Il parco letterario di Isabella Morra è stato costituito presso la cittadina di Valsinni, un comune nel sud della Basilicata, che ha dato i natali ad una poetessa del Cinquecento, la cui vita è stata molto breve e travagliata. La giovane donna nacque nel 1520 e morì nel 1546, quando Valsinni si chiamava Favale ed il fiume Sinni era uno degli snodi più importanti della zona. Isabella è vissuta chiusa tra le mura del castello paterno all’indomani della fuga del padre, sotto la segregazione dei fratelli che la ritenevano pazza. Così i suoi unici compagni furono il monte Coppolo, il fiume ed il caseggiati sottostanti del borgo. Ha lasciato dei versi molto struggenti, rimasti inascoltati e perduti per molto tempo, poi nel 1928 Benedetto Croce volle recarsi nei luoghi “dove fu vissuta quella breve storia e cantata quella dolorosa poesia”. In tempi moderni Dacia Maraini le ha dedicato un’opera teatrale e l’ha considerata l’emblema della donna che, attraverso la cultura, cerca di affermare il proprio diritto alla libertà. Nel 2005 Marta Bifano gira un film su la vita e la poetica di questa donna soffocata da una cultura maschilista. Il parco nasce utilizzando la vita ed i versi della poetessa lucana come chiave di lettura del territorio, così i luoghi natii diventano scenari di percorsi della memoria, attraverso le atmosfere e le suggestioni che ne ispirarono la poesia. Ecco dei versi che è possibile leggere tra le strettoie che ancora attorniano il castello prigione: “… Contra Fortuna allor spargo querela, ed ho in odio il denigrato sito, come sola cagion del mio tormento”.giovedì 29 aprile 2010
Parco letterario Isabella Morra
Il parco letterario di Isabella Morra è stato costituito presso la cittadina di Valsinni, un comune nel sud della Basilicata, che ha dato i natali ad una poetessa del Cinquecento, la cui vita è stata molto breve e travagliata. La giovane donna nacque nel 1520 e morì nel 1546, quando Valsinni si chiamava Favale ed il fiume Sinni era uno degli snodi più importanti della zona. Isabella è vissuta chiusa tra le mura del castello paterno all’indomani della fuga del padre, sotto la segregazione dei fratelli che la ritenevano pazza. Così i suoi unici compagni furono il monte Coppolo, il fiume ed il caseggiati sottostanti del borgo. Ha lasciato dei versi molto struggenti, rimasti inascoltati e perduti per molto tempo, poi nel 1928 Benedetto Croce volle recarsi nei luoghi “dove fu vissuta quella breve storia e cantata quella dolorosa poesia”. In tempi moderni Dacia Maraini le ha dedicato un’opera teatrale e l’ha considerata l’emblema della donna che, attraverso la cultura, cerca di affermare il proprio diritto alla libertà. Nel 2005 Marta Bifano gira un film su la vita e la poetica di questa donna soffocata da una cultura maschilista. Il parco nasce utilizzando la vita ed i versi della poetessa lucana come chiave di lettura del territorio, così i luoghi natii diventano scenari di percorsi della memoria, attraverso le atmosfere e le suggestioni che ne ispirarono la poesia. Ecco dei versi che è possibile leggere tra le strettoie che ancora attorniano il castello prigione: “… Contra Fortuna allor spargo querela, ed ho in odio il denigrato sito, come sola cagion del mio tormento”.martedì 27 aprile 2010
Primaverile Romana 2010
L’A.R.G.A.M. ha deciso di varare la diciottesima edizione della PRIMAVERILE ROMANA nonostante l’impossibilità da parte dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma di riconoscere il pur minimo contributo concesso nel passato e cancellato lo scorso anno per mancanza di fondi. La PRIMAVERILE è quindi organizzata a carico delle gallerie d’arte che fanno parte dell’Associazione e che hanno ritenuto opportuno non privare la capitale di una manifestazione che è ormai divenuta un appuntamento annuale nel panorama dell’arte a Roma, e sollecitata, dopo l’annunzio ufficiale che quest’anno non avrebbe visto la luce, da artisti ed addetti ai lavori.La PRIMAVERILE 2010 cambia formula e potenzia la sua funzione di promozione dell’arte emergente e di difesa della tradizione e dell’arte classica con l’organizzazione di due esposizioni al Museo Venanzo Crocetti in Via Cassia 492:
1 – I MAESTRI E LE MARGHERITE – dal 12 maggio al 5 giugno 2010 – esposizione organizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma (ABA), la Libera Accademia di Belle Arti in Roma (RUFA) e la Fondazione Venanzo Crocetti. Cinque docenti dell’ABA e tre della RUFA esporranno ciascuno un’opera alla quale sarà affiancata un’opera di un loro allievo: 8 MAESTRI e 8 MARGHERITE. Un artista emergente sarà presentato dalla Fondazione Venanzo Crocetti e cinque giovani artisti che non hanno mai partecipato alla Primaverile saranno presentati dall’A.R.G.A.M. stessa. Di seguito i nomi degli artisti presenti nelle varie categorie:
- DOCENTI ABA: COSTANTINO BALDINO, GIANPAOLO BERTO, ENZO ORTI, ENRICO PUSCEDDU, ISABELLA TIRELLI
- DOCENTI RUFA: MARIA PINA BENTIVENGA, SIMONETTA GAGLIANO, DAVIDE ORLANDI DORMINO
- FONDAZIONE VENANZO CROCETTI: VINCENZO GAETANIELLO
- ARTISTI PRESENTATI DALL’A.R.G.A.M.: FRANCESCA ANASTASI, CLAUDIA BELLOCCHI, HOT-DOG (ELISABETTA BLASI - PIERFRANCESCO DUGONI), MAURO MAUGLIANI, YUAN YUAN
- ARTISTI PRESENTATI DA DOCENTI ABA: FRANCESCA DE ANGELIS, VICTOR GIULIANI, LUCA GRECHI, DORIANA GUADALAXARA, MAZIAR MOKHTARI
- ARTISTI PRESENTATI DA DOCENTI RUFA: BAKE, PATRIZIA MURAZZANO, VITTORIA RAMONDELLI
- ARTISTA PRESENTATO DALLA FONDAZIONE VENANZO CROCETTI: VITO MIROBALLI
2 – SACRO CONTEMPORANEO – dal 10 al 30 giugno 2010 al Museo Venanzo Crocetti – esposizione organizzata in collaborazione con la Direzione Generale per l’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR), che dovrebbe mettere a disposizione dell’A.R.GA.M. alcune opere sul tema della Santa Sindone realizzate dagli studenti delle Accademie di Belle Arti d’Italia su invito dello stesso MIUR ed esposte dal 17 al 23 maggio alla Veneria Reale di Torino. Queste opere, scelte dall’A.R.GA.M. tra quelle presentate a Torino, dovrebbero affiancare le opere di carattere sacro o religioso esposte in questa seconda parte della PRIMAVERILE 2010 dalle Gallerie A.R.G.A.M.
Una documentazione separata sarà pubblicata per questa sezione della PRIMAVERILE ed un secondo comunicato stampa sarà in seguito distribuito, non appena chiuso il numero dei partecipanti che anche in questo caso saranno in gran parte esordienti affiancati a nomi di artisti internazionalmente riconosciuti ed anche storicizzati. Questa seconda esposizione è realizzata con il patrocinio della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Lettere dei Virtuosi al Pantheon.
In questa edizione della PRIMAVERILE non è pertanto prevista un’esposizione a tema che coinvolga gli spazi delle Gallerie A.R.G.A.M., ma due grandi esposizioni in uno spazio museale, I MAESTRI E LE MARGHERITE e SACRO CONTEMPORANEO. Le Gallerie A.R.G.A.M. possono, se lo desiderano, porre sotto l’egida della PRIMAVERILE, in accordo con il Consiglio Direttivo dell’Associazione, le singole esposizioni, personali o collettive, organizzate nei mesi di maggio e giugno nei loro spazi espositivi, o in altri spazi di cui abbiano la disponibilità.
lunedì 26 aprile 2010
I Preraffaelliti e il sogno italiano
Il progetto di mostra dedicato a “I Preraffaelliti e il sogno italiano. Da Beato Angelico a Perugino, da Rossetti a Burne-Jones” curato da Colin Harrison, Christopher Newall, Claudio Spadoni e promosso dal Comune di Ravenna, dall’Assessorato alla Cultura, dal Museo d’Arte della città e dall’Ashmolean Museum di Oxford con il generoso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, in programma nelle sale del Mar dal 28 febbraio al 6 giugno 2010, e dal 15 settembre al 5 dicembre 2010 presso l'Ashmolean Museum di Oxford, intende indagare il ruolo artistico e culturale dell'Italia per quel movimento chiamato "Preraffaellita". Si tratta per altro della prima mostra organizzata in Italia sul movimento nel suo complesso e le sue diramazioni.Sorto in Inghilterra nella seconda metà del XIX secolo si impose come risposta all'accademismo ufficiale, per il recupero di un'arte spontanea e ispirata alla natura, identificata con l'arte dei pittori prima di Raffaello, come indica il nome.
La brillantezza dei colori, l'attenzione ai particolari naturali, l'estrema semplicità e l'intensità dell’espressione furono elementi della pittura del passato che affascinarono quel gruppo di giovani artisti inglesi capitanati da William Holman Hunt.
L’Italia con la sua arte, il suo paesaggio, la sua letteratura e la sua storia, fu il punto centrale della loro ispirazione: essi cercarono di guidare la riforma della pittura inglese in direzione di soggetti emotivamente sinceri e personali, rifiutando immagini convenzionali legate ai modelli accademici.
Tra i membri fondatori della Confraternita ci fu Dante Gabriel Rossetti: figlio di un esule italiano, trovò una delle sue principali fonti di ispirazione negli scritti di Dante, e realizzò una magnifica serie di acquerelli e dipinti ad illustrare alcuni episodi chiave della Divina Commedia. Anche Burne-Jones realizzò opere tratte da soggetti legati alla letteratura italiana. Se inizialmente l’arte dei Preraffaelliti fu ispirata all’esempio dell’arte italiana, con particolare riferimento al periodo precedente al Rinascimento maturo, a partire dagli ultimi anni del 1850 l'attenzione si volse anche alla pittura del sedicesimo secolo e in particolare a quella veneziana. Dipinti come Dolce Far Niente di Hunt, sono inimmaginabili senza l’esempio del Manierismo, mentre Aurelia (L’Amante di Fazio) di Rossetti è ispirata a Tiziano.
Alla fine il Preraffaellismo mutò in quello che è comunemente chiamato Movimento Estetico: gli scritti di critici come Algernon Swinburne e Walter Pater sul Rinascimento italiano furono un riferimento per i pittori in cerca di liberare il loro lavoro da prosaici argomenti narrativi.
John Ruskin supportò criticamente la Confraternita preraffaellita e fu l'ispiratore di un gruppo di artisti che in quel periodo visitò l’Italia con l'intento di studiare attentamente la natura e di documentare l’architettura e le opere d’arte a beneficio del pubblico inglese, che non avesse visitato quei luoghi. Un certo numero di pittori e disegnatori lavorarono direttamente per Ruskin, per documentare edifici e dipinti che lo studioso credeva in pericolo, o per restauri incauti o per l'incuria del tempo. Tra questi artisti troviamo G.P. Boyce, J.W. Inchbold e J. Brett, poi J.W. Bunney, F. Randall e A. Burgess, che realizzarono disegni per gli studenti di Oxford.
La mostra seguirà dunque questi due filoni principali: l’interesse da parte dei Preraffaelliti per la letteratura e l'arte italiane, con l'esposizione di importanti capolavori di Beato Angelico, Perugino e altri, e la loro rappresentazione del paesaggio naturale e storico italiano.
Il momento conclusivo dei Preraffaelliti in Italia si può vedere nei mosaici della Chiesa di San Paolo dentro le Mura a Roma realizzati da Burne-Jones alla fine del 1880. La mostra includerà cartoni e disegni preparatori per questo progetto, visti raramente in pubblico.
Saranno anche rappresentati lavori della cosiddetta Scuola Etrusca, artisti seguaci del pittore e patriota italiano Giovanni Costa e che con lui credevano nel diritto all’indipendenza dell’Italia, esprimendo la loro ammirazione per il nostro paese con commoventi e vedute paesaggistiche.
La mostra è posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e gode dei patrocini dell’Ambasciata Britannica, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Ravenna.
Il catalogo, con i contributi di Maurizio Isabella, "Patriottismi incrociati: Italia e Inghilterra nel lungo Ottocento"; Martin McLaughlin, "I Preraffaelliti e la letteratura italiana"; Claudio Spadoni, "Sull’incerta fortuna dei Preraffaelliti in Italia"; Colin Harrison, "I Preraffaelliti e l’arte italiana prima e dopo Raffaello"; Christopher Newall, "I Preraffaelliti e l'Italia" è edito da Silvana Editoriale.
Mostra: I Preraffaelliti e il sogno italiano. Da Beato Angelico a Perugino, da Rossetti a Burne-Jones
Curatori: Colin Harrison, Christopher Newall, Claudio Spadoni
Sedi: Museo d’Arte della città di Ravenna
Enti organizzatori: Comune di Ravenna - Assessorato alla Cultura, Museo d’Arte della città e The Ashmolean Museum, University of Oxford
Periodo: Ravenna, 28 febbraio - 6 giugno 2010
Orari: lunedì - giovedì 9-19; venerdì 9-21; sabato e domenica 9-19
Ingresso: intero € 8, ridotto € 6, studenti Accademia e Università, insegnanti € 4
venerdì 23 aprile 2010
Chirurgia di una madonna nera
La Vergine bruna di Seminara (RC) è un documento di storia e devozione di un Sud fedele e di una terra assoggettata. La leggenda vuole che il manufatto ligneo raffigurante la Madonna con in braccio il Bambino, vestiti entrambi con due tonache ben strette in vita, abbia radici in Asia Minore, tra le mani di San Basilio, vescovo di Cesarea. Il suo arrivo in Occidente può essere giustificato nella lotta iconoclasta che Leone III l'Isaurico additò a tutte le effigi sacre (VIII sec.). Destinata alla devozione dell’antica città di Taureana (odierna Gioia Tauro), in un avventurosa fuga dai saraceni, il simulacro fu abbandonato per strada dagli abitanti (951 d.C.). La scoperta fortuita dell’oggetto sacro fu ad opera di alcuni contadini di Seminara, in un mercoledì santo. Da allora suscitò un immediato fascino religioso per i fedeli.Oggi il prezioso oggetto, di indiscusso valore storico artistico, in balia di una forte degradazione materiale, sarà oggetto di un’attenta riqualificazione e di svariate indagini scientifiche necessarie alla rivalorizzazione dell’opera, valido esempio di arte religiosa nel monachesimo basiliano meridionale. La statua, di 92 cm. di altezza, è stata realizzata in un unico blocco di legno. La sua superficie doveva essere ricoperta da un rivestimento policromo che supportava, poi, la stesura di una chiara dipintura e alcune parti in foglia d’oro. Svariate sono state le critiche in merito al colorito bruno del volto, che ha donato alla figura l’attribuzione di “Madonna nera”, dovuto (forse) all’alterazione dell’ossido di ferro nei pigmenti che colorivano il volto a causa di un forte incendio e causandone il conseguente viraggio.
La campagna di restauro del simulacro prevede un’attenta riqualificazione del degrado, di tipo antropico e naturale, e di molteplici fasi diagnostiche finalizzate alla rimessa in efficienza. Alla presenza del laboratorio istallato nella stessa chiesa dove l’opera è ubicata, ossia il Santuario della Madonna dei poveri di Seminara, essa si presenta seriamente danneggiata da varie lesioni in superficie, affiancate a sollevamenti e crepature del colore, alle quali sarà riservata un’indagine stratigrafica intensiva. Inoltre le parti che presentano la doratura sono, in alcune campiture, molto logore.
Le principali fasi di riqualificazione saranno: disinfestazione, consolidamento, ripulitura e reintegrazione della superficie pittorica. Elaborazioni scientifiche riguarderanno, inoltre, la datazione dell’opera: applicazioni diagnostiche come il radiocarbonio saranno fondamentali per l’individuazione cronologica del manufatto. Esecuzioni di ultravioletto e riflettografia permetteranno di evidenziare ridipinture, ritocchi e gli strati sottostanti la superficie pittorica. Il sistema dell’XRF accerterà l’originalità dei pigmenti utilizzati sul legno. La campagna, nelle sue progressive fasi di lavorazione, sarà attentamente documentata da un percorso fotografico al fine di consegnare alla stampa e agli studi universitari l’accurato lavoro scientifico, che si presenterà agli occhi degli studiosi, ma anche dei numerosi fedeli, come un’autentica “chirurgia di fede”.
www.beniculturali.it alla voce “Restauri in evidenza”
www.seminaraonline.it al link “Pillole di storia”
giovedì 22 aprile 2010
La Rinascita di un capolavoro: la Pietà di Massimiliano Soldani Benzi
Nell’ambito di un progetto di catalogazione del patrimonio storico conservato negli stabilimenti della Richard-Ginori di Sesto Fiorentino, per la maggior parte ancora sconosciuto e inaccessibile - condotto dal Museo Richard Ginori di Doccia con il supporto dell’azienda Richar Ginori, dell’Associazione Amici di Doccia e il finanziamento dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze - sono state scoperte le forme originali in gesso di un capolavoro della scultura tardo-barocca fiorentina, la Pietà di Massimiliano Soldani Benzi (1656-1740), recanti la firma dell’artista e la data dell’esecuzione: “M. Soldani Benzi fece l’anno 1708 per sua devozione”.Si tratta di una novità assoluta che riapre gli studi sulla figura di questo grande artista, permettendo per la prima volta di datare con certezza al 1708, invece che al 1713-14, l’unica versione in bronzo della Pietà (altezza 74,9 x 75 x 50,9 cm) realizzata dal Soldani, conservata presso l’Art Museum di Seattle.
Una scoperta che ha dunque dell’eccezionale in quanto, pur sapendo che il fondatore della Manifattura di Doccia, Carlo Ginori, avesse acquistato negli anni Quaranta del XVIII secolo, dagli eredi dei grandi scultori fiorentini del Sei-Settecento, tra cui il Soldani, forme o modelli da cui trarre raffinate versioni in porcellana, nessuno credeva possibile ritrovare quelle della Pietà dopo tre secoli.
Da queste forme deriva non solo il bronzo di Seattle, ma anche la più spettacolare e raffinata versione in porcellana esistente della Pietà, realizzata dalla Manifattura di Doccia intorno al 1745, quella della collezione degli eredi del Principe Tommaso Corsini a Firenze (altezza 71,5 senza base, con base 92,5 x 92,5 x 73 cm).
Il ritrovamento delle forme originali della Pietà di Massimiliano Soldani Benzi è stato scelto dal Museo Richard Ginori della Manifattura di Doccia come caso esemplare ed eclatante di un patrimonio d’inestimabile valore storico e artistico, che una volta catalogato, oltre ad assicurarne la futura conservazione, porterà alla scoperta di altre forme originali, in alcuni casi di opere andate perdute o mai realizzate, dei maggiori scultori fiorentini del Sei-Settecento. A oggi sono state inventariate 1200 forme in gesso che una volta colate hanno dato vita a 150 modelli originali, ma ne rimangono ancora migliaia da catalogare.
Dalle forme originali del Soldani Benzi è stato realizzato un nuovo bellissimo esemplare in porcellana della Pietà, che sarà esposto in mostra, per la prima volta al pubblico, nel Museo Richard Ginori di Doccia dal 23 aprile al 17 luglio 2010.
Per poter riuscire, infatti, a capire che si trattava delle forme originali è stato necessario recuperarle e pulirle accuratamente, colarvi la porcellana per tentare di riprodurre l’intero capolavoro: un intervento arduo, condotto dall’unico maestro vivente del colaggio artistico, Piero Luchi, che ne conosce i segreti tramandati da secoli. Basti pensare che la Pietà è il più articolato e complesso gruppo scultoreo mai realizzato nella storia dalla Manifattura di Doccia e che grazie al ritrovamento odierno si è compreso che è fatto con ben 54 forme.
Insieme alla nuova versione della Pietà, saranno presentati un bellissimo calco in cera appartenente alla collezione del museo, e un documentario che illustrerà le fasi della realizzazione del nuovo esemplare in porcellana. L’iniziativa fa parte della Settimana della Cultura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Giovedì 22 aprile, alle ore 19.30 l’inaugurazione al pubblico con l’intervento della Soprintendente Cristina Acidini.
La catalogazione del patrimonio storico della Richard Ginori, che documenta trecento anni di vita di una delle manifatture più importanti d’Europa, è un progetto complesso, nato nel 2006 per iniziativa dell’Associazione Amici di Doccia con il sostegno finanziario nell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. La catalogazione vera e propria è iniziata nel 2007 coordinata dal Museo Richard Ginori della Manifattura di Doccia con il supporto della nuova proprietà dell’azienda Richard Ginori che ha messo a disposizione il personale e i materiali per il lavoro sulle forme di gesso e la colatura delle medesime.
In tre anni, sono stati inventariati, oltre a un migliaio di forme di gesso, gruppi, figure, bassorilievi in biscuit (non rifiniti e non verniciati), e oggetti in maiolica e porcellana bianca decorata del XX secolo, inediti e assenti dalla collezione museale. Tra questi, campioni in porcellana bianca di servizi da tè, caffè e da tavola di epoca Liberty; oggetti disegnati da Gio Ponti e da scultori che collaborarono con lui come Edouard Sandoz; creazioni di Giovanni Gariboldi, direttore artistico della Richard Ginori dal 1947 al 1971; prototipi di designer e artisti di fama internazionale.
Si tratta adesso di proseguire nella catalogazione delle migliaia di forme, che costituiscono il più importante fondo di materiali storici, ma anche il più difficile da inventariare in quanto nella maggior parte dei casi occorre colarvi dentro la porcellana e poi tentare di ricomporre l’opera assemblando i vari elementi ricavati da più forme. Attualmente l’unica persona in grado di fare ancora questo lavoro è Piero Luchi, maestro della colatura artistica della porcellana, coadiuvato da due stretti collaboratori.
L’esperienza di questi tre anni ha portato alla consapevolezza che la Richard Ginori da sola non può sostenere il peso economico del progetto e quindi della necessità di trovare altre risorse esterne per terminare la catalogazione di tutto il patrimonio storico. Risorse fondamentali anche per dare il via, al più presto possibile, a un progetto di formazione diretto da Luchi per trasmettere le sue conoscenze senza le quali le antiche forme di gesso risultano inservibili oltre a perdere per sempre un mestiere fondamentale per la porcellana artistica.
Titolo: La Rinascita della Pietà di Massimiliano Soldani Benzi
Durata: 23 aprile - 17 luglio 2010
Sede: Museo Richard Ginori della Manifattura di Doccia, Viale Pratese n. 31, Sesto Fiorentino (FI)
Orari: dal mercoledì al sabato, ore 10.00/13.00 - 14.00/18.00
Immagine: Massimiliano Soldani Benzi, Pietà, 1708, bronzo, Art Museum, Seattle
mercoledì 21 aprile 2010
Salvatore Quasimodo, operaio di sogni
Mercoledì 21 aprile il Comune di Inveruno, in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta, inaugura la prima tappa italiana della mostra Salvatore Quasimodo - Operaio di sogni, voluta per celebrare il cinquantesimo anniversario del conferimento del Premio Nobel al grande poeta siciliano.Nel 2009 infatti gli Istituti di Cultura di Stoccolma, Budapest, Vienna e Mosca hanno accolto questa rassegna pensata dai curatori, Vittorio Del Piano, Alessandro Quasimodo e Arnaldo Dante Marianacci, come una “biografia per immagini”: una raccolta di ricordi fotografici che raccontano la sua vita privata e pubblica. Circa ottanta fotografie e una quarantina di testimonianze cartacee (documenti, manoscritti, libri, scritti privati, dediche di amici e parenti) ripercorrono i vari momenti del suo percorso come figlio e fratello, poi come padre e marito, come poeta lirico e civile ed infine come grande italiano al Nobel del 1959.
La sede di Inveruno sarà arricchita da dieci tavole a china e acquarello realizzate da Mario Cei per il volume Epigrammi di Salvatore Quasimodo.
Le immagini fotografiche sono state mirabilmente restaurate da Raffaele Polizzotti, cooperativa “Stanze di Luce”, Palermo
Faranno da cornice alla rassegna due incontri (ingresso libero fino ad esaurimento posti):
SALVATORE QUASIMODO RACCONTATO DA ALESSANDRO QUASIMODO
ATTRAVERSO PROIEZIONI E INTERVISTE
Giovedì 6 maggio, ore 21.00
CONVERSAZIONE SUL PADRE
Alessandro Quasimodo intervistato dalla giornalista Paola Ciccioli
Durante la serata saranno proiettati alcuni interventi di Ungaretti, Soldati e della moglie Maria Cumani.
Venerdì 28 maggio, ore 21.00
"OPERAIO DI SOGNI"
Recital poetico di Alessandro Quasimodo
Proiezione del filmato della Cerimonia di conferimento del Premio Nobel
SALVATORE QUASIMODO “OPERAIO DI SOGNI”
Inveruno, Centro Servizi per la Cultura e l’Impresa
Mostra a cura di Vittorio Del Piano, Alessandro Quasimodo, Arnaldo Dante Marianacci
Sala Francesco Virga (largo Sandro Pertini 2)
Date: 22 aprile - 13 giugno 2010
Inaugurazione: mercoledì 21 aprile, ore 18.30
Orario: da martedì a venerdì: 14.00-18.00, martedì anche 20.30-22.30; sabato 10.30-12.30/14-16.30; domenica 10.30-12.30
Chiusura: chiuso lunedì, 25 aprile e 1° maggio
Ingresso libero
Catalogo Edizioni Atelier MediterraneeArtePura
martedì 20 aprile 2010
Italia sia!
Dal 5 giugno al 26 settembre 2010 nelle prestigiose sale di Palazzo Mediceo a Seravezza (Lucca), si potrà ammirare la mostra "Italia Sia!" organizzata dal Comune di Seravezza (Lucca) e dalla Fondazione Terre Medicee. La mostra è realizzata con il patrocinio e il contributo finanziario di Regione Toscana, Provincia di Lucca, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Banca della Versilia e della Lunigiana e Henraux. Curata da Enrico Dei con la collaborazione di Andrea Baldinotti, la mostra propone, attraverso un percorso espositivo di oltre 100 opere tra pitture, documenti e disegni, di ripercorrere le vicende del Risorgimento – segnatamente quelle comprese fra il 1848 e il 1860 – testimoniando come, nel corso dell’Ottocento, gli avvenimenti della vita militare e l'epopea della liberazione abbiano dato vita ad un filone figurativo destinato a rifluire, in molti casi, nella vera e propria pittura di genere.In mostra opere di artisti quali Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Ferdinando Buonamici, Telemaco Signorini, Amos Cassioli, Pietro Aldi, Arturo Moradei, tutti tesi a celebrare alcuni episodi emblematici della Seconda Guerra d'Indipendenza. Episodi che trovano tuttavia, lungo le sale della mostra, un loro suggestivo contraltare nelle rappresentazioni di un Risorgimento vissuto – ma sarebbe forse meglio dire drammaticamente vissuto – in chiave totalmente civile. Tele come quelle di Ignazio Affanni, Cesare Bartolena, Micheli, declinano con accenti accorati un mondo d’affetti quotidiani che gli avvenimenti bellici stanno per spezzare per sempre. Un piccolo universo sul quale saprà indugiare anche la grafica del periodo come testimonia la sezione della mostra dedicata alle illustrazioni di carattere popolare destinate a riviste e periodici. Storia e mito alla radice dei quali vi sono anni cruciali per il destino della futura nazione.
Assecondando fedelmente lo svolgimento della vicenda storica, l’esposizione prende dunque le mosse dallo scontro di Curtatone e Montanara e dai volti dei suoi protagonisti. Al fine di ripercorrere nei termini più esatti le fasi cruciali della battaglia il comitato organizzatore ha scelto di fare dialogare le numerose quanto preziose testimonianze pittoriche, grafiche e documentarie (alcune delle quali inedite e qui esposte per la prima volta), con un grande plastico realizzato appositamente per la mostra, sul quale sono destinati a trovare posto circa seimila soldatini.
Un capitolo a parte è riservato a Giovanni Fattori, del quale viene ripercorsa, quasi mostra nella mostra, la produzione pittorica di soggetto ‘militare’. Un exursus che copre l’intero arco cronologico della sua attività. Dal grande cartone per la Battaglia di Magenta del 1859-60, realizzato nell’ambito del concorso Ricasoli, alle opere degli anni Ottanta e Novanta, contrassegnate se possibile, nella composizione figurativa, da una sempre più scoperta e programmatica vena antiretorica. A testimoniare l’eco dell’insegnamento fattoriano e il perdurare, anche in chiave elegantemente popolare, della fortuna di opere che vedono quali personaggi principali i soldati dell’esercito nazionale, è stata prevista un’ulteriore sezione che ha messo a confronto, tra gli altri, lungo le pareti della sede espositiva, artisti come Luigi Gioli e Ruggero Panerai.
Fatti di vita e d'arme del Risorgimento italiano
Mostra a cura di Enrico Dei con la collaborazione di Andrea Baldinotti.
Seravezza (LU), Palazzo Mediceo - via del Palazzo 358.
5 giugno-26 settembre 2010
Orari: dal 5 al 30 giugno e dal 13 al 26 settembre dalle ore 15.30 alle ore 20, lunedì chiuso. Dal 1 luglio al 12 settembre, tutti i giorni, dalle 10 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 24.00.
Ingresso: euro 5, ridotto euro 3
Catalogo Pacini Editore, Pisa
lunedì 19 aprile 2010
Museo e memoria storica
Per il quinto anno consecutivo l’Amministrazione Comunale di San Severo ed il MAT aderiscono alla Settimana della Cultura con un variegato complesso di iniziative sempre a tema, che in tutti questi anni ha richiamato costantemente un folto pubblico.
L’evento culturale più atteso dell’anno, la XII Settimana della Cultura, si svolge al MAT-Museo dell’Alto Tavoliere di San Severo con un programma volto a valorizzare le collezioni permanenti del museo stesso, ma anche il paesaggio storico dell’intero Alto Tavoliere, con quegli inestimabili beni rappresentati dai tratturi e dalla tradizionale pratica della transumanza che in questo territorio si svolgeva fin dall’epoca preromana.
Paesaggi raccontati attraverso una mostra di arte contemporanea ed attraverso la prestigiosa esposizione di cartografie di San Severo e del Tavoliere appartenenti all’Archivio di Stato di Foggia.
I luoghi del sacro, i reperti archeologici, gli attrezzi della pastorizia che narrano ai bambini ed al mondo della scuola il prezioso patrimonio dei tratturi e la tradizione della transumanza attraverso innovative forme didattiche, come le animazioni ludiche e lezioni-concerto.
Il paesaggio di Puglia ai tempi di Federico II è poi quello che si legge nel libro di Cinzia Tani, un best-seller che verrà presentato al pubblico nell’Auditorium del Museo.
Gli itinerari guidati lungo il Tratturo Regio “L’Aquila - Foggia” tra natura, archeologia e tradizioni costituiscono un'altra suggestiva modalità per scoprire il territorio dell’Alto Tavoliere.
Una Settimana della Cultura che con le sue proposte travalica i limiti temporali dettati dal Ministero, diventando un intero Mese della Cultura in cui il MAT produce un’offerta culturale in stretta connessione con le associazioni ed i club di servizio del territorio.
Programma
20 marzo-18 aprile 2010
Mostra di arte contemporanea “IL FUTURO RESPIRO DEL TEMPO contemporanea…mente. Viaggio nei colori”
Trasformazioni di paesaggi nel nostro territorio ed un viaggio tra i colori di artisti di Capitanata
lunedì 19 aprile e mercoledì 21 aprile ore 17.00
Giochiamo al Museo: “Il Gran Premio del Tratturo”
Animazione ludica alla scoperta di oggetti legati alla pratica della transumanza in un museo trasformato in un circuito da percorrere con curiosità e velocità.
Per bambini dagli 8 agli 11 anni; su prenotazione fino ad esaurimento posti disponibili
venerdì 23 aprile ore 11.00
Lezione Concerto al Museo
Musica d’archi al Museo con “Italian Quartett”: la musica spiegata ai ragazzi della scuola media inferiore ed arricchita da una visita guidata alle sale del MAT sui temi della pastorizia transumante nell’antichità e sul culto di Ercole, il dio dei pastori. Su prenotazione
Con “Amici della Musica” di San Severo e Scuola Media Statale “G. Palmieri”
venerdì 23 aprile ore 19.00
Presentazione del libro “Lo stupore del mondo” (Ed. Mondadori) di Cinzia Tani, giornalista RAI e scrittrice
Saluti del Sindaco di San Severo, avv. Gianfranco Savino
Intervengono Fabrizio Fabiano, Presidente del Rotary Club di San Severo, Elena Antonacci, Direttore del MAT, Enzo Verrengia, scrittore e giornalista
Con “Rotary Club” di San Severo
sabato 24 aprile ore 10.30
Inaugurazione della mostra “San Severo e il Tavoliere di Puglia nella cartografia dell’Archivio di Stato di Foggia” (24 aprile - 18 maggio 2010)
Saluti del Sindaco di San Severo, avv. Gianfranco Savino
Intervengono Viviano Iazzetti, Direttore Archivio di Stato di Foggia, Giuseppe Clemente, Presidente CRD - Storia Capitanata, Augusto Ferrara, Dirigente Servizi Museali, Elena Antonacci, Direttore del MAT
Con “Ministero Beni e Attività Culturali - Archivio di Stato di Foggia” e “Centro di Ricerca e Storia per la Capitanata” di San Severo
domenica 25 aprile
La Capitanata e le sue forme
Itinerario guidato nel paesaggio della transumanza (Bosco Lauria, San Paolo di Civitate)
Con Associazione Culturale “GIAVA” di San Severo
domenica 9 maggio
Terre di Transumanza
Itinerario guidato tra archeologia, natura e tradizioni legate alla transumanza
(Tratturo Regio “L’Aquila - Foggia”, area archeologica di Tiati, fiume Fortore e Taverna di Civitate, San Paolo di Civitate)
Con Associazione Culturale “GIAVA” di San Severo
Collaborazioni di Daniela Busini, Gioseana Diomede, Donato d’Orsi, Valentina Giuliani, Ambra Inglese, Graziano Urbano e Antonello Vigliaroli (Consorzio Libero)
INFO: MAT (Museo dell’Alto Tavoliere – Città di San Severo) Piazza San Francesco, 48;
tel./fax 0882 334409; 225738; e-mail: museocivicosansevero@alice.it
www.comune.san-severo.fg.it www.passionebarocca.it
Orari di apertura delle mostre: lun – ven: 9.00 – 13.30; 16.00 – 20.00
sab: 18.00 – 21.00
dom: 10.30 – 13.30; 18.00 – 21.00
Per informazioni sugli Itinerari guidati: associazionegiava@alice.it
Contatto Facebook: Associazione GIAVA
Tel. 0882 334409 (MAT) o Cell. 340 4128286
venerdì 16 aprile 2010
Etereoarte
Il 1 maggio 2010, alle ore 17.00 s’inaugurerà la mostra “Etereoarte”, con al suo interno un omaggio a Mario Mari, curata da Antonio Picariello e Romolo Liberale, promossa dal Comune di Luco dei Marsi. La mostra mette a confronto linguaggi espressivi eterogenei, tradizionali e innovativi, degli artisti: Giuseppe Cipollone, Giancarlo Costanzo, Luigi Di Fabrizio, Antonio Massimiani, Franco Sinisi e Pasquale Verdone. Un momento di scambio di esperienze tra artisti di formazione e linguaggi diversi, che non vuole porsi come “competizione” né favorire una valutazione gerarchica delle opere esposte, intende far riflettere su alcuni aspetti significativi della ricerca e sulla diversificazione di tendenze, imponendo allo spettatore l’attivazione di una coscienza critica che lo porti a riconoscere le “differenze” più che le “somiglianze” con la visione della “realtà” propria di ogni artista.Maggio riconvoca nomi di artisti portatori di coraggio, tradotti nel conteggio storico dei valori, iscritti nella successione degli eventi e correlati alla contestualità sociale che questi uomini e donne hanno saputo identificare, per fede, direi fede culturale, nell’ operato della propria sentita missione. Il senso storico del realismo sociale e il terminale di un secolo che più di altri ha modellato il tempo della transizione, sono gli elementi magici della percezione e della sopravvivenza offerti alla civiltà occidentale. Qui la funzione vera della qualità considera formula estetica, dispensatrice del sentire, la luce del pianeta, prima come voce esclusiva della coscienza sublime, poi come visione condivisa tra sensibilità artistiche e scientifiche. Ed è da qui che si concepisce questo atto creativo che incontra diversità linguistiche visive negli artisti che aprono alla sperimentazione del confronto percettivo che Sinisi nomina linguaggi eterogenei modellati sul principio della tradizione e dell’innovazione: consueta riflessione scientifica tra strutturalismo e vitalismo. È dunque la diversità delle tendenze l’atto artistico messo a regime da Giuseppe Cipollone, Giancarlo Costanzo, Luigi Di Fabrizio, Antonio Massimiani, Franco Sinisi e Pasquale Verdone. Una sperimentale composizione paradossalmente definibile come visivo musicale se si considera l’equilibrio delle pulsioni psicologiche dettate dalle teorie” schopenhauereane” dei colori e dagli elementi che suonano la nostra coscienza sensibile alla visione estetica per mezzo della forma sia pure polisemica e eterogenea nell’opera singola come nell’insieme della presentazione.
Titolo mostra: Etereoarte
Sede: Locali ex Municipio, Piazza Umberto I, Luco dei Marsi (AQ)
A cura di: Antonio Picariello, Romolo Liberale
Artisti: Giuseppe Cipollone, Giancarlo Costanzo, Luigi Di Fabrizio, Mario Mari, Antonio Massimiani, Franco Sinisi , Pasquale Verdone.
Vernissage: 1 maggio 2010, ore 17.00
Date: 1 - 10 maggio 2010
Orari: 9.00-12.00, 16.00-20.00
Ingresso libero
Catalogo in mostra
giovedì 15 aprile 2010
Pensieri estremamente sparsi
Come la tecnica pittorica di un autore possa realizzare l'omologia tra regimi scopici e regimi immaginari. Le opere di Andrea Di Marco tentano di rispondere continuamente a questa domanda. Il dato reale viene osservato nella sua interezza, fotografato per il suo dettaglio e colto soggettivamente nell'atto pittorico. Il pensiero si sparge estremamente e si reifica attraverso la tecnica stessa dell'autore. In questo nuovo ciclo di lavori dell'artista palermitano, in tutto sei oli e alcune carte, che torna ad esporre nella galleria Maniero dopo cinque anni, assistiamo all'affermazione e conferma di una tensione verso la catalogazione di ritratti di oggetti umanizzati a partire proprio dall'assenza dell'uomo.È una evocazione la pittura di Di Marco che si coglie nel momento dell'assenza. L'uomo abbandona gli oggetti lasciandoli carichi della sua presenza, colmi di un mana che continua e si impone nel tempo, che si annulla nel momento dell'evocazione. Gli oggetti sono comuni e riconoscibili, ma rappresentati e colti umanamente dall'uso di un colore tonale fatto di pochi elementi che non si basa sul contrasto ma sull' accostamento, tonalità non marcate che si fissano secondo tocchi continui, avvolgenti. Il metodo usato dall'artista si basa sulla proiezione su una tela di una presa fotografica che al buio viene alchemicamente filtrata dall'autore stesso nell'atto della pittura. È la perdita del postulato di visibilità, dell'impossibilità a cogliere oggettivamente il dato reale che spinge l'autore ad usare questa tecnica. È l'antico e costante principio della camera oscura che, se da un lato rappresenta il tentativo di oggettivizzazione del reale, dall'altro è una riserva di elementi soggettivi che si manifestano nel momento del cogliere - pittorico dell'autore - attraverso la messa in scena dell'evocazione.
“Fin da quando andavo a scuola avevo l’abitudine di annotare ciò che mi veniva in mente nel leggere un libro, nell’ascoltare una musica, nell’osservare un quadro, oppure anche ciò che di strano mi capitava. A questo scopo mi ero fatto rilegare un libro, al quale avevo posto un titolo: Pensieri sparsi.” (E. T. A. Hoffmann, Pensieri estremamente sparsi.)
La mostra sarà accompagnata da un testo di Alessandro Pinto.
Andrea Di Marco, nasce a Palermo nel 1970 dove vive e lavora. Si diploma all'Accademia di Belle Arti di Urbino nel 1991.
Esposizioni personali: 2009: "Comune Mortale" Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo. 2008: "Spettri" Libra Arte contemporanea, Catania. 2007: " Antropologia Minima " Cartiere Vannucci, Milano. 2006: “ Globo news” Galleria Maniero, Roma. 2005: "Fatti Fuori" , C4 Complesso Monumentale di Villa Caldogno, Vicenza. Esposizioni collettive: 2009: "Passaggi in Sicilia, la collezione di RIso ed oltre" Palazzo Riso, Palermo. "Ad Librandum" Casa Cogollo detta del Palladio, Vicenza. "Contemplazioni. Bellezza e tradizione del nuovo nella pittura Italiana contemporanea" Castel Sismondo e Palazzo del Podestà, Rimini. "Plenitudini", Galleria delle Logge e Pinacoteca di San Francesco, San Marino. "Palermo Babilonia Palermo" Galleria dell'Unione degli artisti Bulgari "Raiko Aleksiev", Sofia. "Artabù, icone della trasgressione" Giffoni Film Festival, Convento di San Francesco, Giffoni Valle Piana. 2008: " XV Quadriennale, Palazzo delle Esposizioni ,Roma " Experimenta" Ministero degli Affari Esteri, Collezione Farnesina, Roma. 2007: “L’isola che c’è”, Parlamento Europeo, Sala Menuhin, Bruxelles. “ Premio Fabbri, un secolo e oltre” Fondazione Del Monte, Bologna. “Ritratto di un quadro”, Libra Arte contemporanea,Catania. " Nuovi pittori della realtà", PAC ,Milano. " La nuova figurazione Italiana", Fabbrica Borroni, Bollate (Mi). "58°Premio Michetti", nuovi realismi, Fondazione Michetti, Francavilla al Mare, Chieti. "Arte Italiana 1968-2007 Pittura, Palazzo Reale, Milano. 2006: “Senza famiglia!” Società Promotrice delle Belle Arti, Torino.
Mostra: Andrea Di Marco. Pensieri estremamente sparsi
Inaugurazione: mercoledì 12 maggio 2010 ore 18,30
Durata mostra: dal 12 maggio al 18 giugno 2010
Luogo: Galleria Maniero via Dell’Arancio, 79 - 00186 Roma
Orari: da lunedì a venerdì ore 16 - 20 e su appuntamento
mercoledì 14 aprile 2010
Percorso Caravaggio
Un evento unico, una tappa fondamentale, un’antologia di ricerca e un punto di ritorno è la mostra del “pittore maledetto” Michelangelo Merisi, il Caravaggio, dove l’arte abbraccia il racconto, il mistero, la luce e il colore delle tele di inizio Seicento più ammirate e studiate, disseminate nelle gallerie di mezzo mondo. Sono gli ampi pannelli in vermiglio delle Scuderie del Quirinale a Roma che presentano e celebrano in un percorso di luci ed ombre il quarto centenario della morte dell’uomo che ha fatto della pittura una fedele introspezione della realtà.
La raccolta dei capolavori, un sintetico ma pur sempre affascinante viaggio artistico nel mondo impervio e turbolento di formazione, committenze, intrighi ed amori, vuole presentare al grande pubblico prettamente le sole opere “capitali” del maestro lombardo, ossia quelle storicamente riconosciute, distanziando dal contesto le altre che ancora oggi sono oggetto di dibattito ed attribuzione da parte degli storici. Il viaggio nel naturalismo del Merisi si presenta, nell’allestimento a due piani delle Scuderie, storicamente tripartito (“il periodo giovanile”; “il successo”; “gli anni della fuga”) così da far ripercorrere al visitatore le maggiori tappe di questo viaggio tra i colori, le ombre, la religiosità, nella tecnica, negli scenari quotidiani, sino a raggiungere l’oscuro vortice della sua affannosa fuga, terminata poi nella tragica scomparsa, che tutt’oggi è oscurata dal mistero.Per suscitare un maggiore interesse ed approfondimento sulle vicissitudini del maestro, si riportano di seguito, in chiave cronologica, le maggiori curiosità del suo percorso biografico- artistico.
- 1571 - nasce a Milano (le ultime ricerche sulle fonti hanno dato alla luce un atto di nascita a Milano, anziché ritenere la nascita a Caravaggio, come si è sin’ora sostenuto)
- 6 aprile 1584 - sua madre, Lucia Aratori, firma un contratto di apprendistato per il figlio tredicenne sotto pagamento di quarantaquattro scudi d’oro. Il suo maestro, Simone Peterzano, è stato a sua volta allievo di Tiziano. Comincia il suo fortunato tirocinio.
- Estate 1592 - Caravaggio, dopo la morte della madre, spartisce l’eredità con fratelli e sorelle e si reca a Roma. Il suo spostamento sarà giustificato (forse?) per un fatto di sangue avvenuto nella città natia. Inizia per lui un periodo di successo immediato.
- 1597 - Nella Villa di campagna del fratello del Cardinale Del Monte, suo futuro protettore, Caravaggio esegue il suo unico affresco, titolato Giove, Nettuno e Plutone.
- 1599 - Nella Giuditta e Oloferne di Palazzo Barberini, posa per il volto della giovane ritratta la allora nota Fillide Melandroni, prostituta nonché amante del banchiere Vincenzo Giustiniani e già modella in altre opere dell’artista. Caravaggio prima o poi se ne innamorerà.
- 1596-99 - Dopo essere entrato nella cerchia di personalità eminenti del mondo ecclesiastico, ottiene la sua prima commissione pubblica: il ciclo di San Matteo in San Luigi dei Francesi a Roma.
- 1602-03 - Il pittore esegue l’Amor Vincit Omnia di Berlino, una sorta di esaltazione pittorica sul tema dell’amore. Il personaggio ritratto è il suo allievo ed amante Cecco Boneri, più volte presente in diverse sue tele.
- 1603 - Caravaggio subisce un processo per aver diffamato il suo antagonista e pittore Giovanni Baglione.
- 1606 - Dopo continui reati, si sporca di un altro sanguinoso omicidio: uccide in una rissa Ranuccio da Terni.
- 1607-08 - Dopo essere fuggito prima a Zagarolo, poi a Napoli, soggiorna a Malta, dove tenta di espiare le sue colpe arruolandosi nel cavalierato dell’Ordine di San Giovanni Gerosolimitano. Dopo breve tempo viene di nuovo messo agli arresti inspiegabilmente. Un secondo mistero è che in pochi giorni riesce nuovamente a scappare sino in Sicilia, a Siracusa.
- 1610 - Dopo quasi un lustro di esilio, Paolo V gli concede la tanto attesa grazia, ma Caravaggio non ne viene mai a conoscenza, perché ben presto muore sulla spiaggia di Porto d’Ercole in Toscana. Rimane un mistero il perché, per raggiungere Roma da Napoli, il pittore avesse costeggiato la Toscana. La sua fama diviene di lì a poco un’affascinante leggenda.
Titolo mostra: Caravaggio
Sede: Scuderie del Quirinale, Roma
Date: dal 18 febbraio al 13 giugno 2010
A cura di: Rossella Vodret e Francesco Buranelli
Orario: da domenica a giovedì ore 10-20; venerdì e sabato 10-22.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Ingresso: intero € 10; ridotto € 7,50
Catalogo: Skira
venerdì 9 aprile 2010
Geometria linguaggio dell'eterno
Grandi navi stilizzate scolpite nel granito, anelli incrociati in marmo bianco che simboleggiano l'infinito. Sono queste le sculture dell'artista Silvio Santini che saranno esposte nella sala Peregrinatio in piazza Ospitalieri ad Altopascio (Lucca), da domani sabato 10 al 29 aprile. La mostra, che sarà inaugurata alle ore 18 alla presenza dell’artista, del curatore prof. Paolo Nerbi, del sindaco Maurizio Marchetti, dell’assessore alla Cultura Nicola Fantozzi, si intitola "Geometria linguaggio dell'eterno", ed è organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Altopascio.Un percorso espositivo con 11 sculture che sintetizzano bene la ricerca di questo artista di spicco della scuola di Carrara che da sempre segue una sua personale ricerca nell’astrattismo e nella geometria. Inizia l’attività di artigiano scalpellino negli anni sessanta presso il famoso laboratorio di scultura Nicoli dove lavora per sette anni, collaborando alla realizzazione di opere in marmo con artisti di fama mondiale, tra i quali Vangi, Ipoustéguy, Cardenas, Muller, Rossello Cascella, Roca Rey, Plazzota, Poncet. Nel 1971 fonda con due compagni di studi (Paolo Grassi e Mario Fruendi) il laboratorio di scultura S.G.F. a Torano vicino Carrara che diventa in breve tempo punto d'incontro per scultori di tutto il mondo. Da lì inizia il suo percorso artistico contrassegnato anche da una collaborazione con l’artista Max Bill per la realizzazione d’importanti opere del maestro.
Per Silvio Santini la geometria della forma diventa un vero e proprio linguaggio esistenziale. E questo perchè è molto stretto il suo legame con la tradizione della scuola di Carrara per la quale è fondamentale ancora usare la mano e lo scalpello per plasmare la pietra. Tra le opere esposte ad Altopascio ci sono le “barche” stilizzate in perfette forme geometriche e scolpite nella materia più dura: il granito. Alcune sono davvero imponenti lunghe, fino a due metri. In esse legno e acqua diventano tutt'uno simboleggiando il viaggio interiore di ogni uomo; mezzi “per attraversare il tempo”. L’altro motivo di Santini sono i grandi anelli intrecciati in marmo bianco e statuario che si rifanno a quelli di “Moebius”, simboli dell'infinita ricerca circolare dell’uomo; la geometria come linguaggio dell’eterno. Infine Santini propone la sua versione scolpita del “Giano Bifronte” con “janua”, un’opera in marmo bianco dove l’arte segue precise regole matematiche nella rappresentazione di una doppia verità. Colonne che però sono prismi a base triangolare.
“Un’opera astratta, ma fortemente concreta per il suo significato - ha detto il curatore Paolo Nerbi - dove tutto trova un significato preciso. In questo modo le sculture di Santini sono da toccare e ascoltare in un viaggio esistenziale”. “Con questa mostra per la prima volta proponiamo la scultura astratta - ha aggiunto l'assessore alle attività culturali del Comune di Altopascio Nicola Fantozzi - dopo le due precedenti mostre dedicate alla scultura figurativa. Una scelta che vuole rafforzare il nostro legame con la grande scuola artistica di scultura di Carrara”.
Silvio Santini. Geometria linguaggio dell'eterno
Sede: Sala Peregrinatio, piazza Ospitalieri, Altopascio (LU)
Date: 10-19 aprile 2010
Inaugurazione: sabato 10 aprile, ore 18.00
Orari: martedì-venerdì 16.00-19.00, sabato e domenica 9.00-13.00, 15.00-19.00
Ingresso: libero

giovedì 8 aprile 2010
Tra gli Incanti dell’Eden
Dal 24 aprile, nella storica residenza della casata Aldobrandini nel Quattrocento, il Palazzo Borghese di Firenze presenta “Tra gli Incanti dell’Eden” mostra personale di Vesna Pavan, art designer di origine friulana, ma milanese d’adozione che di recente è stata oggetto di attenzione da parte di critici d’arte e dei media internazionali.L’esposizione propone un nucleo di cinquanta opere dell’artista che mostrano una straordinaria sintesi segnica, cromatica ed iconografica: nel compendio si concentra l’intero universo artistico dell’autrice di Spilimbergo che propone un disegno essenziale interpretato da un raffinato teatro di linee.
Riconosciuta a livello nazionale come una sensibile ricercatrice della femminilità e delicata interprete del senso estetico del Ventunesimo secolo, Vesna Pavan propone un nuovo modello di femminilità reattiva agli schemi tradizionali e alle attuali incombenze del gentil sesso.
Vesna Pavan è l’improvviso terremoto che ha sconquassato la ricerca artistica e l’attività pittorica della regione lombarda nell’ultimo decennio di fermenti creativi, divulgando i suoi profumi progressisti e diffondendo note eversive su tutto il territorio nazionale.
L’ultimo triennio ha registrato sulla scena artistica milanese e settentrionale l’ampia presenza dell’arte di Vesna Pavan ai principali eventi culturali con il fine di valorizzare il ruolo e le virtù ancestrali della donna di oggi. Questo modello di femminilità dissimula una bellezza decadente, mettendo in luce i punti forza della fisicità di una donna e le sue doti intellettuali e relazionali.
Le qualità comunicative della brillante artista delineano una personalità fortemente carismatica in grado di imprimersi nell’arte contemporanea in maniera indelebile e senza dare spazio ad alcuna reversibilità di concezione.
Dopo aver esaminato il leit motiv della produzione pittorica di Vesna, analizzando la sfera iconografica, si giunge ad un particolare personaggio nato dall’immaginario pavaniano: Legghy. In esso la vitalità ludica dell’autrice s’interfaccia con la sensuale bellezza delle figure femminili, mostrando il lato più infantile e spontaneo dell’artista, che spiega: “Ogni mio studio è sempre accompagnato dall’esperienza in prima persona. Prima, durante e dopo il mio agito ho dipinto. La mia arte è frutto delle mie esperienze e, pertanto, io sono la mia arte e la mia arte mi rappresenta”.
Vesna Pavan. Tra gli Incanti dell’Eden
Sede: Palazzo Borghese, Via Ghibellina 110, Firenze
Date: 24 aprile - 24 settembre 2010
Inaugurazione: sabato 24 aprile, ore 18.00
Orario di visita: da lunedì a sabato dalle ore 9 alle 17, domenica chiuso
Ingresso: libero
mercoledì 7 aprile 2010
Remember
Dopo un anno dal terremoto in Abruzzo, la città di Milano ospita nelle strade pedonali del centro una importante e innovativa installazione fotografica di immagini e parole dedicate a L’Aquila: “REMEMBER” Vivi che ricorderai, dal 5 giugno al 4 luglio 2010. Cinquanta gigantografie, allestite all’aperto in Corso Vittorio Emanuele, offriranno al pubblico un importante spunto di riflessione e un momento di pausa dalla frenesia quotidiana.La mostra è promossa dall’Associazione Casa di Letizia Moratti con il patrocinio del Comune di Milano – Assessorato Politiche Sociali, la cui volontà istituzionale ha reso realizzabile il progetto. Un evento superpartes, benefico, senza scopi di lucro né intenti politici, che si rivolge a tutti, come persone, indistintamente. A cura di Daniela Palazzoli, l’installazione nasce da un’idea di Homelesstudio e grazie alla collaborazione con la Misericordia Milano e la Misericordia Sant’Ambrogio (Confederazione Nazionale delle Misericordie).
Il progetto ha origine dall’esperienza del fotografo Marco Cisaria a L’Aquila ad una settimana di distanza dalla prima grande scossa del 6 aprile 2009, quando le squadre di soccorso hanno iniziato i primi recuperi. La città piena di vita fino a pochi giorni prima, era svuotata e in un silenzio irreale. Vuota nei rumori. Vuota nei negozi. Vuota nelle vie. Nella sua rovinosa imperfezione sembrava tutto paradossalmente perfetto. Palazzi in equilibrio su travi pericolanti, muri sbriciolati su automobili appiattite.
Le fotografie scattate ritraggono dunque una città silenziosa e vuota dopo il sisma, eppure sono immagini dai colori accesi in cui si vedono anche gli animali, i fiori della primavera, i prati verdi e il cielo azzurro intenso, e che grazie alla tecnica fotografica HDR rendono visibili molte più informazioni, con un’enfasi di perfezione quasi irreale.
Le meravigliose fotografie si staglieranno una dopo l’altra in Corso Vittorio Emanuele, catturando l’attenzione dei passanti e invitandoli a soffermarsi per osservare gli effetti del terremoto con occhi diversi. Immagini e frasi senza dramma o denuncia, sensazionalismo o pietismo, che traducono piuttosto la speranza di un nuovo inizio e un inno alla vita: “Vivi che ricorderai” come dice un antico proverbio Abruzzese. Frasi come voce narrante di uno spaccato di vita prima del sisma. Ricordi apparentemente banali, semplici, riferiti alle azioni di tutti i giorni, eppure importanti che si legano ad immagini di un presente diverso dalle aspettative ma da cui ripartire guardando al futuro.
Le immagini esposte non sono dunque un reportage di cronaca. Sono l’espressione artistica di un pensiero filosofico e sociale attraverso il binomio fotografie-parole che è anche il mezzo per condividere l’esperienza vissuta in prima persona dal fotografo sul campo.
Per la sede della mostra è stato scelto, non a caso, il Capoluogo lombardo. Una città con un pubblico internazionale e con cinque milioni di passanti al mese. Una città frenetica ma attenta agli stimoli culturali e sociali e quindi una realtà adatta per comunicare un messaggio importante che possa risuonare da Milano in tutta Italia e in Europa. Il messaggio si inserisce nella quotidianità e riguarda chiunque perché spesso distrattamente non ci si accorge o ci si dimentica di ciò che accade. La mostra propone invece di ricordare e di farlo con un punto di vista positivo per continuare a vivere con valori più autentici.
Remember. Vivi che ricorderai...
Milano > Corso Vittorio Emanuele II
5 giugno - 4 luglio 2010
Installazione fotografica nel centro di Milano
A cura di Daniela Palazzoli
Fotografie di Marco Cisaria
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