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domenica 28 luglio 2013

Dalì a Sorrento

di Carmelinda Potenza

Il 14 giugno scorso a Sorrento c’è stata l’inaugurazione della mostra The Dalí Universe Sorrento. L’esposizione durerà fino al 29 settembre ed è stata organizzata dalla Stratton Foundation, che ha fra i sui compiti principali quello di far conoscere al grande pubblico l’opera del grande maestro Salvador Dalí e ha fino a oggi organizzato più di 80 mostre nei più importanti musei del mondo, visitate da più di 10 milioni di persone.
La mostra, che si tiene precisamente a Villa Fiorentino, consta di più di 100 opere del Maestro del surrealismo ed è un’occasione importante per conoscere più da vicino l’artista e alcune sue opere mai esposte fino ad ora, per esempio la scultura monumentale Omaggio a Tersicore. Un’ampia selezione di diverse opere, tra cui sculture in bronzo, oggetti in vetro, oro, collages e raccolte grafiche di Dalì illustratore sono state posizionate all’interno e all’esterno di Villa Fiorentino con l’intenzione esplicita di rivelare la fonte di ispirazione del genio di Salvador Dalì, per promuovere la comprensione della vita e dell’arte del Maestro.
Questo percorso espositivo consente ai visitatori di immergersi nel labirinto della mente del Maestro e di ammirare i risultati creativi della sua infinita immaginazione. Il presidente della Stratton Foundation, Beniamino Levi, ha conosciuto personalmente Salvador Dalí – è per questo che ha cercato di rendere al meglio questa mostra – venendo a contatto con lui sin dagli anni ’60, incontrandolo nelle sue residenze di Parigi, New York e nella sua terra natale, la Spagna.
La mostra evidenzia due aspetti particolarmente importanti della creatività di Dalì, che permettono una lettura più approfondita delle opere pittoriche del Maestro catalano: la scultura tridimensionale e le opere grafiche che illustrano temi importanti della letteratura. La varietà di opere esposte in questa mostra evidenzia le diverse tecniche e materiali esplorati da Dalí. Uno spazio è interamente dedicato alla collaborazione tra Salvador Dalí e la prestigiosa fabbrica di vetri francese Daum Cristallerie. Queste sculture in vetro, con il loro aspetto arioso e i colori vividi, sono un chiaro collegamento a un mondo più fantastico. Dalí riteneva che il vetro e la pasta di vetro offrissero il mezzo perfetto per «l’espressione della metamorfosi» che, secondo lui, comunicava la sua percezione surrealista della realtà.
Oltre alle sculture, i visitatori potranno scoprire una serie di collages originali dei Tarocchi mistici, e alcuni mobili surrealisti. Le sculture monumentali che sono presentate a Sorrento sono: La Donna in Fiamme, Omaggio a Tersicore, Il profilo del Tempo, Piano surrealista. Sarà possibile visitare la mostra tutti i giorni della settimana dalle 10.00 alle 21.00 (fino alle 17.00 per i festivi) e il prezzo del biglietto è di 5 euro, 3 se ridotto.

venerdì 2 marzo 2012

Dalì. Un artista, un genio

Comunicato stampa

Il Complesso del Vittoriano dedica una mostra Salvador Dalì, il poliedrico artista spagnolo. Dopo quasi sessanta anni dall’ultima retrospettiva, ritorna nella capitale una grande esposizione dedicata a Salvador Dalì, uno degli artisti più celebri di tutti i tempi.
La mostra, attraverso olii, disegni, documenti, fotografie, filmati, lettere, oggetti, vuole tessere il filo tra l’artista e il genio per restituire a tutto tondo il Salvador Dalì che ha saputo creare dalle sue eccentricità caratteriali e biografiche un universo affascinante e suggestivo di immagini plastiche e letterarie davvero uniche. Viene qui presentato l’artista la cui pittura visionaria di sogni, incubi e ossessioni, è stata sempre alla ricerca di quel “meraviglioso” che André Breton, il teorico del Surrealismo, considerava il fine dell’arte, ma anche il genio con le sue invenzioni e l’uomo con le sue bizzarrie.
Pittore, scultore, scrittore, cineasta e designer spagnolo, Dalí era un abile disegnatore tecnico, ma è celebre soprattutto per le immagini suggestive e bizzarre delle sue opere surrealiste. Il suo peculiare tocco pittorico è stato spesso attribuito all'influenza che ebbero su di lui i maestri del Rinascimento. Il talento artistico di Dalí ha trovato espressione in svariati ambiti, tra cui il cinema, la scultura e la fotografia, e lo ha portato a collaborare con artisti di ogni tipo.
Dalí fu un uomo dotato di una grande immaginazione ma con il vezzo di assumere atteggiamenti stravaganti per attirare l'attenzione su di sé. Tale comportamento ha talvolta irritato coloro che hanno amato la sua arte tanto quanto ha infastidito i suoi detrattori, in quanto i suoi modi eccentrici hanno in alcuni casi catturato l'attenzione del pubblico più delle sue opere.
La mostra organizzata in collaborazione con la Fondazione Gala-Salvador Dalì, propone un approccio inedito sulla figura dell'artista indagato in tutte le sue molteplici e diverse sfaccettature: pittore, disegnatore, pensatore, scrittore, appassionato di scienza, catalizzatore delle correnti delle Avanguardie, illustratore, orafo, cineasta e scenografo. Si farà luce su un aspetto tutt'ora trascurato negli studi e nelle mostre daliniane: il rapporto dell'artista spagnolo con l'Italia. L'Italia sarà infatti la costante, il filo rosso, l'elemento che terrà insieme tutte le opere esposte.
Attraverso documenti, fotografie, disegni, lettere, progetti, oggetti lo si potrà seguire nei suoi viaggi per l'Italia, e rivivere gli incontri per ideare collaborazioni artistiche, come quello con Anna Magnani e con Luchino Visconti. La mostra si pone il compito di tessere il filo tra l'artista e l'uomo per restituire a tutto tondo il genio Salvador che ha saputo creare dalle sue bizzarrie caratteriali e biografiche un universo affascinante e suggestivo di immagini plastiche e letterarie davvero uniche.

Titolo mostra: Dalì. Un artista, un genio
Sede: Complesso del Vittoriano, Roma
Durata: 10 marzo - 30 giugno 2012
Inaugurazione: giovedì 8 marzo 2012, ore 19.00
Orari: da lunedì a giovedì ore 9.30-19.30; venerdì e sabato ore 9.30-23.30; domenica ore 9.30-20.30

lunedì 23 maggio 2011

Dalì il genio

Comunicato stampa

Venerdì 27 maggio alle ore 18 presso il Castello Aragonese di Otranto (Le) si terrà l’inaugurazione della mostra “Dalì il genio”, a cura di Alice Devecchi. Questo evento apre la terza stagione di grandi mostre del Castello di Otranto, contenitore culturale gestito dalla Società cooperativa Sistema Museo di Perugia e dall’Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie, con la direzione artistica dell’architetto Raffaela Zizzari. Dopo il grande successo degli ultimi due anni con le mostre di Joan Mirò e Pablo Picasso, che hanno registrato 90mila presenze complessive, il castello apre le porte a uno dei più importanti artisti contemporanei del ‘900, affermandosi come punto di riferimento per l’arte e la cultura a livello nazionale e internazionale.
La mostra – aperta dal 28 maggio al 25 settembre (ingresso 6/4 euro) – accoglie sei sculture originali in bronzo, tra le quali “Elefante cosmico” (di grandi dimensioni - h 120 x 90 x 350 cm), e una selezione di cinquantaquattro incisioni originali, che spaziano nel mondo del surreale per illustrare temi e testi letterari e che ancora una volta testimoniano la grande capacità grafica del maestro spagnolo. Dal clima gotico travasato in surrealismo bianco/nero de “Il Castello di Otranto”, ai colori pallidi delle “Fiabe Giapponesi”, al vuoto di colore della carta lasciata nuda in “Tristano e Isotta”, al nero e oro glitterato degli “Amours Jaunes”, Dalì precipita con la sua gamma espressiva multiforme nel vero Castello Aragonese di Otranto. Lo invade, lo trasforma, semina il panico con il suo ingombrante mistero, proprio come il gigantesco elmo che mette in moto la trama del romanzo di Walpole che l’artista spagnolo illustra in una delle serie di incisioni in mostra. Dalì si muove, agile e rapido come un gatto, tra testi completamente diversi per registro, tono, epoca, con l’unico filo rosso che è l’indubbia riconoscibilità delle sue figurette allungate, delle sue fughe vertiginose di linee, della sua irreprensibile indole provocatoria. Le sculture in bronzo paiono la materializzazione dei personaggi che Dalì dirige nella sua opera grafica, attori che si muovono in scena nonostante le loro articolazioni molli, senz’ossa, raccontando ognuna la sua storia più o meno eroica.
“Le serie grafiche in mostra sono legate a testi molto diversi, per epoca, per registro, oltre che per trama”, precisa la curatrice Alice Devecchi. “Per ognuna si può intuire quale elemento abbia agganciato l’attenzione di Dalì permettendogli di affrontare con i suoi strumenti figurativi la narrazione per immagini”. “Le sculture – prosegue - paiono la materializzazione dei personaggi che Dalì dirige nella sua opera grafica, attori che si muovono in scena nonostante le loro articolazioni molli, senz’ossa, raccontando ognuna la sua storia più o meno eroica. La vocazione alla teatralità che l’artista ha sempre avuto nell’arte come nella vita suggerisce in quest’occasione una disposizione delle sue opere plastiche in guisa di interpreti a tre dimensioni di ogni storia raccontata nei fogli incisi”.
Personalità complessa e ricca di fantasia, Salvador Dalì (Figueras, Catalogna, 1904-1989) ha operato con vivace sensibilità e singolare estro creativo in vari campi dell'arte: pittore, scultore, scrittore, illustratore, scenografo, disegnatore di gioielli e di mobili. Le sue molteplici manifestazioni artistiche hanno suscitato da parte della critica giudizi contrastanti che coinvolgono assieme all'opera anche l'uomo, anzi, il personaggio, per taluni atteggiamenti di vistoso gusto eccentrico.
La curatrice Alice Devecchi ha frequentato il liceo classico C. Beccaria di Milano, conseguito la laurea triennale in Scienze dei beni culturali presso l’Università degli Studi di Milano nel 2005 e la laurea specialistica in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Lavora a Urbino, con due architetti, un grafico e una storica dell’arte nel campo della progettazione di allestimenti di mostre e di musei, cura di cataloghi, realizzazione di prodotti multimediali per esposizioni, cura di mostre. Ha ottenuto una menzione speciale per il saggio “Il ventre del pentagono. Geometria magia e salute nel Lazzaretto di luigi Vanvitelli”, nell’ambito del premio Ucare per l’Arte 2009 bandito dalla Fondazione Quarta Onlus di Milano. Ha pubblicato “Ca’ Romanino. Una casa di Giancarlo De Carlo a Urbino”, Argalia editore, Urbino 2010.

Titolo mostra: Dalì il genio
A cura di: Alice Devecchi
Sede: Castello Aragonese, Otranto (Le)
Date apertura: dal 28 maggio al 25 settembre 2011
Inaugurazione: venerdì 27 maggio, ore 18.00
Orari: maggio 10-13 / 15-19; giugno e settembre 10-13 / 15-22; luglio e agosto 10-24.
Aperto tutti i giorni.
Ingresso: intero 6 euro; ridotto 4 euro
Info e prenotazioni: 199.151.123 - infoline@sistemamuseo.it - www.daliotranto.it

giovedì 3 marzo 2011

Il figlio del venditore di sogni

Comunicato stampa

“Il figlio del venditore di sogni” è un romanzo autobiografico che intende contribuire a far conoscere anche in Italia l’estro creativo di José Van Roy Dalì, figlio del grande Salvador.
Il volume, che svela anche aspetti inediti del carattere del padre, ripercorre tutti i momenti salienti nella vita di José e traccia un profilo umano, prima che artistico e professionale, di un uomo nato con l’onere/onore di essere il figlio di colui che da molti è considerato l’artista più grande di sempre.
Il risultato è un romanzo che sembra scritto dalla vita, come recita il sottotitolo. Un ritratto molto autentico di un artista che ama l’Italia e che ha saputo ritagliarsi il proprio personalissimo posto al sole, raccogliendo consensi in tutta Europa con il nome di Van Roy.
L’iniziativa editoriale promossa dalla casa editrice PensieriParole ha già fatto e continua a fare il giro d’Italia con una lunga serie di presentazioni a pubblico, stampa e televisioni. Il romanzo è in vendita nell’e-shop di PensieriParole.it

Links utili:
http://shop.pensieriparole.it/catalogo/libri/jose-van-roy-dali-il-figlio-del-venditore-di-sogni
http://www.josevanroydali.it/