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venerdì 15 aprile 2011

Inaugurazione Museo Diocesano di Matera

Comunicato stampa

Nell’ambito delle iniziative della XIII Settimana della Cultura, Sabato 16 aprile 2011, alle ore 17.00 nelle Sale della Curia Arcivescovile (in via del Riscatto) sarà inaugurato il Museo Diocesano di Matera.
L’inaugurazione del Museo Diocesano di Matera, nelle bellissime sale dell’ex Palazzo del Seminario, rappresenta il raggiungimento di un apprezzabile traguardo non soltanto per la nostra comunità, che da molti anni attendeva questo evento. L’apertura del Museo è infatti frutto di un ampio processo culturale, innescato e concretamente sostenuto dalla Regione Basilicata che, insieme al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e le Curie Vescovili della nostra regione, ha inteso promuovere, mediante una politica condivisa, la realizzazione dei numerosi musei afferenti alle diverse diocesi della Basilicata.
Il Museo si sviluppa in tre ampie sale al piano terra nelle quali sono esposte importanti opere datate tra l’XI e il XIX secolo, provenienti dal Tesoro della Cattedrale e dalla Chiesa di Santa Chiara.
Interventi di S.E. Monsignor Salvatore Ligorio, Arcivescovo della Diocesi di Matera-Irsina; Vito De Filippo, Presidente della Regione Basilicata; Attilio Maurano, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Basilicata; Franco Stella, Presidente della Provincia di Matera; Salvatore Adduce, Sindaco di Matera; Marta Ragozzino, Soprintendente per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata; Gennaro Miccio, Soprintendente per i Beni Architettonici e del Paesaggio della Basilicata.
Ingresso libero.

Immagine: Reliquiario a busto di Sant’Agapito, XV secolo.

sabato 9 aprile 2011

SeiSud

Comunicato stampa

A partire da sabato 16 aprile (fino al 21 maggio 2011), in occasione della settimana della Cultura, l’ala destinata alle esposizioni temporanee del MAD (Museo Arte Ducale, di Palazzo Ducale a Gubbio) ospita la mostra d’arte contemporanea SeiSud con opere di Domenico Cordì, Sebastiano Dammone Sessa, Giuseppe Negro, Fabio Nicotera, Vincenzo Paonessa e Ernesto Spina.
Curata da Andrea Romoli Barberini, la mostra di Palazzo Ducale rappresenta, con le pitture e sculture a parete di grande formato, per un totale di circa 40 manufatti, il luogo di partenza di una lunga e articolata itineranza che toccherà, tra spazi pubblici e gallerie private, altre sei città di quattro diverse regioni d’Italia, per terminare il suo percorso nelle sale della GNC (Galleria Nazionale di Cosenza – Palazzo Arnone).
Dopo Palazzo Ducale a Gubbio, la mostra, che è corredata da un catalogo con testo di presentazione di Andrea Romoli Barberini, sarà presentata in forma ridotta a Perugia (Galleria Il Gianicolo), Reggio Emilia (Galleria Bonioni), Maierà (Cs) (Spazio Expo Sud/Diamante Arte Contemporanea), Roma (Galleria della Tartaruga) e di nuovo, integralmente, a Cosenza (Galleria Nazionale di Cosenza – Palazzo Arnone).

“Non è il nome di un gruppo, ma potrà diventarlo. SeiSud è soltanto, almeno per ora, il titolo di una mostra itinerante. Un po’ domanda, un po’ affermazione, è specchio bifronte che riflette e “rapisce” il sé e l’altro da sé; sintesi estrema di una situazione dell’arte che esce allo scoperto per rivendicare, nella piena consapevolezza del proprio fare, senza proclami e senza polemiche, un ruolo e uno spazio nel dibattito artistico in atto [...] Non è una sfida, lanciata o raccolta. E’, invece, nel solco delle esperienze glocal, la mano alzata che annuncia una pacata obiezione. SeiSud è l’esito di una ricognizione mutatasi in progetto. Quindi è, anche e certamente, una proposta [...]” (dal testo in catalogo di Andrea Romoli Barberini)

Titolo mostra: SeiSud
Opere di: Domenico Cordì, Sebastiano Dammone Sessa, Giuseppe Negro, Fabio Nicotera, Vincenzo Paonessa, Ernesto Spina
A cura di: Andrea Romoli Barberini
Sede: Palazzo Ducale, Gubbio (PG)
Periodo: 16 aprile - 21 maggio 2011
Inaugurazione: sabato 16 aprile, ore 18.00 (fino al 21 maggio 2011)
Orario di apertura: dalle 8.30 alle 19.00. Lunedì chiuso.
Con il patrocinio di: MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali); Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria – Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggistici dell’Umbria; Direzione Regionale Calabria – Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Calabria; MAD (Museo Arte Ducale – Gubbio); GNC (Galleria Nazionale di Cosenza – Palazzo Arnone); Comune di Catanzaro (Assessorato alla Cultura); Accademia di Belle Arti di Catanzaro.
Con il contributo di: Luigi Chirizzi, Antonio Viapiana
In collaborazione con: Galleria “Il Gianicolo”/Perugia; Galleria “Bonioni Arte”/Reggio Emilia; Galleria “Genus”/San Benedetto del Tronto (Ap); Galleria della Tartaruga/Roma; Spazio Expo “Zona Sud Diamante Arte Contemporanea”/Maierà (Cs).

giovedì 7 aprile 2011

L’immagine del cachemire nella pittura dell’Ottocento

Comunicato stampa

Racconta Piero Tosi che nel 1954 quando lavorava con Luchino Visconti alla realizzazione di “Senso”, in una delle scene Alida Valli doveva comparire ammantata in un gran scialle di cachemire. All’epoca in Italia un oggetto di tal genere era praticamente introvabile e l’attrice dovette adattarsi ad entrare in scena gravata dalle pesantissime pieghe di un folto tappeto a disegni di cachemire, unico tessuto con questa decorazione che era stato possibile recuperare. Poi, ricorda ancora Tosi, negli anni successivi dai guardaroba e dalle soffitte delle vecchie famiglie cominciarono a comparire questi preziosi, delicati tessuti, divenuti poi progressivamente oggetto di un raffinato collezionismo.
In Italia alcune strutture museali come Il Museo del Tessuto di Palazzo Bianco a Genova o la Fondazione Ratti di Como, hanno raccolto numerosi esempi di questi materiali tessili: a Roma una vasta collezione privata formatasi proprio “sul campo” del teatro e del cinema, la celebre sartoria teatrale Costumi Tirelli di Dino Trappetti, ha generosamente concesso in prestito un gruppo di sei tra questi scialli al Museo Praz affinché, in occasione della XIII Settimana della Cultura possano venir esposti al pubblico, avvicinati ai ben 12 dipinti di primo Ottocento del Museo, in cui proprio questi scialli compaiono.
Il termine cachemire ha una triplice valenza in quanto indica sia la località di provenienza che il prezioso filato ma anche il motivo decorativo orientale – il cipresso inclinato dal vento – che tanto successo ha ancora oggi. Importato in Occidente alla fine del Settecento, venne di gran moda in età napoleonica, caldo e avvolgente complemento delle leggerissime vesti di mussola bianca che le dame del Direttorio e dell’Impero indossavano anche in pieno inverno. Ben presto le manifatture tessili occidentali si impadronirono di questo duttile e brillante motivo decorativo: passando dalle stole a fondo neutro bordate ai due capi da una fascia decorativa, si arrivò ai grandi scialli rettangolari e quadrati fittamente decorati che venivano indossati piegati a triangolo a coprire tutta la figura. Tra le più celebri manifattura occidentali vanno ricordate quelle di Parigi, di Paisley e di Norwich.

Titolo mostra: L’immagine del cachemire nella pittura dell’Ottocento
A cura di: Eugenio Busmanti e Patrizia Rosazza-Ferraris
Sede: Roma, Museo Praz
Date di apertura al pubblico: XIII Settimana della Cultura 9 - 17 aprile 2011
Inaugurazione: venerdì 8 aprile, ore 18.00
Orari di apertura: lunedì- domenica 9-14 e 14.30 - 19.30 (ultimo ingresso consentito un'ora prima della chiusura). Visite accompagnate di 45 minuti, ogni ora, per non più di 10 persone
Ingresso: gratuito

XIII Settimana della Cultura in Basilicata

Comunicato stampa

L’appuntamento annuale, che per fortuna non si è ancora trasformato in uno stanco rituale, con la Settimana della Cultura, rappresenta l’occasione per sottolineare i risultati del lavoro che, quotidianamente, viene compiuto dalle strutture del Ministero e dagli Enti e Associazioni impegnati nel settore.
Uno dei punti focali del programma è l’apertura del Museo Diocesano di Matera. Lo splendido Museo, che offrirà ai visitatori una delle raccolte di oggetti sacri più interessanti della regione è stato allestito dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici, con la preziosa collaborazione della Soprintendenza per i Beni storici artistici ed etnoantropologici. L’evento ha in sé valenze significative che vanno oltre la semplice apertura: è frutto di una politica culturale dell’Ente Regione che ha finanziato una serie numerosa di musei diocesani (è stato da poco inaugurato quello di Potenza e prima dell’estate sarà aperto quello di Melfi), della generosità delle Curie nel rendere fruibile un patrimonio sinora riservato ai momenti di culto solenne, del lavoro dei funzionari del Ministero che hanno, nel corso degli anni, superato difficoltà e incomprensioni.
Un altro aspetto peculiare del costante lavoro di tutela è illustrato dalla mostra “Il patrimonio recuperato. Due vasi del pittore di Amykos e la produzione figurativa del Metapontino” che presenta i risultati delle attività di contrasto alla predazione, da parte di malavitosi, di parti significative del nostro patrimonio, svolte dai funzionari e dai carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale. I due vasi del pittore di Amykos recuperati sono solo una piccola parte di quanto si riesce a ritrovare e recuperare, spesso in istituzioni estere che con i loro incauti acquisti alimentano il mercato clandestino e privano il Paese di preziosi reperti.
Similmente biblioteche ed archivi offrono accattivanti finestre sui risultati del loro lavoro.
L’adesione di Associazioni ed Enti, che nel corso degli anni sono protagonisti di significative partecipazioni alla Settimana, rassicura circa la validità di una iniziativa che attira l’interesse di tutti quelli che hanno a cuore la valorizzazione del nostro patrimonio culturale.
Durante la Settimana è previsto l’ingresso gratuito in tutti i siti statali del Ministero (archivi, biblioteche, musei e aree archeologiche) ed in quelli che aderiscono all’evento.

Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Basilicata
Corso XVIII Agosto 1860, n. 84 – 85100 Potenza
tel. 0971.328111 – fax 0971.328220 – dr-bas@beniculturali.it
www.basilicata.beniculturali.it

mercoledì 6 aprile 2011

XIII Settimana della Cultura a Potenza

Vi presentiamo le iniziative previste a Potenza nell’ambito della XIII Settimana della Cultura, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che si svolgerà su tutto il territorio nazionale dal 9 al 17 aprile.

Presso la Biblioteca Nazionale sarà inaugurata venerdì 8 aprile alle 18 e rimarrà aperta fino al 30 aprile 2011 la mostra di arte contemporanea Scrittura: luogo di memoria, personale di pittura, grafica, terracotta e materico dell'artista Luciana Picchiello. Il linguaggio dei segni è uno dei temi che Luciana Picchiello porta avanti nella sua ricerca artistica. Dopo aver studiato le scritture dei popoli piu antichi, confrontando i segni cuneiformi della Mesopotamia con gli ideogrammi orientali, i geroqlifici con l'alfabeto Osco, l'artista ha realizzato delle tavole di terracotta recanti simbologie dove questi linguaggi sono mescolati tra loro ed a volte ha inserito dei simboli inventati come fosse un "nuovo alfabeto di futuri popoli sconosciuti". Esiste un filo conduttore tra la tavola Osca Molisana (conservata nel British Museum di Londra), e la "Tabula Bantina" (ritrovata nel 1790 sul Monte Montrone nel territorio di Oppido Lucano e conservata nel Museo Nazionale di Napoli) che spinge Luciana Picchiello ad esporre in questo luogo di cultura e di storia i suoi lavori inerenti al primo alfabeto delle genti italiche. Le opere di Luciana Picchiello sono ispirate dalla letteratura, dalla poesia e comunque fortemente sostenute da concetti filosofici. Per l'artista non ci puo essere arte senza un concetto filosofico, letterario e poetico che lo supporti. In un‘opera il libro entra a far parte fisicamente della realizzazione artistica. Luciana Picchiello, alla quale sono state dedicate mostre personali in importanti sedi espositive ricche di significato storico e culturale, ha trovato nella Biblioteca Nazionale di Potenza il luogo che meglio può accogliere il risultato della sua ricerca artistica sui segni e la scrittura vista come luogo di memoria.

Il 15 aprile alle 18.00 nella Sala Conferenze della Biblioteca è in programma la presentazione del libro L'impresa di Felice Garibaldi e il Risorgimento in Puglia di Riccardo Riccardi. Il volume racconta il ritratto, pubblico e privato, di Felice Garibaldi, fratello dell’Eroe dei due Mondi, il quale nella sua veste di imprenditore nel comparto olivicolo segnò diversamente le dinamiche familiari dei Garibaldi di Nizza. Il saggio – che è anche dedicato all’impresa dei Mille e a tutti i garibaldini pugliesi che vi hanno partecipato come il turese Francesco Curzio – delinea l’inquietudine interiore e quell’intraprendenza affaristica di un’intera famiglia, che formò l’uomo capace di unificare l’Italia e, nel contempo, analizza le moderne dinamiche di una fervida borghesia della provincia di Bari di metà Ottocento che costruì, all’ombra degli ulivi, dei veri e propri imperi finanziari e le fondamenta di quella che sarebbe diventata l’economia più rilevante del Mezzogiorno.

Presso il Liceo Classico “Quinto Orazio Flacco” sarà esposta, dal 14 al 17 aprile, la mostra documentaria a cura della Provincia Dall’Unità d’Italia all’Unione europea.


Presso il Museo Archeologico sarà inaugurata, sabato 9 aprile alle ore 18.00 la personale di pittura La donna e il mito della differenza dell’artista lucana Maria Luisa Ricciuti, una donna che si è distinta per il suo grande impegno civile nel panorama storico e culturale del secolo scorso. L’esposizione durerà fino al 15 maggio 2011.

Nel Museo è possibile visitare la mostra Nata per unire, organizzata dal Comando Militare Esercito “Basilicata”, in collaborazione con la Provincia di Potenza e il Centro Studi storico-militari “G. Salinardi” di Potenza, avente per tema
i 150 anni dell'Unità d'Italia sotto il profilostorico-militare. Sono in esposizione infatti uniformi italiane del Regio Esercito delle diverse epoche: Risorgimentale (1860-1870), Umbertina (1878-1900), regno Vittorio Emanuele III (1900-1946). Soprattutto le due guerre mondiali e quelle coloniali della Libia, d’Etiopia e dell'Africa Settentrionale consentono di tenere in esposizione maggior materiale, non solo uniformologico, ma anche documentale, medaglistico ed iconografico. In maggiore evidenza è il materiale proveniente dal “Fondo Lacava” di Corleto Perticara (PZ). La camicia rossa garibaldina appartenuta a Michele Lacava testimonia la partecipazione dell'ufficiale lucano alle imprese garibaldine, oltre che del 1860, anche nella Terza Guerra d'Indipendenza. Cimelio prezioso di tale raccolta sono le "fasce mollettiere" rosse tradizionalmente appartenute a Garibaldi e consegnate a Michele Lacava nel 1866. In cornice tutti gli attestati delle campagne garibaldine di Michele e Pietro Lavava, quest'ultimo, garibaldino nel 1860, proseguì la carriera diplomatica e divenne Deputato e Ministro del Regno d'Italia (come testimonia l'uniforme diplomatica da Ministro impreziosita dall'elegante feluca). L’esposizione delle uniformi si completa quasi sempre con quella dei relativi copricapo: chepì, berretti, caschi coloniali ed elmetti, oltre che bandoliere, sciarpe azzurre, pentagli, dragone, sciabole, stivali, etc... Anche oggetti provenienti da scavi di trincea della prima guerra mondiale sono resi suggestivi dalla ricostruzione di alcune ambientazioni di trincee del Carso e del Grappa. Sono numerosi i quadri, soprattutto pervenuti per effetto di donazione alla Provincia dalla Federazione di Potenza dei Combattenti e Reduci, che mettono in evidenza la partecipazione di uomini della Lucania ai momenti salienti della storia militare italiana. Alla mostra delle uniformi militari si abbina poi quella dei preziosi documenti originali del Governo Prodittatoriale Lucano e dei provvedimenti dei Comandi Militari adottati nei primi anni dell’Italia unita e che costituiscono il “Fondo Riviello”. Detto fondo si compone, oltre che di preziosi documenti, anche dei cimeli appartenuti all’eroico Col. Nicola Riviello, caduto nella guerra di Libia (1911-1912). Completano l’esposizione militari uniformi risorgimentali (piemontesi e borboniche) ricostruite fedelmente ad opera dell’Associazione Imago Historiae di Potenza. I visitatori possono fermarsi a guardare filmati e spot istituzionali predisposti dal Governo Italiano e dal Ministero della Difesa per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia grazie alla predisposizione di un monitor e di un videoproiettore che lascerà scorrere immagini di film e sceneggiati che hanno per oggetto il Risorgimento Italiano e le imprese garibaldine.

Degne di interesse sono anche la mostra documentaria Antichidentità - Museo/Pinacoteca: una storia recuperata dedicata al lavoro di recupero e valorizzazione dei Beni Archeologici, Archivistici, Storico-Artistici, Demo-Etno-Antropologici della Basilicata e la mostra archeologica permanente che illustra il percorso crono-culturale delle tre grandi forme di popolamento della Lucania antica (Enotri, Greci, Lucani) dall’età arcaica fino alla romanizzazione.


Presso la Pinacoteca Provinciale sarà allestita, dal 9 aprile al 2 maggio 2011, Colori e forme dell’arte lucana,
una collettiva di opere pittoriche di artisti lucani contemporanei, che, con tecniche e forme espressive diverse, interpretano i luoghi, gli eventi, le genti della Lucania.

I locali della Pinacoteca ospitano
la permanente di pittura e scultura intitolata a Concetto Valente, che comprende parte della collezione pittorica e scultorea della Provincia, che include opere dell’Ottocento, tra cui spiccano quelle del venosino Giacomo Di Chirico, del marateota Angelo Brando e del moliternese Michele Tedesco. Di particolare interesse, inoltre, i ritratti di Giuseppe Mona, Vincenzo La Creta e Andrea Petrone. Nell’esposizione sono presenti opere di autori più recenti, come Luigi Guerricchio, Vincenzo Claps ed Italo Squitieri, presentate nella sala dedicata al Novecento con quelle di più noti autori italiani come Carlo Levi, Fausto Pirandello e Renato Guttuso. Di grande interesse sono i due dipinti su tavola, risalenti alla seconda metà del Cinquecento, ascritti alla bottega di Antonio Stabile, restaurati dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata.

sabato 18 aprile 2009

Tesori d'arte a Montepulciano

Comunicato stampa

Aprirà i battenti il prossimo venerdì 24 aprile, al Museo Civico Pinacoteca Crociani di Montepulciano (SI), la mostra “Tesori d’arte dal Trecento all’Ottocento, restauri a Montepulciano”, uno degli eventi della “Settimana della Cultura” promossa in tutta Italia dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
La raccolta presenta tredici opere d’arte presenti a Montepulciano, fino adesso nascoste o in cattivo stato di conservazione o poco visibili a causa della loro sistemazione, restaurate e restituite alla collettività. Sono stati recuperati, tra gli altri, capolavori come la Madonna di Ugolino di Nerio di Santa Maria dei Servi e la Madonna della Misericordia di Luca Signorelli della chiesa di Santa Lucia (entrambe presentavano gravi lacune del colore originale) e il Crocifisso ligneo proposto come opera rinascimentale dello scultore fiorentino Jacopo Sansovino, finora trascurato perché attaccato dai tarli e coperto da uno spesso strato di vernici e di sporco. Recuperata anche la mirabile pala d’altare del Gesù con il Miracolo di San Gregorio, di cui non era identificabile neppure il soggetto per la forte ossidazione della vernice. Quelle descritte prima sono solo alcune delle opere d’eccezione riunite nel Museo Civico di Montepulciano che ospita la mostra. Tre di esse non sono state esposte per le grandi dimensioni, ma sono egualmente illustrate nel catalogo che accompagna la rassegna e si trovano in alcune chiese di Montepulciano. Si tratta della tela d’altare di Durante Alberti raffigurante il “Miracolo di San Gregorio” (conservata nella Chiesa del Gesù), della tela d’altare con il “Martirio di San Biagio” di Giovanni da San Giovanni, che si trova nell’abside del santuario di Sant’Agnese e infine del Crocifisso ligneo intagliato degli inizi del XVII sec. di scultore toscano che si trova nel Tempio di San Biagio. La mostra si propone anche come occasione per approfondire temi non sufficientemente trattati e per affrontare nuovi studi sulle opere e gli artisti. Ciò è stato reso possibile grazie alla disponibilità della Fondazione dei Musei Senesi che ha finanziato il catalogo della mostra nella prestigiosa collana dei Quaderni e cataloghi. “L’idea di questa esposizione - spiega Laura Martini della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Province di Siena e Grosseto, curatrice della mostra - nasce dal desiderio di rendere noti a un pubblico ampio, che non sia solo quello degli addetti ai lavori, i risultati sorprendenti che l’attività di tutela del territorio, specie con il restauro, offre in maniera costante a chi opera in questo settore. Il momento della conoscenza di un patrimonio tanto ricco diviene indispensabile per procedere a una corretta azione di tutela e di valorizzazione”.
“E’ attraverso le abili capacità dei restauratori che oggi possiamo ammirare in tutto il rinnovato splendore importanti opere provenienti da quell’inestimabile contenitore che è il territorio di Montepulciano - aggiunge Roberto Longi Direttore del Museo Civico Pinacoteca Crociani - e al loro magistrale lavoro va aggiunta l’attenta “regia” degli organismi statali preposti alla salvaguardia del nostro ingente patrimonio, le Soprintendenze; regia che non si basa solo sul controllo, ma che promuove e incentiva la conoscenza storico-artistica”.
La mostra è stata organizzata dal Comune di Montepulciano, Fondazione Musei Senesi, Diocesi di Montepulciano e Chiusi, Fondazione Monte dei Paschi, Provincia di Siena e Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Province di Siena e Grosseto, in collaborazione con l’Associazione Amici del Museo Civico di Montepulciano, Consorzio del Vino Nobile e Società Storica Poliziana.

Inaugurazione venerdì 24 aprile, ore 17.30 presso la sala conferenze del Palazzo del Capitano in Piazza Grande a Montepulciano (SI).

“Tesori d’Arte dal Trecento all’Ottocento. Restauri a Montepulciano”
Dal 24 aprile al 30 agosto
Museo Civico - Pinacoteca Crociati
Via Ricci 10, Montepulciano
Orari: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19
Biglietti: intero 4,13 euro, ridotto 2,58 euro
Info: 0578.717300, 0577.530164, www.museisenesi.org

Ufficio Stampa:
Fabrizio Lucarini, ILogo
Fondazione Musei Senesi
mobile 340.7612178
email: fabrizio@ilogo.it

Diego Mancuso
Comune di Montepulciano
0578.712202
340.7268935