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giovedì 28 gennaio 2016

Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia

di Rosanna D’Erario


Al Palazzo della Ragione di Milano, fino al 7 febbraio 2016 possiamo ammirare, attraverso celebri scatti, uno spaccato del nostro paese dagli anni Trenta ad oggi. Possiamo cogliere un’Italia in un intreccio di sguardi, sguardi positivi che ritraggono paesaggi straordinari ma anche sguardi negativi che ritraggono scempi architettonici e disagi esistenziali. 
La mostra, curata da Giovanna Calvenzi, raccoglie oltre 200 immagini di fotografi internazionali da List a Salgado, da Newton a McCurry da William Kein a Robert Capa, in sette aree tematiche all’interno delle quali si sviluppa una storia indiretta della fotografia e dell’evoluzione dei suoi linguaggi in un arco temporale di circa 80 anni. Ci introduce in questo articolato itinerario fotografico Henri Cartier-Bresson, unanimamente considerato il maestro dei maestri.
Affascinati dal suo paesaggio, dalla sua gente, dalla sua storia, gli artisti in mostra ci rivelano, a noi che lo abitiamo, lo stupore che il nostro Paese suscita all'estero, in culture e sensibilità diverse dalla nostra, costringendoci a riflettere sul valore del nostro patrimonio naturale, artistico, storico e sociale”, ha affermato l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno. 
Una mostra imperdibile, un viaggio tutto italiano.

venerdì 15 maggio 2015

Andrea Bernesco. Dehrai Ramro Chha

[Comunicato stampa] L’esperienza del viaggio alla scoperta della bellezza del creato, ma anche di noi stessi e degli altri popoli che si incontrano lungo il cammino. Il richiamo di una terra come il Nepal dove in una valle quasi sconosciuta ai confini col Tibet, il Nar Phu, vive un’etnia antichissima, quella del popolo Bon, è stato così forte da condurre il fotografo fiorentino Andrea Bernesco sulle sue tracce. Il risultato sono i 25 scatti di un reportage più intimista che geografico, che saranno esposti nella sua mostra personale dal titolo “Dehrai Ramro Chha”, che sarà aperta al pubblico nel Lu.C.C.A. Lounge&Underground dal 19 maggio al 14 giugno 2015, con ingresso libero.
L’amore per il viaggio, quello fatto a piedi e in solitaria, unito a quello per l’Asia è stato il connubio magico che ha portato Bernesco a percorrere i sentieri della montagna himalayana, ascoltando soltanto le voci della natura. “Ciò che ho fatto – commenta il fotografo fiorentino – è stato conoscere ed ascoltare un suono mai sentito così intensamente; quello della ‘bellezza’ che ad oggi, purtroppo, tradotta ed associata ad un principio distante dalla sua etimologia, ci ha allontanato dall’amore. Da tutto ciò, nasce il desiderio di lasciare un racconto visivo che non ha pretese e volontà di essere un compendio di antropologia, ma un semplice stimolo attraverso l’immagine, una forma descrittiva accessibile a chiunque, per interrogarsi ancora una volta, sulla nostra percezione della ‘bellezza’. Ad un sasso, un fiore, un volto, a tutto ciò che è creato… Dherai Ramro Chha”.
Una storia visiva realizzata nell’ottobre 2013 che sarà approfondita durante l’incontro con il fotografo, condotto dal direttore del Lu.C.C.A. Maurizio Vanni, domenica 31 maggio alle ore 17.30, e che si arricchisce con la mostra di altre 14 immagini dello stesso progetto allestite in contemporanea nel Leica Store di Firenze. Il catalogo, edito da Masso delle Fate, sarà presentato in anteprima il 13 maggio al Gallery Hotel Art di Firenze nell’evento “Leica Lounge” e poi di nuovo il 31 maggio al Lu.C.C.A.

Andrea Bernesco Lavore è nato nel 1978 a Firenze dove ha frequentato il Liceo artistico e poi la Facoltà di Architettura. Appassionato di antropologia, scrive, suona, compone, dipinge e racconta i suoi viaggi fotografando. Nonostante ami tutte le forme di espressione e comunicazione, è la fotografia che secondo lui sintetizza, assorbe e racconta in modo fruibile a chiunque ciò che accade nell’esistenza. Inizia ad esplorare fin da ragazzo le realtà sociali più discrete, più lente, luoghi che faticano a stare al passo con la “modernità” e la velocità del “contemporaneo”, cominciando dall’Italia con i suoi borghi più nascosti fino ai grandi continenti.
Fa l'imprenditore per “vivere” e viaggia molto: Europa, Africa, Sud America, Asia; col tempo acquisisce tanto materiale e inizia a decidere di volerlo raccontare agli altri. Nel 2009 nasce il connubio con il Caffè “Le Giubbe Rosse” di Firenze, dove espone diversi progetti: “Senza itinerario”, un racconto fotografico senza ordine, di luoghi e persone conosciuti sbagliando strada e “A piedi nudi”, un insieme di foto scattate camminando scalzo a persone scalze.
Nel 2012 un progetto condiviso con la poetessa Daria Capanna, “L’esigenza della poesia nella quarta dimensione”, una sequenza di fotografie minimali che raccontano l'interazione fra uomo e  oggetto, dove quest’ultimo tenta di esaltare la tridimensionalità estetica dell’immagine stando al centro della scena. Tutte le immagini prendono “reale forma” quando si leggono le poesie affiancate, e solo in quel momento, si materializza la quarta dimensione, un concetto indescrivibile con la effimera materia.
Nel 2013 parte per il Nepal col desiderio di incontrare il popolo Bon, un’etnia antichissima che risiede nel Nar Phu, un’area sconosciuta ai confini col Tibet. Da questa esperienza, nascono nel maggio 2015 il catalogo “Dehrai Ramro Chha”, pubblicato da Masso delle Fate, e le esposizioni al Lucca Center of Contemporary Art di Lucca e al Leica Store di Firenze.

Titolo: Andrea Bernesco. Dehrai Ramro Chha
Sede: Lu.C.C.A. Lounge&Underground
Periodo: 19 maggio - 14 giugno 2015
Incontro con il fotografo: domenica 31 maggio, ore 17.30
Orario: da martedì a domenica 10-19
Ingresso: libero

sabato 9 maggio 2015

Siti Reali Borbonici in Campania: la storia dimenticata

di Federica Amalfitano

«Siano perdonati coloro che a Napoli escono di senno»: così Goethe nel 1787 riassume la sua ammirazione al cospetto delle bellezze del territorio partenopeo. La celeberrima frase mi torna in mente passeggiando per le strade della città di Napoli in una calda mattinata del tradizionale Maggio dei Monumenti.
Anche quest’anno la città propone le più disparate manifestazioni, dai percorsi di visita, agli eventi musicali, alle mostre d’arte, da Modigliani a Milo Manara, dal Festival del Barocco al Wine & City, per chi proprio non sa rinunciare ai sapori nostrani.
L’incantevole cornice di Castel dell’Ovo ospita fino al 17 maggio 2015 la mostra 22 Double Two - Siti Reali Borbonici in Campania: la storia dimenticata, esposizione fotografica organizzata dalla “Orange Revolution” con l’obbiettivo di richiamare alla memoria i numerosi palazzi sorti durante l’età dell’oro borbonica.
La fotografa Antonella Maiorano ci propone immagini note e meno note, come la Reggia di Caserta e quella di Portici, il Palazzo Reale di Venafro e la Real Tenuta degli Astroni, la Reggia di Quisisana a Castellamare e il sito reale di San Leucio, ricordato soprattutto per le manifatture tessili.
Le abilità ingegneristiche della Napoli borbonica sono rese ben evidenti da alcuni scatti, come l’Acquedotto carolino e le residenze di caccia di Palazzo D’Avalos e Palazzo Reale nelle rispettive isole di Procida ed Ischia.
A concludere il percorso alcune foto della Real Casina del Fusaro, il padiglione di caccia e pesca realizzato nel 1782 su disegno di Carlo Vanvitelli, dalla pianta centrale che con il motivo decorativo a conchiglie ben si inserisce nello specchio d’acqua.
Non resta altro che partire, dirigersi a Napoli e godersi quel panorama che lasciò senza fiato l’illustre letterato tedesco.

giovedì 7 maggio 2015

Carlo Levi. La Storia che ci appartiene. La sua arte, il suo pensiero

[Comunicato stampa] Sarà inaugurato a Potenza, venerdì 8 maggio 2015 alle ore 18.00 nella Sala Conferenze della Biblioteca Nazionale, l’evento dal titolo “Carlo Levi. La Storia che ci appartiene. La sua arte, il suo pensiero”, una riflessione, una mostra fotografica ed un’esposizione di dipinti che intendono celebrare la figura dello scrittore e pittore Carlo Levi (Torino, 1902 - Roma 1975), in occasione del quarantesimo anniversario della sua scomparsa, dei 70 anni dall’uscita del romanzo “Cristo si è fermato ad Eboli” e degli 80 anni dal suo confino in Basilicata.
L’evento nasce dalla collaborazione tra la Biblioteca Nazionale di Potenza, lo Studio d’Arte Il Santo Graal di Potenza, il Parco Letterario “Carlo Levi” di Aliano, l’Associazione Culturale “Crassanum” di Grassano, e la curatela della giornalista Grazia Pastore. Tra gli Enti Promotori anche la Banca Monte Pruno. Lo Studio d’Arte Il Santo Graal è presente all’evento anche con un ritratto di Carlo Levi, olio su tela dell’artista Rocco Santacroce che omaggia così l’intellettuale Levi.
La manifestazione è inserita negli appuntamenti del “Maggio Potentino” – promossi dall’Assessorato alla Cultura, Comune di Potenza – ed ha i Patrocini dei Comuni di Potenza, Aliano e Grassano, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Direzione Generale Musei- Polo Museale regionale della Basilicata, de “I Parchi Letterari – Società Dante Alighieri” e della Fondazione “Carlo Levi” di Roma.
«L’iniziativa costituisce l’occasione per evidenziare, ancora una volta, un’antica relazione tra l’intellettuale piemontese e la Basilicata – dichiara il Direttore della Biblioteca Nazionale, Franco Sabia – che ha contribuito a rendere visibile questa regione e partecipe del dibattito meridionalistico, che da troppo tempo segna il passo, come se la ‘questione’ fosse stata definitivamente superata, nonostante conservi ancora tutta la sua attualità».
«Il nostro Istituto di Credito ha, da sempre, visto nella promozione culturale una delle leve più decisive per la crescita di un territorio – spiega il Direttore della Banca Monte Pruno, Michele Albanese – e l'appuntamento culturale su Carlo Levi è un'importante occasione per ricordare una figura di grande pregio storico. Dal nostro arrivo in città, Potenza ci ha colpito per la sua vitalità culturale, che significa avere interlocutori validi per tessere relazioni importanti e porre le basi dei processi di crescita e di sviluppo non solo culturale, ma anche socio-economico».
Al convegno seguirà, nella Sala Mostre, la rassegna fotografica “Genius loci... persistenze spazio temporali” a cura dell’Associazione Fotografica “Imago Lucus”, dedicata ai luoghi del confino, i paesaggi materani di Aliano e di Grassano.
Il percorso espositivo, inoltre, comprende 9 importanti opere di Carlo Levi – messe insieme sotto un unico titolo, “I dipinti di contenuto sociale” – che coprono un arco temporale che va dal 1953 al 1974, di proprietà della Fondazione "Carlo Levi" di Roma, date in comodato al Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna della Basilicata - Palazzo Lanfranchi, che le ha messe a disposizione per questo evento.
La mostra fotografica e l’esposizione dei dipinti di Carlo Levi sono visitabili nella Biblioteca Nazionale di Potenza fino al 10 giugno prossimo. 

Titolo: Carlo Levi. La Storia che ci appartiene. La sua arte, il suo pensiero | Convegno, Mostra Fotografica ed Esposizione di dipinti
Sede: Sala Mostre - Biblioteca Nazionale di Potenza
Periodo: 8 maggio - 10 giugno 2015
Inaugurazione: venerdì 8 maggio 2015 ore 18.00 c/o Sala Conferenze, Biblioteca Nazionale di Potenza

mercoledì 29 aprile 2015

Aqua Aura. Illusion-Inclusion

[Comunicato stampa] In occasione del Photofestival, annuale appuntamento milanese, Aqua Aura inaugura la mostra Illusion-Inclusion alla Costantini Art Gallery.
Partendo dall’assioma che la fotografia è un elemento metafisico, in quanto capace di ricostruire un’altra realtà rispetto a quella oggettiva, il lavoro di Aqua Aura esaspera il limite della fotografia. Si ottiene così uno spazio pluridimensionale, dove l’opera viene costruita attraverso vari strumenti e immagini di diverso tipo, rielaborando in chiave 3.0 le tecniche della fotografia composita, procedimento già in auge nell‘800 con le ricerche di Henry Peach Robinson (1830 - 1901) e di Oscar Gustave Rejlander (1813 - 1875) che, grazie all’assemblaggio di vari negativi realizzavano fotografie irreali.
In quest’ultimo progetto dell’artista milanese, il reale e il virtuale si fondono in un’unica visione, dove – ovviamente – il confine tra l’uno e l’altro è dettato solo dall’esperienza sensoriale umana.
Gli elementi della natura, ad esempio, sono realtà conosciute, in cui ognuno di noi percepisce forma, colore e profumo, ma, nelle opere di Aqua Aura, ognuna di queste entità ospita al proprio interno elementi appartenenti ad un’altra dimensione come cellule, globuli e virus; organi reali, di cui nessuno, però, conosce concretamente né l’aspetto né la forma. Vere e proprie microscopiche inclusioni atte a creare illusioni. Inoltre, alcune opere in esposizione, oltre ad essere contenitori che accolgono frammenti provenienti da varie dimensioni/realtà, che creano a loro volta uno spazio metafisico atto a distruggere la fotografia nel suo significato più classico e intrinseco, sono stratificazione di più immagini, che generano un’opera scultorea non più risultato di una sola illusione ma il frutto di tante inclusioni.

Titolo: Aqua Aura. Illusion-Inclusion
Sede: Costantini Art Gallery, Via Crema, 8 - 20135 Milano
Periodo: 7 maggio - 6 giugno 2015
Inaugurazione: giovedì 7 maggio 2015, ore 18.00
Orario galleria : 10.30-12.30; 15.30-19.30; chiuso lunedì mattina e festivi

martedì 7 aprile 2015

inATTOvisivo

[Comunicato stampa] Sarà inaugurata giovedì 7 maggio alle ore 19.30 presso la sala Cristo Re a Brescia e sarà visitabile fino al 10 maggio la settima edizione della mostra fotografica collettiva dei migliori allievi di Scuolafotografia di Carla Cinelli. La collettiva fotografica accoglierà 32 stampe di grande formato (cm 150x120) di altrettanti autori.
I 32 fotografi che espongono a inATTOvisivo hanno frequentato la scuola di fotografia di Carla Cinelli, fotografa bresciana che con uno stile molto originale e personale riesce a coinvolgere i suoi allievi nella sperimentazione a più livelli per rappresentare un oggetto, un pensiero, un luogo o un momento con uno stile personale. “Una manifestazione consolidata - afferma Carla Cinelli - che regala sempre grandi emozioni per chi ama la fotografia come me; si lavora a lungo con gli autori per arrivare a questo appuntamento che ha l’ambizione di proporre nuove riflessioni sulla fotografia contemporanea”. Le fotografie ritraggono temi diversi realizzati con differenti tecniche fotografiche.
Notevole il riscontro del pubblico nelle scorse edizioni; gli ospiti, appassionati e non, avranno il compito di lasciarsi coinvolgere dall’arte, unitamente a idee e sentimenti rappresentati. La mostra sarà una grande occasione per diffondere un’arte moderna di continuo interesse come la fotografia e l’incontro con gli autori genererà momenti di scambio culturale apprezzabili.
inATTOvisivo è organizzato nell’ambito delle iniziative “Maggio Culturale” dalla Parrocchia Cristo Re di Brescia, ed è organizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale Spazio Arte Duina presso la Sala Cristo Re di via Fabio Filzi, 3 (Borgo Trento) a Brescia. L'inaugurazione della mostra inATTOvisivo è per giovedì 7 maggio 2014 alle ore 19.30, presso la Sala Cristo Re di via Fabio Filzi, 3 (Borgo Trento) Brescia, ed è aperta a tutti. La mostra rimarrà aperta al pubblico venerdì 8 maggio dalle ore 18 alle ore 22, sabato 9 maggio dalle ore 16 alle ore 20 e domenica 10 maggio dalle ore 9 alle 12 e dalle 16 alle 20. Si ringrazia per il contributo alla realizzazione la Parrocchia Cristo Re di Brescia.

Titolo: inATTOvisivo
Curatori: Carla Cinelli, Ezio Mereghetti e Ivano Catini
Sede: Sala Cristo Re, via Fabio Filzi 3 (Borgo Trento), Brescia
Periodo: 7 - 10 maggio 2015
Inaugurazione: giovedì 7 maggio 2015, ore 19.30
Autori in mostra: Alberto Aloisi, Alessandro Galperti, Andrea Mazza, Damiano Baccherassi, Davide Brunori, Ezio Mereghetti, Fabio Corradini, Fabrizia Folsi, Federica Alberti, Filippo Zibordi, Fiorenza Stefani, Francesca Avanzi, Gabriele Verzeletti, Giovanni Lupezzi, Giuliana Beretta, Giuseppe Reboldi, Ivano Catini, Lara Agosti, Luciano Torri, Marina De Mitri, Matteo Agosti, Mirko Tarragoni, Paola Viviani, Paolo Guzzoni, Roberta Bina, Samanta Turati, Simona Ghidini, Simone Ragnoli, Tamara Mestriner, Valentina Colosio, Veronica Paterlini, Vittorio Arena

mercoledì 4 marzo 2015

Alessandra Baldoni. Les mots n'ont pas de sens, ils n'ont que des valeurs

[Comunicato stampa] La galleria ADD-Art di Spoleto è lieta di presentare la personale di Alessandra Baldoni Les mots n’ont pas de sens, ils n’ont que des valeurs, curata da Maddalena Rinaldi.
Esposti in mostra scatti molto diversi, selezionati tra alcuni dei recenti progetti dell’artista umbra e decontestualizzati dalla loro classica cornice narrativa. Scatti che scrivono pagine di un libro inedito. Un libro di poesia visiva che parla di denuncia, di dolore e di forza di una parola che, prosastica o poetica, è assai cara all’autrice.
L’esposizione riflette sul valore delle parole, così come dichiara sin dal titolo - citazione di Ferdinand de Saussure: Le parole non hanno sensi, hanno solo valori. L’importanza della parola di cui parla la Baldoni attraverso le opere va ben oltre, infatti, il suo mero significato linguistico ed arriva ad assumere un significato solo in virtù del suo valore intrinseco. Il valore di una parola che a volte costringe a rinunciare alla propria vita, come racconta Alessandra Baldoni nelle sue immagini. Immagini dall’indiscussa portata concettuale, immagini forti e a tratti scioccanti, immagini attraverso le quali l’artista decide di salvare dalla dimenticanza e dall’oblio quei destini strappati, cogliendo, di ciascuno, un tratto, una traccia, un simbolo.
In mostra scatti inediti e lavori recenti tratti da Senza del 2009, opere che raccontano storie di vita vissuta ai limiti, consumata da ideali di verità, libertà e amore in ogni tempo e in ogni dove, e da Salva con nome del 2013, vite di scrittrici e di poetesse che hanno deciso di continuare a vivere scegliendo la morte, come se ritirarsi e sparire per sempre, fosse l’unica soluzione per non sottostare a bavagli e costrizioni. Ma il valore della parola della Baldoni è un valore che travalica i confini della morte e dell’oblio facendosi salvezza e speranza negli scatti in mostra tratti da Vite di Uomini non illustri, 2011-2012, dove la sua parola scritta riesce a restituire il senso di un’esperienza perduta, e nei preziosi libri-scrigno di I Need Protection del 2014, dove l’artista custodisce sogni, desideri e paure di persone comuni, trasformando parole in immagini.
Alessandra Baldoni è nata nel 1976 a Perugia, dove attualmente vive e lavora. Fotografa da quando aveva otto anni e scrive da sempre, trova nella parola l’ossatura del suo lavoro, usa la stessa macchina fotografica come un taccuino per annotare sogni, accadimenti e visioni. Le sue foto sono il risultato di “piccole sceneggiature scritte per uno scatto”, mette in scena veri e propri set, costruisce un mondo metafisico ed incantato, cerca di raccontare i luoghi dell’anima, quelle geografie esistenziali in cui ognuno può riconoscersi. I temi centrali della sua ricerca sono la memoria, il sogno, la favola e l’amore. Recentemente è stata tra gli artisti selezionati per il XIV “Premio Cairo” presso il Museo della Permanente, Milano. Lavora attivamente dal 2000 ed ha esposto in numerose mostre collettive in Italia e all’estero oltre che in varie personali.

Titolo:
Alessandra Baldoni. Les mots n’ont pas de sens, ils n’ont que des valeurs | Le parole non hanno sensi, hanno solo valori
A cura di: Maddalena Rinaldi
Sede: ADD-art, Via Palazzo dei Duchi 6, Spoleto
Periodo: 21 marzo - 19 aprile 2015
Vernissage: sabato 21 marzo 2015, ore 17.00
Orari: lunedì/venerdì ore 16.30-19.30

martedì 10 febbraio 2015

Guido Borelli. La comunità spaesata

Comunicato stampa

Un libro e una mostra per raccontare le vicende di un piccolo paese 'normale', che, però, è tutt'altro che banale.
Dopo oltre tre anni di lavoro, arriva a compimento il progetto "La comunità spaesata. Quattordio: la parabola di un paese industriale" affidato dal Comune di Quattordio a Last - Laboratorio Sviluppo e Territorio, spin-off del Dipartimento di Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell'Università del Piemonte Orientale, sotto la direzione scientifica di Guido Borelli, sociologo. Dopo dodici anni di insegnamento all'Università del Piemonte Orientale, Borelli è professore associato di sociologia dell'ambiente e del territorio al Dipartimento di Pianificazione e Progettazione in Ambienti Complessi dell'Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV). Da alcuni anni utilizza la pratica fotografica come complemento della ricerca sociale, in particolare attraverso i ritratti dei soggetti con i quali interagisce nel corso dei suoi lavori.
La ricerca ruota intorno al paese di Quattordio, per gli addetti ai lavori "Capitale italiana del coating", uno dei luoghi più importanti nella produzione di prodotti per il rivestimento (vernici, cavi isolati, isolanti e molto altro). A Quattordio sono prodotte le vernici delle automobili della Fiat, così come il celebre ‘rosso Ferrari’ e le scie tricolori della pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori.
La storia industriale di questo paese inizia alla fine degli anni Venti, quando due geniali ingegneri nativi di quelle terre, Giuseppe Fracchia e Cesare Pettazzi, fondarono dal nulla quattro imprese che arrivarono a dare lavoro a circa tremila dipendenti. Oggi quell’epoca è definitivamente tramontata e il paese ha subito profondi cambiamenti, con ripercussioni economiche e sociali sulla comunità locale.
Per indagare questi effetti e per comprendere le ragioni di una diffidenza della comunità locale a impegnarsi nella vita sociale del paese, nel 2011 è iniziato uno studio – coordinato dal Prof. Borelli – che ha messo al centro dell'analisi il passaggio della comunità quattordiese da una rapida industrializzazione di stampo paternalistico all’attuale situazione, dove le fabbriche locali sono divenute sedi periferiche di grandi imprese multinazionali.
Il lavoro si sarebbe potuto concludere qui, invece si è arricchito di un'evoluzione inaspettata, dalla forte valenza identitaria, derivata dalla decisione del prof. Borelli di immortalare quella stessa comunità che tanto aveva analizzato e che ormai gli era quasi familiare. Con l'occhio attento del sociologo e la sensibilità del fotografo, Borelli ha realizzato 73 ritratti in bianco e nero di cittadini di Quattordio. Ci sono il vigile urbano, la maestra, i farmacisti, i bambini della scuola elementare del paese, il medico condotto, le sorelle del Bar Sport, il parroco e poi gli imprenditori e anche qualche cittadino illustre. Volti e storie che raccontano tutta la straordinarietà di ciò che comunemente chiamiamo "quotidianità".
Gli scatti sono stati realizzati dopo l’intervista in profondità ad alcuni dei soggetti fotografati e saranno in mostra al Palazzo del Monferrato di Alessandria dal 19 febbraio al 15 marzo con ingresso libero.
L'esposizione è a cura di Francesca Liotta, specialista in attività culturali e, fino al giugno del 2014, responsabile dell’ufficio cultura della Provincia di Alessandria. Attualmente si occupa di manifestazioni e cerimoniale presso la Città di Alessandria. In ambito artistico, è stata responsabile di numerosi progetti di valorizzazione anche a livello nazionale, referente di specifiche rubriche e giurie, membro di comitati scientifici e direttore creativo di gallerie d’arte.
La vernice della mostra si svolgerà giovedì 19 febbraio alle ore 17.30 e vedrà la partecipazione del fotografo di fama internazionale Gianni Berengo Gardin. Classe 1930, originario di Santa Margherita Ligure, Gardin ha iniziato a occuparsi di fotografia nel 1954. Nel 1965 si è stabilito definitivamente a Milano dedicandosi alla fotografia di reportage, all’indagine sociale, alla documentazione di architettura, alla descrizione ambientale. Ha collaborato con le principali testate della stampa illustrata italiana ed estera, ma si è principalmente dedicato alla realizzazione di libri, pubblicando oltre 200 volumi fotografici. Nel 1963 è premiato da World Press Photo e da allora si è aggiudicato svariati riconoscimenti nazionali e internazionali. Nel 2009 gli è stata conferita la laurea honoris causa in Storia e critica dell’arte presso l’Università degli Studi di Milano. Nel 2012 la città di Milano gli ha conferito il premio Ambrogino d’Oro.
L'approfondito lavoro del prof. Guido Borelli è divenuto anche una pubblicazione, edita da Contrasto, che porta lo stesso titolo del progetto e che tiene insieme lo studio sociologico sulla comunità quattordiese con le fotografie dei suoi cittadini. Il cofanetto, contenente la ricerca e il catalogo di foto, sarà presentato in occasione di un convegno in programma giovedì 12 marzo a Palazzo del Monferrato di Alessandria.
La mattinata sarà dedicata al tema degli studi di comunità, con interventi di studiosi ed esperti. A seguire la visita guidata alla mostra e nel pomeriggio un focus sul libro. La volontà del Prof. Borelli è quella di confrontarsi con i cittadini di Quattordio e non solo sulle tematiche emerse nella ricerca e offrire/raccogliere spunti per il futuro della comunità quattordiese.
Il Progetto "La comunità spaesata. Quattordio: la parabola di un paese industriale" è realizzato con il sostegno del Comune di Quattordio; con il patrocinio di Comune di Alessandria e Provincia di Alessandria; con il contributo di Camera di Commercio di Alessandria, Elantas Italia Srl, Essex Italy Spa, Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, PPG Industries, Prysmian Cavi Sistemi Italia Srl, Ve.Co Srl; con la collaborazione di Dipartimento Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economiche e Sociali Università degli Studi del Piemonte Orientale, LaST - Laboratorio Sviluppo e Territorio, Palazzo del Monferrato, Associazione Nazionale Fotografi Professionisti.

Titolo: Guido Borelli. La comunità spaesata - Quattordio: la parabola di un paese industriale
A cura di: Francesca Liotta
Sede: Palazzo del Monferrato, Via San Lorenzo 21, Alessandria
Durata: 19 febbraio - 15 marzo 2015
Inaugurazione: giovedì 19 febbraio 2015, ore 17.30
Orario: martedì-venerdì dalle 16.00 alle 19.00, sabato-domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00, chiusura lunedì
Ingresso: libero

giovedì 4 dicembre 2014

Paolo Monina. Last supper

Comunicato stampa

Nell’ambito del progetto Internal - Progetti Espositivi sarà inaugurata, il prossimo 8 dicembre, la mostra antologica di Paolo Monina, fotografo anconetano. L’evento espositivo si svolgerà alla Galleria Papier di via degli Orefici ed al locale Raval in piazza del Plebiscito ad Ancona.
L’allestimento è composto da diverse opere che descrivono la continuità e i mutamenti artistici nella sua poetica. Le opere del fotografo di Ancona sono informali. La precarietà della vita viene fissata nell’immagine Last supper con ironia e sarcasmo. Ma la solennità delle parole – Ultima cena – risuona diversamente all’orecchio dell’esperto di arte. A Monina bastano pochi fogli di carta cotone o teli di cellophane per stampare le sue foto.
La mostra Last supper raccoglie anche i lavori di altre esperienze espositive. L’estremo è un concetto chiave per accedere alla poetica dell’artista: una realtà che appartiene contemporaneamente a due mondi divisi. Il percorso di visita è completato da Half life: un lavoro di stile serrato e lucido rispetto al passato. Le opere di Monina in mostra sono una sorta di visione del mondo a metà: un manichino in due che rappresenta l’altra parte del mondo ossia la giovinezza e la moda. Le fotografie, scattate con una polaroid per dare il senso di appartenenza alle cose, sono state stampate su carta cotone in bianco e nero. Si potranno vedere le opere dell’artista fino al 7 gennaio 2015.

Titolo mostra: Paolo Monina. Last supper
Sedi: Ancona, Galleria Papier, via degli Orefici - Raval, piazza del Plebiscito
Periodo: 8 dicembre - 7 gennaio 2015

lunedì 18 agosto 2014

Basilicata. Storie da una terra [non] lontana

Comunicato stampa

Sabato 13 settembre 2014, all’Ecomuseo del Freidano di Settimo Torinese, la Basilicata contemporanea si racconta. Per la prima volta insieme, la pittrice Gabriella Nube e il fotografo Roberto Lacava, due giovani artisti d’origine lucana, propongono al pubblico un insolito itinerario visivo alla scoperta d’una regione del Sud poco nota e d’inedita bellezza.
Con le sue ottanta opere esposte, la mostra offre un’interessante occasione d’incontro con gli umori di una terra in cui, come in molti altri luoghi, si continua a partire e dove quel che rimane, strade e paesi quasi deserti, suscitano ancora quel senso d’inesorabile distanza nel tempo e nello spazio descritto settant’anni fa da Carlo Levi in Cristo si è fermato a Eboli.
Grazie alle attente scelte d’allestimento e al legame poetico che unisce le opere, fotografie e dipinti accompagnano il visitatore in uno straniante scenario sospeso tra sogno e realtà, che intreccia intensi frammenti di vita, paesaggi immobili e quasi lunari a originali e insospettate presenze. Un invito al  viaggio e allo stupore in un altrove non distante, che è patrimonio collettivo ed emblematico racconto del nostro tempo.
L’evento è organizzato in collaborazione con le Associazioni lucane “Emanuele Gianturco” di Settimo Torinese e “Vincenzo Abbondanza” di Torino, e con il patrocinio della Regione Basilicata, della Regione Piemonte e della Città di Settimo Torinese.

Note biografiche artisti

Gabriella Nube, laureata in storia dell’Arte, è impegnata a tempo pieno nella ricerca artistica, in una pratica pittorica rigorosamente figurativa tesa a cogliere le valenze emotive che si celano oltre il dato fisico dell’apparenza. Il legame con la Basilicata scaturisce dal ricordo dei racconti della madre, lucana, e dalle tante estati trascorse durante l’infanzia nel paesino materno, suo personale “archivio emotivo” di ricordi e sensazioni d’elezione.

Roberto Lacava, informatico di professione e fotografo per vocazione, è autore di Un giro in Basilicata, un itinerario di 80.000 chilometri attraverso i 131 comuni della sua terra, da cui è nato un folto diario di viaggio composto da oltre 150.000 scatti, dedicati a paesaggi, a persone e piccoli dettagli di una terra dimenticata. Il progetto è raggiungibile a questo indirizzo: www.ungiroinbasilicata.it

Titolo mostra: Basilicata, storie da una terra [non] lontana. Fotografie di Roberto Lacava, dipinti di Gabriella Nube
Sede: Ecomuseo del Freidano. Complesso del Mulino Nuovo, Via L. Ariosto, 36 bis - 10036 Settimo Torinese (TO)
Periodo: 13 settembre - 5 ottobre 2014
Inaugurazione: sabato 13 settembre 2014, ore 16.00
Orario: sabato e domenica dalle ore 15.00 alle 19.00. Gli altri giorni su appuntamento.
Biglietti: € 4 intero, € 3 ridotto (bambini sotto i 12 anni). Sabato ingresso gratuito.
Durante la giornata inaugurale tutti i visitatori potranno accedere gratuitamente.

lunedì 28 luglio 2014

Il tempo qui. Viaggio negli Abruzzi di Paul Scheuermeier e Gerhard Rohlfs 1923-1930

Comunicato stampa

In occasione del convegno internazionale “L’Abruzzo dei contadini nelle inchieste etnolinguistiche di Paul Scheuermeier e Gerhard Rohlfs”, organizzato dall’Università degli Studi dell’Aquila, che avrà luogo il 20 settembre 2014 nelle sale del Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara, la Fondazione Genti d’Abruzzo Onlus, sotto la direzione di Ermanno de Pompeis, è lieta di presentare una serie di eventi ad esso collegati per dare vita a quella comunione di arte e storia che ci riporta alle origini del territorio abruzzese.
Fortemente volute dal direttore de Pompeis, le mostre fotografiche organizzate in territorio abruzzese, dal titolo “Il tempo qui. Gli Abruzzi di Paul Scheuermeier e Gerhard Rohlfs 1923-1930”, saranno ospitate e inaugurate all’unisono presso i comuni di Civitaquana (PE), Castelli (TE), Scanno (AQ) e Palmoli (CH), dal 2 agosto al 2 settembre 2014 con la curatela di Mariano Cipollini. Le fotografie di P. Scheuermeir e G. Rohlfs, le cui stampe per la realizzazione delle esposizioni sono state curate da Paolo dell’Elce, ripropongono scenari di vita passata del territorio dei comuni ospitanti dal 1923 al 1930, e “Ci permettono di far riaffiorare quella memoria collettiva del come eravamo e aiutarci a comprendere che il non dimenticare è la chiave indispensabile per riconoscerci, con le nostre peculiarità, in quei valori universali non iscrivibili esclusivamente all’interno di una regione ma rintracciabili nella volontà che accomuna gli uomini nell’affermare un’universale dignità” (Mariano Cipollini).
A coronamento delle quattro vernici, in data 20 settembre 2014, sarà inaugurata a Pescara nelle sale espositive del Museo delle Genti d’Abruzzo, la grande mostra intitolata “Il tempo qui non vale niente. Paul Scheuermeier - Gerhard Rohlfs 1923-1930” con una più vasta scelta di scatti che spaziano tra gli Abruzzi e i territori confinanti. La mostra, sempre curata e allestita da Mariano Cipollini, si è avvalsa delle competenze tecniche di Alessandra Moscianese e Antonino Cigno.

Il tempo qui. Gli Abruzzi di Paul Scheuermeier e Gerhard Rohlfs dal 1923 al 1930
A cura di: Mariano Cipollini
Sedi: Scuola Elementare “F. Petrarca”, Via Roma 50, 65010 Civitaquana (PE)
Museo delle Ceramiche, Via Salita Paradiso, 64041 Castelli (TE)
Auditorium “G. Calogero” Ex Anime Sante, 67038 Scanno (AQ)
MUBEN - Museo Padre Beniamino, Via Veneto 4, 66050 Palmoli (CH)
Periodo: 2 agosto - 2 settembre 2014
Vernissage: sabato 2 agosto 2014; 9.30 Civitaquana (PE), 12.30 Castelli (TE), 17.30 Scanno (AQ), 21.30 Palmoli (CH)
Allestimento: Mariano Cipollini, Alessandra Moscianese, Francesco Perozzi, Antonino Cigno
Stampe fotografiche: Paolo dell’Elce

Il tempo qui non vale niente. Paul Scheuermeier - Gerhard Rohlfs 1923-1930
Sede: Museo delle Genti d’Abruzzo, Via delle Caserme 24, 65127 Pescara
Periodo: 20 settembre 2014 - 29 marzo 2015
Vernissage: sabato 20 settembre 2014, ore 19.00
Orari: lunedi-sabato 9.00-13.30; martedì e giovedì 15.00-18.30; sabato e domenica 16.30-20.00
Ingresso: € 6,00

martedì 8 luglio 2014

Luca Palatresi. Darkness

Comunicato stampa

LABottega - Spazio per la Fotografia presenta la mostra DARKNESS di Luca Palatresi a cura di Serena Del Soldato, un concept-work che studia tenebre ed ombre ed il loro ambiguo rapporto con i soggetti ritratti.
Darkness parte dal presupposto che l'incidenza che la luce esercita sugli oggetti – e dalla quale non si può prescindere nello sviluppo della tecnica fotografica – può essere accostata a quella che tenebre e ombre, in modo altrettanto inequivocabile, hanno sui medesimi soggetti: in tal modo, il fotografo non reagisce più all'illuminazione ma alla sua assenza.
Dalla prefazione del catalogo, a cura di Francesco Mutti, si legge: “Palatresi ha studiato a fondo il fenomeno, avvertendo nelle oscurità il generarsi di nuove masse e nuovi volumi, affrancate da quelle masse e da quei volumi canonici che sarebbero apparsi a una luce diretta. Con una propria, determinante autorità, le immagini colte dal fotografo toscano rivelano le identità nascoste dei protagonisti, celate spesso anche ai loro proprietari: impulsi reconditi, sogni inespressi, vite costrette in un corpo non loro emergono dall'ombra mostrandosi al mondo. Mutano, tali corpi. Si deformano alla luce delle tenebre. E ciò che prima sembrava evidente acquista di colpo qualità ancestrali”.
“Palatresi colpisce per l'intuizione: giocando con l'oscurità, approfondisce il concetto di Foto-Grafia e crea ritratti che esaltano l'importanza della luce”, ha raccontato Serena Del Soldato, Direttrice Artistica de LABottega e curatrice della mostra.
L’inaugurazione della mostra è prevista per il 19 luglio alle ore 19.30 presso LABottega, punto di riferimento per tutti i cittadini di Pietrasanta, e rimarrà esposta fino al 7 settembre tutti i giorni (eccetto il martedì) dalle 17:30 alle 23:30.

Luca Palatresi è nato a Fucecchio (FI) nel 1978. Nel 2001 decide di intraprendere la carriera di fotografo professionista, seguendo la passione che aveva dall'età di 16 anni. Lavora nel settore della moda e della pubblicità: è un ricercato ritrattista e si afferma rapidamente collaborando con importanti brand italiani ed internazionali e pubblicando sulle riviste più influenti del settore. Nel 2003 fonda Key image + Marketing, agenzia di comunicazione che si inserisce tra i "coolest outsider" emergenti della Toscana. Nel 2005 crea il FOFU Phot'art, festival fotografico nel cuore della toscana, di cui è direttore artistico. Ha curato le mostre di importanti fotografi tra i quali: Storm Thorgerson (inaugurata nel 2011, è stata la più grande mostra di questo autore in Italia), Franco Fontana, Gian Paolo Barbieri e Letizia Battaglia.
Conta in attivo molte esibizioni personali e collettive in Italia e all'estero. Per citarne alcune: nel 2009 prende parte al progetto mondiale "OCHO!" organizzato da ROJO Magazine ed espone nell'Art Space a Barcelona; nel 2009 vince il video contest del Lucca Digital Photo Fest, con il video fotografico Demoni e Polvere ed espone al LU.C.C.A. museo d'arte contemporanea; tra Dicembre e Febbraio dello stesso anno espone il progetto "I saw the light" presso la Fondazione Museo Piaggio di Pontedera; nel 2010 è presente all' Arsenale di Venezia nella collettiva del Premio Arte Laguna e successivamente alla Fornace di Asolo con l'immagine "Alice in Wonderland", nel 2012 espone al progetto ART- Living in Contemporary a Forte dei Marmi con una monografia fotografica.
Dal 2008 studia regia cinematografica ed allarga i propri orizzonti di ricerca anche al video: questo lo porta a dirigere spot pubblicitari per la tv e videoclip musicali. Lavora come direttore della fotografia per produzioni cinematografiche indipendenti ottenendo importanti riconoscimenti. Nel 2010 prende parte alla produzione della miniserie pubblicitaria americana Unilever - Bertolli (sei episodi) "Into the heart of Italy" con il premio Oscar Marisa Tomei.
Insegna fotografia dal 1998 e fotoritocco digitale dal 2009. La fotografia non lo ha ancora stancato e vive e lavora tra la Toscana e dove lo chiamano, puntando sempre alla ricerca della "fotografia perfetta".

Titolo mostra: Luca Palatresi. Darkness
A cura di: Serena Del Soldato
Sede: LABottega - Spazio per la Fotografia, Viale Apua, 188 - 55045 Marina di Pietrasanta (LU)
Periodo: 19 Luglio - 7 Settembre 2014
Inaugurazione: sabato 19 luglio 2014, ore 19.30
Orari: tutti i giorni (eccetto il martedì) dalle 17.30 alle 23.30

lunedì 16 giugno 2014

Uno scatto per un sogno

Comunicato stampa

Giovedì 19 giugno alle ore 18.00, presso la Sala Mostre della Biblioteca Nazionale di Potenza, inaugura la mostra fotografica “Uno scatto per un sogno”, nata dalla collaborazione tra Associazione Orme di Venosa e Agenzia Tancredi - Agenti Reale Mutua Assicurazioni di Potenza. L’esposizione è il risultato di un contest lanciato lo scorso mese di aprile nell’ambito della prima edizione della rassegna “Paroleinfoto”. Alla competizione on line hanno partecipato con i propri scatti decine di fotografi da tutta Italia, tra i quali sono stati selezionati 21 finalisti, 15 votati dal popolo del web e 6 scelti dallo staff organizzativo.
Ai partecipanti al contest è stato chiesto di realizzare uno scatto fotografico che interpretasse in modo creativo la tematica del futuro, filtrandola attraverso la poetica dei sogni e dei desideri. La scelta delle migliori 21 fotografie ha così permesso di comporre un racconto per immagini capace di catturare speranze e prospettive per il futuro dal sapore universale. In esso ogni visitatore potrà riconoscersi, perché i progetti e i desideri accomunano tutti, giovani e adulti, a prescindere dalla loro realizzabilità, e sono la linfa vitale di ciascuno di noi.
L’impiego del termine “scatto” nel titolo della manifestazione non è casuale né va riferito al mero scatto fotografico, ma ha una doppia valenza. Indica, infatti, anche lo “scatto d’orgoglio” di chi, a dispetto delle mille difficoltà quotidiane, decide di essere propositivo, di agire fattivamente, provando a rendere possibili e concreti i sogni propri e degli altri.
L’autore dell’immagine che ha ottenuto il maggior numero di consensi, Francesco Traficante di Picerno (PZ) con lo scatto intitolato “Gli occhi del cuore”, verrà premiato con un buono di 100 euro da spendere per l’acquisto di libri. A tutti gli autori selezionati per la mostra, invece, verrà assegnato un attestato di riconoscimento. Questi i loro nomi: Sergio Addario, Debora Anzalone, Sara Colzi, Maria Antoneta Cuni, Salvatore De Caprio, Giulia Maria De Giorgi, Antonio De Stefano, Christian Deledda, Erika Gottardi, Sara Mandis, Andrea Materni, Alessandro Onelli, Ettore Pilati, Elisa Ravagnani, Mahboobeh Rezaei, Indra Romano, Rocco Scattino, Michele Signa, Luciano Spera, Teri Volini.
La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 13 fino al 19 luglio, per poi spostarsi in altre location di prestigio nelle settimane successive. Il percorso espositivo sarà arricchito da una serie di frasi celebri e citazioni tratte da libri, tutte riferite in qualche modo ai sogni e alla visione del domani, selezionate con il supporto del personale della biblioteca. L’apertura della mostra sarà preceduta da una conferenza di presentazione dell’iniziativa a pubblico e giornalisti.

Titolo mostra: Uno scatto per un sogno
Sede: Biblioteca Nazionale di Potenza, Via del Gallitello 100, Potenza
Date: 19 giugno - 19 luglio 2014
Inaugurazione: giovedì 19 giugno 2014, ore 18.00
Orari apertura: lunedì-venerdì ore 9.00-19.00, sabato ore 9.00-13.00
Ingresso: libero
Organizzazione: Associazione O.R.M.E., Agenzia Tancredi - Agenti Reale Mutua Assicurazioni
Patrocinio: Biblioteca Nazionale di Potenza

sabato 7 dicembre 2013

Francesco Cianciotta. Milano Sunrise

Comunicato stampa

La galleria Glenda Cinquegrana: the Studio è lieta di presentare Milano Sunrise, la mostra personale del fotografo italiano Francesco Cianciotta. L’esposizione si concentra su alcuni lavori inediti tratti dal celebre work-in-progress dedicato al tema del paesaggio italiano, intitolato Genius loci; accanto a questo gruppo di immagini, la mostra presenta una serie di pezzi inediti tratti da un nucleo di lavoro recentissimo, intitolata Milano Sunrise.
Francesco Cianciotta e la galleria Glenda Cinquegrana: the Studio hanno scelto questo gruppo di immagini per contribuire alla raccolta fondi in favore del progetto Emergenza Sardegna 2013, destinato ad aiutare le opere di ricostruzione nei sessanta comuni della Sardegna colpiti dall’alluvione del 18 novembre 2013. Milano Sunrise chiama la città di Milano in aiuto alla Sardegna.
Il tema del paesaggio, che è un argomento storico importante per la tradizione della fotografia nostrana, ritorna ad essere il veicolo di una fotografia di forte impegno, dotata di ruolo sociale attivo all’interno della società contemporanea. Per l'occasione di questo evento a scopo benefico, il fotografo Francesco Cianciotta ha concepito un formato ed un’edizione speciale per un gruppo di scatti significativi dedicati alla Sardegna, che sono presentati in esclusiva agli ospiti della galleria in favore della raccolta fondi per il progetto Emergenza Sardegna 2013. In questo progetto di raccolta fondi la sensibilità per il paesaggio costituisce la base culturale per le opere di ricostruzione, che secondo le parole dell’associazione promotrice Sardegna Solidale, che vanno fatte in sicurezza, legalità e trasparenza.
Francesco Cianciotta da diversi anni lavora per far transitare nell’alveo della fotografia alta, quella d’arte, l’uso e la sperimentazione sui mezzi fotografici pret- à porter, pronto uso, con una ricerca cominciata nel 1995 che si avvaleva della sperimentazione linguistica sullo strumento limitato rappresentato dalle fotocamere di plastica. Quella stessa ricerca oggi ha abbandonato lo studio del mezzo analogico a favore della sperimentazione delle potenzialità espressive della fotocamera digitale dello smartphone. Con risultati, che, nel limite circoscritto dal mezzo, appaiono visivamente sorprendenti.
Nel 2012 parte, in concomitanza con il progetto giornalistico televisivo l’Italia di DOVE per l’omonimo canale Sky di cui Cianciotta è protagonista, il progetto Genius Loci, con il quale ripropone il confronto con l’antico tema caro alla tradizione italiana, che è quello della fotografia di paesaggio. Se nella tradizione storica iniziata da Ghirri e dai grandi fotografi a lui vicini, la fotografia era strumento conoscitivo di mappatura del territorio, il progetto di Cianciotta rispetto a quello, che aveva fini di documentazione, è alieno dallo scopo conoscitivo. Il fotografo sceglie le principali bellezze del paesaggio italiano, proprio quelle più note e più conosciute, trasfigurandole alla luce del linguaggio specifico della fotocamera dello smartphone, ottenendo delle visioni che, quando giocano con il banale, si presentano all’insegna dell’inatteso.
La scelta del formato quadrato, strizza l’occhio all’instant photography, che, se negli anni Settanta faceva uso della polaroid, oggi non esita a giocare con Instagram. Ma quella che ad un primo sguardo potrebbe essere un’instant photography provvisoria estemporanea, da vero e proprio taccuino di appunti, diventa grazie alla maestria del fotografo, un’immagine che si arricchisce di profondità, di echi e di suggestioni, ben diversi dalla sua provvisorietà di intenti: il paesaggio italiano si esprime in tutta la sua bellezza e acquisendo una pittoricità che richiama la classica pittura di veduta e di cavalletto.
Come aveva fatto già con i primi esperimenti in analogico, ancora una volta Cianciotta è capace di elevare questa fotografia instantanea al rango di vera e propria arte.

Titolo mostra: Francesco Cianciotta. Milano Sunrise
Sede: Glenda Cinquegrana: the Studio, via F. Sforza, 49 I- 20122 Milano
Charity event: giovedì 19 dicembre 2013, dalle ore 18.30 alle 21.30
Mostra: da venerdì 20 a domenica 22 dicembre 2013
Orario continuato dalle 11.00 alle 19.00

Il ricavato dalla vendita delle opere contribuisce alla raccolta fondi in favore del progetto Emergenza Sardegna 2013, promosso dall’associazione Sardegna Solidale, finalizzato al finanziamento delle opere di ricostruzione nelle zone alluvionate dello scorso novembre.

mercoledì 2 ottobre 2013

The Family of Man: il sentire dell’umanità

di Luciana Travierso

Lo scorso luglio sono state riaperte le porte del Castello di Clervaux, in Lussemburgo, sede dell’esposizione permanente della più grande mostra itinerante di tutti i tempi: The Family of Man. Ne fu l’ideatore e curatore l’allora direttore del Dipartimento di fotografia del MoMA di New York, Edward Steichen. La collettiva venne intesa come un vero e proprio manifesto in immagini di pace e di uguaglianza, durante il periodo infelice della Guerra Fredda, e quindi l’affermazione dell’appartenenza di tutti gli uomini ad una sola famiglia che vive di sentimenti universali.
Iscritta al programma dell’UNESCO “Memoria del Mondo” nel 2003, la mostra composta di 503 fotografie di 273 autori (tra cui Robert Capa, Eugene Smith, Dorothea Lange, August Sander, Henri Cartier Bresson, Robert Doisneau e Ansel Adams) provenienti da 68 Nazioni, venne inaugurata il 24 gennaio 1954. Da allora, e fino al 1962, la mostra venne allestita in 150 musei in giro per il mondo, registrando circa dieci milioni di visitatori. In seguito, l’ultima versione della raccolta venne donata dal governo americano al Lussemburgo, terra d’origine di Steichen, che ne aveva espresso fortemente il desiderio. Il fotografo lussemburghese avrebbe voluto che il percorso della mostra fosse il più possibile rispettoso a quello del MoMA, affinché il visitatore contemporaneo avesse lo stesso impatto emotivo del turista degli anni Cinquanta nei confronti di immagini che, per il loro potere evocativo, sono diventate icone nella storia della fotografia.
Nel 2010 il Castello venne chiuso dal Centre National de l’Audiovisuel (CNA) per avviare lavori alle sale che per molti anni hanno ospitato la mostra di Steichen, in collaborazione con Natalie Jacoby, architetto di interni, e sotto la direzione del Departement of National Sities and Monuments. La ristrutturazione interna ha previsto l’espansione dello spazio espositivo e del percorso del visitatore, il potenziamento della sicurezza e la conservazione delle fotografie stesse. Infatti, nonostante i restauri effettuati durante gli anni ’90, sono stati resi necessari ulteriori interventi sulle immagini originali. Si tratta di scatti in bianco e nero del 1955 incollati su cornici di legno, di formati differenti, che vanno da 24x36 cm a 300x400 cm.
Bisogna tenere in considerazione che, durante il trasporto durante le mostre itineranti, le foto furono prive di un imballaggio adeguato e maneggiate erroneamente dai tecnici. Il CNA, in collaborazione con lo Studio Berselli di Milano, ha previsto importanti interventi di pulizia, consolidamento e ritocco. Dopo ben tre anni, la “famiglia dell’uomo” è tornata a casa, nuovamente disponibile ad accogliere chi è desideroso di scoprire il senso dell’umanità.

giovedì 26 settembre 2013

Alessandra Baldoni. Senza

Comunicato stampa

La Biblioteca Enzo Tortora di Roma è lieta di ospitare la mostra fotografica di Alessandra Baldoni “Senza”, curata da Maddalena Rinaldi in occasione della Nona Giornata del Contemporaneo indetta da AMACI sabato 5 ottobre. La mostra propone un dialogo tra poesia e fotografia presentando un lavoro sull'assenza intesa come lacuna, mancanza, impossibilità, negazione e sarà visitabile fino al 9 novembre 2013.
“Senza” è un progetto che riflette con acuta eleganza e sensibile profondità sull’atto del fotografare con l’intento di spingersi fino a declinare l’assenza in una metaforica incapacità di significato e del significare. Scopo arduo che Alessandra Baldoni interpreta in molteplici contesti: esistenziali, geografici e politici.
Quelle proposte sono immagini da una lettura immediata, portatrici di un significato facilmente identificabile, capaci di costruire una mostra fotografica che racconta ciò che non c’è, ciò che non è dato per nascita o destino, ma anche ciò che svanisce irrimediabilmente. Le opere alludono a quella crisi trasversale dei valori della politica e dell’economia, alla perdita dei tratti genetici, delle tradizioni, della propria vita (Senza volto) alla perdita delle proprie radici e del passato (Senza radici), ma anche all’assenza di punti cardinali e di linee di appartenenza a causa di guerre e conflitti (Senza geografia, Senza cammino, Senza rifugio).
L’artista fa dialogare la fotografia con i versi di Notti di pace occidentale di Antonella Anedda da cui trae ispirazione per i suoi scatti forti e densi di pathos. Scatti capaci di dar voce al silenzio imposto all’essere umano, scatti capaci di parlare anche di tutto ciò che non è dato sapere e che rende ancora più debole e solo l’uomo privo di risposte (Senza conoscenza, Senza parola).
La scelta della sede espositiva, Biblioteca Enzo Tortora, è dovuta alla necessità di interpretare complessivamente il senso dell’opera di Alessandra Baldoni e di offrire ai suoi scatti un luogo pertinente ed al contempo capace di valorizzarne sia la valenza estetica che poetica.
“Senza” è una mostra-evento che darà allo spettatore – fruitore della biblioteca – l’opportunità di scovare quasi per caso, nello spazio, le immagini forti e penetranti della Baldoni e di rileggere al contempo i versi della poesia di Antonella Anedda, per meglio comprendere il significato di entrambi i lavori. Durante la mostra, infatti, saranno organizzati reading di poesia ed eventi letterari a cura di Emanuele Merlino, autore teatrale e sceneggiatore, che vedranno la partecipazione dell'artista, ma anche di poeti, scrittori e attori, che interpreteranno i suoi scatti mettendo in scena un suggestivo dialogo tra le arti.
La ricerca estetica di Alessandra Baldoni (Perugia, 1976) riflette da sempre sulle specificità dell’atto fotografico in connessione con le altre arti, offrendo suggestive incursioni nella favola, nella letteratura o nella poesia, come in questo caso. L’artista mette in scena veri e propri set, costruendo un mondo metafisico ed incantato e cercando di raccontare i luoghi dell’anima, quelle geografie esistenziali in cui ognuno può riconoscersi. Temi centrali del suo lavoro sono la memoria, il sogno, la favola e l’amore.

Titolo mostra: Alessandra Baldoni. Senza
A cura di: Maddalena Rinaldi
Sede: Biblioteca Enzo Tortora, via N. Zabaglia 27, Testaccio - Roma
Periodo: 5 ottobre - 9 novembre 2013
Orario: dal lunedì-venerdì ore 10-19, sabato ore 9 -13

giovedì 16 maggio 2013

Robert Doisneau. Paris en liberté

Comunicato stampa

Robert Doisneau e Parigi: un binomio inscindibile tra uno dei più grandi fotografi francesi e la città che ha amato e immortalato con il suo obiettivo. Dopo il successo ottenuto al Palazzo delle Esposizioni di Roma, e allo Spazio Oberdan di Milano, arriva, dal 24 maggio al 23 settembre 2013 alla Reggia di Caserta, la grande rassegna antologica dedicata a Robert Doisneau, per iniziativa della Soprintendenza, dell’Atelier Doisneau, della Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia e di Civita, con il patrocinio della Ville de Paris.
Negli Appartamenti Storici del Palazzo Reale 200 fotografie originali, scattate da Doisneau nella Ville Lumière tra il 1934 e il 1991 e raggruppate tematicamente ripercorrendo i soggetti a lui più cari, sono esposte in una grande rassegna antologica che condurrà il visitatore in una emozionante passeggiata nei giardini di Parigi, lungo la Senna, per le strade del centro e della periferia, e poi nei bistrot, negli atelier di moda e nelle gallerie d’arte della capitale francese.
Il soggetto prediletto delle sue fotografie in bianco e nero, sono infatti i parigini: le donne, gli uomini, i bambini, gli innamorati, gli animali e il loro modo di vivere questa città senza tempo. Robert Doisneau (1912-1994), che ama paragonarsi a Atget, percorre fotograficamente le periferie di Parigi per “impossessarsi dei tesori che i suoi contemporanei trasmettono inconsciamente”. E’ una Parigi umanista e generosa ma anche sublime che si rivela nella nudità del quotidiano; nessuno meglio di lui si avvicina e fissa nell’istante della fotografia gli uomini nella loro verità quotidiana, qualche volta reinventata. Il suo lavoro di intimo spettatore appare oggi come un vasto album di famiglia dove ciascuno si riconosce con emozione.
Noto oggi al grande pubblico, Doisneau, dopo essersi diplomato alla Ecole Estienne, scopre la fotografia da giovane, mentre lavora in uno studio di pubblicità specializzato in prodotti farmaceutici. Nel 1931 è operatore da Vigneau e nel 1934 è fotografo per le officine Renault da dove viene licenziato cinque anni più tardi per assenteismo. Nel 1939 diviene fotografo-illustratore free-lance e nel 1946 entra definitivamente all’agenzia Rapho. Nel 1974 la Galleria Chateau d’Eau di Toulouse espone le sue opere e, a partire dagli anni Settanta, ottiene i primi importanti riconoscimenti. Da allora le sue fotografie vengono pubblicate, riprodotte e vendute in tutto il mondo.
Autore di un grande numero di opere, principalmente su Parigi, Doisneau è diventato il più illustre rappresentante della fotografia “umanista” in Francia. Le sue immagini sono oggi conservate nelle più grandi collezioni in Francia, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna e sono esposte in tutto il mondo.
La mostra è accompagnata dalla pubblicazione in edizione italiana del libro Robert Doisneau-Paris en liberté, edito da Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia (2012, Firenze), 400 pagine; 560 foto b/n, formato 25 x 32 cm, rilegato in tela, prezzo in mostra 50,00 Euro.

Titolo mostra: Robert Doisneau. Paris en liberté
Sede: Reggia di Caserta, Appartamenti storici
Periodo: 24 maggio - 23 settembre 2013
Inaugurazione: giovedì 23 maggio 2013, ore 12.00
Orario: 8.30-19.30. Chiuso il martedì
Biglietti: appartamenti storici+parco+mostra 12€, appartamenti storici+mostra 9€

Immagine: Autoportrait au Rolleiflex, 1947 - copyright © atelier Robert Doisneau

venerdì 1 marzo 2013

Orizzonti diversi. Fotografi a confronto

Comunicato stampa

Si inaugurerà martedì 5 marzo 2013 alle ore 19.00 la rassegna “Orizzonti diversi. Fotografi a confronto”, promossa da Cibò Enogastronomia, a cura dello storico dell’arte Fiorella Fiore e in collaborazione con Cecilia Centro per la creatività- Amnesiac Arts - Multietnica. Dal reportage alla fotografia più propriamente “artistica”, la rassegna mira a promuovere un confronto tra diversi linguaggi di chi, attraverso l’obiettivo, ci racconta una visione, un percorso, una storia. Un viaggio nella meravigliosa ambiguità dell’arte fotografica. L’iniziativa, che durerà da marzo a giugno, si svilupperà secondo una formula innovativa: inaugurazione e incontro con l’artista presso Cibò Enogastronomia, cui seguirà il giorno successivo l’apertura della mostra presso il Cecilia Centro per la creatività di Tito, che ospiterà anche micro-eventi legati all’esposizione durante tutto il periodo della mostra.
I fotografi protagonisti delle mostre, che si alterneranno da marzo a giugno, saranno: Anna Russelli, Donato Faruolo, Gerardo Fornataro, Giovanni Salvatore, Rocco Carnevale.
Primo appuntamento, martedì 5 marzo con Anna Russelli, alle 19.00 presso Cibò Enogastronomia (Via Torraca 120, Potenza); l’apertura della mostra si avrà venerdì 8 marzo dalle ore 18.00 presso il Cecilia Centro per la Creatività (C.da Santa Venere, Tito, Potenza), in occasione della giornata che il Centro dedicherà alla creatività femminile.
Le date e tutte le informazioni saranno disponibili sul gruppo Facebook dedicato alla rassegna: Orizzonti diversi. Fotografi a confronto.

Info:
http://fiorellafiore.jimdo.com/; fiorellafiore@libero.it
info@ciboshop.com
http://www.centrocecilia.it/

venerdì 22 febbraio 2013

Miranda Gibilisco. Natura Nova

Comunicato stampa

Sullo sfondo del suggestivo scenario del Complesso Monumentale di S. Gennaro all’Olmo, sede della Fondazione Giambattista Vico, nel cuore del centro storico di Napoli, si erge la meraviglia delle opere dell’artista Miranda Gibilisco che daranno vita alla mostra Natura Nova dal 15 marzo al 13 aprile 2013, con il partenariato di Fare Ambiente, movimento ecologista europeo. La Fondazione Giambattista Vico, organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS), persegue esclusivamente obiettivi culturali e di solidarietà sociale svolgendo le proprie attività nei seguenti settori: istruzione, formazione, promozione e valorizzazione delle risorse storico-artistiche soprattutto del territorio campano.
Nel titolo della mostra, Natura Nova, si espleta il contenuto dell’esposizione tesa ad esprimere un significato nuovo che si configura come un viaggio alla scoperta di sensazioni d’animo che si uniscono agli splendidi scorci architettonici, dove un organo e una teca d’altare si trasformano, diventando tutt’uno con l’intensa spiritualità del luogo e offrendo punti di vista inediti e unici. Utilizzando dunque la forza evocativa degli scatti fotografici, l’artista “si svela” e ci racconta la potenza e la suggestione di nuove soluzioni che richiamano il sacro e il profano, facendoli talvolta divenire parte integrante l’una dell’altra, per coglierne tutta l’energia vitale che vi è racchiusa. In questa nuova prospettiva il lavoro della Gibilisco è una vera e propria sfida, che, come afferma il curatore “diventa in tal modo più ardua e ambiziosa... Si materializzano così vere finestre su un esterno immaginato, aperture impreviste che veicolano sensazioni contrastanti, scompaginando quell’ordine, visivamente rituale, al quale quel tipo di architettura ci ha da sempre abituati”.
La vera essenza delle opere di Miranda Gibilisco risiede nella sua meticolosità: ogni soggetto non è casuale, ogni scatto è la rappresentazione della sensibilità dell’artista che riporta nelle sue immagini tutta la sua esperienza, la sua vita, le sue sensazioni passate, presenti e future. Come ben racconta l’allestimento della mostra, la posizione delle grandi installazioni all’interno del complesso religioso napoletano fa in modo di far respirare tutta la spiritualità del contesto, tutto il misticismo che solo il santo patrono di una città unica come Napoli può trasmettere e fondendosi con le immagini degli scorci incantevoli della Gibilisco forniscono al visitatore un’esperienza sensoriale davvero perfetta.
Il tutto racchiuso in una sospensione temporale amplificata grazie alle suggestive sonorità di Massimiliano Ventrone e alla performance del coreografo e danzatore Guido Silveri dove un corpo etereo in continuo movimento si fonde con l’acqua “alla scoperta di quella natura primordiale, fonte inesauribile di forza vitale, di energia, ostinata promotrice di quel tracciato che è intima via per la conoscenza del nostro io” (Mariano Cipollini).

Titolo mostra: Miranda Gibilisco. Natura Nova
A cura di: Mariano Cipollini
Sede: Fondazione Giambattista Vico, Complesso monumentale di San Gennaro all'Olmo, Via San Gregorio Armeno 35, Napoli
Periodo: 15 marzo - 13 aprile 2013
Vernissage: 15 marzo 2013, ore 18.00
Con testi critici di: Mariano Cipollini e Pierre Hidalgo
Musiche: Massimiliano Ventrone
Coreografie e danze: Guido Silveri
Orari di apertura: tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00
Biglietto: ingresso gratuito

venerdì 18 gennaio 2013

Stefano Zardini. M.I.N.E. winter

Comunicato stampa

Dal 24 gennaio al 23 febbraio 2013, GAMManzoni - Centro Studi per l’Arte Moderna e Contemporanea di Milano ospita la mostra di Stefano Zardini, i cui scatti realizzati in occasioni di guerre, di emergenza e di problematiche sociali, in più di 70 paesi nel mondo, sono accolti sulle pagine di molte testate internazionali.
Stefano Zardini, tra i pochi fotografi occidentali a entrare in nazioni ancora chiuse negli anni ‘70 e ‘80 quali Vietnam, Oman, Yemen del Sud, Arabia Saudita, Albania, è famoso, tra l’altro, per i suoi reportage in scenari di guerra (Ciad-Libia, 1986; Iran-Iraq, 1987; Mozambico, 1988), in territori sconvolti da eventi naturali (terremoto in Armenia, 1988; uragano nel Bangladesh, 1991), o ancora sulle condizioni di lavoro dei Dalit e sulla prostituzione (India, 2006 - presentato al Festival Internazionale di Fotogiornalismo di Perpignan – Visa pour l’Image 2008) o sul traffico di stupefacenti sul confine con l’Afghanistan (Tajikistan, 2000 e 2008 - commissionato dall’UNODC - United Nations Office on Drugs and Crime).
L’esposizione milanese offrirà l’occasione di scoprire un diverso lato di Stefano Zardini, quello più legato al mondo della Fine Art, con le immagini del suo più recente progetto dal titolo M.I.N.E. (Multiple Infringing Nature Expression). I soggetti ritratti sono essenzialmente paesaggi montani, siano essi alberi, cime innevate, piste da sci. Di questi scatti Zardini isola un dettaglio, lo moltiplica e lo modifica, amplificandone l’effetto e creando nuove immagini. Ottiene così un risultato sorprendente che gli permette di esplorare nuove possibilità sia tecniche che espressive, come se l’immagine statica si animasse e generasse da se stessa nuovi frammenti che si combinano tra di loro.
Come afferma lo stesso Zardini, “L’istantanea, come creta grezza, è materia originale da elaborare, parte di un insieme e non opera finita; riproposta e riutilizzata sino a trasformarsi in una nuova immagine, diversa, più forte, più lontana dalla semplice osservazione dell’originale. Lo scatto integro che diventa dettaglio – continua – è moltiplicato, accoppiato, ruotato, e crea un nuovo originale generato da se stesso ma con un diverso significato e una forza espressiva trasversale alla sua stessa primigenia”.
Nel corso dell’inaugurazione – giovedì 24 gennaio, ore 18.30 – sarà disponibile in anteprima il catalogo M.I.N.E.  selfgenesis che raccoglie anche i suoi lavori relativi a M.I.N.E. Summer.

Titolo mostra: Stefano Zardini. M.I.N.E. winter
Sede: Milano, GAMManzoni (via A. Manzoni, 45 - 20121 Milano)
Periodo: 24 gennaio - 23 febbraio 2013
Orari: da martedì al sabato 10-13 e 15-19
Ingresso: libero

Immagine: Stefano Zardini, Two colors - © Stefano Zardini