domenica 31 maggio 2009

Cullando un Sogno

Comunicato stampa

“Cullando un sogno” è una mostra itinerante che approda nel suggestivo spazio di Villa Serra, a Comago Sant’Olcese (GE), dopo le tappe di Lu Monferrato, Biella e Alessandria, con la quale le tre artiste, Albina Dealessi, Luisa Malatesta e Nadia Presotto, presentano i loro ultimi lavori che saranno presentati il 6 giugno dal critico e storico dell'arte Sabrina Falzone.
Sono opere realizzate con i colori ad olio, acrilici e collage, colorate ed emozionanti, che rappresentano il frutto di un lavoro di ricerca, non solo sul colore, filtrato attraverso la sensibilità di ciascuna artista. Ed ecco così i paesaggi, siano essi reali o immaginari, nati dalla loro libertà pittorica e da un gioco che insegue le emozioni, i sentimenti ed i ricordi.
Colori intensi o sintesi tonale, astrazione segnica o dripping materico, collage o assemblaggi, fiori nati dal colore o geometriche città metropolitane, le opere delle tre artiste rappresentano una pittura giocosa e intrigante.
La mostra è allestita nel suggestivo spazio dei fondi della Palazzina Tudor dove ha sede il Museo Flavio Roma, incorniciata dal grande giardino all’ inglese, che rientra nel prestigioso circuito dei Grandi Giardini Italiani, di cui ha il patrocinio.
Nel periodo espositivo, in particolare nei giorni 13 e 14 giugno, si svolge la “Festa delle Ortensie”; infatti nel parco sono state messe a dimora numerosissime varietà, la più grande collezione di ortensie in Italia.

Titolo: Cullando un Sogno
Artisti: Albina Dealessi, Luisa Malatesta, Nadia Presotto
Presentazione critica: a cura di Sabrina Falzone
Inaugurazione: 6 giugno 2009
Inizio: 06 giugno 2009
Fine: 14 giugno 2009
Sede: VILLA SERRA, Via C. Levi 2, Sant'Olcese (GE)
Orari: tutti i giorni dalle 15 alle 19
Ingresso: libero

sabato 30 maggio 2009

Ben Ormenese. Per un Instabile Equilibrio

Comunicato Stampa

Calcolo matematico e pura poesia si combinano a formare una formula magica attraente e perfettamente equilibrata nelle opere di Ben Ormenese. Nato nel 1930 a Prata di Pordenone, si trasferisce a Milano al principio degli anni sessanta dove inizia a dedicarsi interamente alla pratica artistica ottenendo immediatamente importanti occasioni espositive in spazi quali la Galleria Vinciana, Galleria Vismara e Galleria Blu. La sua ricerca esplora le più svariate tecniche espressive per poi concentrarsi con interesse febbrile sul medium del legno. Il maestro vanta fino ad oggi una produzione multiforme, capace di innovarsi di continuo, che passa dalle influenze informali degli anni ’60 attraverso echi costruttivisti e neoplastici nei ’70 fino ad esplorare le tendenze della Minimal Art, per poi dedicarsi dai ’90 ad una concezione creativa totalmente personale. Dal 1978 l’artista si trasferisce a Sacile dove vive tutt’oggi, la sua opera è stata presentata in oltre 100 esposizioni in prestigiose sedi in Italia e all’estero e recensita da famosi critici e storici dell’arte.
Il comune di Sacile rende così omaggio a Ben Ormenese patrocinando una mostra antologica che raccoglie saggi artistici esemplari prodotti durante una carriera lunga quasi mezzo secolo. L’esposizione sarà visitabile presso il Loggiato superiore dello storico Palazzo Flangini Biglia a partire dal 1 Giugno 2009. Saranno presentate nel complesso circa sessanta opere che spaziano dalle Lamelle e Composizioni risalenti agli anni ’60, agli Studi Cromatici e alle varie derivazioni dei Legni negli anni ’70, per giungere fino alle Sculture Lignee degli anni ’90 e ai coevi Teatrini Musicali. Tutti i lavori che nel corso degli anni hanno segnato tappe importanti per l’evoluzione artistica del maestro sacilese saranno esposte in questa completa mostra Antologica.
Un elegante catalogo pubblicato da Verso l’Arte Edizioni riunisce le illustrazioni di tutte le opere messe in mostra. Il medesimo sarà corredato da due saggi composti individualmente dai curatori, Prof. Giovanni Granzotto e Dott. Leonardo Conti, che introducono ad una corretta lettura della produzione del maestro. Sono inoltre pubblicati gli interventi critici a cura di Lorena Gava e Alberto Pasini.
L’opera di Ben Ormenese è inoltre protagonista di una mostra personale in corso dal 4 maggio presso l’Istituto Italiano di Cultura di Praga.
La mostra rimarrà aperta fino al 6 Settembre 2009. Saranno presenti alla vernice: l’artista Ben Ormenese, i curatori Giovanni Granzotto e Leonardo Conti.

Titolo mostra: Ben Ormenese. Per un instabile equilibrio
A cura di: Giovanni Granzotto - Leonardo Conti
Sede: Palazzo Regazzoni Flangini Biglia, Sacile (PN)
Periodo: 30 maggio - 6 settembre 2009
Inaugurazione: sabato 30 maggio 2009, ore 19.00
Orari: tutti i giorni 10.30-12.30/15.30-19.00

venerdì 29 maggio 2009

Silvio Vigliaturo, Pensiero «azionista» o «Piccolo è bello!»

Comunicato stampa

Questa collezione di fotografie che ritrae l’opera di Silvio Vigliaturo – in esposizione, a partire da sabato 30 maggio, presso la Sala Metallica del Centro Culturale Leonardo da Vinci di San Donà di Piave – è il frutto di un pensiero che può essere definito «azionista». Nel senso che il pensiero solitamente si lascia agire, mentre, in questo caso, è stato il frutto proficuo di uno sviluppo ulteriore di uno spirito pratico. Come? Semplicemente osservando la superficie cromatica delle sue sculture in vetro, in maniera ravvicinata, come fa un miope che squadra da vicino l’oggetto o la superficie del suo interesse; così, Vigliaturo, lavorando sulla superficie con gli ossidi o con i colori a vetro, ne scopre le ruvidezze, le sovrapposizioni lucide, gli ispessimenti , i grumi materici, e ciò gli fa desiderare di scoprire quel microcosmo relativo a tutte le superfici, tanto quelle lisce quanto quelle materiche, affinché se ne svelino i misteri, come quei piccoli crateri che a uno sguardo superficiale non noteremmo. È un po’ come quando si vede una foto della Nasa della superficie lunare, o la pelle di una modella, e poi l’inquadratura fotografica si fa via via più selettiva ed intrusiva,sino ad arrivare alla sabbia lunare e poi ai granuli della stessa sabbia, e cosi per la pelle, tanto che ne scopriamo la lucentezza e la porosità. Questo è stato il mistero della «pelle» vetraria di Vigliaturo, unica nel suo genere. Il suo disvelamento è simile alla scoperta di nuove costellazioni stellari nella notte dell’Universo. Dalla dimensione della «grande scala» siamo passati al decentramento laterale ottico e quindi a dei valori che, in grande scala, vengono solitamente sottovalutati. Siamo giunti alla scoperta del formato più piccolo, al frammento, al microcosmo che, come suggeriva Aby Warburg, contiene in sé l’interezza di Dio. Ecco il perché del titolo «Piccolo è Bello!». Il concetto di «piccolo è bello» avvia l’uomo alla scoperta di valori che, altrimenti, nella grande scala, verrebbero sacrificati, mentre, grazie alla perfetta sinergia tra l’opera di Vigliaturo e le riproduzioni fotografiche di Roberto Ferraris, ne possiamo cogliere i pregi: la consistenza, la complessità, l’articolazione, ma, soprattutto, l’occhio è in grado di individuare nuove meraviglie, perché non è più depistato da figure centrali; scopre nuove prospettive dirottato su lateralità inusitate, dove scoppiano crateri raku dall’informale materia cromatica, impensabile ad una lucida regolamentazione della chimica. Qui avviene il miracolo dell’alchimia che fu tanto invidiato da Jung, in quanto questi tentò di coniugarla al pensiero psicologico tramite nessi ancestrali e orfici, operando quindi ancora nell’oscurità. Nel «piccolo» avviene la sorpresa del risultato misterioso, mai scontato, improvviso, anche se potenzialmente previsto. Queste foto di Roberto Ferraris, ricavate dalle superfici delle sculture in vetro di Silvio Vigliaturo – e possibili solo grazie ad esse –, ne sono la testimonianza. Dentro ogni piccolo riquadro prestato al nostro occhio vi è tutto un mondo che va colto e meditato. Come ha scritto lo stesso Ferraris: «nelle opere di Vigliaturo i dettagli nascondono altre magie: isolati ed ingranditi generano immagini autonome, di grandissimo respiro, dalle forme e dai colori stupefacenti ». L’avvertimento da darsi in questo caso è dunque: « state all’occhio, osservatori! Prestate attenzione!».

Mostra: Silvio Vigliaturo, Pensiero «azionista» o «Piccolo è Bello!»
Luogo: Centro Culturale Leonardo da Vinci - Sala Metallica
San Donà di Piave, Piazza Indipendenza 1
Vernissage: 30 maggio 2009
Periodo: dal 30 maggio al 5 luglio 2009
Orario mostra: martedì - domenica 18.00-20.00 lunedì chiuso
Curatore: Boris Brollo

Seminario del pittore Pedro Cano: fotogallery

Vi presentiamo alcune fotografie scattate durante il seminario di acquerello del pittore Pedro Cano, in corso fino al 30 maggio presso la Casa del Pellegrino Le Monacelle, a Matera. Il seminario, che ha come protagonisti 30 artisti provenienti dall’Italia e dalla Spagna, sta coinvolgendo Matera e i suoi abitanti, incuriositi ed emozionati da questo esclusivo omaggio di cui è protagonista la loro città immortalata da occhi e sensibilità diverse. Le opere sono visibili presso la “Sala Ristorante” de Le Monacelle, dove è stato allestito un workshop espositivo che giorno dopo giorno si arricchisce di nuovi acquerelli che Cano e gli allievi stanno creando ispirati dal luogo. E’ questo un evento unico nel suo genere in Basilicata e a Matera, dove si stanno esprimendo in questi giorni sinergie artistiche ed emozionanti esperienze di vita che ne stanno amplificando il fascino e l’unicità.

giovedì 28 maggio 2009

La porta bronzea di Atrani al Museo Diocesano di Salerno

di Gianmatteo Funicelli

Direttamente dalla mostra Byzantium, allestita presso Londra dall’ottobre 2008 al marzo 2009, il monumentale portale in bronzo giunge presso la Sala Conferenze del Museo Diocesano di Salerno, nei pressi della Cattedrale. L’opera monumentale, dalle pregiate fattezze e dai ricchi elementi compositivi, appartiene ad un grandioso progetto artistico del medioevo amalfitano collocandosi tra le committenze di porte monumentali di maggiore spicco, tra cui anche quelle inerenti agli edfici sacri di Montecassino, Monte sant’ Angelo e San Paolo fuori le Mura.
Di composizione prettamente bizantina, la Porta di Atrani riporta affinità compositive con i portali rispettivamente della Cattedrale salernitana, e le altre due in San Marco a Venezia. La grande realizzazione, datata al 1087, fu donata alla Chiesa di San Sebastiano di Atrani, per poi essere trasferita nella Chiesa di San Salvatore de’ Birecto, luogo di culto e di cerimonie per l’investitura dei duchi amalfitani.
La porta, quasi a simboleggiare l’accesso nel Regno di Cristo, presenta delle considerevoli immagini ed elementi scolpiti in ripetizione. Queste avevano la funzione di assicurare il favorevole accesso nel luogo sacro, quindi nella vita eterna. Divisi ambedue da sei registri, i battenti riportano rispettivamente due riquadri ciascuno per registro. I pannelli centrali, caratterizzati da quattro figure di santi in argento, precisamente sul terz’ultimo registro ci riferiscono il nome del donatore, tale Pantaleone Viarecta – nobile mercante della fiorente Strani, il quale con la sua committenza chiede intercessione della sua anima alla Vergine e ai santi Sebastiano e Pantaleone, ovviamente suoi tutelari. Le successive iscrizioni greche del registro sottostante ci riferiscono informazioni sul periodo e luogo di realizzazione, precisamente a Costantinopoli nel 1087. Gli altri spazi presentano delle pregiate croci fogliate.
Costituito in prevalenza di bronzo, presenta elementi in lega di zinco e stagno, come le valve bizantine ad esempio. Recenti restauri hanno identificato nell’intera struttura un fondo in foglia d’oro, a rievocazione della Gerusalemme Celeste. Esposta nel proprio imballaggio, l’opera potrà essere temporaneamente osservata nei giorni prestabiliti dalla gestione museale o in occasione di manifestazioni culturali attualmente in corso.

Museo Diocesano di Salerno
Largo Plebiscito 1 (84125)
+39 089239126 , +39 089251727 (fax)
storici.ambientesa@arti.beniculturali.it

360 gradi in arte

Comunicato stampa

Non solo cinema, ma ogni forma d'arte per esplorare il contemporaneo ed aprire finestre sul mondo. E' 360 gradi in arte, un concorso per giovani artisti promosso dall'associazione culturale Allelammie, nota da tutti i lucani per essere l'artefice del più longevo e prestigioso festival cinematografico regionale, il Lucania Film Festival.
Il progetto coordinato dalla pittrice Claudia D'Anna, rivolto ad artisti italiani e stranieri che non gravitano ancora nei circuiti artistici tradizionali, né hanno una galleria che li rappresenti in tutti i settori dell'arte figurativa, è finalmente giunto alla sua fase conclusiva e verrà messo in mostra a partire da domani a Matera.
Le opere selezionate sono state 22, frutto del lavoro di artisti che possono ben rappresentare tutta le nuove tendenze della scultura, pittura, videoarte, incisione e fotografia della penisola.
Lo scopo dell'associazione Allelammie è attuare una rete di promozione alternativa ai canali classici attraverso l’autopromozione e produzione di eventi, pensati e realizzati dagli artisti vincitori. Il tema del concorso - “Innovazione e Creatività” - si lega ai temi della campagna di sensibilizzazione del 2009 promossa dall'Unione Europea.
L'argomento scelto per il 2009 è dedicato all'approfondimento di aspetti fondamentali per superare la crisi finanziaria e i cambiamenti climatici in atto.
Gli eventi promozionali inizieranno quindi con una esposizione, curata da Adele Pelazza, dal 28 maggio al 10 giugno, ed allestita presso il complesso Le Monacelle, collocato nel Sasso Barisano di Matera, un convento edificato nella seconda metà del XVI secolo e restaurato nel 2000.

Mostra collettiva d’arte contemporanea “360° in ARTE”
Dal 28 maggio al 10 giugno 2009
A cura di: Adele Pelazza
Organizzazione: Associazione Culturale Allelammie
Direzione artistica e organizzativa: Claudia D’Anna
Spazio espositivo: “Le Monacelle” V. Riscatto 10, Matera
Inaugurazione: 28 maggio ore 18:00
Orari: 9:00-13:00, 16:00-19:30

Artisti in mostra:
Tommaso Lacalamita (scultura), nato a Bari, dove vive e lavora
Fancesco Varesano (scultura), nato a Roma, dove vive e lavora
Emanuela Simoncini (pittura), nata a Siena, vive e lavora a Firenze
Dimitri Capuani (video), nato a Roma, dove vive e lavora
Giovanni Santilio (fotografia), nato a Pisticci (MT), vive e lavora a Milano
Vincenzo Piatto (pittura), nato a Ciminile (NA), vive e lavora a Napoli
Rocca Maffia (pittura) , nata a Caserta, vive e lavora a Padova
Diana Tonutto (pittura) , nata a Chieti, vive a Udine
Angela Brindisi (fotografia), nata a Potenza, dove vive e lavora
Flavio Cesare (pittura), nato ad Ascoli Piceno, dove vive e lavora
Diana Vittoria (fotografia), nata a Brescia, vive e lavora a Cremona
Fernando Ciminelli (fotografia), nato a Roma, vive a Foligno
Giulia Lucarini (fotografia), nato a Roma, dove vive e lavora
Irene Albano (pittura), nata a Pisticci (MT), dove vive e lavora
Meri Ciuchi (fotografia), nata ad Arezzo, dove vive e lavora
Antonello Ferrara (fotografia), nato a Napoli, dove vive e lavora
Angela Larotonda (fotografia), nata a Policoro (MT), dove vive e lavora
Carlo Molinari (fotografia), nato a Bari, dove vive e lavora
Prisco De Vivo (pittura), nato in provincia di Napoli, dove vive e lavora
Orietta Fineo (incisione), nata a Bari, dove vive e lavora
Fabio Mazzola, nato a Bari, dove vive e lavora
Marco Lami (pittura), nato a Firenze, dove vive e lavora

Negli extra espongono:
Luciano Caruso (fotografia)
Mario Terso (pittura/scultura)
Claudia D’Anna (pittura)

Mi ricordo di noi

Comunicato stampa

Mi ricordo di noi è la seconda di un ciclo di esposizioni collettive che puntano alla creazione di uno spazio di relazione a Dryphoto arte contemporanea dal mese di maggio a quello di luglio. Una sorta di piazza aperta agli incontri e alle relazioni e anche luogo di informazione all'interno del laboratorio per educazione visiva dal titolo Manuale per autostoppisti dell’arte. Progetto di educazione alla comunicazione visiva ideato da Lorenzo Bruni e coordinato da Dryphoto che si tiene sempre da maggio a luglio presso Officina Giovani-Cantieri Culturali, Prato. La prima mostra del ciclo dal titolo Avevamo un appuntamento ma io sarò in ritardo ha ospitato opere di Giorgia Accorsi, Silvia Bongianni, Vittorio Cavallini, Irina Kholodnaya.
Mi ricordo di noi è una mostra di opere autonome di differenti artisti che, per l’associazione in quel dato spazio, stimolano una riflessione generale su cosa intendiamo per immagine oggi, indagando le sfumature tra ciò che definiamo fotograficamente rappresentazione, informazione e documentazione della realtà. Questa formula aperta, rispetto all’idea di mostra episodica chiusa in sé, rispecchia l’idea di rendere permeabile e aperto per incontri lo spazio di Dryphoto nel periodo durante il quale si svolgerà il laboratorio Manuale per autostoppisti dell’arte. Progetto di educazione alla comunicazione visiva. Questo ciclo di presentazioni è l’introduzione e lo svolgimento in parallelo di ciò che verrà affrontato durante il laboratorio, oltre a proporre una visione pragmatica della pratica curatoriale e artistica. Inoltre gli appuntamenti si propongono come una mappatura delle attuali nuove energie creative sul territorio. Ciò che accomuna tutti gli artisti coinvolti in questo progetto è una riflessione sulla natura dell’immagine oggi e sulla sua veridicità. Infatti, tutte le immagini adesso sono vere o false e quindi l’unica cosa che le rende concrete è il tipo di fruizione da parte dello spettatore. Per mettere in evidenza questo, gli artisti in mostra non privilegiano solo lo spazio rappresentato nelle loro opere ma anche lo spazio che le accoglie e che in qualche modo andranno ad illuminare e a vivere in maniera differente. Queste immagini non sono il punto di arrivo ma il mezzo per tendere all’evocazione di una narrazione collettiva e personale che non si vuol limitare solo alla semplice documentazione del reale.
Le opere presenti in Mi ricordo di noi ruotano attorno all’idea di identità. Chi sono? Cosa vedo? Chi ero quando ho incontrato quelle date persone in quello specifico luogo? O meglio chi volevo essere quando mi sono trovato in quella situazione? La fotografia d’epoca con il volto annerito sul muro da un accendino di Gabriele De Santis, il dittico con i disegni di Felice Serrelli che si sviluppano attorno al nastro adesivo applicato sulla superficie, il libro di immagini di Osvaldo Sanviti di soggetti ripresi in solitudine, che osservati uno dopo l’altro riconquistano una dimensione corale inaspettata e perduta, il video di Raffaele Luongo sul come ripensare l’arte e come metterla in pratica nella propria intimità, pongono una domanda inconscia che emerge dalla loro associazione nella mostra e riguarda la domanda sul peso della memoria collettiva/personale e su come reagiamo ad essa. Proprio partendo da questa domanda gli artisti hanno proposto opere che indagano il concetto di traccia e hanno il potere di evocare un messaggio e un desiderio di dialogo e di scoperta dell’altro simile a sé. Come per la prima collettiva, anche in questo caso, la risposta avviene ponendo l’attenzione sul dialogo tra lo spazio rappresentato, le immagini e lo spettatore. Questa chiave di lettura parziale non vuole imbrigliare le opere in una sola visione di significato ma proporsi come stimolo di discussione all’interno delle lezioni del laboratorio.

Gabriele De Santis (Roma, Italia, 1983. Vive e lavora a Roma): senza titolo, 2007, video. Il video consiste in un movimento lento sulla superficie di fotografie d’epoca di ritratti di gruppo le cui facce sono invisibili poiché non cancellate ma come asportate. Questo non è un atto malinconico che esprime il problema generale della perdita di memoria collettiva, ma un mettere in evidenza le situazioni che si vivono con gli altri e la necessità di desiderarne altre. L’altra opera di De Santis consiste in un trapano che sospeso nel vuoto continua a funzionare senza creare nessun effetto, negando così la sua funzione. All’estremità della punta c’è un foglio che gira su se stesso e porta su di se una lettera, scritta a mano, che si mostra ma non si dona del tutto al nostro sguardo.
Raffaele Luongo (Caracas, Venezuela, 1966. Vive e lavora tra Napoli e Firenze): Raffaele e l’arte contemporanea, 2008, video. Immagini di capolavori dell’arte sfrecciano di fronte a noi. Perché quelle opere? Perché esposte in quel modo? Le domande sul ruolo del museo, sul senso dell’associazione di particolari opere d’arte e sull’allestimento viene risolto dall’artista nella costruzione della sua personale classifica di opere d’arte nel luogo asettico di un bagno piastrellato. Questo mondo personale viene condiviso con gli “altri” e la fruizione viene permessa dal movimento concitato di una macchina giocattolo elettrica con la videocamera montata sopra.
Osvaldo Sanviti (Nato a Pistoia, vive e lavora a Firenze): Drumming, 2009, serie di stampe inkjet a colori, cm 21x29. L’immagine è quella di un ragazzo che suona la batteria che, preso dalla concitazione dei movimenti, ci mostra, nel reclinare la testa, solo la sua capigliatura. Il contesto diviene quel gesto di eterna ribellione e indice di giovinezza. La sequenza è composta da una serie di quattro fotografie che ripropongono la stessa immagine, una polaroid trovata su inernet, che perde colore e nitidezza via via che viene stampata e scansionata nuovamente. Le immagini sembrano tutte uguali e tutte diverse come il ruolo impersonato dal ragazzo ritratto.
Felici Serrelli (1974, Cagliari, Italia. Vive e lavora a Milano.): 4Mhz, 2006, stampa 40x65, la fotografia è quella di un cubo di polistirolo consumato negli angoli. L’oggetto galleggia su un fondo neutro come se si mostrasse al mondo per la prima volta. Vicino alla foto si trova un video, 4Mhz, in cui un uomo in giacca e cravatta, l’artista stesso, corre trascinando con sé proprio quel cubo di polistirolo, che rappresenta niente altro che la sua memoria.

Mi ricordo di noi
a cura di Lorenzo Bruni
Dryphoto arte contemporanea, via dei Pugliesi n. 23, Prato
Promosso da: Comune e Assessorato alla cultura e alle Politiche, Giovanili, Officina Giovani - Cantieri Culturali, Dryphoto arte contemporanea, Prato.
Mostra visibile fino al 7 giugno dal mercoledì al sabato dalle ore 17 alle ore 20 e su appuntamento

Immagine: Felice Serrelli, 4MHz (2006), polistirolo, acrilico, spago

mercoledì 27 maggio 2009

Border’s Painting

Comunicato stampa

La Mediateca Provinciale di Matera nell’ambito del progetto “Spazio all’Arte”, dedicato agli artisti che operano nella disciplina della pittura, scultura, fotografia, installazione, illustrazione e grafica, presenta Border’s Painting: mostra storica di Tonia Copertino.
L’artista pugliese, Tonia Copertino, presenta per la prima volta più di cinquanta opere che ripercorrono la sua carriera artistica: dal disegno espressionista alle "carte riciclate", fino a quando, delineatasi l'esigenza di una fusione intellettuale, crea con i "Sonetti" di John Donne, poeta metafisico di fine 1500-1600, i libri d'artista in carta di riso.
“Seguendo un andamento linguistico – ha scritto il critico d’arte Antonello Tolve – legato alle dinamiche dell’astrazione povera (Filiberto Menna), ma anche a prefissi materici di chiara impostazione gestuale, Tonia Copertino organizza brani d’un discorso visivo in cui confluiscono tratti miocinetici frizionati da prolungamenti grammaticali che elogiano l’asimmetrico, l’onirico, l’irrazionale, il fantasmatico.
Il suo abbecedario si alimenta di frutti che sfuggono alla ragione per aprire alle regioni d’un Trieb freudiano, d’un terreno vago, cioè, che ripensa quell’insieme di istinti e impulsi aurorali sui quali si basano e coagulano felicemente alcune delle strutture creative del contemporaneo.
Punto G, Sinuosità, Inno alla pace, Novo Millennium, Chiave, Accesso e Spazialità. È, questo, soltanto un breve (ma efficace) defilé dei lavoro proposti dall’artista lungo il suo itinerario creativo legato, grossomodo, al temperamento femminile e alla storia collettiva, alle trame d’un impegno sociale e ai prefissi instabili dell’attualità, alla sperimentazione cromatica e alla costruzione dell’immagine sulla superficie.
Tonia Copertino fa della pittura il territorio in cui lineis et coloribus ritornano, in questo modo, a raccontare, con prepotenza, la loro lucida funzione nel campo della configurazione visiva ma anche, e soprattutto, marchingegno che intreccia manualità e ragionamento. Azione tecnica ed esercizio riflessivo si incontrano, così, per tracciare orizzonti artificiali d’una bellezza fuggitiva e transitoria, seducente e disarmante, atavicamente legata all’astrazione e alla leggerezza di morbidi – e pungenti – drappi intellettuali.”

Tonia Copertino
Nasce a Molfetta (BA). Si diploma presso la Scuola d’Arte di Bari nei corsi di Spizzico e De Robertis e, sino al 1997 è stata titolare di cattedra artistica nella Scuola Media a Bologna e Molfetta. Ha fondato e fatto parte di diverse associazioni artistiche e culturali e, attualmente, è presidente dell’Associazione Culturale “ArteImmagine” di Molfetta. Nella sua carriera artistica ha tenuto mostre personali, collettive e laboratori d’Arte contemporanea in Italia e all’Estero. Vive e lavora a Molfetta.

Border’s Painting Mostra storica di Tonia Copertino
Spazi espositivi Mediateca Provinciale di Matera “A. Ribecco” Dal 28 maggio al 18 giugno 2009
Inaugurazione: giovedì 28 maggio 2009, alle ore 18.30, presso la sala conferenze della Mediateca Provinciale di Matera “A. Ribecco”.
Interverranno: Antonello Tolve, critico d’arte e curatore della mostra; Vincenzo Malfa, Direttore della Mediateca Provinciale di Matera; Tonia Copertino, artista.
Orari: dal Lunedì al giovedì dalle 8.30 alle 18.30;
venerdì e sabato dalle 8.30 alle 13.30
Ingresso gratuito



Immagini:
Tonia Copertino, Dentro la luce (2008), acrilici - carta di riso su tela, cm 60x100
Tonia Copertino, In-contro la luce 2 (2008), acrilici - carta di riso su tela, cm 70x170

martedì 26 maggio 2009

Brevi In Arte

a cura di Francesco Mastrorizzi

CLAUDIO MALACARNE A "CANTINE APERTE"
Cantina Terra dei Re, Rionero in Vulture (PZ)
30 - 31 maggio 2009

In occasione della manifestazione "Cantine aperte", che si svolgerà domenica 31 maggio prossimo, la cantina Terra dei Re di Rionero – in collaborazione con la galleria Idearte di Potenza – riapre i suoi spazi ad un nuovo evento artistico. Gli splendidi locali della cantina ospiteranno, infatti, la personale del maestro mantovano Claudio Malacarne che, in via del tutto eccezionale, presenzierà al vernissage della mostra fissato per le ore 19.00 di sabato 30 maggio.
Venti le opere in esposizione, tutti oli su tela facenti parte della produzione più recente dell'artista, che ultimamente è stato impegnato in diverse esposizioni pubbliche, fra cui quella alla sede centrale della Banca svizzera UBS a Lugano.
"Uomo di tetragono buon senso e di padano pragmatismo – scrive Domenico Montalto – , Malacarne non ama la ribalta, né vagheggia linguaggi iconici à la page, inseguendo invece l'eterna poesia della pittura, mostrando di sé solo ed esclusivamente i quadri, ogni volta più meravigliosi e gioiosi. Le figure, gli animali, i paesaggi, le nature morte, divengono nei quadri di Malacarne i testimonials di una realtà guardata con sentimento autenticamente umano, secondo la devozione al bello."
Claudio Malacarne è nato a Mantova nel 1956. Giovanissimo si scopre pittore eseguendo i primi dipinti ad olio appena quattordicenne. Conosciuto ed apprezzato pittore professionista, opera principalmente a livello nazionale, pur avendo avuto numerosi contatti e presenze nel mercato artistico europeo ed americano. Vive e lavora a Soave Porto Mantovano, in provincia di Mantova.
Le sue grandi tele si impongono all'attenzione principalmente per la loro dirompente forza cromatica, alimentata da un continuo gioco ritmico dei colori. Le sue pennellate corpose, stese sulla tela con ampia azione gestuale, evidenziano una impaginazione vigorosa, di notevole effetto comunicativo.

PRESENTATO IL LIBRO "IL VIOLINISTA"
Autrice Angelica Lo Duca
Edizioni "Il Cosciale", Castrovillari

È stato presentato a San Severino Lucano il libro "Il Violinista", edito dalle edizioni "il Cosciale" di Castrovillari e scritto da Angelica Lo Duca. Un romanzo breve o un racconto lungo, dallo stile fluido e dal finale imprevedibile, un libro che può trovare posto tanto nelle biblioteche, quanto nell’elenco dei libri di narrativa delle scuole.
Parole di apprezzamento e complimenti sono arrivati dal sindaco di San Severino Lucano, Francesco Fiore, dall’editore Mimmo Sancineto e dal critico letterario Gabriella Conte, che ha offerto al pubblico una puntuale lettura dell’opera.
L’autrice di San Severino Lucano, classe 1983, si è laureata in Ingegneria Informatica presso l’Università di Pisa nel 2007, dove attualmente è studentessa di dottorato di ricerca in Ingegneria dell’informazione elettronica, informatica e telecomunicazioni.
Intervistata dal giornalista Rai Luigi Di Lauro, Angelica ha soddisfatto la curiosità dei partecipanti alla presentazione del libro. Perché un ingegnere informatico decide di scrivere? "Tutto è nato – ha detto – quando ho cominciato a leggere libri, molto tardi, in terza media. Ho scoperto un mondo che ti fa andare oltre gli orizzonti. Scrivere è come leggere, scopri a poco a poco i capitoli, ma con una differenza: quando scrivi puoi inventare tu, definire i personaggi. Scrivere è, quindi, frutto di una lettura precedente". "Non bisogna fossilizzarsi in un unico settore – ha affermato ancora l’autrice –, bisogna fare tutto", proprio come il protagonista del suo romanzo, Andrè Violino, ottantenne violinista, un personaggio semplice ma che dà valore a ogni cosa. Perché un musicista? "La musica è sempre stata la mia spada di Damocle. Mi sarebbe piaciuto suonare il violino, ma le vicissitudini della vita mi hanno allontanato da tale passione".

La Cantina del Portatore

Comunicato stampa

Prenderà il via il 26 maggio alle ore 20.00 presso Piazza Mario Pagano la manifestazione “La Cantina del Portatore” promossa dall’Associazione Culturale “I Portatori del Santo” con il contributo del Comune di Potenza.
L’Associazione Culturale “I Portatori del Santo” nasce nel 1997. Un gruppo di amici, legati da un forte comune denominatore, l’attaccamento alla città natale, decide di voler contribuire all’organizzazione dei festeggiamenti in onore del Santo Patrono del capoluogo. Nasce, così, un lavoro di ricerca sulle origini e sulle tradizioni della festa, soffermandosi sul significato sociale che la festa rivestiva per i potentini. Si è così riscontrato che la partecipazione popolare si sostanziava in manifestazioni spontanee come quella di esporre sui balconi le “coperte” migliori. Anche il “vestirsi da turchi” o da soldati per la “sfilata”, evento centrale della festa pagana del 29 maggio, era un modo per coinvolgere la cittadinanza che, almeno per un giorno, dimenticava le sofferenze e le difficoltà quotidiane. Un elemento fondamentale, che contraddistingueva la celebrazione pagana, era il vino. Moltissimi gli aneddoti sulle tradizioni popolari che raccontano di feste nelle cantine, dove “il vino di S. Gerardo” veniva offerto in un clima di gioia e allegria. “Allegria” che spesso accompagna gli stessi “turchi” durante la sfilata. Alla processione religiosa del 30 maggio, che va distinta dalla festa pagana, invece, non poteva mancare “lu uareniedd”. Col passare degli anni, però, la festa è andata pian piano perdendo il suo significato tradizionale e così quei pochi ma importanti riferimenti sociali e culturali sono stati abbandonati. Questo ha causato un inevitabile allontanamento dei potentini, che si sono ritrovati a non vivere più la festa come “evento” di aggregazione sociale ma come abulico “appuntamento” annuale. Le soluzioni adottate nel corso degli anni per risollevare la festa sono state deludenti. Vani sono stati i tentativi di “spettacolarizzare” la sfilata stravolgendo le figure partecipanti al corteo e includendo così sbandieratori, acrobati. I potentini, da protagonisti della festa, divennero, insomma, semplici spettatori. Esempio tipico dell’abbandono dei valori e delle credenze popolari è il fatto che dal 1980 “il Tempietto” dedicato al Santo Patrono, figura centrale della “sfilata”, veniva trainato da un carrello anziché essere portato a spalla, Per “incoraggiare”, poi, la partecipazione popolare alla manifestazione, a tutti i “turchi” figuranti veniva garantito un compenso monetario! Tutto questo andava a svilire il vero significato e i valori della festa. Dal 1997 il cambiamento di rotta. Oggi, tutti i figuranti partecipano spinti solo dall’ attaccamento alla Città e i “Portatori del Santo” sono ritornati ad omaggiare S.Gerardo e l’antico “Tempietto”, onorati di portare sulle proprie spalle “il peso” del simbolo del capoluogo. Per riscoprire, inoltre, la semplicità e la genuinità tipiche della festa e delle tradizioni lucane, ogni anno “I Portatori del Santo” rianimano il cuore pulsante dell’antica Potenza. E così, in pieno centro storico e quest’anno per la prima volta in Piazza Mario Pagano, tra canti e balli della tradizione popolare, tornano a trionfare “tarallucc’ e vino”. Intento dell’Associazione è quello di far sì che, sempre più giovani, di anno in anno, possano conoscere e apprezzare le tradizioni e la storia della Lucania, di modo che la festa torni ad essere espressione di appartenenza ad una comunità e ad una città: Potenza!
Infatti, come lo scorso anno, prosegue l’iniziativa di promozione e valorizzazione della tradizione “I Portatori a scuola”: verrà distribuito dal 25 al 28 maggio nelle Scuole Medie della Città di Potenza, il testo “San Gerardo e la Sfilata dei Turchi”, realizzato dall’ Associazione con la consulenza storica di Antonio D’Andria e le illustrazione dell’Associazione Cartoons (di cui alleghiamo file grafico).
Il 27 maggio alle ore 15.00 in Piazza Mario Pagano riprende la terza edizione dell’iniziativa “A San Gerardo stai con noi”, realizzata dall’Associazione Potenzialmente Onlus. L'idea consiste nel coinvolgere e far vivere a tutti, senza discriminazioni, la festa patronale.
Il 28 maggio alle ore 15.00 presso il Pala Pergola il “Memorial Gigi Chiriaco”, incontro di basket tra i Portatori del Santo e gli Amici di Gigi ed il 30 maggio alle ore 15.00 presso lo Stadio Viviani il “Memorial Claudio Lauria”, incontro di calcio tra i Portatori del Santo e gli Amici di Claudio
Appuntamenti da non perdere, infine, il tradizionale pranzo che si terrà il 29 maggio alle ore 13.00 sempre in Piazza Mario Pagano e, a seguire, la tradizionale Sfilata dei Turchi a cui i Portatori del Santo partecipano sostenendo con una profonda devozione, per l’intero percorso, il “Tempietto di San Gerardo”.

lunedì 25 maggio 2009

I Maestri d’Arte e la Memoria: Fulvio Balzani

I MAESTRI D’ARTE E LA MEMORIA - VI EDIZIONE
MAESTRO BALZANI ARCHITETTO
Roma, Sala Mostre dell’Istituto Statale d’Arte Roma 1
Museo Artistico Industriale
30 maggio - 12 giugno 2009
Inaugurazione alla presenza dell’architetto alle ore 12.00

Comunicato stampa

L’Istituto Statale d’Arte Roma 1 presenta nel suo spazio espositivo l’architetto Fulvio Balzani tra disegni, modelli plastici, acquerelli, esecutivi cantieristici, modelli in scala ed elaborati fotografici di architetture realizzate che evocano temi centrali del suo lavoro poetico; a cura del prof. Francesco Angelini che presenta un viaggio nella lunga e importante carriera di Maestro Balzani Architetto, un percorso visivo in cui l’Artista/Professore/Maestro d’Arte/Architetto riflette sulle sue ricerche.
La mostra si inserisce nel progetto “I Maestri d’Arte e la Memoria” ideato e curato dal Prof. Francesco Angelini. La prima edizione 2004 presentò gli Scultori: Gerardi, Calò e Lorenzetti; nella seconda 2005 lo Scultore Guerrini; nella terza edizione 2006, il Fotografo Pucci e lo Scultore Colla; nella quarta il Pittore Conte; nella quinta edizione 2008, Caruso Scultore Designer; Tutte queste retrospettive sono dedicate a Maestri docenti dell’Istituto e del Museo Artistico Industriale del XXI secolo.
L’ Istituto Statale d’Arte Roma1 è la scuola dove Fulvio Balzani Professore ha insegnato dal 1975 al 1992, dove è stato titolare di ruolo della cattedra di Discipline Geometriche e Architettoniche, Arredamento e Scenotecnica. Questa mostra site - specific offre al pubblico/artista scolaro l'opportunità di conoscere direttamente il lavoro di un professore/architetto. La mostra si propone come un’antologica, afferma il Prof. Angelini, “la scelta è stata effettuata proprio con l'intento di consentire attraverso il suo operato, di addentrarsi in un tragitto complesso e ricco di variazioni, pur sempre all'interno di una ricerca rigorosa e molto attenta alla commistione tra progetto e realizzazione”.
Un Architetto, Fulvio Balzani, su cui hanno scritto importanti critici ma che non ha mai abbandonato l’idea di avvicinarsi all’arte come “mestiere”. Assai vicino, in questo, alla tradizione classica, che attraversa all'insegna di uno sguardo contemporaneo, una commistione tra tradizione e sperimentalismo che da sempre ne caratterizza l’operato.
La mostra è sotto il patrocinio del Comune di Roma, del MIBAC, della Provincia di Roma e della Regione Lazio.

VERNISSAGE CON INVITO:
presso La Sala mostre dell’Isa Roma 1
il 30 maggio alle ore 12.00
APERTURA AL PUBBLICO:
30 maggio - 12 giugno 2009

tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 13.00
domenica chiuso
INGRESSO GRATUITO Catalogo: Edizioni Grafiche Manfredi
Cura della mostra: Francesco Angelini
Info: Istituto Statale d’Arte Roma 1
Via Argoli, 45 00143 Roma
Tel. 06 5037973

Ufficio Stampa Isa Roma 1:
Cell. 333 3673112
e-mail: uffstampaisaroma1@libero.it

domenica 24 maggio 2009

Lo zoo di Pinocchio

Galleria di ritratti dei personaggi-animali
Disegni di Filippo Sassoli
Dal 29 maggio al 27 settembre 2009
Inaugurazione: 28 Maggio 2009, ore 18.00
Museo Boncompagni Ludovisi, Roma

Comunicato stampa

Al Museo Boncompagni Ludovisi, dal 28 maggio al 27 settembre 2009, si terrà la Mostra di disegni di Filippo Sassoli dedicata agli animali-personaggio del celebre libro “Pinocchio” di Collodi.
Il progetto si configura come l’illustrazione di un’opera letteraria senza aggettivi, non come letteratura per l’infanzia, non come letteratura di genere o altro ancora. Pinocchio appartiene innanzitutto e senz’altro alla Letteratura. Questo spiega il taglio scelto dall’artista per la realizzazione delle tavole con un segno forse derivato dalla tradizione incisoria e che rinuncia al colore, capace di evocare quel mistero che accompagna, e non risolve neanche dopo il finale con l’incarnazione del burattino di legno! – la lettura del testo di Collodi. Leggendo il libro ci si accorge della misteriosa presenza di una ricca e varia sfilza di animali quasi sempre presentati con l’iniziale maiuscola (il Gatto, il Grillo... ), dunque come veri e propri personaggi. Lo Zoo di Pinocchio si configura, quindi, come una galleria di ritratti di personaggi-animali e costituisce una nuova e originale occasione di approccio e rilettura della storia. Tra le intenzioni dell’artista, oltre alla destinazione espositiva con la scelta del grande formato delle tavole, c’è anche quella di un ritorno, anche filologico, al testo originale. I medici chiamati al capezzale di Pinocchio, ad esempio, sono un Corvo, una Civetta e un Grillo parlante: nel testo non portano abiti, né camici né occhialini! E molti sono gli animali-personaggi, con ruoli minimi o che svolgono parti notevoli nella storia, dimenticati, ridotti o addirittura eliminati nelle varie interpretazioni illustrative, cinematografiche e televisive. Collodi ha posto le maiuscole ai nomi di molti animali, per alcuni ha previsto addirittura nomi propri; sempre essi sono presentati nell’atto di dialogare.
La Mostra si compone di ventisette grandi tavole disegnate. Nel catalogo, edito da Giunti-Firenze, il “viaggio” illustrativo di Sassoli è accompagnato da un testo critico di Lea Mattarella.

Lo zoo di Pinocchio. Galleria di ritratti dei personaggi-animali.
Disegni di Filippo Sassoli
A cura di Mariastella Margozzi e Filippo Sassoli
Dal 29 maggio al 27 settembre 2009
Orario: tutti i giorni tranne il lunedì dalle ore 8.30 alle ore 19.00
Inaugurazione: 28 Maggio 2009, ore 18.00
Museo Boncompagni Ludovisi per le Arti decorative, il Costume e la Moda dei secoli XIX e XX
Via Boncompagni 18, Roma

Ufficio stampa
Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea
Responsabile Carla Michelli
con Francesca Brizzi, Maria Cristina Galizia, Maria Silvia Rosa
tel. 06 32298328
e-mail: cmichelli@arti.beniculturali.it

sabato 23 maggio 2009

Pedro Cano: seminario di acquerello a Matera

Comunicato stampa

Dal 25 al 30 maggio 2009, presso la Casa del Pellegrino Le Monacelle, a Matera, si terrà il seminario di acquerello del pittore Pedro Cano, uno tra i maggiori esponenti del realismo figurativo mondiale vivente, di origine spagnola, anche se ormai naturalizzato in Italia. I suoi dipinti sono stati protagonisti di mostre in tutto il mondo oltre che a Firenze, in Palazzo Vecchio, a Roma, presso Le Terme di Diocleziano, e proprio nel luglio 2008 un suo autoritratto è entrato a far parte della collezione degli Uffizi di Firenze. Da circa dieci anni, Cano organizza seminari di acquerello in Spagna ed Italia, seguiti da noti pittori ed allievi, che riscuotono grandissimo successo. Il seminario che si terrà a Matera avrà come protagonista l’intera città, e avrà come base “operativa” la Casa del Pellegrino Le Monacelle, dove verrà allestito un workshop espositivo delle opere che giorno dopo giorno Cano e gli allievi creeranno ispirati dal luogo. Sabato 30 maggio, sempre presso Le Monacelle, si terrà una conferenza stampa conclusiva dell’evento, dove sarà anche proiettato un video sulla vita dell’artista, presentato alla Biennale di Venezia del 2005 (La mia voce, regia Giulio Berruti). Il seminario avrà come protagonisti 30 acquerellisti provenienti da tutta Italia e dalla Spagna, che soggiorneranno a Matera: una nuova occasione, quindi, per promuovere a livello anche internazionale, le bellezze di Matera e
della Basilicata.

I protagonisti: Maria Isabel Moreno Gonzalez, Juana Iniesta Martinez, Ana Hernandez Morote, Josè Antonio Garcia Villarrubbia, Cristòbal Gracìa Salgado, Wladimir Lòpez De Zamora Herrero, Michela Zasio, Silvano Tacus, Adriana Ederle, Elia Cosimi, Leonardo Ciappi, Adriana Bassi, Fausta D'Ubaldo, Francesca Provenzano, Maria Luisa Calabrese, Luisa Saraceni, Carolina Campanozzi, Rita di Francesco, Francesco Borghi, Vici Crissis, Salvatore Grande, Rosetta Brunetti, Barbara Bellini, Simonetta Scaravelli, Emanuela Chiavoni, Daniela Marzano, Rosa Lovisetto, Simonetta Gazzola, Mariella Guastella, Elisa Cilia.

Pedro Cano è nato nell’agosto del 1944 a Blanca, una piccola cittadina della provincia spagnola di Murcia; ha iniziato a dipingere dall’età di 10 anni come autodidatta. Ha studiato prima all’Accademia San Fernando di Madrid e successivamente all’Accademia delle Belle Arti spagnola di Roma. Ha vissuto in Spagna, America Latina e Stati Uniti; oggi risiede ad Anguillara, una piccola cittadina a 30 chilometri da Roma, di cui è stato nominato cittadino onorario.
Ha esposto in tutto il mondo, curando anche le scenografie di alcuni allestimenti teatrali fra i quali “Le Memorie di Adriano” di M.Yorcenaur con la regia di Maurizio Scaparro.
E’ membro dell’Accademia Real di Belle Arti di Santa Maria Arrixaca ed è stato insignito dal re Juan Carlos dell’Encomienda de l’Orden de Isabella Cattolica. Nel luglio 2008 un suo autoritratto è entrato a far parte della collezione degli Uffizi.

Evento: Seminario di acquerello dell’artista Pedro Cano
Sede: La Casa del Pellegrino Le Monacelle, Matera
Durata: 25 - 30 maggio 2009
Conferenza stampa: 30 maggio 2009, ore 17.30
Direzione Artistica: Fiorella Fiore

venerdì 22 maggio 2009

Riccardo Licata. Mosaici e Vetri

Comunicato stampa

In occasione dei festeggiamenti per gli ottant’anni del maestro Riccardo Licata, dal 30 maggio 2009 il Loggiato Superiore del Palazzo Ducale di Venezia ospiterà una mostra personale dedicata all’artista. Nato nel 1929 a Torino, Licata si laurea all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1955, in seguito si trasferisce a Parigi dove ricopre in principio il ruolo di assistente di Gino Severini per poi intraprendere la carriera accademica presso l’Ecole Nationale de Paris, incarico che mantiene fino al 1995. Dà inizio alla sua carriera produttiva sotto una marcata influenza spazialista riscuotendo unanimi successi internazionali, per poi dedicarsi ad un percorso creativo personale ed innovativo. Artista completo, universalmente acclamato e riconosciuto come modello di riferimento nella pratica della pittura, scultura e grafica ma anche del mosaico e della lavorazione del vetro, vanta ad oggi oltre 300 personali in 35 diverse nazioni e le sue creazioni sono conservate nei maggiori musei di tutto il mondo.
La presente esposizione si divide in due sezioni e raccoglie le più significative testimonianze, realizzate dal maestro durante gli ultimi vent’anni, nel campo del mosaico e del vetro. La prima parte, dedicata all’arte musiva e curata dal Prof. Giovanni Granzotto, noto storico e critico d’arte, riunisce oltre venticinque opere di varie dimensioni montate su pannello ed esibite secondo criterio cronologico. La stessa mette in mostra anche una dozzina di gigantografie, testimonianze fotografiche degli interventi su scala territoriale relativi a paesaggi urbani e rurali, creati dall’artista in importanti località europee come Alessandria, Cannes, Genova, Grenoble, Lille e Parigi. Il secondo settore, interamente consacrato ai vetri, è amministrato dalla dott.sa Rosa Barovier, da molti anni attiva nell’analisi critica e storica del vetro d’artista. Questa sezione espone circa venticinque sculture in vetro, create da Riccardo Licata a partire dagli anni ’90, ed è realizzata in collaborazione con lo Studio Berengo di Burano, leader nella lavorazione artigianale del vetro.
L’esposizione è realizzata grazie al patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per diretto intervento del Soprintendente per i Beni Architettonici, per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico di Venezia e laguna, Renata Codello.
In occasione della mostra sarà presentato un raffinato catalogo, edito da Verso l’Arte Edizioni, contenente una settantina d’illustrazioni relative a tutte le opere esposte. Lo stesso introduce ad una completa fruizione della mostra per mezzo di due esaustivi saggi critici, scritti individualmente dai curatori, e di un terzo testo composto dal critico e scrittore Enzo Di Martino.
Riccardo Licata, Mosaici e Vetri sarà visitabile per circa quattro mesi, esattamente in coincidenza con il periodo d’apertura della 53ª Biennale d’Arte Contemporanea di Venezia. A tale proposito è colta l’occasione per celebrare il grande maestro torinese, che ha partecipato durante gli anni a ben nove edizioni della rassegna artistica veneziana con opere pittoriche, scultoree e di grafica; in questo modo la mostra rende omaggio all’artista completando idealmente il suo percorso creativo con l’esibizione dei lavori più recenti e meno conosciuti. Per rifinire la celebrazione di Licata, dal 5 giugno al 27 settembre 2009 presso la Chiesa Di Santa Marta nella città lagunare, alcune opere pittoriche saranno presenti alla mostra “Porto d’Arti”, evento collaterale della 53ª Esposizione Internazionale d’Arte, curato dal Prof. Luciano Caramel, Direttore dell’Istituto di Storia d’Arte dell’Università Cattolica di Milano.
La mostra rimarrà aperta fino al 22 settembre 2009. Saranno presenti alla vernice: Il maestro Riccardo Licata, il Ministro Renato Brunetta, i curatori Giovanni Granzotto e Rosa Barovier.

Titolo mostra: Riccardo Licata. Mosaici e Vetri
A cura di: Giovanni Granzotto e Rosa Barovier Mentasti
Sede: Palazzo Ducale, San Marco 1, 30124 Venezia
Durata: 30 maggio - 22 settembre 2009
Inaugurazione: venerdì 29 maggio 2009, ore 19.00

giovedì 21 maggio 2009

La scatola dei miti di Lino Tardia

Lino Tardia - La scatola dei miti
A cura di Francesco Ciaffi e Andrea Romoli Barberini
Inaugurazione giovedì 28 maggio ore 18.30 (fino al 28 giugno 2009)
Palazzo Venezia - Appartamento Barbo
Via del Plebiscito 118 - 00186 Roma

Comunicato stampa

A partire da Giovedì 28 maggio (fino a domenica 28 giugno) le sale dell’Appartamento Barbo di Palazzo Venezia a Roma ospitano la mostra personale di pittura, La scatola dei miti, del maestro Lino Tardia
Curata nell’organizzazione dalla Galleria Edarcom Europa, l’esposizione propone circa 60 opere di diverso formato rappresentative della ricerca svolta dall’artista dai primi anni Novanta ad oggi.
Un percorso ricco e suggestivo scandito da pochi temi (Maternità; Aquiloni minacciosi; Lune catturate; Scatole dei miti) affrontati con insistenza quasi a voler riannodare col loro tramite il legame con la sua terra d’origine, la Sicilia. Nel tratteggiare il profilo dell’artista, Claudio Strinati scrive nel suo testo in catalogo: “Tardia è un artista che vive il suo tempo con una intensa partecipazione e, nel contempo, con un senso di riservatezza e discrezione estreme che è raro trovare in altri protagonisti della nostra epoca. Il suo percorso appare unitario e coerente nell’affermazione di uno stile intento a una costruzione figurativa che definisce lo spazio e le immagini in una costante dialettica tale da porre in primo piano un segno netto, incisivo, poderoso che delinea con precisione e acume le cose raffigurate ma sembrerebbe lasciare in una situazione di indistinto e imprecisato l’impatto emotivo che appare sempre molto forte e determinato nelle sue opere. Una sensazione che è destinata però a scomparire di fronte a un esame attento e coinvolto del suo lavoro improntato a una perentoria certezza e a una intensa capacità comunicativa sempre più chiara concentrandosi nella osservazione dei dipinti
Con un’attenzione rivolta alle suggestioni che sostanziano l’opera del Maestro, Andrea Romoli Barberini scrive nel suo testo critico: “Per Tardia la superficie del quadro è uno schermo dalle infinite profondità, lato visibile, porta aperta di una scatola magica (dei miti) in cui è possibile mettere in scena il verosimile e il fantastico come pure emanazioni dell’esperienza. La tela quindi, ben lungi dall’essere il luogo dell’illustrazione autobiografica, è qui il campo in cui convergono, coesistono e interagiscono la cultura dei suoi luoghi di origine, l’esperienza (da intendersi come verità del vissuto) e l’emotività alimentata dal loro ricordo. Tutti elementi, questi, che reagendo tra loro aprono la strada a un particolare e sofisticato visionarismo ricco di riferimenti alti - la storia, i miti della sua terra - dissimulato dietro le seducenti sintesi formali maturate nel corso di tanti anni di ricerca”.
Il catalogo (Edizioni Edarcom Europa) presenta contributi critici del Sovrintendente al Polo Museale di Roma, Claudio Strinati, e dei curatori della mostra e del volume Francesco Ciaffi e Andrea Romoli Barberini.

Notizia biografica
Lino Tardia nasce a Trapani nel 1938. Conseguita la maturità artistica, si trasferisce a Roma dove frequenta gli studi di Renato Guttuso e Saro Mirabella. Nel 1955 Lino Tardia inizia a esporre, ottenendo consensi in Italia e all’estero. Gli anni Sessanta segnano il suo passaggio dal Realismo all’Informale e ancora alla Nuova Figurazione, secondo la maniera di Francis Bacon che incontra durante un soggiorno a Londra. Partecipa a mostre collettive insieme a Guttuso, de Chirico, Sironi, Treccani e altri autori noti nel panorama artistico internazionale. Espone le sue opere in mostre personali a Londra, New York, Chicago, Parigi, Huston, Ottawa e Tripoli. Nel 2003 la Presidenza della Repubblica lo premia con la Medaglia d’Oro per i Benemeriti della Cultura. Ha preso parte a numerosi premi nazionali e internazionali. Risiede e opera a Roma.

Patrocini: promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma - Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio, dell’Assessorato alle Politiche Culturali della Provincia di Roma e dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, con il sostegno di SAI Servizi Avanzati per le Imprese.

Spazio: Museo Nazionale di Palazzo Venezia - Appartamento Barbo (1° piano) - Via del Plebiscito 118 - Roma
Ingresso e orario: INGRESSO LIBERO. Da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 19.00. Lunedì chiuso.
Info: Tel +39.06.78.02.620 | +39.06.69.99.43.19 | Web: www.edarcom.it
Organizzazione e edizione catalogo: EDARCOM EUROPA Galleria d’Arte Contemporanea
Ufficio Stampa: ARUS COMUNICAZIONE a.arus@libero.it

Immagine: Lino Tardia, La scatola dei miti, olio e acrilici su tela, cm. 100x100

mercoledì 20 maggio 2009

Prima Collettiva Innaturalista

29 maggio - 13 giugno 2009
Galleria Isarte - Corso Garibaldi, 2 - Milano

Comunicato stampa

Il 28 maggio presso la galleria Isarte di Corso Garibaldi 2 a Milano verrà inaugurata la prima collettiva di pittori Innaturalisti.
Il MOVIMENTO INNATURALISTA nasce a Milano il primo gennaio 2009 attorno al manifesto omonimo pubblicato sul sito http:/www.innaturalismo.com/
Il MOVIMENTO INNATURALISTA muove dal rifiuto dell'attuale sistema artistico ed esprime un giudizio fortemente negativo nei confronti dell'arte dell'ultimo mezzo secolo. Gli In naturalisti ritengono che tranne poche eccezioni, dopo la fine delle avanguardie, l'arte si sia ridotta a un'accademia modernistica fatta da professionisti guidati dall'interesse economico.
Il Movimento Innaturalista si rifà allo spirito originario delle avanguardie: disprezzo totale nei confronti dell'arte e della critica mercificata, avventura libera della creazione, responsabilità morale dell'artista, sincerità assoluta dell'espressione.
Il MOVIMENTO INNATURALISTA non è l'ennesima astuzia per lanciare un prodotto artistico sfruttando l'attuale crisi del mercato e quella economica e morale del Paese. Una volta tanto gli artisti innaturalisti non hanno secondi fini. Essi sono mossi soltanto da finalità artistiche e appunto in questo risiede la loro straordinaria novità nel panorama attuale.
L'Arte Innaturalista muove dalla presa d'atto del totale snaturamento della condizione umana. Essa registra il nulla irreversibile in cui, dietro un'apparente felicità alla portata di tutti, è scivolata l'attuale società. Le opere Innaturaliste si fanno specchio di questo snaturamento e di questa nullità ormai planetaria, riflettendone i multiformi aspetti talvolta con ironia, sempre senza retorica e inutili commiserazioni.
Il MOVIMENTO INNATURALISTA non propone né uno stile né un modello unitario: ritiene superato questo aspetto delle avanguardie.
Il MOVIMENTO INNATURALISTA nasce come gruppo aperto. Lo scopo della mostra è far conoscere le opere degli artisti e le idee che le sorreggono anche per allargare e far crescere il Movimento.
In questa prima collettiva vengono esposte le opere di sette pittori Innaturalisti: Silvano BRUSCELLA, Alfio CATANIA, Fulvio MARTINI, Jimmy RIVOLTELLA, Luca PALAZZI, Alessandro SCAPINELLI, SKAWALKER.
La mostra, autofinanziata dai componenti e dai sostenitori del Movimento, resterà aperta fino al 13 giugno.
Per raccogliere fondi a favore del nuovo Movimento artistico saranno offerte al pubblico alcune opere innaturaliste poste in vendita tramite un'asta a offerta scritta, che verrà chiusa alla fine dell'esposizione.

Prima Collettiva Innaturalista
Galleria Isarte - Corso Garibaldi 2 Milano
29 maggio - 13 giugno 2009
Orari: 10 / 13 e 15 / 19, domenica e lunedì chiuso
Inaugurazione: giovedì, 28 maggio 2009, dalle 17.30
A cura del Gruppo Pittori Innaturalisti
Opere esposte: circa 30
Informazioni: Galleria Isarte
tel 028057628 - info@isarte.net - www.isarte.net
Ufficio stampa: Anna Orsi
cell 3356783927 - tel / fax 0289010225
anna.orsi@apressarte.eu - anna.orsi@alice.it

martedì 19 maggio 2009

The Art of Games

Nuove frontiere fra gioco e bellezza
Centro Saint-Bénin, Aosta

23 maggio - 8 novembre 2009
Inaugurazione venerdì 22 maggio ore 18.00

Comunicato stampa

In una conferenza stampa tenutasi nella sala della Biblioteca Regionale il 7 maggio, l’Assessore all’Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta, Laurent Viérin, ha presentato il ricco calendario espositivo dell’estate 2009 che comprende 15 expo a carattere internazionale, nazionale e locale. Tra le varie mostre, tutte di straordinario interesse, “The Art of Games. Nuove frontiere fra gioco e bellezza” riunirà i maggiori artisti di videogames in un’esposizione dal carattere storico-scientifico oltreché estetico, in uno spazio significativo: il Centro Saint-Bénin, chiesa barocca sconsacrata e da alcuni anni deputata per l’arte moderna e contemporanea.
La mostra. L'idea fondamentale del progetto è stata rendere la game art un soggetto da mostra, chiarendo gli aspetti della catena produttiva di un videogioco e mostrando il livello di arte che questi richiedono in diversi momenti della loro costruzione: dallo schizzo di un concept in pochi secondi allo sviluppo in 3D di interi scenari e soggetti, studiando fin nei dettagli i particolari storici e situazionali.
Il progetto “The Art of Games” mira a mostrare il livello di arte, fantasia e tecnica insiti nell'arte dei videogiochi. Questo soggetto non è mai stato adeguatamente affrontato prima, ed è anche per questo motivo che Fabbrica Arte beni culturali no profit ha voluto creare uno strumento per storicizzare e concettualizzare questo tipo di arte nel panorama artistico contemporaneo. Il progetto riunisce soggetti e prospettive inediti, tracciando un nuovo modo di guardare all'arte e alla sua fruizione secondo canoni tradizionali. La vision generale è quella della ‘bottega globale’ perché l’opera unitaria del games viene creata da vari artisti proprio come nelle botteghe del ‘500 più operatori, specializzati in specifiche parti del corpo o tecniche, erano coinvolti nella realizzazione del maestro. In mostra si troveranno, in un allestimento tanto classico e armonioso quanto innovativo e stimolante, molti lavori personali di questi artisti che lavorano ai più importanti games del momento.
Per la mostra sono state selezionate circa 100 opere d'arte, tra cui supporti multimediali, sezioni di approfondimento e schizzi originali, demo di speedpainting. Ci saranno poi percorsi multimediali in cui si installeranno postazioni video complete di console e di demo di videogames
Viene presentato anche un catalogo d'arte critico sulla game art e la sua epoca, con autori provenienti dal panorama storico-critico e universitario internazionale, vero unicum anche nel panorama artistico italiano.
Artisti e giochi.
Oltre 60 gli artisti selezionati a livello mondiale tra i più importanti dell’industria videoludica e tredici quelli prescelti per la prima esposizione in Valle d’Aosta. Tra i presenti ricordiamo: Stephan Martiniere, noto per aver collaborato con la Cyan alla saga di Myst, Uru e Area 51; Kekai Kotaki, che ha contribuito con le sue splendide illustrazioni fantasy al MMORPG, Guild Wars. John Wallin Liberto, illustratore per Epic Games (Gear of War) cui ha donato il suo tocco per gli evocativi paesaggi. All’opera in Spec-Op è Nicolas Oroc, i cui ritratti espressivi colpiscono molto. Presente anche un italiano, Talexi, Alessandro Taini, che ha contribuito al bel titolo esclusivo per Playstation 3 Heavenly Sword. Chi ama Assassin’s Creed di Ubisoft sarà lieto di trovare Barontieri, nome d’arte di Thierry Doizon. Da Hellgate London, figlio spirituale di Diablo, arriva invece Jason Felix. Jim Murray da World Of Warcraft, Paul Sullivan da Tomb Raider e Afro Samurai , Craig Mullins da Halo ed insieme a loro Daniel Dociu, Jason Chan, Andrzej Tutaj.
Tra i giochi che entrano in mostra ricordiamo oltre ai già citati, Lost, Star Wars, Halo, Splinter Cell, Quake, il decandente Devil May Cry, Iron Man, Rainbow Six, Prince of Persia, , Deus Ex, Afro Samurai, Gears of war, Tomb Raider ed uno dei giochi artisticamente più belli mai realizzati, Myst.
In mostra si troverà anche la sezione “Ispirazioni incrociate”, ovvero un abbinamento tra le fotografie di molti beni culturali valdostani fruibili dal pubblico – realizzate da Stefano Venturini – e le opere degli artisti di game art da questi ispirati.
L’abbinamento in mostra tra gli affreschi cortesi a confronto dei nuovi personaggi dei giochi, così come tra architetture reali e videoludiche, rende unica la collocazione in Valle d’Aosta, creando uno scenario reale al contenuto virtuale delle arti proposte.
All’interno dell’expo verrà presentato anche un video 3D avente per tema la promozione dei beni culturali valdostani attraverso le dinamiche e le forme dell’animazione solitamente applicata ai videogames, dal titolo “In volo in Valle” con la creazione di un personaggio particolare: il giovane gnomo Tsdanzon.
che possono essere fruiti per vedere in azione il prodotto finale, lo stile e che cosa vuol dire il contributo di un singolo artista nell'insieme di un progetto che coinvolge così tanti fondi e persone.

The Art of Games. Nuove frontiere fra gioco e bellezza
Centro Saint-Bénin, Aosta
23 maggio - 8 novembre 2009
Inaugurazione venerdì 22 maggio ore 18.00
Orari di apertura: tutti i giorni 9.30-12.30, 14.30-18.30.

Informazioni:
Centro Saint-Bénin: tel. +39 0165 272687
Servizio attività espositive: tel. +39 0165 274401; e-mail: u-mostre@regione.vda.it
Direzione promozione beni e attività culturali:
Sabina Vagneur: tel. +39 0165 273457; e-mail: s.vagneur@regione.vda.it
FABBRICA ARTE
art> debora ferrari +39 348 103 22 58
tech> valentina marchetti +39 393 172 75 51
incoming> andrea ferrari +39 348 226 10 81

www.regione.vda.it, u-mostre@regione.vda.it, www.theartofgames.eu, contact@theartofgames.eu

lunedì 18 maggio 2009

Ricca infornata di arretrati

Dopo lunga latitanza, ritorno a fare il mio dovere e pubblico (sia pure con geologico ritardo) in una unica volta ben SEI dico SEI numeri della nostra rivista preferita in formato pdf per la gioia di tutti voi!
Sono ora disponibili per essere scaricati i numeri di ottobre, novembre e dicembre 2008, nonché i numeri di gennaio, febbraio e marzo 2009.
Recuperato quindi con questo mega upload lo spaventoso gap accumulato, vi prometto che proverò a mantenere una maggiore regolarità nel rendervi disponibili gli arretrati della rivista. 

"Cultura a porte aperte" arriva in Basilicata

PROGETTO “CULTURA A PORTE APERTE”
Dal 20 al 22 maggio seconda tappa in Basilicata

Comunicato stampa

Negli ultimi anni l’Amministrazione, in particolare quella centrale, ha assunto tendenze volte a rompere il muro di impenetrabilità che la caratterizzava nella percezione dei cittadini e delle parti economiche e sociali.
Il Progetto “Cultura a Porte Aperte” ideato e coordinato dall’arch. Antonella Mosca responsabile del Servizio IV – Comunicazione e Promozione della Direzione Generale per il bilancio e la programmazione economica, la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure del MiBAC, si inquadra in questa tendenza verso una progressiva maggiore trasparenza attraverso un approccio del tutto innovativo.
Con “Cultura a Porte Aperte” si intende infatti dare la massima visibilità all’organizzazione istituzionale del dicastero, rafforzare il dialogo con tutte le Amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni), ma anche con il mondo della scuola e universitario, gli ordini professionali, le associazioni pubbliche e private che operano nel settore, strutture preposte alla promozione del turismo, i cittadini e tutti quelli che in qualche modo sono interessati al settore culturale.
Nel 2009 il progetto nazionale di valenza territoriale coinvolgerà le regioni del Sud, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, coordinate a livello territoriale dalle Direzioni Regionali per i beni culturali e paesaggistici.
Dal 20 al 22 maggio il progetto arriva in Basilicata per una serie di incontri e di eventi di particolare interesse, organizzati dalla Direzione Regionale e da tutti gli Istituti territoriali ad essa afferenti di concerto con il Servizio Comunicazione e promozione del MiBAC.

Il 20 maggio alle 9.30, presso la Biblioteca Nazionale di Potenza è in programma il Convegno “La concertazione tra pubblico e privato per l’ottimale valorizzazione del patrimonio culturale lucano”.
Porteranno i saluti istituzionali Vito Santarsiero Sindaco di Potenza; Emilio Nicola Buccico Sindaco di Matera; Giuseppe Telesca, Assessore alla Cultura della Provincia di Potenza; Antonio Autilio, Assessore alla Cultura della Regione Basilicata, Vito De Filippo, Presidente della Regione Basilicata e Antonio Mario Tamburro, Rettore dell’Università degli Studi della Basilicata. Maddalena Ragni, Direttore Generale per il bilancio e la programmazione economica, la qualità e la standardizzazione delle procedure presenterà il progetto “Cultura a porte aperte”. Interveranno poi Alfredo Giacomazzi, Direttore Generale Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Basilicata, Gianpiero Perri, Direttore Generale dell’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata e Francesco Sisinni già Direttore Generale del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Le conclusioni saranno affidate ad Alfredo Giacomazzi. Modera Francesco Sabia Direttore della Biblioteca Nazionale di Potenza.

Alle 15.30, sempre presso la Biblioteca, avrà luogo il tavolo tecnico al quale parteciperanno alcuni esponenti degli Enti e delle Associazioni che operano nel settore dei beni culturali e che hanno aderito al progetto: Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento del Turismo, Ministero dell’Interno, FECFondo Edifici di Culto, Regioni, Province, ICOM-International Council of Museum, UPI - Unione Province d’Italia, ANA Associazione Nazionale Archeologi, ANAI Associazione Nazionale Archivistica Italiana, ANCI Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, ANISA Associazione Nazionale Insegnanti Storia dell’Arte, AIPAI Associazione Nazionale per il Patrimonio Archeologico Industriale, APT – Agenzia di promozione territoriale della Basilicata, Archeoclub d’Italia, Confartigianato, Confindustria, Consiglio Nazionale degli Architetti, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Federculture, FAI - Fondo Ambiente Italiano, Fondazione Zetema, Formez, Invitalia, Istituto Italiano dei Castelli, Italia Nostra, Legambiente, Mecenate 90, Paleoworking, SIPBC - Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali, Touring Club Italiano, UNPLI - Unione Nazionale Pro Loco d’Italia.
Per il MiBAC saranno presenti Attilio Maurano, Soprintendente per i Beni architettonici e Paesaggistici della Basilicata; Caterina Greco, Soprintendente per i Beni Archeologici della Basilicata; Salvatore Abita, Soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata; Donato Tamblè, Soprintendente Archivistico della Basilicata e Direttore dell’Archivio di Stato di Potenza, Antonella Manupelli, Direttore dell’Archivio di Stato di Matera e Francesco Sabia, Direttore della Biblioteca Nazionale di Potenza.
L’incontro sarà moderato da Antonella Mosca, Responsabile del Servizio Comunicazione e Promozione della Direzione Generale per il bilancio e la programmazione economica, la qualità e la standardizzazione delle procedure del MiBAC.
Alle 19.30 l’Auditorium del Conservatorio ospiterà il concerto per violino e chitarra “Il virtuosismo da Paganini a Piazzolla” del duo Mauro e Luciano Tortorelli, organizzato in collaborazione con il Conservatorio “Carlo Gesualdo da Venosa”.

Il 21 e il 22 maggio verranno aperti al pubblico, con una serie di iniziative, gli Istituti ed i luoghi d’arte del MiBAC per far conoscere le attività degli uffici tecnici ed amministrativi e mettere in evidenza i servizi che tali uffici erogano e dei quali sia il singolo cittadino che l’Ente possono e devono usufruire. Il 22 maggio l’ingresso alle sedi espositive sarà gratuito.

Segreteria organizzativa e ufficio stampa:
MP Mirabilia, tel. 06.571764802 – 06.571764430 - cell. 347 4098011
email: comunicazione@mpmirabilia.it

Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Basilicata
Tel. 0971 328111
dr-bas@beniculturali.it
www.basilicata.beniculturali.it