martedì 31 marzo 2009

Face to surFace

Comunicato stampa

Da lunedi 6 Aprile 2009 (inaugurazione ore 19) la RUFA ARTGALLERY di via Benaco 2 a Roma, ospiterà un'esposizione di opere fotografiche realizzate da Edoardo Rebecchi. La mostra si compone di undici scatti e propone una serie dedicata al soggetto architettonico della "facciata" di edifici urbani. Il percorso si struttura come un "faccia a faccia" con una superficie particolare, indagata come spazio dominato dalla linea e dal senso geometrico. Peculiari della fotografia dell'artista sono i tagli prospettici e l'uso del colore, restituito, nelle immagini presentate, in tutta la sua intensità.
La Rufartgallery, vero e proprio cuore dell’accademia, è situata in un’area appositamente attrezzata, ottenuta dagli ambienti che compongono la Scuola di Pittura della RUFA (Rome University of Fine Arts - Libera Accademia di Belle Arti di Roma).
Edoardo Rebecchi nasce a Roma nel 1982 e si laurea all'Università Roma3 in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo (D.A.M.S.). Si avvicina alla fotografia durante il periodo di studi alla facoltà di Film e Media dell'Università di Copenaghen nel 2005. Prosegue la sua formazione al centro sperimentale ADAMS. Fotografo free lance, cura la fotografia e l'immagine per la GPG CORPORATIONS. Il suo impegno si estende anche al settore cinematografico e fa esperienza come direttore della fotografia, ottenendo nel 2008 la candidatura al David di Donatello per il cortometraggio "Ora che Marlene". Parallelamente agli studi, partecipa a diversi concorsi, aggiudicandosi il terzo posto al Panasonic Battery Award con la foto "Campioni del mondo" e risultando finalista al concorso "La vie moderne", patrocinato da SFR Jeunes Talents ed esposto presso la Maison Europeenne de la Photographie di Parigi. Attualmente impegnato in diversi progetti lavorativi, si appresta a terminare gli studi specialistici.La sua fotografia si caratterizza per una predilizione data al colore e per una pluralità di linee di ricerca in merito ai soggetti.
Un interesse particolare è rivolto, comunque, alla fotografia di eventi, di paesaggio e di architetture, ispirato in questo dai numerosi viaggi in Europa.

Edoardo Rebecchi. FACE TO surFACE
Mostra personale di Fotografia
A cura di Flavia Sorato
Inaugurazione lunedì 6 aprile 2009 ore 19.00 (fino al 17 aprile 2009)
Rufartgallery, Via Benaco 2, 00199 Roma
Lo spazio expo dell’Accademia RUFA (Rome University of Fine Arts)
Ingresso e orario: dal lunedì al venerdì dalle 09 alle 13; dalle 16 alle 19. Sabato dalle 09 alle 13.
Info: Rufa (Rome University of Fine Arts) tel 06.85.86.59.17; rufa@iaa.it; a.arus@libero.it;
info@rufartgallery.it

lunedì 30 marzo 2009

Sinfonie d'Acqua

SINFONIE D’ACQUA
Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea
Inaugurazione: sabato 4 aprile ore 19
In mostra dal 3 al 15 aprile 2009
Ingresso libero
Orario di visita: da martedì a domenica dalle ore 15:30 alle 19:30;
chiuso lunedì e 11 e 12 aprile per le festività pasquali
Curatrice: Sabrina Falzone
Presso: Galleria Il Borgo
Comunicato stampa

Dal 3 aprile la Galleria Il Borgo di Milano presenta "Sinfonie d'Acqua" mostra internazionale d'arte curata dal critico e storico dell'arte Sabrina Falzone in collaborazione con la rivista di arte, cultura e informazione Bluarte.
Il tema della mostra è dedicato all'Acqua e alle sue qualità visive e sonore che affiorano con particolare rilievo nella produzione artistica di Flora Brescianini. L'acqua è uno dei quattro elementi che è sorgente di vita e al tempo stesso spettacolo della natura come rammentano le immagini liriche di Giusy Fossati e dell'austriaca Mariana Cornea, animate da un cromatismo cangiante.
Nell'arte contemporanea vengono esplorate nuove tecniche e linguaggi creativi con audacia espressiva: è il caso di Giuseppe Murzio che propone un'inedita fotoscultura. Particolarmente evocativi i lavori realizzati da Valentina Carrera, che rivela una sensibilità tutta informale.
Tonalità più attenuate e quasi autunnali appaiono nella ricerca artistica di Carlotta Montagna e Anna Zolfo che si elevano in elegie blu con Giulia Infante ed Enzo Montuori. Onde in immaginario viaggio sonoro avanzano in Maria Sarafianou, talentuosa autrice greca, e fluttuanti sensazioni dell'anima si sollevano dal velluto pittorico di Moàn e Cristina Zanchetta.
Stupore turchese è melodia visiva in Cinzia Pigini e muliebre naufragio in Paola Bassoli, dove sguardo e pensiero vivono nell'afflato di nuove sinfonie d'acqua.

Presso: Galleria Il Borgo
Corso San Gottardo 14, 20136 Milano (zona Navigli)

Direzione Artistica: Sabrina Falzone info@sabrinafalzone.info - www.sabrinafalzone.info
Ufficio grafico: G. Di Salvo
Responsabile di sala: Fabiana ufficiostampa@sabrinafalzone.info
Catalogo telematico: a cura di BluArte

domenica 29 marzo 2009

Pittura degli dei

PITTURA DEGLI DEI, la più antica arte moderna
Curatore: Boris Brollo
Museo Civico d’Arte Contemporanea
Silvio Vigliaturo, Acri (Cs)

Vernissage: 19 aprile ore 18
Periodo: 19 aprile - 14 giugno 2009
Orario Mostra: 9-13, 16.30-20.30, chiuso il lunedì

Comunicato stampa

Nel 1989, a Parigi, il critico Martin Hubert organizzò la famosa mostra Les Magiciens de la Terre, attraverso la quale, per la prima volta, l’Occidente rimase affascinato dalle opere di artisti “arcaici”, fra cui gli aborigeni australiani. Nello stesso anno veniva pubblicato in Italia da Adelphi, La Via Dei Canti, suggestivo resoconto del viaggio intrapreso attraverso quel lontano continente, dallo scrittore inglese Bruce Chatwin, che da Darwin, sull’Oceano Indiano, giunse sino ad Adelaide, attraversando la Terra di Arnhem con le sue pitture rupestri a “raggi X” – perché mostrano le interiora degli animali riprodotti figurativamente –, ed il rosso deserto Simpson.
Vent’anni dopo, al MACA, l’arte aborigena australiana approda nuovamente sul Vecchio Continente, carica di suggestioni ancestrali, attraverso una quarantina di opere sia su tela che su legno. Si tratta di dipinti, utensili e strumenti musicali – quale il didjeridoo –, risalenti agli anni Ottanta, accomunati da un’intensa vivacità cromatica, intrisa dei colori del deserto e del bush australiano, ed un’astrattezza di forme quasi caleidoscopica; astrattezza in realtà solo apparente, dato che esprime un complesso simbolismo in cui alle diverse forme geometriche sono assegnati significati ben precisi. I concetti che possono essere espressi in questo linguaggio sono quelli fondamentali della cultura e della mitologia aborigena. I simboli utilizzati per rappresentare questi concetti possono considerarsi rappresentazioni estremamente stilizzate della forma dell'oggetto, o dell’animale in questione, o di un’orma dello stesso, tipicamente vista dall'alto.
Le opere in mostra fanno parte della preziosa collezione di Claudio Polles: artista italiano che da quasi cinquanta anni vive in Australia a stretto contatto con le popolazioni native di quella terra. Fu ai confini del deserto narrato da Chatwin, che è il cuore del continente australiano, che Polles conobbe questi gruppi di aborigeni che vivevano abbandonati dai “bianchi” con i quali intrattenevano sporadici contatti all’interno dei drugstore – bazar in cui potevano trovare cibo, scambiare i loro prodotti e vendere la loro arte, che allora era una primaria fonte di sopravvivenza. Polles, al fine di documentare l’originalità di queste pitture, e di questi oggetti “primitivi”, fotografa gli aborigeni stessi che ne sono gli Autori, avviando così una preziosa documentazione fotografica – anch’essa esposta al MACA e riprodotta in catalogo –, che può essere letta come un vero e proprio reportage sullo stato degli aborigeni australiani degli anni Ottanta.
Non bisogna inoltre dimenticare che l’Australia è una terra di emigranti e molte sono le famiglie italiane che vi si sono trasferite. Questa mostra diventa quindi un’ennesima importante opportunità d’incontro fra due terre lontane, che già in passato hanno imparato a conoscersi, e fra due culture che hanno condiviso la forza lavoro, ma anche le risorse umane e culturali. Fusione di antipodi esemplificata dall’artista e collezionista Claudio Polles – ed in particolare da alcuni dipinti da lui realizzati e presenti in mostra –, che di questo incontro ne ha fatto il perno del suo operare, e grazie a questa mostra al MACA, rende partecipe il pubblico dell’incanto dell’arte aborigena australiana, antica quanto l’uomo stesso, eppure di recente scoperta, giovane come è giovane il Continente Australiano.

MACA-Museo Civico d’Arte Contemporanea Silvio Vigliaturo
Palazzo Sanseverino, Piazza Falcone, 1 - 87041 Acri (CS)
Tel. 0984-953309 www.museovigliaturo.it
info: Ufficio stampa MACA - tel. 0119422568 - maca@museovigliaturo.it

sabato 28 marzo 2009

Andrea Guerzoni - L'elogio del riccio

Associazione Culturale Daydreaming Project
presenta
la mostra dell'artista ANDREA GUERZONI
"L’ELOGIO DEL RICCIO"
L'artista presenta nella mostra personale presso Knulp e DDCUBE di Trieste una selezione di disegni, lavori su tela ed i suoi "librini" di aforismi e poesie.

Inaugurazione giovedì 2 aprile dalle ore 19.00
Prosegue fino al 5 maggio

Comunicato stampa

Il riccio, diversamente dal porcospino che trafigge con i suoi aculei se si sente minacciato, è una creatura che si arrotola su se stessa come una palla quando avverte il pericolo.
Andrea Guerzoni predilige autori crepuscolari o notturni, dalle abitudini solitarie e scontrose, capaci di trasformarsi in una sfera spinosa difficilmente attaccabile, ma dall’animo gentile e fragile.
I poeti Fernando Pessoa e Alda Merini e le artiste Carol Rama e Louise Bourgeois, “sono trasformati dalla sua mano sicura in “figurine”, all’apparenza divertenti, inoffensive e rassicuranti, simili ai disegni per fumetti o a quelli infantili. In realtà, portatrici di tematiche e messaggi disorientanti, irritanti, niente affatto frivoli come la sofferenza e la difficoltà esistenziale e psicologica, l’isolamento e la diversità avvertita dall’uomo, in particolare dell’artista, nell’incontro/scontro con la società. Scegliendo questi maestri di “vita difficile”, l’artista torinese ha voluto sottolinearne il legame di affinità spirituale e fare loro un sincero elogio, attraverso l’uso di un linguaggio grafico carico di leggerezza ed ironia” (Claudia Giraud, ESPOARTE Contemporary Art Magazine n. 47).
Talvolta un riccio viene scambiato per porcospino, o viceversa…
Il dilemma del porcospino afferma che tanto più due esseri si avvicinano tra loro, molto più probabilmente si feriranno l’uno con l’altro.
La storiella di Arthur Schopenhauer racconta di un gruppo di porcospini sorpresi dal freddo che, per far fronte al gelo, pensano bene di stringersi per scaldarsi a vicenda. Ovviamente, al solo avvicinarsi, si feriscono tra loro con gli aculei, fino a quando il dolore non li costringe ad allontanarsi. Separandosi, i porcospini percepiscono nuovamente il gelo e tornano di nuovo a stare insieme e continuano così ad alternare vicinanza e lontananza, finché non trovano una moderata distanza reciproca, che rappresenta per loro la migliore posizione.
Due grandi pulsioni dell'uomo: la necessità di sentirsi parte di una comunità e contemporaneamente di essere un individuo indipendente. La difficoltà di separare il piacere dal dolore in qualsiasi rapporto sociale.
“Un frammento dovrebbe essere separato dal mondo circostante come una piccola opera d'arte, e compiuto in se stesso, come un riccio” (Friedrich Schlegel, altro filosofo tedesco vissuto tra XVIII e XIX sec.).
Andrea Guerzoni scrive e disegna aforismi per consegnare in pochi istanti un frammento dell’esistenza.
In una situazione, al tempo stesso tragica e comica, il pianto e il riso, l’alto e il basso, il sublime e il triviale si intrecciano in un unico “ri-tratto”.
Il tono mordace, la levità gradevole quanto ingannevole che fa da supporto a contenuti in genere ponderosi, sono la sua cifra stilistica.

Sedi:

KNULP via Madonna del Mare 7/a, Trieste.
Orari: dalle 10.00 alle 24.00, chiuso mercoledì
+39 040300021 www.knulp.it

DDCUBE Gallery via dei Capitelli 6563,Trieste.
Orari: venerdì e sabato dalle 15.00 alle 20.00
cell: 3337245244 www.ddmagazine.it

Link: http://www.ddmagazine.it/2009/events.2009/03mar.html
Info: staff@ddmagazine.it

venerdì 27 marzo 2009

Il Caravaggio Napoletano. Cristologia e nobili committenze

di Gianmatteo Funicelli

Collocato in uno spazio dominante della grandiosa quadreria presso il Museo di Capodimonte, la fortunata Flagellazione di Cristo enuncia i primi rapporti artistici del Caravaggio verso le committenze napoletane. Anche se le rarissime fonti non fanno chiaramente luce sullo spirito dell’artista nel suo soggiorno a Napoli, si ricordano altre espressioni pittoriche come La Madonna del Rosario del 1607, voluta dal pittore fiammingo Louis Finson e da questi trasferita nei Paesi Bassi per poi passare definitivamente nel patrimonio del Kunsthistorisches Museum di Vienna. Non si può non ricordare inoltre un capolavoro del primo Caravaggio partenopeo, quale la meravigliosa pala del Pio Monte della Misericordia, titolato Le sette opere di Misericordia, vero traguardo avanguardistico della pittura seicentesca italiana, e per sperimentazione iconografica e per il tema affrontato.
La lente d’ingrandimento sulla flagellazione di Capodimonte, oltre ad essere una proposta di studio dell’intero complesso museale, ci riporta sulla modesta comprensione dell’equilibrio stilistico e del grande valore artistico che Caravaggio attinge dalla Napoli di inizio Seicento. L’opera si presenta maggiormente composta e meno drammatica delle altre napoletane (forse perché si allontana dallo schema del realismo napoletano), in quanto rappresenta il preludio della terribile flagellazione alla colonna. Il pittore attira l’occhio sbarrato dell’osservatore nel momento in cui i carnefici legano il Cristo alla colonna, presentandoci gli ultimi attimi che precedono il sangue e il dolore dell’uomo.
Attraverso le fonti del Bollori apprendiamo che l’opera fu realizzata per la cappella della famiglia De Franchis in San Domenico Maggiore a Napoli, verso la fine della prima esperienza napoletana, quindi nel maggio del 1607. Per questa realizzazione pubblica il maestro si ispira alla classica iconografia affrontata da Sebastiano del Piombo e da Tiziano. Il dipinto si presenta centrale e di pochi elementi, la luce e l’essenzialità della scena. Organizzato completamente intorno alla possente colonna, il Cristo campeggia in una esile e fluttuante figura, l’unica illuminata per intero, mentre la forza e la tenacia degli aguzzini tutti intorno si muovono in uno sbrigativo rapporto di gestualità ed attese accennate dalla luce teatrale, puramente identificativa. È la luce infatti a definire le limpide carni sacre del Cristo in contrasto a quelle sozze e macilenti dei torturatori. Il dramma percorre tutto lo spazio attraverso pugni, nodi di corde e tensioni muscolari. Da notare è l’operazione del terzo aguzzino in basso sulla sinistra, che si appresta a preparare la sferza con la quale violenterà il Sacro Corpo. Nelle mani e nell’attesa del personaggio vi sono gli ultimi attimi che precedono la terribile punizione del giudeo.
Durante l’esecuzione del dipinto la scena venne modificata per l’inserimento di un ulteriore personaggio, previsto sotto la spalla del carceriere di destra: le radiografie presentano un volto ben definito con gli occhi rivolti verso il Cristo, forse del committente Tommaso de Franchis. Il volto venne eliminato dal saggio maestro per non alterare l’essenzialità scenografica dell’opera, la quale vive tutt’oggi nella sua purezza e rasserenata simbologia cristiana in uno spazio di fondo di una delle gallerie più importanti d’Europa.

Immagine: Michelangelo Merisi da Caravaggio, Flagellazione di Cristo, 1607-1608, olio su tela, 286 × 213 cm, Napoli, Museo di Capodimonte

giovedì 26 marzo 2009

Giotto e il Trecento

“Il più Sovrano Maestro stato in dipintura”

Nell’ultimo decennio, alcune importanti esposizioni hanno affrontato aspetti specifici della vicenda artistica di Giotto, legati a singole opere o a problemi critici di ambito regionale, come nel caso di Bologna, Lombardia e, naturalmente, Firenze; a oltre settanta anni dalla famosa esposizione allestita agli Uffizi e dedicata al grande maestro fiorentino ed alla pittura in Italia tra fine Duecento e prima metà del Trecento, si è ora avvertita, però, l’esigenza di ripercorrere con strumenti critici moderni e nella sua interezza il percorso figurativo giottesco, delineando nel contempo le caratteristiche del contesto culturale da cui esso prese le mosse e si sviluppò.
La mostra, infatti, presenta una ricostruzione analitica della situazione artistica italiana tra l’ultimo decennio del XIII secolo e la prima metà del XIV secolo, seguendo il tracciato degli spostamenti di Giotto nella Penisola ed analizzando le sue innovative soluzioni figurative. La novità e l’originalità della mostra consistono essenzialmente nel fatto che per la prima volta si intende documentare con ampiezza inedita e con opere di altissima qualità lo snodo cruciale dell’arte trecentesca, includendo gran parte del territorio italiano e presentando una panoramica mai tentata in precedenza di tutte le declinazioni stilistiche e formali della lezione giottesca.
Artista-simbolo dell’intero Medioevo, Giotto conobbe particolare e vastissima fama anche presso i propri contemporanei, come testimoniano le numerosissime citazioni e trattazioni che lo riguardano, presenti in fonti letterarie e documentarie sin dai primi decenni del Trecento. La sua personalità artistica fu unanimemente riconosciuta, già dagli intellettuali del tempo, come momento di snodo della cultura pittorica occidentale, in un’ottica anticipatrice dei valori formali, ma anche ideali, del Rinascimento. Giotto può essere a tutti gli effetti considerato il primo pittore “italiano”, in parallelo con il ruolo svolto da Dante Alighieri nella formazione della nuova lingua nazionale.
Il nucleo davvero originale della mostra è anche la dettagliata ricostruzione dei percorsi giotteschi e della svolta impressa dalle sue opere alle tradizioni e alle scuole pittoriche dei luoghi dove il Maestro lasciò le proprie opere; opere, in qualche caso completamente scomparse, ma idealmente ricostruibili non solo attraverso le fonti scritte, ma, soprattutto, grazie agli echi che se ne riscontrano nella pittura dei maestri locali.
In quest’ottica le regioni italiane interessate saranno, oltre naturalmente alla Toscana, l’Umbria, le Marche, l’Emilia Romagna, il Veneto, la Lombardia, il Lazio, la Campania, proprio per testimoniare la dimensione nazionale del fenomeno figurativo giottesco.
In oltre cinquant’anni di attività, infatti, Giotto fornì temi stilistici e, più in generale, argomenti di riflessione sulla funzione e la natura delle arti figurative, agli artisti suoi contemporanei e a quelli delle generazioni successive, tracciando nuovi percorsi i cui effetti saranno alla base, di lì a meno di un secolo, delle opere dei grandi maestri del Rinascimento. Temi come la rappresentazione tridimensionale dello spazio, il recupero del naturalismo dell’immagine e della figura umana, l’introduzione di una dimensione affettiva della pittura divennero, dopo Giotto, aspetti ineliminabili del dibattito artistico, come venne, con singolare rapidità, compreso anche dai maggiore letterati e poeti del Trecento, da Boccaccio a Petrarca.

Fonte: MiBAC

Giotto e il Trecento
“Il più Sovrano Maestro stato in dipintura”
Complesso del Vittoriano, Roma
Via San Pietro in Carcere (Fori Imperiali)
Fino al 29 giugno 2009
Costo del biglietto: 10,00 euro
Orari: dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30
venerdì e sabato 9.30 – 23.30
domenica 9.30 – 20.30
Telefono: 06/6780664

mercoledì 25 marzo 2009

Il Viaggio dell’Anima nell’Altrove

IL VIAGGIO DELL’ANIMA NELL’ALTROVE
Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea
Inaugurazione: venerdì 3 aprile ore 18:30
In mostra dal 1 al 12 aprile 2009
Ingresso libero
Orario di visita: Lunedì dalle ore 11 alle 20;
Martedì-Venerdì dalle 11 alle 2;
Sabato e Domenica dalle 19 alle 2

Comunicato stampa

Nella programmazione del Freaky Friday il Caffè Letterario di Roma presenta la II edizione della rassegna artistica “Il Viaggio dell’Anima nell’Altrove”, esposizione internazionale di arti visive curata dal critico d’arte Sabrina Falzone in collaborazione con il fotografo Marco Serri.
La collettiva multifunzionale sarà inaugurata il 3 aprile e approfondirà la storia del manichino dalle origini ad oggi, con uno sguardo alla pittura, alla fotografia, al video e alla musica.
La mostra è dedicata all’indagine interiore nell’ambito del contemporaneo. L’iconografia del progetto espositivo indaga il viaggio che compie l’anima verso “altri” luoghi, in un percorso emozionale che si snoda nel passaggio dal materialismo del corpo alla spiritualità dell’esistenza.
L’uomo è protagonista di un processo che dal buio porta alla luce, che partendo dalla sofferenza terrena arriva alla pace eterna. Identità plurime si confrontano mediante le espressioni creative di Patrizia Fergnani, Maria Gerardi, Giovanni Ignazzi, Giulia Infante, Nadia Larosa, Andrea Masini, Park Youn-Hee, Maria Rita Ridolfi, Emanuela Simoncini, Paola Valori, Elisabetta Accoto, Stefano Compagnone, Terzo Taddei, Gianluigi Contesini, Aida Racalbuto e Marco Serri.

Presso: Caffè Letterario
Via Ostiense 83-95, Roma
Info: http://www.caffeletterarioroma.it
Tel. 06 57302842

Organizzazione generale
Sabrina Falzone info@sabrinafalzone.info
Marco Serri marco_serri@libero.it
Direzione Artistica Domenico Pasqua
Allestimento a cura di G.Di Salvo

L'Arte Pubblica a Potenza

LAP Laboratorio permanente di Arte Pubblica
Potenza, 28 e 29 Marzo 09
28 Marzo 2009 Convegno "L'Arte Pubblica oggi"
h. 18 Palazzo Comunale Sala Dell'Arco

29 Marzo Percorso guidato nella città
h.12 Partenza dal Palazzo Comunale
con bus su prenotazione (+393493789987)


Comunicato stampa

La città di Potenza diventa Laboratorio permanente di Arte Pubblica con il progetto “Viaggio nella Surmodernità”, proposto al Comune di Potenza, che lo ha approvato e lo sostiene come primo nucleo del Museo d’arte contemporanea, dall’Associazione “Opera Prima”, su progetto dell’Orfeo Hotel contemporary art project. Il LAP si avvale per la sua realizzazione della rete “Art Factory Basilicata”, che con questa iniziativa si presenta alla cittadinanza potentina come motore di eventi di grande impatto e valenza artistica. Il LAP prende avvio il 28 Marzo con un convegno su “L’arte pubblica oggi”, nella Sala dell'Arco del Palazzo comunale, alle ore 18.00. Interverrà al convegno, insieme ai rappresentanti delle Istituzioni che sostengono l'iniziativa, il curatore Roberto Daolio, che, oltre ad Elisa Laraia, ideatrice del “Viaggio nella Surmodernità”, ha selezionato gli artisti Alessandra Andrini, Michael Fliri, Andrea Nacciarriti, Damiano Colacito, per dare vita al progetto nel suo primo biennio. L’associazione “Opera Prima” raggiunge questo risultato dopo circa dieci anni di attività di sensibilizzazione delle Istituzioni e della cittadinanza, grazie alla sensibilità del Sindaco, Vito Santarsiero, che, già come Presidente della Provincia di Potenza, nel 1998 finanziò il primo convegno curato dall’Associazione sul tema del Museo d’arte Contemporanea di Basilicata. L’iniziativa ha il patrocinio del Mibac, della Provincia di Potenza e della Regione Basilicata e dell'APT. Il progetto LAP – Laboratorio permanente di Arte Pubblica è replicabile in altri siti urbani. Lo spazio dell’allestimento, infatti, sono le città, nel caso specifico la città di Potenza, come spazio espositivo inedito, aperto ad un pubblico non specifico, ma che sarà coinvolto in un intreccio di sicuro impatto tra produzione e fruizione dell’opera d’arte, sul modello di numerose altre località internazionali. L’originalità di questo progetto permanente di public art consiste nella stretta interrelazione tra spazio urbano e spazio mentale del fruitore. Al fruitore, infatti, viene affidata la ricostruzione dell’opera i cui frammenti verranno installati su pannelli di grandi dimensioni (250x500), che mutuano l’impatto dei classici megamanifesti pubblicitari. La collaborazione tra artista e fruitore, una sorta di condivisione identitaria, trasforma la città in uno spazio di complicità creativa, in un luogo di riflessione sull’arte contemporanea. L’opening dell’esposizione si terrà il 29 Marzo alle 12.00, con un tour guidato, partenza da Piazza del Sedile, nelle location dell’esposizione, cui si potrà partecipare previa prenotazione.

Contatti:
Luigi Catalani
Art Factory Basilicata
Organizzazione LAP
www.laboratoriodiartepubblica.it
info@laboratoriodiartepubblica.it
+393493789987

Immagine: Elisa Laraia, Qual è il tuo luogo? Deframmentazione II, 2009, stampa plotter su pvc, cm 500x250

martedì 24 marzo 2009

Mostra d’arte contemporanea
Declinazioni del Presente
Opere di
Aligia, Belcastro, Berto, Le Fauci, Longo, Malipiero, Minishi, Minuti, Pepe, Perrone, Pignotti, Salemme, Tardia, Telarico A cura di Andrea Romoli Barberini

Inaugurazione Sabato 28 marzo ore 20 (fino al 20 aprile 2009)

ASSOCIAZIONE CULTURALE
DIAMANTE ARTE CONTEMPORANEA - ZONA SUD
Località Vrasi/Maierà (Diamante - CS)

Comunicato stampa

A partire da sabato 28 marzo (fino al 20 aprile 2009) lo spazio espositivo Zona Sud di Angelo Aligia ospiterà la collettiva d’arte contemporanea Declinazioni del Presente.
Curata da Andrea Romoli Barberini, l’esposizione vuole proporsi come un primo momento di riflessione sulla programmazione e l’attività espositiva sin qui condotta dallo spazio Zona Sud, nel cui ambito sono state messe a confronto personalità note ed emergenti del panorama artistico nazionale e internazionale.

Info e Ufficio stampa
Dal lunedì alla domenica dalle 13 alle 21.
Info e ufficio stampa – Zona Sud tel. +39 0985.87.66.09; fax. +39 0985876382;
angelo.aligia@libero.it; a.rus@libero.it

lunedì 23 marzo 2009

La Parata dei Briganti

Comunicato stampa

Martedì 24 Marzo alle ore 16.30 presso le sale di Palazzo Giustino Fortunato in Rionero in Vulture, avrà luogo l'inaugurazione della Mostra Permanente "La Parata dei Briganti". Per l'occasione sarà possibile assistere ad un convegno sul fenomeno del brigantaggio al quale interverranno il Prof. Domenico Scafoglio docente di Antropologia culturale, il Dott. Maurizio Restivo scrittore, la Prof.ssa Simona De Luna docente di Antropologia Culturale, il Prof. Francesco Barra docente di Storia Moderna, il giornalista documentarista Dott. Silvano Vinceti, in qualità di coordinatore ma anche di attento conoscitore dell'argomento ci sarà il Dott. Oreste Lo Pomo, giornalista rai. L'evento è promosso dal Gal Vulture Alto Bradano nell'ambito del programma POR Basilicata 2000/2006 Misura IV. 14 A Progetto: La Parata dei Briganti, Operazione: Rassegna Popolare.
Le tappe di questo suggestivo percorso sono indirizzate alla ricerca di una nuova lettura del fenomeno "Brigantaggio".
Utilizzando le nuove tecnologie infatti lo spettatore riuscirà a calarsi nel periodo tanto funestato di fine '800, grazie all'apporto di immagini, video, voci narranti, musiche, proiezioni cinematografiche, opere pittoriche, fotografiche, rivivendo sotto una nuova luce le vicende di personaggi chiave come Crocco, Ninco Nanco, Francesco Guerra, Michelina di Cesare.
L'utilizzo dell'information Tenchnology applicata ai Beni Storici e Culturali è una realtà sempre più diffusa e una scelta vincente, infatti consente di apportare nuove informazioni là dove non è possibile farlo con la semplice esposizione, permettendo un uso avvincente della fruizione. È un'opportunità da attuare insieme a quelle più tradizionali per rendere davvero comunicativi i nostri musei e la nostra storia ancora poco conosciuta.
Il punto di partenza della mostra permanente è un'introduzione al Brigantaggio Post-Unitario con la presentazione della situazione storico-politica, si passa poi a conoscere meglio i volti dei briganti e delle brigantesse, la vita quotidiana, l'appartenenza alle bande.
Novità assoluta è una sezione interamente dedicata alle donne che nel brigantaggio hanno avuto un ruolo fondamentale, non come semplici amanti e vivandiere ma vere e proprie guerriere.
L'ultima sezione della mostra racconta invece delle influenze che tale fenomeno ha avuto sulle arti: cinema e letteratura, con la possibilità unica di assistere alla proiezione di alcune scene di film quali "L'eredità della Priora",di Anton Giulio Majano" "Li chiamano Briganti" di Squitieri" e attraverso la lettura di libri che hanno trattato l'argomento.
La mostra, ad ingresso gratuito, sarà visitabile dal presso le sale di Palazzo Giustino Fortunato.

Segreteria Organizzativa:
DOC - Archiviazione Documentale
C/da Centomani, 11 - 85050 Potenza (PZ)
info@doconline.it
Tel. 0971 56244 - fax. 0971 601120

domenica 22 marzo 2009

L'occhio della fotografia

IL TERZO OCCHIO
Mostra collettiva di fotografia
Dal 28 marzo al 26 aprile 2009
Orario di visita: mart.-dom. 10,00-13,00. Per appuntamento in altri orari.
Inaugurazione: venerdì 27 marzo 2009, ore 19,00
MUSEO GRACCO, Via Diomede, 8 Pompei

Espongono:
ASTRID – BOLLINGER – CARBONE – DONAGGIO – GIACALONE – KARIKESE – MARGHERI – PINTO – ROSAMILIA - SESSA

Comunicato stampa

Secondo i Mestri indiani, come esseri umani possediamo un altro “occhio”, detto “il terzo occhio” o “l’occhio singolo” (shiv netra). Kirpal Singh Ji (6 febbraio 1894 – 21 agosto 1974), famoso mistico indiano, una volta ebbe a dire: “Finché non aprirete quel terzo occhio (il che è possibile solo quando siamo nel corpo umano), non andrete da nessuna parte. È l’occhio dell’anima, non dell’intelletto né delle facoltà esteriori. Siamo corpi animati, entità coscienti operanti attraverso la mente e le facoltà esteriori. Quell’occhio interiore si apre quando la nostra anima, la cui espressione esteriore è l’attenzione, si ritira alla sua sede nel corpo, ossia dietro gli occhi. … Finché l’attenzione stessa non si ritira dall’esterno e non si libera al di sopra delle facoltà esteriori, non possiamo conoscere chi siamo veramente.
In modo simile, il filosofo nolano Giordano Bruno (Nola, 1548 - Roma, 1600) distinse tra sensi esterni, di cui la vista è il principale, e i sensi interni, che ritengono le forme percepite dai sensi esterni. Secondo Bruno, se questi sensi vengono purificati, come in un processo alchemico, ovvero allontanati dalla “scoria” delle “apparenze”, consentono di compiere operazioni di ricerca fondate, che è proprio la capacità del “terzo occhio”.
Il “terzo occhio” di questa mostra è un evidente richiamo all’obbiettivo della macchina fotografica, che diventa per i fotografi un’estensione del loro “terzo occhio” naturale in virtù della propria capacità di percepire e rappresentare, attraverso il mezzo fotografico, sensazioni, idee e sentimenti. Ed è appunto questa capacità che fa della fotografia una forma d’arte autonoma, come si è cercato di affermare negli Stati Uniti fin dagli anni ’30 e in Europa più di recente. Un po’ prima, verso la fine del XIX secolo, Giovanni Ruskin, critico d’arte e scrittore inglese, commentando entusiasta una fotografia raffigurante Venezia, disse: “… è come se un mago avesse rimpicciolito la realtà, per portarsela via in un paese incantato”.
Fin dagli albori della fotografia c’è stato chi sosteneva che le immagini fotografiche, al pari dei quadri dei pittori, potevano andare oltre la riproduzione fedele della realtà, per creare qualcosa di totalmente diverso, frutto dell’interpretazione personale dell’artista. Ne discende una suggestiva definizione di fotografia d’arte, che considera le foto scattate dai fotografi per raccontare le proprie storie persino indipendenti dal contesto narrativo, ambientale, o sociale, in cui erano nate. Un’affermazione che sottolinea la capacità di vita propria delle foto, una capacità che, in ultima analisi, discerne ciò che è arte da ciò che rimane una buona foto.
Il fotografo Alessandro Vasari, figlio d’arte, discendente di una storica famiglia di fotografi romani, ha di recente confessato: “Sono dominato dal bisogno di riprodurre sull'emulsione la sensazione di bellezza che provo in un momento apparentemente insignificante ma invece pieno di cromatismi e di chiaroscuri insostituibili. Allora il "click" diventa il rumore più affascinante, che scandisce lo sguardo fotografico e lo fissa in uno spazio di tempo scelto come unico e irripetibile, grazie alla luce che disegna il fotogramma. La luce attraversando l'obiettivo vive nel fotogramma, essa è l'incantesimo in cui ogni fotografo si deve perdere ogni volta che può”.

Curatore della mostra
Dott. Plinio Caio Gracco

Museo Gracco
Via Diomede, 8 Pompei (Na)
Tel. 0818613784
www.museogracco.it
museo@gracco.it

Contatti stampa:
Tiberio Gracco
3397199450
0818599690
tiberio@gracco.it

sabato 21 marzo 2009

Muta poesia della forma

Inaugurazione della personale dell'artista
Vincenzo Balena
"Muta poesia della forma"
Sabato 28 marzo ore 18:30
28 marzo - 25 aprile 2009
Cargo20
Via Venti Settembre, 27 - Verona

Comunicato stampa

Cargo20 è uno negozio aperto da pochi giorni a Verona - via Venti Settembre n. 27, per la vendita di mobili, luci, tappeti e oggetti di modernariato, con particolare riferimento agli anni ’60 e ’70.
Cargo20 è inoltre uno spazio espositivo per appassionati di design. La vocazione museale trova la sua massima espressione nella sala appositamente dedicata alle mostre d’arte; verranno ospitati artisti affermati, ma anche giovani emergenti e fotografi. L’intento è principalmente quella di dare la possibilità ai giovani artisti, che difficilmente hanno accesso alle gallerie d’arte, di fare conoscere le proprie opere.
L’inaugurazione delle esposizioni è fissata per il giorno sabato 28 marzo 2009 alle ore18:30 con la personale dello scultore e pittore Vincenzo Balena.
Nell’intento di dare autorevolezza all’iniziativa in modo da poter avviare un circolo virtuoso che potrebbe attirare l’attenzione degli addetti e del pubblico veronese, abbiamo richiesto ed ottenuto il patrocinio del Comune di Verona.

Legge con occhio trasfigurante le presenze inerti e insopportabili, i rifiuti scaduti della nostra società tecnologica parallelamente ai relitti abituali della natura, spettrali ciocchi, legni calcinati o bruciati. Come lo specchio riflette l’anima, l’ombra il corpo, Vincenzo Balena, in questa sua personale … rivela una profonda, insondata unità nella nostra esistenza. Con mano leggera e sensibilità sottile libera nello spazio suggestive forme di vita, altra, più alta e oltre la vita naturale. Radiatori d’alluminio squadernati come antichi testi sacri, pliche geologiche compresse. Legni spaccati, scarificati, rifioriscono di tenere foglioline; silhouette filate specchiano slanci di piume, ossa lignee, articolazioni; la nostra storia sta in valve d’ulivo antico
Maria Antonietta Zancan (L’ombra del corpo nella scultura di Balena, “Avvenire”, 21 marzo 2004)



Cargo 20 di arch. Luca Fornaser
Via Venti Settembre, 27 - 37129 Verona
www.cargo20.it - cargo20@hotmail.it
tel. 045 592927 - fax 045 9613342
P.IVA 02740440231

venerdì 20 marzo 2009

"Musica insieme" a Potenza

“MUSICA INSIEME 2009”
Potenza Teatro F. Stabile, 21 Marzo 2009

Comunicato stampa

Una chermesse ricca delle più svariate situazioni musicali e di spettacolo che risulta ormai ogni anno molto gradita al pubblico e che si propone tra le manifestazioni musicali più amate, attese ed apprezzate della città di Potenza. Ecco cos’è Musica insieme! Anche l’edizione 2009 riserva buona musica e, in epoca di “Talent show”, un appuntamento sentito ed imperdibile per tanti ragazzi che dopo aver vissuto un anno intero, gomito a gomito, spartito a spartito, con i professori della scuola Tumbao, saliranno sul palco, quest’anno del Teatro Stabile di Potenza, per ricordare, con le loro performance, con il loro amore per la musica, i compianti musicisti ed amici di sempre Giancarlo Picerni e Pasquale Trivigno. Musica e solidarietà dunque; un binomio diventato vincente per un sodalizio che si ripete negli anni con L’Ail, grazie anche all’instancabile impegno del Prof. Raffaele Ricciuti, presidente oggi della sezione F. Pepe dell’Associazione italiana contro le leucemie, decano e luminare dell’ematologia lucana. Quasi un’intera giornata fatta di note e convivialità. La manifestazione inizierà alle 16:30, nel ridotto del teatro F. Stabile, con la conferenza di presentazione. Sarà un momento di riflessione sul valore della solidarietà a cui parteciperanno il Presidente della Giunta regionale della Basilicata, Vito De Filippo, il Presidente del Consiglio regionale, Prospero De Franchi, il sindaco della città di Potenza, Vito Santarsiero, il Prof. Raffaele Ricciuti, Presidente della sezione F. Pepe dell’Ail, il Dott. Michele Pizzuti del reparto ematologia dell’ospedale San Carlo di Potenza e del giornalista-scrittore Mimmo Sammartino. La tavola rotonda sarà moderata dal giornalista, Antonio Fiscella. A partire dalle 17:30 si entrerà nel vivo della kermesse musicale. Saliranno sul palco, per la loro esibizione, e sotto l’occhio vigile dei direttori organizzativo Tony De Giorgi, artistico, Nello Giudice e di palcoscenico, Giuseppe Giura, gli allievi della scuola Tumbao, presentati da Mariaeugenia Morese. Con i “picccoli” talenti ci saranno i loro professori Antonello Ruggiero, Carlo Ostuni, Iole Cerminara, Stefano De Bonis e Tony De Giorgi. Alle 21:30 il live music show con: Tony De Giorgi Quartet, Xamtaria, Marco Lopomo, Iole Cerminara, Pio Baldinetti, BJ Orchestra, Atipic Tango, Leonardo Pianoforte, Belove, Ugo Bezzi, Tiziano Cillis, Antonello Lioi. La serata sarà presentata da Noemi Marotta.

Per informazioni: Tony De Giorgi 349 3249152
Ufficio Stampa: 339 3552854 - ufficiostampa@basiproduction.com

lunedì 16 marzo 2009

CinemadaMare Story


Cinema “Azzurro Scipioni”
Roma - Via degli Scipioni 82
18 marzo 2009, ore 19.30

Proiezione del filmato
CinemadaMare Story

I sette anni che hanno trasformato il festival nato in Basilicata nel più grande raduno di filmmakers del mondo

Comunicato stampa

Presentazione a Roma di CinemadaMare, l’evento cinematografico nato in Basilicata e arrivato in tutte le Regioni del Sud Italia (Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia). In occasione dell’apertura delle iscrizioni al più grande raduno internazionale di filmakers, sarà reso noto il programma per il 2009, e, alla presenza del Governatore e dell’Assessore alla Cultura della Regione Basilicata, di altre Istituzioni nazionali e dei vertici dell’industria cinematografica italiana, sarà proiettato il docufilm “CinemadaMare Story”, che ripercorre 7 anni di lavoro avventuroso e appassionante che ha trasformato CinemadaMare nel Festival dei record: 1) il più grande raduno di giovani cineasti provenienti da tutto il mondo (lo scorso anno ne sono arrivati 100 da 43 Paesi); 2) ospitalità gratuita per tutti questi ragazzi, con anche un rimborso sulle spese di viaggio aereo da qualunque parte della terra; 3) il più grande set a cielo aperto; 4) l’unica kermesse cinematografica dove i Film si girano durante lo svolgimento dell’Evento; 5) il Festival più lungo del mondo (1700 chilometri in 45 giorni); 6) quarantacinque registi/ospiti della cinematografia nazionale e mondiale, e cento ore di lezioni di cinema e work shop; 7) centoquaranta film in concorso; 8) l’unica Manifestazione itinerante che attraversa tutte le Regioni del Sud Italia, in un “tour” che inizia il 4 luglio e finisce il 16 agosto del 2009.
Per candidare i cortometraggi al concorso di CinemadaMare c’è tempo fino al 15 maggio 2009, e fino al 31 maggio per prenotare uno dei cento posti letto gratuiti.
“Da Lucano, mi sento di poter dire – spiega il direttore di CinemadaMare, Franco Rina – che organizzare ogni anno questa Manifestazione, partita il 3 agosto del 2003 da Nova Siri e arrivata a conquistare tutta l’Italia del sud, mi riempie di grande orgoglio, e mi conferma che la nostra Regione, con il Cinema e con la Cultura, può giocare un ruolo di assoluta protagonista in tutta l’ara del Mediterraneo”.


Associazione culturale CinemadaMare
Via Trionfale 156 - 00136 Roma
Contatti:
Ufficio Stampa: Maria Lina Pirone: 0639754155 - 3356306350
E-mail: press@cinemadamare.com, direttore@cinemadamare.it

Volti Rivolti


Inaugurata oggi a Potenza la personale dell’artista lucano Vincenzo Claps. La mostra Volti Rivolti è organizzata dalle Regione Basilicata, dalla Provincia di Potenza e dall'Associazione Politeia di Avigliano. Il famoso artista, che insegna al Liceo scientifico “Galileo Galilei” del capoluogo, presenterà la sua ultima produzione.
“In tempi di ‘modernità liquida’ – afferma Deana Summa, nella critica del catalogo – per usare un celebre conio di Bauman, caratterizzati da incoerenza, interruzione, rapidità, degustazione edonistica (e non eudaimonistica) di friabili piaceri, è ancora possibile sperare in un antidoto all’immiserimento inquietante delle menti? Da irriducibile ottimista e da strenua cultrice dell’humanitas in tutte le sue declinazioni, dico di si. Una delle più potenti ed efficaci facce dell’humanitas – prosegue Summa – è certamente l’arte; da sempre inattaccabile roccaforte di spiritualità, da sempre viatico per attingere all’infinito. Solo essa può consentire una risemantizzazione delle nostre anime assediate da ogni dove dalle sabbie mobili di una vacuità ormai allo zenith. Uno dei topos più ricorrenti che riguardano gli artisti ed il loro maladjustment con la realtà, topos disatteso da Vincenzo Claps, artista di grande cordialità e socievolezza, per nulla umbratile. Il suo rapporto con la realtà – aggiunge – è, a mio avviso, ambivalente. Da un lato la sua meravigliosa galleria muliebre interpreta inequivocabilmente la modernità, attraverso la frammentazione delle figure, lo sfasamento dei loro volti e l’ibridazione di pittura, collage, scultura e rendering, anche se ad uno stadio, per così dire, diagrammatico. Dall’altro, egli si pone, costruttivamente, nei confronti del suo tempo. Claps, infatti, disegna, colleziona, compone, incolla, segno questo di una laboriosità che si erge come una sorta di tentativo di ricomporre quella coerenza etica duramente provata dagli attuali disvalori. E – continua Summa – non solo di coerenza etica si può parlare, ma anche di una stilistica. Opera dopo opera si nota fedeltà, tecnica, lepos, purezza e una mercuriale policromia, ma soprattutto una gestione consapevole del pensiero estetico dell’artista. La continuità delle opere non sconfina mai nella monotonia. Noa, la bellissima Afra, Deana… rappresentano tutte un nuovo inizio, una nuova cosmogonia, un frammento dell’universo poetico e artistico di Claps. C’è chi – conclude – ha detto che quando si applicano le parole all’arte, la si mortifica, per cui, al tentativo di anatomizzare le sue opere, aggiungo solo che esse sono autentici gioielli d’arte, e insieme ad un originale linguaggio visivo, le colloca a pieno titolo, nella contemporaneità”.
La mostra si concluderà il 16 aprile.

Armonie e contrasti

Comunicato stampa

Dal 18 marzo il Caffè Letterario di Roma presenta "Armonie e Contrasti" mostra collettiva internazionale dedicata al linguaggio dialettico dell'arte contemporanea nelle sue molteplici forme espressive. L'esposizione approfondisce i concetti di armonia e contrasto nell'ambito della rappresentazione artistica dal punto di vista del colore, della luce, dell'iconografia, della tecnica e dello stile.
Armonia è nostalgico equilibrio cromatico nel languido "Desiderio" d'infinito di Flora Brescianini, che esprime con geniale originalità la sintesi percettiva di una realtà interiorizzata in lieve contrapposizione con le architetture immaginarie dell'artista sarda Serena Fazio, le quali ci trasportano in un altrove mentale senza tempo.
Contrasto è sconfinata inquietudine celata da un volo d'uccelli al di sopra di un orizzonte di quiete per Renzo Blasetti, è poetica informale in bicrome apparenze affioranti su un letto d'acqua per Nadia Larosa, é profilo di donna in controluce nell'elegia del blu per Alessandra Ferlazzo.
Armonie visive in contrasti quotidiani fanno da cornice alle tele dipinte da Teddy e Matteo Casilli: nel primo traspare un vibrante intreccio di contrapposizioni luministiche, mentre Casilli propone un inedito omaggio a Marcello Mastroianni.
La delicata espressione dell'anima contraddistingue l'opera presentata da Francesca Patané, che predilige la sensazione di leggerezza, la stessa che si ritrova nell'intima atmosfera dell'urbe veneziana rappresentata da Giovanni Ignazzi in un'armonia compositiva che viene compromessa dai contrasti formali di Romi e dal suo concitato cromatismo, un vivo tonalismo che, peraltro, si riflette nella produzione artistica di Francesca Sanna.
Le armoniose pennellate di Irene Frenguellotti, intrise di riflessi cangianti, ben si correlano all'audace surrealismo dell'autrice tedesca Irene Brandt con effetti quasi grotteschi, stemperati dall'amabilità iconografica di Samantha Abis Bysa che si sposa alla nuova tecnica dell'acrilico su pietra di mare, ma il perno della tempesta innovativa della rassegna si focalizza sulle suggestive creazioni metalliche di Christian Scantamburlo nonché sui volti contemporanei ritratti con notevole enfasi da Valeria Tomasi, che si esprime in un elogio di armonie e contrasti.

ARMONIE E CONTRASTI
Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea
Opening: mercoledì 18 marzo ore 19
In mostra fino al 29 marzo 2009
Ingresso libero
Orario di visita: Lunedì dalle ore 11 alle 20;
Martedì-Venerdì dalle 11 alle 2;
Sabato e Domenica dalle 19 alle 2
Presso: Caffè Letterario di Roma
Via Ostiense 83-95, Roma
Info: http://www.caffeletterarioroma.it

Curatrice:
Dr Sabrina Falzone
info@sabrinafalzone.info
http://www.sabrinafalzone.info

giovedì 12 marzo 2009

In edicola "In Arte" di Marzo

Tra qualche giorno sarà in edicola in numero di In Arte di Marzo; un numero che vuole risvegliare l'amore e la passione di tutti per l'arte, con un occhio particolare ad alcuni preziosi tesori lucani, ma anche ad artisti contemporanei internazionali e non. Ecco un estratto del sommario.
Antichità
- Gli antichi esordi della scultura siceliota di Gianmatteo Funicelli
- La badìa benedettina della Madonna di Pierno di Giuseppe Nolé

Pittura
- Corbisiero: implementazioni visive di un artista di Fiorella Fiore
- La Via crucis di Lao K di Piero Viotto
- I caldi cromatismi di Domenico Sangiacomo di Giovanna Russillo

Eventi
- La natura misteriosa di Renè Magritte di Francesca Donvito

Scultura
- Il genio visionario di Boccioni di Fiorella Fiore

"Passione reporter" in anteprima nazionale a Ginestra

Comunicato stampa

Ritorna in libreria Daniele Biacchessi, giornalista di Radio24 Il Sole-24 Ore. Questa volta lo fa con un libro dedicato ai giornalisti italiani morti per raccontare i conflitti dimenticati. «Passione reporter», in uscita per Chiarelettere il 19 marzo, sarà presentato in anteprima nazionale a Ginestra (Pz) il 21 marzo, presso la Sala consiliare, con inizio alle 20. La presentazione avverrà sotto forma di spettacolo di teatro civile. Biacchessi, infatti, oltre ad essere vicecaporedattore di Radio24, è anche un apprezzato scrittore e autore teatrale, intento a portare in scena le storie del giornalismo d’inchiesta. La presentazione di «Passione reporter» (il libro contiene la prefazione del direttore del Sole-24 Ore Ferruccio De Bortoli) è a cura del Comune di Ginestra, nell’ambito del “Premio Raffaele Ciriello”, e dell’associazione di promozione sociale LucaniaMente. Uno dei protagonisti di «Passione reporter» è proprio Raffaele Ciriello, originario del borgo vulturino, ucciso a Ramallah nel marzo del 2002. Il volume contiene un’intervista del giornalista lucano Gennaro Grimolizzi al padre di Raffaele, Giuseppe Ciriello. Oltre che sul fotoreporter, Biacchessi si sofferma sulle storie di Ilaria Alpi, Mariagrazia Cutuli, Antonio Russo ed Enzo Baldoni.
«La presentazione del libro di Biacchessi – afferma Fabrizio Caputo, sindaco di Ginestra – ci riempie d’orgoglio. Il giornalista di Radio24 ha voluto che la prima presentazione avvenisse nel mio comune essendo a conoscenza del lavoro per mantenere vivo il ricordo di Raffaele Ciriello. Inoltre, occorre ricordare che un nostro corregionale, Gennaro Grimolizzi, ha dato un contributo al volume, con un’intervista a Giuseppe Ciriello. Ci impegneremo sempre a fondo per ricordare al meglio il sacrificio di Raffaele con iniziative culturali di portata nazionale ed internazionale».
«Il mio libro – commenta Daniele Biacchessi – raccoglie storie di giornalisti italiani che, in luoghi diversi del mondo hanno raccontato tanti e diversi conflitti armati. È un tributo a quei professionisti che si sono battuti per un’informazione senza filtri, che sono morti per un’informazione non inquinata dal potere, che hanno considerato il giornalismo come un’autentica vocazione». Come per gli altri lavori editoriali (si pensi a «Il Paese della vergogna», sempre edito da Chiarelettere, 10mila copie vendute), anche «Passione reporter», dopo Ginestra, sarà portato in tour in tutta Italia sotto forma di spettacolo di teatro civile. «Farò un reading – evidenzia l’autore – che sfocerà in una traduzione teatrale delle oltre duecento pagine del libro».
«L’associazione LucaniaMente – dice il presidente Gaetano Chiarito - è lieta di inaugurare le sue attività nel ricordo di Raffaele Ciriello, un lucano che ha fatto dell’impegno civile la propria missione di vita».

Daniele Biacchessi, giornalista e scrittore. Vicecaporedattore di Radio24-Il Sole-24 Ore. Premio Cronista 2004 e 2005 per il programma "Giallo e nero". Collabora con il mensile "Mucchio Selvaggio". Dal 1975, ha lavorato e collaborato con numerose testate: Radio Rai (Noi in Lombardia, Domenica con noi, Blue note), Radio Popolare, Radio Regione, Radio Lombardia, Telemilano 2, Telenova, Rete A, Antenna3, Unità, Avvenimenti, Europeo. Ha pubblicato diciotto libri d'inchiesta. Tra questi "La fabbrica dei profumi" (Baldini&Castoldi,1995), "Fausto e Iaio" (Baldini&Castoldi, 1996), "Il delitto D'Antona" (Mursia, 2001), " "Punto Condor. Ustica, il processo Ustica" (Pendragon,2002), "L'ultima bicicletta, il delitto Biagi" (Mursia, 2003), "Cile 11 settembre 1973" (Franco Angeli, 2003), "Walter Tobagi. Morte di un giornalista." (Baldini Castoldi Dalai, 2005), "Una stella a cinque punte. Le inchieste D'Antona e Biagi" (Baldini Castoldi Dalai, 2007), "Il paese della vergogna" (Chiarelettere, 2007), "Passione reporter" (Chiarelettere, 2009). Biacchessi è autore, regista e interprete di teatro narrativo civile. Ha portato in scena "La storia e la memoria" (2004) , "Fausto e Iaio, la speranza muore a 18 anni" (2005), "Storie d'Italia. I diari" (2006). In forma di solo reading ha scritto "Luigi Tenco, morte di un cantautore".

LucaniaMente +39 349 5591764; +39 333 9748719
lucaniamente@gmail.com

My World, collettiva di giovani artisti a Treviso

Comunicato stampa

My World nasce da un’idea degli artisti Giuliana Tammaro e Francesco Liggieri. Il concept nasce dal desiderio di rivolgere ad altri artisti, oltre che a se stessi, le domande: che mondo sei/siamo? Come ci rappresentiamo? Cosa siamo in grado di comunicare? Gli artisti coinvolti hanno accettato di lavorare sul tema del mondo visto dal loro privilegiato ed unico punto di vista. Si hanno quindi diversi modi di intendere, vedere, filtrare il mondo che ci ospita; uno spaccato variegato che spazia dal pensiero oggettivo, materiale, filosofico o poetico del vedere il mondo con i propri occhi e mostrarlo ad un pubblico di visitatori. Un viaggio inteso come punto di osservazione, un accompagnare per mano il visitatore nella visione di 17 possibili mondi. E voi che mondo siete?

Titolo mostra :My World
Sede: Spazio Paraggi, Via Pescatori, 23 - Treviso
Periodo: 11 - 25 aprile 2009
Vernissage: 11 aprile 2009, ore 18.30
Curatori: Giuliana Tammaro e Francesco Liggieri
Artisti in mostra: Manusch Badaracco, Silvia Bortot, Andrea Cerrutto, Lia Cecchin, Roberto Cesaro, Silvia Di Natale,Gianmaria Giannetti, Francesco Liggieri, Luca Macauda, Sara Spoladore, Giuliana Tammaro, Lise e Talami, Giorgia Tesser, Vito Pavia, Francesca Perani, en rico en i cola e collettivo R.A.M.
Orari di apertura: dal mercoledì al sabato (festivi esclusi) dalle 16.30 alle 20.00
Biglietto: ingresso libero
Catalogo: My World, curatori Giuliana Tammaro e Francesco Liggieri, 80 pagine, costo 10 €.

3Monkeys: un'esperienza sensoriale

Comunicato stampa

Il motto delle tre scimmie sagge non vedo, non sento, non parlo, da cui il titolo dell’happening “3Monkeys” diviene spunto per affrontare la complessità degli stimoli che invadono l’uomo contemporaneo. Siamo veramente presenti ai luoghi che abitiamo? La varietà degli stimoli cui siamo sottoposti ci permette di sentire davvero? A queste domande, tra stimoli giocosi, provocazioni poetiche e surreali, intende rispondere il terzo appuntamento di FestArteFestival VII edizione. Un viaggio metaforico, ma soprattutto fisico, che si svolgerà percorrendo 3 stanze tematiche sensoriali – Non vedo, non sento, non parlo – che renderanno protagoniste le percezioni sensoriali del pubblico coinvolgendolo, rispettivamente in: giochi di suono/luce, una danza da guardare "al buio", singolari pièce teatrali "silenziose", e un video "muto". In epoca di automatismi, relazioni virtuali, sovrabbondanza di stimoli, 3Monkeys è un’occasione per riflettere sulle nostre reazioni di difesa e sul nostro vissuto sempre più distratto e meccanico.
IL PERCORSO: Luci e musica antitetiche ci introdurranno verso il viaggio negli ambienti.
NON VEDO - Lo spettatore, simbolicamente bendato è invitato alla riscoperta della corporeità, lasciandosi trasportare a una danza dai ritmi incalzanti e primitivi, alimentata da musiche tribali
NON SENTO - Una pièce muta, in cui anche lo spettatore diventa referente attivo dei dialoghi e delle azioni degli attori, che il pubblico potrà fruire solamente indossando un paio di cuffie. Temi: l'amore, la routine della quotidianità, l'incomunicabilità.
NON PARLO - Un video in antitesi ai messaggi vocali distorti, creeranno una situazione al limite del paradosso.
FestArte è un festival di arti visive multidisciplinari ideato da Lorena Benatti, di cui è anche direttore artistico, giunto ormai alla sua VII edizione, che si articola in diversi fasi: il concorso per curatori d'arte, il laboratorio che è il centro per la formazione di curatori ed artisti, la postproduzione e la realizzazione del Festival che è realizzato con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma. Patrocinato da Federculture, con la collaborazione di Officine Fotografiche, di Rialtosantambrogio e con la collaborazione musicale di lasituazione. Media partner NEXT EXIT creatività e lavoro, InsideArtZero e Radio LifeGate. Si ringrazia e-zine.

Titolo evento: 3MONKEYS Non vedo, non sento, non parlo
Luogo: Rialtosantambrogio, via S.Ambrogio 4, Roma
Data: giovedì 12 marzo 2009, ore 22.00
Curatori (concept e regia): Alessia Albani, Riccardo Sandonà
Danza: Olivia Fantuzzi, Alessio Jodi Capitani, Giulia Ginato.
Performer: Rita Felicetti, Elena Giovagnoli, Chiara Moretti, Chiara Albanese, Antonio Innocente, Edoardo Tabanelli.
Video: Andrea Menniti
Entrata: € 7,00

martedì 10 marzo 2009

L'età d'oro del giocattolo

Nella Rocca di Dozza, dal 14 marzo in mostra
L’ETÀ D’ORO DEL GIOCATTOLO
Giochi di latta meccanici, giochi di legno, soldatini,
bambole
e case di bambole, burattini 1850 - 1950,
dalla Raccolta Piersanti

Rocca di Dozza, 14 marzo - 7 giugno 2009

Comunicato stampa

Sabato 14 marzo, alle ore 17, presso la Rocca Sforzesca di Dozza, si inaugura la mostra L'età d'oro del giocattolo. L'esposizione, promossa dal Comune di Dozza e dalla Fondazione Dozza Città d’Arte, presenta al pubblico un'ampia e qualificata selezione di balocchi prodotti in Italia, Francia, Germania, Inghilterra e America fra la il 1850 e il 1950.
La mostra espone oltre 450 oggetti, giocattoli di legno e di latta, soldatini di pasta e bambole di feltro, burattini e marionette che risalgono al periodo in cui, anche per i giocattoli, si avvia la produzione di tipo industriale. E' in questo epoca di passaggio, in cui le manifatture attingono ancora in larga parte dalla creatività artigianale, che si producono degli oggetti esteticamente assai pregiati, in cui coesistono innovazione del design, cura decorativa e ingegno progettuale. Per questo si parla di 'età d'oro del giocattolo '.
Il percorso di visita analizzando i diversi tipi di giocattoli accompagna il visitatore alla scoperta dei giochi per le bambine - si può ammirare una grande casa di bambola ad armadio del 1930 completa di tutti gli arredi e gli attrezzi del vivere borghese circondata da un'ampia serie di bambole di feltro Lenci, entrate in produzione negli anni '20 e progettate da artisti della levatura di Marcello Dudovich – dei giocattoli di latta meccanici – fra i tanti giochi ingegnosi sono esposti raffinati personaggi automate con meccanismi musicali, curiosi clown azionati da meccanismi a molle e auto limusine con impianto di illuminazione funzionante – dei giochi della guerra – qui sono schierati soldatini italiani e tedeschi in pasta, formati tramite accurati calchi in bronzo che restituiscono con la precisione di una miniatura i dettagli delle divise e delle armi – dei giochi di legno, del teatro e dei burattini – in questa sezione si mostrano oltre trenta burattini bolognesi, con diversi personaggi appartenuti alle rinomate compagnie Cuccoli e Frabboni, ed una serie di teatrini tra cui un esemplare italiano in legno e carta del 1930 e due Guignol francesi.
"Immergersi in questa mostra è come attraversare , ad un tempo, lo spazio suggestivo e smemorante della fantasia e quello del tutto reale delle epoche che i giocattoli con la loro corposa e colorata materialità sanno rappresentare" perché - osserva nel catalogo di presentazione della mostra il professor Angelo Varni, Presidente della Fondazione Dozza Città d'Arte - non va dimenticato "come anche i balocchi siano sempre stati una forma indiretta e giocosa di progressivo accostamento e finanche di preparazione alla vita da adulti, in tal modo conosciuta divertendosi col toccare, animare, a volte smembrare la sua miniaturizzazione, la sua caricaturale deformazione, la sua trasposizione in un mondo adeguato alla comprensione dei bambini."
"Questa mostra è un ulteriore appuntamento con la vastissima collezione Piersanti che ha esposto a Dozza i manifesti storici nel 2006, le attrezzerie e curiosità della medicina nel 2008, e la mostra dedicata ai giochi di percorso, tenuta nel 2007 e di cui la rassegna di quest'anno rappresenta il completamento" osserva il Sindaco di Dozza, Antonio Borghi, ricordando che "due anni fa non fu possibile esporre tutti i giochi della collezione Piersanti, erano troppi in rapporto agli spazi espositivi della Rocca. Fin da allora si pensò ad un secondo appuntamento su questo tema assai interessante ed oggi siamo estremamente grati al dottor Piersanti per aver portato a termine questo atteso progetto".
La mostra curata, per la Fondazione Dozza Città d'Arte, da Patrizia Grandi, è realizzata in collaborazione con Enoteca Regionale dell'Emilia Romagna, e con il contributo di Mercatone Uno e Carisbo San Paolo.

La mostra rimarrà aperta fino al 7 giugno nei seguenti giorni e orari:
Fino al 29 Marzo:
dal martedì al sabato: 10-12,30 e 14,30-17
domenica e festivi: 10-13,00 e 14,30-18
Dal 31 Marzo:
dal martedì al sabato: 10-12,30 e 15-18,30
domenica e festivi: 10-13,00 e 15-19,30
Durante tutto il periodo della mostra saranno proposte speciali attività didattiche:
Per info: Tel./fax 0542 678240 - rocca@comune.dozza.bo.it

Giochi di terra sul mare

Genova-Nervi, Sala Anita Garibaldi
Mostra di ceramica e scultura
“Giochi di terra sul mare”
di Massimiliana Lazzari
a favore di
Associazione Terra Acqua Fuoco Onlus
Dal 15 marzo al 29 marzo 2009
vernice sabato 14 marzo ore 18

Comunicato stampa

Sulla splendida passeggiata a mare Anita Garibaldi di Genova-Nervi, a poche decine di metri dalla Galleria d’Arte Moderna e dal museo della Collezione Wolfson, si affaccia Sala Anita Garibaldi, dove il 14 Marzo verrà inaugurata la mostra di ceramica “Giochi di terra sul mare” dell’artista Massimiliana Lazzari. Le circa 40 opere saranno esposte fino al 29 marzo. Oltre alle sculture saranno fruibili diverse manifestazione della ceramica quali vasi ciotole, suppellettili e pannelli decorativi.
L’artista usa le tecniche più svariate che vanno dalle classiche alle più innovative o esotiche quali fusioni di metalli e cristalli, la cuerda seca, raku, raku dolce, terre sigillate, Neriage e primordiali. Nella sua continua sperimentazione e ricerca di terre nuove e delle sfumature cromatiche ritroviamo stati emozionali ed esperenziali dove emerge la sensibilità artistica nel valorizzare l’eccellenza della conoscenza umana e della comunicazione. Traspare dalle sue opere la ricerca introspettiva dell'uomo, la tenacia nell’operare che bene è evidenziata dalle sue stesse parole; "smetterò quando sarò riuscita a rappresentare i sentimenti umani."
Oltre alle opere figurative ed emozionali rappresentate si potranno notare tra le opere esposte gli splendidi gioielli veri pezzi unici e mini sculture ottenute su base ceramica con fusione di cristalli, oro, e lustri, a volte eseguiti abbinando argento e ceramica.

L’inaugurazione della mostra costituisce anche l’occasione per degustare vini prodotti da diverse aziende proposte da VINO CHE PASSIONE. In omaggio alle opere di Massimiliana Lazzari l’azienda di Rossolini proporrà: “Nebbiolo” azienda agricola Battaglio, “Candia dei colli apuani” azienda agricola Castagnini Roberto. Si può parlare di viticoltura eroica, come per la vicina zona delle Cinque Terre, per il Candia vino bianco nato dall’unione di uve Vermentino, Albarola, Trebbiano, delicatamente profumato e leggermente aromatico. Dal vitigno Nebbiolo, noto già dal 1200, nascono due vini tra i più importanti d’Italia, Barolo e Barbaresco, quando il vino è maturo presenta note fruttate e speziali, di sapore secco e di buon corpo.

Massimiliana Lazzari
Nasce nel 1950, dal 1968 opera nel campo della ceramica e scultura ed espone in diverse mostre collettive a vari livelli. Gli anni 70 vedono il massimo della sua produzione e fervore artistico, per poi riprendere dal 2003 dove cura la ricerca storica sui “presepi genovesi” ed espone a latere di Antiqua presso la Fiera del mare di Genova. Sempre nello stesso anno partecipa alla collettiva nel Centro Sabatelli, e presso l’associazione Terra Acqua fuoco.
Nel 2005 partecipa alla 15°edizione di “Mostra di presepi artistici”di Genova Fontanegli, prende parte a “Tesori di ceramica” e alla 2°edizione della “festa della ceramica” sempre a Genova, oltre ad una collettiva presso l’associazione Terra Acqua fuoco.
Importante l’anno 2006 che vede l’inizio della produzione di gioielli con tecniche innovative, fusioni di metalli nobili e rivestimenti in argento oltre alla produzione con tecniche tradizionali e raku. Partecipa a diverse collettive (tra cui segnaliamo “Colori sul mare”, l’Arte è donna”) e la personale presso Rossomalpelo “La moda incontra l’arte” e nello Spazio IX di Genova Nervi. Gli anni successivi sono caratterizzati da diverse esposizioni in collettive come quella svoltasi nel 2007 al Centro Civico Buranello, e la personale presso Le Corbusier, inoltre presenta la collezione di gioielli in diverse sfilate d’alta moda.

“Giochi di terra sul mare”
Sala Anita Garibaldi, 35 - Nervi (Ge)
15 marzo – 29 marzo 2009
Orari: da martedì a domenica, 15.30 alle 19.30,
domenica anche dalle 10,00 alle 13,00
Ingresso gratuito
Info: info@massimilianalazzari.it

sabato 7 marzo 2009

L'arte che ricicla a Valmontone

"Ti Riciclo in Arte/In Arte Ti Riciclo"
dal 7 marzo al 30 aprile 2009
Vernissage: sabato 7 marzo 2009 ore 17.30
Palazzo Doria Pamphilj, Museo Archeologico Valmontone
Piazza della Costituente, Valmontone (Roma)

Comunicato stampa

Giunti con la presente alla quarta tappa del progetto espositivo sull'arte che ricicla materiali finalizzati all'opera, si potrebbe tentare un consuntivo dei lavori che si ritrovano oggi a Palazzo Doria Panphilj a Valmontone.
Nelle esposizioni ospitate nel 2008 prima alla Fonderia delle Arti di Roma, poi alla chiesa di San Francesco a Capranica, e di seguito alla sede londinese della galleria Candid Arts, si possono rintracciare delle linee fondamentali.
Nelle opere si tematizza il riciclo mirando a farne l'oggetto dell'opera. L'osservazione si concentra sul senso del consumo e sul pericolo avvertito nell'uso improprio e smodato di quelle stesse risorse del pianeta che vanno a compromettere non solo la sopravvivenza delle generazioni future ma anche della nostra.
Queste visioni si risolvono spesso in una paesaggistica espressamente caotica (con gran pullulare di plastiche ) e in immagini di una natura ormai desertificata. Tra astratto e figurale, i rifiuti vengono adottati per essere finalmente rimessi a fuoco e sperimentati in un campo d'azione dove si e' guidati dalla concretezza dei materiali in una visibile e a volte allucinata araldica.
Non mancano immagini apologetiche e analisi per frammenti. Tutta l'apparentemente compiuta ciclicità naturale trova pericolosi ostacoli in una cultura industriale spesso colpevolmente silenziosa delle reali conseguenze delle sue scelte.
Altrimenti, nel caleidoscopio delle immagini e delle composizioni, i materiali e gli oggetti vengono direttamente prelevati giocando ironicamente con la componente decorativa e la manipolazione. Con atteggiamento pragmatico, alcuni artisti (che fanno in modo di sembrare ingenui) re-impiegano in arte cio' che e' già stato usato evitando in tal modo di prelevare materiali nuovi. Si considera questa soluzione una forma di risparmio energetico grazie alla quale materiali inquinanti assumerebbero leggerezza e soavità lirica perdendo la loro carica apocalittica.
In alcuni lavori si intende forse salvare le tracce del vissuto privato, preservare gli scarti e assegnare loro un'emblematicità, una vita fissata, fino a proporre un positivo riscatto dei brandelli, una qualche riabilitazione del degrado.
La produzione artistica, anche la piu' germinativa o seriale, non si piega all'atteggiamento onnivoro del consumo. Prolifera, certo agisce capillarmente ma, sia pure non andando a piantare boschi come Beuys, decanta, purifica. Comunica all'umanità in cui confida.
Tutti gli artisti del pianeta per quante tele coprano di colore (pur con le innumerevoli prove e studi preliminari necessari per giungere a una singola opera riuscita) non partecipano al degrado della natura prodotto dall'umanità, perche' cio' sarebbe direttamente corrispondente al degrado stesso dell'umanità.
Agli artisti si impone, pure in modo implicito, di lanciare dei segnali chiari. Di dissenso. Di spostamento o di spaesamento. Panta rei, tutto gira, tutto e' ciclico ma mai identico. Al riciclo dei materiali siamo tutti obbligati in quanto uomini, ma gli artisti non desiderano il ricliclo delle loro opere. Gli artisti lavorano per proprio conto contro il riciclo. Sognano di resistere al tempo, pretendono di lasciare una traccia stabile.
La storia dello smembramento e la tarda ricomposizione della tavola del San Gerolamo di Leonardo, sottratta al suo destino di sgabello ed oggi ammirata nei Musei Vaticani, e', almeno per gli artisti, una consolazione. Eppure nella follia del consumare l'uomo e' costretto sempre di piu' a fare i conti con un pianeta impoverito e degradato. Se vuole sopravvivere deve imparare a non sprecare, a progettare ogni oggetto in vista di una sua trasformazione in altro. E perche' l'artista dovrebbe illudersi di sfuggire a questo destino? Si puo' davvero immaginare un'opera d'arte riciclabile? (Gianni Piacentini)

"Ti Riciclo in Arte/In Arte Ti Riciclo"
A cura: Antonietta Campilongo
Presentazione: Gianni Piacentini
Organizzazione: NEWORLDART-Idee e progetti per un mondo sostenibile
Orario di apertura: dal martedì al venerdì - 9.00-13.00
sabato domenica 10.00 - 13.00 - 15.30 - 19.00
Ingresso: Libero
Info: anto.camp@fastwebnet.it
Tel. 06 95995046 - 339 4394399