venerdì 30 settembre 2011

Vito Vaccaro a Palermo

Comunicato stampa

La Provincia Regionale di Palermo accoglie un’antologica di Vito Vaccaro nella sua città natale dove frequentò l’Accademia sotto la guida di Mario Rutelli e dove ricevette i primi riconoscimenti.
Si trasferì a Milano nel 1920 entrando a far parte della cerchia degli artisti milanesi e vi operò fino al 1960, anno della sua scomparsa.
A Palazzo Sant’Elia vengono proposti disegni, bronzi di finezza plastica (”Bimba col cerchio” “L’offerta”) e opere pittoriche (ritratti, figure, nudi, paesaggi, nature morte) che, con pennellate decise e ricchezza di controluce, restituiscono il sentimento e l’atmosfera del momento.
Legato alla matrice meridionale del verismo di fine ottocento, Vaccaro ha esposto più volte alla Reale Accademia braidense, alla Biennale di Venezia, all’Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma , alle varie mostre Interprovinciali di Milano e ha realizzato molteplici personali.

Mostra: Vito Vaccaro
Sede: Palermo, Palazzo Sant’Elia, via Maqueda, 81
Durata: 28 ottobre - 27 novembre 2011
Inaugurazione: venerdì 28 ottobre 2011, ore 18.30
Orario: da martedì a sabato 10.00/18.30 – domenica e festivi 9.30/13.00
Ingresso libero
Catalogo: Edizioni Gabriele Mazzotta (pagine 120, illustrazioni 112, Euro 25,00)

Immagine: Vito Vaccaro, Lo Sperone - Palermo, 1932

mercoledì 28 settembre 2011

Il giovane Ribera tra Roma, Parma e Napoli 1608-1624

di Sonia Gammone

Nella Sala Causa del Museo di Capodimonte a Napoli, è stata inaugurata il 23 settembre la mostra Il giovane Ribera tra Roma, Parma e Napoli 1608-1624, interamente dedicata al grande pittore spagnolo. Considerato tra i maggiori esponenti della pittura di area naturalistica e caravaggesca in Italia e in Europa. Presentata al Museo del Prado a Madrid, nella scorsa primavera, la mostra è organizzata da Museo Nacional del Prado e dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli – Museo di Capodimonte. Dopo aver riscosso un grandissimo successo in Spagna, la mostra si propone ora al pubblico italiano in tutta la sua spettacolarità. Al Museo di Capodimonte sono esposti circa quaranta capolavori del giovane Ribera, che con alcune modifiche ed integrazioni rispetto all’esposizione spagnola ci offre una grande opportunità di approfondimento di uno dei periodi più significativi e più alti del panorama artistico del Seicento. In particolare la mostra fissa la sua attenzione sui primi anni della produzione artistica del giovane Ribera ponendo l’accento su tele spesso oggetto di appassionati dibattiti circa la loro attribuzione. Dopo un primo gruppo di dipinti, alcuni per la prima volta in esposizione, che documentano i diversi momenti della vita artistica dello spagnolo tra Roma e Napoli, si giunge ad ammirare la svolta stilistica che lo avrebbe portato, dopo il 1624, alla piena maturità con le celebri opere quali il Sileno ebbro, il San Girolamo con l’angelo del Giudizio e la Trinitas terrestris e santi, che sono abitualmente esposti come collezioni permanenti del Museo di Capodimonte. Una mostra ricca e appassionante di una artista tra i più affascinanti dell’epoca che sarà possibile visitare fino al prossimo 8 gennaio 2012.

lunedì 26 settembre 2011

Thomas Munns. Heimat

Comunicato stampa

In occasione della decima edizione di Fotografia - Festival Internazionale di Roma, Thomas Munns, giovane fotografo italo-tedesco, presenta il suo lavoro, Heimat, che interpreta a pieno il tema proposto quest’anno, “Motherland”. Heimat (parola che in tedesco significa luogo natale e di residenza, paese d'origine e casa paterna) propone un’indagine sul rapporto tra il territorio e la fotografia, su come quest’ultima diventi un dispositivo di ricerca determinante per recuperare (o creare) l’appartenenza ad un luogo connotata da un’ esperienza intima e personale.
Se il Romanticismo può essere considerato il punto di partenza della ricerca artistica di Thomas Munns, ad una più attenta lettura delle sue fotografie si acquista la consapevolezza che lo scopo ultimo del lavoro sia proprio la rielaborazione di questo antico concetto. Infatti, ciò che viene immortalato negli scatti è una natura più arcana che avversa, non c’è una visione sublime che la rende ostile e inaffrontabile ma un desiderio di confronto e comprensione in cui la natura stessa è oggetto di una ricerca conoscitiva individuale.
Le fotografie presentate sono intrise di una spiritualità che diviene una chiave di lettura della realtà: l’uomo e la natura sono in rapporto paritetico e la montagna è simbolo di questa continua sfida che trova la sua risoluzione proprio in una non sopraffazione dell’uno sull’altra. La positività che ne scaturisce è legata anche alla metodologia con cui sono stati fatti gli scatti, infatti l’autore ha affrontato nel vero senso della parola le Dolomiti, scalandole. Il conflitto si scioglie e le fotografie risultano essere indagini di esperienze esistenziali autentiche. È creato in questo modo un Romanticismo contemporaneo, riattualizzato e coniugato al presente.
Heimat è il racconto della storia personale di Thomas Munns, in cui la memoria gioca un ruolo decisivo nel proporre punti di vista nuovi ed autentici. Tutto ha origine dall’esperienza vissuta, in cui ogni singolo scatto esiste autonomamente senza subordinarsi ad alcuna trama già narrata ma si afferma nella sua evidenza creativa. Si dispiega un racconto che segue un flusso non continuo, che ci proietta in una dimensione in cui la mera descrizione dei luoghi perde importanza e si afferma il tentativo di cercare la propria terra.

Thomas Munns nasce a Roma nel 1984, da madre tedesca e padre italo-inglese. Frequenta la Scuola Germanica di Roma fino al 2003. Nello stesso anno intraprende lo studio di Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli di Roma e contemporaneamente inizia lo studio della fotografia alla Rome University of Fine Arts. L’incontro con il maestro Franco Fontana nel 2007 svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo della sua visione. Nel 2010 completa con il massimo dei voti il Master in Fotografia di Moda e Pubblicità presso l’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata. Attualmente opera nel settore dell’advertising a fianco del maestro Ottavio Celestino.

Titolo: Thomas Munns. Heimat
A cura di: Claudia Cavalieri
Luogo: Palazzo Maffei Marescotti, Via della Pigna 13 A, Roma
Durata: dal 7 al 15 ottobre 2011
Inaugurazione: venerdì 7 ottobre 2011, ore 18.30
Orario: dal lunedì al sabato, dalle ore 12.00 alle 20.00, o su appuntamento | ingresso libero

giovedì 22 settembre 2011

Errata corrige

Diversamente da quanto riportato sul numero di settembre di "In Arte", attualmente in edicola, la mostra di Franco Corbisiero dal titolo "Hyle - La materia di un nuovo realismo" sarà aperta dal 22 ottobre al 30 novembre 2011, sempre presso il Convento di Santa Maria de Plano di Calvello (Pz).

martedì 20 settembre 2011

De Humana Proportione

di Maria Rosaria Compagnone

La mostra “De Humana Proportione” è la prima iniziativa promossa dall’Associazione Culturale Parrasios e si apre nell'ambito del Forum Universale delle Culture 2013. L'Associazione Culturale Parrasios nasce dalla coesione di un gruppo di artisti che fondano il loro fare sul sapere della Tradizione e sulla ricerca di un linguaggio figurativo in grado di imporsi nella contemporaneità. Tale associazione intende difatti riallacciare le fila di un discorso in parte interrotto e penalizzato dalla cesura novecentesca ristabilendo così il prolifico rapporto tra la rappresentazione della figura umana e il pensiero filosofico e poetico ad essa sotteso da millenni. La Parrasios nasce in riferimento e quindi trovando sostentamento e linfa nella meravigliosa decadenza di una Napoli antica, troppo spesso dimenticata e abbandonata dalle istituzioni. Questo gruppo di artisti vuole pertanto riaffermare l’importanza dell’arte figurativa per una città che vanta una tradizione superba e antichissima. Il “vernissage” propone una selezione di giovani e talentuosi artisti formatisi nell’orbita culturale e pittorica partenopea che con le loro opere ridanno splendore ad un’arte figurativa sempre più offuscata e biasimata dal contemporaneo, in particolare di quelle espressioni che mostrano chiaramente i segni dell’eredità di una tradizione che trae le sue origini dalle radici elleniche della città e che attraverso i secoli si è nutrita delle espressioni più elevate dello spirito umano.
L’esposizione avrà luogo presso l'Ex Asilo Filangieri (situato nel cuore del centro storico, nelle immediate vicinanze di San Gregorio Armeno) sede della Fondazione Forum Universale delle Culture 2013 che, con le sue sale seicentesche, si rivela essere una location d’eccezione per ospitare una mostra d'arte figurativa napoletana del nostro tempo. Nei giorni della mostra si terrà inoltre una rassegna di eventi con dimostrazioni dal vivo di disegno e modellato e rappresentazioni teatrali.

Titolo mostra: De Humana Proportione
Sede: Ex Asilo Filangieri, Napoli, Vico Giuseppe Maffei 4
Data: dal 23 al 30 settembre
Orari: dalle 9.00 alle 19.00
Contatti: associazioneparrasios@gmail.com
http://www.facebook.com/parrasios

Immagine: logo dell’associazione culturale Parrasios

lunedì 19 settembre 2011

Fausto Pirandello - I Nudi

Comunicato stampa

Prosegue con grande successo la mostra Fausto Pirandello - I Nudi, iniziativa speciale promossa dal Padiglione Italia alla 54. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, in corso al Palazzo Grimani di Venezia fino al 27 novembre 2011.
Promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Direzione Generale PaBAAC, dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda Lagunare e dalla Fondazione Fausto Pirandello, l'esposizione è a cura di Vittorio Sgarbi e organizzata e prodotta da Arthemisia Group.

Fausto Pirandello nasce a Roma il 17 giugno 1899 e muore il 30 novembre 1975. Al termine della “Grande Guerra” il padre, Luigi Pirandello, lo sprona a studiare scultura e frequenta un corso di disegno presso Sigismondo Lipinsky. Scopre però che la creta gli irrita i polmoni e passa alla pittura che non abbandonerà per tutta la vita e che egli stesso definisce come la felicità mia di dipingere, o il piacere solitario provocato a tratti.
Un tema di grande fascino, coltivato da Fausto Pirandello in tutta la sua produzione, è il nudo del corpo femminile. La mostra racconta, con oltre venti dipinti, tra cui sei pastelli inediti, i corpi “spogliati”, prorompenti, incombenti e tormentati, concepiti secondo un’intuizione che raffigura il peso del corpo nel tormento del pensiero e della psiche umana.
Un’occasione unica per ammirare dunque tutti questi nudi di Fausto Pirandello, tra cui tre mai esposti a Venezia prima d’ora: Nudo in prospettiva del 1923 che apre il percorso espositivo, la brillante Composizione con nudi e pantofole gialle del 1923 circa e il prorompente Nudo su fondo bianco del 1928 che tanto sarebbe piaciuto nella sua grossa coscia a Lucien Freud.

 Queste opere fanno parte dei nudi “isolati” di Pirandello; corpi femminili in posa in cui la materia pittorica è pastosa, strumentale alla loro condizione di essere “soli con se stessi” con la pesantezza di un corpo vissuto come condanna, come lo è Donne al mare / Bagnanti del 1931 eseguito dopo il soggiorno parigino dell’artista. Questo dipinto documenta il passaggio dai singoli nudi messi in posa, alle bagnanti in cui ogni cosa è immobile, fino alla scomposizione astratta delle sue opere più mature realizzate negli anni ’50: il Nudo seduto del 1948, la Donna con occhi azzurri del 1950 o ancora il materico e compatto Nudo del 1949. Sono queste opere le deformazioni del corpo che riflettono perfettamente le anime tormentate dei soggetti raffigurati.
 In Nudo su fondo rosso del 1951 o in Figura riversa del 1953 i corpi divengono schematici e lineari. La mostra presenta inoltre sei pastelli inediti di Fausto Pirandello che egli stesso definisce come un estemporaneo battito d’ali di farfalla.
Lungo il percorso espositivo una interessante sezione didattica con un video e alcune fotografie mette a confronto le opere di Fausto Pirandello con quelle di Lucian Freud: un ideale parallelismo pittorico tra il figlio di Luigi Pirandello, drammaturgo legato ai disturbi della personalità, e il nipote di Sigmund Freud, padre della psicanalisi e interprete dei turbamenti dell’animo umano.
Il confronto tra i due artisti non nasce dalla loro condizione di parentela ma proprio dalle loro opere. Infatti, già Robert Hughes, il critico d’arte australiano, aveva notato che in alcune opere di Fausto Pirandello, particolarmente quelle fra il 1923/24 e il 1940, vi sono molti nudi di uomini e di donne che possiedono nella materia, nella posizione e nell’intreccio dei corpi, una evidente e straordinaria affinità con i nudi di Lucien Freud, drammatici, intensi e densi di una materia pittorica che è l’equivalente della carne.

Titolo mostra: Fausto Pirandello - I Nudi
Sede: Venezia, Palazzo Grimani a Santa Maria Formosa
Durata: fino al 27 novembre 2011
A cura di: Vittorio Sgarbi
Orari apertura: da martedì a domenica dalle 9.00 alle 19.00, lunedì dalle 9.00 alle 14.00
Biglietto mostre collaterali Biennale: intero 7,00 euro, ridotto 5,00 euro

venerdì 16 settembre 2011

Una chiesa-pinacoteca ad Aliano

di Francesco Mastrorizzi

La Chiesa Madre di Aliano, dedicata al patrono del paese, San Luigi Gonzaga, fu edificata nel XVI secolo. Costituita da un'unica navata, al suo interno ospita opere d’arte di particolare rilievo. Entrare nella chiesa significa ritrovarsi circondati dall’arte, come in una pinacoteca, con tele di grande valore, risalenti a un periodo che va dal XVI al XVIII secolo, che riempiono e adornano entrambe le pareti laterali.
Sulla parete destra è possibile ammirare, tra gli altri, la Madonna del Carmine del Pietrafesa (XVI sec.), la Madonna Assunta dagli angeli di Antonio Sarnelli (XVII sec.) e la splendida Maddalena penitente del XVII secolo attribuita al pittore Nicola Cacciapuoti, allievo di Luca Giordano.
E’ presente, inoltre, la Madonna del Suffragio e donatore, unica opera dell’artista Carlo Sellitto (1581-1614) presente in Basilicata, suo luogo d'origine (il padre Sebastiano era un pittore nativo di Montemurro). Il dipinto è anche l'unica opera giunta a noi del Sellitto in cui è presente un ritratto (quello del committente), specialità per la quale era grandemente apprezzato, soprattutto dall'aristocrazia partenopea. La tela è firmata e lo stile è assimilabile al tardo manierismo napoletano, ma il realismo del ritratto e la resa materica delle figure testimoniano la conoscenza dell’opera del Caravaggio.
Sulla parete sinistra interessante è l'olio su tela del XVII secolo di Santa Lucia, attribuito al pittore Giovanni Angelo D'Ambrosio di Saponara.
Al centro dell’edificio il presbiterio è arricchito da un altare in stile barocco e da una scultura lignea della Madonna Immacolata del XVIII secolo.

giovedì 15 settembre 2011

Il Rinascimento a Roma

Comunicato stampa

Dopo il successo della grande mostra dedicata al Quattrocento romano, la Fondazione Roma offre al pubblico un’affascinante retrospettiva sulla Roma del Cinquecento. La mostra Il Rinascimento a Roma. Nel segno di Michelangelo e Raffaello indaga e approfondisce, per la prima volta, tutti gli aspetti artistici, architettonici e urbanistici del Cinquecento nell’Urbe.
Promossa dalla Fondazione Roma l’esposizione è organizzata dalla Fondazione Roma Arte Musei con Arthemisia Group e sarà ospitata nelle sale del Museo Fondazione Roma, Palazzo Sciarra dal 25 ottobre al 12 febbraio 2012.
La mostra Il Rinascimento a Roma. Nel segno di Michelangelo e Raffaello deve considerarsi il seguito di quella dedicata alla rinascita quattrocentesca della città, intitolata Il '400 a Roma. La rinascita delle arti da Donatello a Perugino tenutasi al Museo Fondazione Roma nel 2008, curata Marco Bussagli e Claudio Strinati, con il coordinamento di Maria Grazia Bernardini.
Questa volta l’esposizione, a cura di Maria Grazia Bernardini e Marco Bussagli, illustra per la prima volta, l’arte a Roma nel Cinquecento, dall’alto Rinascimento della Roma di papa Giulio II e Leone X e dei massimi artisti, Michelangelo e Raffaello, all’arte dei decenni successivi, che si declina nel segno dei due grandi maestri, sostanziata di cultura umanistica, ma verso una astrazione della forma, più elegante e decorativa, fino alla morte di Michelangelo nel 1564, quando prende avvio un’arte profondamente condizionata da una nuova e coinvolgente religiosità.
L’esposizione si articola in sette sezioni in cui saranno esposti capolavori di Raffaello, come l’Autoritratto(Galleria degli Uffizi, Firenze) e il Ritratto di Fedra Inghirami (Palazzo Pitti, Firenze), e di Michelangelo come il David-Apollo (Museo Nazionale del Bargello, Firenze) e la copia del Giudizio Universale di Marcello Venusti (Museo di Capodimonte, Napoli), oltre a numerose opere d’arte di artisti come Francesco Salviati (Adamo ed Eva della Galleria Colonna, Roma), Perin del Vaga (Madonna con Bambino di Melbourne, Australia), Sebastiano del Piombo, di cui sono esposti in mostra il Ritratto di Vittoria Colonna della Harewood House Troust di Leeds e il Ritratto del cardinale Reginal Pole dell’Ermitage, e Guglielmo della Porta (Spinario, Ermitage).
Di grande interesse è la Pietà di Vittoria Colonna di Buffalo di ambito michelangiolesco e attribuita a Michelangelo stesso recentemente, di cui la Fondazione Roma ha adottato il restauro.
Novità assoluta è inoltre la suggestiva ricostruzione virtuale in 3D della meravigliosa Loggia di Psiche affrescata da Raffaello e la sua scuola, riprodotta in mostra grazie alla tecnologia ENEA. Il pubblico della mostra potrà così immergersi in uno scenario virtuale di affreschi affascinanti che raccontano mirabili storie e miti antichi nella seducente atmosfera del Cinquecento romano.

Titolo mostra: Il Rinascimento a Roma. Nel segno di Michelangelo e Raffaello
Date: 25 ottobre 2011 - 12 febbraio 2012
Sede: Roma, Fondazione Roma Museo, Palazzo Sciarra
A cura di: Maria Grazia Bernardini - Marco Bussagli

Immagine: Raffaello Sanzio, Putto, 1511-1512, affresco staccato, Accademia Nazionale di San Luca.

mercoledì 14 settembre 2011

Georgia O’Keeffe

Comunicato stampa

Dopo lo straordinario successo della mostra su Edward Hopper, la Fondazione Roma rende omaggio ad un'altra icona dell'arte americana del XX secolo: Georgia O’Keeffe.
Per la prima volta in Italia una grande retrospettiva storica intende esplorare il complesso universo dell’artista che, attraverso la visione delle forme naturali e architettoniche del mondo, ha cambiato il corso della storia dell'arte moderna.
Promossa dalla Fondazione Roma, organizzata dalla Fondazione Roma Arte Musei con Kunsthalle der Hypo-Kulturstiftung, Helsinki Art Museum e Arthemisia Group in collaborazione con il Georgia O’Keeffe Museum, la mostra sarà ospitata nelle prestigiose sale del Museo Fondazione Roma, Palazzo Cipolla dal 4 ottobre 2011 al 22 gennaio 2012.
Dopo la sede romana l’esposizione si trasferirà a Monaco presso il Kunsthalle der Hypo-Kulturstiftung dal 3 febbraio al 13 maggio 2012 e successivamente a Helsinki presso l’Helsinki Art Museum dal 31 maggio fino al 9 settembre 2012.
Georgia O’Keeffe è fra le più famose artiste d’America. Nel 1920 divenne una delle capofila dell’arte modernista riscuotendo una straordinaria attenzione e un grande successo di pubblico e di critica. La sua produzione è tuttavia poco conosciuta al di fuori dei confini americani e, benchè alcune delle opere dell’artista siano state occasionalmente esposte in Europa, questa retrospettiva costituisce la prima vera occasione per far conoscere al pubblico italiano il lavoro della O’Keeffe.
La mostra, a cura di Barbara Buhler Lynes, presenta oltre 60 opere provenienti dalla Collezione del Georgia O’Keeffe Museum di Santa Fe in New Mexico, che ospita più della metà della intera produzione dell’artista. La rassegna è arricchita da altri importanti prestiti che provengono dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, dalla National Gallery of Art di Washington, dal Whitney Museum of American Art di New York, dal Philadelphia Museum of Art e da prestigiose collezioni private.
In mostra, oltre ai suoi capolavori tra cui New York Street with Moon prestato dal Thyssen-Bornemisza di Madrid esclusivamente per la sede romana dell'esposizione, una serie di fotografie realizzate da celebri fotografi americani come Alfred Stieglitz, Ansel Adams, Arnold Newman e Todd Webb consacrano momenti e luoghi dell’appassionante vita di Georgia O'Keeffe.
Una straordinaria ricostruzione dello studio dell'artista, in cui saranno esposti i suoi strumenti di lavoro e oggetti personali, eccezionalmente prestati per questa mostra, ricreerà l’atmosfera e l’ambiente lavorativo di Georgia O'Keeffe.

Titolo mostra: Georgia O’Keeffe
Durata: 4 ottobre 2011 - 22 gennaio 2012
Sede: Roma, Fondazione Roma Museo, Palazzo Cipolla
A cura di: Barbara Buhler Lynes

Immagine: Georgia O'Keeffe, Petunia No. 2, 1924, olio su tela, cm 91,40 x 76,20, Georgia O'Keeffe Museum Gift of The Burnett Foundation and Gerald and Kathleen Peters, © Georgia O'Keeffe Museum.

Gli anni folli. La Parigi di Modigliani, Picasso e Dalì. 1918-1933

di Sonia Gammone

Monet, Matisse, Mondrian, Picasso, Braque, Modigliani, Chagall, Duchamp, De Chirico, Miró, Magritte e Dalí, sono i protagonisti della mostra inaugurata lo scorso 11 settembre a Ferrara nel Palazzo dei Diamanti. Gli anni Venti di Parigi rivivranno attraverso le opere di questi famosissimi artisti maestri della modernità. All’indomani della Grande Guerra infatti, Parigi conobbe un periodo grandioso e di straordinaria vitalità artistica che vede giungere all’apice delle proprie carriere molti di questi artisti. La mostra, organizzata da Ferrara Arte, ci permette di rivivere quella splendida stagione non solo attraverso i dipinti ma anche con sculture, costumi teatrali, fotografie, ready made, disegni, tutti provenienti dai più importanti musei e collezioni private del mondo. Sarà possibile così ad ogni spettatore avere un quadro irripetibile di quel periodo che ha visto le varie correnti artistiche novecentesche intrecciarsi e completarsi, fino all’ascesa del Terzo Reich in Germania e alle conseguenze catastrofiche che sono seguite. Gli artisti riscoprivano l’uno nell’altro nuove prospettive e nuovi modi di fare pittura: così ad esempio la Fonte di Renoir rivelò a Picasso e agli altri la forza della rilettura moderna dell’arte classica e rinascimentale, mentre Monet con il Ponte giapponese, scardinava la classica interpretazione naturalistica e prospettica giungendo quasi all’astrazione. La mostra resterà aperta fino al prossimo 8 gennaio 2012 e consentirà a tutti di fare un viaggio negli anni folli della Parigi degli anni Venti.

martedì 13 settembre 2011

Galleria Civica d'Arte di Ripacandida

Comunicato stampa

Restituita il 31 luglio scorso alla sua originaria funzione di sede municipale, l’antica dimora gentilizia di Palazzo Baffari-Rossi a Ripacandida, già convento delle Clarisse durante il Settecento, sta per aprire parte dei suoi storici ambienti a nuove prestigiose destinazioni. Dal 18 settembre, infatti, ospiterà in via permanente la Galleria Civica d’Arte di Ripacandida, con una nutrita raccolta che supera le cento opere, oltre a periodiche esposizioni in tema, a partire dalla mostra personale dell’artista Vito Miroballi, che verrà inaugurata in concomitanza con l’apertura del nuovo spazio museale.
Nel quadro degli impegni assunti dall’Amministrazione Comunale del piccolo centro del Vulture all’atto del suo insediamento, la nascita della Galleria Civica rappresenta una coraggiosa testimonianza di promozione culturale. A renderla possibile è stata la volontà congiunta del Sindaco Giuseppe Annunziata, primo ideatore dell’iniziativa, e dello stesso Vito Miroballi, ripacandidese che vive e opera a Roma, alle cui conoscenze si devono le generose donazioni delle opere che costituiscono il primo nucleo della collezione, da lui messo insieme con impegno e dedizione allo scopo di dare lustro al suo paese natale e nell’intento di arricchirlo negli anni a venire. Importante, inoltre, la consulenza e l’apporto specialistico del giornalista e critico d’arte Franco Corrado, autore anche del testo a catalogo.
La Galleria Civica d’Arte di Ripacandida racchiude al suo interno significative espressioni artistiche che vanno dai primi decenni del Novecento fino alla soglia dei nostri giorni. Un’esposizione di grande caratura qualitativa, per un progetto ambizioso, lontano dai soliti canoni localistici, che mette insieme alcuni tra i massimi esponenti dell’arte contemporanea italiana. La collezione presenta personaggi di rilevanza internazionale, che hanno operato con straordinario successo nell’ambito della pittura, dell’incisione, dell’illustrazione, della scultura: da Ugo Attardi a Ennio Calabria, da Renzo Vespignani a Domenico Rambelli, da Alberto Ziveri a Giorgio Amelio Roccamonte, da Angelo Titonel ad Aldo Turchiaro, da Assadour a Vittorio Basaglia e, ancora, Carlo Lorenzetti, Franco Mulas, Giulia Napoleone, Guido Strazza, Giuseppe Modica, Vincenzo Gaetaniello, Giancarlo Limoni, Bruno Canova, Nuccio Cannizzaro, fino ai lucani Mauro Masi, Luigi Guerricchio e Pasquale Santoro. Nomi celebrati dalla critica e apprezzati anche al di fuori dei confini nazionali, i cui linguaggi si sono sviluppati tutti lungo la linea del rinnovamento e della sperimentazione.
Locali attigui a quelli della Galleria Civica accoglieranno fino al 2 ottobre la personale di Vito Miroballi dal titolo “Oltre il limite superato”. In esposizione opere realizzate a pastello in cui sono rappresentati paesaggi indefiniti dal carattere evocativo, che rimandano a immagini lontane nel tempo legate alle radici dell’autore. In essi Miroballi sa cogliere le infinite forme della luce, grazie a sapienti variazioni della materia cromatica, trasmettendo allo spettatore emozioni sempre nuove. Ad accompagnare la mostra di Miroballi un catalogo con testi critici di Franco Corrado, Vito Riviello e Francesco Mastrorizzi.
L’inaugurazione della Galleria Civica d’Arte di Ripacandida avverrà domenica 18 settembre a partire dalle ore 18.00, alla presenza del Sindaco e di tutti i fautori dell’iniziativa. È prevista la partecipazione di personalità e autorità.

lunedì 12 settembre 2011

Alessandro Gedda. Sussulti del cuore

Comunicato stampa

La Galleria d’Arte Stomeo di Martano (Le) sabato 17 settembre alle ore 20.30 inaugura la nuova stagione di Arte cominciando dal Cuore con la personale dell’artista toscano di fama internazionale Alessandro Gedda.
Al Vernissage il critico d’arte Pompea Vergaro farà un viaggio sentimentale tra le opere dell’eclettico artista; interverranno, inoltre, Elisabetta Opasich e Mauro Ragosta rispettivamente con canti a cappella e letture in versi, de l’Officina delle Parole di Lecce
“I Sussulti del cuore” è il titolo della rassegna che propone un tema caro all’artista, quello dei cuori detti he-arts, 13 cuori, di cui 10 dipinti, olio su tavola attraverso dei piccoli, ma solidi getti di pittura e 3 cuori destrutturati, una tecnica tutta personale per mezzo della quale l’artista utilizza pezzi di legno e rame. Alessandro Gedda, viene da Milano dove opera con grandi successi e riconoscimenti. Nato in Toscana, pittore e scultore con una grande passione per il design, è conosciuto e apprezzato come progettista innovativo con la messa in opera di grandi installazioni dall'equilibro apparentemente insicuro con la tecnica destrutturata: un sapiente e laborioso incastro di migliaia di pezzetti di legno, una fitta maglia priva di struttura portante e senza telaio che si regge in piedi grazie a una serie di incroci. Per l’occasione nella Galleria Stomeo, accanto ai cuori, sarà installata un’opera lignea, una grande matita alta circa 3 metri.
L’opera segue il filone de "I Giganti" iniziato dall’artista alla Triennale di Milano e che ha continuato nell’evento del luglio scorso Salento Silente nel Palazzo del Principe Protonobilissimo di Muro Leccese con una tazza di sei metri cubi.
I cuori di Gedda vengono segnati su uno sfondo rigorosamente nero attraverso una miriade di zampilli a olio dove il filo conduttore è il rosso, in tratteggi lievi ora violacei, ora aranci, ora multicolori, con piccoli gesti di bianco sullo sfondo,ora sfaldato, ora più compatto, una luce, comunque, una speranza che emerge da buio.
I colori e i segni creano un effetto di pittura veloce, una sorta di “action painting”: cuori sfilacciati, cuori vicini, ma in genere sono cuori solitari che esprimono le passioni e le emozioni più segrete dell’artista, in una ricerca non solo fisica, ma dell’anima, in un mondo pieno di insidie e pericoli.

Titolo: Alessandro Gedda. Sussulti del cuore
A cura di: Pompea Vergaro
Sede: Galleria d’Arte Stomeo, Martano (LE)
Date: 17 settembre - 2 ottobre 2011
Inaugurazione: sabato 17 settembre, ore 20.30
Orari: tutti i giorni ore 9.30-12.30, 16.00-21.00, lunedì chiuso.

giovedì 8 settembre 2011

Pisticci e la chiesa dalle salde fondamenta

di Francesco Mastrorizzi

La città di Pisticci sorge su di un colle argilloso, interessato più volte nel corso della sua millenaria storia da fenomeni di dissesto idrogeologico, a volte di dimensioni catastrofiche, che ne hanno alterato topografia e toponomastica.
Tuttavia in almeno due casi (in occasione delle frane del 1688 e del 1975) l’esistenza stessa della città è stata preservata dall’enorme mole della Chiesa Madre dei SS. Pietro e Paolo, le cui fondamenta si spingono molto in profondità nel terreno, tanto da riuscire a bloccare il movimento franoso e ad uscire in entrambi i casi intatta dal disastro.
La chiesa sorge nella parte più antica dell'abitato, nel rione Terravecchia, sui resti di una chiesa del 1212, di cui rimane soltanto il campanile a bifore di stile romanico pugliese e su cui è stata costruita tutta la navata sinistra. L'attuale edificio fu terminato nel 1542, con la costruzione di altre due navate ad opera dei mastri Pietro e Antonio Laviola, di origine mantovana, rifugiatisi a Pisticci per evitare una condanna nella loro città.
L’edificio è di stile romanico-rinascimentale, con tetto a doppio spiovente e pianta a croce latina. A separazione delle tre navate sorgono sedici imponenti colonne che sorreggono archi a tutto sesto, su cui poggiano le volte a botte delle navate.
All'incrocio tra la navata centrale e il transetto si erge una grande e alta cupola, su cui si aprono otto finestre. La navata centrale è introdotta da un maestoso portale.
All’interno della chiesa si possono ammirare altari barocchi in oro finemente intagliati e tele di stampo caravaggesco.

mercoledì 7 settembre 2011

Alla ricerca del tempo venduto / Il tempo violentato

Comunicato stampa

Lo scopo dell'arte contemporanea, prima di piacere, prima di essere mera bellezza o emozione, è quello di interpretare la realtà, diventare un mezzo per riflettere sul presente e a volte essere anche una finestra sul futuro. Utilizzando una frase d'effetto, in un'epoca in cui siamo gravati dal così detto "bombardamento mediatico", e in cui la civiltà dell'immagine ha ormai preso il posto di quella del pensiero, il valore della memoria, pure così accessibile attraverso i più disparati supporti, scompare, giorno dopo giorno. Il ricordo diventa flebile, perché viene a mancare lo sforzo del voler ricordare, del voler interrogare il tempo, di abbandonarsi alla sospensione della riflessione. Alex Munzone ed Adriana Protasi interpretano questo aspetto della nostra contemporaneità, ciascuno secondo il proprio stile.
Alex Munzone nelle sue installazioni utilizza gli oggetti del nostro comune vivere quotidiano e, decontestualizzandoli, li pone in una dimensione altra, dando loro un significato completamente diverso. L'approccio metodologico ricorda il Ready-made di Duchamp privato, però, di quella componente sarcastica che intendeva far arte, irridendola. Lo scopo qui è differente: facendo interagire tra di loro oggetti quanto mai diversi, egli dà origine ad ossimori che, reinterpretando la realtà, creano una dimensione di riflessione morale. Lo spazio viene delimitato da una "corda chiusa" che vibra in differenti modi, tutti diversi rispetto a quanto siamo abituati a percepire dal singolo oggetto. L'opera, interagendo con lo sguardo di chi la osserva, permette la creazione di una molteplicità di livelli di lettura ogni volta diversi, perché diverso ogni volta lo sguardo che vi si posa, permettendo così un continuo rinnovamento del significato originario.
Adriana Protasi, invece, utilizza un linguaggio differente, che trasla la tradizionale espressione pittorica. Ella squarcia la tela, la graffia, la fa vivere di ferite reali e tangibili che si mescolano ad un colore materico in cui dominano i toni grigi e in cui spiccano i neri e i rossi, sanguigni, violenti. Adriana non cede terreno alla delicatezza di toni sussurrati, grida il disagio di un'epoca attraverso un colore e delle forme intense ed aspre, che ricordano George Grosz, l'art brut di Debuffet (abbandonando la sua innocenza infantile), i muri di Antoni Tapies. Facendo proprio il linguaggio del grande Informale, rende l'immanenza della materia come presenza del reale, in opere che non rifiutano la forma, come accadde allora, ma la deformano, la "abbrutiscono" quasi, per renderla uno specchio della nostra contemporaneità.
Questi due artisti, pur nella loro diversità, perseguono lo stesso scopo: invitare lo spettatore a soffermarsi su queste opere, andando al di là di uno sguardo superficiale che superi la difficoltà di una lettura non immediata. Esse sapranno mostrarsi in tutta la loro intensità solo a chi saprà guardarle con attenzione, dedicando loro quel tempo quotidianamente venduto e violentato, ora infine recuperato nella sua essenza.

Fiorella Fiore

Titolo mostra: Alla ricerca del tempo venduto / Il tempo violentato
Artisti: Adriana Protasi / Alex Munzon
A cura di: Fiorella Fiore
Coordinamento: Vincenzo Medica
Sede: Centro di NOTOrietà (ex Collegio dei Gesuiti), Noto (SR)
Date: 10 settembre - 2 ottobre 2011
Apertura: tutti i giorni dalle 17.00 alle 22.00
Opening: sabato 10 settembre 2011 ore 18.30

martedì 6 settembre 2011

Zheng Rong tra astrazione e espressione

Comunicato stampa

L’arte di Zheng Rong si alimenta di due tradizioni: quella madre cinese e quella euro-americana del secolo scorso, operando una sintesi poetica originale che si sottrae alla omologazione universale oggi imperante e che azzera ogni pertinenza culturale storicamente determinata. Astrazione ed espressione, aspetti dell’arte cinese che, negli esiti più maturi di quest’artista, si sposano mirabilmente con l’arte informale diffusa in occidente che privilegia il segno e il gesto sulla forma. Forte ruolo dell’inconscio, dunque, ma anche riserbo e autocontrollo che mitiga l’astrazione automatica. Cospira ad attenuare l’impeto gestuale anche l’emergere di memorie paesistiche e il dolce ricorrere di abbandoni lirici e musicali che trovano nella pittura ad acqua il mezzo di espressione più consono. Le sue pennellate, forti e dichiarative di un’identità colta, non sono spregiudicate. Sono il frutto di una meditazione e una gestazione prolungata, fatta di studi preparatori e di chiamata a raccolta di tutte le riserve psichiche e nervose che devono spendersi al momento decisivo dell’esecuzione. La mostra presenta una selezione di una trentina di opere che consentono di seguire il percorso dell’artista a partire dal 1988 sino ad oggi, tutte realizzate nel suo studio milanese.
Catalogo in galleria con testi di presentazione di Luca Pietro Nicoletti e Adriana Iezzi.

Zheng Rong è nata a Sichuan in Cina, si è laureata alla Facoltà di Belle Arti dell’Università Normale di Shanghai. Nel 1986 si è trasferita in Italia dove ha frequentato l’Accademia di Brera di Milano, diplomandosi nel 1990. Attualmente vive e lavora a Milano, dedicandosi alla ricerca sulla pittura contemporanea e all’insegnamento.

Titolo mostra: Zheng Rong tra astrazione e espressione
A cura di: Dorino Iemmi
Sede: Galleria Ostrakon, Via Pastrengo 15, Milano
Date: 22 settembre - 15 ottobre 2011
Inaugurazione: 22 Settembre ore 18.30
Orari: da martedì a sabato dalle 15.30 alle 19.30

Immagine: Zheng Rong, Senza titolo, 2009, colori ad acqua su carta di riso, 80x80 cm