mercoledì 29 febbraio 2012

Tancredi-Licata. Un'amicizia oltre il tempo

Comunicato stampa

TancrediDomenica 4 marzo 2012 alle ore 11.30, la Galleria Perl’A situata a Venezia in Salizada San Samuele, San Marco 3216 (a pochi passi da Palazzo Grassi), inaugura un’importante mostra dedicata a due grandi Maestri del dopoguerra: Tancredi Parmeggiani (1927-1964) e Riccardo Licata (1929). Veneziani d’adozione ed artisti geniali; la loro storia creativa e personale si incrocia continuamente durante un’amicizia lunga quasi vent’anni.
Tancredi percorre un’irregolare formazione artistica nella città di Venezia, a soli vent’anni ottiene la stima di artisti come Vedova e Guidi che 1949 lo presenta nella sua prima personale. Nel ’51 espone alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e di ritorno a Venezia incontra Peggy Guggenheim che gli mette a disposizione un atelier personale. A partire dall’anno seguente partecipa all’attività del movimento Spaziale con una serie di opere che comunicano, attraverso segno e colore, una lirica profonda e intima. Alla fine degli anni ’50 lascia la città lagunare per dirigersi verso Parigi. Qui incontra autori geniali come Klein e Giacometti; difficoltà economiche e situazioni disagevoli influenzano la sua pittura degli ultimi anni con grotteschi lacerti figurativi e riferimenti ad una cruda realtà.
LicataLicata ha studiato al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Venezia negli anni compresi tra il 1947 e il 1955, anni in cui aderisce allo spazialismo con una pittura segnica di grande originalità. Nel 1957 è chiamato come assistente di Gino Severini all’Ecole d’Art Italienne de Paris e nel 1961 è nominato professore di mosaico alla Ecole Nationale de Paris dove ha insegnato fino al 1995. Con vasta esperienza d’arte che lo vede di volta in volta pittore, incisore, mosaicista, scultore, scenografo, inizia ad esporre a Venezia e a Firenze nel 1949 con il gruppo dei Giovani Pittori Astratti. La sua prima esposizione personale si tiene a Venezia nel 1951, seguono oltre 400 personali in 35 diverse Nazioni.
L’esposizione, organizzata in partnership con lo Studio d’Arte G.R., comprenderà una trentina di opere dei due artisti che nel periodo compreso tra la fine degli anni ’40 e i primi anni ’60, aderirono e contribuirono alla storia del Movimento Spaziale che – con l’arte Programmata, l’arte Povera e la Transavanguardia – è una delle poche espressioni artistiche italiane teorizzate, riconosciute a livello internazionale del secondo ‘900. Le illustrazioni di tutte le opere esposte saranno raccolte in un raffinato catalogo edito da “Il Sogno di Polifilo edizioni” corredato da un contributo critico del Prof. Giovanni Granzotto.

Titolo mostra: Tancredi-Licata. Un'amicizia oltre il tempo
A cura di: Giovanni Granzotto
Sede: Perl'A Art Gallery, Venezia
Durata: 4 marzo - 18 aprile 2012
Inaugurazione: domenica 4 marzo 2012, ore 11.30
Orari: 10.30-13.00/16.00-19.00 (martedì chiuso, domenica solo su appuntamento)

martedì 28 febbraio 2012

Quadratonomade

Comunicato stampa

Quadratonomade è un progetto che prevede la costituzione di una esposizione itinerante di circa duecento opere d’arte in scatole di cartone all’interno delle quali artisti attivi nel panorama contemporaneo nazionale e internazionale hanno realizzato il proprio intervento creativo. Le scatole d’artista saranno esposte il 29 febbraio 2012 al Palazzo delle Esposizioni e viaggeranno nei prossimi tre anni raggiungendo diversi luoghi in Italia e all’estero.
Quadratonomade è un’azione di democratizzazione dell’arte, volta alla rottura di meccanismi e ruoli convenzionali al fine di diffondere la cultura in modo attivo con l’uso di linguaggi interdisciplinari e alternativi. L’intento è quello di creare una rete di collaborazioni a favore di un approccio trasversale, concepito fin dall’inizio come un’azione artistica complessa sul tema di “arte, società e memoria”.
Durante la vernice sarà presentato anche il catalogo (edito da Gangemi) che raccoglie le schede di tutte le opere, le biografie degli artisti e gli interventi critici di: Antonio Arévalo, Bruno Di Marino, Anna Imponente, Daniela Lancioni, Francesco Lucifora, Gioia Mori, Luciana Tozzi, Mike Watson.

Titolo evento: Quadratonomade. Opere d’arte in scatola per un museo itinerante
A cura di: 100%PERIFERIA
Sede: Palazzo delle Esposizioni, Roma
Date: 29 febbraio - 4 marzo 2012
Inaugurazione: 29 febbraio 2012, dalle 18.30 alle 20.00
Orari: giovedì 1 marzo dalle 10.00 alle 20.00 – chiusura porte 19:00
venerdì 2 marzo dalle 10.00 alle 22.30 – chiusura porte 21:30
sabato 3 marzo dalle 10.00 alle 22.30 – chiusura porte 21:30
domenica 4 marzo dalle 10.00 alle 20.00 – chiusura porta 19:00
Ingresso: libero
Artisti in mostra: Claudio Abate, Elisa Abela, Claudioadami, Pilar Aguirre, Orlando Alandia, Ennio Alfani, Bruno Aller, Getulio Alviani, Andy (Bluvertigo), Paolo Angelosanto, Marcel.lì Antùnez Roca, Stefano Arienti, Pietrantonio Arminio, Edoardo Aruta, Paolo Assenza, Bafefit, Mirko Baricchi, Davide Baroni, Gianfranco Baruchello, Gabriele Basilico, Angelo Bellobono, Emanuele Beltramini, Mirella Bentivoglio, Franco Berdini, Claudio Bianchi, Paolo Bielli, Michiel Blumenthal, Giuseppe Bombaci, Nicoletta Braschi, Nike Brass Alghisio, Ben Brout, Marco Calì Zucconi, Canecapovolto, Leonardo Carrano, Oreste Casalini, Andrea Castorina, Massimo Catalani, Lucilla Catania, Bruno Ceccobelli, Rocco Cerchiara, Primarosa Cesarini Sforza, Izumi Chiaraluce, Ennio Ludovico Chiggio, Elvio Chiricozzi, Carla Ciatto, Bruno Conte, Alessandro Cosmelli, Michele Cossyro, Silvio Costabile, Angelo Cricchi, Publia Cruciani, Giovanni De Angelis, Roberto De Simone, Fausto Delle Chiaie, Marco Demis, Gianni Dessì, Alberto Di Cesare, Gaetano Di Filippo, Chiara Diamantini, Valentino Diego, Baldo Diodato, Barbara Fagiolo, Cristina Falasca, Emilio Farina, Marco Fedele Di Catrano, Martina Fiorentino, Giosetta Fioroni, Sidival Fila, Shay Frisch Peri, Elizabeth Frolet, Licia Galizia, Omar Galliani, Daniele Galliano, Ghatta Group, Laura Gianetti, Alessandro Giuliano, Antonio Greco, Gianfranco Grosso, Andrea Guerzoni, 00-Imt-Code, Alfonso Maria Isonzo, Maria Rosa Jijon, Mark Kostabi, Giuseppe Lana, Edoardo Landi, Francesco Landolfi, Filippo Leonardi, Felice Levini, Andrea Liberati, Gaia Light, Rory Logsdail, Antonio Lombardi, Giuliano Lombardo, Lomofield, Bruno Lucca, Cristiano Luciani, Nora Lux, Ernesto Magro, Renato Mambor, Elio Marchegiani, Chiara Martinez, Andrea Martinucci, Antonello Matarazzo, Marino Melarangelo, Gisella Meo, Beatrice Meoni, Ezia Mitolo, Maurizio Mochetti, Edelweiss Molina, Daniela Monaci, Daniele Monarca, Elisa Montessori, Santiago Morilla, Carla Mura, Gianluca Murasecchi, Ugo Nespolo, Valentina Noferini, Romano Notari, Ilaria Occhirossi, Giacinto Occhionero, Giorgio Orbi, Sergio Padovani, Claudio Palmisano, Marco Papa, Simone Pappalardo, Beatrice Pasquet, Claudia Peill, Simone Pellegrini, Daniela Perego, Luana Perilli, Paolo Petrangeli, Massimo Piersanti, Stephania Pietrobelli, Cesare Pietroiusti, Roberto Pietrosanti, Lamberto Pignotti, Alfredo Pirri, Massimo Piunti, Fabrizio Pompili, Fabrizio Prevedello, Emilio Prini, Salvatore Pupillo, Daniele Puppi, Claudia Quintieri, Piero Raspi, Fiorella Rizzo, Anna Romanello, Franz Rosati, Pablo Rubio, Pietro Ruffo, Guendalina Salini, Giuseppe Salvatori, Dario Sanfilippo, Silvia Santirosi, Maurizio Savini, Beatrice Scaccia, Gaia Scaramella, Chiara Scarfò, Alice Schivardi, Piera Scognamiglio, Ettore Spalletti, Daniele Spanò, Donatella Spaziani, Franco Summa, Giuseppe Tabacco, Naoya Takahara, Donata Tchou/Maria Veltcheva, Lamberto Teotino, Luciano Trina, Andrea Trisciuzzi, Franco Troiani, Christina Thwaites, Serge Uberti, Barbara Uccelli, Andrea Valle, Maria Vallina, Grazia Varisco, Claudio Verna, Roberto Vignoli, Maria Angeles Vila Tortosa, Lisa Wade, Fiorenzo Zaffina, Francesco Zizola.

lunedì 27 febbraio 2012

Rembrandt. Incidere la luce

Comunicato stampa

Dopo il grande successo della mostra Degas, Lautrec, Zando’. Les folies de Montmartre prosegue il programma di valorizzazione culturale delle Scuderie del Castello Visconteo con la mostra Rembrandt. Incidere la luce. I capolavori della grafica dal 17 marzo al 1 luglio 2012. L’iniziativa, promossa dal Comune di Pavia con l'esclusiva partnership istituzionale della Provincia di Pavia e curata da Laura Aldovini con i Musei Civici di Pavia, è prodotta e organizzata da Alef - cultural project management.
L’esposizione presenta la produzione grafica del grande artista olandese, Rembrandt Harmenszoon van Rijn (Leida, 1606 - Amsterdam, 1669), celebre pittore, ma anche e soprattutto geniale incisore che, attraverso una grande varietà di soggetti, una straordinaria perizia tecnica e un inconsueto uso della luce, realizzò circa trecento stampe di forte impatto emotivo. In mostra quaranta incisioni - tra autografe dell’artista e alcuni fogli di bottega - gran parte delle quali esposte per la prima volta al pubblico e tutte provenienti dalla Collezione Malaspina, prestigiosa raccolta grafica a livello nazionale e nucleo fondante dei Musei Civici di Pavia.
Il percorso espositivo presenta anche tre opere di Albrecht Dürer (1471-1528), al fine di mostrare l’influenza del celebre maestro tedesco su Rembrandt e affiancare due artisti che, seppure distanti cronologicamente e tecnicamente, sono da considerarsi i più grandi incisori di tutti i tempi.
Il visitatore potrà ammirare alcuni dei capolavori di Rembrandt tra cui una serie dei suoi famosi ritratti e autoritratti come il Ritratto di Jan Six (1647), l’Autoritratto con la sciarpa al collo (1633) o l’Autoritratto alla finestra (1648), prova di una forte capacità di introspezione psicologica, nonché le celeberrime scene sacre come La morte della Vergine (1639) o La stampa dei cento fiorini (1649 ca.) e anche esempi di opere rimaste ancora oggi enigmatiche nel loro significato, come quella detta generalmente Il Faust (1652 ca.).
Con questo omaggio al grande maestro olandese i Musei Civici permetteranno inoltre al pubblico di saggiare la qualità e la rarità di alcune delle incisioni appartenenti alla raccolta di stampe del marchese Malaspina, collezionista eccezionale, che attraverso l’acquisto di oltre 5.000 opere ha saputo ricostruire in modo esaustivo la storia dell’incisione dal Quattrocento al Settecento.

Titolo mostra: Rembrandt. Incidere la luce. I capolavori della grafica
Sede: Scuderie del Cas tello Visconteo, Pavia
Date: 17 marzo - 1 luglio 2012
Orari: martedì, mercoledì, venerdì: 10.00 - 13.00 | 15.00 - 19.00
sabato, domenica: 10.00 - 13.00 | 14.00 - 20.00
giovedì: 10.00 - 13.00 | 15.00 - 21.00
lunedì chiuso
Biglietti: intero 7,00 euro, ridotto 5,00 euro, convenzionati 6,00 euro
Catalogo: Silvana Editoriale

venerdì 24 febbraio 2012

Klimt, Hoffmann e la Secessione viennese

di Francesco Mastrorizzi

In occasione del 150° anniversario della sua nascita e a quasi un secolo dall'acclamata partecipazione alla Biennale di Venezia (1910), Gustav Klimt torna in laguna come protagonista di una straordinaria esposizione, che si terrà nelle sale del Museo Correr fino all'8 luglio prossimo. Gustav Klimt nel segno di Hoffmann e della Secessione, questo il titolo della rassegna veneziana, presenterà, grazie a dipinti, disegni, mobili e gioielli, ma anche ad elaborate ricostruzioni e interessanti documenti storici, la genesi e l’evoluzione, in ambito architettonico e pittorico, dell’opera di Klimt e di quanti con lui diedero vita alla Secessione viennese, in primis l’amico di tante avventure intellettuali e progettuali Josef Hoffmann.
La mostra illustra come in breve tempo questi due straordinari personaggi, l’artista e l’architetto, furono capaci di condividere incarichi, clienti, amici, ma soprattutto la spasmodica tensione verso il Gesamtkunstwerk, l'opera d'arte totale, che nel Fregio di Beethoven (1901-1902) e nelle decorazioni di Palazzo Stoclet a Bruxelles, progetti entrambi presenti nella mostra veneziana, ha trovato i punti piu alti della sua utopica realizzazione. La mostra racconta quindi la fertile liaison di questi "pionieri del moderno", per i quali architettura, pittura e arti applicate si mescolarono fino a diventare arti tra loro inscindibili.
A testimonianza di quanto fosse forte l’influenza di Klimt sulla cultura figurativa italiana dell’epoca, verranno esposti nelle sale di Ca’ Pesaro, come completamento e corredo della mostra al Correr, il grande ciclo decorativo di Vittorio Zecchin, Le mille e una notte, e l’altrettanto straordinaria Primavera di Galileo Chini, opere che bene raccontano di questa visionaria affinità elettiva.

venerdì 17 febbraio 2012

Miró! Poesia e luce

Comunicato stampa

Era da molti anni che Roma non ospitava una rassegna esaustiva dell’opera di Joan Miró. E non solo. Perché al Chiostro del Bramante si potranno ammirare oltre 80 lavori, del genio catalano, mai giunti prima nel nostro Paese, tra cui 50 olii di sorprendente bellezza e di grande formato, ma anche terrecotte, bronzi e acquerelli. E questo grazie alla Fundació Pilar i Joan Miró di Palma di Mallorca, che detiene gran parte del patrimonio dell’artista e che ha concesso in via del tutto straordinaria le sue opere per un’anteprima italiana.
La mostra “Miró! Poesia e luce”, sarà ospitata a Roma al Chiostro del Bramante dal 16 marzo al 10 giugno 2012, ed è prodotta e organizzata da Arthemisia Group e 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con DART Chiostro del Bramante.
La curatrice dell’esposizione è María Luisa Lax Cacho è ritenuta la massima esperta internazionalmente dell’opera di Miró. La mostra darà conto dell’intera produzione artistica di Miró, nato nel 1893, tra gli anni 1908-1981. Un particolare approfondimento sarà rivolto alle opere create nei trent’anni anni in cui Miró visse a Mallorca e cioè dal 1956 fino alla morte avvenuta nel 1983. Un periodo particolarmente felice per l’artista, che finalmente aveva a sua disposizione un grande atelier e un laboratorio, a contatto con la natura sua musa ispiratrice, che dà vita a nuove idee e che gli fa iniziare contemporaneamente più opere.
Si è detto dell’importanza del luogo di lavoro per Miró. Per questo si è pensato di ricreare integralmente negli spazi espositivi della mostra lo studio in cui Miró creò i suoi capolavori. Si potranno così vedere anche tutti gli oggetti, i pennelli e gli strumenti originali che l’artista usava e che si sono conservati grazie all’attività della Fondazione.
“L’incontro di fantasia e di controllo, di oculatezza e di generosità, che forse si può considerare una caratteristica della mentalità catalana, può spiegare, in parte almeno, la base fondamentale dell’arte e della personalità di Joan Miró”. Così ha scritto Gillo Dorfles in un suo saggio sull’artista catalano. E’ per questo che pare oltremodo opportuna la cornice rinascimentale del Chiostro del Bramante quale contrappunto allo spirito multiforme di Miró e al suo linguaggio fatto di macchie, grafismi, spruzzi, impronte, abrasioni, suture e chiodi. In mostra si potranno ammirare, tra gli altri capolavori, gli olii Femme dans la rue (1973) e Untitled (1978); i bronzi come Femme (1967); gli schizzi tra cui quello per la decorazione murale per la Harkness Commons-Harvard University, tutti provenienti dalla collezione di Palma di Maiorca.
Il catalogo è pubblicato da 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE e presenta saggi di Elvira Cámara, María Luisa Lax Cacho, Josep Luís Sert e due interviste di Joan Miró realizzate da Yvon Taillandier.

Titolo mostra: Miró! Poesia e luce
A cura di: María Luisa Lax Cacho
Sede: Chiostro del Bramante, Roma
Durata: 16 marzo - 10 giugno 2012
Catalogo: 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE
Orario apertura: tutti i giorni 10.00-20.00, sabato e domenica 10.00-21.00

giovedì 16 febbraio 2012

Silvio Giordano. Stadiodrome

Comunicato stampa

Stadiodrome è la rappresentazione perfetta di quello che accade quando si tende a idolatrare ciecamente una realtà e un proprio modo di essere. Silvio Giordano esplora il sottile confine che corre tra la fede e il bisogno dell'uomo di sentirsi parte di un qualcosa di più grande. Se vogliamo la sua è un'indagine sensibile e attenta della tipica domenica italiana che si divide, come in un moderno agone, tra il momento del rito religioso e il culto della propria squadra del cuore. A ben vedere le due non sono poi così distanti, entrambe del resto sono portate avanti con ferrea dedizione e passione.
Stadiodrome ci pone infatti di fronte all'esigenza di chiederci cosa spinga a vivere il proprio credo, di qualunque natura sia, fino ai suoi esiti più estremi: la passione cieca e il sacrificio. I cori degli stadi, i fumogeni e la concitazione del battere di mani fanno da cornice a elementi che richiamano da subito alla memoria simboli della religione cattolica senza però risultare offensivi. Quella di Silvio Giordano non è una provocazione fine a se stessa, ma cerca piuttosto di essere un modo di stimolare chi guarda e di porre soprattutto il seme del dubbio riguardo alla direzione verso la quale stiamo andando.
E se ci stessimo prendendo tutti troppo sul serio?

Titolo: Silvio Giordano. Stadiodrome
A cura di: Carolina Orlandini
Sede: La Corte Arte Contemporanea, Firenze
Periodo: 24 febbraio - 15 marzo 2012
Inaugurazione: venerdì 24 febbraio, ore 18.00
Orari: martedì-sabato 16.00-19.00 e per appuntamento

mercoledì 15 febbraio 2012

Michele Tedesco. Un pittore lucano nell'Italia Unita

Comunicato stampa

La mostra presenta per la prima volta l’opera di Michele Tedesco (Moliterno 1834-Napoli 1917), uno dei protagonisti della scena artistica del secondo Ottocento e del primo Novecento italiano cui finalmente si dedica l’approfondimento storico e artistico che da tempo si attendeva.
L’evento, pertanto imperdibile, ricostruisce la vicenda biografica di questo pittore sensibile e raffinato che si forma artisticamente a Napoli, vicino a Cefaly, Palizzi, Morelli; partecipa agli eventi risorgimentali e nel 1860 approda a Firenze al seguito della Guardia Nazionale. Fa ritorno in Campania, a metà degli anni Settanta, e qui, tra Portici e Napoli, prosegue senza sosta quella ricerca pittorica che lo porta ad esporre con successo nelle principali città d’arte italiane ed europee, fino agli ultimi anni della sua vita.
In questo quadro si delinea il percorso espositivo della mostra che presenta numerose opere inedite e abbraccia tutte le fasi della lunga esperienza artistica del pittore lucano: dalle prove giovanili di ascendenza palizziana, alle sperimentazioni macchiaiole (vicino ad Abbati e Signorini sin dalla prima stagione di Castiglioncello), alle opere che seguono i viaggi in Europa e i contatti con i circoli artistici tedeschi e quelli vittoriani di Londra. La mostra, inoltre, riserva particolare attenzione alla presenza e all’influenza della pittrice tedesca Julia Hoffmann, di cui sono esposte due opere, che Tedesco sposa nel 1873 e con la quale condividerà aspetti rilevanti della propria produzione artistica.
In una sezione dedicata, infine, la mostra presenta un nucleo di dipinti sui temi risorgimentali (opere di Cefaly, Capocci, Migliaccio, Lenzi, Martelli, De Nigris), con l’intento di fare luce sul grande sostegno offerto dagli artisti meridionali all’Unità d’Italia e, nello stesso tempo, di evidenziare aspetti peculiari del loro sguardo sul Risorgimento.

Titolo mostra: Michele Tedesco. Un pittore lucano nell'Italia Unita (1834/1917)
Sede: Pinacoteca Provinciale, Potenza
Durata 18 febbraio - 15 aprile 2012
A cura di: Isabella Valente
Direttore artistico: Palmarosa Fuccella
Organizzazione generale: Centro Annali “Nino Calice”
Ufficio stampa: Giovanna Russillo, giovanna.russillo@gmail.com - 366 5735659
Artisti in mostra: Michele Tedesco, Julia Hoffmann Tedesco, Andrea Cefaly, Eurisio Capocci, Michele Lenzi, Achille Martelli, Antonio Migliaccio, Giuseppe De Nigris
Orari di apertura: da domenica a venerdì ore 9.00/13.30 - 15.30/20.00, sabato ore 11.00/22.00
Costo biglietto: intero € 5,00 - ridotto € 3,00
Catalogo: Calice Editori

martedì 14 febbraio 2012

ON VIDEOS for hours and hours

Comunicato stampa

La Galleria Arte Boccanera di Trento, con la collaborazione di VisualContainer e da un’idea di Giancarlo Sciascia, è lieta di proporre sabato 25 febbraio 2012 “ON VIDEOS for hours and hours”: una giornata dedicata alla presentazione e approfondimento delle ultime tendenze della videoarte nazionale ed internazionale.
In base a confronti diretti con i professionisti ed operatori del settore, emerge che la videoarte sia una forma d’arte contemporanea che, seppure in auge da oltre cinquant’anni, non è ancora stata ben assimilata dai fruitori d’arte contemporanea del nostro Paese, anche se soliti frequentatori delle più importanti gallerie d’arte.
In particolare, risulta forse ancor più difficile rimanere aggiornati proprio oggi, quando sotto la denominazione di videoarte gravitano in realtà una serie veramente eterogenea di linguaggi e proposte, che dalle forme più concettuali si aprono poi alle contaminazioni con la performance, l’espressione multimediale audiovisiva e il film d’artista.
"Qualunque sia la sua declinazione, la videoarte è una forma d’arte sempre più attuale nel panorama contemporaneo in quanto assolutamente affine alle modalità comunicative e sociali del nostro vivere attuale ed in grado di offrire opere in assoluta tangenza di poetica ed estetica con quanto contemporaneamente proposto in pittura e fotografia.
VisualContainer ritiene pertanto preziosa e stimolante la possibilità di dedicare presso la Galleria Arte Boccanera un’intera giornata in cui introdurre ed approfondire la più recente produzione videoartistica dall’Italia. ON VIDEOS for hours and hours propone a Trento quindi uno speciale screening di video d’arte e new media, in grado di fornire una panoramica dei possibili scenari estetici e poetici del video d’arte, di ricerca e di sperimentazione di questo nostro inizio millennio, presentando una rassegna di opere degli ultimi tre anni. E’ naturalmente molto difficile, ieri come adesso, delimitare dei precisi confini nella ricerca d’arte contemporanea e proporre con sicurezza delle categorie definitive, visto oltretutto che l’essenza stessa della videoarte è come si è detto il continuo movimento nell’ambito di formule espressive diverse, ma pare ragionevole identificare almeno 9 categorie che identificano quanto viene proposto dagli artisti in Italia nel primo decennio del Duemila, in assoluta tangenza con quanto proposto a livello internazionale. Per ogni epoca, vi è uno spirito del tempo e la videoarte, analogamente alle altre forme d’arte contemporanea, è ancora una volta al passo nel fornirgli la voce più espressiva ed interrogativa, ben espressa dalla rassegna proposta." (Giorgio Fedeli)

Titolo evento: ON VIDEOS for hours and hours
A cura di: VisualContainer
Ideato da: Giancarlo Sciascia
Sede: Galleria Arte Boccanera, Trento
Proiezioni video: sabato 25 febbraio 2012, dalle ore 15.00
Periodo espositivo video: dal 25 febbraio al 3 marzo 2012
Orario: dal martedì al sabato 10.00-13.00 / 16.00-19.00
Artisti presentati: Alfred Dong, Alessandra Arno', Luca Christian Mander, Albert Merino, Barbara Agreste, Rita Casdia, Riccardo Arena, Cristobal Catalan, Jacopo Jenna, Barbara Brugola, Natalia Saurin, Valentina Ferrandes, Pascal Caparros, Sabrina Muzi, Maria Korporal, Marzia Moretti, Enrico Bressan.

lunedì 13 febbraio 2012

L'eccezione che conferma la regola

Comunicato stampa

La galleria Alberto Peola ha il piacere di presentare la terza personale di Perino & Vele L’eccezione che conferma la regola.
Le opere di Perino & Vele alludono a fatti di cronaca, a temi scottanti di denuncia sociale, e soprattutto alla distorsione della realtà attuata spesso dai mass media, strumenti privilegiati per costruire e diffondere stereotipi e opinioni comunemente accettate come verità.
Modellando la cartapesta ottenuta proprio dai giornali, con un procedimento lungo e complesso, i due artisti creano opere che necessitano di essere attentamente osservate e lette per decifrarne il messaggio. Il tempo è infatti una componente importante nella realizzazione dei loro lavori come nella loro comprensione. Sta nella loro scelta artistica l’intento di sollecitare nello spettatore una riflessione personale sui temi a cui l’opera fa riferimento e un atteggiamento critico consapevole che permetta di cogliere e svelare aspetti scomodi della realtà.
Il titolo della mostra, L’eccezione che conferma la regola, fa riferimento all’esercizio personale di analisi critica degli avvenimenti e dell’informazione che ce li rappresenta. Tripping hazard è una sequenza di manifesti di cartapesta disegnati a pastello, l’uno sull’altro, che riportano modi di dire diffusi su diverse etnie. La lettura è complicata dalla loro sovrapposizione, come nella pratica dell’affissione abusiva, e dal simbolo di “pericolo d’inciampo”, chiaro avvertimento per l’osservatore affinché non cada nella trappola di stereotipi e preconcetti.
La scultura Business is business richiama uno degli slogan più diffusi nel mondo occidentale, che sembra legittimare ogni azione e assicurare impunità. L’opera focalizza l’attenzione su avvenimenti spesso volutamente dimenticati, o non denunciati in tutta la loro gravità e diffusione, come l'abusivismo, la cementificazione, il disboscamento selvaggio.
Nell’installazione ambientale You i manifesti di cartapesta si accumulano sulle pareti dell’ultima sala della galleria, ricoprendo la figura di un bambino racchiuso a bozzolo nell’estremo tentativo di ripararsi dalla violenza di un’informazione che invade ma preclude la conoscenza degli avvenimenti nella loro complessità. Per Perino & Vele solo l’eccezione di chi si sottrae a un’interpretazione omologata e a una lettura acritica dei fatti ristabilisce i confini di una realtà sostenibile.

Titolo mostra: Perino & Vele. L'eccezione che conferma la regola
Sede: Alberto Peola Artecontemporanea, Torino
Durata: 24 febbraio - 31 marzo 2012
Inaugurazione: giovedì 23 febbraio 2012 alle ore 19.00
Orario: da lunedì a sabato dalle 15.30 alle 19.30, mattino su appuntamento

Immagine: Perino & Vele, Business is Business, 2012, cartapesta, vetroresina e tempera, cm.135x144x102 ca.

venerdì 10 febbraio 2012

Carmine Crocco guida i briganti in tv

di Francesco Mastrorizzi

Andrà in onda in prima serata su Raiuno domenica 12 e lunedì 13 febbraio 2012 la fiction televisiva in due puntate "Il Generale dei Briganti", che narra le gesta di Carmine Crocco, detto Donatelli, brigante e rivoluzionario lucano durante gli anni a cavallo dell’Unità d’Italia. Nato a Rionero in Vulture, Crocco fu a capo delle bande di briganti del Vulture-Melfese, che raggiunsero un numero di oltre duemila uomini.
La miniserie, prodotto da Rai Fiction ed Ellemme Group e diretta da Paolo Poeti (tra i suoi successi la serie “Amico mio” con Massimo Dapporto), mescola racconti documentati ad altri inventati, per restituire informazioni mancanti, personaggi e legami probabili o immaginari. La sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Poeti assieme a Giovanna Koch, con la consulenza del Prof. Carlo Felice Casula, basandosi su episodi della vita di Crocco. Per interpretare il celebre brigante è stato scelto l’attore Daniele Liotti. Tra gli altri protagonisti, gli attori Danilo Brugia, Christiane Filangeri, Raffaella Rea e Fabio Troiano.
Le riprese della fiction sono state realizzate integralmente nel sud Italia, tra il Vulture (con location a Venosa, Melfi, Lagopesole e San Fele), Putignano e il Gargano. Durante le riprese venosine (svoltesi dal 21 al 24 giugno 2011), set sono stati allestiti in Piazza Municipio, dove è stata ricostruita fedelmente una piazza dell’Ottocento, nell'atrio del Castello Pirro del Balzo e nel fossato, dove si sono svolte scene a cavallo e uno spettacolare lancio dall’alto da parte di due stuntmen professionisti.
Notevole il lavoro di ricerca, da parte dello staff della casa produttrice Ellemme Group di Massimo e Vanessa Ferrero, per rendere quanto più fedeli alle vicende narrate costumi, ambientazioni, acconciature, arredamenti ed ogni altro piccolo particolare. Per le scene girate in Basilicata sono stati utilizzati anche figuranti e comparse reclutati direttamente sul posto. Tuttavia, per le difficoltà da parte del cast di riprodurre il dialetto lucano, si è deciso di utilizzare il dialetto napoletano.
Essendoci storicamente molte controversie sui fatti che hanno coinvolto Carmine Crocco nella storia risorgimentale d’Italia, sarà interessante valutare se sia stato fatto un attento lavoro di documentazione sulle vicende dei briganti oppure, come spesso accade per la fiction televisiva ispirata a personaggi realmente esistiti, ci saranno polemiche e lamentele da parte del pubblico più attento. Ai telespettatori l’ardua sentenza.

giovedì 9 febbraio 2012

XL - Pensare in grande

Comunicato stampa

Perchè una mostra che privilegia il formato e non l'arte di un solo pittore o di una corrente? Lo si comprende entrando nella Nuova Galleria Campo dei Fiori che da giovedì 16 febbraio 2012 espone opere di ampie dimensioni di artisti a cavallo tra Otto e Novecento.
I quadri di grande formato raccolti da Lela Djokic catturano subito lo sguardo e ti inondano di colore. Persino chi teme che le pareti delle case moderne siano troppo anguste per ospitarli, alla fine si arrende al fascino della visuale di ampio respiro.
Del resto la maggior parte dei pittori di tutti i tempi ama “pensare in grande” e quindi creare in grande. In occasione di mostre pubbliche di elevato prestigio si sceglie il grande formato anche per impressionare la giuria. Il desiderio di conquista del potenziale acquirente diventa un'altra ragione per esprimersi sulle grandi tele. Infine, per quanto riguarda la ritrattistica, determinante è la necessità di presentare il soggetto a figura intera, sulla scia della tradizione del ‘700 inglese.
I paesaggi Strada di paese con Vesuvio sullo sfondo (c. 1879) di Hermann Corrodi e Caccia alla volpe (c. 1873) del napoletano Giovanni Battista Filosa, sono opere in cui la scelta del grande formato mira a soddisfare il gusto della raffinata committenza. Corrodi riceveva a Roma i visitatori stranieri nell’elegante studio al Grande Hotel de Roussie, offrendo i soggetti pittoreschi indicati nelle guide del Grand Tour. Giovan Battista Filosa a Parigi, dove lungamente soggiorna, usa il grande formato per dipingere nei boschi intorno alla capitale francese una scena di caccia, concentrando tutta l’attenzione sulla luce fra gli alberi e sugli animali in corsa, mentre i cacciatori sui cavalli restano piccolissime figure ai bordi del bosco. Qui c’è solo l’artista con la natura, ma il desiderio di sedurre è altrettanto potente.
Nel 1897 Camillo Innocenti sceglie di inviare a Pietroburgo, alla Prima Esposizione Artistica Italiana, la grande tela (cm. 175 x 122) intitolata Campagna romana - Al Divino Amore. La stessa nel 1903 è alla LXXIII Esposizione Internazionale Amatori e Cultori a Roma.
Si ricollega sempre a una mostra all’estero, dove l’impegno dell’artista si unisce all’orgoglio nazionale, il quadro di Emilio Sobrero Le Bagnanti che nel 1937 a Ginevra partecipa alla grande Esposizione dell’arte italiana. La bellezza dei tre nudi immersi in una ricca vegetazione risalta nel contrasto col biancore dei corpi.
L’incanto del nudo unisce l’olio di Emilio Sobrero al Nudo in riva al mare del 1935 di Arturo Dazzi. Il quadro raffigura una moderna Venere nel momento in cui esce dalle acque trattenendo a se solo un leggero panno bianco. Si impone subito il parallelo con la festosità della Nascita di Venere di Sandro Botticelli. Nel 1935 il pittore-scultore toscano ha una sala personale alla Seconda Quadriennale di Roma ove presenta una Estate con la stessa giovanissima modella dai capelli rossi.
Il Carrettiere sul carro (1915) di Ferruccio Ferrazzi si propone come un raro esempio di sperimentazione fra arte povera e cubo-futurismo.
Completa la rassegna un insieme di nuove proposte con opere di: Giovan Battista Amendola (1848 - 1887), Carlo Barbieri (1910 - 1938), Gilberto Ceracchini (1899 - 1982), Raoul Dal Molin Ferenzona (1879 - 1946), Enrico Lionne (1965 - 1921), Rosario Pulvirenti (1899 - 1966), Daniele Ranzoni (1843 - 1889), Giulio Aristide Sartorio (1860 - 1932) e Antonio Zumino (1864 - ).

Titolo mostra: XL - Pensare in grande
A cura di: Lela Djokic
Sede: Nuova Galleria Campo dei Fiori, Roma
Durata: 16 febbraio - 30 aprile 2012
Vernissage: giovedì 16 febbraio 2012, ore 17.00-20.00
Orario: 10-13 / 16-19, chiuso lunedì mattina e festivi; altri orari su appuntamento

venerdì 3 febbraio 2012

La Cattedrale di Irsina

di Sonia Gammone

Per la grande originalità architettonica e per il valore delle opere in essa conservate, la cattedrale di Irsina rappresenta sicuramente uno dei monumenti più importanti della Basilicata. La tradizione vuole che fu Giovanni Principe di Salerno nel 988 a ricostruire la cattedrale distrutta da un incendio. Il documento che attesta la sua esistenza è una bolla papale di Callisti III del 1123. Costruita in stile gotico e a tre navate con un imponente portale sormontato da un rosone, venne sovrastata dalla nuova cattedrale fatta costruire nel 1777 ad opera di monsignor de Simone e consacrata dal vescovo Lupoli nel 1802. Così oggi ritroviamo due cattedrali una sull’altra: della vecchia costruzione gotica si conserva ancora la parte superiore del campanile con le sue bifore, mentre di quella ancora più antica abbiamo la cripta ipogea. La nuova chiesa si presenta con una facciata barocca con tre portali. All’interno è suddivisa in tre navate. A destra, nella prima cappella, troviamo il Fonte battesimale con vasca del 1454 a forma ottagonale in pietra rossa di Venosa, finemente cesellata che poggia su di un capitello di pietra calcarea, probabile elemento scultoreo della prima chiesa romanica. Il nome della cattedrale di Irsina viene subito associato ad un’opera conservata al suo interno. Nella cappella a destra dell’altare maggiore è collocata la scultura in pietra dipinta di Sant’Eufemia, patrona della città, attribuita dai più ad Andrea Mantegna databile intorno al 1453-1454. Altro straordinario capolavoro presente nella cattedrale è il Crocifisso del 1454 della scuola di Donatello che spunta al di sopra dell’altare maggiore. Dietro quest’untimo è custodito il colo ligneo sormontato da un organo dorato a canne del 1815. Tra i dipinti su tela ricordiamo la settecentesca Immacolata tra i santi Domenico, Francesco, Antonio e Chiara, di Francesco Celebrano e lo Sposalizio di Santa Caterina di Andrea Miglionico. Ma queste sono solo alcune delle splendide opere racchiuse nella cattedrale di Irsina che aspettano solo di essere ammirati nel loro maestoso contenitore.

Lawand. La traversée du jaune

Comunicato stampa

Raffaella De Chirico è lieta di annunciare questa mostra personale di Lawand, di origine curda nato a Rakka, in Siria nel 1984, prima esposizione dell’artista in Italia. Vive in Francia dall’età di 10 anni, quando la famiglia raggiunge il padre, anch’egli pittore già noto e poeta, ad Angers. È questa dunque la matrice che avvicina Lawand all’arte pittorica, frutto della frequentazione dell’atelier paterno, dal quale si allontanerà in età adolescenziale per trovare un suo personale linguaggio.
Circa trenta opere in mostra, oli su tela e disegni, illustrano un percorso artistico di anni recenti.
Scrive Jacki Essirard della pittura di Lawand “…pensiamo agli espressionisti, ma le deformazioni messe in atto da Lawand sono piuttosto immateriali. Cita volentieri Egon Schiele, Lucien Freud, Francis Bacon, Giacometti ma la sua pittura trascende dalla rappresentazione e trascende i corpi, utilizzando la materia nel suo stato instabile e vibrante”.
Figure verticali che sembrano venirci incontro come proiezioni di immagini mentali, fissate su tele sia di importanti dimensioni (cm 149 x 114 e cm 116 x 89) sia di superfici di dimensioni più raccolte (cm 35 x 27 e cm 65 x 54) trovano collocazione nel salone centrale della galleria De Chirico, mentre le salette laterali, più intime fanno da foce ad una cospicua produzione di disegni e di inchiostri colorati su carta, di varie dimensioni.
Lawand ha affiancato l’attività pittorica alla ricerca di altre tecniche espressive, interessandosi sia alla danza contemporanea facendone scaturire delle performance, sia alla poesia, declinando la sua produzione artistica alla realizzazione di libri d’artista. I poeti Michaux, Ghérasim Luca, Guillevic e Adonis hanno un ruolo fondamentale nella sua formazione, nonché i poeti contemporanei Antonie Emaz, Bernard Noël, Jean-Claude Schneider, Yves Bonnefoy con cui ha stretto diverse collaborazioni. Il dialogo invece con Djalal al-dîn Rûmi e Omar Khayyâm oltre a consolidare le radici culturali di Lawand legate al mondo arabo, ha probabilmente evidenziato l’esigenza di sottolineare la condizione attuale della pittura e dei personaggi legati al mondo della cultura in Siria. A Lawand è infatti proibito rientrare nel suo Paese di nascita, anche per brevi periodi.

Titolo mostra: Lawand. La traversée du jaune
Sede: Galleria d'Arte Raffaella De Chirico, Torino
Periodo: 9 febbraio - 18 marzo 2012
Orari: martedì-domenica 10.00-12.30, 15.30/19.30

giovedì 2 febbraio 2012

Il Divisionismo. La luce del moderno

Comunicato stampa

E’ stata una delle più emozionanti stagioni dell’arte italiana negli ultimi secoli e ora, finalmente, una grande mostra la ripropone, con un taglio nuovo e con una scelta perfetta di opere. “Il Divisionismo. La luce del moderno”, che si svolgerà a Rovigo, a Palazzo Roverella dal 25 febbraio al 23 giugno 2012, sarà sicuramente tra i più importanti eventi espositivi italiani del prossimo anno. A promuoverla sono la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con il Comune di Rovigo e L’Accademia dei Concordi.
Il periodo che questa mostra illumina è quello tra il 1890 e l’indomani della Grande Guerra. Negli anni in cui in Francia Signac e Seraut “punteggiano” il Neo Impressionismo, anche in Italia diversi artisti si confrontano con l’uso "diviso" dei colori complementari. E lo fanno con assoluta originalità. E’, come afferma il sottotitolo della mostra, la luce del moderno che essi così magistralmente creano e interpretano.
Sono sperimentazioni che consentono agli artisti che si affacciano alle soglie del Novecento di affrontare con tecnica spesso audace e coraggiosa le tematiche del nuovo secolo, dal mutato rapporto con la realtà agreste all’evoluzione della città moderna, dalle scoperte scientifiche agli incombenti conflitti sociali. E’ la prima effettiva cesura rispetto agli stili del passato, prima delle avanguardie.
Nel Divisionismo italiano i puntini e le barrette colorate dei francesi diventano filamenti frastagliati che invece di accostarsi spesso si sovrappongono. Ma ciò che è veramente diverso è lo spirito: qui la nuova tecnica pittorica aiuta a rappresentare, meglio di altre, l’intimità, l’allegria, lo spiritualismo, il simbolismo, l’ideologia anche politica. Ovvero i sentimenti, le passioni, le istanze che univano quella generazione di artisti. Pittura di luce, colore ma anche e soprattutto pittura di emozioni, quindi.
L’indagine che Francesca Cagianelli e Dario Matteoni proporranno a Palazzo Roverella rilegge la storia di questo momento magico dell’arte italiana. Valorizzando figure come quella di Vittore Grubicy de Dragon e il suo Divisionismo fatto di musica e di ricerca scientifica. Poi Plinio Novellini, icona del Divisionismo tra Toscana e Liguria, prototipo di quelle diverse dimensioni territoriali che sono forse la maggiore ricchezza del movimento e che questa mostra mette, per la prima volta, in giusta evidenza.
Poi i grandissimi: Previati, Segantini, Morbelli, Pellizza da Volpedo. E ancora il ricordo della storica Sala Divisionista della Biennale del 1914. Per giungere alla straordinaria stagione divisionista di artisti come Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini, Carlo Carrà e alla Secessione Romana. Ultimi, emozionanti bagliori di una vicenda artistica che va a concludersi, per sfociare nel rivoluzionario “nuovo” del Futurismo. Ed è l’avvio di un’altra grande storia tutta italiana.

Titolo mostra: Il Divisionismo. La luce del moderno
Sede: Rovigo, Palazzo Roverella
Periodo: 25 febbraio - 24 giugno 2012
Orari: feriali 9.00-19.00; sabato 9.00-20.00; festivi 9.00-20.00; chiuso i lunedì non festivi.

Immagine: Giacomo Balla, Ritratto all'aperto, 1902, olio su tela, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma

mercoledì 1 febbraio 2012

Per conoscere Tommaso Bet

Comunicato stampa

Energia brutale e precisione fotografica si fondono perfettamente nell’ultima produzione di Tommaso Bet. Diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia con una tesi intitolata: “Evocazione, il primato della calcografia, analisi semiotica sulla stampa d’arte”, opera nell'ambito dell'incisione, della pittura, scultura e dell'installazione polimaterica. Conta numerose incursioni dell’ambiente della scenografia teatrale ed esperienze come curatore grafico di eventi legati alla realtà artistica e musicale dell’underground culturale veneto. Vive e lavora a Londra.
La Galleria d’Arte Comunale di Cappella Maggiore ospiterà dal 4 Febbraio una mostra, a cura del direttore dello spazio Duilio Dal Fabbro, in collaborazione con lo Studio d’Arte G.R., incentrata sulla recente produzione dell’artista friulano. Saranno esposte circa venti opere di grande formato che riassumono l’operato degli ultimi tre anni di Bet; dipinti figurativi dal tratto violento e dal forte impatto visivo, composizioni astratte caratterizzate dai toni evocativi e raffinate incisioni create a puntasecca, acquaforte e acquatinta descrivono un percorso artistico unico e originale.
L’esposizione sarà corredata da un elegante catalogo a colori edito dalle Grafiche De Bastiani, che raccoglie le illustrazioni di tutte le opere messe in mostra ed è accompagnato dalla presentazione di Duilio Dal Fabbro e dagli interventi critici a cura del prof Giovanni Granzotto e di Alberto Pasini, propedeutici ad una corretta lettura del percorso espositivo. La mostra è stata resa possibile anche grazie al sostegno dell’Amministrazione Comunale con l’Assessorato alla Cultura, della Pro Loco e della Banca Prealpi. Saranno presenti alla vernice: l’artista, il curatore e i due critici autori dei testi in catalogo.

Titolo mostra: ...per conoscere Tommaso Bet. Ritratti e paesaggi
A cura di: Duilio Dal Fabbro, Studio d’Arte G.R.
Sede: Cappella Maggiore (TV), Galleria Comunale
Durata: 4-26 febbraio 2012
Inaugurazione: sabato 4 febbraio 2012, ore 18.00
Orari: giovedì-sabato 16.00-19.00, domenica 10.00-12.00, 15.00-19.00
Catalogo: Grafiche De Bastiani