giovedì 16 febbraio 2012

Silvio Giordano. Stadiodrome

Comunicato stampa

Stadiodrome è la rappresentazione perfetta di quello che accade quando si tende a idolatrare ciecamente una realtà e un proprio modo di essere. Silvio Giordano esplora il sottile confine che corre tra la fede e il bisogno dell'uomo di sentirsi parte di un qualcosa di più grande. Se vogliamo la sua è un'indagine sensibile e attenta della tipica domenica italiana che si divide, come in un moderno agone, tra il momento del rito religioso e il culto della propria squadra del cuore. A ben vedere le due non sono poi così distanti, entrambe del resto sono portate avanti con ferrea dedizione e passione.
Stadiodrome ci pone infatti di fronte all'esigenza di chiederci cosa spinga a vivere il proprio credo, di qualunque natura sia, fino ai suoi esiti più estremi: la passione cieca e il sacrificio. I cori degli stadi, i fumogeni e la concitazione del battere di mani fanno da cornice a elementi che richiamano da subito alla memoria simboli della religione cattolica senza però risultare offensivi. Quella di Silvio Giordano non è una provocazione fine a se stessa, ma cerca piuttosto di essere un modo di stimolare chi guarda e di porre soprattutto il seme del dubbio riguardo alla direzione verso la quale stiamo andando.
E se ci stessimo prendendo tutti troppo sul serio?

Titolo: Silvio Giordano. Stadiodrome
A cura di: Carolina Orlandini
Sede: La Corte Arte Contemporanea, Firenze
Periodo: 24 febbraio - 15 marzo 2012
Inaugurazione: venerdì 24 febbraio, ore 18.00
Orari: martedì-sabato 16.00-19.00 e per appuntamento

mercoledì 15 febbraio 2012

L'eccezione che conferma la regola

Comunicato stampa

La galleria Alberto Peola ha il piacere di presentare la terza personale di Perino & Vele L’eccezione che conferma la regola.
Le opere di Perino & Vele alludono a fatti di cronaca, a temi scottanti di denuncia sociale, e soprattutto alla distorsione della realtà attuata spesso dai mass media, strumenti privilegiati per costruire e diffondere stereotipi e opinioni comunemente accettate come verità.
Modellando la cartapesta ottenuta proprio dai giornali, con un procedimento lungo e complesso, i due artisti creano opere che necessitano di essere attentamente osservate e lette per decifrarne il messaggio. Il tempo è infatti una componente importante nella realizzazione dei loro lavori come nella loro comprensione. Sta nella loro scelta artistica l’intento di sollecitare nello spettatore una riflessione personale sui temi a cui l’opera fa riferimento e un atteggiamento critico consapevole che permetta di cogliere e svelare aspetti scomodi della realtà.
Il titolo della mostra, L’eccezione che conferma la regola, fa riferimento all’esercizio personale di analisi critica degli avvenimenti e dell’informazione che ce li rappresenta. Tripping hazard è una sequenza di manifesti di cartapesta disegnati a pastello, l’uno sull’altro, che riportano modi di dire diffusi su diverse etnie. La lettura è complicata dalla loro sovrapposizione, come nella pratica dell’affissione abusiva, e dal simbolo di “pericolo d’inciampo”, chiaro avvertimento per l’osservatore affinché non cada nella trappola di stereotipi e preconcetti.
La scultura Business is business richiama uno degli slogan più diffusi nel mondo occidentale, che sembra legittimare ogni azione e assicurare impunità. L’opera focalizza l’attenzione su avvenimenti spesso volutamente dimenticati, o non denunciati in tutta la loro gravità e diffusione, come l'abusivismo, la cementificazione, il disboscamento selvaggio.
Nell’installazione ambientale You i manifesti di cartapesta si accumulano sulle pareti dell’ultima sala della galleria, ricoprendo la figura di un bambino racchiuso a bozzolo nell’estremo tentativo di ripararsi dalla violenza di un’informazione che invade ma preclude la conoscenza degli avvenimenti nella loro complessità. Per Perino & Vele solo l’eccezione di chi si sottrae a un’interpretazione omologata e a una lettura acritica dei fatti ristabilisce i confini di una realtà sostenibile.

Titolo mostra: Perino & Vele. L'eccezione che conferma la regola
Sede: Alberto Peola Artecontemporanea, Torino
Durata: 24 febbraio - 31 marzo 2012
Inaugurazione: giovedì 23 febbraio 2012 alle ore 19.00
Orario: da lunedì a sabato dalle 15.30 alle 19.30, mattino su appuntamento

Immagine: Perino & Vele, Business is Business, 2012, cartapesta, vetroresina e tempera, cm.135x144x102 ca.

martedì 14 febbraio 2012

ON VIDEOS for hours and hours

Comunicato stampa

La Galleria Arte Boccanera di Trento, con la collaborazione di VisualContainer e da un’idea di Giancarlo Sciascia, è lieta di proporre sabato 25 febbraio 2012 “ON VIDEOS for hours and hours”: una giornata dedicata alla presentazione e approfondimento delle ultime tendenze della videoarte nazionale ed internazionale.
In base a confronti diretti con i professionisti ed operatori del settore, emerge che la videoarte sia una forma d’arte contemporanea che, seppure in auge da oltre cinquant’anni, non è ancora stata ben assimilata dai fruitori d’arte contemporanea del nostro Paese, anche se soliti frequentatori delle più importanti gallerie d’arte.
In particolare, risulta forse ancor più difficile rimanere aggiornati proprio oggi, quando sotto la denominazione di videoarte gravitano in realtà una serie veramente eterogenea di linguaggi e proposte, che dalle forme più concettuali si aprono poi alle contaminazioni con la performance, l’espressione multimediale audiovisiva e il film d’artista.
"Qualunque sia la sua declinazione, la videoarte è una forma d’arte sempre più attuale nel panorama contemporaneo in quanto assolutamente affine alle modalità comunicative e sociali del nostro vivere attuale ed in grado di offrire opere in assoluta tangenza di poetica ed estetica con quanto contemporaneamente proposto in pittura e fotografia.
VisualContainer ritiene pertanto preziosa e stimolante la possibilità di dedicare presso la Galleria Arte Boccanera un’intera giornata in cui introdurre ed approfondire la più recente produzione videoartistica dall’Italia. ON VIDEOS for hours and hours propone a Trento quindi uno speciale screening di video d’arte e new media, in grado di fornire una panoramica dei possibili scenari estetici e poetici del video d’arte, di ricerca e di sperimentazione di questo nostro inizio millennio, presentando una rassegna di opere degli ultimi tre anni. E’ naturalmente molto difficile, ieri come adesso, delimitare dei precisi confini nella ricerca d’arte contemporanea e proporre con sicurezza delle categorie definitive, visto oltretutto che l’essenza stessa della videoarte è come si è detto il continuo movimento nell’ambito di formule espressive diverse, ma pare ragionevole identificare almeno 9 categorie che identificano quanto viene proposto dagli artisti in Italia nel primo decennio del Duemila, in assoluta tangenza con quanto proposto a livello internazionale. Per ogni epoca, vi è uno spirito del tempo e la videoarte, analogamente alle altre forme d’arte contemporanea, è ancora una volta al passo nel fornirgli la voce più espressiva ed interrogativa, ben espressa dalla rassegna proposta." (Giorgio Fedeli)

Titolo evento: ON VIDEOS for hours and hours
A cura di: VisualContainer
Ideato da: Giancarlo Sciascia
Sede: Galleria Arte Boccanera, Trento
Proiezioni video: sabato 25 febbraio 2012, dalle ore 15.00
Periodo espositivo video: dal 25 febbraio al 3 marzo 2012
Orario: dal martedì al sabato 10.00-13.00 / 16.00-19.00
Artisti presentati: Alfred Dong, Alessandra Arno', Luca Christian Mander, Albert Merino, Barbara Agreste, Rita Casdia, Riccardo Arena, Cristobal Catalan, Jacopo Jenna, Barbara Brugola, Natalia Saurin, Valentina Ferrandes, Pascal Caparros, Sabrina Muzi, Maria Korporal, Marzia Moretti, Enrico Bressan.

lunedì 13 febbraio 2012

Miró! Poesia e luce

Comunicato stampa

Era da molti anni che Roma non ospitava una rassegna esaustiva dell’opera di Joan Miró. E non solo. Perché al Chiostro del Bramante si potranno ammirare oltre 80 lavori, del genio catalano, mai giunti prima nel nostro Paese, tra cui 50 olii di sorprendente bellezza e di grande formato, ma anche terrecotte, bronzi e acquerelli. E questo grazie alla Fundació Pilar i Joan Miró di Palma di Mallorca, che detiene gran parte del patrimonio dell’artista e che ha concesso in via del tutto straordinaria le sue opere per un’anteprima italiana.
La mostra “Miró! Poesia e luce”, sarà ospitata a Roma al Chiostro del Bramante dal 16 marzo al 10 giugno 2012, ed è prodotta e organizzata da Arthemisia Group e 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE, con DART Chiostro del Bramante.
La curatrice dell’esposizione è María Luisa Lax Cacho è ritenuta la massima esperta internazionalmente dell’opera di Miró. La mostra darà conto dell’intera produzione artistica di Miró, nato nel 1893, tra gli anni 1908-1981. Un particolare approfondimento sarà rivolto alle opere create nei trent’anni anni in cui Miró visse a Mallorca e cioè dal 1956 fino alla morte avvenuta nel 1983. Un periodo particolarmente felice per l’artista, che finalmente aveva a sua disposizione un grande atelier e un laboratorio, a contatto con la natura sua musa ispiratrice, che dà vita a nuove idee e che gli fa iniziare contemporaneamente più opere.
Si è detto dell’importanza del luogo di lavoro per Miró. Per questo si è pensato di ricreare integralmente negli spazi espositivi della mostra lo studio in cui Miró creò i suoi capolavori. Si potranno così vedere anche tutti gli oggetti, i pennelli e gli strumenti originali che l’artista usava e che si sono conservati grazie all’attività della Fondazione.
“L’incontro di fantasia e di controllo, di oculatezza e di generosità, che forse si può considerare una caratteristica della mentalità catalana, può spiegare, in parte almeno, la base fondamentale dell’arte e della personalità di Joan Miró”. Così ha scritto Gillo Dorfles in un suo saggio sull’artista catalano. E’ per questo che pare oltremodo opportuna la cornice rinascimentale del Chiostro del Bramante quale contrappunto allo spirito multiforme di Miró e al suo linguaggio fatto di macchie, grafismi, spruzzi, impronte, abrasioni, suture e chiodi. In mostra si potranno ammirare, tra gli altri capolavori, gli olii Femme dans la rue (1973) e Untitled (1978); i bronzi come Femme (1967); gli schizzi tra cui quello per la decorazione murale per la Harkness Commons-Harvard University, tutti provenienti dalla collezione di Palma di Maiorca.
Il catalogo è pubblicato da 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE e presenta saggi di Elvira Cámara, María Luisa Lax Cacho, Josep Luís Sert e due interviste di Joan Miró realizzate da Yvon Taillandier.

Titolo mostra: Miró! Poesia e luce
A cura di: María Luisa Lax Cacho
Sede: Chiostro del Bramante, Roma
Durata: 16 marzo - 10 giugno 2012
Catalogo: 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE
Orario apertura: tutti i giorni 10.00-20.00, sabato e domenica 10.00-21.00

giovedì 9 febbraio 2012

XL - Pensare in grande

Comunicato stampa

Perchè una mostra che privilegia il formato e non l'arte di un solo pittore o di una corrente? Lo si comprende entrando nella Nuova Galleria Campo dei Fiori che da giovedì 16 febbraio 2012 espone opere di ampie dimensioni di artisti a cavallo tra Otto e Novecento.
I quadri di grande formato raccolti da Lela Djokic catturano subito lo sguardo e ti inondano di colore. Persino chi teme che le pareti delle case moderne siano troppo anguste per ospitarli, alla fine si arrende al fascino della visuale di ampio respiro.
Del resto la maggior parte dei pittori di tutti i tempi ama “pensare in grande” e quindi creare in grande. In occasione di mostre pubbliche di elevato prestigio si sceglie il grande formato anche per impressionare la giuria. Il desiderio di conquista del potenziale acquirente diventa un'altra ragione per esprimersi sulle grandi tele. Infine, per quanto riguarda la ritrattistica, determinante è la necessità di presentare il soggetto a figura intera, sulla scia della tradizione del ‘700 inglese.
I paesaggi Strada di paese con Vesuvio sullo sfondo (c. 1879) di Hermann Corrodi e Caccia alla volpe (c. 1873) del napoletano Giovanni Battista Filosa, sono opere in cui la scelta del grande formato mira a soddisfare il gusto della raffinata committenza. Corrodi riceveva a Roma i visitatori stranieri nell’elegante studio al Grande Hotel de Roussie, offrendo i soggetti pittoreschi indicati nelle guide del Grand Tour. Giovan Battista Filosa a Parigi, dove lungamente soggiorna, usa il grande formato per dipingere nei boschi intorno alla capitale francese una scena di caccia, concentrando tutta l’attenzione sulla luce fra gli alberi e sugli animali in corsa, mentre i cacciatori sui cavalli restano piccolissime figure ai bordi del bosco. Qui c’è solo l’artista con la natura, ma il desiderio di sedurre è altrettanto potente.
Nel 1897 Camillo Innocenti sceglie di inviare a Pietroburgo, alla Prima Esposizione Artistica Italiana, la grande tela (cm. 175 x 122) intitolata Campagna romana - Al Divino Amore. La stessa nel 1903 è alla LXXIII Esposizione Internazionale Amatori e Cultori a Roma.
Si ricollega sempre a una mostra all’estero, dove l’impegno dell’artista si unisce all’orgoglio nazionale, il quadro di Emilio Sobrero Le Bagnanti che nel 1937 a Ginevra partecipa alla grande Esposizione dell’arte italiana. La bellezza dei tre nudi immersi in una ricca vegetazione risalta nel contrasto col biancore dei corpi.
L’incanto del nudo unisce l’olio di Emilio Sobrero al Nudo in riva al mare del 1935 di Arturo Dazzi. Il quadro raffigura una moderna Venere nel momento in cui esce dalle acque trattenendo a se solo un leggero panno bianco. Si impone subito il parallelo con la festosità della Nascita di Venere di Sandro Botticelli. Nel 1935 il pittore-scultore toscano ha una sala personale alla Seconda Quadriennale di Roma ove presenta una Estate con la stessa giovanissima modella dai capelli rossi.
Il Carrettiere sul carro (1915) di Ferruccio Ferrazzi si propone come un raro esempio di sperimentazione fra arte povera e cubo-futurismo.
Completa la rassegna un insieme di nuove proposte con opere di: Giovan Battista Amendola (1848 - 1887), Carlo Barbieri (1910 - 1938), Gilberto Ceracchini (1899 - 1982), Raoul Dal Molin Ferenzona (1879 - 1946), Enrico Lionne (1965 - 1921), Rosario Pulvirenti (1899 - 1966), Daniele Ranzoni (1843 - 1889), Giulio Aristide Sartorio (1860 - 1932) e Antonio Zumino (1864 - ).

Titolo mostra: XL - Pensare in grande
A cura di: Lela Djokic
Sede: Nuova Galleria Campo dei Fiori, Roma
Durata: 16 febbraio - 30 aprile 2012
Vernissage: giovedì 16 febbraio 2012, ore 17.00-20.00
Orario: 10-13 / 16-19, chiuso lunedì mattina e festivi; altri orari su appuntamento

venerdì 3 febbraio 2012

Lawand. La traversée du jaune

Comunicato stampa

Raffaella De Chirico è lieta di annunciare questa mostra personale di Lawand, di origine curda nato a Rakka, in Siria nel 1984, prima esposizione dell’artista in Italia. Vive in Francia dall’età di 10 anni, quando la famiglia raggiunge il padre, anch’egli pittore già noto e poeta, ad Angers. È questa dunque la matrice che avvicina Lawand all’arte pittorica, frutto della frequentazione dell’atelier paterno, dal quale si allontanerà in età adolescenziale per trovare un suo personale linguaggio.
Circa trenta opere in mostra, oli su tela e disegni, illustrano un percorso artistico di anni recenti.
Scrive Jacki Essirard della pittura di Lawand “…pensiamo agli espressionisti, ma le deformazioni messe in atto da Lawand sono piuttosto immateriali. Cita volentieri Egon Schiele, Lucien Freud, Francis Bacon, Giacometti ma la sua pittura trascende dalla rappresentazione e trascende i corpi, utilizzando la materia nel suo stato instabile e vibrante”.
Figure verticali che sembrano venirci incontro come proiezioni di immagini mentali, fissate su tele sia di importanti dimensioni (cm 149 x 114 e cm 116 x 89) sia di superfici di dimensioni più raccolte (cm 35 x 27 e cm 65 x 54) trovano collocazione nel salone centrale della galleria De Chirico, mentre le salette laterali, più intime fanno da foce ad una cospicua produzione di disegni e di inchiostri colorati su carta, di varie dimensioni.
Lawand ha affiancato l’attività pittorica alla ricerca di altre tecniche espressive, interessandosi sia alla danza contemporanea facendone scaturire delle performance, sia alla poesia, declinando la sua produzione artistica alla realizzazione di libri d’artista. I poeti Michaux, Ghérasim Luca, Guillevic e Adonis hanno un ruolo fondamentale nella sua formazione, nonché i poeti contemporanei Antonie Emaz, Bernard Noël, Jean-Claude Schneider, Yves Bonnefoy con cui ha stretto diverse collaborazioni. Il dialogo invece con Djalal al-dîn Rûmi e Omar Khayyâm oltre a consolidare le radici culturali di Lawand legate al mondo arabo, ha probabilmente evidenziato l’esigenza di sottolineare la condizione attuale della pittura e dei personaggi legati al mondo della cultura in Siria. A Lawand è infatti proibito rientrare nel suo Paese di nascita, anche per brevi periodi.

Titolo mostra: Lawand. La traversée du jaune
Sede: Galleria d'Arte Raffaella De Chirico, Torino
Periodo: 9 febbraio - 18 marzo 2012
Orari: martedì-domenica 10.00-12.30, 15.30/19.30

giovedì 2 febbraio 2012

Il Divisionismo. La luce del moderno

Comunicato stampa

E’ stata una delle più emozionanti stagioni dell’arte italiana negli ultimi secoli e ora, finalmente, una grande mostra la ripropone, con un taglio nuovo e con una scelta perfetta di opere. “Il Divisionismo. La luce del moderno”, che si svolgerà a Rovigo, a Palazzo Roverella dal 25 febbraio al 23 giugno 2012, sarà sicuramente tra i più importanti eventi espositivi italiani del prossimo anno. A promuoverla sono la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con il Comune di Rovigo e L’Accademia dei Concordi.
Il periodo che questa mostra illumina è quello tra il 1890 e l’indomani della Grande Guerra. Negli anni in cui in Francia Signac e Seraut “punteggiano” il Neo Impressionismo, anche in Italia diversi artisti si confrontano con l’uso "diviso" dei colori complementari. E lo fanno con assoluta originalità. E’, come afferma il sottotitolo della mostra, la luce del moderno che essi così magistralmente creano e interpretano.
Sono sperimentazioni che consentono agli artisti che si affacciano alle soglie del Novecento di affrontare con tecnica spesso audace e coraggiosa le tematiche del nuovo secolo, dal mutato rapporto con la realtà agreste all’evoluzione della città moderna, dalle scoperte scientifiche agli incombenti conflitti sociali. E’ la prima effettiva cesura rispetto agli stili del passato, prima delle avanguardie.
Nel Divisionismo italiano i puntini e le barrette colorate dei francesi diventano filamenti frastagliati che invece di accostarsi spesso si sovrappongono. Ma ciò che è veramente diverso è lo spirito: qui la nuova tecnica pittorica aiuta a rappresentare, meglio di altre, l’intimità, l’allegria, lo spiritualismo, il simbolismo, l’ideologia anche politica. Ovvero i sentimenti, le passioni, le istanze che univano quella generazione di artisti. Pittura di luce, colore ma anche e soprattutto pittura di emozioni, quindi.
L’indagine che Francesca Cagianelli e Dario Matteoni proporranno a Palazzo Roverella rilegge la storia di questo momento magico dell’arte italiana. Valorizzando figure come quella di Vittore Grubicy de Dragon e il suo Divisionismo fatto di musica e di ricerca scientifica. Poi Plinio Novellini, icona del Divisionismo tra Toscana e Liguria, prototipo di quelle diverse dimensioni territoriali che sono forse la maggiore ricchezza del movimento e che questa mostra mette, per la prima volta, in giusta evidenza.
Poi i grandissimi: Previati, Segantini, Morbelli, Pellizza da Volpedo. E ancora il ricordo della storica Sala Divisionista della Biennale del 1914. Per giungere alla straordinaria stagione divisionista di artisti come Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini, Carlo Carrà e alla Secessione Romana. Ultimi, emozionanti bagliori di una vicenda artistica che va a concludersi, per sfociare nel rivoluzionario “nuovo” del Futurismo. Ed è l’avvio di un’altra grande storia tutta italiana.

Titolo mostra: Il Divisionismo. La luce del moderno
Sede: Rovigo, Palazzo Roverella
Periodo: 25 febbraio - 24 giugno 2012
Orari: feriali 9.00-19.00; sabato 9.00-20.00; festivi 9.00-20.00; chiuso i lunedì non festivi.

Immagine: Giacomo Balla, Ritratto all'aperto, 1902, olio su tela, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma