venerdì 29 ottobre 2010

Salerno: alla (ri)scoperta di una collezione sacra

di Gianmatteo Funicelli

Nella cornice medievale del Museo Diocesano di Salerno, sino al 29 Dicembre 2010, la Soprintendenza BSAE di Salerno e Avellino riporta in luce un gruppo di tele dipinte mai esposte sinora. Sono i frutti di un ampio capitolo di arte sacra (sino ad oggi sconosciuti al pubblico) che, dopo accurate indagini diagnostiche e relativi restauri, riemergono dai depositi del museo del duomo per essere visitati, ogni mercoledì e venerdì dalle ore 9.00 alle 13.00, in tutto il loro fascino sino ad oggi sconosciuto a gran parte del pubblico. Sono ventisei le opere a carattere religioso che costituiscono l’ingente collezione della nobile famiglia Ruggi d’Aragona donata alla cattedrale salernitana dal suo ultimo erede, il generoso marchese Giovanni. La preziosa quadreria denuncia una storia museografica più che travagliata: la donazione del nobile all’Arcivescovado risale al Luglio 1870. Nel 1929 la raccolta viene poi ricordata in uno scritto come giacente nella sacrestia del Duomo salernitano e comprovata dalla presenza di ventotto tele dipinte. Nei successivi anni ’30, in occasione dei rifacimenti e restauri del complesso della cattedrale, i dipinti furono da lì rimossi, per essere integrati nella ex sede del museo annessa al Duomo, e trasferiti successivamente nel nascente Museo Diocesano, sino a formare il primo nucleo della pinacoteca. Dopo essere stati nuovamente archiviati nei depositi, la storiografia, il pubblico, e problematiche varie esiliarono nel dimenticatoio comune l’intera raccolta pittorica. Oggi le opere ritornano ad essere esposte nella nuova veste che le vede reintegrate e rimesse in efficienza grazie alle progressive fasi di restauro a cui sono state sottoposte. La maggior parte delle tele in mostra, sono il frutto di una particolare parentesi del Seicento napoletano accorpata a motivi di matrice barocca. Tematiche religiose, abbracciano storie bibliche e sapori di religiosità di particolare fascino sotto il pennello delle figure artistiche più eccellenti dell’epoca. Si ricordano tra questi Luca Giordano, Giuseppe Ribera, Filippo Vitale, Andrea e Nicola Vaccaro. Un’imperdibile proposta di lettura, un passaggio obbligato per chi ama la storia dell’arte da riscoprire, prima che siano nuovamente richiuse le oscure porte del deposito museale.

NB: La visita alla Collezione Ruggi d’Aragona potrà essere effettuata nei gg. mer. e ven. nel consueto orario di apertura del museo, solo previa prenotazione obbligatoria: tel. prenotazioni 0892758220

Titolo mostra: La Collezione Ruggi d'Aragona: dal restauro all'esposizione
Sede: Museo Diocesano “S. Matteo”, Salerno
Orario: 9.00 - 13.00
Costo del biglietto: gratuito
Telefono: 089239126
Fax: 0892753328

giovedì 28 ottobre 2010

Premio Enogea 2010

Comunicato stampa

Sono aperte le iscrizioni alla II edizione del “Premio Enogea”, concorso di pittura sul tema “I colori del vino”, organizzato dall’Associazione ORME, con il sostegno del Comune di Barile e in collaborazione con la Pro Loco di Barile. Il concorso è rivolto ad artisti di qualsiasi età, affermati o emergenti, italiani e stranieri, studenti e non, che potranno partecipare con opere di pittura realizzate con tecnica libera su qualsiasi tipo di supporto. La mostra temporanea legata al premio si svolgerà a Barile (PZ), presso Palazzo Frusci, dall’8 al 12 dicembre 2010, al termine della quale una commissione qualificata, costituita da esperti d’arte, critici e operatori del settore, selezionerà le tre migliori opere tra tutte quelle in concorso.
Il “Premio Enogea” si propone di promuovere il vino Aglianico come prodotto d’eccellenza del Vulture e al contempo le peculiarità paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche dello stesso territorio. Scopo del concorso è, altresì, di mettere in competizione tra loro artisti provenienti da tutta Italia, dando ad essi la possibilità di esprimere il proprio talento creativo e di far conoscere la propria arte pittorica, prendendo ispirazione proprio dal vino.
Il tema del concorso è incentrato quest’anno su una delle caratteristiche principali del vino: il colore; in riferimento alle varie tonalità del prodotto, ma anche ai diversi colori dell’uva, materia prima del vino, e alle calde gradazioni che contraddistinguono le vigne nel periodo autunnale. Il termine ultimo per la presentazione delle domande di iscrizione è fissato per il giorno 30 novembre 2010. In palio un montepremi di 2.200 euro, di cui 1.000,00 andranno all'autore dell'opera prima classificata, 700,00 al secondo classificato e 500,00 al terzo. Un riconoscimento speciale verrà decretato dalla redazione della rivista specialistica “In Arte”, che dedicherà la propria copertina all’opera selezionata e recensirà l’autore della stessa all’interno del magazine.
La prima edizione del “Premio Enogea” si è svolta a Ginestra (Pz) nell’ottobre del 2009, con un ottimo successo di presenze artistiche, grazie alla partecipazione di circa ottanta concorrenti provenienti da tutta Italia, e un enorme interesse da parte del pubblico, richiamato dall’originalità dell’evento e dalle bellezze del luogo ospitante la manifestazione. L’edizione di quest’anno vuole proporsi ancora di più come occasione di promozione del Vulture e del vino Aglianico in tutta Italia, a chiusura di un autunno caratterizzato da numerosi eventi legati all’identità culturale, naturale e storica del territorio.
È possibile trovare tutte le informazioni relative al “Premio Enogea” e scaricare il bando di partecipazione e il modulo d’iscrizione sul sito dell’Associazione ORME all’indirizzo associazioneorme.wordpress.com.

Titolo concorso: Premio Enogea - II edizione
Tema: I colori del vino
Sede: Barile (PZ), Palazzo Frusci
Periodo: dall’8 al 12 dicembre 2010
Inaugurazione: mercoledì 8 dicembre 2010, ore 19.00
Premiazione: domenica 12 dicembre 2010, ore 18.00

mercoledì 27 ottobre 2010

Benvenuti al Sud

di Angela Delle Donne

Remake fedele di Giù al nord, Benvenuti al sud è un film di Luca Miniero che riproduce brillantemente la produzione francese con una tipicità tutta italiana. Il cast è costellato di personalità spumeggianti: Claudio Bisio è il direttore lombardo ed abitudinario delle poste costretto ad andare in Campania per due anni per via di un inganno fatto sul posto di lavoro; Alessandro Siani è il dipendente delle poste di Castellabate pronto ad accoglierlo e sostenerlo in questo nuovo percorso.
Bisio lascia nella Brianza il figlio e la moglie interpretata da Angela Finocchiaro, nella veste di una donna ambiziosa ed arrivista che vuole tutti i consti vivere all’ombra della Madunina ma che saprà apprezzare la costa cilentana. Così ecco ribaltato specularmente il pregiudizio francese: se il protagonista oltralpe andava dal sud al nord, il nostro Bisio fa il percorso inverso.
Commedia brillante, Giù al nord, non lascia nulla al caso: ogni battuta è ben scandita e raccordata alla successiva. I personaggi si delineano in modo armonioso e corale, però sempre pronti ad emergere nel momento giusto con le proprie peculiarità talvolta stereotipate. Ed è proprio sugli stereotipi e sui luoghi comuni che il film gioca, sia del sud che del nord, ma allo stesso tempo riesce a smantellarli in modo tale da poterli guardare con più oggettività. Il canovaccio dell’opera buffa si ripresenta a più riprese nei giochi dei fraintendimenti, delle ambiguità ingenue, dei personaggi caricatura che sostengono la narrazione.

La Biennale di Lecce premia Donato Linzalata

Comunicato stampa

Si conclude oggi, 26 ottobre, La Prima Biennale d’Arte Internazionale “Città di Lecce”, che ha visto la nutrita partecipazione di pittori, scultori e grafici, provenienti da tutto il mondo. Tra i dieci premiati lo scultore lucano Donato Linzalata, insignito del premio della critica,(inserimento con 3 pagine a colori nel Catalogo d’Arte “Avanguardie Artistiche 2011”), per la sua opera “ Divinità preistorica 1976”, in legno del Paradiso patinato, un totem, dove le figure abbarbicate all’albero, sembrano librarsi nel cielo. Lo scultore Donato Linzalata, è stato definito “artista del mito” tale definizione scaturisce dalla suggestione delle sue sculture, sia esse in legno, materiale predominante, sia in ferro, sia in marmo o in cotto atte a stupire, a meravigliare. Egli attinge dalle sue radici etno-antropologiche, che hanno origine nell’aspra terra lucana ed hanno per icona la verticalità dell’albero e come materiale il legno, essenziale nell’arcaico, diffuso nell’antico e marginale nel moderno, trattato nella scultura totemica con uno stile sintetico e ancestrale. Nella sua opera è come se avesse voluto “pietrificare la società arcaica, raccontare la società pastorale e guerriera che sta a monte della normalizzazione magno greca”. L’organizzazione della manifestazione è stata curata dall’Associazione Culturale LiberArt, con la Collaborazione della Galleria Stomeo Art di Martano (Lecce), e l’Associazione Artistica Il Tempio di Palermo ed il conservatorio Tito Schipa di Lecce. La giuria selezionatrice sotto la presidenza del critico Paolo Levi era costituita da Anna Francesco Biondolillo, Critico d’Arte – Presidente dell’Ass. “Il Tempio” di Palermo, da Pompea Vergaro, Giornalista e Critico d’Arte, da Maria Stomeo ,Gallerista, da Donato Chiaritati, Presidente Associazione Culturale “LiberArt”, da Vincenzo Abati, Critico d’Arte. Lo scopo della Prima Biennale di Lecce è stato quello di costruire un terreno di scambio di esperienze tra gli artisti e far sì che la città di Lecce assumesse un ruolo di rilievo nelle proposte artistiche di questi ultimi anni.

Franca Amendola

giovedì 21 ottobre 2010

Le Stelle del Circo

Comunicato stampa

Sara Di Costanzo è una giovane artista salernitana che dopo essersi diplomata all’accademia di Belle arti di Frosinone nel 2005 inizia la sua brillante carriera artistica superando la selezione per il concorso”Aqua artis “ tenutosi a Kioto in Giappone . E’ tra i vincitori del V concorso”Gaetano Morgese” per le Accademie d’arte italiane e annovera nel suo curriculum diverse mostre in varie città italiane. Luigi Dello Russo scrive di lei: “Tra le connotazioni dell'arte contemporanea quella più dominante è l'interferenza di contenuti, linguaggi e stili, cioè a dire di culture diverse nel tempo e nello spazio. Ci sono film che per velocità delle immagini sembrano video e viceversa video che hanno ritmi di un film tradizionale. Altrettanto dicasi degli interferenti campi visivi: pittura e diagnostica scientifica, composizioni plastiche e design, scultura ed installazioni oggettuali.
Nel caso specifico di Sara Di Costanzo la commistione è tra pittura e fotografia. Quest'ultima non solo è riconosciuta – ormai – come arte autonoma, ma invade anche il tradizionale campo del visivo pittorico. Così è nelle opere dell'artista per le inquadrature ravvicinate o angolate, per lo sguardo prospettico dall'alto o dal basso, con zoomate di particolari significanti. Gli schemi iconici però contrastano con la ricchezza della materia cromatica: i rosa confetto, i verdi acquamarina e i celesti elettronici s'impongono in dissonanza con i tradizionali ocra e terre della grande tradizione italiana da Giotto agli artisti degli anni trenta del secolo scorso: l'insieme viene dinamicizzato da schegge triangolari rosse come linee-forza futuriste.
La tematica, apparentemente discontinua, oscilla tra figure umane di acrobati e giocolieri di circo, metafora felliniana degli uomini nel vissuto della società , a mondi immaginari popolati di sfere e stelle. In entrambe c'è un quid di metafisico: una visione silenziosa ed uno sguardo attonito di interrogazione ed impossibile risposta sulla vita dell'umanità e dell'universo”.

Titolo mostra: Sara Di Costanzo. Le Stelle del Circo
Sede: Galleria ADSUM artecontemporanea
Palazzo della Meridiana, via Marconi 3/5, Terlizzi
Periodo: dal 30 ottobre al 13 novembre 2010
Inaugurazione: sabato 30 ottobre ore 19.00
Art director: Maria Bonaduce e Giovanni Morgese
Critico e storico dell’arte: Luigi Dello Russo
Grafico design: Raffaele Porfilio
Segreteria organizzativa : Annamaria De Scisciolo
Ufficio stampa: Nicolò Ceci

La pecora nera

di Angela Delle Donne

La pecora nera è film drammatico e silente sulla realtà della demenza e del mondo delle relazioni che intessono coloro che sono affetti da problemi mentali. Il film è di Ascanio Celestini ed è con Ascanio Celestini che interpreta il personaggio principale, che da bambino viene introdotto al mondo del manicomio e che presto diverrà la sua residenza stabile. Spalla magistrale del protagonista è il personaggio interpretato da Giorgio Tirabassi, noto ai più per aver interpretato un poliziotto di commissariato, ma qui regala alla platea un profondo alterego al personaggio di Celestini, così il nome Nicola, sembra passare dall’uno all’altro senza sapere in realtà a chi appartenga. La trama non esce inedita nelle sale cinematografiche, poiché Celestini ha già realizzato una rappresentazione teatrale e una redazione letteraria, dando una completezza ed uno sguardo a trecentosessanta gradi nel spettro delle produzioni artistiche. Così questo assolo nasce da un’indagine condotta negli ospedali psichiatrici, le cui mura conoscono le storie e le vicissitudini di individui alienati ed alienati da se stessi, che in Nicola – il protagonista – trovano voce corale e completa. È più facile trarre conclusioni affrettate e proporre luoghi comuni, che portare in scena la profonda solitudine di individui che hanno difficoltà a relazionarsi con gli altri e che intimamente hanno difficoltà ad ascoltare i propri stati d’animo che emergono a sprazzi, spesso sedati da farmaci o da auto convincimenti. L’autore non ci risparmia nulla poiché è un mondo fatto anche di tanta pochezza, di tanta povertà, di tanta paura verso se stessi e verso l’altro.

martedì 19 ottobre 2010

In forma d'acqua

Comunicato stampa

Sabato 23 ottobre alle ore 11.30 verrà presentata, presso il Museo Archeologico Nazionale "Domenico Ridola", la mostra gioco "In forma d'acqua" realizzata da Arianna Sedioli e Luigi Berardi dell'Artesonora per bambini di Ravenna. E' uno degli eventi previsti dal Progetto Nati per la musica finanziato dalla Regione Basilicata e realizzato su iniziativa del Dipartimento Donna, Maternità ed Infanzia, della ASM diretto dal Dr. P.Silvio Anastasio
La mostra ( ingresso gratuito ) rimarrà aperta fino al 20 novembre e potrà essere visitata, previa prenotazione, dalle ore 16.30 alle ore 18.30, dal martedì al sabato. E' indirizzata particolarmente ai bambini dai tre agli otto anni accompagnati dai genitori e a madri e padri in attesa Sono previste visite guidate per le scuole, sempre con bambini dai tre agli otto anni, che si svolgeranno invece dalle ore 9.00 alle ore 12.00 dal martedì al sabato e potranno essere prenotate telefonando ai seguenti numeri : 0835/253178-329/5832787.
La mostra racconta, attraverso suggestive installazioni interattive, la sonorità della natura. Le voci della pioggia e del mare avvolgono il corpo dei piccoli visitatori e ricreano un bagno sonoro ricollegabile alle esperienze tattili - uditive intrauterine. Una delle sculture sprigiona il ticchettio della pioggia che si trasforma in uno scroscio dirompente. I colori sonori dell'acqua e dell'aria si mescolano quando la nuvola vibra emettendo l'oscurità del tuono ed il vortice del vento. Poi tutto tace e dal silenzio emergono le melodie gorgheggianti degli uccelli. Da una conchiglia si può ascoltare il rumore del mare, mentre alcune onde e barche le fanno eco.
Le sculture messe in movimento dai bambini creano un turbinio di sonorità acquose. Una macroscopica scultura riproduce la forma naturale di una conchiglia. Bambini ed adulti entrano nel suo magico grembo e ascoltano con il corpo il massaggio ritmico del mare. Le pareti legnose avvolgono il corpo dei visitatori e diventano cassa di risonanza di emozioni e stupori.
"I bambini - fa sapere la dr.ssa Rosangela Locilento della segreteria del Dipartimento donna, maternità e infanzia - verranno accompagnati dagli animatori e potranno giocare con le opere inventando suoni, gesti, musiche e silenzi."

Titolo mostra gioco: In forma d'acqua
Sede: Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola, Matera
Periodo: 23 ottobre-20 novembre 2010

lunedì 18 ottobre 2010

Magnificentia in cavea

Comunicato stampa

Il progetto del MIBAC “Ottobre piovono libri. I luoghi della lettura” va imponendosi anno dopo anno, non soltanto come appuntamento di straordinaria vitalità, ma soprattutto di pungolo a ricercare fonti di interesse sempre più diversificate. Ed è in linea con questa esigenza che, nella programmazione delle manifestazioni promosse dal “Gruppo Anonimo ‘74”, venerdì 5 novembre alle ore 18.00, i riflettori saranno puntati sul libro dei libri, la “Divina Commedia” di Dante Alighieri, vista da due maestri dell’arte pugliese: Nicola Andreace di Massafra e Vincenzo De Filippis di Grottaglie.
Innumerevoli sono stati attraverso i secoli gl’illustratori delle opere di Dante, in primis, appunto, la Divina Commedia, i cui versi prendono in esame le tensioni, le passioni, i risvolti affettivi e sociali della condizione umana. Andreace, nelle sue opere in mostra, realizzate nel 1983 e ’84, con una tavolozza che attinge alla sua lunga esperienza sia nel campo della pittura sia nel campo della grafica, componendo un affresco a tinte forti, dal taglio espressionistico, fa emergere la concezione virile che Dante ebbe della vita, la sua estrema severità verso chi visse senza coscienza della dignità umana, la sua ammirazione per i maestri che gli avevano insegnato come divenire eterni, malgrado le avversità, la sua constatazione del desiderio naturale degli uomini a “seguire virtute e conoscenza”. Andreace nelle sue opere in esposizione, in una modalità contemporanea, facendo un uso dinamico dello spazio e del colore, con improvvisi guizzi dell’immaginario, attraverso suggestioni, impulsi e culture, riannodando il rapporto interrotto con il tempo, trasmette il misticismo della Divina Commedia, afferma l’imprevedibilità della vita e l’eternità della poesia e dell’arte, patrimonio della società.
Vincenzo De Filippis intrattiene il suo colloquio con l’episodio più “gettonato”, quello di Paolo e Francesca (Inf. V) modellando la terracotta in una visione dalle linee morbide, mettendo in luce tutta la forza poetica ed estetica, ivi racchiusa. Con la sua opera, jntroducendoci in un’epoca, che richiede silenzio, raccontandoci l’episodio di amore e morte, l’artista con rigore plastico, valendosi della sua esperienza artistica, dà fisicità, nuova vita e nuovi significati ad un universo complesso, che indaga il tempo, il luogo, la passione dei due amanti, la pietà di Dante.
La serata sarà arricchita dagli interventi di Alberto Altamura, docente di latino e greco nei licei statali ed attualmente dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico Statale “E. Amaldi” di Massafra, il quale intratterrà il pubblico sugli aspetti letterari, umanistici e filosofici della Divina Commedia; Aldo Galeano, responsabile del “Gruppo Anonimo ’74” di Monteiasi, promotore dell’evento, che reciterà brani scelti dalle tre Cantiche, mentre Angelo Lippo, critico d’arte e poeta, centrerà la sua relazione su “Dante nelle arti figurative” con particolare riferimento al contemporaneo.
Un appuntamento che sicuramente attirerà i tanti studiosi ed amatori del sommo poeta, che, grazie anche alle Letture dantesche che si tengono in molte città d’Italia, continuano a tenerne sempre viva la memoria, ma anche a stimolare la ricerca per nuovi e più intriganti approfondimenti.
Nicola Andreace ha documentato l’evento con un suo Manifesto, a cui ha aggiunto la seguente nota esplicativa: “Pagine scritte che svelano la memoria e pagine da scrivere veleggiano nelle acque della Cultura e lasciano le tracce nella storia dell’umanità.”

Evento: “Magnificentia in cavea” per il sommo Dante
La pittura di Andreace, la scultura di De Filippis
Luogo: ex Casa Comunale, Monteiasi (TA)
Data: venerdì, 5 novembre 2010, ore 18.00
Interventi: Alberto Altamura / Aldo Galeano / Angelo Lippo
Promotori Gruppo Anonimo ’74 - Monteiasi (TA)
Galleria e Centro Documentazione “Segmenti d’Arte” Massafra

Immagine: Nicola Andreace, Purgatorio, canto XXXII, Il Carro con le 7 fiere, 1983, tecnica mista su tela, cm. 50x70

venerdì 15 ottobre 2010

Giuseppe Modica. Guardare oltre

Comunicato stampa

Una significativa mostra personale, di circa 20 dipinti ad olio e ad acquarello, realizzati tra il 2005 ed il 2010, per evidenziare l’indagine pittorica del maestro Giuseppe Modica: personalità di rilievo della pittura italiana ed artefice delle più belle visioni mediterranee prodotte dalla cultura figurativa del nostro Paese. Sarà questo l’obiettivo di “Guardare oltre” esposizione organizzata da Forlenza Studio d’Arte di Teramo, a cura della dott.ssa Maria Cristina Ricciardi, che si inaugurerà alle ore 18:00 del prossimo 30 ottobre e che resterà aperta al pubblico fino al 25 novembre 2010 (lunedì: 17.30-19.00; dal martedì al sabato: 10.00-12.30 / 17.30-19.30; domenica: chiuso).
Soddisfatto per il grande successo ottenuto in recenti ed importanti personali (Convento del Carmine a Marsala, Museo Nazionale di Palazzo Venezia a Roma, Galleria Civica di Palazzo Loffredo a Potenza ecc.), l’artista siciliano di adozione romana tornerà nel capoluogo abruzzese a quattro anni di distanza dalla sua precedente mostra intitolata “Una stanza in mezzo al mare”.
«Le opere presentate al pubblico testimoniano la capacità di mediazione tra l’uomo e il mondo, che quest’artista ha sempre saputo affidare alla propria pittura. Proprio perché “immagine del reale”, infatti, i suoi dipinti assumono un profondo valore conoscitivo, materializzando sulla tela il mistero che è dentro le cose della vita e che sembra poter essere svelato solo dall’occhio del pittore-poeta. All’iconografia di Modica va, dunque, il merito di stabilire un linguaggio in grado di parlare “oltre il visibile”. Il titolo della mostra, Guardare oltre, nasce proprio dal desiderio di riscattare dalla nebulosità quello spazio esistente tra l’apparire e l’essere, che ha sempre affascinato il pensiero dell’artista» afferma la dott.ssa Maria Cristina Ricciardi.
«Modica – sostiene la curatrice della mostra – non è solo un pittore, perché è pittore nella misura stessa in cui è pensatore e poeta. Grazie alla pratica dell’arte (vocazionale, quotidiana e sentita), alla peculiare sensibilità che lo accompagna e all’alta qualità della sua pittura, egli ci fa comprendere il mistero di questa “zona franca” a metà tra visibile ed invisibile e ci permette di sperimentare la nostra emozione che, grazie al suo lavoro, viene fuori dalla percezione di qualcosa che va di là dalla rappresentazione stessa. In tal senso, le raffigurazioni di Modica consentono di vedere ben oltre ciò che si guarda e rispetto a quanto lui stesso ha percepito con i propri occhi. Si comprende che, in questo tipo di comunicazione visiva, quello che diviene veramente importante è soprattutto il trasmettere la medesima intuizione scandagliata dall’artista a coloro che guardano il quadro. E questo può compiersi solo attraverso la complessa costruzione dell’immagine pittorica. Un’immagine la cui qualità ed il cui esito comunicativo risultano direttamente proporzionali alla profondità della visione del pittore ed alla consapevolezza tecnica della sua mano. Solo così il veduto ed il vedente diventano un’unica cosa: “l’immagine dipinta”, straordinaria porta di accesso ad una più grande comprensione della vita e delle sue contraddizioni, luogo di congiunzione tra l’irrazionalità della visione e la razionalità necessaria a “rappresentare”. È vero che tutti noi disponiamo di fantasia e di immaginazione, ma bisogna essere veri artisti e veri poeti per compiere questo miracolo: la magia di accrescere la sfera delle capacità conoscitive e di aprire la nostra soggettività ad una più ampia dimensione ontologica».

Titolo: Giuseppe Modica. Guardare oltre
Sede: Forlenza Studio d’Arte, Via Porta Carrese n. 28 - Teramo
Periodo: dal 30 ottobre al 25 novembre 2010
Inaugurazione: sabato 30 ottobre 2010, ore 18:00
A cura di: Maria Cristina Ricciardi
Orario: lunedì: 17.30-19.00; dal martedì al sabato: 10.00-12.30 / 17.30-19.30; domenica: chiuso

Immagine: Giuseppe Modica, Casa di Lorenzo. Gibellina, 2010, olio su tavola, cm. 100x140

giovedì 14 ottobre 2010

I Due Imperi. L'Aquila e il Dragone

Comunicato stampa

Risultato della cooperazione pluriennale tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana e lo State Administration for Cultural Heritage della Repubblica Popolare Cinese, arriva a Roma, dopo la tappa milanese a Palazzo Reale, la mostra I due imperi. L’aquila e il dragone e apre l’Anno della Cina in Italia.
Il progetto rappresenta un tassello importante di una positiva collaborazione tra le due Amministrazioni che sarà ulteriormente enfatizzata dalla firma di un nuovo MoU sul partenariato per la promozione del Patrimonio Culturale, in occasione della visita del Primo Ministro Wen Jabao per le celebrazioni di apertura dell’Anno Culturale della Cina1 il 7 ottobre. Il nuovo accordo prevede l’istituzione di un partenariato pluriennale attraverso un rapporto strutturato, che darà un forte impulso allo scambio di mostre e collezioni museali, all’organizzazione e coproduzione di progetti espositivi. Aspetto nodale della collaborazione sarà la partecipazione attiva del MiBAC al progetto di musealizzazione del nuovo Museo Nazionale della Cina di Piazza Tien nan men, che dopo un lungo ed importante intervento di restauro riaprirà i battenti la prossima primavera (192.000 mq espositivi – uno dei più grandi musei al mondo). Una collaborazione esclusiva che prevede la realizzazione di un museo statale della cultura italiana - una vetrina delle civiltà e delle testimonianze storico artistiche che si sono sviluppate nel territorio della penisola italiana. Allo stesso modo, in spirito di reciprocità, l’Italia offrirà un prestigioso spazio espositivo nelle Sale Monumentali del Palazzo di Venezia, al fine di ospitare un museo statale della cultura cinese. È questa la prima volta in cui i due più importanti imperi della storia - quello romano e le dinastie cinesi Qin e Han nel periodo che va dal II secolo a.C. al IV secolo d.C. - vengono messi a confronto.
La Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma accoglie un’anteprima dell’esposizione nella Curia Iulia, situata nel cuore della vita politica, commerciale e sociale dell’impero: il Foro romano. La Soprintendenza per il patrimonio Storico-Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma inaugurerà a Palazzo Venezia una più ampia sezione della mostra a partire da novembre. Oltre 450 capolavori italiani e cinesi ricostruiscono le tappe e i momenti salienti del sorgere e dello sviluppo dei due imperi mettendo in luce aspetti della vita quotidiana, della società, del culto e dell’economia.
Intanto, dall’8 ottobre 2010 al 9 gennaio 2011 l’imponente sede del senato romano, che ancora conserva un prezioso pavimento in marmi colorati e gradini in pavonazzetto e giallo antico su cui poggiavano i seggi dei senatori, presenta un’insieme di opere che mettono a fuoco il concetto di impero in entrambe le civiltà.
È nel 211 a.C. che, dopo lotte secolari, lo stato di Qin prevale sugli altri e la Cina viene unificata territorialmente e amministrativamente. È, invece, la successiva dinastia Han (206 a.C. – 220 d.C.) a definire la nozione di civiltà cinese e di impero. L’ideale Qin-Han ha avuto la forza di definire la figura dell’imperatore non solo come capo supremo, ma anche come incarnazione del sistema politico: lo stato si identificava con l’imperatore e i suoi funzionari. In mostra le statue di ufficiali in terracotta trovate nelle fosse di accompagnamento delle tombe dell’imperatore restituiscono un mondo in miniatura, fedele a quello terreno da cui si evince la forza simbolica dell’imperatore stesso. Mentre in Cina si affermavano le dinastie Qin-Han, in Europa cominciava a emergere la civiltà romana.
È solo nel 27 a.C., con il conferimento a Ottaviano del titolo di “Augusto”, che a Roma nasce l’impero. Negli anni successivi si estenderà su tre continenti e per circa due secoli ne conserva la supremazia. È il lungo periodo conosciuto come Pax romana, acme dello sviluppo della civiltà occidentale. Nell’esposizione della Curia una statua loricata di principe giulio-claudio, aquile che sono proprie della decorazione della Curia, così come i plutei che raccontano episodi del principato di Traiano, di cui è in mostra il busto insieme a quello di Caracalla, ripercorrono la storia dell’impero romano.
La rassegna ha già raccolto ampi consensi nella prima tappa a Pechino, al Beijing World Art Museum (29 luglio - 4 ottobre 2009), in occasione delle celebrazioni per il 60° Anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese e successivamente a Luoyang, al Luoyang Museum (29 ottobre 2009 - 15 gennaio 2010). 50 i musei coinvolti, la mostra è curata per l’Italia dal Professor Stefano De Caro, Direttore Generale per le Antichità del MiBAC, per la Cina dal Professor Xu Pingfang (Responsabile dell’Istituto di ricerca e archeologica dell’Accademia Cinese di Studi sociali, Direttore della Società Cinese di Archeologia, capo editore del Yanjing Xuebao). Trentasei sono i musei prestatori in Cina con opere provenienti dalle province dello Shaanxi, (sede della Capitale dell’Impero Chang’an), dello Henan, Hebei, Jiangsu, Liaoning, Hunan, Guandong, Guanxi e dal Gansu, che concedono prestiti eccezionali, alcuni dei quali mai usciti prima dal territorio cinese. Per la parte italiana, sono stati coinvolti i più importanti siti e musei archeologici nazionali.
I guerrieri di terracotta, una veste funeraria di giada, un sarcofago laccato con preziosi intarsi di giada, il pregiato stendardo in seta dipinta e il corredo funerario di Mawangdui, con lacche e bronzi, affreschi di epoca Han, modelli di case, utensili in bronzo e oro, testimoni di un florido impero cinese, saranno affiancati ad altrettanto maestosi gruppi statuari in marmo, affreschi, mosaici, utensili in argento, altari funebri appartenenti alla tradizione dell’impero romano.

Titolo: I Due Imperi. L'Aquila e il Dragone
Durata: fino al 9 gennaio 2011
Sede: Roma, Curia Iulia (Foro Romano)
Orario: 8.30 - 18.30 fino al 24 ottobre; dal 25 ottobre 8.30 - 16.30
Costo del biglietto: 12.00 euro (lo stesso biglietto consente l'accesso al Colosseo, al Palatino e al Foro Romano); riduzioni: 7,50 euro; per informazioni 0639967700

Cloud Painting

Comunicato stampa

L’enigma della materia e il suo divenire “arte” è al centro degli studi artistici di Achille De Tommaso, affermato imprenditore europeo ed apprezzato artista italiano, che dal 31 ottobre esporrà i suoi originali dipinti alla Galleria “Immagini Spazio Arte” di Cremona.
Le sue opere pittoriche traducono in suggestioni cromatiche e in ancestrali itinerari materici l’antico dialogo tra Scienza e Arte, a lungo dibattuto a livello internazionale, che ora diviene fulcro tematico del percorso espositivo.
Nell’ambito della ricerca artistica Achille De Tommaso predilige conciliare la natura con il progresso dell’uomo, dunque sviluppa una propria visione dell’evoluzione umana sulla base di una fiera fusione tra materia e colore. In questo scenario teorico e creativo, la ratio è condotta ad un confronto diretto con la sfera emozionale dell’arte, un aspetto che il fruitore coglie pienamente osservando le opere dell’artista milanese.
Nel medesimo periodo della mostra di Cremona, dal 30 ottobre al 13 novembre due opere di De Tommaso saranno esposte anche a Torino nella seconda sala del Salotto dell’Arte per la quarta rassegna collettiva “Sentimental Eros”.

Achille De Tommaso. Cloud Painting
Dal 31 ottobre al 13 novembre 2010
Orari di apertura: sabato ore 10,30-19,30;
martedì-venerdì e domenica 16,30-19,30;
lunedì chiuso.
Ingresso libero
Presso: Galleria “Immagini-Spazio Arte” di Cremona

mercoledì 13 ottobre 2010

La porta della felicità

Comunicato stampa

Nell’ambito della ricca programmazione annuale di festival, eventi, mostre, legati alla moda, al gusto e all’arte, con un occhio particolare alla didattica museale e alle iniziative per i ragazzi, i Musei Mazzucchelli di Brescia, gestiti dalla Fondazione Giacomini Meo Fiorot, presentano una nuova importante manifestazione culturale dedicata all’editoria per ragazzi.
Nei suggestivi spazi settecenteschi dei Musei Mazzucchelli e nell’edificio storico della PInAC - Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva “Aldo Cibaldi”, un’intera settimana è dedicata alla promozione della letteratura per l’infanzia con la Prima Edizione del Festival del libro per ragazzi “La porta della felicità”.
Il titolo documenta la continuità ideale con l’omonima mostra curata nel 2003 da Carmen Meo Fiorot, esperta di creatività infantile, presso i Musei Mazzucchelli, dedicata all’espressione figurativa dei bambini, con una selezione di opere proveniente da diversi Paesi.
Dall’8 al 14 novembre, un fitto calendario di appuntamenti attende famiglie, ragazzi, scuole e i visitatori di ogni età che potranno immergersi nel mondo delle fiabe, delle illustrazioni e dei racconti attraverso mostre, convegni, incontri d’autore, laboratori narrativi e creativi, alla scoperta dell’affascinante mondo dei libro illustrato.
L’iniziativa, promossa dai Musei Mazzucchelli, dalla Direzione Didattica di Manerba del Garda e dalla PInAC di Rezzato - Pinacoteca Internazionale dell’Età Evolutiva “Aldo Cibaldi”, vanta il contributo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e della Provincia di Brescia, Assessorato alla Pubblica Istruzione, il patrocinio della Regione Lombardia - Assessorato alla Cultura, della Provincia di Brescia - Assessorato alla cultura, dell’URS, Ufficio scolastico Regionale della Lombardia, che patrocina il programma di convegni in seno alla manifestazione, e del Comune di Mazzano, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Brescia Est.

“La porta della felicità” è un evento letterario, artistico ed educativo che intende offrire un programma vario e articolato. Una proposta che vuole essere motivo di crescita culturale e allo stesso tempo occasione di divertimento per grandi e piccoli.

LA PORTA DELLA FELICITÀ 2010
FESTIVAL DEL LIBRO PER RAGAZZI
I edizione
Brescia, Musei Mazzucchelli - PInAC
8 - 14 novembre 2010
Eventi in programma:
ESPOSIZIONE BIBLIOGRAFICA SPECIALIZZATA
LABORATORI NARRATIVI E CREATIVI
MOSTRE E VIDEO
CONVEGNI

lunedì 11 ottobre 2010

Le Mappe Celesti e Terrestri

Comunicato stampa

La pittura incontra la scultura, l’oro si fonde con le pietre più belle e gli smalti più intensi, in un affascinante viaggio artistico tra cielo e terra. Un itinerario di “pittosculture” - originali tavole dove dal colore degli smalti e dell’oro si alzano sculture di pietre preziose - che l’artista Rossella Faraone proporrà con la mostra “Le Mappe Celesti e Terrestri”, in esposizione dal 22 ottobre al 17 novembre prossimi presso la sala “Carino Gambacorta” della Banca di Teramo di Credito Cooperativo, in via Crucioli a Teramo. In questa prestigiosa location - dove negli ultimi anni per iniziativa dell’onorevole Antonio Tancredi, presidente della Banca di Teramo, si sono alternati eventi culturali dedicati a nomi del calibro di Pablo Picasso, Aligi Sassu, Gigino Falconi e molti altri - l’artista di Nereto (Te), affermata maestra d’arte e scultrice orafa con all’attivo numerose mostre in tutto il mondo, metterà in vetrina per la prima volta ben trenta opere che rappresentano un’evoluzione del suo percorso personale, fatto di creatività, passione, conoscenza dei materiali, gusto estetico.
Le “pittosculture” in mostra sono state realizzate da Rossella Faraone a partire dal 2005 e, finora, sono rimaste in esposizione presso il suo atelier a Nereto, a disposizione di amici, conoscenti e appassionati delle sue sculture d’oro. Con questo grande evento teramano, l’artista intende ora portare all’attenzione del grande pubblico una forma espressiva assolutamente innovativa, che ha già avuto modo di convincere un critico d’arte del calibro di Gérard-Georges Lemaire: è suo, infatti, il testo critico del catalogo, nel quale, tra le altre cose, afferma “Dipingere con delle pietre, come in altri tempi si dipingeva con l’oro, per realizzare le superbe pale che hanno ornato gli altari dell’Europa del Rinascimento e dell’età barocca, dipingere delle pietre grezze o lavorate e con dell’oro è ciò che fa l’originalità di Rossella Faraone”. Gli fa da eco anche il presidente della Fondazione Michetti, Vincenzo Centorame, che nella presentazione del volume scrive che “le opere della Faraone sarebbero da interpretare anche alla luce di quella mistica delle pietre preziose di cui parla Paul Claudel, il quale invita ad osservare le cose belle della terra pensando a quelle del cielo”.
E infatti, il filo conduttore dell’esposizione è proprio questo profondo legame tra il finito e l’infinito, da sempre al centro della riflessione di Rossella Faraone. Spiega infatti l’artista a proposito del messaggio che vuole trasmettere con questa mostra: “Vorrei che l’umanità prendesse coscienza della meraviglia che ci circonda, di quanto l’uomo sia straordinario, che l’uomo si sintonizzasse con se stesso e con gli altri, con la natura e con tutto ciò che lo circonda, soprattutto che imparasse ad essere empatico, l’empatia penso sia la chiave per risolvere tutti i problemi, focalizzare il mondo interiore di chi ti sta di fronte, questa è la costante della mia vita. Esplorare se stessi e gli altri. Auspico che il pubblico senta quello che sento io per le mie opere, Lemaire ha colto il misticismo che si cela dietro le mie creature e la sfida che c’è in esse. I misteri nascosti nell’inconscio, c’è un fuoco che cresce nella mia anima, c’è un fuoco che anima la mia anima. Credo che le mie opere bisogna sentirle, ascoltarle, così si animano dentro di noi, nel nostro spirito”.
Il vernissage si terrà venerdì 22 ottobre alle ore 18.00 presso la Banca di Teramo in via Crucioli n. 3. Interverranno, oltre a Rossella Faraone, Gérard-Georges Lemaire, Vincenzo Centorame, Antonio Tancredi. La mostra rimarrà aperta dal martedì al sabato con orario 10.00-13.00 e 16.00-19.00. Ingresso gratuito. L’evento gode del patrocinio della Banca di Teramo Bcc, Regione Abruzzo, Provincia di Teramo e Comune di Teramo.

Titolo dell’evento: Le Mappe Celesti e Terrestri
Mostra personale di: Rossella Faraone
Testo critico: Gérard-Georges Lemaire
Opere in mostra: 30 pittosculture
Coordinamento generale: Giovanni Colletta
Sede esposizione: Banca di Teramo Bcc, via Crucioli n. 3, Teramo
Vernissage: venerdì 22 ottobre ore 18.00
Periodo espositivo: 22 ottobre-17 novembre 2010
Orari: dal martedì al sabato, 10.00-13.00 e 16.00-19.00
Catalogo: Di Paolo Edizioni
Fotografie: Gino Di Paolo
Ufficio stampa: Piergiorgio Greco

venerdì 8 ottobre 2010

La mostra è aperta. Artisti in dialogo con Harald Szeemann

Comunicato stampa

Proseguendo il percorso intrapreso lo scorso anno con la mostra Filiberto Menna. La linea analitica dell’arte contemporanea, la Fondazione Filiberto Menna – Centro Studi d’Arte Contemporanea propone, a cura di Stefania Zuliani, un inedito progetto dedicato ad Harald Szeemann, una delle voci più significative della critica d’arte del secolo scorso.
Un’esposizione – La mostra è aperta. Artisti in dialogo con Harald Szeemann ne è il titolo – una giornata di studi – Esposizioni. Lo spazio delle mostre nella critica contemporanea – attività e laboratori didattici che, assieme, nel prossimo mese di ottobre proporranno a Salerno una riflessione plurale su Szeemann, figura complessa di critico e curatore che nel corso della sua lunga attività ha contribuito a trasformare profondamente il significato della mostra, facendone un luogo aperto e di trasformazione.
Un lavoro teorico di straordinaria forza visionaria che la mostra e la giornata di studi, promossi dalla Fondazione Filiberto Menna con il sostegno del Comune di Salerno, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Salerno – Dipartimento di Beni culturali e il contributo della Provincia di Salerno, della Regione Campania e della Fondazione Carisal, riattraverseranno grazie all’intervento di sei artisti internazionali e di alcuni protagonisti della critica d’arte in Italia.
Tra i protagonisti della scena critica del secondo Novecento, Harald Szeemann nel corso della sua lunga attività, scandita da mostre e progetti indimenticabili – Quando le attitudini diventano forma (1969), la Documenta 5 a Kassel (1972), il lavoro infinito sul Museo delle ossessioni, le edizioni 1999 e 2001 della Biennale di Venezia… – ha posto le basi di un lavoro critico innovativo disegnando un percorso metodologico che ha saputo modificare gli statuti interni dell’esposizione facendone luogo critico e creativo per eccellenza.
La mostra è aperta. Artisti in dialogo con Harald Szeemann è un progetto espositivo, a cura di Stefania Zuliani, con cui, attraverso opere, per lo più site-specific, realizzate da sei protagonisti della scena espositiva internazionale – Mrdjan Bajic, Danilo Correale, Stanislao Di Giugno, mk, Perino & Vele, Carlotta Sennato –, la Fondazione Filiberto Menna intende disegnare un nuovo momento di riflessione su un pensiero, quello di Szeemann appunto, che ha fatto della mostra uno spazio privilegiato di confronto, un vivace crocevia di scambi disciplinari, occasione costante di ibridazione di codici ed esperienze. Un’opera d’arte totale, confluenza di linguaggi e, soprattutto, di arte e vita, che Szeemann ha pensato sempre in relazione con lo spazio, concreto e simbolico, dell’esposizione, suggerendo una modalità di lettura dell’esperienza artistica arrischiata, capace di accogliere in sé anche il fallimento. Un approccio coraggioso che merita di essere ripensato in un momento storico, il nostro, segnato dal moltiplicarsi impressionante delle mostre e delle biennali come pure dalla crescita, davvero globale, dei musei, cui però non sembra corrispondere l’azzardo di una differente, più coraggiosa interpretazione del ruolo dell’arte e della critica.
La mostra, interamente prodotta per l’occasione, si avvale del contributo curatoriale di Alessandro Demma, Maria Giovanna Mancini e Antonello Tolve, giovani critici d’arte impegnati in un percorso di ricerca nell’ambito del Dottorato in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica dell’Università degli Studi di Salern.
Muovendo dalla lezione complessa di Szeemann e attraverso il contributo di alcune tra le voci che animano il dibattito critico più recente, una giornata di studi proverà a fare il punto sulla questione, attualissima, dell’esposizione e del suo significato all’interno del contemporaneo sistema dell’arte.
La Giornata di Studi, che si svolgerà il 22 ottobre 2010 presso la Sala Conferenze della Fondazione Filiberto Menna di Salerno, prevede la presenza di alcuni critici e curatori attivi sulla scena internazionale – hanno già dato la loro adesione Stefano Chiodi, Roberto Pinto, Gabi Scardi ed Eugenio Viola – che, confrontandosi con Angelo Trimarco, Presidente della Fondazione, e con Stefania Zuliani, curatrice del progetto e docente di Storia e teoria del museo contemporaneo all’Università di Salerno, daranno il proprio contributo ad un dibattito sulle attuali metodologie curatoriali riflettendo sul tema della site specificity, sul rapporto tra arte e museo, sulle nuove strategie di comunicazione e di esposizione dell’opera. Una articolata discussione che a partire dalla relazione opera-spazio espositivo intende affrontare il problema dello statuto della critica e del ruolo, sempre più creativo, del pubblico.
Per alimentare un più intenso e consapevole contatto con il pubblico e nella convinzione che l’educazione all’arte sia attualmente una forma irrinunciabile di intervento, critico e creativo, la Fondazione Filiberto Menna proporrà in occasione dell’esposizione La mostra è aperta. Artisti in dialogo con Harald Szeemann una serie di laboratori didattici che coinvolgeranno studenti universitari e alunni delle scuole salernitane.
Consolidando una tradizione inaugurata nel 2007 con il ciclo Imparare al museo. L’artista l’opera il pubblico, la Fondazione, da sempre attenta alle strategie educative dedicate all’arte contemporanea, luogo del dialogo e dell’ospitalità, organizzerà con il supporto di operatori esperti e attraverso l’impegno, progettuale e operativo, di studenti del corso di Storia e teoria del museo in età contemporanea della Laurea Magistrale in Storia e critica d’arte dell’Università di Salerno laboratori didattici rivolte ai bambini e visite guidate per gli studenti delle scuole medie superiori.
Due i laboratori proposti: Le forme dell’opera, in cui sarà data l’opportunità di riflettere sulle diverse forme assunte oggi dall’opera d’arte attraverso una serie di attività manuali che vedranno protagonisti gli stessi bambini; Il museo delle meraviglie, in cui i bambini verranno invitati a costruire un proprio museo attraverso immagini e oggetti del proprio quotidiano, sulla traccia del Museo delle ossessioni di Szeemann.
Gli stessi temi – le trasformazioni dell’opera d’arte e i nuovi linguaggi dell’arte, il significato del museo come luogo di memoria e produzione dell’arte ma anche stanza delle meraviglie – saranno affrontati nelle visite guidate rivolte agli studenti delle scuole medie superiori, che potranno avvicinare attraverso la voce degli studenti universitari e nell’incontro diretto con le opere aspetti e problemi dell’arte contemporanea.

Titolo: La mostra è aperta. Artisti in dialogo con Harald Szeemann
Date: 9 ottobre-3 novembre 2010
Orari:
da lunedì a venerdì dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00;
sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 21.00.
Sede: Chiesa dell’Addolorata / Complesso Monumentale di S. Sofia, Largo Abate Conforti - Salerno
A cura di: Stefania Zuliani
Opere di: Mrdjan Bajic, Danilo Correale, Stanislao Di Giugno, mk, Perino & Vele, Carlotta Sennato
Contributi curatoriali di: Alessandro Demma, Maria Giovanna Mancini, Antonello Tolve

giovedì 7 ottobre 2010

Dalì. La Divina Commedia

Comunicato stampa

Dopo il grande successo della mostra “L’incredibile apparente” di Marc Chagall, che nel 2008 interessò più di 5.000 visitatori, il Comune di Marsciano e la Società Sistema Museo, gestore della struttura e produttore dell’evento, si preparano ad ospitare, nella sezione dedicata alle mostre temporanee del Museo Dinamico del Laterizio e delle Terrecotte di Marsciano, le opere di un altro grandissimo artista del secolo scorso: Salvador Dalì.
La mostra, dal titolo “Dalì. La Divina Commedia”, prende il nome dall’omonima serie di xilografie nate dal genio dell’estroso artista spagnolo e ispirate al capolavoro dantesco.
Composta da cento opere a colori, firmate, numerate e pubblicate da Les Heures Claires a Parigi nel 1960, La Divina Commedia riunisce trentatre trittici, ognuno dei quali è composto di tre tavole riferite rispettivamente al Paradiso, al Purgatorio e all'Inferno danteschi. Fondendo in sé simboli, allusioni, esotismo, magia e allegorie in un connubio perfetto, l’opera è una delle maggiori espressioni del metodo pittorico “paranoico-critico” caratteristico dell’artista surrealista.
Dalì creò questi capolavori nel suo periodo illustrativo migliore e lavorò per quasi nove anni alla realizzazione dei cento acquerelli che, in seguito all’esposizione nel 1960 al Musée Galliera di Parigi, furono trasposti, dopo quattro anni di assiduo lavoro con il maestro stampatore Raymond Jacquet, in altrettante xilografie.
Il risultato conseguito è eccellente, sia dal punto di vista tecnico che artistico.
Il soggetto della Divina Commedia, illustrato in precedenza da Botticelli, Blake, Bocklin e Doré, diviene per Dalì un viaggio nella memoria della propria poliedrica sperimentazione passata, e rappresenta una summa dell'arte del maestro spagnolo raggruppando vari aspetti della sua ricerca stilistica, dalla "estetica del molle" alla curiosità verso i miti classici, dall'interesse per la costruzione michelangiolesca delle figure al gusto per l'incisione circolare che dona loro una forma dinamica.
Nell'uso del colore ci si trova davanti ad una vera e propria antologia di modi, dal tratto fragile e guizzante all’uso plastico, come nei panneggi pesanti e materici.
Visitabile dal 27 novembre 2010 al 27 febbraio 2011, la mostra “Dalì. La Divina Commedia”, realizzata con il contributo della Regione Umbria, si pone all’interno di un più ampio progetto di valorizzazione del territorio, dei suoi beni culturali e paesaggistici voluto dal Comune di Marsciano con l’obiettivo di portare i visitatori a scoprire i borghi storici della media Valle del Tevere, lontani dai normali percorsi turistici, ma non per questo meno ricchi di tradizione, storia, cultura e gusto.

Titolo: Dalì. La Divina Commedia
Sede: Museo Dinamico del Laterizio e delle Terrecotte, Marsciano
Durata: 27 Novembre 2010 - 27 Febbraio 2011

mercoledì 6 ottobre 2010

Chi ha architettato Roma?

Comunicato stampa

Dal 28 ottobre 2010 al 14 aprile 2011 il FAI - Fondo Ambiente Italiano, Delegazione di Roma, in collaborazione con il MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, promuove un nuovo, importante ciclo culturale interamente dedicato all’architettura a Roma, dall’antichità ai nostri giorni.
I romani consideravano l’architettura la più nobile delle arti, e le affidarono il ruolo di rappresentare e tramandare la grandezza di Roma. In una ideale linea di continuità, i Papi celebrarono il primato della città cristiana attraverso modelli architettonici destinati ad avere universale fortuna. Divenuta capitale dell’Italia unita nel 1871, Roma raccolse l’eredità del suo glorioso passato per attuare una moderna estetica urbana conforme alle esigenze della sua nuova funzione. Più recentemente, le realizzazioni della Roma contemporanea proiettano la Capitale nei grandi scenari internazionali, e consolidano quello straordinario fenomeno di stratificazione che fa di Roma un modello in cui le architetture di tutte le epoche convivono armoniosamente.
Con un corso interamente dedicato all’architettura, che i contemporanei definiscono vera e propria “arte dell’anima sociale dell’uomo”, la Delegazione romana del FAI intende rendere omaggio al “paesaggio urbano” di Roma. Omaggio che precorre un anniversario fondamentale per il nostro Paese: i centocinquanta anni di Roma Capitale d’Italia nel 2021.
A raccontare questo affascinante percorso oratori di eccellenza: da Filippo Coarelli, autore della “bibbia” dell’archeologia di Roma, ad Alessandro Viscogliosi, da Paolo Portoghesi a Pier Luigi Cervellati, che offriranno al pubblico nuovi strumenti di riflessione per “rileggere” la città in modo diverso e più approfondito.
Il corso si svolge in collaborazione con il MAXXI, sede scelta per il suo significato simbolico, in quanto ultimo capolavoro architettonico che ha contribuito al nuovo volto di Roma.
“Chi ha architettato Roma?” si inserisce nella tradizione degli Appuntamenti con l’Arte, che la Delegazione FAI di Roma propone dal 1999 per offrire al pubblico la conoscenza del proprio patrimonio culturale, perché il “sapere” è la base per rispettarlo e tutelarlo.

Iniziativa: “CHI HA ARCHITETTATO ROMA?, undici appuntamenti per raccontare i protagonisti, i fatti e le ideologie che hanno disegnato il volto urbanistico della Capitale dall’antichità ai nostri giorni”
Sede: MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Via Guido Reni 4a, Roma
Ideazione e Organizzazione: FAI - Fondo Ambiente Italiano, Delegazione di Roma
Durata: dal 28 ottobre 2010 al 14 aprile 2011
Orario: ore 18.30. Ogni lezione avrà la durata di circa 80 minuti.
Contributo di partecipazione: 150 euro per iscritti FAI, 180 euro per i non iscritti FAI, fino ad esaurimento posti.
Iscrizioni: a partire da martedì 12 ottobre presso la Delegazione FAI di Roma, via delle Botteghe Oscure, 32.
L’iscrizione alle singole lezioni è legata alla disponibilità dei posti e potrà essere effettuata direttamente all’Auditorium del MAXXI prima di ogni incontro a partire dalle ore 18.00.

martedì 5 ottobre 2010

Giacomo Balla. Capricci romani

Comunicato stampa

Giovedì 21 ottobre 2010 si inaugura alla Nuova Galleria Campo dei Fiori una mostra dedicata a Giacomo Balla (Torino 1871 - Roma 1958) a cura di Lela Djokic e Daina Maja Titonel.
Il giovane Balla, approdato nel 1895 nella capitale dell’Italia unita, scopre gli angoli di Roma che raccontano una vita ben più colorita e chiassosa di quella avvolta nelle brume della sua Torino. E ne rimane affascinato, tanto da dedicare nel 1901 una serie di sei opere a personaggi della ribalta di strada, cinque delle quali sono ora in mostra.
I venditori ambulanti che offrono, volta a volta, ricotta fresca, cornetti, scope e piumini, canne al lauro e portafortuna, non sono i protagonisti di una cronaca annotata con divertito compiacimento. È l’entusiasmo per la scoperta di un nuovo mondo a dettare la cifra espressiva dell’artista che esibisce, nel superamento dei modelli tardo-ottocenteschi, il talento della sua modernità.
Balla dipinge strade, angoli di mura e di botteghe, isola la figura sottraendola alla folla che avrebbe dato alle scene un carattere macchiettistico. La pennellata è libera, corrente, e preannunzia certe fulminazioni di tocco di taluni suoi autoritratti spasmodici.
I personaggi si muovono con i ritmi di una gestualità scattante così da dar vita ad una dinamica visiva recuperata persino nella insegna del negozio che appare accanto alla Bottega del macellaro. È un’anticipazione delle ricerche di movimento che saranno così care al Balla del periodo futurista.
Evidente è, inoltre, la novità del taglio fotografico. Le figure si stagliano all’interno di un vasto campo costituito dal selciato della strada, delimitato da una linea di orizzonte notevolmente rialzata. E sullo sfondo si allineano le botteghe, con una inquadratura che ne amputa la parte superiore. Proprio come nel famoso quadro Il Fallimento (1902), che trova qui una suggestiva anticipazione negli antoni del negozio che fa da sfondo al Venditore di cornetti.
L’audacia innovativa di Giacomo Balla è però ancor più sorprendentemente testimoniata dall’accostamento tra immagini e grafismi. Nella ricerca di una bidimensionalità della scena, l’artista scrive sulla fascia inferiore di tre tavole le frasi gridate dai venditori. E lo fa con un verismo linguistico che lo induce a moltiplicare le vocali (“la ricooootta freeeesca”), proprio per riprodurre la voce dei personaggi. È un sonoro che accompagna ed integra la rappresentazione pittorica. Sono quadri parlanti.
Solo la straordinaria creatività di Giacomo Balla poteva far entrare in queste tavole la magia delle voci dipinte.

Titolo: Giacomo Balla. Capricci romani
Sede: Nuova Galleria Campo dei Fiori, via di Monserrato 30, Roma
Durata: 21 ottobre - 31 dicembre 2010
Vernissage: giovedì 21 ottobre 2010, ore 17.00 - 20.30
Orario: 10-13 / 16-19, chiuso lunedì mattina e festivi
Biglietti: ingresso libero
Mostra a cura di: Lela Djokic e Daina Maja Titonel
Catalogo a cura di: Elena Gigli

lunedì 4 ottobre 2010

INDEX

Comunicato stampa

Fondazione SoutHeritage per l'arte contemporanea anche quest'anno è tra i protagonisti della Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI - Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea. Per l'occasione alle 00:00 del 9 ottobre 2010, lancia online la seconda edizione del progetto INDEX – Repertorio d'arte contemporanea in Basilicata.
Nato nel 2009 all'interno del Lab 12:00 – piattaforma per la riflessione sulle pratiche culturali contemporanee nel Mezzogiorno, INDEX, ideato e coordinato da Lucia Ghidoni, ha come punto di partenza la riflessione sull’archivio come metafora della pratica curatoriale e mira alla promozione della creatività regionale attraverso l’allestimento di un repertorio di qualità dedicato agli artisti lucani. Il repertorio, sottoforma d’archivio consultabile su Internet, oltre ad offrire agli utenti adeguati strumenti d’informazione, documentazione e divulgazione sulla creatività d’eccellenza in Basilicata, si propone di riflettere sul senso e su che cosa significhi lavorare oggi in un territorio come quello lucano, gettando un ponte creativo tra cultura locale e cultura globale, tra tradizione e innovazione, memoria e contemporaneità. Il progetto, pensato come uno strumento di ricerca e di distribuzione per chi desidera approfondire la conoscenza delle pratiche artistiche contemporanee in Basilicata, oltre a favorire la crescita professionale degli artisti e la sensibilizzazione del pubblico rispetto all’arte contemporanea, si pone come un progetto di documentazione sulle arti visive pensato e definito come un cabinet che, attraverso vari appuntamenti annuali, offre la possibilità di creare contesti in cui prendono forma e si articolano anche idee e riflessioni.
Il progetto mira alla promozione degli artisti lucani attraverso l’invito annuale di un curatore (scelto fra i critici e curatori nazionali) che, dopo una serie di studio visit e ricerche sul territorio, sceglie cinque artisti che entrano a far parte dell’archivio. INDEX oltre alla raccolta dei profili monografici (bilingui italiano/inglese), presenta inoltre una serie di video-interviste d’approfondimento sul percorso di ricerca dei singoli artisti finalizzata ad un a riflessione che privilegia l’esperienza dell’arte rispetto alla concezione dell’opera. La selezione 2010 è curata da Antonella Marino, storica dell’arte, giornalista e docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Bari, da sempre attenta ai giovani artisti e all’influenza delle nuove tecnologie nell’arte contemporanea, è collaboratrice di riviste specializzate come Flash Art e Segno; attualmente è anche responsabile del settore arte dell’edizione pugliese del quotidiano La Repubblica.
Dalla data della sua pubblicazione online, INDEX ha riscosso un notevole successo, confermato dai numerosi accessi avuti nell’arco di soli pochi mesi, favorendo così la conoscenza degli artisti lucani ad un pubblico sempre più vasto, risvegliando un interesse nei confronti della cultura contemporanea proveniente dalla Basilicata. Con questo progetto che rappresenta la prima mappatura delle eccellenze creative contemporanee in Basilicata, Fondazione SoutHeritage si pone sempre più come realtà che investe in processi di effettiva valorizzazione e promozione di beni e talenti del territorio con azioni orientate alla valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, ed azioni tendenti a porre il territorio al centro di iniziative culturali per aprire a nuovi confronti e stimolanti contaminazioni, o più semplicemente a nuove conoscenze che arricchiscono un più ampio percorso di formazione collettiva.

Artisti selezionati:
Bruno Di Lecce (Matera 1980, vive e lavora a Berlino e Matera)
Silvio Giordano (Potenza 1977, vive e lavora a Potenza)
Elisa Laraia (Potenza 1973, vive e lavora a Potenza e Bologna)
Carmen Laurino (Tito – PZ 1980, vive e lavora a Roma e Potenza)
Ferdinando Mazzitelli (Marzi - CS 1961, vive e lavora a Milano e Matera)

I contenuti INDEX verranno lanciati in rete alle 00:00 del 9 ottobre 2010 all’indirizzo www.southeritage.org

venerdì 1 ottobre 2010

Angelo Lamorgese. Personale

Comunicato stampa

Angelo Lamorgese nasce a Molfetta nel 1951 dove vive e lavora. Formatosi al Liceo Artistico di Bari ha un primo interesse verso gli studi di architettura; dalla metà degli anni ’70 preferisce dedicarsi alla ricerca dell’arte figurativa, in particolare allo studio della figura femminile e a quello del paesaggio pugliese. Ha tenuto mostre ed ha partecipato a diverse collettive in molte città italiane, accompagnate dal riconoscimento della critica e dall’ interesse del collezionismo pubblico e privato. Ha collaborato anche all’ illustrazione di opere scientifiche e letterarie.
A lui si sono interessati storici dell’ arte, critici e giornalisti evidenziando la sua caleidoscopica tavolozza legata ad un realismo che trasogna lidi e memorie del sud, offrendo “sguardi su terra e mare e case e luce che ci sono comuni e cari” (Michele Mirabella, conduttore Rai e docente di Comunicazione Università di Bari). Scorci costieri, masserie, ulivi e filari di muro a secco che percorrono pietrosi campi sconfinati sono una ricerca di periferie che portano alla memoria le suggestioni di paesaggi e spazi dove il sole, l’ aria, la vita, vengono ad alloggiare sicuri. Ecco, “…Lamorgese si fa avanti con un discorso di verità e non di apparenza…” (Gaetano Mongelli, critico e docente di storia dell’ arte Università di Bari) illustrando forme di vita nei colori che solo il sole, appropriandosene, sa eleborare, ma Lamorgese “è attento e severo” (Vittorio Sgarbi, storico e critico d’ arte) padrone della rappresentazione.
Una figurazione pittorica dell’artista unita ad una composizione sapientemente articolata di colori a volte tenui, a volte decisi, fatta di blu, bianco, verde, ocra e giallo che definisce il paesaggio in una immagine quasi statica, ferma, ma solo per il tempo necessario ad accedere alla proposta poetica; “che di poesia si tratta, una meraviglia che tocca il cuore, una piccola musica da camera” (Pietro Carriglio, docente Universitario e direttore Teatro Biondo di Palermo) Una sinfonia dove si miscelano echi di venti e profumi mediterranei.
Con la rappresentazione grafica di volti e figure femminili, invece, Lamorgese rende omaggio alla donna di cui esalta grazia e bellezza. Un omaggio che sottende al pari della terra su cui sboccia la meraviglia di un paesaggio, suo tema ricorrente, il mistero dell’ eterno femminino da cui trionfa lo splendore incantato di un’ immagine, di un volto che all’ interno di una cornice rappresenta il periodo storico del costume e della moda femminile degli anni ’20 e ’30 perciò “Lamorgese ricama un panorama di impressioni e di sensazioni, suggerite dai tanti atteggiamenti dolci, teneri, nostalgici oppure pensosi, rapiti, incantati come possono essere i mille momenti quotidiani di una donna” (Gustavo Delgado, giornalista TV).

Mostra personale di Angelo Lamorgese
Sede: Galleria ADSUM arte contemporanea
Via Marconi 3/5, Terlizzi
Durata: dal 9 al 23 ottobre 2010
Inaugurazione: sabato 9 ottobre, ore 19.00
Art director: Maria Bonaduce e Giovanni Morgese
Critico e storico dell’arte: Luigi Dello Russo
Grafico design: Raffaele Porfilio
Segreteria organizzativa: Annamaria De Scisciolo
Ufficio stampa: Nicolò Ceci