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sabato 18 luglio 2015

Leonardo da Vinci: un genio universale per un’esposizione universale


di Rosanna D’Erario

Il Palazzo Reale di Milano, ospita ancora per poche ore un mostra monografica unica, la più importante mai realizzata in Italia su Leonardo da Vinci (1452-1519), talento assoluto del Rinascimento. Un’occasione unica per ammirare la sua poliedricità caratterizzata da due aspetti: l’estro e la mente razionale. Dodici sezioni in cui si può cogliere tutto ciò che è stato Leonardo: pittore, scultore, ingegnere, anatomista, musicista, inventore.
Accanto ad opere di importanza capitale come il San Gerolamo dei Musei Vaticani, il Ritratto di Musico della Pinacoteca Ambrosiana, la Scapigliata della Galleria Nazionale di Parma e la Madonna Dreyfuss della National Gallery di Washington, anche importanti opere di confronto, tra cui spiccano i nomi di Sandro Botticelli, Donato Bramante, Antonello da Messina, Filippo Lippi, Ghirlandaio, Paolo Uccello ed ovviamente del suo maestro, Verrocchio.
Dunque, attraverso un percorso non cronologico, ma di rapporti e confronti trasversali con altri artisti, ci si muove tra gli schizzi, i dettagliati disegni, gli appunti in cui si rimane stregati dalla sua scrittura speculare, le macchine, le sculture, i dipinti, le continue sperimentazioni. Opere scelte in perfetta armonia per farci cogliere con estrema sintesi l’arte ineguagliabile di Leonardo, come una sorta di poesia che non si ascolta, ma si vede. Una celebrazione di Leonardo e della fama di mito che lo circonda, un fascino senza tempo, perché Leonardo non smetterà mai di stupire ed ammaliare.

lunedì 27 aprile 2015

Leonardo Da Vinci 1452-1519. Il disegno del mondo

[Comunicato stampa] La straordinaria mostra inaugurata a Palazzo Reale il 15 aprile 2015, giorno dell’anniversario della nascita di Leonardo – nato a Vinci il 15 aprile 1452 –, a ridosso dell'apertura di EXPO 2015, è la più grande e importante esposizione dedicata a Leonardo mai realizzata in Italia.
Costruita interamente a Milano, la mostra è promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo che ha concesso in via eccezionale la garanzia di Stato e dal Comune di Milano - Assessorato alla Cultura ed è ideata e prodotta da Palazzo Reale e Skira, nel quadro di una partnership che prosegue da oltre quindici anni. Frutto di un intenso lavoro di cinque anni, l’esposizione è curata da Pietro C. Marani e Maria Teresa Fiorio, tra gli storici dell'arte più importanti per gli studi sul grande genio del Rinascimento, e raccoglie oltre 200 opere da un centinaio di musei e istituzioni da tutto il mondo, che hanno eccezionalmente prestato opere preziose delle loro collezioni, come i tre dipinti di Leonardo provenienti dal Louvre e i trenta disegni autografi della collezione di Sua Maestà la Regina Elisabetta II. Anche la Pinacoteca Ambrosiana, considerata la casa milanese di Leonardo, che presta il celebre Ritratto di musico e ben trentotto disegni dal Codice Atlantico, è tra i principali protagonisti della mostra.
La mostra conta sul generoso sostegno di Bank of America Merrill Lynch, principale sponsor dell’iniziativa. Sostengono la mostra anche SNAM che, in linea con i propri valori, intende celebrare la figura di un uomo che ha dedicato la propria vita alla conoscenza e al progresso e Salone del Mobile Milano, media partner è il Corriere della Sera.
L’esposizione presenta una visione di Leonardo non mitografica, né retorica né celebrativa, ma trasversale su tutta l'opera del poliedrico personaggio, considerato come artista e scienziato attraverso alcuni temi centrali individuati dai curatori: il disegno, fondamentale nell'opera di Leonardo; il continuo paragone tra le arti: disegno, pittura, scultura; il confronto con l'antico; la novità assoluta dei moti dell'animo; il suo tendere verso progetti utopistici, veri e propri sogni, come poter volare o camminare sull'acqua per cui sarà allestita in mostra una apposita sezione; l'automazione meccanica e così via, temi che lo hanno reso un alfiere dell’unità del sapere, con l’intrecciarsi continuo nella sua opera di scienze e arti.
La straordinaria mostra illustra, attraverso dodici sezioni, le tematiche centrali nella carriera artistica e scientifica di Leonardo, trasversali nella sua lunga estensione, venendo ad abbracciare non solo gli anni della sua formazione fiorentina, ma anche i due soggiorni milanesi, fino alla sua permanenza in Francia, sottolineando così alcune costanti della sua visione artistica e scientifica. Dal percorso espositivo risulta chiara anche la sua vocazione all’interdisciplinarietà e al continuo intrecciarsi di interessi, attraverso l’approccio analogico allo studio dei fenomeni e alla loro rappresentazione grafica, riassunti e culminanti nei suoi dipinti più tardi.
La sequenza del percorso espositivo presenta nelle varie sezioni opere autografe di Leonardo - dipinti, disegni e manoscritti -, introdotte dalle opere dei suoi predecessori - pittori, scultori, tecnici, teorici - che possano contestualizzare il contributo di Leonardo nella storia dell’arte, della scienza e della tecnica e offrire nel contempo una visione della figura di Leonardo artista e scienziato del suo tempo, senza concessioni alla mitografia e alla banalizzazione. Due sezioni finali, tuttavia, mostrano anche l’influenza di Leonardo pittore e teorico dell’arte in età moderna e la formazione del suo mito, incentrato sulla Gioconda.

Queste le dodici sezioni della mostra:
1. Il disegno come fondamento
2. Natura e scienza della pittura
3. Il paragone delle arti
4. Il paragone con gli antichi
5. Anatomia, fisiognomica e moti dell’animo
6. Invenzione e meccanica
7. Il sogno
8. Realtà e utopia
9. L’unità del sapere
10. De coelo e mundo: immagini del divino
11. I leonardeschi: la diffusione dei modelli di Leonardo e Trattato della Pittura
12. Il mito di Leonardo

La mostra presenta sette straordinari capolavori pittorici di Leonardo: il San Gerolamo della Pinacoteca Vaticana, la Madonna Dreyfus della National Gallery of Art di Washington, la Scapiliata della Galleria Nazionale di Parma, il Ritratto di musico dell’Ambrosiana e ben tre capolavori, vere icone, dal Museo del Louvre: la Belle Ferronière, la piccola Annunciazione, il San Giovanni Battista. Esposti inoltre alcuni dei codici originali di Leonardo e un nucleo di almeno cento disegni autografi: il Codice Trivulziano 2162, ovvero il Libretto d'appunti autografo di Leonardo da Vinci, conservato presso la Biblioteca Trivulziana del Castello Sforzesco, che potrà essere anche "virtualmente" sfogliato presso una postazione touchscreen; trentotto disegni provenienti dal Codice Atlantico, grazie alla Biblioteca Ambrosiana, maggior prestatore dell’esposizione; trenta dalla Royal Collection della Regina Elisabetta II, di cui sei visibili al recto e al verso; cinque dal British Museum, quattro dal Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi, cinque dal Metropolitan Museum di New York e cinque dalla Biblioteca Reale di Torino e ancora altri disegni arrivano dalla Morgan Library di New York e dalla Fondazione Custodia di Parigi. Alcuni di questi musei prestano inoltre altri importanti disegni di pittori contemporanei di Leonardo.
È inoltre presentato un cospicuo numero di opere d’arte - dipinti, disegni, manoscritti, sculture, codici, incunaboli e cinquecentine - provenienti dai maggiori Musei e Biblioteche del mondo e da collezioni private, tra cui opere di Antonello da Messina, Botticelli, Filippino Lippi, Paolo Uccello, Ghirlandaio, Verrocchio, Lorenzo di Credi, Francesco di Giorgio Martini, Bonaccorso Ghiberti, Bramante e di altri trattatisti anonimi dei secoli XV e XVI.
La diffusione e la fortuna dell’arte e dei modelli di Leonardo è rappresentata in mostra da splendide opere di Giovanni Antonio Boltraffio, Marco d’Oggiono, Francesco Napoletano, Solario, Francesco Melzi, Giampietrino, Cesare da Sesto, Girolamo e Giovanni Ambrogio Figino e da altri importanti artisti.
Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia intitolato al grande maestro presta inoltre due modelli storici di macchine - il carro automotore e il maglio battiloro - realizzati dall’interpretazione dei disegni di Leonardo.
Milano rende omaggio a Leonardo con tantissime iniziative, e sono dunque in programma una serie di approfondimenti fuori sede (oltre Palazzo Reale), che coinvolgeranno i luoghi di Leonardo nel territorio urbano e lombardo: la Sala delle Asse al Castello Sforzesco riaprirà al pubblico dopo un lavoro di restauro che ha riportato alla luce nuove strordinarie tracce della mano di Leonardo, che in quelle stanze lavorò per anni al servizio di Ludovico il Moro: una installazione multimediale racconterà ai visitatori la storia della Sala e il ruolo di Leonardo nella sua gigantesca decorazione; nella Sala della Balla, sempre al Castello Sforzesco, saranno disponibili due postazioni touchscreen per sfogliare, ingrandire, approfondire le pagine del Codice Trivulziano, il Libro d’appunti autografo del genio fiorentino: nella Pinacoteca Ambrosiana (Il Mondo di Leonardo), all’Acquario civico (Leonardo e l’acqua).
La Cineteca Italiana promuove infine un programa di nove film su Leonardo che saranno proiettati al MIC-Museo interattivo del Cinema durante il mese di maggio.
La mostra, curata da Pietro C. Marani e Maria Teresa Fiorio, si avvale di un comitato scientifico di assoluto rilievo e prestigio, già convocato a partire dal 2009, al quale hanno partecipato: Carmen C. Bambach (Metropolitan Museum, New York), Roberto Paolo Ciardi (Accademia Nazionale dei Lincei, Roma), Martin Clayton (Royal Library, Windsor Castle), Luisa Cogliati Arano (Ente Raccolta Vinciana, Milano), Vicent Delieuvin (Musée du Louvre, Parigi) Marzia Faietti (Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Firenze), Paolo Galluzzi (Istituto e Museo Galileo Galilei, Firenze), Martin Kemp (Oxford University, Oxford), Antonio Paolucci (Musei Vaticani, Città del Vaticano, Roma), Richard Schofield (Università IUAV, Venezia).
Il catalogo che accompagna la mostra è, in realtà, ben più di un pur ponderoso catalogo: le oltre 600 pagine in grande formato ospitano, sotto la direzione di Marani e Fiorio, venti saggi di altrettanti grandi specialisti internazionali dell’opera di Leonardo, che analizzano le infinite sfaccettature del "disegno del mondo" del genio di Vinci. Hanno collaborato infatti con inediti contributi scientifici: Carmen C. Bambach (Metropolitan Museum, New York), Juliana Barone (University of London), Andrea Bernardoni (Istituto e Museo Galileo Galilei, Firenze), Roberto Paolo Ciardi (Accademia Nazionale dei Lincei, Roma), Martin Clayton (Royal Library, Windsor), Marzia Faietti (Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Firenze), Frank Fehrenbach (Harvard University, Cambridge), Paolo Galluzzi (Istituto e Museo Galileo Galilei, Firenze), Claudio Giorgione (Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci), Martin Kemp (Oxford University, Oxford), Rodolfo Maffeis (Università di Firenze e Kunsthistorisches Institut, Firenze), Furio Rinaldi (Università Tor Vergata, Roma e Metropolitan Museum, New York), Richard Schofield (Università IUAV, Venezia), Marco Versiero (Università l’Orientale, Napoli, e Istituto di Studi Filosofici, Napoli), Edoardo Villata (Università Cattolica di Milano).
Il volume, disponibile in due edizioni, italiana e inglese, si pone di fatto come un’eccezionale ed aggiornatissima monografia, destinata a divenire un "reference book" per molti anni a venire.
Accanto al grande catalogo, l’ampio e specializzato bookshop Skira proporrà ai visitatori una guida breve, anch’essa in due lingue, e uno straordinario corredo di altre pubblicazioni sull’opera di Leonardo, tra cui A bottega da Leonardo, un delizioso libro per bambini, oltre a una vastissima gamma di prodotti di merchandising.
L’allestimento della mostra è curato da Corrado Anselmi, e ha potuto contare sulle sponsorizzazioni tecniche di Kartell e Flos.
A fine percorso, grazie all’accordo con Samsung, i visitatori avranno anche la possibilità di una eccezionale esperienza virtuale: immergersi, con i rivoluzionari occhiali Samsung Gear VR, negli ambienti e nel vissuto del genio vinciano. E infine, per tutti, la possibilità di scaricare su tablet IOS e Android, la nuovissima e straordinaria App "Being Leonardo", realizzata da Skira.
Una mostra dunque di eccezionale contenuto scientifico e altresì altamente spettacolare, che richiamerà a Palazzo Reale non solo i moltissimi visitatori di EXPO 2015, ma anche i tantissimi milanesi, che conoscono e apprezzano le opere del grande maestro disseminate in città e ammireranno ancora una volta, in una antologica probabilmente irripetibile, il suo genio senza tempo.

Titolo: Leonardo Da Vinci 1452-1519. Il disegno del mondo
Sede: Palazzo Reale, Piazza Duomo, 12 - 20121 Milano
Periodo: 16 aprile - 19 luglio 2015
Orari: lunedì 14.30-19.30, martedì-mercoledì 9.30-19.30, giovedì-domenica 9.30-24.00 (la biglietteria chiude un’ora e mezza prima)
Biglietti: intero € 12,00, ridotto € 10,00
Catalogo: Skira

Immagine: Leonardo da Vinci, Ritratto di dama (La Belle Ferronnière o “Presunto ritratto di Lucrezia Crivelli”), 1493-1495 circa, olio su tavola di noce, cm 63x45, Parigi, Musée du Louvre.

domenica 20 febbraio 2011

La donna leonardesca

di Sonia Gammone

Il Quattrocento volge al termine quando Leonardo da Vinci si trasferisce a Milano. Il periodo milanese (1482-1499) sarà il più importante e significativo di tutta la sua vita. Alla corte di Ludovico il Moro egli potrà dedicarsi in maniera esclusiva alle sue opere e alle sue invenzioni, creando in pittura i suoi massimi capolavori. Per Leonardo il compito principale dell’artista è l’esplorazione della natura considerata come un immenso essere vivente e la pittura, la più importante delle arti, l’unica in grado di rappresentarla. Il sottile chiaroscuro e la capacità di cogliere gli affetti umani sono alla base del suo naturalismo pittorico. Creatore di una tecnica sfumata, con delicati contrasti di luce e di ombra che fanno sparire i contorni e creano un’illusione di atmosfera e di vita nella scena rappresentata.
Furono molte e stupende le opere a soggetto sacro nelle quali è possibile ravvisare il percorso di perfezionamento che egli intraprese fin da giovanissimo, quando a Firenze passava le sue giornate nella bottega del Verrocchio. Ma altrettanto celebri rimangono i ritratti che a più riprese gli vennero commissionati. Al periodo milanese appartengono quelli di due donne aristocratiche vicine a Ludovico il Moro: il ritratto di Cecilia Gallerani, meglio noto come La dama con l’ermellino (1488-1490), e La Belle Ferronière (1495-1498) identificata da alcuni come Lucrezia Crivelli o la stessa Cecilia Gallerani in età più adula. Cecilia Gallerani era l’amante di Ludovico il Moro. L’ermellino oltre ad essere simbolo di purezza, allude al cognome della stessa Cecilia Gallerani e allo stesso Ludovico il Moro, di cui era emblema. Leonardo studia attentamente la luce, che cade sul viso e sulla spalla della dama, e la figura, dal viso voltato a guardare fuori campo. Sono stati curati tutti i dettagli, dai capelli ai gioielli, ai colori sgargianti del vestito. I suoi lineamenti sono dolci e delicati, gli occhi fieri, il sorriso accennato appena ricorda quello della Gioconda, le mani sono lunghe e affusolate. Il ritratto sembra essere lontano sia da connotati erotici, legati alla sua figura di amante, sia da quelli sacri che l’avrebbero voluta triste, in continuo rimando alla figura della Madre di Dio. Quello che emerge è una donna che sembra aver raggiunto una grande apertura mentale e intellettuale, che guarda all’uomo senza sottomissione. Per quanto riguarda La Belle Ferronière, oltre all’innovativo taglio dato alla figura, colpiscono la profondità e il fascino dello sguardo che sembra diretto allo spettatore.
A distanza di anni, e lontano da Milano, Leonardo darà vita a quella che è considerata il suo capolavoro assoluto: la Gioconda (1503-1516). L’identità della donna è ancora motivo di dibattito, tuttavia i più ritengono si tratti di Monna Lisa, moglie di Francesco del Giocondo. Il mistero che avvolge l’opera, si riflette da sempre in quell’interesse collettivo per l’enigmaticità dello sguardo e del sorriso. Qui lo sfumato leonardesco raggiunge la perfezione, la luce che giunge dallo sfondo ha i toni del crepuscolo e rende tutto quasi sfocato. L’immagine è misterioso, ambigua, sfuggente, perché Leonardo ha volutamente lasciato indefinite alcune parti del volto immergendole in una morbida penombra. La figura è intimamente legata alla natura del paesaggio. La grande sfida di Leonardo di rendere con massima veridicità e naturalismo i propri modelli, giunge al culmine e ancora una volta, nella storia dell’arte, la donna ne è protagonista. “…la pittura…penetra dentro ai medesimi corpi, considerando in quelli le lor proprie virtù” (da Il trattato della pittura, di L. da Vinci).

giovedì 18 giugno 2009

Joconde. Da Monna Lisa alla Gioconda nuda

Comunicato stampa

Dal 14 giugno al 30 settembre il Museo Ideale Leonardo Da Vinci riapre al pubblico dopo cinque mesi con un’esposizione sorprendente su uno dei più interessanti argomenti della storia dell’arte: “Joconde. Da Monna Lisa alla Gioconda nuda”, a cura di Agnese Sabato e Alessandro Vezzosi, con la consulenza di Carlo Pedretti e di altri esperti internazionali.
L’obiettivo di questa mostra-evento è quello di fare il punto sulle origini, la fortuna e i “misteri” della Gioconda (a partire dalle problematiche della committenza, identità e datazione, e della bottega leonardesca), con un lavoro che continuerà nel tempo per la catalogazione di tutte le Gioconde del mondo. Si tratta di un work in progress che, al di là dell’evento espositivo, si propone di documentare e confrontare tutte le Monne Lisa e le Gioconde del mondo, dal Cinquecento a oggi.
La mostra presenta migliaia di immagini fra opere, reperti, documenti e multimedialità, compresi dipinti originali del XVI secolo esposti per la prima volta.
L’esposizione si articola in due parti: una storica e una contemporanea.
La prima comprende opere originali sconosciute, per esempio due versioni di “Gioconda nuda” riferite in antico a Leonardo, una delle quali era appartenuta al cardinale Fesch, zio di Napoleone Bonaparte e grande collezionista (possedeva anche il “San Girolamo” di Leonardo, oggi nei Musei Vaticani). O ancora una tavoletta riscoperta nei depositi degli Uffizi e restaurata per l’occasione; e, dalla Biblioteca Nazionale di Napoli, il “Diario” della visita del cardinale d’Aragona a Leonardo, nel 1517 ad Amboise con la descrizione della “Gioconda” (o della “Gioconda nuda”?).
Vengono messe a confronto le immagini di varianti della “Gioconda” del Louvre (sparse in tutto il mondo) e della “Gioconda nuda” (di cui si deve ancora individuare la possibile invenzione e autografia di Leonardo); documenti sulle biografie e le tracce dei luoghi della Gioconda (venti città e paesi da Firenze a Parigi, da Greve a Dumenza, da Arezzo a Napoli, da Vinci a Chantilly, da Lagonegro ad Amboise... tra storia, arte, geografia e mito); la fortuna della “Gioconda” e della “Gioconda nuda” nelle incisioni tra XVII e XIX secolo e nelle sculture (per esempio un marmo neoclassico).
La parte contemporanea inizia con il furto del 1911 e procede con protagonisti dell’arte del XX secolo a partire da Duchamp, con l’Omaggio a Jean Margat (all’artista piuttosto che allo scienziato e collezionista, nel cinquantenario della storica rivista «Bizarre» con i suoi trattati di “Giocondologia” e “Giocondoclastia”), e agli artisti attuali, fra pittura e grafica digitale, moda e design. Si conclude con il più ampio repertorio iconografico digitale in un caleidoscopio dell’immagine, e con spettacolari esami scientifici eseguiti sull’originale del Louvre da Pascal Cotte (Lumiere Technology), compresa una spettrografia di 4 metri per 3.
In parallelo, fino a settembre si raccoglieranno le “testimonianze”, ipotesi e interpretazioni, di storici d’arte e scienziati per un convegno internazionale che si concluderà con un “processo” teatrale, istruito e messo in scena (a ottobre) da magistrati e avvocati.

Titolo mostra: Joconde. Da Monna Lisa alla Gioconda nuda
A cura di: Agnese Sabato, Alessandro Vezzosi
Sede: Vinci (FI), Museo Ideale Leonardo Da Vinci
Periodo: 14 giugno - 30 settembre 2009
Orario: tutti i giorni, ore 10.00-19.00