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martedì 20 agosto 2019

Matera2019, parte domani da Isola Caporizzuto Trenodi

Il progetto Trenodia di Mariangela e Vinicio Capossela coprodotto da Fondazione Matera Basilicata 2019 e da SponzFest attraverserà Calabria, Campania e Basilicata


Prende il via domani, 18 agosto, a Isola Capo Rizzuto, il progetto "Trenodia", di Mariangela e Vinicio Capossela, un’opera d’arte che propone di lavorare collettivamente sul pianto per tutto ciò che è in pericolo di vita nel nostro mondo. Per l'occasione i comuni non lucani di Isola Capo Rizzuto (il 18 agosto) e della Lacedonia, a partire da Calitri (il 24 agosto), saranno "Capitale europea della cultura per un giorno". La decisione è il frutto di una sperimentazione proposta dal Ministero dei Beni culturali alla Fondazione Matera Basilicata 2019 finalizzata a valorizzare i territori attraverso il modello in corso di attuazione in tutti i comuni della regione nell’ambito del programma di Matera 2019.
Trenodía, progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, si propone di trasformare la lamentela in pianto rituale, il piagnisteo in altisonante lamentazione collettiva, in forma creatrice e aggregatrice per, come dice Ernesto De Martino, non morire con cio’ che muore. Sarà un pianto per la comunità. Un pianto rituale collettivo, sonoro, rigenerante. Un corteo come forma d’arte.
"Il progetto Trenodia, ideato da Mariangela e Vinicio Capossela - spiega Paolo Verri, direttore generale della Fondazione Matera Basilicata 2019 ha diversi obiettivi. Un primo obiettivo è sicuramente quello artistico e creativo che mette in campo personalità di spicco internazionale come Vinicio e Mariangela Capossela per fare qualcosa mai fatto prima: un corteo come forma d'arte. Il secondo obiettivo è quello più sociale perchè vede protagonisti i cittadini. Ancora una volta un progetto di Matera 2019 dà voce alle persone, offre un'occasione per sentirsi parte attiva di un processo creativo e culturale. Terzo obiettivo è quello di allargare il perimetro di Matera Capitale europea della cultura convinti come siamo che questo grande programma non può fermarsi ai confini urbani o regionali, ma deve estendersi e connettere più territori. Trenodia si muove esattamente in questa direzione perchè unisce tre regioni limitrofe, la Calabria, la Basilicata e la Campania che hanno tante cose in comune. Per questa ragione abbiamo esteso il modello Capitale per un giorno, che tanto successo sta riscuotendo in Basilicata, a tutti i comuni coinvolti in questo cammino".
Il Commissario prefettizio del Comune di Isola Capo Rizzuto, Domenico Mannino esprime la sua soddisfazione: “In occasione della presentazione del progetto Trenodia la Commissione Straordinaria di Isola Capo Rizzuto intende rivolgere, anche a nome dei cittadini, il più sentito ringraziamento alla Fondazione Matera-Basilicata 2019 per aver individuato questo territorio quale sede del “ primo fuoco “ del progetto consentendo alla città di essere Capitale Europea della cultura per un giorno. L’importanza dell’evento va oltre la rappresentazione artistica e del titolo onorifico che l’accompagna , in quanto fondamentale per la rigenerazione di un consenso sociale violentato da innumerevoli abusi - da quelli mafiosi a quelli edilizi , passando per quelli amministrativi - che hanno minato le basi sociali , etiche, culturali di questa fiera e nobile popolazione. Ora abbiamo la grande possibilità di gridare , all’Europa ed agli stessi Isolitani , che Isola Capo Rizzuto non è solo mafia, ma che la stragrande maggioranza di questa popolazione non vuole abusi ma legittimità, non vuole favori ma diritti , non vuole assistenzialismo ma la dignità di un lavoro; vuole continuità con il suo glorioso passato e rottura con le attuali disuguaglianze, vuole che i propri giovani abbiano una speranza ed un futuro , vuole in una parola che venga ad Essa riconosciuta la propria dignità di una vera cittadinanza Italiana ed Europea".
Il sindaco di Calitri Michele Di Maio ricorda la convenzione sottoscritta già due anni fa con la Fondazione Matera Basilicata 2019 e l'Università degli studi della Basilicata: "Una convenzione che ha già prodotto importanti risultati e che ora raggiunge un altro traguardo, quello di far diventare quest'area della Lacedonia, un punto di riferimento del progetto Trenodia e Capitale europea della cultura per un giorno. Il 24 accoglieremo a Calitri tutti i comuni interessati per una grande iniziativa popolare che da una parte si collega a Matera Capitale europea della cultura e dall'altra allo SponzFest di Vinicio Capossela".
I comuni di Isola Capo Rizzuto e di Calitri potranno essere raggiunti tramite il servizio navetta "Capitale per un giorno" con partenza da Matera.
Il 18 agosto partenza ore 8.00 da Matera (P.zza Matteotti ) per Isola di Capo Rizzuto , con arrivo previsto alle ore 12.00 circa. Rientro a Matera partenza alle ore 20.00 da Isola Capo Rizzuto con arrivo alle ore 24.00 circa. 
Il 24 agosto partenza ore 9.00 da Matera (P.zza Matteotti ) per Calitri (con sosta a Tricarico Scalo) , con arrivo previsto alle ore 12.00 circa. Partenza alle ore 22.00 circa per il rientro a Matera.

Il costo per ciascun viaggio andata e ritorno è di 10 euro.

Per info e prenotazioni, rivolgersi a Ridola Viaggi, Via Domenico Ridola, 54 (MT) | 0835/314233 escursioni@ridolaviaggi.it www.ridolaviaggi.it
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Ufficio stampa/ Press Office
Fondazione Matera Basilicata 2019
Via La Vista,1
75100 Matera

Serafino Paternoster
Coordinatore/ Press Office Manager
Regione Basilicata / Fondazione Matera- Basilicata2019
Ph. +39 0835 331625 int.403 / +39 0835 284209 / +39 0971 666012 /+39 338 429 9742 

lunedì 20 novembre 2017

HUMANLANDSCAPE: personale dell’artista Sante Muro a Matera


Quest’inverno torna la collaborazione tra In Arte Exhibit e Matera 2019. 
Humanlandscape è il titolo della mostra personale di Sante Muro, in programma dal 6 gennaio al 3 febbraio 2018 presso la Galleria Sasso 2 Art Center di Rino Cavalluzzo a cura dell’associazione In Arte Exhibit e con il patrocinio del Comune di Matera. Il vernissage è previsto per il 6 gennaio alle ore 17:00, saranno presenti l’artista Sante Muro, il direttore della rivista In Arte Multiversi Angelo Telesca, il giornalista e critico d’arte Carlo Maria Nardiello.

Sante Muro, artista lucano classe 1978, nella sua decennale esperienza artistica si muove sul doppio binario creativo del ritratto e del paesaggio urbano: da qui il nome della manifestazione materana, che intende condensare efficacemente in 20 opere anni di osservazione e di studio divisi tra le due espressioni realizzative. Questo doppio filone consente all’artista di indagare e raccogliere storie, emozioni, esperienze e sentimenti radunati insieme sulle tele al termine di viaggi e incontri, che trovano felice espressione in un procedimento pittorico maturo e studiato. I tagli incisivi, i segni pastellati, le crete sfumate e la forza della spatola sono i tratti peculiari delle tele di Sante Muro, impreziosite dal vivido incontro di colori in movimento che garantiscono un senso di realtà e di totale immersione nei volti e nei paesaggi.

Humanlandscape è un viaggio dentro i viaggi vissuti, raccontati o sognati da Sante Muro: fra gli altri in esposizione sono il mercato della frutta di Muna, la via del cotone di Fès, il profilo di Santorini. Ma Humanlandscape è anche una galleria di ricordi condivisi, grazie alla presenza di ritratti di icone di un passato ancora presente, come confermato dalla fama indiscussa di artisti come Amy Winehouse, Frida Kahlo, David Bowie, solo per fare alcuni esempi.

A Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, l’anno nuovo si apre con una mostra dal sapore esplorativo e conoscitivo, in uno spazio laboratoriale di ricerca e sperimentazione come la Galleria Sasso Art 2 Center di Rino Cavalluzzo. La galleria d’arte è una porta aperta sulla città per i curiosi, gli estimatori, i collezionisti privati e i molti appassionati che popolano i Sassi, insieme ai tanti turisti che, in coincidenza con la festività dell’Epifania, potranno ulteriormente arricchire il proprio viaggio alla scoperta di luoghi unici e irripetibili.

Humanlandscape - Mostra personale di Sante Muro
Matera - Galleria Sasso 2 Art Center, via Rosario 45-46
6 gennaio - 3 febbraio

Vernissage 6 gennaio ore 17:00

Curato e organizzato da In Arte Exhibit

lunedì 13 marzo 2017

Cristina Messora. Le distanze tra i filari

Mostra d'arte di Cristina Messora
Le distanze tra i filari
18 marzo - 29 aprile
Vernissage 18 marzo 17,30

a cura di Andrea Carnivali

Castelfidoardo (AN)
Casa Vinicola Garofoli
Per info: wineshop@garofolivini.it


martedì 28 febbraio 2017

Arte e amore:un viaggio infinito

A Milano presso la 809 Art Gallery si celebra l’amore universale nella collettiva “Arte e amore:un viaggio infinito”

Nel mese dedicato agli innamorati è stata inaugurata venerdì 24 febbraio presso la 809 Art Gallery di Milano una mostra intensa nella quale artisti contemporanei si confrontano su quello che da sempre è un tema centrale in ogni forma d’arte: l’amore, con le sue mille sfaccettature, più forte di qualunque ragionamento; senza condizionamenti e categorie precostituite. In mostra le opere di dieci artisti provenienti da tutta Italia, che hanno dato libero sfogo alla propria creatività, dando vita ad un’esposizione particolarmente variegata. Un percorso fatto di colori, forme ed emozioni diverse nel quale riflettere sulle infinite sensazioni derivanti da tale sentimento, a partire dalle opere di Paola Bartolacci, artista poliedrica e dedita alla sperimentazione, che nelle sue opere si concentra su quello che è da sempre il simbolo per eccellenza dell’amore: un cuore, quasi vivo, da custodire come un tesoro dentro una teca; un cuore che va ad unirsi al mondo animale dal quale l’essere umano dovrebbe imparare tanto.
Amore come passione che si esplica in un bacio sfrenato nell’opera “Amore e psiche” di Helèna Buscemi e al tempo stesso in un riferimento al conflitto sempre presente tra cuore e ragione o nell’esaltazione dell’eros come energia, come incontro di anime, ben descritto da Paolo Signore. Amore come emozione, condivisione di un momento di felicità nelle pitto-sculture di Paolo Graziani e Paola Tramontin, messe qui a confronto per la loro similarità a livello visivo ed emotivo, sebbene si tratti di tecniche completamente diverse. Amore come serenità, reciproco abbandono, spensieratezza, nelle vivaci opere di Sara Stradi, o altre volte come mancanza e ricordo nell’opera di Katia Minervini. Amore che non muore mai, che sopravvive al passare del tempo e alle difficoltà, trasformandosi in forza ed unione reciproca nelle opere di Menna, o rimanendo ben impresso nella mente, come un dolce flashback al quale ricorrere in determinati momenti come nell’opera di Andreea Dorneanu. Interessante infine l’approccio di Daniela Damiano (Asdhe), artista e scrittrice che indaga l’amore da un punto di vista quasi scientifico, soffermandosi sulla fase dell’innamoramento e immaginando gli impulsi nervosi sotto forma di colori differenti. La collettiva, curata da Francesca Callipari sarà visitabile fino al 4 Marzo presso la 809art Gallery, Via Bergamo 1 Milano.


giovedì 9 giugno 2016

Luigi Marruzzella. “Oltre”: in mostra le opere di Luigi Marruzzella



Comunicato stampa

ORTA di ATELLA – Il Centro Studi Massimo Stazione in collaborazione con l’associazione “In Arte Exhibit” di Potenza e il comune di Orta di Atella organizzano una mostra commemorativa delle opere dell’atellano Luigi Marruzzella. L’evento si terrà presso i locali del Centro Studi Massimo Stazione dal 26 Giugno al 5 Luglio 2016, e si propone come occasione di promozione e ricordo dell’artista attraverso l’esposizione di una selezione della sua antologia. La mostra dal titolo “Oltre” s’inserisce nel vario percorso che l’associazione In Arte Exhibit di Angelo Telesca ha messo in cantiere per il 2016. Il nome emblematico “Oltre” si prefigge di stimolare la curiosità tanto del visitatore profano quanto dell’addetto ai lavori”. Oltre i confini del tangibile, oltre l’apparenza di ciò che si vede, oltre il pregiudizio; oltre, dunque, lo sguardo di superficie che un artista come il Marruzzella ha saputo oltrepassare, giungendo ad una visione pura delle realtà vissute nel corso della sua carriera.

Luigi Marruzzella nasce l’11 Gennaio 1931 nella neo-ricostituita città di Atella. Comincia a dipingere in giovanissima età, mostrando da subito la sua predisposizione al racconto visivo della sua realtà. La produzione artistica del Maestro rielabora perfettamente gli spunti e le esperienze di vita vissuta: affianca soggetti agresti a paesaggi e scorci, senza tralasciare stilemi che riportano alla tradizione antichissima del territorio – si vedano i ruderi che fanno da sfondo a molta della sua produzione. Nel corso della sua esistenza molti sono i fattori che concorrono al suo sviluppo artistico, l’archeologia in primis. A partire dagli anni ’70 – il decennio più florido ed importante - il bagaglio della tradizione italiana, segnatamente napoletana, del rinascimento e del barocco si mescola con la sua modulazione estrosa portando ad esiti molto vicini all’espressionismo moderno. Artista poliedrico, non trascura tematiche sociali e politiche senza filtri, se non quello della sua personale visione della realtà.

Le finalità della manifestazione, oltre a quelle commemorative, si espletano nella volontà promozionale dell’arte nel suo contesto territoriale in modo tale da coinvolgere e appassionare. Tali obiettivi sono oltretutto strumentali per la realizzazione di esternalità positive su tutto l’indotto culturale tanto del circondario atellano, quanto di quello potentino, per effetto della collaborazione con l’associazione In Arte, centro propulsivo di conoscenza del patrimonio del capoluogo lucano. Le presenti opportunità di promozione e valorizzazione è necessario siano colte, affinché la cultura del nostro territorio possa attirare l’attenzione e acquisire la visibilità che merita.

Ufficio stampa “In Arte Multiversi”
Largo Pisacane 15, 85100 Potenza
Infoline: - 330 798058 - 392 4263201

martedì 24 maggio 2016

A Venosa nasce Borgo d’Autore, festival del libro tra le vie del centro storico

Il 28 e 29 maggio 60 appuntamenti e oltre 80 protagonisti tra letteratura, editoria e cultura

Nasce a Venosa (Potenza) il festival Borgo d’Autore, una manifestazione dedicata ai libri e alla lettura che per due giorni, il 28 e 29 maggio 2016, coinvolgerà le piazze e le vie del centro storico. Una prima edizione già ricca di contenuti e di ospiti, che prevede un programma di 60 appuntamenti, suddivisi nelle 16 sezioni in cui è articolato il festival. 34 saranno le presentazioni di libri e 39 gli autori provenienti da tutta Italia che interverranno, tra scrittori affermati ed esordienti, oltre ai numerosi artisti che offriranno momenti di intrattenimento. Grande spazio sarà riservato anche ai giovani lettori, con i ben 21 appuntamenti del programma per ragazzi, grazie anche al coinvolgimento di 7 scuole. Saranno 17 i luoghi del centro storico che ospiteranno gli eventi in cartellone, tra essi i Portici di Piazza Umberto I, la Fontana Angioina, Largo San Filippo Neri, Piazza Orazio, i piazzali antistanti la Chiesa di San Filippo Neri, la Chiesa di San Martino, la Chiesa di San Biagio, l’ex Convento di Santa Maria della Scala. 
Borgo d’Autore è un’iniziativa dell’associazione culturale «Il Circo dell’Arte» e nasce dalla volontà di portare il mondo del libro fuori dai contesti tradizionali, per recuperare l’idea della piazza come «agorà», luogo di incontro, di parole e di festa. Una due giorni di presentazioni di libri, incontri, reading, letture animate, piccoli spettacoli e concerti, per conversare con gli autori, conoscere gli editori e i librai invitati, passeggiare tra le vie del centro storico circondati da pagine e pagine che racchiudono mondi diversi. Uno spazio nel quale condividere la passione per i libri e la letteratura, ma anche lo strumento con il quale avvicinare il pubblico alla lettura e trasmettergli l’amore per la cultura letteraria. Il festival sarà l’occasione per le persone di regalarsi del tempo e ritrovarlo nei luoghi, negli spazi, negli angoli più impensabili di una città che mescola la storia e l’arte, ma anche per riappropriarsi del senso di appartenenza al territorio, attraverso il recupero di forme di socialità di alto livello qualitativo. La dimensione raccolta di Venosa – che con questa manifestazione vuole rivendicare un ruolo culturale importante nello scenario lucano, anche in vista di Matera 2019 – potrà avvicinare i lettori agli autori, i quali saranno chiamati a riflettere da giornalisti e intellettuali sui temi del nostro tempo, così da trasformare l’esperienza della lettura da individuale a collettiva. 
Le tipologie di libri e le tematiche trattate saranno varie, per cercare di interessare tutte le fasce di pubblico, non mancando di dare visibilità anche a piccole realtà editoriali. Tra gli autori ospiti il festival avrà nomi di primo piano come Emanuele Tonon, giovane scrittore tra i più originali sulla scena nazionale, Emilio Targia, caporedattore di Radio Radicale, Gianni Mattencini, presidente della Corte di Assise del Tribunale di Bari, Pino Aprile, giornalista e autore di numerosi libri di successo sulla storia del Sud Italia, Raffaele Nigro, uno dei più importanti scrittori lucani contemporanei. La sezione pensata per i ragazzi e le famiglie includerà letture animate, laboratori di scrittura creativa e giornalistica, attività ludiche con i libri. 
Borgo d’Autore è inserito tra le iniziative del Maggio dei Libri 2016, campagna nazionale di promozione della lettura istituita dal Centro per il Libro e la Lettura del Mibact, e usufruisce del patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Venosa. Il programma completo della manifestazione è disponibile sul sito www.borgodautore.com.

sabato 2 aprile 2016

21st Century: Design after Design

di Rosanna D’Erario



L’Esposizione Internazionale della Triennale torna a Milano dopo vent’anni.
La manifestazione, nata a Monza nel 1923 e trasferita a Milano nel 1933, ha come obiettivo l’interazione tra il mondo dell’industria e quello delle arti applicate: un punto di confronto sulle innovazioni e sulle varie correnti.
Dal 2 aprile al 12 settembre Milano ospiterà festival, convegni, mostre, talk in numerose location cittadine. Design after design, questo il tema che farà da collante alle varie manifestazioni e sarà coniugato in diverse interpretazioni.
Claudio De Albertis, presidente della Triennale spiega: “Design After Design vuol dire capire a che punto sia la creatività progettuale e after sta proprio nel segno di dopo e contro. Contro perché, probabilmente, c’è da chiedersi se queste nuove capacità espressive e progettuali trovino degli ostacoli nei vecchi modi di esprimere o di concretizzare un concetto. Poi, siccome siamo consapevoli che la creatività concettuale è quella che ha fatto storicamente uscire il mondo dalle crisi, forse capire dove si va a parare può essere di buon auspicio per cercare di superare questo difficile momento”.
Tante saranno le sedi che accoglieranno gli eventi, oltre alla Triennale, Fabbrica del Vapore, Hangar Bicocca, MUDEC, Museo Diocesano, Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci, Palazzo della Permanente, Politecnico di Milano (Campus Leonardo e Bovisa), IULM e laVilla Reale di Monza, inoltre per l’occasione verranno riaperti due padiglioni nell’area Expo, l’Auditorium e il Future Food District.
Non ci resta che farci travolgere dalla creatività.

mercoledì 2 marzo 2016

Il MIBACT festeggia le donne

di Rosanna D’Erario


“Da quest’anno, i musei statali saranno gratuiti per le donne ogni 8 marzo”, queste le parole del ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini per la Giornata Internazionale della Donna.
L’iniziativa permetterà a tutte le donne di accedere gratuitamente a musei, aree archeologiche e monumenti statali. Un’occasione per dedicare manifestazioni, eventi e visite guidate ad hoc dedicati alle donne.
Tantissime le iniziative che sarà possibile consultare attraverso il sito www.beniculturali.it.
Un’iniziativa per omaggiare le donne attraverso l’arte e la cultura.


giovedì 25 febbraio 2016

Il grande successo di Francesco Hayez, il narratore di una nuova Italia

di Rosanna D’Erario


Si è appena conclusa a Milano l’esposizione che ha visto protagonista la versatilità e l’eclettismo di un artista che ha saputo fare suoi vari generi: Francesco Hayez.
La mostra è stata un grandissimo successo con 120 opere che hanno rievocato la vita e l’arte del pittore veneziano che in soli tre mesi ha conquistato il capoluogo lombardo con oltre 180mila visitatori. 
Nella Milano pre-unitaria si creò una grande unità culturale, un intreccio di musica, arte e letteratura con tre grandi artisti, Verdi, Hayez e Manzoni. Ed è proprio Milano che ha celebrato Hayez, il maggiore interprete in pittura del Romanticismo, il cantore della bellezza e dell’amore, interprete di valori risorgimentali. 
Grazie a prestiti eccezionali, ai dipinti noti si sono affiancati opere non più esposte dall’Ottocento come le tre espressioni del celeberrimo Il Bacio, quella del 1859 conservata nella pinacoteca di Brera, quella di proprietà di un collezionista e, infine, quella del 1861 che presenta dettagli differenti rispetto alle altre due. La potenza espressiva dei tre dipinti è data dalla vicinanza del patriota prima di partire per la guerra e la sua amata, l’unione tra i due attesta un attimo d’amore, di naturalezza e di sentimento. Una naturalezza affidata ad un’alta qualità pittorica in un’enigmatica ricostruzione ambientale sospesa tra presente e passato.I tre dipinti sono stati tra i più apprezzati e fotografati dagli spettatori. 
Il percorso espositivo ha raccontato un'Italia che stava cambiando e che ha visto in Hayez il suo grande narratore. Quasi un secolo di opere racchiuse in una splendida cornice, le Gallerie d’Italia di Piazza della Scala. Dei capolavori in un capolavoro, insomma, a decretare il grandissimo successo dell’esposizione.

giovedì 28 gennaio 2016

Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia

di Rosanna D’Erario


Al Palazzo della Ragione di Milano, fino al 7 febbraio 2016 possiamo ammirare, attraverso celebri scatti, uno spaccato del nostro paese dagli anni Trenta ad oggi. Possiamo cogliere un’Italia in un intreccio di sguardi, sguardi positivi che ritraggono paesaggi straordinari ma anche sguardi negativi che ritraggono scempi architettonici e disagi esistenziali. 
La mostra, curata da Giovanna Calvenzi, raccoglie oltre 200 immagini di fotografi internazionali da List a Salgado, da Newton a McCurry da William Kein a Robert Capa, in sette aree tematiche all’interno delle quali si sviluppa una storia indiretta della fotografia e dell’evoluzione dei suoi linguaggi in un arco temporale di circa 80 anni. Ci introduce in questo articolato itinerario fotografico Henri Cartier-Bresson, unanimamente considerato il maestro dei maestri.
Affascinati dal suo paesaggio, dalla sua gente, dalla sua storia, gli artisti in mostra ci rivelano, a noi che lo abitiamo, lo stupore che il nostro Paese suscita all'estero, in culture e sensibilità diverse dalla nostra, costringendoci a riflettere sul valore del nostro patrimonio naturale, artistico, storico e sociale”, ha affermato l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno. 
Una mostra imperdibile, un viaggio tutto italiano.

venerdì 13 novembre 2015

La Grande Madre

di Rosanna D’Erario


Ancora pochi giorni, fino al 15 novembre 2015, per visitare La Grande Madre, una mostra promossa dal Comune di Milano Cultura e ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi insieme a Palazzo Reale per Expo in città 2015.
Si pensa di aver detto tutto sul mondo femminile e invece c’è ancora tanto da scoprire. Questa mostra, attraverso circa 400 opere di oltre 130 artisti internazionali, analizza l’iconografia e la rappresentazione della condizione femminile e della maternità nell’arte, accostando opere contemporanee e capolavori del passato. Il percorso inoltre è arricchito da installazioni, video e cicli fotografici di assoluto pregio. La Grande Madre, a cura di Massimiliano Gioni, sembra una vera e propria gestazione che porta lo spettatore ad una rinascita, ripercorrendo un secolo di scontri e lotte tra emancipazione e tradizione, raccontando le trasformazioni della sessualità, dei generi e della percezione del corpo e dei suoi desideri, dalle avanguardie storiche ad oggi.
Ogni sala è una sorpresa, un’esplosione di commozione come la toccante installazione di Nari Ward Amazing Grace (Grazia Meravigliosa) che parla di infanzia perduta e immagina la città come una grande madre, l’opera è composta da 280 passeggini dismessi disposti in forma di scafo . Accompagna l’allestimento la voce della cantante gospel e attivista per i diritti civili Mahalia Jackson che intona Amazing Grace
È una mostra toccante, che scuote. E’ un invito a riflettere sulle zone d’ombra dell’essere madre e donna.

sabato 31 ottobre 2015

Giotto. L’Italia


di Rosanna D'Erario

Palazzo Reale apre le porte a Giotto, l’artista viaggiatore richiesto in tutta Italia, il protagonista assoluto del Medioevo italiano, colui il quale svolse nel processo di rinnovamento della pittura italiana un ruolo di eccezionale rilievo, parallelo a quello di Dante in poesia. Primato attestato dal riconoscimento che gli venne tributato dai contemporanei, come Cennino Cennini alla fine del Trecento – «rimutò l'arte del dipingere di greco in latino e ridusse al moderno» – alludendo al superamento degli schemi bizantini verso una nuova visione dei volumi e dello spazio che anticiperà i valori dell’Umanesimo.
Dallo scorso 2 settembre e fino al 10 gennaio 2016 è possibile quindi ammirare a Milano grandi capolavori di Giotto, un corpus di 13 opere prevalentemente su tavola.
Importanti prestiti da musei italiani ed internazionali, come il Polittico Baroncelli concesso per l’occasione dalla chiesa di Santa Croce di Firenze e per la prima volta ricongiunto temporaneamente con la sua cuspide rappresentante il Padre Eterno conservata nel museo di San Diego in California, polittico rimasto in situ per quasi sette secoli. Colpisce la squillante gamma di colori, giocata su simmetrie cromatiche e rimandi di toni accesi. Da notare la dettagliata riproduzione di strumenti che ci riporta all’amore di Giotto per la realtà.
Una mostra emozionante con capolavori per la prima volta riuniti sotto la stessa sede espositiva, un omaggio all’artista che ha condotto l’arte italiana sul cammino del Rinascimento.


venerdì 23 ottobre 2015

Tesori d’Italia: una celebrazione della biodiversità culturale italiana


di Rosanna D’Erario

Il padiglione Eataly dell’Expo ospita la mostra intitolata Tesori d’Italia, una celebrazione delle meraviglie artistiche del nostro Paese. Capolavori che vanno dal Piemonte alla Sicilia ponendo lo spettatore di fronte ad un interessante confronto stilistico.
È possibile ammirare una sorta di mosaico italiano che va dal Trecento ad oggi, in cui prevale la grande varietà artistica che contraddistingue l’Italia; 350 opere che dimostrano che esiste una biodiversità culturale italiana, come spiega il curatore Vittorio Sgarbi.
Nella sezione dedicata alla Basilicata vi sono opere che mostrano una parte artistica spesso ignorata, dalla straordinaria scultura di Sant’Eufemia di Irsina attribuita ad Andrea Mantegna, alla suggestiva Contadina di Michele Tedesco, dalla Natura morta in posa con frutta, verdura, fiori e colomba in volo del maestro di Palazzo San Gervasio alla statua lignea di San Giovanni Battista di Miglionico, dalla Madonna con il bambino in trono opera in legno scolpito del XVI secolo che si trova a Marsico Nuovo a due opere contemporanee, dipinti ad olio, cioè Ferro vecchio, capannone e Capannone dell’artista materano Mimmo Centonze.
Un’occasione unica per mostrare e promuovere il nostro inestimabile patrimonio, un confronto artistico anche per lo spettatore meno esperto.

sabato 18 luglio 2015

Leonardo da Vinci: un genio universale per un’esposizione universale


di Rosanna D’Erario

Il Palazzo Reale di Milano, ospita ancora per poche ore un mostra monografica unica, la più importante mai realizzata in Italia su Leonardo da Vinci (1452-1519), talento assoluto del Rinascimento. Un’occasione unica per ammirare la sua poliedricità caratterizzata da due aspetti: l’estro e la mente razionale. Dodici sezioni in cui si può cogliere tutto ciò che è stato Leonardo: pittore, scultore, ingegnere, anatomista, musicista, inventore.
Accanto ad opere di importanza capitale come il San Gerolamo dei Musei Vaticani, il Ritratto di Musico della Pinacoteca Ambrosiana, la Scapigliata della Galleria Nazionale di Parma e la Madonna Dreyfuss della National Gallery di Washington, anche importanti opere di confronto, tra cui spiccano i nomi di Sandro Botticelli, Donato Bramante, Antonello da Messina, Filippo Lippi, Ghirlandaio, Paolo Uccello ed ovviamente del suo maestro, Verrocchio.
Dunque, attraverso un percorso non cronologico, ma di rapporti e confronti trasversali con altri artisti, ci si muove tra gli schizzi, i dettagliati disegni, gli appunti in cui si rimane stregati dalla sua scrittura speculare, le macchine, le sculture, i dipinti, le continue sperimentazioni. Opere scelte in perfetta armonia per farci cogliere con estrema sintesi l’arte ineguagliabile di Leonardo, come una sorta di poesia che non si ascolta, ma si vede. Una celebrazione di Leonardo e della fama di mito che lo circonda, un fascino senza tempo, perché Leonardo non smetterà mai di stupire ed ammaliare.

mercoledì 24 giugno 2015

L’arte lombarda alla corte di Milano

di Rosanna D’Erario

Il titolo dell’esposizione in corso a Milano Arte Lombarda: dai Visconti agli Sforza riprende ed omaggia la celebre mostra del 1958 tenutasi sempre a Palazzo Reale e curata da Gian Alberto Dell’Acqua e da Roberto Longhi. Quell’evento fu cruciale per la conoscenza del patrimonio artistico lombardo che oggi, a distanza di mezzo secolo, possiamo definire universalmente riconosciuto.
La mostra offre agli spettatori un ricco percorso attraverso i secoli dell’“età dell’oro” che vede protagonista Milano e la Lombardia dall’inizio del Trecento, quando Azzone Visconti prende il potere, alla fine dell’autonomia del ducato sforzesco. Attraverso cinque tappe, suddivise in ordine cronologico dal 1277 al 1499, lo spettatore è immerso nella vita di corte e affascinato dalla ricca produzione artistica: pittura, scultura, miniatura, oreficeria, vetrate.
La mostra inizia con l’arte viscontea, con opere che vanno dal 1277 al 1385.
Nella seconda sezione (1385-1402), invece, possiamo ammirare le raffinate committenze della corte di Gian Galeazzo Visconti e l’avvio della fabbrica del Duomo. È in questo periodo che Milano diventa il centro di formazione di artisti lombardi ed europei con le opere di due artisti fondamentali per il Gotico Internazionale: Giovannino De Grassi, artista prediletto da Gian Galeazzo, grandissimo miniatore, pittore ed architetto, e Michelino da Besozzo, miniatore e pittore, definito da un consigliere di corte, «pictor excellentissimus inter omnes pictores mund» (pittore eccelso tra tutti i pittori del mondo). Di quest’ultimo, nella terza sezione dedicata a Filippo Maria Visconti, troviamo la Madonna del Roseto (attribuzione spesso alternata con Stefano da Verona), tra le opere più significative del Gotico Internazionale in Italia, dove all’interno di un giardino fiorito siedono la Vergine col Bambino e, più avanti, Santa Caterina d’Alessandria; tutto attorno gli angeli, i cui movimenti si fondono con un suggestivo fondo oro.
Con il passaggio agli Sforza, Milano mantiene una certa importanza rimanendo punto di incontro per gli artisti provenienti dall’Europa; della sezione successiva, infatti, fanno parte le opere appartenenti al periodo di Francesco Sforza.
L’ultima sezione, che vede protagonista la corte di Ludovico il Moro e il nuovo corso dell’arte lombarda, si conclude con l’Arcangelo Gabriele e la Vergine annunciata di Vincenzo Foppa, una toccante opera che appartiene al periodo tardo dell’artista, dove si evince una chiara riflessione sulle opere di Leonardo.
Amori, congiure, intrighi accompagnano gli splendidi capolavori che hanno caratterizzato il momento più alto dell’arte lombarda, un vero e proprio scrigno di eccellenze.

sabato 9 maggio 2015

Siti Reali Borbonici in Campania: la storia dimenticata

di Federica Amalfitano

«Siano perdonati coloro che a Napoli escono di senno»: così Goethe nel 1787 riassume la sua ammirazione al cospetto delle bellezze del territorio partenopeo. La celeberrima frase mi torna in mente passeggiando per le strade della città di Napoli in una calda mattinata del tradizionale Maggio dei Monumenti.
Anche quest’anno la città propone le più disparate manifestazioni, dai percorsi di visita, agli eventi musicali, alle mostre d’arte, da Modigliani a Milo Manara, dal Festival del Barocco al Wine & City, per chi proprio non sa rinunciare ai sapori nostrani.
L’incantevole cornice di Castel dell’Ovo ospita fino al 17 maggio 2015 la mostra 22 Double Two - Siti Reali Borbonici in Campania: la storia dimenticata, esposizione fotografica organizzata dalla “Orange Revolution” con l’obbiettivo di richiamare alla memoria i numerosi palazzi sorti durante l’età dell’oro borbonica.
La fotografa Antonella Maiorano ci propone immagini note e meno note, come la Reggia di Caserta e quella di Portici, il Palazzo Reale di Venafro e la Real Tenuta degli Astroni, la Reggia di Quisisana a Castellamare e il sito reale di San Leucio, ricordato soprattutto per le manifatture tessili.
Le abilità ingegneristiche della Napoli borbonica sono rese ben evidenti da alcuni scatti, come l’Acquedotto carolino e le residenze di caccia di Palazzo D’Avalos e Palazzo Reale nelle rispettive isole di Procida ed Ischia.
A concludere il percorso alcune foto della Real Casina del Fusaro, il padiglione di caccia e pesca realizzato nel 1782 su disegno di Carlo Vanvitelli, dalla pianta centrale che con il motivo decorativo a conchiglie ben si inserisce nello specchio d’acqua.
Non resta altro che partire, dirigersi a Napoli e godersi quel panorama che lasciò senza fiato l’illustre letterato tedesco.

giovedì 30 aprile 2015

Milano, mostra al mondo la tua bellezza!

di Rosanna D’Erario

Ci siamo, mancano poche ore ormai all’avvio dell’Expo. Per sei mesi, dal 1 maggio al 31 ottobre 2015, la città di Milano sarà vestita a festa, pronta ad accogliere eventi mondani ed iniziative culturali.
Forse finalmente la città avrà anche l’occasione di mostrare al mondo la sua vera bellezza, una bellezza ed un fascino che spesso sfuggono. Da sempre, infatti, Milano è considerata la grande metropoli italiana nota per la finanza e il design, ma pochi sanno che in realtà è un’antica città di fondazione celtica e che ha tanti volti, molti dei quali sconosciuti. Dunque non solo il Duomo, il Castello Sforzesco, la Scala e i Navigli, non solo il classico giro turistico.
Oltre alle straordinarie mostre realizzate in occasione dell’Expo, che vedranno protagonisti Leonardo e Giotto, Milano sarà lì a mostrare la sua anima. Dalle splendide architetture in stile Liberty, alle reminiscenze risorgimentali di Piazza Cinque Giornate, da piccole oasi di verde come i Giardini della Guastalla alle innumerevoli chiese, dalle antiche abbazie alle colonne di San Lorenzo, ai resti del teatro romano del I secolo.
E ancora tanta arte, tanti capolavori custoditi, dal celeberrimo Cenacolo di Leonardo da Vinci alla Pietà Rondanini di Michelangelo, dal Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo allo Sposalizio della Vergine di Raffaello, dalla Canestra di frutta di Caravaggio al Cristo morto di Mantegna, senza tralasciare le l’importante raccolta di arte contemporanea del Museo del Novecento.
Forse con l’Expo Milano avrà la giusta attenzione artistica che merita, forse finalmente anche Milano potrà essere definita una città di arte, di storia e di cultura.
Milano è pronta, che l’Expo abbia inizio!

martedì 28 aprile 2015

Il coraggio di essere semplici: Henri Matisse

di Cristiana Elena Iannelli

Dallo scorso 5 marzo è visitabile negli spazi espositivi delle Scuderie del Quirinale la tanto attesa mostra Arabesque di Henri Matisse. L’esposizione vuole rendere omaggio ad un aspetto meraviglioso della creatività del maestro francese, il fascino di un mondo che ha condizionato per sempre i suoi gusti, la sua pittura, la sua vita, tanto da fargli affermare: «sono fatto di tutto ciò che ho visto».
Appena entrati, un profumo esotico invade le sale insieme alla magia cromatica dei toni dell’azzurro e del verde, colori decisamente ripresi dal mondo della decorazione orientale. Il Maestro del colore è sedotto nei suoi numerosi viaggi dal “nuovo” linguaggio artistico di quelle terre lontane, da una vera e propria “cosmogonia mistica” che si va diffondendo in quegli anni, una ventata esotica che caratterizza le Grandi Esposizioni Universali della seconda metà del XIX secolo, quando le influenze straniere arricchiscono i mezzi di espressione di Matisse, ma anche degli altri grandi, Picasso primo fra tutti. Matisse aveva compreso la forza primordiale che esprimevano quelle terre “incivili”.
Dagli intensi colori delle ceramiche mediterranee, si passa al fascino per il primitivo diffuso in quegli anni, alla stilizzazione e al forte linearismo delle arti estremo-orientali, ma senza lasciarsi mai sopraffare da quei motivi intarsiati e seguendo scrupolosamente l’orchestrazione del dipinto, come dirà egli stesso. Le sue celebri odalische e quei minuziosissimi tessuti arabescati di cui si circonda nel suo atelier seguono un andamento sinuoso, in un gioco di linee seducenti che esplodono nel colore.
Il colore è stato da sempre la forza motrice della poetica matissiana, quel colore che esiste in se stesso e in ragione del suo potere espressivo, e nella sua produzione è proprio a partire da quell’istino Fauve del colore che la semplificazione delle forme ha avuto un peso rilevante. E ancora, Matisse semplifica posizionando gli ornamenti sullo stesso piano, riducendo interno ed esterno sulla stessa dimensione pittorica, come in Interno con fonografo del 1934 o Interieur à Etretat del 1920. Matisse punta sul colore, il colore del piacere, quello dell’armonia e della rima, come assonanze musicali e poetiche tese in un perfetto rapporto cromatico nel quale il tratto disegna non soltanto un lineamento e, perdendo questa priorità, diviene decorazione.
L’eco della sua poetica lo si ritrova nella realizzazione dei costumi in occasione dello Chant du Rossignol di Stravinskij del 1920; gli abiti da scena disegnati esclusivamente dall’artista per il balletto coreografato da Léonide Massine, rappresenta una fusione armonica di balletto e insieme di poesia e pittura.
Quella di Matisse per l’arte è una vera e propria dedizione, nella quale egli si riscopre con lentezza, assaporando e meditando in contatto con la natura. Un lavoro assiduo e costante, alla ricerca di nuovi segni da introdurre nel linguaggio dell’arte, per poi tornare a quell’essenzialità gestuale che chiude il percorso espositivo.
È la bellezza a trionfare nell’arte del maestro, la massima semplicità che in lui coincide con la massima pienezza, è l’equilibrio nel colore, è lì che si nasconde la chiave dell’unicità di un grande artista come lui.

domenica 15 marzo 2015

Tornano le Giornate Fai di Primavera: ricordiamoci di salvare l’Italia

di Rosanna D’Erario

Sabato 21 e domenica 22 marzo 2015, tornano le Giornate FAI (fondo ambiente italiano) di primavera, ormai alla 23ª edizione. Porte aperte ai gioielli della storia dell’arte e della cultura italiana con oltre 780 visite straordinarie in 380 località. Grazie all’impegno di oltre 7000 volontari, delle delegazioni FAI e di 25mila studenti apprendisti cicerone delle scuole medie e delle superiori sarà possibile scoprire e conoscere i luoghi di un’Italia spesso nascosta.
«È una straordinaria opera di sensibilizzazione quella che si fa in queste Giornate – ha sottolineato Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo – che unisce l’Italia in un percorso di conoscenza e anche di presa di coscienza del nostro patrimonio. E questo è fondamentale perché, e qui rubo una frase usata dal Fai, per amarlo bisogna conoscerlo».
Da Milano a Roma, da Napoli a Palermo, tutte le principali città italiane parteciperanno a questo grande “rito collettivo” dove gli appassionati di arte e non solo potranno ammirare beni del nostro patrimonio, molti solitamente chiusi al pubblico.
Apriranno 193 luoghi di culto, 25 tra parchi, giardini e boschi, 243 palazzi e ville, 15 borghi e quartieri, 65 piccoli musei, archivi e mostre, 4 mulini, 13 aree archeologiche, 18 anfiteatri e poi mostre, concerti: tanti luoghi accomunati da una straordinaria bellezza e da un unico slogan: “Ricordiamoci di salvare l’Italia.”
«La nostra è la maggiore manifestazione popolare, di base, dei beni culturali nel nostro Paese. In 23 edizioni abbiamo coinvolto 7.800.000 italiani. È il migliore modo per far vivere lo spirito dell’articolo 9 della Costituzione che altrimenti rimane un mero pezzo di carta», così commenta il presidente del Fai, Andrea Carandini.
Un grande ed imperdibile appuntamento con la cultura, con l’arte, con la natura, con la bellezza... quella del nostro meraviglioso patrimonio.
Per conoscere l’elenco dei siti, gli orari e le regole per le prenotazioni bisogna consultare il sito www.giornatefai.it o telefonare al numero 06-66193495.

sabato 7 marzo 2015

L'uomo nella natura. Van Gogh a Milano

di Rosanna D’Erario

È stata prorogata fino al 15 marzo 2015 la mostra milanese di Vincent Van Gogh, artista molto amato dal pubblico, che vede nelle sue opere la genuinità, l’essenza di chi faticava a dar voce alle proprie sensazioni più profonde.
È una mostra che vuole soffermarsi sul rapporto dell’artista con la natura: in un'epoca in cui la maggior parte degli artisti rivolge lo sguardo al paesaggio urbano, Van Gogh sposta la sua attenzione verso il paesaggio rurale e il mondo contadino. È una mostra, inoltre, significativa per tema e data: la natura, protagonista dell’Expo che inizierà a Milano il prossimo 1° maggio e l’anno 2015, in cui ricorre il 125° anniversario della morte dell’artista olandese, a soli 37 anni nell’oblio.
L’esposizione si sviluppa in sezioni tematiche. La prima sezione è dedicata alla Vita nei campi, esplorata da Van Gogh in ogni aspetto, ispirandosi a quel Millet che tanto amava. Tra le opere più rilevanti Dopo la tempesta, dove il cielo plumbeo incombe sul profilo oscuro di un pastore che riunisce il gregge. Figlio di un sacerdote, Van Gogh conosce bene le connotazioni bibliche di questo tema a lui molto caro. Ma al di là del simbolismo religioso, il tema vanta degli antecedenti artistici: la scuola dell’Aja, Jules Breton e Jean-François Millet.
La seconda sezione è dedicata ai ritratti moderni. Van Gogh è determinato a diventare un ritrattista e con il trasferimento ad Arles ha a disposizione diversi modelli volontari.
La sezione successiva, invece, è dedicata alle nature morte che l’artista olandese realizza per diversi motivi: per la mancanza di modelli e per sperimentare nel dettaglio gli oggetti e nuove possibilità stilistiche. I colori palpitanti di Natura morta con statuetta di gesso sono il segno del cambiamento che investe Van Gogh, che con il trasferimento a Parigi schiarisce i colori. In quest’opera infatti iniziamo a vedere i colori chiari che siamo soliti associargli, dai blu ai gialli, e i contrasti di colori complementari.
Nella quarta sezione ci imbattiamo in lettere di ammirazione per Millet e per il fratello Theo. Queste missive, custodi del suo animo, ci fanno avvicinare a Van Gogh in una maniera esclusiva, intima.
La mostra si conclude con la sezione Colori e vita. Attraverso i suoi viaggi e la sua maturità, la sua tavolozza si riempie di luce con la convinzione che i blu e i gialli della Provenza rappresentino vita ed energia. Uomini e alberi si intrecciano in totale armonia, la natura è ormai plasmata.
È una mostra che offre una lettura del tutto inedita dell’artista olandese, focalizzandosi sul fascino del mondo agreste. In questa prospettiva, inoltre, colpisce anche l'allestimento naturale di Kengo Kuma, architetto giapponese che con spazi di simil-juta si è voluto avvicinare il più possibile allo spirito e alla filosofia di Van Gogh.