mercoledì 28 gennaio 2009

Gaetano Esposito. L’ultima estasi color di donna

di Gianmatteo Funicelli

Una giovane ragazza, poco più che ventenne, è seduta su una sedia di legno, in una condizione spaziale appena accennata, uno sfondo rosso chiaro. Appoggiati i gomiti sulla spalliera di un’altra sedia in primo piano, la figura mantiene nelle piccole manine la meditazione stante di un rosario. Rapide e grosse pennellate formano una fonte luminosa da sinistra, forse proveniente da una balconata, configurando toni luccicanti e piccoli elementi chiaroscurali dalle vive emozioni sul vestito nero attillato e sul fresco incarnato, quasi evidenziando un preciso movimento del corpo. Dalle mani illuminate in primo piano, fulcro intorno al quale si concentra l’opera, si passa nel vivo dell’azione, rappresentata da un volto pienamente in penombra. La meditazione viene interrotta e superata da un qualcosa di inaspettato. La figura osserva vagamente attonita, in fondo ad uno spazio sconosciuto. La tematica è senza dubbio quella della tentazione femminile, nel momento in cui si viene a conoscenza di un qualcosa che sfugge sia allo spettatore che al soggetto dell’opera. Il trapasso dalla condizione mistica alla pura seduzione del mistero si concretizza nell’opera dell’artista salernitano Gaetano Esposito, allievo di Domenico Morelli e personaggio di spicco della pittura tardo-romantica del Mezzogiorno. La vena realistica, assimilata ed assemblata ad uno studio costante della pittura del Sei-Settecento, si riversa nelle sue opere maggiori per confrontarsi in un complesso tema di emotività sociale e ricchezza di elementi cromatici particolarmente sui temi femminili. Realizzata nel 1883, l’opera su tela titolata “Tentazione” apparteneva ad una ricca collezione campana, mentre attualmente è di proprietà della collezione d’arte del San Paolo Banco di Napoli e visitabile presso il Museo Pignatelli del capoluogo campano. Intensamente apprezzato dalla critica di fine Ottocento, il pittore riuscirà non per molto a trasmettere la sua carica esperienza artistica oltre il nuovo secolo, a causa della sua grave condizione psichica che lo porterà infatti a morire nel 1911 presso Sala Consilina (Sa) in seguito al suicidio di una sua allieva respinta. Ritenuto uno degli ultimi artisti dell’Ottocento, rimane nella memoria dell’arte il suo abile stile carico di emotività e sensibilità umana particolarmente legata al tema femminile, come nel resto delle sue opere tragicamente scomparse o vendute lontano.

Museo Pignatelli Cortes e Museo delle Carrozze
Riviera di Chiaia n. 200 - Napoli
telefono: 081.7612356; 081.669675; 848.800288
fax: 081.669675
sito web: www.beniculturali.it
e-mail: pignatelli.artina@arti.beniculturali.it
ingresso (indicativo): euro 2 (tariffa intera) - euro 1 per residenti UE 19-24 anni; gratis under18 e over 65; 10% di riduzione con Artecard. (tariffa ridotta)
orario: 8.30-13.30, chiuso il martedì

"I Cerchi delle Fate" in mostra a Matera

Comunicato stampa

Chiude il 3 febbraio alle ore 20,00 l'esposizione d'arte "I Cerchi delle fate".
Inaugurata il 3 gennaio presso il laboratorio Materia in via B. Buozzi n. 89, la mostra presenta una collezione di vasi raku del Laboratorio d'Arte Ceramica di Maria Bruna Festa e collane in argento e pietre del Laboratorio di Arti Orafe e Lignee Materia.
L'iniziativa è nata con l'intento di portare in visione un percorso di collaborazione tra artigiani, esplorando la diversità dei materiali e l'affinità dei metodi, ma soprattutto dando particolare rilievo all'aspetto rituale che i processi creativi hanno in comune. Il simbolo del cerchio riassume l'idea dell'arte come luogo eletto per lo scambio, strumento per mettere tra loro in contatto le persone, per favorire l'esplorazione del personale patrimonio espressivo, per universalizzare l'esperienza umana singola.
Nel corso dell'iniziativa, alcuni eventi collaterali hanno sollecitato la curiosità e la partecipazione di un pubblico abbastanza variegato, dimostrando l'interesse che alcuni temi sollevano e la possibilità di creare occasioni di scambio utili alla vita dei luoghi, e importanti in particolare nella prospettiva di mantenere viva una comunità e sostenere una continuità culturale nei Sassi.
Nei giorni 23 e 24 gennaio, l'operatrice culturale Tina Festa ha condotto due laboratori su "Gli intrecci zen", offrendo una pratica meditativa attraverso il disegno, un metodo sulla cui divulgazione in Italia, al momento, vanta l'esclusiva. Le adesioni all'iniziativa sono arrivate numerose, richiedendo la programmazione di un nuovo appuntamento con gli intrecci zen per il 31 gennaio alle ore 17,00 (ancora nello spazio di svolgimento della mostra).
Due eventi conclusivi sono previsti per il 1 febbraio, con la dimostrazione di una cottura raku tenuta dalla ceramista Maria Bruna Festa, una performance musicale di Amy Weideman (chitarra) e Gregorio Giamba (violino) e una raccolta fondi per l'emergenza umanitaria di Gaza in collegamento con una iniziativa promossa a Pescara a sostegno dell'associazione Gazzella per finanziare la cura e l'assistenza dei bambini vittime della guerra.
Nei giorni 1 e 2 febbraio la mostra è visitabile nei seguenti orari:
dalle 11,00 alle 13,00 e dalle 18,00 alle 21,00 o su richiesta telefonando al 334 3602038.

Lela Campitelli - Laboratorio Materia

I CERCHI DELLE FATE
Ceramiche raku e colliers in argento in mostra

Spazio espositivo Materia, Via Bruno Buozzi 89, Sasso Caveoso, Matera
Data: fino al 3 febbraio 2009
Orari: tutti i giorni dalle 18,00 alle 21,00
www.materia-lab.it
tinafesta.wordpress.com

martedì 27 gennaio 2009

Homo Infelix in Campania Felix

Comunicato stampa

La cultura come proposta etico-sociale e “politica” e le arti, in generale, si pongono come momento di riflessione sulla civiltà. In questo specifico caso il termine civiltà è sinonimo di riflessione sulla realtà contemporanea che incontra i problemi più scottanti e attuali del mondo odierno e che in Campania sono ancora più cogenti: la corruzione politica; la delinquenza e la camorra; l’omertà; l’indifferenza; la solitudine; la “munnezza”; l’ignoranza della storia, del passato. Il titolo della performance non a caso è Homo Infelix in Campania Felix. Operazione “La Fenice” che sottolinea, con straordinario vigore e forza icastica, come in una terra straordinaria l’Uomo ha perduto quasi ogni traccia dell’originaria dignitas per imbarbarirsi e ricadere nella ferinità dell’incultura e nella barbarie della mala politica e della malavita.
Nonostante ciò vi è la consapevolezza che non tutto è perduto. L’uomo può, e deve, riscattare se stesso e ritrovare la piena dignità nel mondo. Deve ricoprire ex novo un ruolo centrale per riaffermare eticamente tutti quei valori che rendono la vita preziosa e degna d’essere vissuta. Dal mito al rito, dalla riflessione filosofica alla proposta politica: tutto nell’arte è possibile. L’arte è il regno del possibile, è progetto per un mondo migliore. Non è utopia, ma impegno concreto nel sociale, per riflettere e far riflettere, per ricostruire dalle macerie e dai mali di questo nostro martoriato “mondo” un nuovo Homo Faber, capace di essere realmente e concretamente artefice del proprio destino sui sentieri della storia.

Titolo evento: Homo Infelix in Campania Felix. Operazione “La Fenice”. PurificAzione e rinascita dell’uomo campano
Luogo: Piazza G. Palatucci, Campagna (SA)
Data: 17 febbraio 2009, ore 21.00
Purificazione: Performance di Giovanbattista De Angelis.
Lex Icone: Donato Linzalata, Aurora Cubicciotti, Giovanbattista De Angelis
Scenografia: Angelo Linzalata
Coreografie: “Arte Danza” di Vincenzo Ruggia, I. Crispino, A. Barbato
Consulenza e Regia Musicale: Gelsomino Fezza, M. Baghe, Rahati-Nover
Musiche di: Tony Esposito, Enzo Gragnaniello, Tony Cercola, Daniele Scannapieco, A. Bruno, con la collaborazione di Tonino Panico e Santa Fezza.
Consulenza artistica: Gerardo Pecci, Storico e critico dell’arte

venerdì 23 gennaio 2009

Il ‘Ready made’. Handy Wharol come feedback comunicativo

di Gianmatteo Funicelli

Negli Stati Uniti il linguaggio e la variazione coloristica della Pop Art si salda e diffonde negli anni Sessanta, consacrandosi come risultato di un fenomeno di larga copertura culturale e mirando all’idioma popolare. È l’alto potenziale dei media che percuote la popolazione configurando un immaginario comune: avvalendosi della semplicità attrattiva come mezzo di comunicazione, oggetti di quotidianità quali marche di prodotti alimentari, griffe di moda o personaggi del cinema, si contendevano l’attenzione del cittadino medio per attuare una sorta di propria identificazione interiore. Andy Warhol, personaggio di spicco e grande testimone di cambiamenti culturali nel genere, ha rappresentato il fondamento sociale del fenomeno grazie al suo metodo di riproduzione seriale che, applicato sulla serigrafia, si configurava pienamente nel linguaggio di promozione delle immagini effettuata dai media. Il meccanismo del ‘ready made’, frutto del mondo dell’informazione, si impossessa del repertorio iconografico-artistico della società di massa, avvalendo tutti di una notorietà comune. L’arte in questione verrà completamente svalorizzata del fattore estetico per essere compresa sotto la metrica informativa, marcando sulla notevole attenzione di un messaggio particolare, proprio come l’opera dell’artista “Early Coloured Liz” (immagine sopra), la quale venne assimilata dall’opinione pubblica e resa nota come ‘soggetto del momento’ in occasione di una sua grave malattia. L’istantanea permanenza dell’immagine nel contesto seriale viene a condensarsi di elementi e sperimentazioni coloristiche, creando sull’osservatore uno sforzo visivo atto a idealizzare un punto focale verso il tema comunicativo. “Tematiche e motivi di ripetizione compositiva, impianti cromatici sulle immagini di uso comune, non producono un elemento estetico o un rapporto stilistico, ma fanno parte del Pop come una registrazione di un evento storico, asse di ricezione pubblica verso un feedback di eventi ed emozioni”.

La presenza artistica dell’autore americano in Campania, nonché la sua opera potranno essere visitate dal pubblico presso il Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina di Napoli nei seguenti orari:

Lunedi - Venerdi 10.00 - 21.00
Sabato e Domenica 10.00 - 24.00
Lunedì ingresso gratuito
Chiuso il Martedì

Informazioni e prenotazioni: Tel. 081.19313016
Biglietteria Museo: Tel: 081.292833

Ufficio stampa
MADRE:
Costanza Pellegrini Tel. 081.19978024 – Fax. 081.19978026
Email: pellegrini@museomadre.it
ELECTA:
Enrica Steffenini Tel. 02.21563433
Email: elestamp@mondadori.it
Carolina Perreca Tel. 081.4297435
Email: comunicazione.napoli.electa@mondadori.it

giovedì 22 gennaio 2009

I disegni di Sergio Baldassini

Comunicato stampa

Nel tentativo di raccontare il mondo, il disegno resta un mezzo privilegiato che consente di rappresentare ciò che è fuori quanto ciò che nell'uomo è dentro. Nonostante l'incessante evoluzione della tecnologia, questa resta probabilmente la forma concreta che più si avvicina al pensiero e all'idea.
Quello di Sergio Baldassini è un disegno minimo, cosciente dei limiti del mezzo, concentrato sui contorni, espressivo.
Per questa esposizione l'artista abbandona momentaneamente il carattere installativo della sua opera come nei lavori della serie “Vasi”, (disegni realizzati su pezzi di tela bianca racchiusi in vasi di vetro e conservati in teche di legno), ritrovando la forma del “quadro”.
In questi “quadri” Sergio Baldassini interviene con un segno indelebile nero su un leggerissimo pannello di plastica alveolare. Qui, a differenza delle opere precedenti, appare il colore, ma solo nel supporto, un colore del quale l'autore dice che si assume solo parzialmente la responsabilità.
Sergio Baldassini guarda il mondo, e lo fa soprattutto attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Le immagini che giungono all'occhio sono una quantità difficilmente enumerabile, le une sovrapposte alle altre con una breve persistenza nel tempo. Tutto è così vicino. Tutto è troppo lontano per essere afferrato e vissuto.
I soggetti su cui l’artista si posa sono apparentemente privi di correlazione: figure isolate dal loro contesto, particolari a volte ininfluenti nel racconto originale che ritrovano nel disegno una nuova dignità.
La scelta è essenzialmente emotiva, di tutto ciò che passa è quel qualcosa che resta per ragioni che, le parole, poco efficacemente riescono ad esprimere.

Sergio Baldassini (Roma 1979), di formazione artistica autodidatta, ha alle spalle studi in ingegneria elettronica. Ha esposto in diverse mostre, in spazi pubblici e privati a Firenze, Siena, Torino, Milano e Roma. Attualmente vive e lavora a Roma.

Sergio Baldassini, Drawings
Libreria Odradek, Via Dei Banchi Vecchi 57, Roma
Inaugurazione: sabato 28 febbraio h. 18.00
Periodo: dal 28 febbraio al 6 marzo 2009
Orario: dal lunedì al sabato 9.00 - 20.00, domenica 10.00 - 20.00
Ingresso Libero
Informazioni: 06.68334511
www.odradek.it - odradek@tiscalinet.it - dsdddf@yahoo.it

martedì 20 gennaio 2009

Disarmonie domestiche

Comunicato stampa

La galleria Blob ART arte contemporanea di Livorno presenta per la nuova stagione la mostra collettiva "Disarmonie domestiche" a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei.
Il progetto include quattro giovani donne affini per poetica e stile, Daniela Benedetti, Valentina Biasetti, Tamara Ferioli ed Erika Latini che dimostrano come non si possa più parlare di un’arte al femminile auto-referenziale, attraverso la sublimazione di una libertà espressiva a tratti cruda e psicologicamente quanto sottilmente violenta. Donne a tutto tondo che rappresentano attraverso la pittura o l’installazione lo spaccato di una nuova femminilità che non accetta di essere relegata in una determinata condizione o catalogata per stereotipi, ma che trasmette attraverso un'estetica ben definita una tipicità che non può essere disgiunta dalle modificazioni sostanziali maturate dall’universo femminile negli ultimi anni. Una donna che vive la quotidianità domestica attraverso le sue profonde disarmonie anticonvenzionali, lasciando trasparire la sofferenza di una condizione attraverso i fantasmi nascosti dello spazio/casa, luogo intimo e identitario per eccellenza, che diventa talvolta rifugio - nido e talvolta invece luogo ostile.
Tamara Ferioli si racconta in modo emotivo attraverso la malinconia, la solitudine ed inquietudine del vivere quotidiano. La quotidianità della vita domestica diviene una solitaria e volontaria reclusione, che trova nell’ambiente casalingo l’integrità del proprio universo interiore.
Daniela Benedetti
raffigura stanze abbandonate, bagni, scantinati, ascensori, luoghi più sordidi e paurosi interni che rappresentano la sua interiorità, abitati da visioni, allucinazioni, apparizioni, oggetti statici, specchi, telefoni e televisori guasti. I ritratti di madonne quotidiane rivelano il lato oscuro, il tabù, l’ombra, gli spettri. Una sorta di pacata provocazione rispetto ad un certo diffuso perbenismo.
Le opere di Valentina Biasetti sono piene di ricordi e d’ombre, come fossero qualcosa d’umano. Le teste in Ombra sono un lungo viaggio sulla riflessione del dialogo pittorico tra pieno e vuoto, luce cannibale che divora tutto. Ed è nel vivere quotidiano che si snoda il suo percorso lavorativo, dove la memoria gioca un ruolo fondamentale. Nulla risulta perfettamente a fuoco perchè è nel dubbio il punto di vista principale e la prospettiva si biforca come un fiume accentuandone l’ambiguità. Rimane il ricordo di un’ombra di cui non sappiamo nemmeno se veramente sia appartenuta a qualcuno.
Erika Latini è un’autrice che deve molto al mondo dell’infanzia e da qualche tempo ha edificato una poetica che pesca a piene mani in tale lascito esistenziale. Attraverso il vaglio della reminiscenza, imbastisce una serie di composizioni in cui il ricordo di certe sensazioni diventa strumento per un riesame sostanziale di una parte dell’esistere che trova ancora ascendenze nel presente personale. E’ come se Erika Latini smascherasse la falsa indole immacolata dell’infanzia per restituirci una sua più onesta demarcazione e rappresentazione. Alcune icone dell’infanzia come Heidi e Biancaneve paiono perdere ogni loro candore stereotipato per rappresentarsi in modo ben più complesso e ammaliante.




Disarmonie domestiche
Blob ART
C.so Amedeo 118, Livorno
7 Febbraio - 7 Marzo 2009
Orario : Dal Martedì al Sabato 9,30-13,00 16,30-20,00
Vernissage: Sabato 7 Febbraio ore 18,00
Catalogo in galleria
Tel. 0586881165
e-mail info@blobart.it
www.blobart.it

lunedì 19 gennaio 2009

La nebbia al mattino mescola

Saint Louis College of Music
presenta

“La nebbia al mattino mescola”
mostra personale di Hesam Daneshvar

Vernissage Sabato 24 Gennaio ore 18:30

La mostra proseguirà fino al 21 febbraio 2009
presso il Saint Louis College of Music
Via del Boschetto 102/106 - Roma

tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00
chiusura: domenica

Comunicato stampa

Il Saint Louis College of Music presenta una selezione di 57 opere dell’artista iraniano Hesam Daneshvar, espressione delle sue ricerche artistiche e filosofiche sul legame tra pittura, musica, cinema e letteratura. Sempre attento alle nuove realtà artistiche, il Saint Louis estende in questa occasione la propria attività di promozione dei giovani dalla musica all’arte figurativa, dando spazio ad uno dei suoi studenti più poliedrici e talentuosi.

Hesam Daneshvar è un’immersione nel sottosuolo, una grotta antica, un sottoscala perduto dove suonano il violoncello musicisti dagli sguardi severi. La sua pittura è graffio e fuoco, notte illuminata fioca, danza infernale, paganesimo resuscitato. La notte e il rosso improvviso si accostano alla maschera e al demone come in un viaggio nel passato remoto che rievoca l’antichissimo e quasi estinto mazdeismo iranico, che ricorda le atmosfere legate al conflitto tra luce e buio tipiche delle teologie della Persia pagana e zoroastriana dove il conflitto tra sole e luna, tra giorno e notte sono alla base della dialettica di tutte le cose e delle scelte etiche di ogni singolo uomo.
Daneshvar cresciuto in ambiente culturale mussulmano e quindi tendenzialmente iconoclasta esalta al contrario la figura e la maschera, il corpo nudo e la musica, tutto questo con una capacità di tratto sorprendente e finissima e rivisita in modo originale e tendente al gotico elementi già presenti nella simbologia estetica della storia dell’arte occidentale come il triangolo o il violino spaccato.
Il Dio Mitra sul toro, il sacrificio del toro così caro alla tradizione indoeuropea sono alla base della poetica simbolica di questo giovane autore che vive da pochissimi anni a Roma e il 24 gennaio avrà l’occasione di tenere all’accademia della musica Saint Louis, dove tra l’altro lavora, la sua prima mostra personale.”

Simone Vricella

Hesam Daneshvar è nato il 3 aprile 1981 a Tehran.
A soli 14 anni si aggiudica il suo primo premio, assegnato dal “Museo d’Arte Contemporanea di Tehran” per “La città in rovina”. Nel 1997 inizia la carriera artistica, realizzando illustrazioni e spot pubblicitari. Due anni dopo si classifica al secondo posto al “Festival Internazionale d’Animazione” di Tehran ed inizia a collaborare come insegnante con l’istituto centrale di arti figurative di Tehran, collaborazione che si protrarrà fino al 2004. E’ qui che comincia le sue ricerche sulla percezione visiva e sonora, come collaboratore e assistente del professor Hanid Shans. Nel 2004 vince il primo premio del “Festival Internazionale di Animazione” di Bombay e l’anno seguente è ospite d’eccellenza al “Lucania Film Festival” e “Roma Doc Festival”.
Dal 2005 ad oggi prosegue le sue ricerche di composizione e orchestrazione presso il Saint Louis College of Music di Roma.

Saint Louis Management srl
Via Cimarra 19 B
00184 ROMA
Tel 06 4870017
Fax 06 4740109
www.slmc.it

domenica 18 gennaio 2009

Implementazioni creative

Franco Corbisiero - Implementazioni creative
Castello Pirro del Balzo, Venosa (PZ)
21 gennaio - 28 febbraio
Orari: dal lunedì al venerdì 10-13, 16-19
sabato e domenica 16-19
Inaugurazione: 21 gennaio 2009, ore 18.00

Francesco Corbisiero è nato a Calvello il 31 dicembre 1949 ma vive a Potenza sin da bambino. Ha iniziato a disegnare giovanissimo, dopo le scuole dell’obbligo infatti scelse l’Istituto d’Arte, il “cenacolo” per antonomasia dove avrebbe potuto approfondire tecniche e strumenti utili all’affermazione del proprio estro creativo. Subito dopo la maturità ha potuto mettere a frutto insegnamenti preziosi che hanno completato la formazione iniziale e la particolare dote pittorica che già nei primi anni di studio aveva dimostrato. La sua inedita capacità di “fotografare” l’inquietudine, la sofferenza, la pace, la tenerezza, la sensualità scrutandole attraverso le immagini e le cose di tutti i giorni ha subito trovato estimatori ovunque, proprio per l’originalità espressiva e la capacità di mescolare tecniche e visioni in armoniose tonalità cromatiche che fanno di Corbisiero l’artista della storia, della creazione, della vita contadina e della quotidianità. Ha partecipato a numerose mostre collettive esponendo acquerelli, tempere, acqueforti e serigrafie. Negli ultimi anni Francesco Corbisiero, pur continuando a dipingere con le tecniche tradizionali, ha iniziato un percorso artistico innovativo e originale, sperimentando nuovi modi di espressione attraverso l’utilizzo di materiali particolari che conferiscono alle sue opere una visione personale di tutto ciò che il mondo è stato ed è. Tralasciando mostre e esposizioni, ha preferito dedicarsi allo studio intimo di una tecnica tutta sua, con l’intenzione di dare una forza visionaria alle immagini che, nelle sue opere, assumono forme apparentemente unite a significati a volte nascosti ma di forte impatto emotivo. La ricerca lo ha portato a plasmare la pittura con le mani, quasi a scolpirla per sentire al tatto le emozioni percepite dal proprio essere e tradurle in suggestioni.

Nel corso degli anni ho utilizzato diverse tecniche pittoriche, dai più semplici acquarelli, alle tempere, alle acqueforti. Ultimamente ho però sviluppato una nuova metodologia di lavorazione, che utilizza principalmente colle viniliche e altri tipi di vernici, come ad esempio le screpolanti e le invecchianti, e colori ad olio.
Uso molto poco i pennelli, poiché le mie ultime opere, soprattutto quelle di grande formato, con la dimensione minore di almeno 40 centimetri, vengono realizzate stendendo il colore con le mani. Solo per darvi una semplice idea, per realizzare una tela di 100 centimetri per 150 utilizzo in media 1 vasetto da 500 ml di colla vinilica ed una dose identica di velatura acrilica, utilizzata dopo la stesura dei colori stessi.
Per realizzare le ombre ed altri tipi di effetti stendo quindi del bitume, e per avere altre particolarità nelle mie opere procedo togliendo e graffiando la tela, così da far fuoriuscire il colore che c’è nella parte sottostante
”.

Testi tratti dal sito www.francocorbisiero.altervista.org

sabato 17 gennaio 2009

La scomposizione dell’antico di Filippo Gherardi

22 Gennaio – 26 Gennaio 2009
Personale di Filippo Gherardi
Inde le Palais
Via de’ Musei 6, Bologna

Comunicato stampa

Sarà inaugurata giovedì 22 gennaio alle ore 18.00 presso l’Inde le Palais la personale di Filippo Gherardi. La mostra si inserisce nella programmazione ufficiale di Arte Fiera Off, ossia le manifestazioni di rilievo legate al mondo dell’arte.
Gherardi scompone e ricompone lo spazio attraverso la lavorazione dell’oggetto, le sue opere sono la concretizzazione di un lungo e lento processo di trasformazione che sfocia in una nuova tendenza estetica.

L’artista livornese, dopo una formazione accademica, ha svolto un lungo apprendistato formativo nella bottega fiorentina di Marchi e Giannini, questa permanenza presso la bottega d’arte gli ha permesso di acquisire esperienza nel restauro di mobili antichi e doratura, spingendolo più tardi ad aprire un proprio laboratorio nella sua città natale. Il suo lavoro lo porta a recuperare qualsiasi tipo di materiale antico, questi frammenti hanno un potere evocativo particolare: la loro patina, la loro storia lo intrigano, lo spingono ad analizzare e a ricreare opere che diventano attuali.
Nel 2008 partecipa al premio internazionale Arcaista svoltosi a Tarquinia, dove si classifica 4˚ exequo con la ''mutazione''. Viene scelto inoltre con l'opera ''crossbreathing'' tra i finalisti del premio Saturarte a Genova. Dal 1. al 20. settembre 2008 esegue una mostra personale dal titolo ''Mutazioni'' in collaborazione con ''Arte e Arte'' a Pietrasanta.
Dal 1° al 14 novembre 2008 effettua una mostra collettiva al ''Studio Logos'' di Roma.
Infine espone le sue opere in collaborazione con ''Arte e antichita' Aliprandi'' a Milano (Brera) per tutto il periodo dal 20 novembre al 31 dicembre 2008.

Hanno detto di lui:

«La ridondanza composita di materiali antiquari collazionati e agglomerati in complessi apparati scenici, effimere macchine decorative d'ispirazione neobarocca, si esalta nella inesausta fabbrica di assemblaggi e manipolazioni dagli esiti surreali di FILIPPO GHERARDI, per certi versi epigono del suo omonimo del '600, quell'allievo di Pietro da Cortona che accentuò l'aspetto più esteriore del gusto seicentesco».- Maria Claudia Smotti

«Assoluta mutazione degli oggetti, trasmutazione della realtà, l'intuizione che si appropria della complessità dell'esecuzione, l'elaborazione ascetica dell'idea che diventa paradosso della realtà. Tutto si trasforma come in uno spettacolare gioco di contrasti, la fantasia senza freno dell'artista, puro di un ingegno pieno, colmo, livido della fluidità degli oggetti di recupero che diventano arte di grande impatto estetico.... ''Il mio armadio'', ''La mia poltrona'', ''La mia chiesa'', tutto viene proiettato ad un mondo idealizzato, meno caotico di quel che appare ad un occhio inesperto». - Daniele Bertoni

L'artista sarà a disposizione della Stampa giovedì 22 gennaio 2009, ore 12.00 presso l’Inde le Palais, via de’ Musei 6, Bologna.

Per info:
Elena Sabbatini
Ufficio stampa L’Inde le Palais
cell. 3473186223
e-mail: ufficiostampa@lindelepalais.com

giovedì 15 gennaio 2009

La Venere Callipigia: brevi spunti critici

di Gianmatteo Funicelli

Dalle collezioni della sezione “scultura” appartenenti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli possiamo ammirare le numerose statue provenienti da Roma riunite in un gruppo di elementi che celebrano la vittoria dei re di Pergamo sui Galati e le varie statue di Afrodite, collocate nelle sale IX e X.
Tra tutte le opere presenti lo sguardo subito si volge sull’Aphrodite Callipige. Capolavoro di età adrianea, la perfetta e morbida scultura in marmo denominata la Venere Callipigia (dalle belle natiche) fu rinvenuta nei pressi della Domus Aurea e collocata presso il Palazzo Farnese, al centro della Sala dei Filosofi, rievocando un ideale di bellezza classica e la passione delle forme in un accurato e realistico studio anatomico al femminile. Vivendo in un’organica composizione di superamento canonico nonché accademico, riversa nelle parti in nudità una luminosa accentuazione di contrasti chiaroscurali ben definiti. L’ascesa delle gesta, la sensualità delle carni, nel gioco vizioso del panneggio cadente e stante, ne provocarono la chiusura temporanea nella collezione segreta del museo.
Dalle varie interpretazioni si desume fosse una fanciulla in atto di fare un bagno, mentre volge il capo all’indietro per svelare e contemplare le proprie ‘grazie’. Questo soggetto, in genere realizzato nel mondo romano per decorazioni ornamentali, poteva appartenere ad un ninfeo oppure ad una fontana. Questa copia della prima metà del II sec. d.C. rievoca un originale di scuola rodio-asiatica.
Elemento di studio e di notevole impatto visivo appare la resa anatomica delle parti inferiori del corpo, dove il trapano realizza e identifica nella pietra marmorea - in un virtuosismo veristico avanzato - linee di inconfondibile charis muliebre. Da evidenziare sono anche le parti ben definite di un soffice panneggio, il quale, scoperto e rialzato sulla parte posteriore dal gesto della mano sinistra, spinge i punti di forza su un gioco di pieghe pendenti in perfetta sintonia, parallele al resto del corpo. La scultura fu in parte restaurata: parte del torso e la testa furono realizzati in un secondo tempo da Carlo Albacini, restauratore del museo napoletano a partire dalla fine del ‘700. Le sue attenzioni si concentreranno sulla grazia lineare del volto, nonché sulla chioma riccioluta e cadente su di una spalla rigidamente scoperta. Le natiche costituiscono il punto centrale e cruciale dell’osservatore, che idealizza un potere attrattivo sulle carni, carico di emotività erotica, verso un’idealizzazione di bellezza sopraffina ed irraggiungibile.

lunedì 12 gennaio 2009

In edicola "in Arte" di Gennaio

Per tutti i nostri affezionati lettori ancora un grandissimo augurio per un felice 2009 pieno di felicità, gioia e... tanta tanta arte. E perchè il nostro augurio non vada smentito ecco alcuni dei titoli degli articoli del numero di In Arte di Gennaio che a giorni uscirà in edicola:

- Persistenze
Mont-St-Michel meraviglia d’Occidente di Giuseppe Nolé
Un Herackleide in pietra arenaria di Gianmatteo Funicelli
- Pittura
Dal Neoimpressionismo francese al Divisionismo italiano di Amelia Monaco
Iconografia bizantina a Maschito: la Madonna del Caroseno di Giuseppe Nolé
- Scultura
Medardo Rosso e la genesi della scultura moderna di Fiorella Fiore
Giacomo Colombo e la statua di San Pietro in Cathedra a Serre di Gerardo Pecci
- Architettura
Disegnare l’immateriale di Mario Restaino

Buona lettura a tutti!!!


domenica 11 gennaio 2009

Torna il "ring letterario" a Matera

Comunicato stampa

A seguito degli incoraggianti risultati del primo match, dedicato ai "Mille anni che sto qui" di Mariolina Venezia, torna il prossimo martedì, 13 gennaio 2009, a Matera il Ring Letterario organizzato dall'associazione Women's Fiction Festival e il Circolo Culturale La Scaletta, in collaborazione con la Libreria dell'Arco. Gli ideatori lo definiscono "proposta di lettura, incontro, scambio, confronto e "scontro" letterario, tra amici, simpatizzanti, lettori amanti delle narrativa contemporanea e moderna".
Con inizio alle 18.30 presso la sede del Circolo Culturale La Scaletta (Matera, Via Sette Dolori, 10 - Rioni Sassi) il prossimo incontro culturale sarà dedicato a "Mal di pietre" (Edizioni Nottetempo), un racconto breve firmato da Milena Agus, che ha raccolto un forte consenso di pubblico e critica, tanto da essere tradotto in cinque lingue.
"Mal di pietre" racconta la storia romantica, nel secondo dopoguerra, di una donna sarda, tanto emancipata da apparire strana, insofferente verso il suo tempo e attratta dalla forte passione di quell'amore che gli stereotipi locali ed i compromessi familiari le hanno impedito di conoscere all'interno del legame matrimoniale.
Il meccanismo del Ring Letterario è quello consueto: due gruppi di persone che hanno letto il testo formano altrettante correnti di pensiero, opposte tra loro, e tentano di affermare il proprio orientamento al fine di captare l'interesse del pubblico presente, che al termine del ring può esprimere liberamente un voto di preferenza. Nel corso del dibattito, moderato da un arbitro, sono possibili colpi di scena, come ad esempio il passaggio di un opinionista da un gruppo ad un altro; tutto è condito dalla lettura di brani del testo in esame, e dall'esposizione critica da parte di chiunque desideri prender parte alla discussione.
Naturalmente, non è necessario aver letto il libro per prender parte agli incontri del ring; in ogni caso, le regole principali di questo gioco sono accessibili sui siti internet degli organizzatori: www.womensfictionfestival.com e www.lascaletta.net. Sul blog del portale del festival è possibile inoltre scambiarsi opinioni e giudizi sull'iniziativa.
Anche in questa occasione si favorirà lo scambio ed il prestito di libri tra i lettori del ring, che potranno infine acquistare il testo con uno sconto del 15% sul prezzo di copertina, presso la Libreria dell'Arco di Matera.

venerdì 9 gennaio 2009

Il Cerchio e la Shoah

Mostra Personale di Giorgio Sorel
24 gennaio - 22 febbraio 2009
Reggia di Colorno (Parma)

A cura di Marzio Dall’Acqua, presidente dell’Accademia Nazionale Belle Arti di Parma, e di Patrizia Sorel

“… in quel nudo silenzio, in quel piccolo cerchio, c’è la scommessa dell’uomo… I giardini nudi di terra, i volti attoniti, instabili, vulnerabili, uno spiegamento di concettualità, un ritorno alla fonte. Il silenzio sul silenzio che accompagna l’opera silente del Cerchio e la Shoah”.
Giorgio Sorel

Comunicato stampa

Sabato 24 gennaio 2009 alle ore 10,30 presso le sale espositive della Reggia di Colorno verrà inaugurata la mostra personale dell’artista Giorgio Sorel intitolata “Il Cerchio e la Shoah”.
L'evento, organizzato insieme al Comune di Colorno, rientra nelle iniziative collegate alla “Giornata della Memoria” e si avvale del Patrocinio dell’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane), della Provincia di Parma e della Regione Emilia Romagna.
In esposizione una serie di opere dal forte valore umano ed espressivo in cui le figure si ergono o languiscono emaciate e lacerate in fondali cupi, dove dominanti sono tutte le tonalità del grigio e del bruno, con colpi improvvisi di rosso e squarci di un bianco corposo e materico. Come materiche e dense sono tutte le opere di Sorel: l’utilizzo simultaneo di diversi materiali come le cere sintetiche, le sabbie di quarzo e gli smalti sulle carte laminate, spessorate, sulle tele e sulle tavole si abbina romanticamente alla tradizionale pittura ad olio, che con lucidità contribuisce alla creazione di atmosfere evanescenti, tetre, indefinite… eppure così tremendamente reali. Un’incessante ricerca formale e tecnica, un logorante fervore intimistico ed una bruciante passione, fatta di incredibile odio ed incredibile amore per ciò che riguarda l’uomo e gli eventi da lui provocati o passivamente subiti, sfociano in una produzione imponente come il pesante fardello della Consapevolezza che l’uomo stesso reca con sé lungo il cammino che ha nel tempo percorso e che percorre ogni giorno.
Un tragitto importante, dunque: un excursus emozionante ed emotivo che ripercorre i tragici avvenimenti dello sterminio compiuto dal regime nazista ai danni di un intero popolo, una digressione intensa su quell’orrendo genocidio e sulle sue conseguenze, un’occasione per riflettere sulla pagina più triste della storia del Ventesimo Secolo e per non dimenticare mai.

Giorgio Sorel nasce a Bologna nel 1939 e attualmente risiede e lavora in provincia di Piacenza. Artista intenso e drammatico affronta da sempre con grande passione e sensibilità tematiche legate all’Uomo e all’Esistenza; tematiche toccanti fronteggiate con piglio espressivo ed espressionista sulla condizione dell’umana solitudine e sui grandi eventi che hanno segnato la storia.

giovedì 8 gennaio 2009

Toys: l'arte di Vesna Pavan

Comunicato stampa

Dal 19 dicembre lo Spazio Fitzcarraldo a Milano ospita "Toys", mostra d'arte contemporanea di Vesna Pavan, astro nascente del design made in Italy.
Secondo il critico e storico dell'arte Sabrina Falzone "Vesna propone un nuovo scenario tutto al femminile con le sue creazioni sexy e intriganti attraverso uno stile d'autore che encomia la linea e ostenta il movimento.
E', infatti, un ispirato dinamismo segnico che, sotto il sipario della vita, erompe con il suo aulico canto erotico, seguito da un amabile sottofondo gestuale e da una danza di profili graffianti.
L'atmosfera fashion che Vesna imprime alle sue realizzazioni diviene asse portante della sua ricerca artistica, innestata su un iter sperimentale in esplosione nell'annuncio di un tripudio post-modernista.
Questo raffinato teatro di linee esibisce, senza remore ma con fierezza, il sublime connubio tra moda, eros e design mediante una comparazione cromatica fondata sulla sinergia dei contrasti. Tali relazioni tonali, volutamente semplificate, riguardano la contrapposizione tra il bianco e il nero e tra il rosso e lo sfondo niveo.
Il light design di Vesna Pavan si esprime mediante un linguaggio artistico che trova nella tricromia il suo apice comunicativo, recuperando con nuovi accenti stilistici un'immagine di femminilità stereotipata: la donna ideata da Vesna appare come la rielaborazione inedita e rinnovata di una Marylin moderna più che mai eversiva. Quel rossetto vermiglio si staglia sul fondo bidimensionale con una tale determinazione espressiva da imporsi con palese incisività nella storia dell'Art Lighting Design contemporaneo; esso mostra un guizzo di lussuria, un attimo di bellezza, una visione di muliebrità idealizzata. Vesna Pavan propone una linea trendy, completa di complementi per l'arredamento d'interni ed accessori di tendenza, dai tappeti ai quadri, dagli abiti alle cornici luminose.
Tutto è esuberanza gestuale nella produzione creativa dell'autrice, nella quale riesce a creare un contesto glamour fatto di assenze virili e imponenze rosa, un processo di valorizzazione femminile che non lascia certo indifferenti”.

In mostra fino al 19 gennaio 2009
Presso: Spazio Fitzcarraldo
Via A. Filippetti 41
20100 Milano
Info: (+39)02 58430665 Fax (+39) 02 58440534
Free Admittance

Ufficio Stampa: Sabrina Falzone Staff
ufficiostampa@sabrinafalzone.info - www.sabrinafalzone.info
Sito Ufficiale dell’Artista: www.vesnapavan.com

Sensazioni monocrome

Comunicato stampa

Fino al 12 gennaio al Caffé Letterario di Roma sarà possibile visitare le opere dell'esposizione d'arte internazionale "SENSAZIONI MONOCROME", a tematica libera, che approfondisce i meccanismi, i linguaggi e le tecniche che si orientano alla monocromia.
La curatrice della mostra, il critico d'arte Sabrina Falzone ci illustra il concept della mostra affermando che « il colore prevalentemente utilizzato viene investito di significati profondi, simboli d'arte e concetti culturali che gli autori contemporanei sviluppano attraverso il loro estro e creatività.
Protagonisti della rassegna sono autori stranieri e italiani che si cimentano nella proiezione dei propri stati d'animo mediante l'impiego di un unico colore, pur non escludendo le altre tinte, che, tuttavia, appaiono secondarie e collaterali, come avviene nelle opere digitali di Donato Lotito e Maria Gloria Maurizi.
L'indagine monocromatica è perpetrata con innovazione visuale dagli artisti Antonio Esposito e Nadia Presotto, orientandosi ad un colorismo inatteso nei quadri istintivi di Albina Dealessi e Marialuisa Sabato.
La monocromia si mostra, invece, come un tappeto celeste per Annamaria Girardi e Giovanni Viola, come un'intrigante prospettiva per Maria Gerardi e Diego Graziani o uno scenario strabiliante per Daniele Gori e Valentina Di Stefano.
L'enigma affiora impavidamente dalle opere di Davide Crobu e Yoshio, trasformandosi in inquieto vivere nei dipinti di Gianni Depaoli e Sebastiano Longaretti.
In quest'altalena di metafore, la poetica del bianco e nero si espleta nella ricerca fotografica di Gianfranco Rotondo e Andrea Cittadini, lasciando tracce indelebili dello spirito negli scatti di Michael Repetto e proiettando intimi raggi di luce in quelli di Henri Mezini.
E' un encomio al movimento l'opera proposta da Gennaro Esca, una celebrazione del sublime l'arte di Claudia Stra', un'apparizione pop per Pietro Turco, il quale ci illustra il suo pensiero monocromo su una composizione di nove tele. E' ancora frammento quotidiano in Irene D'Antò e parola sospesa in Cristina Valerio, un tripudio di sonorità autunnali in Tommaso Guermandi e un sospiro primaverile nel collage floreale del fotografo creativo Renato Luparia.»

Titolo mostra: Sensazioni Monocrome
Sede: Caffè Letterario, Via Ostiense 83-95, Roma
Orari: Lun 11:00-20:00; Mart-Ven 11:00-2:00; Sab-Dom 19:30-2:00
Ingresso: libero
Artisti in mostra: Andrea Cittadini, Davide Crobu, Irene D'Antò, Albina Dealessi, Gianni Depaoli, Valentina Di Stefano, Gennaro Esca, Antonio Esposito, Maria Gerardi, Annamaria Girardi, Daniele Gori, Diego Graziani, Tommaso Guermandi, Sebastiano Longaretti, Donato Lotito, Renato Luparia, Maria Gloria Maurizi, Henri Mezini, Nadia Presotto, Michael Repetto, Gianfranco Rotondo, Marialuisa Sabato, Claudia Stra', Pietro Turco, Cristina Valerio, Giovanni Viola, Yoshio