venerdì 20 luglio 2018

Riapre ai turisti il Teatro romano di Ercolano: tra storia e curiosità

di Fabiana Pizzulli

Il primo edificio in assoluto ad essere scoperto tra quelli dei paesi che furono sepolti dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. riapre al pubblico, su prenotazione e prevendita.

Panorama scavi di Ercolano
Il Teatro di Ercolano venne costruito in un’area nei pressi del foro durante la prima fase dell’età augustea, per volere del duoviro Annius Mammianus Rufus; poteva contenere circa 2500 persone ed al suo interno venivano interpretate commedie e satire. Nel 79 durante l’eruzione del Vesuvio, venne ricoperto da uno strato di ceneri, lapilli e fango, che solidificandosi produsse un solido strato di tufo, preservandolo nel tempo. 
Il percorso del Teatro è concepito come una vera e propria esplorazione: i visitatori possono avventurarsi in un luogo unico e suggestivo, in cui sono presenti reperti, graffiti, che alla luce delle fiaccole attraversarono nel XVIII e XIX secolo le gallerie e i pozzi creati per penetrare nelle viscere dell’antica Ercolano, e si potranno ammirare persino piccole stalattiti. 

Storia e struttura del teatro 

Si racconta che un bel giorno un contadino di Resina (Ercolano), Ambrogio Nocerino, soprannominato Enzechetta, mentre era intento a scavare un pozzo per irrigare il suo orto, notò affiorare dall’acqua alcuni pezzi di marmo e alabastro. Non sapendo che farsene, li liquidò a un marmoraro di Napoli che li ripose nella sua bottega. Essi furono subito notati da un aristocratico francese, il comandante della cavalleria austriaca, il quale, cercando decori di pregio per abbellire la propria residenza estiva sulla marina di Portici, comprò i marmi in questione e anche il campo del contadino. Fu così che nel 1709, cominciando proprio dal fondo del pozzo, il principe si mise a scavare cunicoli sotterranei alla ricerca di marmi pregiati. Dopo poco, si intercettarono i resti del Teatro dell’antica città di Ercolano. Questo fu oggetto di ricerche archeologiche che permisero di rilevare due statue, di cui una in bronzo, e molteplici pezzi di marmo policromo, colonne e capitelli, per abbellire la Reggia di Portici e altri edifici.

Pozzo scalinata

Per quanto riguarda la struttura del Teatro, il reticolo di pozzi borbonici rendono visitabile il monumento nelle sue parti essenziali: la cavea (le scale per l’accesso dei visitatori), l’orchestra e la galleria che consente di visitare il fronte scena alta circa 6 metri e lunga 23 metri. Nel cunicolo di accesso al pozzo scavato dal contadino soprannominato Enzechetta, è visibile l’impronta della testa-ritratto del proconsole romano Marco Nonio Balbo, onorato benefattore di Ercolano, che si staccò dal resto del torso per la violenza dell’eruzione. L’impronta è rimasta impressa nello strato di ceneri, lapilli e fango che solidificandosi, hanno prodotto uno strato di tufo vulcanico. Il busto con la testa di Balbo è esposto al Museo Nazionale di Napoli. Attraverso la scalinata realizzata dagli scavatori nel XVIII secolo, è possibile accedere al piano dell’orchestra ed ammirare il proscenio, salire sul pulpitum, cioè il fronte scena del teatro, e da qui osservare il pozzo di Enzechetta, dove lo scavo ebbe origine e visitare le due estremità del teatro, ovvero i tribunalia, le tribune di onore degli ospiti illustri e i magistrati che sulla sella curule assistevano agli spettacoli. Ritornati al proscenio, si può giungere ad un secondo ambulacro per la distribuzione del pubblico sulle gradinate. L’accesso al Teatro è consentito tramite una sala, realizzata nel 1750, e poi risistemata nel 1849 per permettere un agevole ingresso ai visitatori: al suo interno sono custodite fotografie delle varie mappe dell’edificio ed un plastico realizzato nel 1808.

Plastico del teatro romano di Ercolano
A differenza di Pompei, sepolta da ceneri e lapilli, Ercolano fu sommersa da una colata di fango alta fino a 25 metri che conservò al meglio ogni cosa, sigillandola. Ciò ha permesso una migliore conservazione degli edifici, quasi intatti, a differenza di quelli di Pompei. 
In un grande edificio di Ercolano, la cosiddetta Villa dei papiri, è stata scoperta addirittura una biblioteca. Gli scaffali di legno ospitavano numerosi rotoli di papiro contenenti per lo più opere letterarie, molte delle quali sarebbero andate altrimenti perdute.

Piante topografiche dell'antica Ercolano e dell'antica Pompei
Curiosità 

Numerosi oggetti rinvenuti durante gli scavi ci permettono di ricostruire quale era il rapporto degli antichi ercolanesi con le divinità venerate nel mondo antico. Naturalmente un posto di rilievo era riservato al mitico Ercole, l’eroe che secondo la tradizione avrebbe fondato la città di Ercolano. Nel foro doveva probabilmente trovarsi un tempio dedicato alle tre divinità più importanti per i romani: Giove, Giunone e Minerva, mentre un’ampia piazza porticata, era utilizzata per il culto in onore dell’imperatore e della sua famiglia. La vita degli antichi ercolanesi era scandita da numerosi rituali. Spesso non si riesce a distinguere la sfera sacra da quella laica, poiché ad esempio i giochi pubblici così come le rassegne teatrali, erano inserite nel programma delle feste dedicate agli dei o agli antenati. 

Appuntamenti estivi 

Ercolano Experience è un’esperienza visiva e sensoriale nell’area archeologica che si svolge nei mesi di Luglio, Agosto e Settembre. PAErco, Teatro Tour e Ercolano Experience fanno parte della programmazione Campania by Night che prevede aperture serali dei siti archeologici, proposta dalla Scabec, la società della Regione Campania che opera per la valorizzazione e promozione dei beni culturali.

Parco archeologico di Ercolano

martedì 19 giugno 2018

Parco archeologico di Paestum: eventi culturali per la riscoperta del sito

di Fabiana Pizzulli


Quest’anno si celebrano i 50 anni dal ritrovamento della più antica tomba dipinta con scene figurative nel mondo greco, quella del Tuffatore, trovata nel 1968. La rappresentazione del giovane che si tuffa nell’acqua, famosa in tutto il mondo, ancora dopo anni dalla scoperta, rappresenta una fonte viva di continui dibattiti tra studiosi proprio per l’enigma che si cela dietro quel tuffo, da sempre considerato un trapasso dalla vita alla morte. All’anniversario seguiranno degli eventi collaterali come un convegno internazionale che si terrà dal 4 al 6 ottobre 2018. In estate invece ritorneranno le aperture straordinarie fino alla mezzanotte, nei mesi di luglio e agosto dal venerdì alla domenica e la rassegna di musica e danza “Heraia- musica ai templi” ogni venerdì nei pressi del Tempio di Nettuno. 

L’area archeologica di Paestum, fondata dai Greci intorno al VII a.C. con il nome di Poseidonia, rappresenta una delle più interessanti d’Italia, conservando degli edifici antichi in ottimo stato di conservazione. Riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità dal 1988, attira da sempre migliaia di turisti. Il sito, oltre a comprendere il Museo Nazionale e i resti dell’antica agorà greca, possiede 3 templi dedicati ad Hera, Atena e Nettuno edificati intorno al 500 a.C. Il sito è circondato da monumentali mura in pietra pentagonali, inframmezzate da 24 torri d’avvistamento.

Tempio di HeraPiù noto come Basilica, dal nome che gli dettero gli euditi del 700 per la quasi totale sparizione dei muri della cella, del frontone e della trabeazione. Dedicato ad Hera, sposa di Zeus e principale divinità di Poseidonia, è un periptero. I fedeli erano ammessi al tempio ma potevano camminare solo sulle zone perimetrali, sul lato. La zona centrale, il naos, era vietata a tutti.

La città fu fondata nel VI secolo a.C. da greci e venne chiamata Poseidonia in onore del Dio del mare. In seguito i Lucani riuscirono ad impossessarsi della città e le attribuirono il nome di Paistom, mentre nel 273 divenne una colonia romana e prese il nome che attualmente conosciamo (Paestum). Nell’antichità Paestum era molto più vicina al mare di quanto non lo sia ora ed il fiume che vi scorreva nei pressi la rese insalubre. Con il passare del tempo l’area subì un inesorabile declino e nel Medioevo fu totalmente abbandonata, fino ad essere riscoperta quasi in contemporanea con i siti archeologici di Pompei ed Ercolano, nel XVIII secolo. Sin da subito si capì l’importanza di quelli scavi che entrarono a far parte del Gran Tour, un programma di formazione per giovani aristocratici, che viaggiavano per arricchire le loro conoscenze.

I tre grandi templi sono costruiti secondo l’ordine dorico, anche se i Greci conoscevano anche quello ionico e corinzio. L’ordine dorico si riconosce dai capitelli sopra le colonne, che hanno la forma di scodelle. I capitelli della Basilica (tempio di Hera 550 a.C.), sono i più piatti, quelli di Atena (500 a.C.) un po’ meno, mentre quelli di Nettuno (460 a.C.), dimostrano la declinazione classica del dorico. Tipico dell’ordine dorico è il fregio, posto sopra le colonne, articolato in pannelli dipinti, detti metope, o scolpiti, ed elementi tripartiti che li separano, detti triglifi. I tre templi presentano l’altare, la piazza principale della città detta agorà, e gli edifici simbolo come la tomba dell’eroe fondatore detta heroon, e la struttura circolare delle assemblee, (ekklesiastieron).

Tempio di Atena
La dea della saggezza, ma anche della guerra, era personificata da una grande statua custodita in una cella all’interno del tempio. Durante le cerimonie, celebrate sugli altari di pietra all’esterno in cui venivano offerte libagioni, le porte del recinto in cui era custodita la statua venivano aperte perché potesse assistere alla cerimonia.
Con l’arrivo dei Romani, i templi non subirono mutamenti, ma sorsero nuove strutture: il foro, spazio politico e commerciale, l’anfiteatro, dove si svolgevano le gare tra Gladiatori e animali, e il Campus, in cui i Romani si esercitavano nello sport. Nella piscina le donne praticavano riti a favore della fertilità.

Tempio di Nettuno
Si tratta di un tempio di ordine dorico con 6 colonne sui lati brevi e 14 su quelli lunghi e fu costruito tra il 460-450 a.C. Si innalza su una gradinata formata da 4 gradini, sorta con lo scopo di dividere la dimora degli dei dal piano del terreno. Stucchi, affreschi e tantissimi colori decoravano le sale di questo tempio. Se ne vedono ancora delle tracce sulla cima delle colonne.
Dal 4 al 6 Ottobre 2018 nel museo Archeologico Nazionale di Paestum si terrà il Convegno internazionale La Tomba del Tuffatore: rito, arte e poesia a Paestum e nel Mediterraneo intorno al 500 a.C. L’iniziativa è stata realizzata con il cofinanziamento dello Stato Italiano e delle Regione Campania, nell’ambito del POC Campania 2014-2020.

Tomba del Tuffatore: la tomba fu trovata a 2 km a Sud di Paestum, all’interno di una piccola necropoli di VI-IV sec. a.C. La scena del Tuffatore, che ha dato il nome alla tomba, si trova sul lato interno della lastra di copertura. Le pareti della tomba, sono decorate con scene di un simposio.

mercoledì 16 maggio 2018

IMMERSIONI ANTROPOLOGICHE: Mostra collettiva internazionale a Matera


Mostra Collettiva  Internazionale di Arte Contemporanea

“IMMERSIONI ANTROPOLOGICHE

Spazio espositivo Galleria Casa Cava Via S. Pietro Barisano 47 - 75100 Matera MT

Regolamento

1.  In Arte Exhibit, con il patrocinio della Regione Basilicata, APT Basilicata, Città di Matera,  Fondazione Matera 2019, Soprintendenza  Archeologica Belle Arti e Paesaggio Della Basilicata e il MUSMA Museo della Scultura Contemporanea è lieta di presentare la mostra collettiva d’Arte IMMERSIONI ANTROPOLOGICHE”. L’evento artistico si inserisce all’interno del progetto espositivo avviato attraverso la rivista In Arte Multiversi, periodico specialistico a diffusione nazionale edito da In Arte Exhibit.

2. Obbiettivo della rassegna IMMERSIONI ANTROPOLOGICHE è di diffondere l’arte contemporanea attraverso la contaminazione tra differenti forme ed espressioni artistiche, offrendo un’importante occasione di visibilità ad artisti di ogni provenienza per mezzo di una mostra collettiva che avrà luogo a Matera, Città Capitale Europea della Cultura 2019. L’evento artistico si terrà dal 16 al 26 giugno 2018 presso Casa Cava una delle più prestigiose gallerie rupestri della Città di Matera, nata come cava di tufo e poi usata come discarica, nel 1993 è stata inserita come Patrimonio Mondiale Unesco e poi diventato Centro Culturale Giovanile, all’interno dell’Auditorium vengono realizzati concerti di musica classica, leggera e jazzistica.

3.  La manifestazione è aperta a tutti gli artisti italiani e stranieri che operano nei campi della pittura, scultura, disegno, illustrazione,  fotografia, arte digitale e grafica. Il tema della mostra è libero, le opere potranno essere realizzate con tutti i materiali e in tutte le espressioni artistiche Ogni artista può partecipare due opere, che dovranno essere senza cornice e di cui  garantisce di essere l’autore. Le dimensioni massime consentite per ciascuna opera pittorica e fotografica sono della misura massima di cm. 100x100, le misure delle opere scultoree dovranno  essere concordate con l’organizzazione.

4.  L’artista  che intende partecipare al concorso deve versare una quota  di iscrizione di € 100 che serviranno a parziale copertura delle spese organizzative. Con un contributo aggiuntivo di € 25 la nostra organizzazione si occuperà del ritiro e riconsegna dell’opera a fine mostra. Il versamento dovrà essere effettuato tramite bonifico bancario intestato a In Arte Exhibit presso Banca Prossima Intesa San Paolo Agenzia 01337 con IBAN  IT56E0335967684510700154697  inserendo  come  causale  la  dicitura  “Iscrizione  alla mostra IMMERSIONI ANTROPOLOGICHE”.  È possibile, in alternativa, versare la quota di partecipazione in contanti direttamente presso la redazione di In Arte, in Largo Pisacane 15 a Potenza.

5.  Per partecipare alla selezione della mostra tutti gli artisti dovranno inviare, nel più breve tempo possibile, all’indirizzo email eventi@in-arte.org il seguente materiale:

-        domanda di partecipazione compilata in tutte le sue parti e firmato;
-        prova dell’avvenuto versamento della quota di iscrizione;
-        immagini delle proprie opere in formato .JPG o PDF di buona risoluzione;
-        breve curriculum artistico ( non obbligatorio);
-        indicazione del prezzo dell’opera in caso che venga richiesta la vendita.

6.  Al comitato artistico e organizzativo, costituito dai componenti della redazione di In Arte, è riservato il diritto insindacabile di selezionare le opere migliori, che saranno esposte all’interno della mostra. Criteri fondamentali di selezione saranno la qualità, la ricerca e l’originalità. Sarà compito della redazione comunicare con estrema immediatezza a ciascun artista l’eventuale ammissione alla mostra.

7. Agli artisti non selezionati sarà restituita la quota di iscrizione. Gli artisti selezionati che decideranno in un secondo momento di ritirarsi non riceveranno indietro la quota di iscrizione versata.

8.  Le opere selezionate dovranno essere consegnate a mano oppure fatte pervenire tramite posta o corriere direttamente a Casa Cava, Via San Pietro Barisano n. 47, Matera, 75100, dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

9.  Ciascuna opera dovrà essere fornita di attaccagli o supporti adeguati. Saranno estromesse dalla mostra (ed escluse quindi anche dalla visibilità sulle piattaforme internet di In Arte) le opere non idonee all’esposizione. L’Organizzazione, inoltre, ricusa qualsiasi responsabilità per gli eventuali danni che potranno subire, durante la spedizione e il successivo trasporto alla sede, le opere non debitamente imballate e si riserva la facoltà di escludere dalla mostra anche queste ultime.

10. Tutte le spese di imballaggio e di trasporto delle opere saranno a carico dei partecipanti. L’imballo dovrà essere riutilizzabile per l’eventuale ritorno tramite corriere. Le opere spedite non necessitano di bolla di accompagnamento, purché sull’imballo risulti la dicitura “Esente da bolla di accompagnamento ai sensi dell’art. 4, comma 2, del D.P.R. 627/78”.

11. Servizi offerti:
Allestimento delle opere, inaugurazione con buffet, spazio musicale e presentazione delle opere da quattro Curatori dell’arte.
E’ prevista la diffusione su tutto il territorio nazionale di comunicati stampa alla RAI, televisioni private, radio, a giornali, siti internet, nazionali e gallerie d’arte.
L’evento verrà segnalato inoltre, tramite la newsletter di “In Arte” a una mailing list di circa 10.000 indirizzi, nonché attraverso il sito web della rivista e agli iscritti alla pagina Facebook di “In Arte” e In Arte Exhibit. Nella comunicazione è compresa anche la stampa e la diffusione di manifesti, locandine e inviti. La pubblicazione di un redazionale sulla rivista cartacea IN ARTE e sul sito web. Tutti gli artisti partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione.
L’organizzazione si occuperà anche della mediazione della vendita delle opere presenti alla mostra qualora venga fatta richiesta.

12. Esaurita la manifestazione, le opere potranno essere ritirate dagli artisti o da loro incaricati muniti di delega scritta entro i 7 giorni successivi alla data di chiusura della mostra. Le opere che non verranno ritirate nei tempi stabiliti saranno rispedite ai rispettivi autori con addebito delle spese a carico del destinatario.

13. L’Organizzazione garantisce la massima cura e custodia delle opere ricevute, ma declina ogni responsabilità per eventuali danni, manomissioni, incendi, furti, smarrimenti, eventi naturali ecc. che potranno verificarsi durante il periodo in cui i lavori rimarranno presso la sede espositiva. Se lo riterranno opportuno, gli artisti potranno provvedere per proprio conto e a loro nome a sottoscrivere l’assicurazione dell’opera.

14. Ogni partecipante concede in maniera gratuita i diritti di riproduzione fotografica o con qualsiasi altro mezzo delle opere presentate per tutte le attività connesse alla promozione e comunicazione del premio. Si intendono esclusi, invece, i diritti di utilizzo delle immagini per campagne pubblicitarie, campagne stampa e affissioni, che non abbiano direttamente attinenza al premio o ad altre attività connesse.

15.  I dati personali dei partecipanti saranno trattati in conformità al D.Lgs. 196/03 sulla Privacy al solo fine del corretto svolgimento della manifestazione e gli stessi conserveranno i diritti previsti dall’art. 7 del D.Lgs. 196/03.

16. L’Organizzazione si riserva il diritto di apportare in qualsiasi momento eventuali modifiche al presente bando esclusivamente per la buona riuscita della manifestazione o per cause di forza maggiore.

17. La sottoscrizione e la presentazione della domanda di partecipazione implicano la completa ed incondizionata accettazione del presente regolamento.

18. L’utilizzo integrale o parziale del presente regolamento è consentito soltanto ai fini della diffusione della manifestazione. Ogni abuso verrà perseguito a norme di legge.



Segreteria Organizzativa “In Arte Multiversi”
Largo Pisacane 15, 85100 Potenza
Infoline:  0971 1933559 - 330 798058 - 392 4263201 (ore 10.00-13.00, 17.00-20.00)
E-mail: informazioni@in-arte.org - eventi@in-arte.org

Sito web: www.in-arte.org - Facebook: https://www.facebook.com/InArte/

lunedì 9 aprile 2018

IMMERSIONI ANTROPOLOGICHE: il prossimo grande evento a Matera



Comunicato stampa

Mostra Collettiva Internazionale di Arte Contemporanea
“IMMERSIONI ANTROPOLOGICHE”
16 giugno – 26 giugno 2018
Spazio espositivo Galleria Casa Cava - Matera

In Arte Exhibit, con il patrocinio della Regione Basilicata, APT Basilicata, Città di Matera, Fondazione Matera 2019, e la Fondazione Zetema presenta la collettiva d’arte contemporanea “IMMERSIONI ANTROPOLOGICHE”. L’evento, inserito nel palinsesto del 2018, prosegue la mission di In Arte Exhibit e della rivista In Arte Multiversi volta a promuovere i protagonisti del panorama figurativo contemporaneo.

IMMERSIONI ANTROPOLOGICHE” è il nome dell’evento nato dal desiderio di far dialogare attivamente una città con le molteplici espressioni artistiche prodotte in Italia e all’estero. Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, è il palcoscenico ideale per dar vita all’interazione tra opera d’arte e città, tra creativi e cittadini, tra colori e Sassi. Gli artisti sono pertanto invitati a prendere parte alla manifestazione per calarsi in una realtà urbana nella quale la fusione tra Spazio e Uomo è tanto antica quanto autentica: da qui il titolo della manifestazione. È facile perdersi e abbandonare qualsiasi vincolo ostacolante davanti al desiderio di conoscere e ammirare la bellezza, espressa tramite quadri, sculture e fotografie inseriti in una cornice unica come la cittadina lucana. L’essere umano, avvinto alle proprie radici ma, allo stesso tempo, alla ricerca di nuovi orizzonti, è l’attore principale delle realtà urbane, a volte caotiche, altre distensive. “IMMERSIONI ANTROPOLOGICHE” vuol essere non solo un viaggio conoscitivo verso le nuovi voci dell’arte contemporanea, ma mira ad accompagnare il visitatore alla ricerca di sé e del proprio spazio vitale all’interno dei tanti spazi abitati o solo sognati.

L’organizzazione e i curatori scientifici di In Arte Exhibit provvederanno alla produzione di un catalogo in formato cartaceo e web delle opere presenti alla mostra, che sarà consegnato agli artisti partecipanti di “IMMERSIONI ANTROPOLOGICHE” affinché, terminata la fase espositiva, non vadano smarrite le tracce di un percorso all’insegna della creatività e della conoscenza in uno scenario ricco e stimolante come Matera.        

sabato 7 aprile 2018

Times New Romance: un nuovo spazio al servizio dell'arte



Times New Romance – Display of Arts – è un  nuovo progetto editoriale on-line dedicato agli interpreti e ai luoghi dell’arte contemporanea. Luogo digitale e interattivo, Times New Romance – Display of Arts – nasce come punto di incontro tra artisti di dichiarata fama e il pubblico di lettori sensibili alle molteplici espressioni della creatività, dalle arti visive alla produzione scritta, dagli eventi alle rassegne culturali che costellano l’agenda culturale nazionale ed internazionale. Concepito come album visivo di una nuova narrativa artistica (da cui il nome) Times New Romance è display of arts, una vetrina privilegiata dalla quale osservare anche quelle nuove voci e quei nuovi attori che, con originalità, tecnica e competenza, esprimono e tracciano nuovi e inattesi approdi creativi.

Prende così forma un disegno di totalità volto a soddisfare le rinnovate esigenze di conoscenza e di approfondimento legate al linguaggio creativo, talvolta volutamente ambiguo e troppo spesso compromesso da mode e manie di corto respiro. Times New Romance – Display of Arts – mira a creare una visione d’insieme nitida, dinamica e trasversale, lungo il binario della scrittura e delle immagini. Disinteressato al vacuo intellettualismo, il progetto editoriale di Carlo Maria Nardiello intende rendere ordinato e intelligibile il caotico surplus di immagini e di esibizioni che affollano il contesto culturale contemporaneo.

L’header di Times New Romance – Display of Arts – è stato affidato allo studio di grafica e design Matitanera e realizzato da Francesco Zavattari, artista poliedrico e attento osservatore della contemporaneità, il cui tratto sapiente (ma non elaborato) contribuisce a tradurre in immagini il pluriforme universo visivo, congestionato dall’accumulo di simboli in fragile equilibrio fra loro. Il prezioso contributo di Francesco Zavattari introduce, e in parte anticipa, la natura inedita e professionale dei contenuti editoriali raccolti in Times New Romance – Display of Arts –.

Tramite una scansione interna strutturata in rubriche opportunamente distinte, Times New Romance – Display of Arts – analizza biografie, esperienze e produzioni di artisti contemporanei adunate sotto la voce della Critica. Le Retrospettive, invece, raccontano con taglio prettamente giornalistico mostre, eventi ed esibizioni in corso; la rubrica Incontri accoglie la viva voce degli artisti, e di interpreti culturali in generale, raccolta nel corso di interviste, col fine di produrre contenuti nuovi ed esclusivi; infine un clic su News consente di leggere le ultime novità con articoli tratti direttamente dalla fonte, nell’ottica di uno scambio produttivo di informazioni e di aggiornamenti con gallerie, musei, fondazioni e associazioni impegnate nella promozione e nella comunicazione culturale.