mercoledì 30 giugno 2010

Il treno dell’archeologia

Comunicato stampa

L’Associazione Treni Storici Puglia, onlus di Taranto, convenzionata con Trenitalia e le Ferrovie del Sud Est, organizza per domenica 18 luglio il secondo treno dell’Archeologia, Taranto-Bari Centrale-Barletta-Canne della Battaglia-Spinazzola e vic, inserito nel “Programma Treni Storici del 2010”, frutto di un accordo con la Regione Puglia (Assessorato ai Trasporti) e Trenitalia, Direzione Passeggeri Regionale Puglia.
Il convoglio storico partirà dalla città di Taranto e farà tappa a Bari Centrale, dove proseguirà per la stazione di Canne della Battaglia, consentendo ai turisti di visitare l’imponente sito archeologico. Il treno farà poi scalo nella stazione di Spinazzola, dove si avrà la possibilità di gustare presso i ristoranti tipici della zona, prodotti locali enogastronomici.
Il viaggio ha anche come scopo primario l’educazione all’uso del treno, di far assaporare alla gente il viaggiare di un tempo e godere nel lento procedere le bellezze paesaggistiche della Puglia e quelle della Valle dell’Ofanto, contribuendo così alla rivalutazione di un territorio in chiave ferroviaria.
Chi volesse partecipare al viaggio si deve rivolgere solo e soltanto alla Direzione dell’ATSP di Taranto, unico titolare dei rapporti con i passeggeri, e si potrà accedere sul treno con un contributo obbligatorio in favore dell’Associazione, anche salendo dalle stazioni di Bari Centrale e di Barletta.
Per informazioni e prenotazioni: www.atsp.it; tel.0997332502-3403347995-3274906776. info@atsp.it

martedì 29 giugno 2010

Appuntamento ad Acqui Terme. Da Balla a Sutherland

Comunicato stampa

Rinnovando la ultradecennale tradizione di presentare annualmente esposizioni dei maggiori protagonisti dell’arte moderna italiana, Carlo Sburlati, Assessore alla Cultura della città di Acqui Terme, ha promosso e organizzato, grazie all’intervento della Regione Piemonte, della Provincia di Alessandria, della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e della Società Palazzo del Monferrato la mostra antologica, a cura di Beatrice Buscaroli, “Appuntamento ad Acqui Terme. Da Balla a Sutherland, quarant’anni di mostre a Palazzo Saracco.”
La mostra, che sarà inaugurata il giorno 4 luglio presso il Palazzo Liceo Saracco di corso Bagni 1, sarà coordinata ed allestita dalla Galleria Repetto e resterà aperta sino al 29 agosto 2010 con il seguente orario: 10 - 12,30 /15,30 - 19,30 Lunedì chiuso. Catalogo a colori Edizioni Lizea, Acqui Terme. Accoglienza, bookshop e informazioni a cura dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri - Sezione Statiella.
Acqui Terme è una città da molto tempo attiva protagonista nel campo delle arti e della cultura. Notissima in tutta Europa per i suoi premi “Acqui Storia” e “Acqui Ambiente” e per il “Festival Internazionale del Balletto”.
Con una continuità rara e particolarmente lodevole, da 40 anni a questa parte si è riusciti ad organizzare una grande mostra antologica dedicata ad un artista o ad un gruppo di artisti di rilevanza internazionale con cadenza annuale, riuscendo nel tentativo di dare vita ad un “appuntamento” fisso con l’arte, durante ogni estate, all’interno del prestigioso Palazzo Saracco.
Ciò ha consentito la possibilità di tracciare una sorta di mappa della principale arte italiana dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri, scrivendo una vera e propria pagina di storia dell’arte. Da Giacomo Balla a Mario Sironi, da Carlo Carrà a Sigfrido Bartolini, da Filippo de Pisis a Mattia Moreni, la successione delle mostre, da sempre affidate ad alcuni fra i principali curatori italiani, ha fatto della città di Acqui Terme un punto di riferimento per il territorio circostante e non solo, nonché un esempio da seguire per tanti centri della provincia italiana.
Nell’occasione dei 40 anni di tale appuntamento, la rassegna del 2010 - che si terrà come di consueto a Palazzo Saracco - intende ripercorrere l’intera vicenda espositiva della città di Acqui Terme, realizzando un percorso che, scorrendo i nomi degli artisti presenti, si configurerà come un compendio sugli esiti, gli sviluppi e le sperimentazioni artistiche del secolo appena trascorso.
Si comincia dalla fine dell’Ottocento con l’esperienza dei paesaggisti piemontesi, Antonio Fontanesi, e Lorenzo Delleani per giungere con Angelo Morbelli e Pellizza da Volpedo agli inizi del Novecento che già annuncia le grandi avanguardie. Giacomo Balla rappresenta il futurismo di F.T.Marinetti. Dopo la guerra, con il cosiddetto “ritorno all’ordine” appaiono le personali interpretazioni figurative di Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Mario Sironi, Felice Casorati, Massimo Campigli, Ottone Rosai. Due personalità individuali, non riconducibili a nessuna scuola o corrente attivi in quegli anni rimangono Giorgio Morandi e Osvaldo Licini. La seconda guerra mondiale porterà distruzione anche in arte. La poetica informale di Ennio Morlotti e Alberto Burri, di Mattia Moreni e Giuseppe Uncini sospende l’ idea di “rappresentazione”, diversamente dal realismo fiducioso di Renato Guttuso.
La mostra raccoglie un centinaio di opere che provengono da importanti collezioni private e istituzioni pubbliche, quali la Pinacoteca di Alessandria, il Museo del Territorio Biellese, le Raccolte d’Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, la Fondazione Pellin, il Museo Ardengo Soffici di Poggio a Caiano, il Museo di Ca’ La Ghironda, rievocano quindi lo spirito delle quaranta rassegne che iniziarono nel 1970 con una antologica di disegni di Pietro Morando e attraversarono l’arte italiana, come si diceva, fino al 2008 di Sigfrido Bartolini e al 2009 di Mino Maccari.
In molte occasioni si è riusciti a ritrovare le opere che erano già state ospitate nelle relative mostre e cataloghi, come nel caso di Rosai, Morlotti, Chighine, Burri, Sigfrido Bartolini.

Titolo mostra: Appuntamento ad Acqui Terme. Da Balla a Sutherland: quarant’anni di mostre a Palazzo Saracco
A cura di Beatrice Buscaroli
Sede: Palazzo Liceo Saracco, Corso Bagni 1, Acqui Terme
Date: 4 luglio - 29 agosto 2010
Inaugurazione: domenica 4 luglio, ore 18.00
Orario: 10.00-12.30 /15.30-19.30 Lunedì chiuso.
Biglietto d’ingresso: intero euro 7,00 - ridotto euro 4,00
Per informazioni: Comune di Acqui Terme, Assessorato Cultura tel. 0144/770272
www.comuneacqui.com cultura@comuneacqui.com
Catalogo Lizea Arte Edizioni - Acqui Terme
Ufficio stampa Lizea
Federica Bocchino, Cristina Gallo, ufficiostampa@artelizea.com
Coordinamento organizzativo e allestimento: Galleria Repetto

lunedì 28 giugno 2010

Alessandra Di Francesco. In-Vestiti

Comunicato stampa

Si inaugura l’ 8 luglio la mostra personale di Alessandra di Francesco dal titolo “In-vestiti”, arricchita da un prezioso testo di Giovanna dalla Chiesa. Saranno esposte le sue opere recenti, 4 oli su tela di cm 200x95 e due cm 90x70 che Alessandra titola “Beat”, “Quantica”, “In nero”, “In giallo”, “Taglio corto”, ”Screen off”.
Dal testo di Giovanna dalla Chiesa: ” ...l’autrice ci presenta ora opere non solo “in azione”, ma riempite di tutta la carica pittorica di una tradizione ri-investita nell’oggi.
Le immagini mentali si sono, come dire, incarnate nel loro artificio artistico, sgusciando fuori dal tessuto-prigione delle decorazioni a damasco, delle carte da parati dell'universo chiuso di interni d'ambiente e si sono aperte alla luce di riflessi, rispecchiamenti che lasciano le figure sulla soglia di varie possibilità - il disegno, l'ambiente, il reperto, la velina del modello - secondo una potenziale ubiquità, che unifica lo spazio-tempo dell' elaborazione mentale con quello dell'esecuzione materiale, donando ad esse piena capacità di esistenza in quella magica, paradossale ambiguità che è propria di ogni immagine davvero realizzata”. “…sembra che Alessandra abbia riflettuto a quanto solo ciò che è assente, solo ciò che manca, riesce ad assicurarci una assoluta presenza, ma è questa poi l’intrinseca condizione delle immagini, soprattutto di quelle tradotte nella suprema finzione dell’arte, di cui ora, l’artista, vuole dispensarci a piene mani, anche la squisita bellezza…” In tutte le scelte sinora operate, nei chiari richiami alla scienza, ai linguaggi ed ai codici, la pratica di risarcimento delle lacune è operata attraverso un dialogo ricco di connubi virtuali e mantenuto sul filo di pure sollecitazioni mentali.

Alessandra Di Francesco è nata a Roma nel 1965.
Mostre personali: 2010 In-vestiti, galleria Maniero Roma, 2009 Wireless, Studio or, Roma, 2007 Stars, Horti Lamiani Bettivò, Roma, 2003 Pas de bourrèe, Galleria Maniero, Roma, 2001 Imbastire legami crea trame segui il filo, Galleria Maniero, Roma, 1996 Vocazione, Bachstubengalerie, Wuppertal (Germany) 1993 Rievocando affermando, Stanze indipendenti, Roma, 1989 Personale, Bachstubengalerie,Wuppertal (Germany).

Mostre collettive: 2009 Venticinque tondi tondi, galleria Maniero, Roma, Un castello per l'arte contemporanea, Castello San Giorgio, Maccarese (Roma), 2008 Falce e Martello, L'Aquila, Gustovagando, Macro Future, Roma, 2007 Figure, Museo Civico L'Alca, Maglie (Lecce), S/ago/me, 547, Ministero degli Affari Esteri, Roma, 2006 Premio Ferruccio Ferrazzi, Sabaudia (Latina), “Figure” Artisti in Archivio, Archivio Centrale di Stato, Roma, 2005 Il Fascino indiscreto della pittura 2, Galleria Maniero, Roma, Interferenze, Premio Termoli, Termoli, Premio Celeste (special mention), 2004 Natural Mente, I.E.P.A.C., Catania, Nel segno della pittura, 49 Mostra Nazionale d'Arte Contemporanea, Termoli, Premio Celeste, San Geminiano (Siena), 2003 Sogno di una notte, Ennio Alfani - Alessandra Di Francesco, Ronnie Arte Contemporanea, Chieti, Serata Romana, I.E.P.A.C., Catania, 2002 L'isola del tesoro, Miglianico, Chieti, Misura unica per una collezione, Collezione Fiocchi, Palazzo Tiranni Castracane, Cagli (Pesaro), 2001 Extra vergine, Trevi Flash Art Museum, Trevi (Perugia), 1995 I colori del nostro tempo, Ludoteca Comunale, Genzano, Rome 1991 Mistilinea, Galleria Cortina, Roma.


Mostra: Alessandra Di Francesco. In-Vestiti
Luogo: Galleria Maniero via Dell’Arancio, 79 - 00186 Roma
Durata mostra: dal 8 luglio al 24 settembre 2010
Inaugurazione: giovedì 8 luglio 2010, ore 18.30
Info: tel./fax 0668807116 www.galleriamaniero.it - info@galleriamaniero.it
Orari: da lunedì a venerdì ore 16 - 20 e su appuntamento

martedì 22 giugno 2010

Niente da vedere tutto da vivere

Comunicato stampa

“Niente da vedere tutto da vivere”, a cura di Lorenzo Bruni, è un progetto che riflette sulla qualità delle ricerche artistiche presenti in Toscana. I vari interventi presentati all’interno del contenitore della Scuola del Marmo, punteranno anche a stabilire un vero e proprio percorso di scoperta del luogo. La sezione “tornare per partire” è il frutto di un’ampia ricognizione sui giovani artisti attivi adesso in Toscana che permette di riflettere sulle nuove energie presenti sia in relazione alle ricerche artistiche internazionali sia rispetto a quelle che hanno animato questo territorio dagli anni Sessanta ad oggi. Gli interventi presenti sono accomunati da una forte carica processuale, dove è più importante l’idea e l’esperienza in presa diretta rispetto alla forma, e la riflessione sulla natura della comunicazione in questa nostra “modernità liquida”. Questi due punti di vista li portano a realizzare nuove soluzione rispetto al confronto tra il concetto di esotico e quotidiano, tra memoria e storia, tra ipotesi di futuro e l’istante. In questo modo appare evidente che la chiave di lettura, più che il tema, è quella del viaggio con cui ripensare al luogo in cui ci troviamo, in quanto cittadini, ed a quello in cui vorremmo trovarci per meglio affrontare la domanda: A quale contesto culturale vorrei appartenere o quale vorrei costruire? Le altre due sezioni all’interno del progetto, “presenze” e “luoghi”, delineano un’inquadratura storica per mezzo di ricerche precedenti che hanno proprio affrontato dalla Toscana la riflessione sul linguaggio e sulla necessità di porre attenzione sulla percezione dello spazio praticato dallo spettatore più che come viene osservato.

Titolo: Niente da vedere tutto da vivere
Progetto a cura di: Lorenzo Bruni
Sede: Istituto del marmo Pietro Tacca, Via Pietro Tacca 36, CARRARA
Contesto: Evento Parallelo della XIV Biennale Internazionale di Scultura di Carrara
Periodo: dal 27 giugno al 15 settembre 2010
Apertura al pubblico: domenica 27 giugno dalle ore 12.00 alle ore 22.30
Inaugurazione e performance: domenica 27 giugno dalle ore 19.00 alle ore 21.00
Elenco artisti:
Tornare per partire: Francesca Banchelli, Stefania Balestri, Francesco Carone, Michelangelo Consani, Martina della Valle, Yuki Ichihashi, Irina Kholodnaya, Jacopo Miliani, Giovanni Ozzola, Olga Pavlenko, Studio + +, Moira Ricci, Hladilová / Siedlecki, Mirko Smerdel, Eugenia Vanni, Enrico Vezzi.
Presenze: Giuseppe Chiari, Ketty La Rocca, Maurizio Nannucci, Gianni Pettina
Luoghi: Daniele Bacci, Vittorio Cavallini, Vittorio Corsini, Palo Masi, Massimo Nannucci, Paolo Parisi, Robert Pettena
Orari apertura: dalle ore 9 alle ore 13 tutti i giorni tranne sabato e domenica. Lo spazio sarà chiuso dal 16 al 28 agosto
Visite guidate: solo su appuntamento
Coordinamento: Lara Pozzi
Progetto promosso da: VIA NUOVA arte contemporanea, Firenze

lunedì 21 giugno 2010

Gianni Ottaviani. Archeopatie II

Comunicato stampa

La mostra “Archeopatie II” di Gianni Ottaviani al Kursaal di Grottammare, segna il suo ritorno come Artista nei luoghi d’origine dopo il trasferimento nel 1971 a Milano e segue quella effettuata con lo stesso titolo nel mese di settembre 2009, nella sede del Complesso del Vittoriano di Roma. Alcune nuove opere saranno esposte assieme a quelle presentate a Roma, ma la tematica della sua ricerca iniziata negli anni ‘80, resta vincolata a quella originaria delle Archeopatie. Termine coniato da Ottaviani in occasione della personale allestita a cura del Comune di Milano nella sede del suo Civico Museo Archeologico, negli anni 1995-1996.
La mostra di Roma è avvenuta in coincidenza con il suo cinquantesimo anno di attività artistica ma volutamente non è stata un’antologica, come non lo sarà questa al Kursaal di Grottammare, in quanto l’artista non ritiene di aver ancora esaurito la seconda fase del momento creativo delle Archeopatie. Al Kursaal Ottaviani, assieme a V.Fazzini e G.Venieri, aveva già esposto nel 1961 in una delle sue prime mostre, e inoltre nel 1968 l’aveva utilizzato come sede del “V Premio Grottammare” di pittura organizzato per conto dell’Azienda di Soggiorno e del Comune. Al Premio avevano partecipato su invito tra gli altri anche gli artisti R.Guttuso, P.Fazzini, R.Brindisi, A.Ciarrocchi,S. Monachesi, O.Tamburi ecc. Questa mostra sarà quindi un’occasione per poter meglio conoscere l’evoluzione e il percorso dell’artista dopo tutti questi anni.
Come dichiarato nella prefazione al catalogo, Ottaviani considera le Archeopatie come uno scavare nella memoria, documentare, ricostruire e riappropriarsi, quasi un’“archeologia dell’io” come l’avrebbe potuta definire Freud. Ma egli pensa anche che tentare di ricostruire integralmente il nostro percorso è a volte impossibile, restano dei vuoti come avviene nell’Archeologia Classica. Ciò a causa della dispersione di elementi qualificanti e l’avanzato stato di corrosione mentale prodotto dagli eventi del vissuto. Così i suoi sono “corpi mutili”, lacerati dagli eventi e dal trascorrere del tempo, protesi sia verso il “disco solare”, che rappresenta l’aspetto essenziale della vita, la sua complessiva e definitiva globalità, sia verso il “volatile” assunto a simbologia alchemica del volo nel vuoto rigeneratore. L’aspirazione all’elevatezza.
In mostra sarà esposta anche la monumentale opera di mt. 7 x 1,50 realizzata da Ottaviani negli anni 2005-2006 dedicata al Cavallo, mezzo indispensabile per lo sviluppo dell’umanità. L’opera è composta da 17 pannelli e 150 formelle su cui sono raffigurati, con una tecnica propria della documentazione archeologica, cavalli così come sono stati rappresentati dalla preistoria ad oggi nei libri, nelle opere d’arte, nella pubblicità ecc., e che l’artista ha trovato e continua a trovare con una ricerca quasi archeologica. Quindi l’opera è in continuo divenire.
Gianni Ottaviani nel 2005 su incarico della Direzione del Ministero della Cultura della Turchia ha sovrinteso all’organizzazione della Biennale Internazionale d’Arte di Ankara di cui è stato anche Presidente della Giuria.
Il Catalogo edito dall’Editoriale Giorgio Mondadori di Milano, è lo stesso edito per la mostra di Roma ed è composto da una cartella in cui sono inseriti due quaderni: “Archeopatie II”, concernente la mostra, e “Tracce di un percorso”, concernente tutta l’attività di artista e di curatore di mostre di Ottavani.
I testi critici del catalogo sono “Archeopatie 2009” del Prof. Ermanno Arslan, Archeologo ed ex Sovrintendente ai Beni Artistici del Comune di Milano, che ha definito il modus operandi di Ottaviani “...corrispondente ad un processo di stratificazione archeologica del proprio essere come la terra nasconde e rivela a brandelli la propria. Le sue figure che senza modificarsi si sono frammentate e sono proposte in termini quasi di relitto...”
L’autore dell’altro testo critico “La macchina del tempo” è il Prof. Valerio Rivosecchi, Storico e critico dell’Arte docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli, che considera le Archeopatie di Ottaviani “...inequivocabilmente attuali, proprio nella loro frammentarietà e fragilità, specchio di una condizione contemporanea che prevede al tempo stesso un inconscio senso di disgregazione e un altrettanto forte desiderio di ricostruire la perduta unità...”

Gianni Ottaviani. Archeopatie II
Kursaal, Grottammare (AP)
Spazio espositivo MIC
Date: 31 luglio - 5 settembre 2010
Inaugurazione: sabato 31 luglio, ore 18.00
Orari: lunedì chiuso
martedì, mercoledì, giovedì 21.30 – 23.30
venerdì, sabato, domenica 18.00-20.00 / 21.30-23.30
Catalogo: Editoriale Giorgio Mondadori

venerdì 18 giugno 2010

Marinelli, Tedesco, Padula: l'arte nata in Val d'Agri (I parte)

di Angela Delle Donne

Dedichiamo tre articoli ad artisti nati in Val d’Agri e la cui arte ha conosciuto risvolti nazionali. In ordine cronologico incontreremo Marinelli, Tedesco, Padula.

Vincenzo Marinelli nasce a San Martino d'Agri nel 1819, presto abbandona le terre d'origine per vivere una vita molto lunga e piena di viaggi e luoghi in cui lavorare. Il punto di partenza è l'Accademia di Belle Arti di Napoli, luogo più prossimo per tutti coloro che volevano intraprendere una carriera artistica; ma grazie ad una borsa di studio sovvenzionata dalla Provincia di Potenza va a studiare a Roma, così a fianco ai fondamenti dell'estetica classica scopre i modelli della statuaria romana ed i grandi maestri del 500 e del 600.
Si trova coinvolto nei moti liberali del 1848 e per sfuggire va in Grecia, dove riceve l'incarico di realizzare diciotto dipinti per per il palazzo reale di Atene. Le opere rappresentano soggetti celebrativi come I poeti greci o La danza dei guerrieri greci. Il soggiorno greco dura diversi anni ed ottiene incarichi anche presso la committenza religiosa e privata e di quel periodo la Toilette di Cleopatra, oggi conservata al museo di Capodimonte di Napoli.
A metà degli anni Cinquanta si trasferisce in Egitto per svolgere un'attività documentaristica nel Sudan e nella Nibia. Va al seguito di Kedivè Said Pascià, eseguendo bozzetti di piccole dimensioni. Attraverso le tinte vivaci si produce in opere tipiche dello scenario orientaleggianteee: harem, famiglie di beduini, il deserto, le schiave... In queste opere traspare anche l'acquisizione di nuove ricerche pittoriche che rimandano alle modalità en plein air.
Nel 1870 viene nominato professore ordinario dell'Accademia di belle arti di Napoli. Da questo momento in poi si dedica alla didattica prendendo anche il posto di Morelli.

giovedì 17 giugno 2010

Sfilata di Pittura

Comunicato stampa

artandgallery, è lieta di presentare “Osteria degli Artisti - Sfilata di Pittura”, una mostra “coreografata” da Alan Jones, tra i più importanti cronisti d'arte della nostra epoca e grande esperto della Scena Pop Art, critico d'arte e autore tra l'altro della più celebre biografia di Leo Castelli. Lo scrittore torna nel capoluogo lombardo per organizzare una collettiva di 20 artisti in forma di “sfilata”, un omaggio alla città che frequenta da oltre 38 anni.
Durante la serata inaugurale del 23 giugno, i quadri si muoveranno tra il pubblico, portati “a mano” da ragazzi in guanti bianchi, in una cornice conviviale tra tavoli imbanditi come in una vecchia osteria, buon vino e taglieri da degustazione ricordando non soltanto la Milano di Marinetti e il Futurismo, ma anche quella Milano, che è ugualmente città di moda e città di pittura. Francesco Impellizzeri, presenterà la performance “Signore e Signori, buona sera” in cui, attraverso una registrazione musicale originale, illustrerà e commenterà il “defilè”.
Oggetto del défilé e della mostra saranno opere di 20 artisti contemporanei: Bixio Braghieri - Italo Bressan - Marco Cascella - Natalie Du Pasquier - Salvatore Esposito Gianfranco Grosso - Bobo Ivancich - Christina Lefter - Pierpaolo Lista - Paolo Manazza - Gaspare Manos - Michelangelo Jr. - Seboo Migone - Amira Munteanu - Giacinto Occhionero - Nelu Pascu - Paul Russotto - Lucio Spinozzi - Franco Viola - Lisa Wade. Un’esibizione inedita, fuori dagli schemi che senz’altro saprà coinvolgere anche i “miscredenti”.

Osteria degli Artisti - Sfilata di Pittura
Sede: Artandgallery, Via Arese 5, Milano
Durata: dal 24 giugno al 24 luglio 2010
Opening: 23 giugno 2010, ore 20.00
Orari: da martedì a sabato dalle 15.00 alle 19.00 e su appuntamento.

mercoledì 16 giugno 2010

Da Degas a Picasso

Comunicato stampa

Sarà inaugurata sabato 19 giugno 2010 l'esposizione “Da Degas a Picasso”, resa possibile ancora una volta dalla generosità di Léonard Gianadda, cittadino onorario di Etroubles dal 2005.
In mostra una quarantina di sculture dei maggiori esponenti dell'arte moderna, ospitate nel parco della Fondation Gianadda di Martigny: Artigas, César, Chagall, Christo, Chillida, Camille Claudel, Daumier, Degas, Dubuffet, Erni, Favre, Diego ed Alberto Giacometti, Graetz, Lobo, Maillol, Penalbia, Poncet, Raboud, Rodin e Szafran.
L'esposizione vede all'opera la collaudata squadra coordinata dal Sindaco Massimo Tamone: la cura è affdata ad Alessandro Parrella, le fotografe a Bruno Domaine, l'uffcio stampa e la comunicazione web a Paola Ugliano, gli allestimenti agli architetti Paola Ciaschetti e Sabrina Tonino.
Grazie al completamento dei lavori in piazza Deffeyes il borgo acquisirà nuova luce, oltre a quella offerta dalle opere del Museo all'aperto che, con i suoi ventimila visitatori all'anno, ha superato quota centomila in questo primo lustro di vita.
A partire dalla sua inaugurazione, il Comune di Etroubles ha conseguito ragguardevoli riconoscimenti: l' assegnazione della bandiera verde della Carovana delle Alpi di Legambiente nel 2006, l'inclusione tra i Borghi più Belli d'Italia nel novembre 2009, l'attribuzione della bandiera arancione del Touring Club Italiano, il gemellaggio con il Comune di Rimini nel 2010.
Il tutto grazie alle scelte di rilancio economico all'insegna del rispetto del territorio, nel segno di una promozione turistica rispettosa delle tradizioni storiche e dell'innovazione culturale mediante manifestazioni artistiche di respiro internazionale che annoverano questo piccolo, ma attivo centro del Gran San Bernardo, lungo lo storico cammino della Via Francigena, tra i più vivaci nel panorama culturale europeo.
Una nuova occasione per venire a scoprire la bellezza di questo borgo alpino, l'ospitalità delle sue genti, i colori e i profumi della natura e dell'arte e la varietà di sapori di una gastronomia ricca e genuina.

Da Degas a Picasso
Collettiva di sculture
Cura: Alessandro Parrella
dal 20 giugno al 12 settembre 2010
Inaugurazione: 19 giugno, ore 18.00
Centro Espositivo, Rue des Vergers, 14
11014 Etroubles (AO)
Orari: tutti i giorni, dalle 11.00 alle 20.00
ingresso: intero 4.00€
bambini fino a 10 anni ingresso libero
Catalogo: 392 pagine, lingua francese,
editore: Fondation Pierre Gianadda, Martigny, CH,
stampa: Impriméries Réunies, Losanna,
prezzo: 33 euro
Allestimenti: Paola Ciaschetti e Sabrina Tonino
Fotografie: Bruno Domaine
Ufficio stampa e comunicazione web: Paola Ugliano
Una collaborazione tra il Comune di Etroubles, la Fondation Pierre Gianadda di Martigny e l'Associazione Culturale Parrellarte

martedì 15 giugno 2010

Eventi in pillole

a cura di Francesco Mastrorizzi

PREMIO INTERNAZIONALE "POESIA IN BOTTIGLIA"
Palazzo Ducale, Genova

Giovedì 17 giugno 2010, ore 18.00

A Manuel Agnelli, leader e autore dei testi del gruppo rock alternativo Afterhours, è stato assegnato il premio "Poesia in bottiglia", autorevole riconoscimento che viene conferito nell’ambito del "Festival Internazionale di Poesia", manifestazione dedicata a versi e rime in programma dal 10 al 20 giugno 2010 presso Palazzo Ducale a Genova. La consegna del premio avverrà nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale giovedì 17 giugno 2010 alle ore 18.00.
Oltre alla targa, ad Agnelli verranno consegnate 18 bottiglie del "Vino della pace" della Cantina Produttori Cormòns, vino da collezionisti, anche per la bellezza delle etichette applicate sulle bottiglie, in quanto realizzate da artisti di levatura internazionale. Il premio "Poesia in bottiglia" è giunto alla terza edizione. Nel 2008 il riconoscimento è stato conferito allo scrittore e poeta Tonino Guerra, nel 2009 è stato attribuito al giornalista satirico Michele Serra.
Manuel Agnelli, oltre a essere fondatore e leader del gruppo rock Afterhours, ha collaborato in veste di produttore artistico con Cristina Donà, Marco Parente, Mina e Verdena. Nel 2009 è stato premiato come miglior produttore dell’anno dal Mei (Meeting degli Indipendenti), per il progetto "Il paese è reale", che ha riunito 19 tra i migliori artisti indipendenti e che ha portato all’attenzione del grande pubblico sanremese la scena indipendente italiana. Agnelli inoltre è ideatore ed organizzatore principale del "Tora! Tora! Festival". Nel 2000 ha pubblicato un libro di racconti, dal titolo "Il meraviglioso tubetto". Attualmente è in studio con la propria band per preparare il prossimo disco. Il loro precedente lavoro, intitolato "I milanesi ammazzano il sabato", è uscito nel 2008.
L’ideazione e la direzione del Premio Internazionale "Poesia in bottiglia" è di Claudio Pozzani, in collaborazione con Paolo Podestà, Patrizia Baldizzone, Circolo viaggiatori nel tempo, la Cantina Produttori Cormòns.

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "QUASI UGUALI"
Museo Archeologico Nazionale "D. Ridola", Matera
Venerdì 18 giugno 2010, ore 18.00

Il giorno 18 giugno alle ore 18.00, a Matera presso il Museo Archeologico Nazionale "D. Ridola", in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato 2010, sarà presentato il libro di Francesco De Filippo "Quasi uguali", alla presenza dell’autore e con la lettura di alcune pagine del volume, che raccoglie storie di rifugiati e migranti.
L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione Tolbà in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata e l’Archivio di Stato di Matera.
Saranno consegnati dai calciatori del Matera Calcio Mohamed Alassani e Nicola Peragine, alla presenza dell’assessore alle politiche sociali del Comune di Matera, gli attestati di partecipazione al Torneo "Rifugiati nel calcio", che si è svolto dal 9 al 12 Giugno presso il campetto del Villaggio del fanciullo di Matera. Il torneo di calcetto è stato organizzato in collaborazione con la UISP di Matera e l’associazione sportiva Varisius, con cui già esiste un protocollo d’intesa che facilita la presenza dei ragazzi richiedenti asilo e rifugiati nelle attività sportive.

lunedì 14 giugno 2010

Echi d'Antico

Comunicato stampa

Presso il Museo Archeologico Nazionale Dinu Adamesteanu di Palazzo Loffredo, a Potenza, si terrà dal 25 giugno all’8 luglio 2010 “Echi d’antico. Dove l’archeologia incontra il contemporaneo”. La mostra nasce come progetto finale di un corso di formazione tenutosi presso l'ente ELDAIFP denominato "ITER NET - PERCORSI CULTURALI LUCANI" previsto nell’ambito del patto formativo locale della filiera culturale-turistica per il Profilo Professionale di: RESPONSABILE DELLA FRUIZIONE E DELLO SVILUPPO DEL PATRIMONIO CULTURALE, ed è in collaborazione con il Comune di Potenza, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata e la rivista “In Arte – Multiversi”. La mostra vuole condurre il visitatore attraverso un percorso storico ideale che parte dal reperto archeologico per giungere fin sulle tele di pittori contemporanei.
L’evento sarà il contenitore di numerose iniziative: una performance di pittura in piazza dal tema: L’antico… oggiaperta a pittori emergenti e non; laboratori didattici, in cui i bambini potranno cimentarsi in attività creative attinenti al tema della mostra; “…Cattura l’istante”, concorso fotografico aperto a tutti gli appassionati, professionisti e non e “Gioca con l’emozionemomento che coinvolge direttamente il visitatore, il quale potrà dilettarsi a fermare attraverso la propria macchina fotografica, il momento per lui più significativo dell’evento. Tutte le informazioni saranno reperibili sul sito
www.echidantico.blogspot.com oppure all’indirizzo e-mail echidantico@gmail.com.

venerdì 11 giugno 2010

Il Volto della Principessa da Grumentum

di Michele Scalici

La città di Grumentum, al centro dell’importante territorio dell’alto corso del fiume Agri, domina l’omonima valle dal modesto rilievo collinare sulla quale è stata costruita. Punto nevralgico per i traffici commerciali tra Jonio e Tirreno già in età molto antica, lo fu soprattutto nel periodo romano quando il suo territorio era solcato da due vie pubbliche di lunga percorrenza: la via Herculia che da Venosa conduceva a Policoro (Heraclea) e Taranto, e la via Popilia che congiungeva Capua con Reggio Calabria.
Il centro urbano è attestato, sia archeologicamente che storicamente, almeno a partire dal III sec. a.C. Infatti, lo storico Livio ricorda che nel 207 a.C. l’accampamento del condottiero cartaginese Annibale era stato posto non distante dalle mura della città. Malgrado ciò, la fase meglio nota oggi risale soltanto alla prima età imperiale quando vennero edificati i principali edifici della città i cui resti sono ancora oggi visibili presso l’area archeologica di Grumentum.
Nell’area del Foro si sono concentrate le indagini archeologiche avviate, a partire dagli anni ’70 del XX sec., da varie missioni italiane e straniere, che hanno messo i luce numerosi monumenti e reperti databili soprattutto ai primi secoli della nostra era. A questa fase appartengono anche alcune statue in marmo conservate nel Museo Nazionale dell’Alta Val d’Agri.
Tra di esse spicca un ritratto femminile riferibile alla moglie di Augusto Livia Drusilla, vissuta tra il 58 a.C. ed il 29 d.C. La figura è stata modellata per una visione frontale, con il velo sulla parte posteriore della testa ed i capelli raccolti in due bande ondulate. Gli occhi sporgenti, il naso pronunciato, la piccola bocca, decisamente idealizzati secondo la moda del tempo, poco rivelano di quelle che dovevano essere le reali caratteristiche della principessa romana. Tuttavia, da alcuni dettagli quali il lieve rilassamento del collo e delle guance o le sottili rughe contornanti naso e labbra, si può dedurre che al momento del ritratto Livia fosse già piuttosto in là con gli anni.
La statua proviene dal Foro, in particolare da un’area adiacente alla scala laterale Est del tempio C, al di sopra della pavimentazione della piazza. Insieme ad essa furono rinvenuti altri elementi scultorei quali una mano pertinente ad una statua colossale ed un frammento di epigrafe onorifica dell’imperatore Claudio. Questo tempio, interpretato come Cesareo, dunque luogo di culto del Divo Cesare e della sua famiglia pone agli archeologi dei problemi di inquadramento cronologico: databile ad età tiberiana sembrerebbe essere il monumento più antico del Foro, antecedente lo stesso Capitolium, fatto che appare singolare per una città in età romana.
Livia, in effetti, venne divinizzata all’epoca dell’imperatore Claudio, nel 41 d.C., ma già alla morte del consorte, nel 14 d.C. aveva assunto il titolo di sacerdotessa del Divo Augusto. Numerose sono repliche di immagini che la ritraggono in vesti sacerdotali, assimilandola anche a divinità come Cerere, Giunone e Vesta, cui appartiene anche il ritratto di Grumentum. I confronti ritenuti più stingenti provengono da Paestum e dai Musei Capitolini.

Bibliografia
P. Bottini, Ritratto di Livia Drusilla, in P. Bottini (a cura di), Il Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri, Lavello 1997, pp. 149-151.
A. Mastrocinque (a cura di), Grumentum Romana. Atti del Convegno di Studi (Grumento Nova – Potenza, 28-29 giugno 2008), Moliterno 2009.
A. Mastrocinque et alii, Gli scavi dell’Università di Verona nel Foro di Grumentum (Potenza). Anni 2007-2009, «Fastionline» 2010, pp. 1-29.
H. Hänlein-Schäfer, “Veneratio Augusti”. Eine Studie zu den Tempeln des ersten römischen Kaisers, Roma 1985.

giovedì 10 giugno 2010

ArtGallery in Galleria Campari

Comunicato stampa

Sarà Galleria Campari ad ospitare la mostra di Lucas Racasse, vincitore della Prima Edizione del Contest internazionale ArtGallery, dal 1 al 15 luglio 2010. Un connubio, quello tra Campari e l’arte, che cresce e acquisisce sempre più valore anche grazie a Galleria Campari, luogo consacrato all’arte recentemente inaugurato in occasione delle celebrazioni per il 150 anniversario del marchio.
Il Contest on-line indetto da ArtGallery nel mese di ottobre 2009, con il sostegno dell’Associazione Italiana Private Banking (AIPB), nasce per promuovere e supportare nel loro percorso professionale artisti emergenti di tutte le nazionalità e culture, per favorire lo sviluppo della creatività in campo artistico e valorizzare l’arte quale strumento di crescita per tutta la società.
Lucas Racasse, selezionato tra più di 800 partecipanti, ha vinto con l’opera dal titolo Inferno. Illustratore e regista francese, ha frequentato la Scuola d’Arte La Cambre di Bruxelles. Ha lavorato nel mondo dell’editoria, dell’arte e della pubblicità, come illustratore, grafico e direttore creativo ed è già stato protagonista grazie alle sue opere di mostre personali e collettive in Italia, Belgio e Francia.
Ospitando la Prima Edizione del Premio ArtGallery e la personale di Racasse, Galleria Campari, luogo dinamico, multimediale e interattivo che racconta il percorso del proprio marchio attraverso le espressioni dell’arte moderna e contemporanea, ribadisce ancora una volta il suo forte legame con l’arte ed in particolare l’interesse da sempre presente verso i giovani artisti emergenti.
La mostra sarà inaugurata giovedì 1 luglio 2010, alla presenza dell’artista, e sarà aperta al pubblico a partire dal 2 al 15 luglio. L’ingresso sarà gratuito.
Le interviste ai membri della giuria, maggiori informazioni sul concorso, i finalisti, i vincitori, e tutti i partecipanti sono disponibili al seguente indirizzo: www.associazioneartgallery.org.

Lucas Racasse è un illustratore e regista francese. Nato nel 1969, ha frequentato la Scuola d’Arte La Cambre di Bruxelles (1985-1987). Ha lavorato nel mondo dell’editoria, dell’arte e della pubblicità, come illustratore grafico e direttore creativo. Ha partecipato a mostre in Italia, Belgio e Francia.
"Lucas Racasse [...] trasforma la nostra epoca senza fare alcuna concessione e le traduce in qualcosa che tutti noi riconosciamo facilmente: fiction. Un aneddoto diventa religione. Armato di una visione acerba, Racasse rifiuta di lasciare che i moralismi ostacolino il suo punto di vista. Ha un profondo rapporto di amore-odio con la violenza onnipresente, che è costruita su frustrazioni saldamente ancorate, inchieste irrisolte e paranoia controllata dall’estetica dell'orrore. [...] I suoi soggetti sono ispirati ai tabù che hanno infestato la storia dell'arte fin dai suoi inizi: la battaglia infinita tra il bene e il male, il sesso e la morte". – Phil Vanduynen

ArtGallery in Galleria Campari - Premio Artgallery. Lucas Racasse
Sede: Galleria Campari, Viale Antonio Gramsci 161, Sesto S. Giovanni (MI)
Date: dal 1 al 15 luglio 2010
Vernissage: 1 luglio, ore 19.00 (su invito)
Orari: martedì-giovedì-venerdì, mattina 10.00-13.00, pomeriggio 14.00-18.00

martedì 8 giugno 2010

I quattro elementi

Comunicato stampa

Dopo la monumentale mostra al Palazzo Reale di Milano dedicata all’elemento del Fuoco nell’arte, la Galleria Il Borgo ha selezionato artisti di diversa formazione e provenienza per l’Esposizione Internazionale d'Arte Contemporanea "I Quattro Elementi" che sarà allestita dal 9 al 21 giugno 2010.
L’esposizione indaga le diverse manifestazioni degli elementi presenti in natura che nella tradizione ellenica sono quattro: Acqua, Terra, Aria e Fuoco. Essi costituiscono la materia del nostro universo, non avulsa da influenze cosmiche e astrali e dalle più vive espressioni del temperamento umano.
Le opere in concorso, in alcuni casi, approfondiscono solo uno degli elementi, prevalentemente l’acqua quale simbolo di vita e nascita. Per l’occasione è stato studiato un percorso espositivo ad hoc per valorizzare la ricerca artistica contemporanea in equilibrio tra figurazione e astrazione.
Sperimentano lo spettacolo della luce le opere realizzate da Nicla Rossini che è riuscita a creare atmosfere crepuscolari dalle inaspettate sembianze.
Sopra la realtà ordinaria si inserisce lo scenario surreale di Patrizio Mugnaini, che suggerisce un nuovo viaggio onirico nell’analisi del tempo. La sintesi diviene, invece, veicolo di comunicazione nell’arte di Jessica Corcione, che fonde l’immaginazione con la realtà.
Dotate di suggestiva sensibilità estetica sono le tele di Rosa Proface e di Susanna Redaelli: la prima infonde nello spettatore un sentimento di serena ammirazione, la seconda pone l’attenzione sull’enfasi del gesto, destando il pathos nell’opera d’arte.
In mostra si possono inoltre visionare i lavori enigmatici di Devis Barassi e quelli più astratti di Daniela Morra presso la Galleria Il Borgo, ubicata in uno dei quartieri più esclusivi di Milano in pieno centro cittadino, a due passi dai Navigli e da Porta Ticinese.

Titolo mostra: I quattro elementi
Sede: Galleria Il Borgo, Milano
Durata: dal 9 al 21 giugno 2010
Opening: mercoledì 9 giugno, ore 18.00
Artisti: Nicla Rossini, Patrizio Mugnaini, Jessica Corcione, Susanna Redaelli, Rosa Proface, Ezio Di Salvo, Devis Barassi, Daniela Morra
A cura di: Sabrina Falzone
Orari di visita: martedì-giovedì 16.00-19.00; sabato 10.00-12.00

lunedì 7 giugno 2010

Vibrazioni nel cemento tra spirito e materia

Comunicato stampa

A partire da lunedì 14 giugno (fino al 20 giugno 2010), le Sale Nobiliari del Castello Ducale Orsini, a Fiano Romano (Rm), ospiteranno una selezione di opere dipinte a quattro mani da Anna Pinzari e Chantal Corso, rappresentative della ricerca svolta dal duo pittorico dal 2008 a oggi.
Curata da Andrea Romoli Barberini, la mostra presenta una ricca selezione di dipinti realizzati ad olio su imponenti superfici di cemento armato in cui viene affrontato il tema del corpo femminile calato in una suggestiva dimensione atemporale. L’esposizione si inserisce, come evento collaterale, nel Festival del Cinema delle Donne di Fiano Romano.
Dopo la tappa al Castello Ducale Orsini, la mostra, che è corredata da un catalogo con testi di Anna Janowska e Andrea Romoli Barberini, sarà presentata a Milano (Museo Fondazione Luciana Matalon, dal 5 al 13 novembre 2010) e a Roma (Palazzo Valentini, dal 19 novembre al 3 dicembre 2010).

[...] “Qui l’Arte, la Filosofia, e la Fede hanno trovato una loro armonia nella femminilità dei corpi senza volto, ma pieni di forza e di speranza nella salvezza. [...] Le tonalità rosate e grigie, con qualche tocco solare, con una straordinaria delicatezza abbracciano corpi flessuosi, forti e abbandonati nell’aria. [...] Partono in volo come Icaro, verso l’ignoto. La loro speranza si sente, palpita nelle mani che si girano verso l’osservatore coinvolgendolo,richiamandolo e seguire il loro volo verso la Speranza...” (Anna Janowska)

[...] “Il cemento, nell’incanto del quadro, traduce la sua grigia massa fisica in leggerezza siderale, spazio infinito, senza gravità, in cui sensuali lacerti figurali, pittoricamente mutuati dai corpi delle stesse autrici, fluttuano. [...] Si tratta quindi di un percorso introspettivo e, perciò, complesso, che muove dalla corporea fisicità, conosciuta visivamente attraverso la fotografia e riconosciuta e rigenerata attraverso la pittura, per andare molto oltre e ritrovare in essa quelle ancestrali pulsioni, quella varietà di sentimenti che la nudità sa esprimere in modo universale e che un dipinto sa contenere eludendo, nel suo eterno qui e ora, certe insidie del tempo...” (Andrea Romoli Barberini)

Notizie biografiche
Chantal Corso nasce a Roma nel 1968, si diploma al Liceo Artistico S. Orsola di Roma e si specializza nella Scuola di Ceramica di Civita Castellana (Vt). Figlia d’arte, cresce nel laboratorio materno dove si eseguono i lavori di pittura decorativa (trompe l’oeil, doratura a foglie, acquerello di paesaggio, decorazione del mobile e dell’oggetto).
Anna Pinzari nasce a Roma nel 1964, si diploma al Liceo Artistico S. Orsola di Roma, consegue poi il diploma all’Istituto Europeo di Design (I.E.D.) di Roma. Negli anni successivi cura la produzione per varie aziende nel campo della moda e del gioiello. Si diploma in Pittura nel 1993 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.
Pinzari e Corso si conoscono nel 2004, creano un sodalizio artistico e iniziano un’esperienza di pittura a quattro mani che le porterà a partecipare a diversi premi e concorsi (I Premio Pio Istituto Catel) e ad esporre in diverse mostre personali e collettive.

Pinzari e Corso. Vibrazioni nel cemento tra spirito e materia
A cura di: Andrea Romoli Barberini
Sede: Castello Ducale Orsini - Sale Nobiliari
Indirizzo: Piazza Giacomo Matteotti - 00065 Fiano Romano (Rm)
Durata: 14 - 20 giugno 2010
Inaugurazione: lunedì 14 giugno, ore 19.00
Apertura: tutti i giorni dalle 19 alle 24

venerdì 4 giugno 2010

Micaela De Pascalis. Intensioni

Comunicato stampa

“Intensioni”, l’opera di Micaela de Pascalis, a cura di Fabio Migliorati, è presente alla Galleria Blanchaert quale prima personale dell’artista. L’opera si divide in due anime pittoriche, caratterizzate da una tecnica differente: pittura su tela e su carta; rispettivamente con tempera all’uovo, gesso, oggetti, e con inchiostro. Il mondo di Micaela de Pascalis è decisamente informale, reso sempre poco strutturato proprio dal tentativo affermativo di alcune meta-strutture di matrice surrealista. Si tratta, in genere, di interventi raffinati, in cui la sensibilità di chi guarda si perde, pur accendendosi per l’attivazione di meccanismi mnesici che conducono o riconducono da qualche parte. I luoghi, infatti, sono quelli di derivazione poetica che l’autrice adotta per evocare mondi a cui ella appartiene: siano spazio definito o indefinibile, ma anche sito materiale del passato.
“Intensioni” è un termine che si utilizza, in logica, per indicare l’insieme delle caratteristiche o dei tratti pertinenti che permettono di stabilire quali oggetti fanno parte di un insieme o classe di entità; in una definizione, per intensione si indicano, quindi, i caratteri, le proprietà, le qualità del termine che si definisce. L’intensione di un costrutto linguistico è insomma il concetto che tale costrutto si propone di suscitare o di fatto suscita, nel pensiero di chi percepisce.
Nel lavoro di Micaela de Pascalis, l’intensione è determinata dall’entità «segno», coagulato e secco, sulle carte, o espanso e sbiadito, sulle tele. Come scrive Fabio Migliorati, per l’occasione, «l’artista agisce per via di tentate forme, che da un posto nel mondo si slanciano in divenire: un avvenire apparente, di contrasti e asimmetrie, bello di proiezioni evanescenti, nella distanza del sentimento. E allora si avverte, per arte, la genesi continua della morfologia: dal buio della mente, all’orma di un’azione. Il lavoro dell’autrice è sempre fatto di sentire delicato; si sdoppia in scarabocchio ventoso e in caotico alone, insieme divisi, comunque entrambi poetici, in silenzio concordi, pur nel rumore esigente dell’umana tensione».

Micaela de Pascalis nasce a Varese nel 1981 e, dopo l’Accademia di Belle Arti di Brera, espone il suo lavoro per esempio a Milano (Palazzo della Permanente, Segrete di Bocca, Spazio Yaonde, Rotary Club, Galleria Blanchaert), o a Genova (Palazzo dei Rolli); i Premi sono, invece, quelli di Pittura (Circolo Filologico Milanese, Città di Parabiago, Lifegate Radio). Il linguaggio della sua opera è segnico e informe: risultato di un sentire finemente poetico, reso con inchiostri e tempere all’uovo su carta o tela. Vive e lavora a Milano...

Titolo mostra: Micaela De Pascalis. Intensioni
A cura di: Fabio Migliorati
Sede: Galleria Jean Blanchaert
Indirizzo: Piazza S.Ambrogio, 4 - Milano
Durata: 9 - 18 giugno
Inaugurazione: mercoledì 9 giugno 2010, ore 18.30

Immagine: Micaela De Pascalis, Senza titolo, 2010, cm. 40x30, courtesy Galleria Blanchaert, Milano

giovedì 3 giugno 2010

Trasanello. Quattro passi nella Murgia preistorica

Comunicato stampa

Martedì 8 Giugno presso il Museo Archeologico Nazionale "Domenico Ridola" di Matera alle ore 18.30 sarà inaugurata la mostra "Trasanello. Quattro passi nella Murgia preistorica".
Saranno esposti i materiali archeologici rinvenuti nell’abitato neolitico di Trasanello e illustrati al pubblico i primi risultati raggiunti nell’ambito del programma di ricerche in corso.
La ricerca riguarda l’occupazione umana del comprensorio murgiano nella preistoria recente ed è stata avviata nel 2007, con un progetto di durata quinquennale, promosso grazie all’interesse congiunto della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata, del Dipartimento di Scienze Archeologiche dell’Università degli Studi di Pisa e di Italcementi di Matera che ha messo a disposizione l’area dell’insediamento e offerto il necessario sostegno logistico a tutte le attività di scavo e studio.
Le indagini sistematiche dell’area hanno permesso di definire due distinti momenti di frequentazione. Il primo è riferibile ad una fase evoluta del Neolitico antico (6800 anni da oggi), durante la quale è stata realizzata l’opera di escavazione del fossato che recingeva l’abitato. Dopo un periodo di abbandono di circa tre millenni, corrispondente anche alla chiusura del fossato e alla sua obliterazione, la frequentazione è ripresa durante l’età del Bronzo (3600 anni da oggi), fase documentata dall’identificazione di due capanne e da materiale ceramico rinvenuto all’interno delle buche di palo e nell’area interna al fossato.
I materiali ritrovati in queste tre campagne di scavo sono stati oggetto di studio e analisi in laboratorio ed hanno fornito informazioni significative per la comprensione delle antiche comunità vissute nel materano.
Nel mese di giugno sono inoltre previsti percorsi guidati dell’area di scavo e della mostra su prenotazione.
Per i visitatori e le scolaresche interessate è possibile contattare la dott.ssa Lucia Angeli (349 6067758), responsabile del cantiere di scavo, o la dott.ssa Annamaria Patrone (0835 310058), direttore del Museo Ridola.

mercoledì 2 giugno 2010

Sienna Reid: mucche e monache

Comunicato stampa

Sienna Reid è un’artista americana, nata a Townsend e formatasi a Seattle alla School of Fine Arts, dove si diploma in pittura nel 1996. Dieci anni fa decide di trasferirsi a Roma con il marito e il figlio. Ha all’attivo numerose mostre personali e collettive, in Italia e negli Stati Uniti.
Il particolare interesse per la tecnica figurativa e per la fotografia, l’hanno portata nel corso degli anni a specializzarsi soprattutto in ritratti, su commissione o dettati dalla sua libertà espressiva: ritratti di bambini, uomini, donne, animali come mucche, cani, gatti e cavalli.
Roma con le sue suggestioni pittoriche hanno influenzato l’arte di Sienna Reid, in qualche modo classica: olio su tela, materie prime, pigmenti puri che esaltano il colore, il tratto deciso, forte che stende diversi strati di colore sulla tela per aumentare spessore e luminosità.
La Galleria Monty & Company presenta la personale dal divertente titolo M&M, mucche e monache. L’accostamento dei due soggetti, apparentemente casuale e ironico, parte in realtà da un’attenta analisi dell’artista sul particolare effetto che la luce produce riflettendosi sia sul manto delle mucche che su quello delle suore che hanno colpito l’immaginario di Sienna per la loro italianità, per il fatto che sia le suore che le mucche si accompagnano sempre a coppie o in "branco".

Titolo mostra: Sienna Reid: M&M
Date: 8 - 29 giugno 2010
Inaugurazione: martedì 8 giugno, ore 18.30
Sede: Galleria Monty & Company
Via della Madonna dei Monti 69 - 00184 Roma
A cura di: Irmela Heimbächer, Caterina Manca di Villahermosa
Orari: dal martedì al sabato dalle ore 16.00 alle ore 20.00 e su appuntamento