sguardo polisemico, dunque, che contempli le fonti storiche e antropologiche, la dimensione formale e quella iconologica, consapevoli che il lavoro dell’arte estende i confini dell’esperienza senza doversi affidare, per quanto possibile, a idee precostituite di verità.”
In questo scenario si colloca la mostra La lente di Freud. Una galleria dell’inconscio: opere e artisti sottoposti allo sguardo della lente freudiana, che si offrono ad una rivisitazione con l’obiettivo di sollecitare commenti critici e ipotesi interpretative, di individuare suggestioni e coincidenze sul piano storico e culturale. Le opere in mostra sono state collezionate da Gabriele Mazzotta e appartengono alla Fondazione Antonio Mazzotta.

Catalogo:
Edizioni Gabriele Mazzotta

Orario:
tutti i giorni, compresi festivi 10.30 - 19.30

Biglietto d’ingresso:
intero € 5,00, ridotto € 3,00, studenti € 2,00
tel. biglietteria 0577.247220

Uffici stampa:
- Fondazione Antonio Mazzotta, Alessandra Pozzi, tel. 02.878380,
ufficiostampa@mazzotta.it
- Comune di Siena, Roberta Ferri, tel. 0577.292201 - 292233, fax 0577.292404, stampa@comune.siena.it

Per informazioni: Segreteria Santa Maria della Scala, tel. 0577.224811 - 224830, fax 0577.224829
infoscala@sms.comune.siena.it; www.santamariadellascala.com; www.mazzotta.it

Gli "Auto-biografismi"

Comunicato stampa

Presso Il Circolo La Scaletta - in via Sette Dolori 10, nei Rioni Sassi di Matera - il 29 novembre alle ore 18 si inaugura la mostra dell'artista pugliese Severina Di Palma, Auto-biografismi, presentata da Katia Ricci. Resterà aperta fino al 13 dicembre. Le opere in carta, materiale prediletto da Severina Di Palma, hanno uno spessore tale da produrre effetti plastici, come se fossero quasi bassorilievi dalla superficie increspata con rilievi, tagli e buchi, cuciture e strappi dagli orli sfrangiati.
Nelle sue ultime opere usa una tavolozza variegata, che ha sostituito il bianco dei lavori precedenti. "Fare arte-dice Severina Di Palma- è una sorta di autocoscienza che fa emergere un mondo in cui prevalgono i rossi, gli azzurri, i verdi e i gialli, i colori della mia terra colma di sole e di fatica, dove non c'è posto per tinte opache, neutre, distaccate. Il nero non è mai presente perché per me è negazione. Negazione della vita! La vita, invece, è comunque bene e gioia". Partendo dal dato che il mondo è abitato da donne e uomini, inserisce nei suoi lavori simboli femminili e maschili, a volte tratti dalle ceramiche e dalle stele di cui abbonda la Daunia, sua terra natale: triangoli e campane, spirali e cerchi, si alternano a linee verticali variamente combinate. Pur eseguendo opere astratte, non rinuncia mai a descrivere il suo rapporto con il mondo e a far emergere la consapevolezza di essere donna prima che artista, atteggiamento questo tutt'altro che scontato ancora oggi. Severina Di Palma non è mai stata femminista, anzi si è tenuta lontana da gruppi, ideologie, manifestazioni di carattere politico, ma ha da sempre intrecciato le pratiche artistiche con la riflessione sulla propria differenza femminile. "Ho lottato molto-ricorda-per affermare la mia indipendenza e libertà attuale.Gli stereotipi di ragazza colta presenti nel mio paese, all'epoca, vedevano la donna solo come maestra. Riuscii a convincere i miei genitori, parlando loro della mia passione per il disegno e la pittura, a farmi frequentare una scuola d'arte." Alla concezione dell'opera come un oggetto che ha una sua forma definitiva, conclusa e chiusa, Severina, come tanti altri artisti di oggi, oppone e sostituisce l'idea di una ricerca artistica legato alla quotidianità e che di questa conserva i ritmi e i tempi ineguali, perché dettati da situazioni a volte improvvise e impreviste, proprie di un organismo vivente. Le superfici delle carte variano continuamente, diventando luogo di invenzione: pieghettature e trafori a tratti si addensano in elementi riconoscibili come merletti, ma subito si distendono quasi per negare la qualità decorativa e consolatoria dell'arte, privilegiando, invece, il piano concettuale e comunicativo.

Circolo Culturale La Scaletta
Via Sette Dolori, 10
Rioni Sassi
75100 Matera
www.lascaletta.net

martedì 25 novembre 2008

Supernatura

Comunicato stampa

Se si smette di guardare il paesaggio come l’oggetto di un’attività umana subito si scopre una quantità di spazi indecisi, privi di funzione sui quali è difficile posare un nome. Quest’insieme non appartiene né la territorio dell’ombra né a quello della luce. Si situa ai margini. Dove i boschi si sfrangiano, lungo le strade e i fiumi , nei recessi dimenticati dalle coltivazioni, là dove le macchine non passano. Tra questi frammenti di paesaggio nessuna somiglianza di forma. Un solo punto in comune: tutti costituiscono un territorio di rifugio per la diversità. Questo rende giustificabile raccoglierli sotto un unico termine. Propongo Terzo paesaggio”.
G. Clément, Manifesto del Terzo paesaggio
Nell’ambito di interesse della Fondazione SoutHeritage di mettere in opera una relazione sinergica tra i linguaggi artistici contemporanei e del presente avanzato con tutto ciò che contraddistingue l'ecologia, il territorio e la città di Matera, sabato 29 novembre presenta il progetto Supernatura.
Molti sono gli artisti che si occupano del rapporto con il paesaggio e il territorio, dei legami profondi dell’uomo al suo ambiente naturale. Un esempio dell'applicazione di questa prassi progettuale è il lavoro di Ottmar Hörl, artista tedesco che esce dallo studio e dagli spazi museali per intervenire nello spazio urbano o naturale lasciando un suo segno sul territorio, qualunque sia la durata, la scala ed i materiali usati, a testimonianza di un tipo di arte che riunisce etica, ecologica e arte pubblica, pragmatismo ed estetica, paesaggio e installazione.
L’artista riscopre il paesaggio e i legami con la storia e le tradizioni di coloro che lo abitano e proprio sul concetto di giardino e paesaggio (naturale, antropizzato, agricolo), a latere della mostra dedicata all'artista presentata negli spazi della Fondazione SoutHeritage, un progetto urbano coinvolge alcune aree verdi della città di Matera. Qui l’attenzione si sposta non solo nel paesaggio naturale, ma soprattutto in quello culturale in cui il consumo del territorio induce l'artista a comprendere la logica della struttura del paesaggio urbano per operare scelte di permanenza e/o di trasformazione in grado di modificarne l'evoluzione. Una serie di interventi contaminano luoghi, aree interstiziali e periferiche della città, offrendo al pubblico nuovi approcci allo spazio urbano e nuove chiavi di lettura della realtà.
L’obiettivo delle installazioni urbane è l'elaborazione e il tentativo di sviluppo di una consapevolezza estetica sulla natura e sul verde urbano. Questa consapevolezza si sviluppa nella scelta di otto spazi verdi selezionati sulla base del concetto di “Terzo paesaggio” teorizzato da Gilles Clément. Aiuole incolte, giardini abbandonati, spazi verdi che mostrano tracce di consumo, in cui si esplicano le energie spontanee del mondo vegetale, diventano sede di un’operazione installativa partecipativa grazie a una modificazione artistica ed ecologica che stimoli una declinazione del termine paesaggio nella convinzione che solo conoscendo adeguatamente quest’ultimo è possibile instaurare una nuova e diversa relazione con esso.
Un’idea volta dunque alla sensibilizzazione sulle problematiche ambientali e dello spazio pubblico, per far comprendere meglio il funzionamento della città, educare ad un migliore uso del proprio ecosistema e trasformare, attraverso l’estetica, porzioni di territori abbandonati in affascinanti paesaggi da esperire attraverso la ricerca dei vari interventi artistici, appositamente mimetizzati fra erbacce infestanti e piante papaveriche.

Titolo: Supernatura
A cura di: Angelo Bianco
Sedi: Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea - V. F.sco Paolo Volpe 6
Periodo: 02 dicembre 2008 > 12 gennaio 2009
Orari: martedì > sabato 17.00 > 20.00 ingresso libero
Inaugurazione: sabato 29 novembre ore 18.00 > 21.00 Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea - V. F.sco Paolo Volpe 6
Info: T. F. +39 0835 240348 southeritagepress@southeritage.org www.southeritage.org

domenica 23 novembre 2008

L'opera grafica di Salvador Dalì

Inveruno (MI), Centro Servizi per la Cultura e l’Impresa
Sala Francesco Virga (largo Sandro Pertini 2)
15 novembre 2008 - 6 gennaio 2009

Comunicato stampa

Il Comune di Inveruno dopo il successo, nello scorso autunno, della mostra dedicata alle incisioni di Marc Chagall, presenta quest’anno la rassegna Salvador Dalí - L'opera grafica, organizzata sempre in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta di Milano.
L’esposizione si preannuncia come uno dei principali avvenimenti culturali della città lombarda, sia per la ricchezza dell’esposizione, sia per l’importanza dell’artista catalano.
La rassegna presenta circa 50 opere grafiche di Dalì, realizzate dal 1928 al 1975, che a volte sono rielaborazioni di altrettanti suoi capolavori, come: Piccole ceneri, (1928), Il grande masturbatore, (1929), Reminiscenza archeologica dell’“Angelus” di Millet, (1934-35), Metamorfosi di Narciso (1936-37), Cigni riflessi in elefanti (1937), L’enigma senza fine (1938), Tristano folle (1944), La tentazione di Sant’Antonio (1946), Leda atomica (1949), le due versioni di La Madonnna di Port Lligat, (1949 e 1950), Alla ricerca della quarta dimensione (1979).
Salvador Dalí (Figueras 1904-1989) è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi artisti del XX secolo e uno dei principali esponenti del movimento del Surrealismo - fondato nel 1924 da André Breton - nonostante la sua estromissione alla fine degli anni Trenta, in quanto non in linea con le posizioni ideolgiche dei compagni.
Dalì si è sempre considerato l’unico “surrealista integrale” e sicuramente del Surrealismo ne fece una regola di vita. Lungo il suo percorso ha però assimilato tutti gli stimoli del Novecento e a sua volta ha contribuito a definire alcuni dei paradigmi tipici dell’arte contemporanea. Entra a far parte del Surrealismo nel 1929 grazie alla mediazione del conterraneo Miró ed elabora una maniera del tutto personale in cui si fondono gli elementi della sua formazione, la profonda conoscenza della storia dell’arte e la curiosità per i fermenti più innovativi della cultura europea. Sviluppa quindi un suo metodo “paranoico-critico”, che espone nel saggio L’âne Pourri (pubblicato nel 1930 su “Le Surrèalisme au service del la rivolution”), creando opere tematiche di carattere psicoanalitico, con virtuosistici e paradossali accostamenti di immagini e situazioni che immancabilmente suscitano sorpresa e curiosità nell’osservatore.
Poeta, scrittore e uomo di cinema accanto a Buñuel e Hitchcock, oltre che pittore e scultore, Dalí fu anche un grande comunicatore che, alla pari di Andy Warhol e anzi precedendolo di qualche decennio, seppe imporre la propria personalità a livello internazionale grazie all’originalità delle sue teorie e dei suoi atteggiamenti spregiudicati e anticonvenzionali, ben riassunti nel famoso manifesto Mi lucha: “Contro la semplicità, complessità; contro la uniformità, diversificazione; contro il collettivo, l’individuale; contro la politica, la metafisica; contro la rivoluzione, la tradizione; contro la medicina, la magia; contro lo scetticismo, la fede”, ecc.

Main sponsor: National Suisse, Antico Laghetto Fincoin.
Sponsor: Antonio Nito Chiodini, Cerini Enrico Siderurgica Inverunese, Col.En., Zambelli, Elettromeccanica Colombo, San. Cor., Gruppo Ceriani, Mo.Be, Italdenim, Marcora. Media partner: Il Giorno

Orario: martedì 20.30-22.30; sabato e domenica 10.30-12.30/15-17.30.
Chiuso 25 dicembre 2008 e 1° gennaio 2009.
Durante la settimana apertura per le scuole e gruppi su appuntamento (con visite guidate).
Info: tel. 02.9788121
Ingresso libero

Catalogo con testo di Ilaria Ortolina. Edizioni Gabriele Mazzotta

Con il patrocinio di
Regione Lombardia/Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie
Provincia di Milano/Assessorato alla cultura, culture e integrazione

sabato 22 novembre 2008

Presentazione del libro "Euforika Napoli"

Comunicato stampa

Martedì 2 dicembre 2008 alle 20,30 l’artista francese Christophe Mourey, presenta il suo libro d’arte “Euforika Napoli” (84 pag., Tullio Pironti Editore). 180 disegni dedicati alla città che lo ha adottato, un omaggio sincero fatto di “impressioni visive” disegnate su un taccuino utilizzando esclusivamente una bic multicolore e dei pennarelli. Una sorta di inventario della città, spontaneo e naturale, realizzato da un flaneur contemporaneo e presentato da Tina Piccolo con la sua poesia “Eternamente Napule” e arricchito dalle note introduttive della scrittrice francese Marie Darrieussecq e della scrittrice napoletana Valeria Parrella.
«Non è un artista di passaggio né un turista per caso, - scrive riferendosi a Mourey, Maria Rosaria Di Virgilio che ha curato l’introduzione al volume – è un “viaggiatore statico” che opera con i semplici strumenti del disegno nell’estemporaneità di un’emozione visiva». Mourey disegna facciate di palazzi storici, vicoli tortuosi, monumenti, statue, piazze, parchi, il mare, il Vesuvio e oggetti comuni, tra scorci panoramici e vedute. L’artista compone il suo atlante di immagini ritraendo anche i volti di persone comuni come “Giuseppe il pescatore” o “Marco il benzinaio” che si mescolano a profili e ritratti più noti come quelli di Eduardo e Peppino De Filippo, Sofia Loren, Massimo Troisi, Massimo Ranieri, Luciano De Crescenzo, Valeria Parrella, Erri De Luca, Giuseppe Montesano, Francesco Caccavale, i galleristi Lia Rumma, Alfonso Artico e Lucio Amelio o a volti del giornalismo napoletano come Massimo Milone, Francesco Durante, Giustino Fabrizio e Antonio Sasso. «Euforika Napoli – spiega Christophe Mourey – è un titolo voluto per sottolineare alcune caratteristiche della città, come la sua effervescenza e la sua inesauribile creatività che non trovo altrove, né a Parigi né a Milano né a New York. Napoli è una città che rivela sorprese dietro ogni angolo, paragonabili a dei graffi agli occhi».
La serata d’onore dedicata a Napoli vedrà, sullo sfondo del palcoscenico del Teatro Augusteo, la proiezione delle opere di Mourey, mentre diversi artisti porteranno il loro contributo all’evento presentato dal principe Maurice Agosti, attore e performer estroso ed eclettico, qui in veste di gran cerimoniere. Napoli e Parigi si incontreranno idealmente sul palco con Pina Capobianco, interprete di canzoni napoletane cantate in dialetto partenopeo e in francese e Annalisa Martinisi, che canterà alcuni brani classici napoletani rivisitati e tradotti in francese. Si riderà con il comico-imitatore Lino Barbieri, mentre seguiranno gli interventi della soprano Imma Iovine, del gruppo musicale Neapolis Ensemble, della poetessa Tina Piccolo e del cantautore francese Cyrille Zakof. Ci sarà anche uno spazio dedicato alla danza con gli allievi dell’Accademia di Danza e Spettacolo di Barbara Scaramuzzi che balleranno su alcune musiche di Chopin eseguite alla chitarra classica da Pascal Suzzarelli.
Alle 20 Christophe Mourey sarà lieto di incontrare i giornalisti e consegnare personalmente una copia di Euforika Napoli.
L’ingresso al teatro Augusteo, è libero fino ad esaurimento posti, ma si è già aperta la caccia gli inviti cartacei, stampati in tiratura limitata uno diverso dall’altro, che riproducono alcuni dei disegni di Christophe Mourey, con tanto di firma autografa.
La Serata d’Onore per Napoli è patrocinata dal Comune di Napoli, prodotta dall’Accademia Internazionale Partenopea “Federico II”, Fondazione Istituto Banco di Napoli, Studio Zoena Architetti, Italstage Company s.r.l., Ente Provinciale per il Turismo Napoli, Miko Cataldo Import Export e con la direzione artistica dell’on. Mimmo Cannone e del dr. Salvatore Balasco e la supervisione del dr. Luciano Polimero.
La comunicazione dell’evento è curata dell’agenzia Ogham

Note biografiche
Christophe Mourey nasce a Parigi nel 1970. Nel 1996 si diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Rouen (Francia). Ha vinto diversi premi di pittura, ha partecipato per tre anni al Salone Internazionale d’Arte Contemporanea di Montrouge (vicino Parigi), ed ha al suo attivo diverse esposizioni personali e collettive. Grazie alla sua tecnica di rilettura del disegno contemporaneo, l’artista realizza con l’happening grafico un lavoro che associa bozzetti stilizzati presi dal vivo e dialogo con il pubblico. Il suo happening grafico lega con precisione la spontaneità del disegno, lo scambio nato dalla conversazione e il bisogno di trasmissione con la memoria «scannerizzata». Vive e lavora tra Napoli, Parigi e Milano. www.christophemourey.com

Informazioni: 3407743311

Ufficio Stampa
Mariacristina Coppeto per Ogham
m.coppeto@libero.it mob. 3382425968

In edicola il numero di Novembre!!!

Anche se con un po' di ritardo vi annunciamo che già da qualche giorno potrete trovare in edicola il numero di Novembre di In Arte.


In questo numero...

Bellezze dall'Italia
La Sacra di San Michele della Chiusa di Giuseppe Nolè
Paestum: il culto di Hera sul dorico classico di Gianmatteo Funicelli
Pittura ed eventi
Il sentimento della natura e l’atmosfera luminosa di Monica De Canio
Giovanni Fattori - immagini dal Risorgimento di Giovanna Russillo
Musica
Fantasia e ironia in Samuele Bersani di Francesco Mastrorizzi
Architettura
Un ponte per ricucire parti di città di Mario Restaino

A breve sarà disponibile anche il download del numero di Settembre.
Buona lettura a tutti!!!

venerdì 21 novembre 2008

Fabio Pappacena in scena a Roma fino a domenica

Comunicato stampa

Un uomo dalla forza insolita che emoziona sia chi lo interpreta che chi lo guarda, è ciò che pensa Fabio Pappacena del personaggio protagonista di “Masked. Legami di sangue”, da lui interpretato.
Nell’opera israeliana che verrà messa in scena in prima nazionale assoluta al Teatro dell'Orologio di Roma dal 6 al 23 novembre 2008, l’attore lucano, formatosi presso il Piccolo Teatro di Potenza, diventerà Na'im, un attivista palestinese rifugiatosi sui monti e tornato solo per interrogare suo fratello, tacciato di essere una spia al servizio degli israeliani.
In questo spettacolo dal sapore classico e dal valore universale - in cui si è osato parlare dell’intifada, senza schierarsi da nessuna parte, se non da quella dell’essere umano - , l’autore Ilan Hatsor ha narrato con coraggio la storia di tre fratelli palestinesi travolti da scelte politicamente incompatibili tra loro.
Concepito nel 1990, ma attuale più che mai, Masked arriva a Roma, dopo esser stato rappresentato con successo di pubblico e critica a Tel Aviv, dal Teatro Arabo-Ebraico di Jaffa, e, nel corso degli anni, a New York. Il testo teatrale israeliano, anche vincitore del primo premio all'Israel Fringer Theater Festival ad Acco, catapulterà il pubblico nel dramma assoluto della guerra, sviluppato attraverso il dualismo tra eroe e traditore che tanti autori ha già ispirato.
Lo scontro rappresentato può essere traslato in uno qualsiasi dei conflitti che da sempre sconvolgono la storia dell'uomo, poiché Masked è la messa in scena dei legami del sangue, quelli familiari che non abbiamo scelto e quelli che scegliamo a prescindere dalle nostre origini.
Con quest’opera difficile si avvia a conclusione un anno che ha visto molto impegnato Pappacena il quale, oltre ad aver ricoperto il ruolo di assistente alla direzione artistica dell’ultima edizione del più importante evento italiano dedicato al teatro, “Spoleto 51 – Festival dei Due Mondi”, ha vestito i panni del giudice in “Processo a Nerone”, scritto da Corrado Augias e diretto da Giorgio Ferrara.
Ora, dopo esser stato diretto da uno dei suoi maestri di recitazione, Domenico Mastroberti, nel lungometraggio “Passannante: a morte il Re, viva Umberto”, che verrà presentato prossimamente a Potenza, a 130 anni dall’attentato che ricorrerà il 17 novembre, Fabio, svestiti i panni dell’anarchico lucano, torna a teatro per indossare quelli di un terrorista più moderno in “Masked. Legami di sangue”, con la regia di Maddalena Fallucchi.
Con Masked, dunque, continua la collaborazione tra l’attore lucano e la regista pugliese che, dopo averlo diretto nel 2003 nella conduzione del programma per ragazzi “Achab 2003”, in onda sul canale Raisat Ragazzi, lo ha scelto per il teatro sia come interprete per “Assassinio sull'Orient Express” di Aghata Christie sia come aiuto regista per “Svolta pericolosa” di J. B. Priestley e “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury.

Per ulteriori informazioni
Ufficio Stampa: iVolution Lab
press@ivolutionlab.com
347 6200220

giovedì 20 novembre 2008

Lost Paradise - Lo sguardo dell’angelo

di Francesca Donvito

“C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi”. È con queste parole che il filosofo ebreo tedesco Walter Benjamin, descrisse nel 1939, all’interno delle sue celebri Tesi di Filosofia della Storia, una delle opere più importanti dell’artista svizzero Paul Klee.
L’acquerello, realizzato nel 1920 e successivamente acquistato da Benjamin, appartiene oggi al Jerusalem Israel Museum e per la prima volta, è stato esposto al pubblico in Europa, come opera chiave dell’esposizione Lost Paradise-Lo sguardo dell’angelo organizzata dal Centro Paul Klee di Berna.
All’interno della suggestiva cornice architettonica, concepita da Renzo Piano come un flusso di tre onde di vetro e acciaio, perfettamente amalgamate con il territorio circostante, ci si sente immersi in un vivace contenitore culturale: grandi spazi espositivi, sale attrezzate per concerti e manifestazioni e un museo dedicato ai bambini, creato per stimolare la loro creatività.
Il Centro Paul Klee attualmente offre la possibilità di visitare due mostre, in netta contrapposizione l’una all’altra; il percorso di visita prevede dapprima l’esposizione Il giardino incantato di Paul Klee, dove rappresentazioni di piante, fiori, giardini e parchi immergono i visitatori in un Eden naturale, cosi come lo immaginava Klee. L’esposizione Lost Paradise- Lo sguardo dell’angelo, aperta dal 31 maggio al 26 ottobre 2008 e allestita al piano inferiore, è un viaggio sul tema del paradiso perduto, nell’oblio di catastrofi e sofferenze collettive e individuali del XX e del XXI secolo, dalla prima guerra mondialeall’11 settembre 2001.
Nello spazio espositivo dipinto di nero, che non offre vie di fuga, trovano spazio più di 130 opere che mettono in evidenza il naufragio del progresso, la distruzione, la sofferenza e il vagare dell’uomo alla ricerca della sopravvivenza in mezzo a tutto questo orrore terreno. Attraverso fotografie, filmati, installazioni, dipinti e reperti storici (alcuni provenienti dal Museo della Memoria di Hiroshima) il visitatore è confrontato con una sorta di antologia dell’arte del Novecento, testimone diretta dell’ininterrotta serie di atrocità che ha caratterizzato il secolo scorso. Opere di Paul Klee e Alberto Giacometti si affiancano ai lavori di artisti come Picasso, Adrian Paci, Fernando Sanchez Castillo, Alfred Kubin, Nan Goldin e Jean Luc-Godard. Il mezzo è vario quanto il tema, non offre respiro fino alla fine.
Il senso d’angoscia pervade gli animi, ne cattura i sentimenti e forse, anche solo per un attimo, invita a riflettere sulla crudele natura dell’uomo. L’Angelus Novus campeggia al centro della sala, con il suo sguardo retrospettivo verso la storia, fugge terrorizzato da ciò che vede, assumendo a tratti sembianze umane o addirittura mostruose. I suoi occhi sgomenti imprimono suggestione in quelli del visitatore. “È un angelo che esiste per un istante, attonito, davanti a qualcosa che non comprende e poi muore. Si allontana da qualcosa su cui fissa lo sguardo […] è l’emblema della storia; è trascinato dal vento verso il futuro, il progresso è la tempesta che lo trascina, ma i suoi occhi sono rivolti al passato”. (Walter Benjamin).

martedì 11 novembre 2008

Note! La mostra di Barbara Paoletti

di Fiorella Fiore

Barbara Paoletti espone alla Galleria d’arte Teknè a Potenza le sue ultime opere, “Note” che raccontano “le emozioni e i ricordi” di una vita, che lo spettatore è invitato a leggere come le pagine di un diario, dove alle parole si sostituiscono forme evocative che raccontano un’ esistenza.
Le opere di Barbara Paoletti, a prima vista, possono riportare alla mente alcuni lavori della pittura astratta italiana degli anni cinquanta e sessanta, dove tracce di sensazioni ed emozioni si materializzano entro uno spazio liquido. E, sicuramente, l’arte di quest’artista ha mosso i suoi fondamentali passi proprio nell’universo del realismo astratto; ma subito ha cercato di svincolarsi da codifiche stilistiche, realizzando un proprio personale linguaggio. Ed infatti, nelle opere di “Note”, esposte presso la Galleria Teknè dal 15 novembre al 15 dicembre 2008, il puro astrattismo lascia spazio solo ad una fuggevole impressione, per diventare altro. La materia pittorica si fa solida, concreta, e si libera all’interno di uno spazio tridimensionale costretto dalla cornice del vetro, all’interno della quale i colori, divenuti oggetti, si muovono in una dimensione onirica. Fili di ferro intrecciano cerchi, frantumi di vetro tracciano linee, frammenti di carta creano turbinii intorno ad oggetti plastici, solidi nella loro geometrica struttura, ricordo di linee antiche e rigorose disegnate su tela. Le cose fluttuano all’interno dello spazio intrappolato dal vetro, che delimita la superficie dell’opera e nello stesso tempo rende visibile, e quasi tangibile, a noi che guardiamo, quei colori usati nelle tele, ora trasformati in scultoree realtà. Essi traducono, come dice l’artista, “le emozioni e i ricordi” di una vita, che, in questa mostra, vengono sussurrati allo spettatore, invitato a leggere le opere come le pagine di un diario, dove alle parole si sostituiscono forme evocative che raccontano un’ esistenza.

Orario: il lunedì ore 17.00-20.30 dal martedì al sabato ore 10.00-13.30 e 17.00-20.30
domenica su appuntamento

lunedì 10 novembre 2008

La “Conversione di Saulo” di Caravaggio a Milano

Comunicato stampa

La “Conversione di Saulo” di Michelangelo Merisi da Caravaggio, di proprietà della famiglia Odescalchi, verrà esposto nella Sala Alessi di Palazzo Marino a Milano, dove giungerà domani sotto la tutela di due restauratori dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. La tavola, visibile al pubblico dal 16 novembre al 14 dicembre, verrà trasportata ed esposta con tutti gli accorgimenti richiesti dai tecnici e dagli organi consultivi del MiBAC, necessari a garantirne l’integrità: il viaggio da Roma a Milano avverrà all’interno di un’apposita cassa doppia, mentre in sede espositiva l’opera verrà inserita all’interno di una teca con lastre di cristallo stratificate, internamente regolata per il tasso di umidità richiesto e il controllo della temperatura. L’intera procedura di autorizzazione si è svolta attraverso la collaborazione di tutti gli organi interessati all’interno del MiBAC, su diretto interessamento del Ministro Sandro Bondi.

Ufficio Stampa MiBAC Tel 06.6723.2261 .2262

venerdì 7 novembre 2008

Personale di Caterina Arcuri a Tito

Comunicato stampa

Sabato 15 novembre 2008 alle ore 18,00, avrà luogo a CASA SPERA nel Comune di Tito (PZ) l'inaugurazione della mostra personale dell'artista calabrese Caterina Arcuri - OPERE 2006-2008 - promossa ed organizzata dalla Galleria Amnesiac Arts/arte contemporanea di Potenza per la stagione artistica 2008-2009. La mostra è curata dal critico Antonella Marino.

L’artista espone la sua più recente ricerca tra fotografia, opere plastiche e video e, come scrive il curatore, nel documento di presentazione alla mostra, questo ciclo di lavori sono imperniate proprio sul potere evocativo delle immagini, che si offrono senza darsi in maniera univoca, giocando sull’ambiguità della percezione, sul vedere come modalità complessa in cui occhi, mente e cuore vanno di pari passo. Alla base c’è un esigenza di raccontarsi, di svelare una parte intima di sé prendendo in prestito, appunto, riferimenti visivi altri. Tutto ciò nel video, nelle foto con dettagli di gesti in bianco/nero sfocate da un filtro in plexiglas, nell’installazione con coppe d’acciaio, si carica di un’aura antropologico-sacrale, creando una dimensione simbolica e sospesa, in cui il microracconto personale fa i conti con la memoria collettiva e col recupero di radici stratificate.
La mostra resterà aperta a sino al 2 dicembre 2008 (da lunedì a domenica, dalle ore 18.00 alle 20.30).
Per l'occasione è stato edito, da Amnesiac arts, un documento, contenente testo critico, immagini di opere e nota biografica dell'artista.

Caterina Arcuri (Catanzaro, 1963)
Professore ordinario di Pittura nell'Accademia di Belle Arti di Catanzaro. È tra gli artisti più innovativi e sperimentali della Calabria. La sua ricerca si pone, nel dibattito artistico contemporaneo, con linguaggi diversi: dalla fotografia al video, dall'installazione alle opere plastiche.
La sua attività si è manifestata, da anni, attraverso significativi eventi, mostre personali e collettive, installazioni e performances, tenute in Italia e all'estero.

Caterina Arcuri - Opere 2006-2008
a cura di Antonella Marino
15 Novembre - 2 Dicembre 2008
Casa Spera, Via Federici 45, Tito (Pz)
Orario 18.00 - 20.30

Info: AMNESIAC ARTS/Arte Contemporanea,
Tel: 389.8185034 - e-mail: info@amnesiacarts.com
www.amnesiacarts.com

sabato 1 novembre 2008

Geometrie dell'Intelletto

Comunicato stampa

Il progetto espositivo “Geometrie dell’intelletto” è un omaggio alla geometria, intesa come arte intellettuale. Geometrie euclidee, geometrie iperboliche, geometrie ellittiche, dalla storia delle forme alla sperimentazione post-industriale, dagli albori della scienza fino ai nostri giorni, sono questi gli scenari mentali che affiorano dalle opere degli artisti, protagonisti della rassegna d’artecontemporanea. La curatrice della mostra, Sabrina Falzone, ci spiega: "La monumentalità dell’esperienza visiva si palesa con novità prospettica negli originali scatti inbianco e nero di Irene Taddei e di Christian Milo, proseguendo idealmente nella ricerca artistica di Angelo Zuena, autore dotato di una spiccata creatività. Città geometriche si estendono nella preziosità dell’ascolto tridimensionale nelle opere di Monia Biscioni e di Edi Sanna, la quale s’immerge in un limpido omaggio ad Ippaso da Metaponto, il matematico e filosofo greco, appartenente alla scuola pitagorica, che descrisse per la prima volta il dodecaedro regolare, dimostrando la sua iscrivibilità in una sfera e a cui è stata attribuita, peraltro, anche la scoperta degli accordi musicali e del concetto di incommensurabilità.E’, invece, un omaggio all’astrattismo geometrico di Kandinskij il lavoro realizzatoda Enzo Ventrone, in arte Lim, che sorge su un assetto immaginario dalle valenze cosmiche, ravvisabili nell’acrilico di Massimo Mugavero, sia pure sotto una forma più fluente e libera. In Nemo diviene nobile arte la composizione, l’incontro e l’incastro di materiali direcupero, ai quali si conferisce un valore aulico, rintracciabile nell’esperienza artistica di Vincenzo Morello in mostra con “Babele”, il quale, dietro unarivisitazione palesemente escheriana, s’inoltra sul territorio mentale della geometria, simbolo della vita e intesa come labirinto della psiche. E’, infatti, unl abirinto caotico quello proposto da Zoom, nome d’arte di Ivan La Ragione, che concepisce l’intelletto come luogo del disordine, fungendo da contraltare alla consistente esigenza di simmetria che si legge nelle opere di Jeanette RutscheSperya, di Giacomo Specchia, di Silva Nironi e di Maria Enrica Nardi Menchi. Si presenta come un triangolo roccioso l’inedito paesaggio onirico di Paolo Hermanin,che nella bicromia del bianco e nero mette in risalto le qualità matematico-logichedello scatto.Un vortice formale dall’impostazione centrale si articola con evidente intensità emotiva nelle tele della pittrice olandese Symona Colina e del fotografo DonatoLotito, catturando l’attenzione dell’osservatore. Il trionfo cromatico vive di luci liriche nel “Sistema lunare” di Marialuisa Sabato. Il segno assurge a traiettoria esistenziale negli apparati pittorici di Dino Ventura(Mat), così come nello scatto di Victor Deleo, mentre filosofie dell’eterno siesprimono nella pregnanza pittorica di Paola Colleoni e nel luogo intellettuale, nato nell’idea di Alessandro Sansoni. Scansioni dell’intelletto si accentuano, infine, nella pittura radiosa di FrancescaNicoli e in quella più etnica di Hkosmoh, sino a divenire frammento narrativo nell’arte di Augusto Orestini".


Titolo mostra: Geometrie dell'intelletto
Sede: Roma, Caffé Letterario, via Ostiense 83/95
Durata: dal 14 novembre al 2 dicembre 2008
Ingresso: libero
Info: http://www.sabrinafalzone.info/