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lunedì 31 gennaio 2011

Gigino Falconi

di Andrea Carnevali

Dal 16 al 31 luglio 2011 presso il museo di Villa Coppetti si terrà la mostra antologica di Gigino Falconi, organizzata dal Comune di Castelbellino e Compagnia dell’Arco, a cura di Sandro Franconi e Riccardo Ceccarelli.
Gigino Falconi, nato a Giulianova nel 1933, dopo una esperienza nell’Informale tra anni ‘50, ‘60, ‘70, ha cercato il rinnovamento nell’arte figurativa, alla ricerca di uno stile nuovo attraverso la pittura del ‘300 e del ‘400 per poi virare e giungere alla fotografia. Il nuovo stile pittorico lo ha poi condotto ad utilizzare per i suoi lavori – come fonte di ispirazione - le poesie di Enzo Fabiani, Alberico Sala, Leonardo Cohen. Le esposizioni cui ha partecipato - personali e collettive - all'estero sono state nei paesi: Stati Uniti, Olanda, Canada, Giappone. Falconi è solito presentare i suoi quadri fuori dai circuiti artificiosamente costruiti, che non lo hanno mai interessato - ha detto Marcello Vederosa - e da più di cinquant’anni è, di fatto, sulla scena dell’arte italiana come uno dei protagonisti. In mostra a Castelbellino (An) è presente una selezione di altri dipinti più recenti del pittore. La linea di ricerca dove si costruisce la creatività di Falconi è in evidenza da tre opere principali del 2008: Il grande albero sul lago, Strana luce sul porto e Grande albero con luce sul porto. Che appaiono come una riaffermazione dell’identità tra uomo e universo, che stava alla base del pensiero umanistico e rinascimentale. La sua ricerca iconica di estremo rigore formale e di straordinaria intensità luministica, si esprime in grandi cicli pittorici, come quelli dedicati ai temi dannunziani e all’arte sacra. I dipinti più importanti del passato sono di arte sacra anche se probabilmente gli autori avrebbero dipinto altro, con una committenza più diversificata. La sua pittura ammette soffuse atmosfere neoclassiche ed intimi vagheggiamenti romantici. La sua vita è segnata dalla ricerca appassionata, dalla solitudine nostalgica, dalla bellezza cosmica, dall’idealità femminile, dall’inquietudine religiosa”. La ricerca del bello lo prende ma non lo domina perché l’elemento sociale evoca trascendenza e vagheggiamento religioso (Carlo Chenis).
Un racconto interiore del pittore è però anche di versi delle Laudi di G. D’Annunzio che sono tradotte in simbolici e segni. Falconi è dotato di una cultura umanistica di spessore, arricchita da interessi in campo religioso che lo hanno spinto a realizzare. È un pittore puro che riesce ad esprimersi con semplicità ed efficacia i modelli culturali del Novecento. Falconi non pretende di cambiare il mondo, ma il suo lavoro è preciso e degno di attenzione, per le suggestioni impresse nei suoi paesaggi interiori che vogliono essere qualcosa di più di un recupero memoriale del tempo perduto o letterario.
La sua pittura produce effetti metafisici che consentono di far immergere il tempo presente: i sui racconti offrono allo spettatore una serie di rivelazioni e significati non sempre facili e accessibili. La sua produzione è ricca di suggestioni espressive che mostrano una forte esigenza di mediazione della realtà attraverso i gesti dei suoi personaggi o le ambientazioni teatrali. Che si traducono in scelte compositiva rivolte quasi completamente alle immagini femminili, diventando così il nucleo centrale della struttura compositiva.
La luce, che modella la figura umana, è l’artificio linguistico per rendere il tempo all’interno del quadro fermo. Luce, forma e colore sono inscindibile, nella pittura di Falconi che è sostanzialmente necessità mentale di uno spazio-luce nato dall’arte antica. Per questo si affida ad una sorta di quinta che rinserra, protegge ed esalta l’immagine centrale, come nei paesaggi innevati di Bianco su bianco, 2006-2007 dove la neve viene utilizzata per rinforzare l’impatto visivo. La stessa struttura viene riproposta – fondata sull’immagine centrale – crea uno spartiacque della visione, come suo nucleo fondamentale e centro di gravità ne Ombra sul fiore, 2006. La sua è una pittura fatta di luoghi interiori, di frammenti poetici, portati con sé per tutta la vita, ma senza stacchi e sradicamenti sentimentali. Negli ultimi anni il suo lavoro è stato al centro di una serie di monografie firmate, tra l’altro, noti critici: Antonio De Guercio, Carlo Bo, Mario Luzi e Mario De Micheli; interventi critici di Sandro Parmigiani e Vittorio Sgarbi.

venerdì 17 dicembre 2010

Donato Di Zio a Pescara

Comunicato stampa

La Città di Pescara dedica una grande mostra antologica a Donato di Zio, pittore, scenografo, grafico e costumista di nuova generazione e grande talento, curata da Gillo Dorfles che da diversi anni segue e promuove la sua arte.
Vengono presentate oltre duecento opere (disegni a inchiostro e china, incisioni, piatti in porcellana, due servizi da tè e da caffè e cinque opere con progetti per gioielli) realizzati dal 1995 a aggi.
La rassegna permette di apprezzare la continua ricerca di Donato Di Zio, la cui creatività – dalla grafica alla scenografia teatrale, dall’incisione alla decorazione dell’oggetto domestico, agli interventi progettuali sullo spazio urbano – si mantiene costante e sempre molto autonoma.

Scrive Gillo Dorfles nel catalogo: "La lunga ricerca di Donato Di Zio – pittore ma anche scenografo, grafico, costumista – è volta soprattutto al raggiungimento di quella che potremmo definire un’autonoma entità grafica che, partendo da quelli che erano soltanto dei grovigli di segni tracciati con l’inchiostro di china, si sono man mano trasformati in tracciati più complessi [...]
Di Zio, così, è riuscito a realizzare un effettivo ed efficace “segno iconico” che riveste le caratteristiche di una peculiare identità grafica attraverso la quale l’artista costituisce a seconda dei casi quelle sagome che vengono a colmare gli spazi ancora beanti, tanto se si tratti di oggetti domestici quanto addirittura di strutture urbane come in alcune aree fiorentine delle quali viene presentato un progetto."

Scrive Rita Levi Montalcini: "[...] indaga la vita in tutti i suoi molteplici e variegati aspetti, alcune opere possono ricordare dei microrganismi ingranditi al microscopio dove si ha la reale percezione della grandezza e della vitalità che regna nel cosmo: in questo trovo dell’assonanza con il mio operato, una ricerca costante che non avrà mai fine. [...] Trovo che la scienza, la cultura e l’arte siano campi d’indagine che portano chi se ne occupa in maniera attiva ad avere una visione sempre più ampia della vita [...]"

Sottolinea invece Annamaria Cirillo: "[...] Nelle sue opere affiora, definita e pungente, la natura mutevole dell’uomo contemporaneo, la cui fluidità fisica-culturale è in consonanza con la fragile mutazione dei nostri tempi, e travalica identità, generi, tipizzazioni e certezze [...]Il suo è un segno-disegno che s’insinua nella coscienza, e inserisce la dimensione della visione nella dimensione dell’esistenza, quella che accetta il concetto di “infinito” [...]"

Il catalogo, edito da Mazzotta, contiene numerose testimonianze di Rita Levi Montalcini (Premio Nobel per la Scienza), Riccardo Nencini, Luigi Albore Mascia ed Elena Seller (Sindaco e Assessore alla Cultura della Città di Pescara), Matteo Renzi (Sindaco di Firenze), Alberico Ambrosini (Sindaco di Moscufo), Attilio Bellanca (Ex-Presidente della Società delle Belle Arti Circolo degli Artisti - Casa di Dante di Firenze), Michele Samuele Borgia (Presidente della Banca di Credito Cooperativo Abruzzese), Franco Grillini, Rodolfo Ceccotti (Direttore della Fondazione Il Bisonte di Firenze), Dino Burtini e Umberto De Palma (Fondatore e Presidente dell’Associazione Culturale “Elicethnos”), oltre a una poesia dell’artista Sergio Scatizzi.
I testi critici sono di Gillo Dorfles, Giovanni Pallanti, Franco Grillini, Ornella Casazza, Annamaria Cirillo a cui si deve anche una ricca biografia dal titolo, Diario di un percorso tra Arte e professione.

Titolo mostra: Donato Di Zio
A cura di: Gillo Dorfles
Sede: Pescara, Ex Aurum (via F. F. D'Avalos angolo via Luisa D'Annunzio)
Date: 7 febbraio - 27 marzo 2011
Inaugurazione: domenica 6 febbraio 2011, ore 16.30
Orari: da martedì a sabato: 9.30-13.30 / 15.30-19.30, domenica: 15.30-19.30, lunedì chiuso
Catalogo: Edizioni Gabriele Mazzotta
Presentazione del volume e della mostra:
lunedì 24 gennaio 2011 ore 18. Milano Libreria Feltrinelli di via Manzoni 12
Intervengono: Martina Mazzotta, Gillo Dorfles e l’artista

lunedì 6 settembre 2010

Carlo Pizzichini. Mostra antologica

Comunicato stampa

Il Maestro Carlo Pizzichini – una delle figure più interessanti nel panorama artistico nazionale ed internazionale – si presenta nell’imponente e prestigioso spazio dell’Oratorio de’ Disciplinati del Complesso Monumentale di Santa Caterina a Finalborgo con una grande esposizione di opere che copre i suoi primi, ed intensi, trent’anni di attività artistica.
Nato a Monticiano (Siena), il 28 maggio 1962, da Bruno Pizzichini - decoratore murale e pittore - e da Ida Raimondi - casalinga - Carlo Pizzichini ha riconosciuto fin da giovanissimo la propria vocazione artistica. Complice il padre Bruno, che gli fu “modello” e stimolo: volle, infatti, per lui una formazione regolare e completa, seguendo con attenzione il suo percorso di studi; la prematura scomparsa, poi, purtroppo, non gli ha permesso di cogliere personalmente i frutti di tanto sacrificio.
Pizzichini si diploma con il massimo dei voti all’Istituto Statale d’Arte di Siena e con lode all’Accademia Statale di Belle Arti di Firenze, alla scuola di pittura del Prof. Roberto Giovannelli, distinguendosi come uno dei migliori allievi, vincendo selezioni di merito e premi nazionali. Ne deriva un cammino di conquista esaltante della professione pittorica, nella consapevolezza delle difficoltà e degli obiettivi, con un percorso che è stato sin qui organico, conseguente e che si è svolto privilegiando la ricerca e l’esplicazione delle potenzialità formali ed espressive del “segno”. Carlo Pizzichini inizia giovanissimo la sua attività professionale conseguendo numerosi premi e incarichi di lavoro da enti, banche ed istituzioni religiose.
I numerosi viaggi, le mostre personali, il determinante incontro con lo scultore svizzero Kurt Laurenz Meztler, gli atelier di Zurigo e Canton Ticino, oltre a quello nella sua amata Siena, consentono al Maestro di confrontarsi costantemente con culture e tecniche differenti: un intreccio di interessi e sensazioni che diventano stimolo essenziale per la creatività dell’instancabile artista senese, con gli occhi sbrigliati sempre verso la meraviglia.
La mostra che ora si inaugura nel Complesso Monumentale di Santa Caterina a Finalborgo, curata da Mauro Baracco e promossa dal Comune di Finale Ligure, nella persona dell’Assessore alla Cultura Nicola Viassolo, ha la pretesa (concessa anche dal prestigio e dalla vastità degli spazi espositivi) di ripercorrere il “divenire” creativo di Carlo Pizzichini: dai primi disegni dell’infanzia, agli studi scolastici, passando per le scoperte innovative dei tempi dell’Accademia, fino a raggiungere quella tenacia che gli consente di insistere su un linguaggio libero e personale, ma allo stesso tempo attento agli eventi e capace, se stimolato con motivazioni profonde, di rinnovarsi sempre.
La “stenografia” in presa diretta, la fragranza delle sensazioni e delle emozioni, la calligrafia e i più sottili artifici di gusto estetico - ha affermato Mauro Baracco - si incontrano in Pizzichini con naturale eleganza, mai frenati dalla leziosità e dalla sofisticazione. In questi ultimi anni il Maestro Carlo Pizzichini, su incarico dell’Alta Formazione Artistica e Musicale ha ricoperto e ricopre incarichi di Docente del Corso di Tecniche Pittoriche nelle Accademie Statali di Brera a Milano, Bologna e, attualmente, in quella di Carrara. In occasione della mostra verrà presentato un corposo catalogo per riassumere risultati ed aspirazioni di un lavoro schietto e motivato, che comprende oltre alla pittura, interventi e installazioni, ceramiche, bronzi, disegni. Le pagine introduttive sono affidate alla competenza di Riccardo Zelatore, il tutto, poi, è arricchito da testimonianze di Enrico Crispolti, Ruggero Savinio ed altri illustri esponenti del mondo dell’arte contemporanea e della critica.

Carlo Pizzichini. Mostra antologica: dipinti, ceramiche, bronzi, disegni
A cura di: Mauro Baracco
Sede: Complesso Monumentale di Santa Caterina, Oratorio de’ Disciplinati, Finalborgo - Finale Ligure (SV)
Durata: 11 settembre - 17 ottobre 2010
Vernissage: sabato 11 settembre 2010
Orario di apertura: tutti i giorni dalle 15.00 alle 20.00; chiuso il martedì
Catalogo a cura di: Riccardo Zelatore (Edizioni Cantagalli, 2010, pp. 704)

martedì 29 giugno 2010

Appuntamento ad Acqui Terme. Da Balla a Sutherland

Comunicato stampa

Rinnovando la ultradecennale tradizione di presentare annualmente esposizioni dei maggiori protagonisti dell’arte moderna italiana, Carlo Sburlati, Assessore alla Cultura della città di Acqui Terme, ha promosso e organizzato, grazie all’intervento della Regione Piemonte, della Provincia di Alessandria, della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e della Società Palazzo del Monferrato la mostra antologica, a cura di Beatrice Buscaroli, “Appuntamento ad Acqui Terme. Da Balla a Sutherland, quarant’anni di mostre a Palazzo Saracco.”
La mostra, che sarà inaugurata il giorno 4 luglio presso il Palazzo Liceo Saracco di corso Bagni 1, sarà coordinata ed allestita dalla Galleria Repetto e resterà aperta sino al 29 agosto 2010 con il seguente orario: 10 - 12,30 /15,30 - 19,30 Lunedì chiuso. Catalogo a colori Edizioni Lizea, Acqui Terme. Accoglienza, bookshop e informazioni a cura dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri - Sezione Statiella.
Acqui Terme è una città da molto tempo attiva protagonista nel campo delle arti e della cultura. Notissima in tutta Europa per i suoi premi “Acqui Storia” e “Acqui Ambiente” e per il “Festival Internazionale del Balletto”.
Con una continuità rara e particolarmente lodevole, da 40 anni a questa parte si è riusciti ad organizzare una grande mostra antologica dedicata ad un artista o ad un gruppo di artisti di rilevanza internazionale con cadenza annuale, riuscendo nel tentativo di dare vita ad un “appuntamento” fisso con l’arte, durante ogni estate, all’interno del prestigioso Palazzo Saracco.
Ciò ha consentito la possibilità di tracciare una sorta di mappa della principale arte italiana dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri, scrivendo una vera e propria pagina di storia dell’arte. Da Giacomo Balla a Mario Sironi, da Carlo Carrà a Sigfrido Bartolini, da Filippo de Pisis a Mattia Moreni, la successione delle mostre, da sempre affidate ad alcuni fra i principali curatori italiani, ha fatto della città di Acqui Terme un punto di riferimento per il territorio circostante e non solo, nonché un esempio da seguire per tanti centri della provincia italiana.
Nell’occasione dei 40 anni di tale appuntamento, la rassegna del 2010 - che si terrà come di consueto a Palazzo Saracco - intende ripercorrere l’intera vicenda espositiva della città di Acqui Terme, realizzando un percorso che, scorrendo i nomi degli artisti presenti, si configurerà come un compendio sugli esiti, gli sviluppi e le sperimentazioni artistiche del secolo appena trascorso.
Si comincia dalla fine dell’Ottocento con l’esperienza dei paesaggisti piemontesi, Antonio Fontanesi, e Lorenzo Delleani per giungere con Angelo Morbelli e Pellizza da Volpedo agli inizi del Novecento che già annuncia le grandi avanguardie. Giacomo Balla rappresenta il futurismo di F.T.Marinetti. Dopo la guerra, con il cosiddetto “ritorno all’ordine” appaiono le personali interpretazioni figurative di Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Mario Sironi, Felice Casorati, Massimo Campigli, Ottone Rosai. Due personalità individuali, non riconducibili a nessuna scuola o corrente attivi in quegli anni rimangono Giorgio Morandi e Osvaldo Licini. La seconda guerra mondiale porterà distruzione anche in arte. La poetica informale di Ennio Morlotti e Alberto Burri, di Mattia Moreni e Giuseppe Uncini sospende l’ idea di “rappresentazione”, diversamente dal realismo fiducioso di Renato Guttuso.
La mostra raccoglie un centinaio di opere che provengono da importanti collezioni private e istituzioni pubbliche, quali la Pinacoteca di Alessandria, il Museo del Territorio Biellese, le Raccolte d’Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, la Fondazione Pellin, il Museo Ardengo Soffici di Poggio a Caiano, il Museo di Ca’ La Ghironda, rievocano quindi lo spirito delle quaranta rassegne che iniziarono nel 1970 con una antologica di disegni di Pietro Morando e attraversarono l’arte italiana, come si diceva, fino al 2008 di Sigfrido Bartolini e al 2009 di Mino Maccari.
In molte occasioni si è riusciti a ritrovare le opere che erano già state ospitate nelle relative mostre e cataloghi, come nel caso di Rosai, Morlotti, Chighine, Burri, Sigfrido Bartolini.

Titolo mostra: Appuntamento ad Acqui Terme. Da Balla a Sutherland: quarant’anni di mostre a Palazzo Saracco
A cura di Beatrice Buscaroli
Sede: Palazzo Liceo Saracco, Corso Bagni 1, Acqui Terme
Date: 4 luglio - 29 agosto 2010
Inaugurazione: domenica 4 luglio, ore 18.00
Orario: 10.00-12.30 /15.30-19.30 Lunedì chiuso.
Biglietto d’ingresso: intero euro 7,00 - ridotto euro 4,00
Per informazioni: Comune di Acqui Terme, Assessorato Cultura tel. 0144/770272
www.comuneacqui.com cultura@comuneacqui.com
Catalogo Lizea Arte Edizioni - Acqui Terme
Ufficio stampa Lizea
Federica Bocchino, Cristina Gallo, ufficiostampa@artelizea.com
Coordinamento organizzativo e allestimento: Galleria Repetto

sabato 20 giugno 2009

Jacovitti. Antologia 1939/1997

Comunicato stampa

Si inaugura martedì 30 giugno 2009, alle ore 18,30, nel Museo dell'Alto Tavoliere (MAT) di San Severo (FG), la mostra “JACOVITTI. ANTOLOGIA 1939/1997”, promossa dalla Provincia di Foggia-Assessorato alla Cultura in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di San Severo, nell'ambito del Progetto "Ad Andrea & C. Fatti e personaggi dal mondo del fumetto".
La mostra, curata da Silvia Jacovitti e Dino Aloi, ripercorre l'intera carriera dell'artista scomparso nel 1997 e ne abbraccia i vari aspetti, anche lontani fra loro, grazie alle 19 sezioni in cui è stata suddivisa. Saranno esposte più di trecento tavole, mentre il percorso sarà completato da una serie di sagome a grandezza naturale con riprodotti i personaggi dell'Artista, realizzate dall'Associazione "Carneval Spettacolo" di Ghemme. Queste sagome conducono il visitatore dentro le tavole di Jacovitti, attraverso vere e proprie ambientazioni tridimensionali. I disegni, quasi interamente in originale, spazieranno dalle illustrazioni per Pinocchio ai Diari Vitt, dalle grandi tavole panoramiche realizzate per il quotidiano "Il Giorno" negli anni Cinquanta, per arrivare ai disegni erotici, ai manifesti e alle vignette politiche. Saranno esposti anche gli originali delle tavole di fumetti di personaggi straordinari, come l'arcipoliziotto Cip, Tom Ficcanaso, Zorry Kid (di cui è esposta un'intera storia di 20 tavole) per arrivare all'indimenticabile ed intramontabile Cocco Bill, pistolero alla camomilla, col suo inseparabile cavallo Trottalemme, protagonisti, questi ultimi, di una serie di cartoni animati che ha riscosso un grande successo negli episodi mandati in onda da Rai/2. Un evento, dunque, di straordinario rilievo culturale, che costituisce un'assoluta novità per l'Italia centro-meridionale. La mostra rappresenta infatti la prima – ed al momento unica – tappa nel centrosud.
Il catalogo, edito dalla Casa Editrice "Il Pennino" di Torino, contiene buona parte delle opere esposte ed una serie di saggi critici che lo rendono un oggetto prezioso per amatori e collezionisti.
La mostra sarà visitabile per tutta l'estate dal 30 giugno al 6 settembre 2009 e richiamerà sicuramente turisti presenti sul Gargano, ma anche tanti in vacanza in Molise ed in Abruzzo. Alla
cerimonia inaugurale del 30 giugno, interverranno il Presidente della Provincia di Foggia dr. Antonio Pepe, il Sindaco di San Severo avv. Gianfranco Savino, l’Assessore alla Cultura della Provincia avv. Maria Elvira Consiglio, il Direttore del MAT (Museo Alto Tavoliere) dr.ssa Elena Antonacci, il Dirigente dell’Area Organi Istituzionali del Comune dr. Augusto Ferrara ed il Direttore Artistico del progetto "Ad Andrea & C. Fatti e personaggi dal mondo del fumetto" prof. Teo de Palma. Ospite d’onore sarà Silvia Jacovitti, figlia del noto fumettista e co-curatrice della mostra. L’allestimento, le visite guidate ed i servizi correlati alla mostra sono curati dall’Associazione CLIO (dottori Gioseana Diomede, Donato d’Orsi, Valentina Giuliani, Ambra Inglese, Graziano Urbano e Antonello Vigliaroli), nonché dalle dr.sse Daniela Busini e Rita d’Orsi, e dalle stagiste Hilda De Luca e Leandra Zaccaro.

“JACOVITTI. ANTOLOGIA 1939-1997”
MAT - MUSEO DELL'ALTO TAVOLIERE
Piazza San Francesco D'Assisi 48, San Severo (FG)
Inaugurazione: 30 giugno 2009 - ore 18,30
Periodo: 30 giugno - 6 settembre 2009

sabato 30 maggio 2009

Ben Ormenese. Per un Instabile Equilibrio

Comunicato Stampa

Calcolo matematico e pura poesia si combinano a formare una formula magica attraente e perfettamente equilibrata nelle opere di Ben Ormenese. Nato nel 1930 a Prata di Pordenone, si trasferisce a Milano al principio degli anni sessanta dove inizia a dedicarsi interamente alla pratica artistica ottenendo immediatamente importanti occasioni espositive in spazi quali la Galleria Vinciana, Galleria Vismara e Galleria Blu. La sua ricerca esplora le più svariate tecniche espressive per poi concentrarsi con interesse febbrile sul medium del legno. Il maestro vanta fino ad oggi una produzione multiforme, capace di innovarsi di continuo, che passa dalle influenze informali degli anni ’60 attraverso echi costruttivisti e neoplastici nei ’70 fino ad esplorare le tendenze della Minimal Art, per poi dedicarsi dai ’90 ad una concezione creativa totalmente personale. Dal 1978 l’artista si trasferisce a Sacile dove vive tutt’oggi, la sua opera è stata presentata in oltre 100 esposizioni in prestigiose sedi in Italia e all’estero e recensita da famosi critici e storici dell’arte.
Il comune di Sacile rende così omaggio a Ben Ormenese patrocinando una mostra antologica che raccoglie saggi artistici esemplari prodotti durante una carriera lunga quasi mezzo secolo. L’esposizione sarà visitabile presso il Loggiato superiore dello storico Palazzo Flangini Biglia a partire dal 1 Giugno 2009. Saranno presentate nel complesso circa sessanta opere che spaziano dalle Lamelle e Composizioni risalenti agli anni ’60, agli Studi Cromatici e alle varie derivazioni dei Legni negli anni ’70, per giungere fino alle Sculture Lignee degli anni ’90 e ai coevi Teatrini Musicali. Tutti i lavori che nel corso degli anni hanno segnato tappe importanti per l’evoluzione artistica del maestro sacilese saranno esposte in questa completa mostra Antologica.
Un elegante catalogo pubblicato da Verso l’Arte Edizioni riunisce le illustrazioni di tutte le opere messe in mostra. Il medesimo sarà corredato da due saggi composti individualmente dai curatori, Prof. Giovanni Granzotto e Dott. Leonardo Conti, che introducono ad una corretta lettura della produzione del maestro. Sono inoltre pubblicati gli interventi critici a cura di Lorena Gava e Alberto Pasini.
L’opera di Ben Ormenese è inoltre protagonista di una mostra personale in corso dal 4 maggio presso l’Istituto Italiano di Cultura di Praga.
La mostra rimarrà aperta fino al 6 Settembre 2009. Saranno presenti alla vernice: l’artista Ben Ormenese, i curatori Giovanni Granzotto e Leonardo Conti.

Titolo mostra: Ben Ormenese. Per un instabile equilibrio
A cura di: Giovanni Granzotto - Leonardo Conti
Sede: Palazzo Regazzoni Flangini Biglia, Sacile (PN)
Periodo: 30 maggio - 6 settembre 2009
Inaugurazione: sabato 30 maggio 2009, ore 19.00
Orari: tutti i giorni 10.30-12.30/15.30-19.00

lunedì 25 maggio 2009

I Maestri d’Arte e la Memoria: Fulvio Balzani

I MAESTRI D’ARTE E LA MEMORIA - VI EDIZIONE
MAESTRO BALZANI ARCHITETTO
Roma, Sala Mostre dell’Istituto Statale d’Arte Roma 1
Museo Artistico Industriale
30 maggio - 12 giugno 2009
Inaugurazione alla presenza dell’architetto alle ore 12.00

Comunicato stampa

L’Istituto Statale d’Arte Roma 1 presenta nel suo spazio espositivo l’architetto Fulvio Balzani tra disegni, modelli plastici, acquerelli, esecutivi cantieristici, modelli in scala ed elaborati fotografici di architetture realizzate che evocano temi centrali del suo lavoro poetico; a cura del prof. Francesco Angelini che presenta un viaggio nella lunga e importante carriera di Maestro Balzani Architetto, un percorso visivo in cui l’Artista/Professore/Maestro d’Arte/Architetto riflette sulle sue ricerche.
La mostra si inserisce nel progetto “I Maestri d’Arte e la Memoria” ideato e curato dal Prof. Francesco Angelini. La prima edizione 2004 presentò gli Scultori: Gerardi, Calò e Lorenzetti; nella seconda 2005 lo Scultore Guerrini; nella terza edizione 2006, il Fotografo Pucci e lo Scultore Colla; nella quarta il Pittore Conte; nella quinta edizione 2008, Caruso Scultore Designer; Tutte queste retrospettive sono dedicate a Maestri docenti dell’Istituto e del Museo Artistico Industriale del XXI secolo.
L’ Istituto Statale d’Arte Roma1 è la scuola dove Fulvio Balzani Professore ha insegnato dal 1975 al 1992, dove è stato titolare di ruolo della cattedra di Discipline Geometriche e Architettoniche, Arredamento e Scenotecnica. Questa mostra site - specific offre al pubblico/artista scolaro l'opportunità di conoscere direttamente il lavoro di un professore/architetto. La mostra si propone come un’antologica, afferma il Prof. Angelini, “la scelta è stata effettuata proprio con l'intento di consentire attraverso il suo operato, di addentrarsi in un tragitto complesso e ricco di variazioni, pur sempre all'interno di una ricerca rigorosa e molto attenta alla commistione tra progetto e realizzazione”.
Un Architetto, Fulvio Balzani, su cui hanno scritto importanti critici ma che non ha mai abbandonato l’idea di avvicinarsi all’arte come “mestiere”. Assai vicino, in questo, alla tradizione classica, che attraversa all'insegna di uno sguardo contemporaneo, una commistione tra tradizione e sperimentalismo che da sempre ne caratterizza l’operato.
La mostra è sotto il patrocinio del Comune di Roma, del MIBAC, della Provincia di Roma e della Regione Lazio.

VERNISSAGE CON INVITO:
presso La Sala mostre dell’Isa Roma 1
il 30 maggio alle ore 12.00
APERTURA AL PUBBLICO:
30 maggio - 12 giugno 2009

tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 13.00
domenica chiuso
INGRESSO GRATUITO Catalogo: Edizioni Grafiche Manfredi
Cura della mostra: Francesco Angelini
Info: Istituto Statale d’Arte Roma 1
Via Argoli, 45 00143 Roma
Tel. 06 5037973

Ufficio Stampa Isa Roma 1:
Cell. 333 3673112
e-mail: uffstampaisaroma1@libero.it