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mercoledì 20 marzo 2013

Paolo De Cuarto. Tracce

Comunicato stampa

Dal 23 marzo al 29 aprile 2013, presso il complesso di Santa Lucia e Agata a Matera, si terrà la mostra “Tracce” di Paolo De Cuarto, a cura di EAC di Achille Bonito Oliva e Umberto Scrocca. L'evento, promosso dall'Ente Parco della Murgia Materana con il patrocinio  del Comune di Matera e dell'Associazione Matera 2019, è organizzato da Opera Arte e Arti, dalla associazione Spirale d'Idee e Gigart.
Frammenti di vecchie rèclame, che hanno fatto la storia della pubblicità, dall’Olivetti alla Pepsi per arrivare al mito della Vespa, sono i protagonisti della mostra. L’artista riporta su tela piccoli brandelli di pubblicità degli anni ’50 e ’60, epoca in cui grandi marchi, rimasti confinati per decenni a una dimensione provinciale, si affermano e s’impongono sullo scenario mondiale. Il marchio diviene immediatamente riconoscibile, idea e oggetto si sovrappongono fino a diventare una cosa unica. Ecco perché, a distanza di anni, nelle opere di De Cuarto è sufficiente riproporre solamente il carattere del logo o una sfumatura di colore per riconoscere all'istante il marchio raffigurato. L’artista, nei suoi lavori, si sofferma sulle tracce che il tempo ha depositato su quei marchi, che possono anche assumere le sembianze di slogan, e che continuano a far risuonare nelle menti del pubblico analogie e rimandi. Egli decontestualizza l’immagine dal contesto originale per trasformarla in un’opera d’arte grazie a un linguaggio creativo e semplice, operando per sottrazione, togliendo, sgrossando e lasciando vivere solo i tratti essenziali.
Il progetto rientra nell'ambito degli importanti eventi innovativi promossi da  Eletronic Art Caffè (E.A.C.), contenitore interattivo di eventi multimediali realizzati dai protagonisti delle avanguardie artistiche internazionali. Lo spazio virtuale dell’Electronic Art Café è confermato dalla proposta “Artisti in pedana” curata da Achille Bonito Oliva, che per l'occasione ha deciso di promuovere e sostenere l'originalità e  la straordinaria sensibilità di Paolo De Cuarto. In concomitanza sarà inaugurato un nuovo spazio espositivo di Opera Arte e Arti, in Piazza Duomo dove sarà presentata una sezione distaccata della mostra.
L'evento sarà presenziato dall'artista e da Umberto Scrocca cofondatore dell'Eletronic Art Caffè (E.A.C.). Interverranno inoltre Pierfrancesco Pellecchia, presidente dell'Ente Parco della Murgia Materana; Salvatore Adduce, Sindaco di Matera; Paolo Verri, presidente dell'Associazione Matera 2019; Massimo Ferrarotti, Presidente di Spirale d'idee; Enrico Filippucci, direttore artistico di Opera Arte e Arti, Danilo Gigante, Presidente Gigart.

Paolo De Cuarto (all’anagrafe Paolo Scozzafava) nasce a Catanzaro nel 1972, è il quarto di cinque figli maschi (da qui lo pseudonimo De Cuarto). La prima tappa della sua formazione ha luogo in Calabria, dove inizia la sua ricerca sull’utilizzo della materia e della plasticità dell’immagine. Nel 1994 De Cuarto si trasferisce a Milano, dove frequenta gli ambienti artistici dell’Accademia di Brera e dello storico Bar Jamaica, e dove inizia ad affinare la sua passione per tutte le forme artistiche espressive che lo portano a trasferirsi, per motivi di ricerca e studio, per tre anni in Spagna. Ritornato, più maturo e consapevole, a Milano, inizia a collaborare come assistente artistico nello studio del Maestro Mimmo Rotella. Da questa esperienza nasce un grande sodalizio intellettuale con il Maestro e la sua “vera formazione artistica”, come ama ricordare. La collaborazione tra i due finisce alla fine del 2002 quando Paolo inizia a percorrere autonomamente la sua strada nel mondo dell’arte. Le sue opere sono conservate all’interno d’importanti collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero.

Titolo mostra: Paolo De Cuarto. Tracce
A cura di: EAC di Achille Bonito Oliva e Umberto Scrocca
Sedi: Complesso di Santa Lucia e Agata, Porta Pistola, Sasso Caveoso, Matera
Spazio Opera, Piazza Duomo, Matera
Periodo: 23 marzo - 29 aprile 2013
Inaugurazione: sabato 23 marzo 2013, ore 18.00
Ente promotore: Ente Parco della Murgia Materana
Organizzazione evento: Spirale Milano, Opera Arte & Arti, Gigart
Con il patrocinio di: Comune di Matera, Associazione Matera 2019
Prefazione al catalogo di Achille Bonito Oliva
Orari: tutti i giorni 10.00-13.00, 17.00-20.30; chiuso festivi e lunedì.
Ingresso: libero

giovedì 3 settembre 2009

Pubblicinvasioni

Comunicato stampa

Pubblicinvasioni è un concorso ideato dall’associazione lucana Amnesiac Arts che si propone di indagare il rapporto, a volte controverso, a volte fin troppo trasparente, tra arte e pubblicità nella società contemporanea.
Il concorso ha scelto come tema di riflessione il transito ed è destinato a produrre un evento pubblico temporaneo nella città di Potenza. Le diciotto opere finaliste infatti, sotto forma di cartelloni pubblicitari, invaderanno una via di passaggio, di transito appunto, della città dal 4 al 13 settembre 2009.
La giuria che ha selezionato le diciotto opere finaliste, e tra queste il vincitore, è composta da Marcello Maloberti, già protagonista di un workshop tenuto a giugno a Potenza sullo stesso tema, Silvano Manganaro (storico dell’arte, curatore e redattore di “Drome Magazine”), Massimiliano Tonelli (direttore di “Exibart“), Livia Ponzio (direttrice del festival di cinema al femminile “Io, Isabella”), Pasquale Pezzillo (portavoce del gruppo musicale JoyCut ed ideatore della campagna La Foresta degli Alberi Fantasma), Francesco Scaringi (uno degli ideatori e curatori della manifestazione Arte in Transito. Paesaggio Urbano e Arte Contemporanea e presidente dell’Associazione Basilicata 1799), Marcello Samela (artista e socio dell’associazione Amnesiac Arts).
Vincitore del concorso è Bruno Di Lecce con l'opera Una domenica qualunque.
Il premio del concorso, prevede l’affissione dell’opera nel formato 6x3mt, e la pubblicazione dell’opera-pubblicità su una pagina di “Exibart on paper”, una delle più note e diffuse riviste d’arte contemporanea italiane, in un continuo gioco di rimandi e di compenetrazioni tra i due linguaggi, pubblicitario e artistico.
Pubblicinvasioni è inserito nell’ambito del progetto Arte in Transito. Paesaggio Urbano e Arte Contemporanea, ideato e curato dall’Associazione Basilicata 1799, promosso dalla Regione Basilicata con la compartecipazione del Ministero per i Beni Culturali, e la collaborazione del Comune di Potenza. E’ una manifestazione di esplorazione/riflessione estetica della città di Potenza che si svolge da maggio a settembre 2009 e che ha portato in città personaggi di primo piano della cultura contemporanea come Massimo Cacciari, Mario Perniola, Franco Purini, Daniel Buren, Studio Azzurro, Bianco – Valente, Michele Iodice.

Arte In Transito. Paesaggio urbano ed arte contemporanea. Sezione Attenzioni
Pubblicinvasioni
mostra/concorso d'arte contemporanea
a cura di Amnesiac Arts

Opere di:
Daniela Attanasio, Claudio Beorchia, Mauro Bubbico-Michele Santarsiere-Giancarlo Riviezzi, Bruno Di Lecce, Peppe Esposito, Donato Faruolo, Roberta Filippelli, Werther Germondari, Silvio Giordano, Angela Lioi, Concetta Modica, Arcangelo Moles, Fabio Nicotera, Antonio Positino, Angelo Pretolani, Roberto Ranaldi, Nicola Renzi, Angelo Riviello

Inaugurazione mostra delle opere finaliste: Venerdì 4 Settembre 2009 ore 18.30
Via Bertazzoni (quartiere San Rocco) - Potenza
Le opere saranno visibili, negli spazi di pubblica affissione, fino al 13 Settembre 2009.

mercoledì 10 giugno 2009

Pubblicinvasioni

Comunicato stampa

Pubblicinvasioni è un workshop ideato dall’associazione culturale AmnesiacArts che si terrà a Potenza dal 2 al 4 luglio. Pensato come un laboratorio di arte contemporanea multidisciplinare, è basato sull’osservazione del carattere fortemente comunicativo dell’arte contemporanea e del suo continuo dialogo con il linguaggio pubblicitario. Dieci giovani artisti residenti in Basilicata, sotto la guida di Marcello Maloberti, saranno chiamati a riflettere sul rapporto arte/pubblicità e a creare delle opere d’arte sotto forma di cartelloni pubblicitari pensati per gli spazi della città di Potenza. Gli elaborati creati durante il laboratorio con Maloberti parteciperanno ad un concorso nazionale di prossima uscita dal carattere fortemente invasivo che avrà come tema “i transiti” e si approprierà di spazi pubblici sfruttando le metodologie tipiche della pubblicità.
Pubblicinvasioni è inserito nell’ambito del progetto Arte in Transito. Paesaggio Urbano e Arte Contemporanea (http://www.arteintransito.it/), ideato dall’Associazione Basilicata 1799, con la partecipazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Basilicata e la collaborazione del Comune di Potenza, un’importante manifestazione di esplorazione/riflessione della città di Potenza che si svolge da Maggio e Settembre 2009.

Dal 2 al 4 luglio 2009
Palazzo Loffredo, via Andrea Serrao, Potenza
Sala del Campanile presso il ‘Museo Archeologico Nazione Dinu Adamesteanu’

sabato 9 maggio 2009

USA 1929-1939. Dalla Grande crisi al New Deal

A cura di Uliano Lucas Milano, Fondazione Antonio Mazzotta Dal 16 maggio 2009

Comunicato stampa

La Fondazione Antonio Mazzotta propone per i mesi estivi una mostra - a ingresso libero - che affronta un tema di grande attualità: si tratta di un percorso tra grafica pubblicitaria e fotografia dedicato agli anni cruciali della storia americana dello scorso secolo, dalla crisi del 1929 alle riforme del New Deal rooseveltiano.
L’esposizione si compone infatti di 50 manifesti di grande formato e di circa 70 fotografie dei massimi protagonisti di quegli anni, tra cronaca, documentazione e innovazione fotografica.
Le due sezioni sono però strettamente intrecciate all’interno di un grande tema comune: il mondo del lavoro, di cui i manifesti offrono una visione propagandistica, efficace e sublimata quanto appunto può esserlo una campagna pubblicitaria, mentre le fotografie, da quelle di cronaca sul crollo della Borsa di New York a quelle sulla disoccupazione e sulla Depressione nelle campagne americane, presentano la dura realtà lontana da quel sogno dell’American Way of Life proposto dai manifesti e dalla propaganda politica dei presidenti repubblicani, come Herbert Hoover.

I manifesti della Mather Work Incentive
I 50 manifesti litografici del 1929 fanno parte di una più ampia serie sul tema del lavoro che l’agenzia pubblicitaria Charles Mather di Chicago progettò al suo interno, ogni anno, dal 1923 fino al 1929. Soggetto unico ed esclusivo è l’ottimizzazione del lavoro, in particolare manageriale, che fornisce una sorta di vademecum esemplare di come si deve lavorare, di cosa fare per diventare un perfetto manager, quali rapporti tenere con i superiori, quale atteggiamento avere per trovare, migliorare e incentivare il lavoro. “Hai un’idea? Non tenertela per te…”, oppure “Stai in guardia: quel che dici e come lo dici può farti degli amici e farteli perdere. Sii prudente”, “Un dettaglio dimenticato può rovinare una giornata di lavoro”. Lo spirito dell’efficientismo americano e il culto della competizione si rispecchiano in questi manifesti creati dall’equipe dei grafici pubblicitari dello studio, come Frank Beatty e Willard F. Elmes. Sorta per celebrare i ruggenti anni Venti e le speranze di prosperità americana (“Un pollo in ogni pentola, due macchine in ogni garage” era uno degli slogan della campagna elettorale di Herbert Hoover), questa serie di manifesti non può che interrompersi nell’anno del venerdì nero di Wall Street che mette fine a tutte le illusioni. Saranno quindi i fotografi, girando per le città e la campagna, a documentare la drammaticità della situazione e i segni di rinascita.

Fotografia americana, 1927-1945: dal noir alla foto sociale
Nella parte dedicata alla fotografia, curata da Uliano Lucas, grazie alla forza documentaria tipica del mezzo, viene ricostruito un percorso di idee forti che permearono l’America di quegli anni, come reazione a un eccezionale periodo di crisi. Articolata in piccoli capitoli, ciascuno dedicato a un aspetto particolare della fotografia americana, la sezione offre uno spaccato delle varie tendenze e dei protagonisti di quegli anni, attorno a due pilastri portanti dell’epoca, quali il fotogiornalismo e le campagne sociali promosse dal governo di Roosevelt, come quella della Farm Security Administration sulla situazione dei contadini e delle zone rurali.
Da una parte abbiamo le fotografie di cronaca che ci restituiscono le atmosfere drammatiche (come il crollo della Borsa o gli incidenti stradali) conosciute soprattutto attraverso la loro rielaborazione cinematografica, dall’altra i fotografi della League (come Walter Rosenbaum o Sid Grossman) e quelli della Farm Security Administration (Walker Evans e Dorothea Lange in prima linea) impegnati in una sistematica opera di documentazione sociale, che al contempo si concretizza anche come manifesto estetico e stilistico sul valore dell’arte e del suo rapporto con la realtà. Il grande filone del realismo che domina in Europa e in America a partire dagli anni Venti ( e di cui anche i manifesti in mostra danno la loro particolare testimonianza) trova la sua sublimazione proprio nell’importanza attribuita alla fotografia come specchio del reale. Le fotografie di Evans, Rosenbaum, Lange, Shahn, così dirette e severe, non solo hanno contribuito a formare l’epopea del New Deal rooseveltiano, ma rappresentano ancora oggi un paradigma estetico imprescindibile per comprendere l’America dura e vitale di quel periodo.
Attraverso il rapporto di queste immagini (sia dei manifesti che delle fotografie) con il cinema, in primo luogo, la letteratura e infine la musica è possibile ricostruire il tessuto culturale di un decennio cruciale per l’America, e ancora estremamente attuale.

Contenuto della mostra
a) Collezione di 50 manifesti di grande formato (90x110 cm.), realizzati verso la metà nel 1929 a cura di un gruppo di artisti americani tra cui Willard Frederic Elmes, Hal Depuy, Frank Beatty, Robert Beebe, Henry Lee Jr., etc.
Tiratura in numero limitato di copie, in litografie originali presso lo stampatore Mather & Company di Chicago.
b) Fotografie, circa 70 immagini da archivi americani
1) Selezione di circa 10 immagini realizzate sia da fotografi artisti che da cronisti anonimi, e che mettono in evidenza la nuda realtà della crisi, con i dormitori pubblici, le code per il cibo, le folle disorientate all’annuncio del crack in borsa o l’istante in cui la prima scarica elettrica uccide una donna condannata a morte.
2) Libreria del Congresso di Washington
Circa 30 immagini selezionate dal fondo della Farm Security Administration, con i seguenti fotografi: Jack Delano, Walker Evans, Dorothea Lange, Russell Lee, Carl Mydans, Arthur Rothstein, Ben Shahn.
3) Immagini della Photo League, gruppo fondato da Walter Rosenblum, che realizza fotografie di New York dal 1936. Il materiale verrà reperito grazie alla collaborazione della vedova di Rosenblum. In questo contesto, vedremo lo sviluppo della fotografia sociale in America, fino a raggiungere aspetti di autentica arte.
4) Copertine delle riviste più significative del periodo, come Life o Fortune, che pubblicano in copertina strepitose fotografie di Margaret Bourke-White.

Il catalogo edito da Mazzotta contiene oltre al testo del curatore di Uliano Lucas, i saggi di Pietro Bellasi, Tiziano Bonazzi, Gian Luca Farinelli, John Heller, Pina Lalli, Franco La Polla, Federico Montanari e Vera Zamagni.

USA 1929-1939. Dalla Grande crisi al New Deal
A cura di Uliano Lucas
Milano, Fondazione Antonio Mazzotta
Foro Buonaparte 50
16 maggio - 16 luglio 2009
8 settembre - 4 ottobre 2009
(chiusa dal 17 luglio al 7 settembre per la pausa estiva)

Orario: 9.30-18.30: giovedì 9.30-22. Chiusura lunedì
Ingresso Libero
Per informazioni Fondazione Antonio Mazzotta - www.mazzotta.it, tel. 02.878197-878380
Catalogo con testi di Pietro Bellasi, Gian Luca Farinelli, Uliano Lucas, Tiziano Bonazzi, Franco La Polla, Pina Lalli, Federico Montanari, Vera Zamagni.
Edizioni Gabriele Mazzotta (pp. 160, ill. 106, Euro 28,00, Euro 20,00 durante la mostra)

martedì 28 aprile 2009

Parole Contro

Il tempo della Poesia Visiva

Comunicato stampa

Nella primavera del 1963, un gruppo di giovani intellettuali fonda a Firenze il Gruppo 70. Nello stesso anno, alcuni di loro danno vita a uno dei movimenti artistici più innovativi e originali della seconda metà Novecento, la POESIA VISIVA.
Interessati alle moderne modalità di comunicazione di massa, questi artisti si proposero di trasformare la più pervasiva delle sue forme, la pubblicità, in poesia, con “l'utopia di cambiare il mondo”.
Parole Contro. Il tempo della Poesia Visiva è il titolo della mostra che, per la prima volta, indaga gli anni cruciali della nascita e dello sviluppo di questa corrente artistica, il quinquennio dal 1963 al ‘68.
L'esposizione, curata da Lucia Fiaschi, è organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Montevarchi in collaborazione con l'Archivio Venturino Venturi, con il sostegno della Regione Toscana e della Provincia di Arezzo nell'ambito del progetto regionale “Una rete delle culture della contemporaneità”; sponsor ufficiale della mostra Zucchetti Centro Sistemi.
Realizzata nel complesso de La Ginestra di Montevarchi, la mostra presenta al pubblico 110 opere, per la maggior parte inedite, degli artisti del gruppo storico della Poesia Visiva: Ketty La Rocca, Roberto Malquori, Lucia Marcucci, Eugenio Miccini, Luciano Ori, Michele Perfetti e Lamberto Pignotti. Esposti, inoltre, documenti originali, anche sonori, manifesti, locandine, depliant. Chiude il percorso, un film con interviste ad esponenti del movimento e al critico Sergio Salvi.
Le opere in mostra provengono da collezioni pubbliche, Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato e MART di Rovereto, e da prestigiose collezioni private tra cui quelle degli artisti.
In mostra una selezione di opere tra le più rappresentative degli anni 1963- 68, realizzate con la tecnica del collages. Opere di grande attualità e dal forte impatto, come: “Sino in fondo” (1966) di Michele Perfetti, dove parole come sogni, amore, verità.. vengono risucchiate da un cesso che le espelle frantumate; “L'appetito vien mangiando” (1963) di Lucia Marcucci; “Catherine Spaak” (1964) di Luciano Ori; “Da Martin Luther King” (1968) di Roberto Malquori, dove una tipica pin up nuda, degli anni Sessanta,appare ricoperta di frasi del famoso uomo di pace; “Poesia trovata. La Nazione” (1967) di Eugenio Miccini; “Quel lunedì mattina” (1965) Lamberto Pignotti e “Top Secret” (1965) di Ketty la Rocca.
“Noi avevamo l'utopia di cambiare il mondo attraverso la poesia - dice Michele Perfetti nell'intervista in catalogo – […] la poesia visiva costringe a guardare il mondo con occhi diversi. Ecco, da noi c'era questa utopia, contribuire a cambiare il mondo facendolo vedere con occhi diversi”.
Nella primavera del 1963 e l'anno successivo, a Firenze, si tennero al Forte di Belvedere due convegni internazionali “Arte e Comunicazione” e “Arte e Tecnologia” che segnano la nascita del Gruppo 70. Fondato da artisti di diversa formazione, i poeti Lamberto Pignotti e Eugenio Miccini, i musicisti Sylvano Bussotti e Giuseppe Chiari, i pittori Loffredo, Antonio Bueno e Alberto Moretti, a cui si aggiunsero ben presto diversi pittori, tra cui Roberto Malquori, Lucia Marcucci, Luciano Ori, Ketty La Rocca e Michele Perfetti.
Nello stesso anno, alcuni di loro si uniscono per dar vita ad una nuova corrente artistica, che Pignotti e Miccini chiameranno Poesia Visiva: “…si chiama così perché nasce dalla poesia – come sostiene Lamberto Pignotti nell'intervista in catalogo - in fondo è quel tipo di poesia che, stanca di stare nei libri e nella bocca di chi la vuol dire, si sente a mal partito e quindi trova rifugio nel quadro, nella performance, anche se ancora non si chiamava così, nella poesia spettacolo”.
Un movimento, certamente originale, nonostante i dichiarati ‘debiti' con la cultura più avanzata di quegli anni (Nouveaux Réalisme, New-Dada , gli happening di Kaprow e le esperienze musicali di John Cage).
Per lo più fiorentini, ma in contatto con le punte più avanzate della cultura internazionale, gli artisti della Poesia Visiva segnarono uno dei momenti di maggior vivacità della cultura fiorentina del secondo dopoguerra, in cui affondano le radici di molti linguaggi della contemporaneità.
Fin dall'inizio, la Poesia Visiva, instaura un rapporto stretto con i mezzi di comunicazione di massa, ne assume i modelli e il linguaggio, ma ne stravolge il senso, denunciandone il ruolo negativo nel contesto sociale. Quella che poi Eugenio Miccini definirà una vera e propria “guerriglia semiologica”.
“Noi siamo dei fuggiaschi - scriveva Miccini - o degli evasi dalla letteratura e dalla storia dell'arte, abbiamo cercato di vedere quali erano i linguaggi reali che sono effettivamente parlati dalla società. […] il nostro scopo era di parlare veramente, di vomitare contro i padroni della parola e quelli dell'immagine”.
Come la Pop Art, seppure con una posizione più marcatamente concettuale ed ideologica in opposizione al sistema, il movimento della Poesia Visiva si pose quindi in posizione critica nei confronti della massificazione culturale operata dai media, con l'intenzione di attivare nel pubblico la capacità di critica.
La mostra è accompagnata da un programma di iniziative collaterali come visite guidate, conferenze, concerti e performances. Il catalogo, edito da Carlo Cambi Editore, contiene le interviste agli artisti.

Parole Contro. Il tempo della Poesia Visiva
Fino al 21 giugno 2009
Cantieri la Ginestra
località La Ginestra, Montevarchi (AR)
Orari: Sabato e Domenica 10.00-19.00; Venerdì 16.00-19.00; dal Lunedì al Giovedì, solo su prenotazione, per scuole e gruppi minimo 15 persone
Biglietto: Ingresso 3 euro, gratuito sotto i 18 anni e sopra i 65 anni
Info e prenotazioni:
055.9108247/8/9 - 055.9108230/314 - 055.9175028
settore.cultura@comune.montevarchi.ar.it