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sabato 16 gennaio 2010

Inferno. L’Occhio Testimone

Comunicato stampa

Aprirà i battenti il prossimo 30 gennaio 2010 la settima edizione di “Seravezza Fotografia” con la mostra “Inferno - l’Occhio Testimone” di James Nachtwey, tra i più importanti fotoreporter di guerra contemporanei. La manifestazione che si svolge nel cuore della Versilia Storica, è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Seravezza (Lu) nella splendida e rinnovata cornice del Palazzo Mediceo insieme alla FIAF ( Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) e il Circolo Fotografico “L’Altissimo” con il Patrocinio della Provincia di Lucca e di Manta Stampe d’Arte.
Curata da Libero Musetti, Seravezza Fotografia oltrepassa l’ambito strettamente fotografico e con la mostra di Nachtwey fissa una tappa nel percorso che segna un divisorio con le mostre precedenti. Questo perché nell’opera di James Nachtwey il dolore folle della vita prende il sopravvento anche sull’estrema bravura tecnica del fotografo, e della sua grande audacia, per cui solo visitando la mostra si può capire cosa è in grado di avvenire per mano dell’uomo.
Le immagini esposte confermano purtroppo il luogo comune che a volte la realtà supera la fantasia, in questo caso però il luogo è teatro di atrocità, ripetute all’infinito e in tal modo quasi perse nella normalità di una informazione spesso indifferente e dove proprio l’indifferenza sarà la prima a mettersi da parte, poiché per essa non vi è posto.
“Seravezza Fotografia” propone anche concorsi, workshop con maestri consacrati e talenti nuovi, letture portfolio e mostre collaterali nelle adiacenti Scuderie Granducali. Il programma prevede dal 30 gennaio al 14 febbraio la mostra di Giorgio Tani, dal 20 febbraio al 7 marzo quella di Marcello Carrozzo e dal 20 marzo al 5 aprile saranno esposti gli scatti di Antonio Manta. Dal 13 al 14 marzo sempre alle Scuderie Granducali ci sarà un incontro tra le associazioni fotografiche dal titolo “Micromosso – foto e convivialità”. Altre mostre saranno allestite presso la Cappellina Medicea. Gli “Incontri di cultura fotografica” saranno caratterizzati da grandi nomi del panorama fotografico, con il ritorno di Joël Peter Witkin e inoltre Letizia Battaglia, Mario Cresci. Numerosi i Workshops proposti per questa settima edizione da Ivo Balderi, Giovanni Umicini e Antonio Manta e da non dimenticare l’appuntamento ormai consolidato con le letture portfolio con Giorgio Tani e Giorgio Rigon. Book shop a cura di HF Distribuzione.

James Nachtwey è nato a Syracuse, stato di New York, nel 1948 ed è cresciuto nel Massachusetts. Ha frequentato il Dartmouth College dal 1966 al 1970, dove ha studiato Storia dell'Arte e Scienze Politiche. È profondamente segnato, nella sua scelta di diventare fotografo, dalle immagini della guerra nel Vietnam e del movimento per i Diritti Civili. Ha cominciato a lavorare come fotogiornalista nel 1976 per un quotidiano locale del New Mexico. Nel 1980 si trasferisce a New York dove comincia a lavorare come fotografo freelance. Nel 1981 Nachtwey ha svolto il suo primo incarico all'estero in Irlanda durante lo sciopero della fame di alcuni militanti dell'IRA. Da allora, Nachtwey ha dedicato sé stesso a documentare guerre e conflitti sociali. La sua attività di fotoreporter si è svolta in numerosi paesi quali El Salvador, Nicaragua, Guatemala, Libano, Cisgiordania (West Bank) e Gaza, Israele, Indonesia, Thailandia, India, Sri Lanka, Afghanistan, Filippine, Corea del Sud, Somalia, Sudan, Rwanda, Sudafrica, Russia, Bosnia, Cecenia, Kosovo, Romania, Brasile e Stati Uniti. Nachtwey lavora per il Time dal 1984, ha lavorato per l'agenzia Black Star dal 1980 al 1985 ed è stato membro della Magnum Photos dal 1986 al 2001. Nel 2001 è diventato uno dei membri fondatori dell'Agenzia VII.

Manifestazione: Seravezza Fotografia
Mostra: Inferno - l’Occhio Testimone
Palazzo Mediceo - Via del Palazzo, 358 - Seravezza (LU)
Date: dal 30 gennaio al 5 aprile 2010
Orari: 15.00-19.30 (chiuso il lunedì)
Biglietti: intero 5 euro, ridotto 3

venerdì 21 novembre 2008

Fabio Pappacena in scena a Roma fino a domenica

Comunicato stampa

Un uomo dalla forza insolita che emoziona sia chi lo interpreta che chi lo guarda, è ciò che pensa Fabio Pappacena del personaggio protagonista di “Masked. Legami di sangue”, da lui interpretato.
Nell’opera israeliana che verrà messa in scena in prima nazionale assoluta al Teatro dell'Orologio di Roma dal 6 al 23 novembre 2008, l’attore lucano, formatosi presso il Piccolo Teatro di Potenza, diventerà Na'im, un attivista palestinese rifugiatosi sui monti e tornato solo per interrogare suo fratello, tacciato di essere una spia al servizio degli israeliani.
In questo spettacolo dal sapore classico e dal valore universale - in cui si è osato parlare dell’intifada, senza schierarsi da nessuna parte, se non da quella dell’essere umano - , l’autore Ilan Hatsor ha narrato con coraggio la storia di tre fratelli palestinesi travolti da scelte politicamente incompatibili tra loro.
Concepito nel 1990, ma attuale più che mai, Masked arriva a Roma, dopo esser stato rappresentato con successo di pubblico e critica a Tel Aviv, dal Teatro Arabo-Ebraico di Jaffa, e, nel corso degli anni, a New York. Il testo teatrale israeliano, anche vincitore del primo premio all'Israel Fringer Theater Festival ad Acco, catapulterà il pubblico nel dramma assoluto della guerra, sviluppato attraverso il dualismo tra eroe e traditore che tanti autori ha già ispirato.
Lo scontro rappresentato può essere traslato in uno qualsiasi dei conflitti che da sempre sconvolgono la storia dell'uomo, poiché Masked è la messa in scena dei legami del sangue, quelli familiari che non abbiamo scelto e quelli che scegliamo a prescindere dalle nostre origini.
Con quest’opera difficile si avvia a conclusione un anno che ha visto molto impegnato Pappacena il quale, oltre ad aver ricoperto il ruolo di assistente alla direzione artistica dell’ultima edizione del più importante evento italiano dedicato al teatro, “Spoleto 51 – Festival dei Due Mondi”, ha vestito i panni del giudice in “Processo a Nerone”, scritto da Corrado Augias e diretto da Giorgio Ferrara.
Ora, dopo esser stato diretto da uno dei suoi maestri di recitazione, Domenico Mastroberti, nel lungometraggio “Passannante: a morte il Re, viva Umberto”, che verrà presentato prossimamente a Potenza, a 130 anni dall’attentato che ricorrerà il 17 novembre, Fabio, svestiti i panni dell’anarchico lucano, torna a teatro per indossare quelli di un terrorista più moderno in “Masked. Legami di sangue”, con la regia di Maddalena Fallucchi.
Con Masked, dunque, continua la collaborazione tra l’attore lucano e la regista pugliese che, dopo averlo diretto nel 2003 nella conduzione del programma per ragazzi “Achab 2003”, in onda sul canale Raisat Ragazzi, lo ha scelto per il teatro sia come interprete per “Assassinio sull'Orient Express” di Aghata Christie sia come aiuto regista per “Svolta pericolosa” di J. B. Priestley e “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury.

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Ufficio Stampa: iVolution Lab
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