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mercoledì 10 settembre 2014

Poesia Festival 2014

Comunicato stampa

Poesia Festival presenta la sua decima edizione e dal 25 al 28 settembre la provincia modenese che si adagia ai piedi del primo Appennino sarà lo scenario per l’ormai tradizionale rassegna di inizio autunno dedicata alla poesia e ai poeti. La rassegna porta il meglio della poesia italiana e internazionale nelle piazze dell’Unione Terre di Castelli (formata dai comuni di Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Spilamberto e Vignola) e nei comuni di Castelfranco Emilia e Maranello. Sul palco anche noti artisti della scena teatrale, cinematografica e musicale che rendono omaggio ai grandi poeti del passato. Tutto all'insegna del “piccolo è bello”, e di un’idea del fare cultura e del proporre eventi di qualità in quella provincia che è uno dei grandi repertori di bellezza, arte, gastronomia ed eccellenze produttive del nostro Paese.
L’inaugurazione è prevista per giovedì 25 settembre al Teatro Ermanno Fabbri di Vignola con la lezione magistrale del poeta Nanni Balestrini, protagonista della stagione delle neoavanguardie e infaticabile sperimentatore, e, a seguire, lo spettacolo con Lina Sastri CanticoCantico dei Cantici e Cantico delle Creature, recital con adattamenti originali da Gluck, Mozart e Mendelssohn con lettura di due testi immortali della tradizione ebraico-cristiana.
A Poesia Festival i poeti diventano protagonisti e possono confrontarsi con il pubblico degli appassionati e dei curiosi. La decima edizione presenterà una vera e propria antologia dal vivo della poesia italiana, con poeti come Valerio Magrelli (venerdì 26 settembre a Vignola), poeta e intellettuale fine interprete dei mutamenti del nostro tempo; Cristina Alziati, Paolo Febbraro e Gabriele Frasca (sabato 27 settembre a Castelnuovo Rangone), per un pomeriggio che mette a confronto stili e personalità differente, ma dedita ad una personale ricerca stilistica, a testimonianza della ricchezza del panorama attuale; Mario Benedetti e Franco Buffoni (domenica 28 settembre a Spilamberto), poeti di primo piano e autori recentemente di pietre miliari della poesia contemporanea.
A questi autori vanno aggiunti quelli impegnati nella novità dell'edizione 2014, il Giro d'Italia della Poesia, un'iniziativa che nasce per dare una lettura della situazione culturale del Paese attraverso la lente dei poeti che vivono e animano i diversi territori. La prima tappa del Giro è nelle Marche (venerdì 26 settembre a Vignola), con i poeti Massimo Gezzi, Franca Mancinelli, Francesco Scarabicchi e Luigi Socci; nella seconda tappa si sconfina in Canton Ticino (sabato 27 settembre a Levizzano Rangone) con Prisca Agustoni, Fabiano Alborghetti e Vanni Bianconi, impegnati nel racconto della poesia italiana oltreconfine con un omaggio a Giorgio Orelli; e infine il rientro, nella terza tappa, sarà a Trieste (domenica 28 settembre a Spilamberto), una città simbolo della cultura italiana raccontata dai poeti Luigi Nacci e Christian Sinicco e dal narratore Mauro Covacich, con un omaggio a Umberto Saba.
Il confronto con la poesia in altre lingue è uno dei momenti fondamentali e di maggior successo di Poesia Festival e l'edizione 2014 si concentrerà sulla vivace scena britannica degli ultimi decenni con i poeti Simon Armitage e Jamie McKendrick, autori di grande successo in patria e all'estero, continuatori e innovatori di una lunga e ricca tradizione letteraria. Il pubblico potrà incontrarli a Vignola nel pomeriggio di sabato 27 settembre.
Poesia Festival è poesia da leggere e ascoltare, ma anche da mettere in scena, con l’aiuto del talento dei più brillanti protagonisti dello spettacolo, tra i quali spiccano i nomi della cantautrice Paola Turci, protagonista di un concerto-intervista a Castelvetro di Modena venerdì 26 settembre, di Vito con il recital originale Il cibo come poesia, racconto in versi dell’amore degli scrittori di ogni tempo per i sapori della tavola (venerdì 26 settembre a Castelnuovo Rangone), di Giuseppe Cederna impegnato nel toccante Dal sublime all'orrore – L'ultima estate dell'Europa, percorso attraverso gli scritti di poeti e scrittori testimoni della Grande Guerra (venerdì 26 settembre a Spilamberto), di Tiziano Scarpa che porterà in scena il suo onirico Lo show dei tuoi sogni, accompagnato da Luca Bergia e Davide Arneodo dei Marlene Kuntz (venerdì 26 settembre a Marano sul Panaro). A questi artisti si aggiungono Paolo Jannacci, che in Concerto per Enzo ripercorre la carriera del padre (sabato 27 settembre a Maranello), Stefano Benni con la sua originale riscrittura di Cyrano de Bergerac (sabato 27 settembre a Castelfranco E.) e Davide Van De Sfroos in un'intervista-concerto condotta dal giornalista Ezio Guaitamacchi (sabato 27 settembre a Spilamberto). La chiusura è affidata a Dallabanda, per un omaggio a Lucio Dalla con i suoi più fedeli compagni di musica e di viaggio (domenica 30 settembre a Castelnuovo Rangone).
Poesia Festival è un’occasione per condividere un momento significativo e per visitare un territorio fuori dalle consuete traiettorie del turismo, ma generoso con i visitatori, specie quando i borghi e le colline della provincia modenese si rivestono di colori irripetibili. Un festival diffuso, che unisce il piacere della scoperta dei luoghi e della bellezza della parola.

Quando: dal 25 al 28 settembre 2014
Dove: Unione Terre di Castelli in provincia di Modena (Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Spilamberto, Vignola) e comuni di Castelfranco Emilia e Maranello (MO).
Gli eventi di Poesia Festival sono tutti gratuiti.

mercoledì 28 dicembre 2011

di-segni di-versi

Comunicato stampa

Da venerdì 23 dicembre è visitabile, negli spazi espositivi del MAT di San Severo, la mostra di arte contemporanea “di-segni di-versi” che affianca tredici artisti ad altrettanti poeti e vuole proporsi come esemplificazione della celebre affermazione oraziana “Ut pictura poesis” sulla suggestione di un tema assai frequentato, ma sempre capace di suscitare emozioni e di stimolare spunti creativi: il paesaggio, nella sua accezione più ampia. L’accostamento tra parole e immagini, infatti, non nasce dalla “sudditanza” di una forma d’arte all’altra, ma scaturisce da un apparentamento del tutto naturale tra le suggestioni delle parole e quelle delle immagini e dei colori. Fa eccezione l’opera video, sempre visibile in una saletta del MAT, di Maria Korporal in cui i versi formano corpo unico con l’immagine stessa.
La mostra è curata da Teo de Palma, per quanto riguarda la sezione di arti visive, e da Enrico Fraccacreta e Salvatore Ritrovato (poeta, saggista, critico letterario e docente di Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi di Urbino) per quanto concerne la sezione dei testi poetici. Il coordinamento della mostra è del Direttore del MAT, Elena Antonacci; l’allestimento è di Graziano Urbano e Antonello Vigliaroli del MAT (Consorzio Libero), nonché di Leonardo Avezzano e Leonardo Napolitano; la promozione e la comunicazione a cura di Ernesto Colio, tutti operatori del Museo dell’Alto Tavoliere.
La mostra è accompagnata da un raffinato calendario, che riproduce alcune delle opere esposte temporaneamente in questo periodo al MAT, calendario che il Centro Grafico di Foggia ha realizzato, seguendo una sua ormai consolidata tradizione: un piccolo gioiello editoriale, questo calendario, che può a ragione considerarsi la quattordicesima opera in mostra.
A corollario della mostra “di-segni di-versi”, agli inizi del prossimo anno il MAT ospiterà una ricca serata di full immersion nell’arte: accanto alla presentazione ufficiale del calendario, con critici d’arte, critici letterari e musicisti, un focus sulle opere presenti in mostra, il reading delle poesie che si intrecciano alle opere d’arte esposte, e le note di un concerto jazz, alla presenza del Sindaco di San Severo, Gianfranco Savino, dell’Assessore al Museo, Raffaele Bentivoglio, del Segretario Generale - Dirigente ad interim Servizi Museali, Felice Scarlato e della Coordinatrice Area III, Carolina Tricarico del Comune di San Severo.

Titolo mostra: di-segni di-versi
Sede: San Severo, MAT - Museo dell’Alto Tavoliere
Periodo: 23 dicembre 2011-31 gennaio 2012
Curatori: Teo de Palma (arti visive), Enrico Fraccacreta e Salvatore Ritrovato (poesia)
Coordinamento: Elena Antonacci
Allestimento: Graziano Urbano, Antonello Vigliaroli, Leonardo Avezzano, Leonardo Napoletano
Gli Artisti: Salvatore Anelli, Michele Attianese, Paolo Bini, Italo Bressan, Giulio De Mitri, Teo De Palma, Maria Korporal, Ombretta Gazzola, Eliana Petrizzi, Salvatore Lovaglio, Ruggero Maggi, Franco Marrocco, Antonio Maria Pecchini.
I Poeti: Lino Angiuli, Roberta Bertozzi, Emilio Coco, Sergio D’amaro, Enrico Fraccacreta, Andrea Gibellini, Gianfranco Lauretano, Daita Martinez, Massimo Morasso, Raffaele Niro, Loretto Rafanelli, Salvatore Ritrovato, Lucio Toma.
Orari di apertura: lun-ven: 9.00-13.00 (ultimo ingresso), 16.00-20.00; sab: 18.00-21.00; dom: 10.30-13.30, 18.00-21.00.

lunedì 24 gennaio 2011

Voce di vento

Comunicato stampa

Secondo appuntamento per la rassegna "Un libro una mostra". Singolare progetto che fonde due espressioni artistiche quali: pittura e poesia. ADSUM non è nuova a eventi in cui discipline espressive differenti come pittura, scultura, musica e letteratura si intersecano in un connubio espressivo di indubbia suggestione. Il testo di Giovanni Parisi parla di luoghi e personaggi della sua giovinezza che richiamano le atmosfere della quotidianità della provincia pugliese con un profondo senso di malinconia verso un “piccolo mondo antico”. Ma questo non è che un punto di partenza per porsi domande sul senso della vita, dell’amore, dei sogni. “Voce di vento” è appunto una delle liriche scelta dagli artisti per intitolare la mostra poiché esprime visivamente l’idea di un soffio che attraversa la nostra esistenza sussurrandoci ciò per cui vale la pena vivere. Un soffio di antica arcana bellezza di cui ci sfugge l’origine e ci è sconosciuta la meta. Soffio che sussurra, scompiglia, urla, accarezza. Soffio di disperazione e speranza, di tragedia e incanto.
Dieci gli artisti che si sono fatti coinvolgere emotivamente in un cammino a ritroso nella propria storia e che attraverso il loro originale linguaggio visivo hanno dilatato attraverso le immagini i versi poetici dell’autore. Una simbiosi di forte impatto emotivo che trascina l’osservatore in un viaggio indietro nel tempo consentendogli di riassaporare sensazioni dimenticate e percepire l’importanza del ricordo come bagaglio indispensabile nel viaggio della vita.

Titolo mostra: Voce di vento. Elaborazioni pittoriche su testi poetici di Giovanni Parisi
Sede: ADSUM Artecontemporanea, Terlizzi (BA)
Inaugurazione: sabato 5 febbraio 2011 ore 18.30
Presentazione del libro: “Il casale” di Giovanni Parisi
Durata: 5-19 febbraio 2011
Orari: dal lunedì al sabato dalle ore 10.00-12.30, 18.00- 20.30; chiusura giovedì pomeriggio e festivi
A cura di: Renato Brucoli e Luigi Dello Russo
Artisti in mostra: Maria Addamiano, Cosmo Allegretta, Maria Bonaduce, Paolo De Nicolo, Pietro De Scisciolo, Angelo Lamorgese, Fabrizio Molinario, Giovanni Morgese, Ines Tarascio, Francesco Tullo.

mercoledì 3 novembre 2010

Poeti in libertà

Comunicato stampa

A Siena, il 5 e il 12 novembre 2010 alle ore 17.30, presso la Chiesa della Maddalena (Via Mattioli, 4/A) si svolgerà il primo festival internazionale di poesia ospitato dalla città: Poeti in libertà: Incontri internazionali di poesia per la cooperazione e per la pace, ideato ed organizzato dall’Associazione Culturale Macondo (www.macondosiena.it) e finanziato dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e dall’Ente per il Diritto allo Studio della Toscana.
Parteciperanno all’evento leggendo le proprie opere poeti provenienti dagli Stati Uniti, dalla Bosnia, dalla Serbia, dalla Francia, dalla Grecia e dall’Italia, con un particolare riguardo ai poeti legati al nostro territorio: il 5 novembre Sinan Gudžević (Serbia/Croazia), Paolo Maccari (Italia), Sotirios Pastakas (Grecia), Maria Teresa Santalucia Scibona (Italia), Abdulah Sidran (Bosnia); il 12 novembre Francis Combes (Francia), Matia Curci (Italia), Paul Polansky (Stati Uniti d’America), Caterina Trombetti (Italia).
Alle performance poetiche si alterneranno assaggi di vini e formaggi del territorio, con l’intenzione di recuperare le atmosfere conviviali e simposiali della poesia delle origini, “convinti come siamo che ‘anche i versi sono contenti quando la gente si incontra’, come recitava un verso del poeta Izet Sarajlić e che idealmente poniamo in epigrafe ai nostri incontri”, come hanno dichiarato Giuseppe Emiliano Bonura e Duccio Benocci, rispettivamente Presidente e Responsabile comunicazione dell’Associazione Macondo. “Nelle nostre intenzioni questi incontri si inquadrano in una prospettiva dinamica del concetto di cultura, rendendo possibile una fruizione popolare dei più bei versi dei poeti contemporanei. Ci auguriamo inoltre che una tale iniziativa possa col tempo divenire un aspetto strutturale e progressivo nel panorama culturale senese e internazionale, anche noi auspicando e incoraggiando l’elezione di Siena a Città Europea della Cultura nel 2019”.
Il 12 novembre, a conclusione delle letture dei poeti ed in anteprima nazionale per le sale, verrà proiettato “La mia Toscana”, un filmato che vede protagonista John Malkovich: si tratta di un dialogo su dieci parole chiave del nostro tempo, tra Malkovich e Daniele Magrini, giornalista e direttore di «Toscana Tv» (il quale presenterà il cortometraggio), con la regia di Lorenzo Galanti. Da “Toscana” a “futuro”, in 12 minuti, un piccolo viaggio sulla potenza e la suggestione della parole.
Alla realizzazione del festival hanno inoltre collaborato la “Sala Rosa” (Università degli Studi di Siena), l’Associazione Istituto Gramsci Senese e l’Associazione “Casa della Poesia” (Salerno). L’iniziativa è promossa dalla Provincia di Siena e dal Forum provinciale della cooperazione e solidarietà internazionale, con il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Siena.

martedì 15 giugno 2010

Eventi in pillole

a cura di Francesco Mastrorizzi

PREMIO INTERNAZIONALE "POESIA IN BOTTIGLIA"
Palazzo Ducale, Genova

Giovedì 17 giugno 2010, ore 18.00

A Manuel Agnelli, leader e autore dei testi del gruppo rock alternativo Afterhours, è stato assegnato il premio "Poesia in bottiglia", autorevole riconoscimento che viene conferito nell’ambito del "Festival Internazionale di Poesia", manifestazione dedicata a versi e rime in programma dal 10 al 20 giugno 2010 presso Palazzo Ducale a Genova. La consegna del premio avverrà nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale giovedì 17 giugno 2010 alle ore 18.00.
Oltre alla targa, ad Agnelli verranno consegnate 18 bottiglie del "Vino della pace" della Cantina Produttori Cormòns, vino da collezionisti, anche per la bellezza delle etichette applicate sulle bottiglie, in quanto realizzate da artisti di levatura internazionale. Il premio "Poesia in bottiglia" è giunto alla terza edizione. Nel 2008 il riconoscimento è stato conferito allo scrittore e poeta Tonino Guerra, nel 2009 è stato attribuito al giornalista satirico Michele Serra.
Manuel Agnelli, oltre a essere fondatore e leader del gruppo rock Afterhours, ha collaborato in veste di produttore artistico con Cristina Donà, Marco Parente, Mina e Verdena. Nel 2009 è stato premiato come miglior produttore dell’anno dal Mei (Meeting degli Indipendenti), per il progetto "Il paese è reale", che ha riunito 19 tra i migliori artisti indipendenti e che ha portato all’attenzione del grande pubblico sanremese la scena indipendente italiana. Agnelli inoltre è ideatore ed organizzatore principale del "Tora! Tora! Festival". Nel 2000 ha pubblicato un libro di racconti, dal titolo "Il meraviglioso tubetto". Attualmente è in studio con la propria band per preparare il prossimo disco. Il loro precedente lavoro, intitolato "I milanesi ammazzano il sabato", è uscito nel 2008.
L’ideazione e la direzione del Premio Internazionale "Poesia in bottiglia" è di Claudio Pozzani, in collaborazione con Paolo Podestà, Patrizia Baldizzone, Circolo viaggiatori nel tempo, la Cantina Produttori Cormòns.

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "QUASI UGUALI"
Museo Archeologico Nazionale "D. Ridola", Matera
Venerdì 18 giugno 2010, ore 18.00

Il giorno 18 giugno alle ore 18.00, a Matera presso il Museo Archeologico Nazionale "D. Ridola", in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato 2010, sarà presentato il libro di Francesco De Filippo "Quasi uguali", alla presenza dell’autore e con la lettura di alcune pagine del volume, che raccoglie storie di rifugiati e migranti.
L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione Tolbà in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata e l’Archivio di Stato di Matera.
Saranno consegnati dai calciatori del Matera Calcio Mohamed Alassani e Nicola Peragine, alla presenza dell’assessore alle politiche sociali del Comune di Matera, gli attestati di partecipazione al Torneo "Rifugiati nel calcio", che si è svolto dal 9 al 12 Giugno presso il campetto del Villaggio del fanciullo di Matera. Il torneo di calcetto è stato organizzato in collaborazione con la UISP di Matera e l’associazione sportiva Varisius, con cui già esiste un protocollo d’intesa che facilita la presenza dei ragazzi richiedenti asilo e rifugiati nelle attività sportive.

giovedì 29 aprile 2010

Parco letterario Isabella Morra

di Angela Delle Donne

Il parco letterario di Isabella Morra è stato costituito presso la cittadina di Valsinni, un comune nel sud della Basilicata, che ha dato i natali ad una poetessa del Cinquecento, la cui vita è stata molto breve e travagliata. La giovane donna nacque nel 1520 e morì nel 1546, quando Valsinni si chiamava Favale ed il fiume Sinni era uno degli snodi più importanti della zona. Isabella è vissuta chiusa tra le mura del castello paterno all’indomani della fuga del padre, sotto la segregazione dei fratelli che la ritenevano pazza. Così i suoi unici compagni furono il monte Coppolo, il fiume ed il caseggiati sottostanti del borgo. Ha lasciato dei versi molto struggenti, rimasti inascoltati e perduti per molto tempo, poi nel 1928 Benedetto Croce volle recarsi nei luoghi “dove fu vissuta quella breve storia e cantata quella dolorosa poesia”. In tempi moderni Dacia Maraini le ha dedicato un’opera teatrale e l’ha considerata l’emblema della donna che, attraverso la cultura, cerca di affermare il proprio diritto alla libertà. Nel 2005 Marta Bifano gira un film su la vita e la poetica di questa donna soffocata da una cultura maschilista. Il parco nasce utilizzando la vita ed i versi della poetessa lucana come chiave di lettura del territorio, così i luoghi natii diventano scenari di percorsi della memoria, attraverso le atmosfere e le suggestioni che ne ispirarono la poesia. Ecco dei versi che è possibile leggere tra le strettoie che ancora attorniano il castello prigione: “… Contra Fortuna allor spargo querela, ed ho in odio il denigrato sito, come sola cagion del mio tormento”.

mercoledì 21 aprile 2010

Salvatore Quasimodo, operaio di sogni

Comunicato stampa

Mercoledì 21 aprile il Comune di Inveruno, in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta, inaugura la prima tappa italiana della mostra Salvatore Quasimodo - Operaio di sogni, voluta per celebrare il cinquantesimo anniversario del conferimento del Premio Nobel al grande poeta siciliano.
Nel 2009 infatti gli Istituti di Cultura di Stoccolma, Budapest, Vienna e Mosca hanno accolto questa rassegna pensata dai curatori, Vittorio Del Piano, Alessandro Quasimodo e Arnaldo Dante Marianacci, come una “biografia per immagini”: una raccolta di ricordi fotografici che raccontano la sua vita privata e pubblica. Circa ottanta fotografie e una quarantina di testimonianze cartacee (documenti, manoscritti, libri, scritti privati, dediche di amici e parenti) ripercorrono i vari momenti del suo percorso come figlio e fratello, poi come padre e marito, come poeta lirico e civile ed infine come grande italiano al Nobel del 1959.
La sede di Inveruno sarà arricchita da dieci tavole a china e acquarello realizzate da Mario Cei per il volume Epigrammi di Salvatore Quasimodo.

Le immagini fotografiche sono state mirabilmente restaurate da Raffaele Polizzotti, cooperativa “Stanze di Luce”, Palermo

Faranno da cornice alla rassegna due incontri (ingresso libero fino ad esaurimento posti):

SALVATORE QUASIMODO RACCONTATO DA ALESSANDRO QUASIMODO
ATTRAVERSO PROIEZIONI E INTERVISTE
Giovedì 6 maggio, ore 21.00
CONVERSAZIONE SUL PADRE
Alessandro Quasimodo intervistato dalla giornalista Paola Ciccioli
Durante la serata saranno proiettati alcuni interventi di Ungaretti, Soldati e della moglie Maria Cumani.

Venerdì 28 maggio, ore 21.00
"OPERAIO DI SOGNI"
Recital poetico di Alessandro Quasimodo
Proiezione del filmato della Cerimonia di conferimento del Premio Nobel

SALVATORE QUASIMODO “OPERAIO DI SOGNI”
Inveruno, Centro Servizi per la Cultura e l’Impresa
Mostra a cura di Vittorio Del Piano, Alessandro Quasimodo, Arnaldo Dante Marianacci
Sala Francesco Virga (largo Sandro Pertini 2)
Date: 22 aprile - 13 giugno 2010
Inaugurazione: mercoledì 21 aprile, ore 18.30
Orario: da martedì a venerdì: 14.00-18.00, martedì anche 20.30-22.30; sabato 10.30-12.30/14-16.30; domenica 10.30-12.30
Chiusura: chiuso lunedì, 25 aprile e 1° maggio
Ingresso libero
Catalogo Edizioni Atelier MediterraneeArtePura

lunedì 8 marzo 2010

Ettore Frani. Elegia

Comunicato stampa

La Galleria Maniero presenta Elegia, una selezione di opere di Ettore Frani in cui la pittura si apre ad un dialogo silenzioso con la parola poetica di Leonardo Bonetti.
Sulla sterile superficie, bianco-laccata del mdf, Frani opera una paziente stratificazione di velature con l’uso esclusivo di nero e olio di lino. Prendono forma luoghi desertici e liminali che trattengono in bilico sulla soglia, in una continua sospensione tra profondità e superficie. Alcune opere, la cui ‘pelle’ trasuda umori, tracce, impronte di un rimosso sconosciuto, vengono a volte scalfite dall’artista che lascia riaffiorare il bianco del supporto. L’immagine dipinta ne esce così sacrificata, bucata o viceversa, in altre opere, negata sotto una fitta coltre di nero. Da queste alchimie, ossidate e riscaldate dal tempo, ecco un’inattesa ‘fioritura’ nella poetica di Frani: perturbanti fiori che pendono inafferrabili, le Elegia e Rosa di Nulla. Lo sguardo meduseo scolpisce l’eternità nel trascorrere del tempo attraverso questi esili corpi scorticati, che nella grazia della loro pesante leggerezza cristallizzano la luce di un attimo, gettando la propria ingannevole ombra sulla superficie. Sono custodi d’attesa, orfani esiliati e recisi, sradicati dal loro mondo e definitivamente sospesi sull’infinito della lontananza. Come feticci, dalla funzione apotropaica, rimandano continuamente di là da se stessi a qualcosa che non potrà mai essere afferrato o posseduto, intimi ed estranei al luogo in cui dimorano. Da queste figure, che sembrano voler alludere alla condizione esistenziale dell’uomo, emerge, silenzioso, il senso religioso-sacrale della pittura di Frani, così come nelle opere Colloquium e Tentativo di ascensione. Infine, nel trittico Rosa di nulla, l’artista abbandona la profondità del paesaggio. Attraverso l’inganno della pittura e l’ausilio del bianco acrilico egli fa emergere, dietro rose appassite, consunte tele, simulando superficie su superficie.
Impreziosiscono l’esposizione le tre poesie composte da Leonardo Bonetti ed ispirate, non solo ad alcune delle opere in mostra, ma più in generale all’ultimo periodo di ricerca di Frani. Queste sembrano voler indagare tre aspetti molto profondi della sua pittura. Emerge, secondo Bonetti, una tripartizione involontaria: le tre liriche sottolineano gli aspetti complementari delle opere. L’una si sofferma sullo sfondo, sul bianco, sull'attesa, sull'assenza; l’altra sul fiore, o parte di esso, nel suo rapporto di ombre con il fondo che lo accoglie; l’ultima, sull’occhio interno al mondo pittorico di Frani che lo stesso Bonetti definisce “un’isola-sguardo”, come presenza umana interna al mondo rappresentato nelle opere. La voce del poeta intesse, con il filo puro della parola lirica, un colloquium vivo con l’opera pittorica per attraversare il silenzio e restare sospesi in un momento di infinita attesa.
Elegia è il canto malinconico e compassionevole di un coro a due voci”. (Paola Feraiorni)
Ettore Frani è nato a Termoli (CB) nel 1978, vive e lavora a Roma. Dal 1998 espone in personali e collettive in numerose gallerie e musei italiani. Ha iniziato dal 2004 una collaborazione con Leonardo Bonetti (1963, autore e compositore) realizzando gli artworks degli ultimi due album degli Arpia, di cui Bonetti è uno dei fondatori e, nel 2009, la copertina del suo primo romanzo dal titolo Racconto d’inverno, Marietti 1820.

Mostra: Ettore Frani. Elegia
con le poesie di Leonardo Sonetti
Inaugurazione: venerdì 19 marzo ore 18
Durata mostra: fino al 30 aprile
Luogo: galleria Maniero via dell’Arancio, 79 Roma
Orari: martedì-sabato ore 16-20 e per appuntamento

lunedì 18 gennaio 2010

“Tris d’Arte” a Mesagne

Comunicato stampa

Il principio della “scommessa” della vita e sulla vita è stato argomento che ha trovato applicazione estesa, dal campo della filosofia, si pensi al pensiero di Blaise Pascal, a quello oggetto di riflessioni comiche nell’interpretazione del grande Totò. Sulla base di questi presupposti, e considerata l’attualità del contesto in cui viviamo, il messaggio che può giungere dal “Linguaggio delle Arti” assume una valenza primaria, soprattutto quando a lanciare questa “scommessa” è una fusione di elementi autonomi in sé eppure relazionabili tra di loro. Al di là dell’ormai abusato clichè dell’ “ut pictura poiesis”, questa Rassegna interdisciplinare, denominata “Tris d’Arte”, vede stretti attorno ad un’unica finalità, la diffusione dell’arte pittorica, di quella scultorea, e di quella poetica, in un progetto che si propone come viatico alla conoscenza della bellezza creativa. In tempi dove l’escalation al “mordi e fuggi”, oppure al “sensazionalismo” privo di ogni costruzione etica e culturale, all’ordine del giorno anche in manifestazioni di massima rappresentanza pubblica, riaffermare la pregnanza di valori che si rifanno alla verità della nostra storia e civiltà, unitamente all’esigenza di innovare nel segno della continuità, un’idea che mette insieme tre operatori artistici: un pittore, uno scultore e un poeta, rappresenta un segnale di modernità più che eloquente.
Ed è per queste motivazioni, ma anche per tante altre che si potrebbero nominare, non ultima che essa nasce e si realizza in un territorio della cosiddetta provincia artistica, in un paese del sempre più misconosciuto Sud, il quale vanta però energie e forze creative di alto spessore, una Rassegna come “Tris d’Arte” merita un’attenzione unica cella sua originalità.
La Galleria d’arte “Le ali di Mirna” (Via Accademia degli Affumicati, 10 – MESAGNE –BR-) definisce più a fondo, con questo appuntamento, il suo percorso impostato sulla necessità di dotare il territorio di un punto di riferimento culturale, non ovvio né tantomeno peregrino, ma fondato nell’approfondimento delle diverse problematiche che investono oggi l’Arte nella sua molteplicità di interessi.
«…Nicola Andreace – scrive acutamente Raffaele Nigro - grafico, pittore, scultore, interpreta di volta in volta, a partire dalla fine degli anni Cinquanta, la cultura meridionale nel suo continuo trasformarsi e nel suo innestarsi alla cultura nazionale…Tutti i temi agitati dal meridionalismo sono presenti nella sua pittura accesa da un cromatismo caldo infuocato e materico. Andreace non teme di sfidare il realismo, cammina sul filo della figurazione in un andirivieni tra Guttuso, Cantatore, il classicismo italiano, salvandosi continuamente attraverso il ricorso al simbolo espressionista...”.
Di Vincenzo De Filippis, la storica dell’arte Carmen De Stasio scrive : “…C’è una notevole connotazione di religiosità nelle opere di Vincenzo De Filippis; una forza che attiene all’intersezione dell’individuo nel suo misterioso percorso degno di realizzazione della visione. Artista esistenziale ed artista della materia, egli rende la finitezza del contesto in cui l’individuo si inserisce sia nella veste di pittore, che in quella di scultore…”.
Della silloge di Angelo Lippo, Elogio dell’ebbrezza, che viene presentata nell’occasione, il critico letterario Alberto Altamura afferma che essa “…merita di essere conosciuta in quanto, al di là del motivo occasionale, largamente superato dalla sensibilità del poeta, ci consegna una produzione intensa e raffinata, amabile e coinvolgente, che segna un’ulteriore importante tappa nel percorso letterario di Angelo Lippo. Essa si snoda fra richiami classici e accenti moderni, in una fusione ed in un equilibrio sentimentale, tonale e stilistico davvero mirabili…».
La Rassegna, che si avvale del patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Mesagne. sarà inaugurata sabato 23 gennaio 2010, alle ore 18.00, con un intervento critico di Alberto Altamura, il coordinamento di Rita Fasano e Vito De Guido, e potrà essere visitata fino al 13 febbraio, tutti i giorni nei seguenti orari: 17-20.

giovedì 14 gennaio 2010

Kamlanie

Bando di partecipazione

Kamlanie è un termine legato al Kalevala, poema nazionale finlandese, e indica il rapimento estatico, la trance sciamanica che il rapsodo raggiungeva durante l’accompagnamento dei runot (Canti) con il proprio kantele: strumento musicale che secondo tradizione popolare sarebbe stato creato da Väinämöinen, l’eterno cantore, eroe principale del Kalevala.
Il tema del potere del canto e della musica, che ritrova nella poesia il suo apex.
Kamlanie non è un concorso letterario, e sulla falsariga concettuale della compilazione operata da Elias Lönnrot per la stesura del Kantele, quale raccolta di canti popolari lirici, precursore del Kalevala, questa iniziativa letteraria si prefigge di riunire sotto un unico tema, il Fantasy, più autori, in modo da poter attestare diversi stili e diversi metodi di approccio poetico al genere. Pertanto si potrà spaziare all’interno dei diversi filoni e sottogeneri, dallo Sword and Sorcery all’High Fantasy, dal Dark Fantasy al Gotico, fino a lambire i confini del “poema epico”, e quindi del Fantasy mitologico.
Inoltre Kamlanie non si limita a trattare un solo tipo di mito, come quello greco o quello romano, bensì estende la sua attenzione anche a una dimensione dell’immaginario dalle mille risorse, che ritrova la sua forza espressiva e strutturale nella mitopoiesi e nella creazione di nuovi elementi letterari. Quindi oltre ad affondare le proprie radici nei paradigmi mitici noti (per esempio la mitologia norrena o i mondi creati da altri autori, per esempio J.R.R. Tolkien o R.E. Howard), si potrà ricorrere oltremodo a elementi creati dall’autore stesso, nelle dirette forme di un mondo di propria invenzione.
Ultimate le selezioni, i lavori verranno raggruppati ed editati all’interno di un elegante E-Book, come opera collettiva, secondo le direttive delle Edizioni Achilleion, e diffuso presso Siti, Associazioni e Fondazioni di Cultura Fantasy. Il tutto comodamente scaricabile, a titolo gratuito, dal sito www.achilleion.sitiwebs.com.
L’iniziativa non prevede un vero e proprio termine di scadenza. Una volta raggiunti i dieci - dodici autori, la fase di editing del primo ciclo avrà inizio (dopo aver dato preventiva comunicazione agli autori selezionati).
Una volta chiusa la selezione, gli altri partecipanti potranno continuare a inviare i propri elaborati, in vista di una seconda edizione dell’iniziativa.
Kamlanie è aperto a tutti i poeti italiani e appassionati del Fantasy. La partecipazione è quindi aperta a tutti coloro che vogliano cimentarsi nella stesura di una poesia a tema fantasy, senza limiti di età. Non vengono accettati racconti od opere di narrativa e neppure di Fantascienza. La partecipazione è completamente gratuita.
Ogni autore può partecipare con opere originali e in lingua italiana, anche edite, senza alcuna restrizione di data di pubblicazione o mezzo, anche su supporto informatico, sia esso Antologia, Opera Collettiva, Internet, e anche se premiate a un Concorso.
Ogni singolo autore può partecipare con un minimo di due poesie e un massimo di quattro; i testi non devono superare i 45 versi di lunghezza (spazi bianchi inclusi).
Il tema è quello Fantasy, potendo così spaziare da un personaggio singolo a una scena. Si potrà scrivere tanto su un Drago, su un Vampiro o su un Eroe, o nel caso di mondi specifici su un personaggio tolkieniano, o nel caso della mitologia norrena sulla storia di Brunilde o sull’uccisione di Fàfnir, quanto su personaggi “secondari” ma dalla forte carica drammatica. Quindi non solo eroi e dèi ma anche personaggi “più vicini” all’uomo comune; oppure una scena specifica come quella di un rapimento da parte di una creatura fantastica, una scena d’amore, uno scontro fra due eroi, e altro ancora.
È possibile scaricare il bando di partecipazione completo presso il sito www.achilleion.sitiwebs.com - Sezione Edizioni Achilleion.

mercoledì 2 settembre 2009

Flowers? La persistenza del fiore

Comunicato stampa

Dal 3 al 26 settembre Castel dell’Ovo ospiterà Paola Volpato con un progetto dal titolo Flowers? La persistenza del fiore che comprende videoinstallazioni, opere fotografiche e una serie di lavori su carta ispirati all’opera poetica di Emily Dickinson.
E come nel verso della Dickinson non c’è mai un richiamo diretto al mondo reale, ma solo un susseguirsi di legami, relazioni, forme erranti, così nel linguaggio della Volpato nulla è veramente eco del mondo: la figura del fiore non rimanda a nessun giardino e a nessun Eden. E’ un tessuto di iscrizioni, di storie, di visioni. E’ un fare immagine anche con ciò che appare muto e senza storia (con lo scarto, il residuo, lo straccio). E’ come se l’artista veneziana fosse convinta che ogni elemento, anche il più usurato, rimanesse un immenso giacimento di informazioni e di rinascite.
In fondo, la sua pratica artistica segue quello che è il processo organico del fiore: il suo sparire nella terra, il suo sedimentarsi, il suo risorgere alla luce. Un circuito esistenziale che va e ritorna senza fine, come il lavoro inesausto e maniacale di una tessitrice.
Tutte le opere in mostra sono a tecnica mista (“collage”, pittura, ricamo, china, stampa), quasi ad affermare che non c’è un punto stabilito, un’immagine nota, accertata, ma solo una zona di confine. Lì tutto si dona alla nostra intimità, ma rimane anche “altro”. E’ visibile e invisibile, prossimo e distante, banale e meraviglioso.

Flowers? (La persistenza del fiore)
Personale di Paola Volpato
Napoli, Castel dell’Ovo - Terrazze
Via Eldorado n. 3 (presso via Partenope - Borgo marinari)
A cura di: Luigi Meneghelli
Inaugurazione: venerdì 4 settembre 2009 ore 18.30
Periodo: dal 3 al 26 settembre 2009
Orario: tutti i giorni 9-18, domenica 9-12

Immagine: Paola Volpato, FLOWERS?1 That Nature murmured to herself. Tecnica mista su carta, 70 x 50 cm.

martedì 9 giugno 2009

Ri-costruzione

Comunicato stampa

A due passi da Palazzo Tursi a Genova, a pochi metri da via Garibaldi, il 12 Giugno alle ore 22,00 in concomitanza della “Notte della Poesia”, nell’ambito del 15° Festival Internazionale di Poesia, presso la Sala “delle Torrette” in Vico Angeli, inaugura la mostra Ri-costruzione.
Ri-costruzione è un progetto riabilitativo del Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Ospedaliera della Provincia di Lodi presentato al Salone del Mobile di Milano da Alessandro Mendini che ne ha scritto l’introduzione del catalogo.
“Si tratta di una ventina di opere di media dimensione esili nella loro dichiarata fragilità, forti invece nei colori accesi e nel senso di sintesi. Affidano la loro espressione alla memoria degli oggetti che arredano le case della normalità”. (...) “Sono opere di individui “diversi”, e il loro obiettivo non è il bello o il brutto, ma quello di esercitare, di svolgere, di compiere un lavoro, di applicarsi su un progetto. Da menti che noi destiniamo solo ad una tragica sofferenza, agli incubi e all’angoscia, emergono e si solidificano questi oggetti testimonianze dell’esistenza di un impegno nella loro vita”.
Ri-Costruzione non è un gruppo di diversamente abili ma di diverse abilità. I dispari e i pari pensano e realizzano insieme . Ognuno porta del suo, si espone o si sottrae ed il lavoro è il frutto dell’intelligenza di tutti.
Le opere sono presentate in ordine cronologico di produzione e senza attribuzione individuale, perché il lavoro è “il frutto dell’intelligenza di tutti i partecipanti al laboratorio Ri-costruzione-la casa del lavoro possibile”
Metterci tutti insieme a lavorare è stata una avventura fortunata e divertente. Vincere la reciproca diffidenza , rispettare le solitudini di ciascuno, valorizzare i diversi punti di vista , non farsi paralizzare dalla paura, questo è Ri-Costruzione.

“Ri-costruzione”
Sala “delle Torrette”, Vico Angeli - Genova
Dal 17 al 30 Giugno 2009
Inaugurazione: venerdì 12 Giugno ore 22,00
Orario: dalle ore 16,00 alle 20,00
Ingresso libero

lunedì 8 giugno 2009

Premio “Poesia in Bottiglia” a Michele Serra

Comunicato stampa

Sono un poeta molto timido perché ho troppo rispetto per i poeti veri, preferisco scrivere versi poco e quasi sempre per gioco. Mi affascina e mi diverte in particolare il fascino delle rime e delle assonanze, la parola che suona, la parola che echeggia” così ha detto Michele Serra, giornalista, scrittore, autore televisivo, apprendendo che il Circolo Viaggiatori nel Tempo, in collaborazione con l’Associazione Produttori Bottega del Grignolino d’Asti, ha deciso di assegnargli il Premio internazionale “Poesia in bottiglia”. La cerimonia di consegna della targa, e di 48 bottiglie di Grignolino d’Asti, si svolgerà a Genova mercoledì 17 giugno alle ore 18 nel salone del Minor Consiglio di Palazzo Ducale. L’evento è tra gli appuntamenti di spicco della quindicesima edizione del Festival Internazionale di Poesia, la prestigiosa manifestazione genovese dedicata a versi e rime, in programma dall’11 al 21 giugno che, di recente, ha ottenuto dal Ministero dei Beni e Attività Culturali il premio quale miglior progetto italiano di poesia. Il premio “Poesia in bottiglia” è giunto alla seconda edizione, nel 2008 il riconoscimento venne conferito allo scrittore e poeta Tonino Guerra.
Giornalista di quotidiani e settimanali italiani (L’Unità, Cuore che ha fondato e diretto, Epoca), Michele Serra è autore de “L’amaca”, rubrica quotidiana de La Repubblica, e di “Satira preventiva”, pubblicata sul settimanale L’Espresso. Ha firmato diversi programmi televisivi di successo (tra gli altri “C’era un ragazzo” di Gianni Morandi nel 1999 e “125 milioni di caz..te” di Adriano Celentano nel 2001); è tra gli autori di “Che tempo che fa” di Fabio Fazio. Tra le numerose pubblicazioni, tutte per Feltrinelli, anche due libri di versi satirici: Poesie per incartare l’insalata e Canzoni politiche.
“C’è un legame tra vino e poesia – spiega il direttore artistico del Festival Internazionale di Poesia, Claudio Pozzani – un legame fatto di esperienza e creatività, misura e tecnica. Con il premio non abbiamo solo voluto conferire un riconoscimento al poeta come autore di versi ma, soprattutto, all’essere umano e al suo approccio creativo e poetico alla vita e all’arte. Anche per questo, non è stato scelto un vino qualsiasi, ma un vino speciale: il Grignolino d’Asti”.
E a proposito del Grignolino, Serra dice: “Lo conosco, so che è un vino umile ma sorprendente, non appartiene alla nobiltà dei Grandi Piemontesi ma almeno non mette soggezione. E’ un vino da convivio, da amici, da compagnia. Così almeno lo vedo io”.
Questo vino piemontese è stato definito “Vino anarchico testabalorda” dal massimo “poeta” del vino Luigi Veronelli. Non è quindi un caso se un vino giudicato così diverso dagli altri e a sé stante venga scelto per premiare una categoria molto simile: quella dei poeti.
L’ideazione e la direzione del Premio internazionale “Poesia in bottiglia” è di Claudio Pozzani, in collaborazione con Paolo Podestà, Patrizia Baldizzone, Circolo Viaggiatori nel tempo, l’Associazione Produttori Bottega del Grignolino d’Asti.

Premio Internazionale “Poesia in bottiglia”
SECONDA EDIZIONE
Palazzo Ducale, Salone del Minor Consiglio - Genova
mercoledì 17 Giugno
, ore 18.00
Ingresso libero

venerdì 15 maggio 2009

Poesie in amore

Comunicato stampa

Cor' Scantàt (Stupido cuore spaventato) - Poesie in amore
è la nuova raccolta di poesie di Salvatore Pagliuca. Il libro sarà presentato a Muro Lucano domenica 17 maggio alle 18.30 presso il Museo Archeologico Nazionale. L'evento è organizzato dal Centro Culturale Franco Italiano. Introduce Nunziata Zampino, responsabile della biblioteca del Ccfi, interviene Manuel Cohen, critico letterario e docente dell'Istituto Internazionale di Traduzione di Bruxelles e Liegi. Seguirà un reading dell'autore.


Il dialetto murese che sublima in lingua letteraria e dà forma e voce all'amore. Salvatore Pagliuca, archeologo per mestiere, poeta per passione, è alla sua terza fatica letteraria. Dopo le fortunate raccolte Cocktél e Orto Botanico e una manciata di significative apparizioni in antologie e riviste poetiche, la nuova raccolta Cor' Scantàt, autoprodotto in tiratura limitata, impreziosisce di nuovi versi un percorso poetico che è insieme riappropriazione delle radici arcaiche e sperimentazione linguistica. Dante Maffia, critico letterario e autore della prefazione, scova nella trama lirica di Pagliuca tracce di Sinisgalli o delle pagine friulane di Pasolini e Giacomini. Una poetica leggera, parsimoniosa, sobria, che non ha bisogno di stampelle retoriche o aggettivazioni ridondanti per tirare fuori l'essenza delle “cose innamorate”. Quasi ermetica nella sua essenzialità. Essenzialità che l'autore porta alle sue estreme conseguenze nella sezione intitolata “pizzini”, dove il verso si fa concentrato, “ai limiti della dicibilità”. “Questi versi – scrive Maffia – hanno una loro particolarità che prende e trascina, perché hanno nella loro leggerezza un segreto che sfugge e si colora via via di presagi appena accennati, di abbagli che a un tempo svelano e occultano il nodo intricato della psiche”. In un recente reading romano Achille Serrao ha definito la racconta di Pagliuca “poesia in punta di piedi che sussurra con leggerezza badando a non imporre la propria condizione, soprattutto quella di poeta, a non disturbare”. L'amore, nelle sue controverse manifestazioni, è il filo che tiene insieme questi frammenti di poesia. L'amore che scandisce il quotidiano e riempie la vita, perché “un cuore che non si spaventa, è cuore mezzo vuoto”, recita il frammento che dà il titolo alla raccolta. L'aspetto linguistico è non meno significativo. Pagliuca usa la lingua “matria” di Muro Lucano. Scrive Manuel Cohen in una recente recensione apparsa sulla rivista di cultura dialettale e critica letteraria Il Parlar Franco: “Del dialetto lucano, nella sua varietà murese, vengono registrate alcune pietre, specie diminuitivi, dal chiaro valore affettivo o simbolico: vociavucegghj (voce-vocina), vuccuccj (boccucce), funtanegghj (fontanella), travèrs’ (vento di traversa, tipico vento del murese); un dialetto interiorizzato, fatto proprio, reso idioletto materno e privato, che sopravvive sotto forma di leit motiv e stigma verbale in precise scelte formali, di iterazione, quasi tic o refrain all’interno dei singoli microtesti, a evocare una originaria tradizione orale, ma pure una iteratività tra preghiera e litania di matrice sacroscritturale”. Pagliuca è un artigiano della parola, un cesellatore di emozioni, che sgrossa, smussa, sottrae il superfluo, per regalare al lettore la parola nella sua essenziale ed emozionante nudità.

L'autore
Salvatore Pagliuca nasce nel 1957 a Muro Lucano. Le sue prime esperienze poetiche, segnalate al premio internazionale di poesia Alfonso Gatto nel 1993 e contrassegnate da un accentuato sperimentalismo plurilinguistico, scaturiscono nella silloge Cocktél edita sempre nel 1993. Nel 1997 pubblica Orto Botanico ove l'uso del dialetto murese diverrà prevalente nella evocazione di un cosmo fisicamente e metaforicamente rarefatto e marginale. Con questa raccolta vince nello stesso anno il premio nazionale di poesia dialettale Albino Pierro. Nel 2002 si tiene una lettura pubblica di sue poesie a Palazzo Barberini di Roma nel corso di un convegno sulla poesia lucana. Hanno scritto di lui Enzo Siciliano, Giorgio Bàrberi Squarotti, Dante Maffia, Antonio Lotierzo, Bernardo Panella, Luciano Zannier, Amedeo Giacomini, Tito Spinelli. Aderente alla corrente letteraria dei neo-dalettiali, le sue poesie sono state antologizzate in Il rosa del tramonto - Destini poetici dialettali, Campanotto Editore, Udine, 1998; in Poeti lucani tra Otto e Novecento, Antonio Capuano Editore, Francavilla sul Sinni, 2000; in Profilo della poesia dialettale lucana dal cinquecento ad oggi, Antonio Capuano Editore, Francavilla sul Sinni, 2001; e in Scritture frammentarie, Edizioni del Silenzio, Udine, 2005. Suoi versi sono stati pubblicati sulla rivista Pagine (n. 23, Roma, 1998), sulla rubrica “Amici di casa” del periodico Ciacere en Trentin (n. 50, Trento, 1998) e tradotti in francese nel volume fotografico Memoire de murs (Lavello, 1998).

Contatti per la stampa:
Luigi Cannella
info@luigicannella.it
349.7197496

martedì 28 aprile 2009

Parole Contro

Il tempo della Poesia Visiva

Comunicato stampa

Nella primavera del 1963, un gruppo di giovani intellettuali fonda a Firenze il Gruppo 70. Nello stesso anno, alcuni di loro danno vita a uno dei movimenti artistici più innovativi e originali della seconda metà Novecento, la POESIA VISIVA.
Interessati alle moderne modalità di comunicazione di massa, questi artisti si proposero di trasformare la più pervasiva delle sue forme, la pubblicità, in poesia, con “l'utopia di cambiare il mondo”.
Parole Contro. Il tempo della Poesia Visiva è il titolo della mostra che, per la prima volta, indaga gli anni cruciali della nascita e dello sviluppo di questa corrente artistica, il quinquennio dal 1963 al ‘68.
L'esposizione, curata da Lucia Fiaschi, è organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Montevarchi in collaborazione con l'Archivio Venturino Venturi, con il sostegno della Regione Toscana e della Provincia di Arezzo nell'ambito del progetto regionale “Una rete delle culture della contemporaneità”; sponsor ufficiale della mostra Zucchetti Centro Sistemi.
Realizzata nel complesso de La Ginestra di Montevarchi, la mostra presenta al pubblico 110 opere, per la maggior parte inedite, degli artisti del gruppo storico della Poesia Visiva: Ketty La Rocca, Roberto Malquori, Lucia Marcucci, Eugenio Miccini, Luciano Ori, Michele Perfetti e Lamberto Pignotti. Esposti, inoltre, documenti originali, anche sonori, manifesti, locandine, depliant. Chiude il percorso, un film con interviste ad esponenti del movimento e al critico Sergio Salvi.
Le opere in mostra provengono da collezioni pubbliche, Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato e MART di Rovereto, e da prestigiose collezioni private tra cui quelle degli artisti.
In mostra una selezione di opere tra le più rappresentative degli anni 1963- 68, realizzate con la tecnica del collages. Opere di grande attualità e dal forte impatto, come: “Sino in fondo” (1966) di Michele Perfetti, dove parole come sogni, amore, verità.. vengono risucchiate da un cesso che le espelle frantumate; “L'appetito vien mangiando” (1963) di Lucia Marcucci; “Catherine Spaak” (1964) di Luciano Ori; “Da Martin Luther King” (1968) di Roberto Malquori, dove una tipica pin up nuda, degli anni Sessanta,appare ricoperta di frasi del famoso uomo di pace; “Poesia trovata. La Nazione” (1967) di Eugenio Miccini; “Quel lunedì mattina” (1965) Lamberto Pignotti e “Top Secret” (1965) di Ketty la Rocca.
“Noi avevamo l'utopia di cambiare il mondo attraverso la poesia - dice Michele Perfetti nell'intervista in catalogo – […] la poesia visiva costringe a guardare il mondo con occhi diversi. Ecco, da noi c'era questa utopia, contribuire a cambiare il mondo facendolo vedere con occhi diversi”.
Nella primavera del 1963 e l'anno successivo, a Firenze, si tennero al Forte di Belvedere due convegni internazionali “Arte e Comunicazione” e “Arte e Tecnologia” che segnano la nascita del Gruppo 70. Fondato da artisti di diversa formazione, i poeti Lamberto Pignotti e Eugenio Miccini, i musicisti Sylvano Bussotti e Giuseppe Chiari, i pittori Loffredo, Antonio Bueno e Alberto Moretti, a cui si aggiunsero ben presto diversi pittori, tra cui Roberto Malquori, Lucia Marcucci, Luciano Ori, Ketty La Rocca e Michele Perfetti.
Nello stesso anno, alcuni di loro si uniscono per dar vita ad una nuova corrente artistica, che Pignotti e Miccini chiameranno Poesia Visiva: “…si chiama così perché nasce dalla poesia – come sostiene Lamberto Pignotti nell'intervista in catalogo - in fondo è quel tipo di poesia che, stanca di stare nei libri e nella bocca di chi la vuol dire, si sente a mal partito e quindi trova rifugio nel quadro, nella performance, anche se ancora non si chiamava così, nella poesia spettacolo”.
Un movimento, certamente originale, nonostante i dichiarati ‘debiti' con la cultura più avanzata di quegli anni (Nouveaux Réalisme, New-Dada , gli happening di Kaprow e le esperienze musicali di John Cage).
Per lo più fiorentini, ma in contatto con le punte più avanzate della cultura internazionale, gli artisti della Poesia Visiva segnarono uno dei momenti di maggior vivacità della cultura fiorentina del secondo dopoguerra, in cui affondano le radici di molti linguaggi della contemporaneità.
Fin dall'inizio, la Poesia Visiva, instaura un rapporto stretto con i mezzi di comunicazione di massa, ne assume i modelli e il linguaggio, ma ne stravolge il senso, denunciandone il ruolo negativo nel contesto sociale. Quella che poi Eugenio Miccini definirà una vera e propria “guerriglia semiologica”.
“Noi siamo dei fuggiaschi - scriveva Miccini - o degli evasi dalla letteratura e dalla storia dell'arte, abbiamo cercato di vedere quali erano i linguaggi reali che sono effettivamente parlati dalla società. […] il nostro scopo era di parlare veramente, di vomitare contro i padroni della parola e quelli dell'immagine”.
Come la Pop Art, seppure con una posizione più marcatamente concettuale ed ideologica in opposizione al sistema, il movimento della Poesia Visiva si pose quindi in posizione critica nei confronti della massificazione culturale operata dai media, con l'intenzione di attivare nel pubblico la capacità di critica.
La mostra è accompagnata da un programma di iniziative collaterali come visite guidate, conferenze, concerti e performances. Il catalogo, edito da Carlo Cambi Editore, contiene le interviste agli artisti.

Parole Contro. Il tempo della Poesia Visiva
Fino al 21 giugno 2009
Cantieri la Ginestra
località La Ginestra, Montevarchi (AR)
Orari: Sabato e Domenica 10.00-19.00; Venerdì 16.00-19.00; dal Lunedì al Giovedì, solo su prenotazione, per scuole e gruppi minimo 15 persone
Biglietto: Ingresso 3 euro, gratuito sotto i 18 anni e sopra i 65 anni
Info e prenotazioni:
055.9108247/8/9 - 055.9108230/314 - 055.9175028
settore.cultura@comune.montevarchi.ar.it

sabato 28 marzo 2009

Andrea Guerzoni - L'elogio del riccio

Associazione Culturale Daydreaming Project
presenta
la mostra dell'artista ANDREA GUERZONI
"L’ELOGIO DEL RICCIO"
L'artista presenta nella mostra personale presso Knulp e DDCUBE di Trieste una selezione di disegni, lavori su tela ed i suoi "librini" di aforismi e poesie.

Inaugurazione giovedì 2 aprile dalle ore 19.00
Prosegue fino al 5 maggio

Comunicato stampa

Il riccio, diversamente dal porcospino che trafigge con i suoi aculei se si sente minacciato, è una creatura che si arrotola su se stessa come una palla quando avverte il pericolo.
Andrea Guerzoni predilige autori crepuscolari o notturni, dalle abitudini solitarie e scontrose, capaci di trasformarsi in una sfera spinosa difficilmente attaccabile, ma dall’animo gentile e fragile.
I poeti Fernando Pessoa e Alda Merini e le artiste Carol Rama e Louise Bourgeois, “sono trasformati dalla sua mano sicura in “figurine”, all’apparenza divertenti, inoffensive e rassicuranti, simili ai disegni per fumetti o a quelli infantili. In realtà, portatrici di tematiche e messaggi disorientanti, irritanti, niente affatto frivoli come la sofferenza e la difficoltà esistenziale e psicologica, l’isolamento e la diversità avvertita dall’uomo, in particolare dell’artista, nell’incontro/scontro con la società. Scegliendo questi maestri di “vita difficile”, l’artista torinese ha voluto sottolinearne il legame di affinità spirituale e fare loro un sincero elogio, attraverso l’uso di un linguaggio grafico carico di leggerezza ed ironia” (Claudia Giraud, ESPOARTE Contemporary Art Magazine n. 47).
Talvolta un riccio viene scambiato per porcospino, o viceversa…
Il dilemma del porcospino afferma che tanto più due esseri si avvicinano tra loro, molto più probabilmente si feriranno l’uno con l’altro.
La storiella di Arthur Schopenhauer racconta di un gruppo di porcospini sorpresi dal freddo che, per far fronte al gelo, pensano bene di stringersi per scaldarsi a vicenda. Ovviamente, al solo avvicinarsi, si feriscono tra loro con gli aculei, fino a quando il dolore non li costringe ad allontanarsi. Separandosi, i porcospini percepiscono nuovamente il gelo e tornano di nuovo a stare insieme e continuano così ad alternare vicinanza e lontananza, finché non trovano una moderata distanza reciproca, che rappresenta per loro la migliore posizione.
Due grandi pulsioni dell'uomo: la necessità di sentirsi parte di una comunità e contemporaneamente di essere un individuo indipendente. La difficoltà di separare il piacere dal dolore in qualsiasi rapporto sociale.
“Un frammento dovrebbe essere separato dal mondo circostante come una piccola opera d'arte, e compiuto in se stesso, come un riccio” (Friedrich Schlegel, altro filosofo tedesco vissuto tra XVIII e XIX sec.).
Andrea Guerzoni scrive e disegna aforismi per consegnare in pochi istanti un frammento dell’esistenza.
In una situazione, al tempo stesso tragica e comica, il pianto e il riso, l’alto e il basso, il sublime e il triviale si intrecciano in un unico “ri-tratto”.
Il tono mordace, la levità gradevole quanto ingannevole che fa da supporto a contenuti in genere ponderosi, sono la sua cifra stilistica.

Sedi:

KNULP via Madonna del Mare 7/a, Trieste.
Orari: dalle 10.00 alle 24.00, chiuso mercoledì
+39 040300021 www.knulp.it

DDCUBE Gallery via dei Capitelli 6563,Trieste.
Orari: venerdì e sabato dalle 15.00 alle 20.00
cell: 3337245244 www.ddmagazine.it

Link: http://www.ddmagazine.it/2009/events.2009/03mar.html
Info: staff@ddmagazine.it

venerdì 27 febbraio 2009

Omaggio a Vladimir Majakovskij

Nell'ambito del progetto Arte di sera, venerdì 27 febbraio 2009 la "Fondazione Filiberto Menna" propone, in collaborazione con il Laboratorio Audiovisivo del Corso di Laurea di Scienze della Comunicazione dell'Università di Salerno, la doppia proiezione del film La signorina e il teppista.

Comunicato stampa

Majakovskij (poeta, uomo di teatro, organizzatore culturale, teorico, politico, designer, pubblicitario, pittore) nutre verso il cinema una passione assoluta. Questa fatale attrazione è testimoniata da Viktor Sklovskij: “al cinema il poeta si divertiva come un ragazzo, come un pellirossa che vada a nozze”. A parte i contributi teorici ed i progetti, l'unica pellicola che è giunta fino a noi è La signorina e il teppista (1918) diretta da Evgenij Slavinskij (in collaborazione con Vladimir Majakovskij), lavoro liberamente ispirato a La maestrina e gli operai di Edmondo De Amicis. Il film è ambientato in un povero quartiere operaio e narra la storia del giovane sbandato Saltafinestra, che nel film ha il volto e la potente fisicità di Vladimir (e che al meglio lo mostra in quella “ruvidezza infinitamente fragile” nella bellissima definizione di Mejerchol'd). La storia è semplice e “classica”: Saltafinestra, ragazzo di strada, la cui esistenza è un misto d'arroganza, risse e disperazione… si redime nel nome dell'amore. Film dal taglio “mélo popolare” (Angelo Maria Ripellino) che molto si distanzia dalla tensione futurista di Majakovskij e per questo ancor più prezioso ed originale contributo per comprendere la complessità del grande autore di Bagdadi. La pellicola presentata - dopo una breve lettura di due poesie di Vladimir Majakovskij a cura del gruppo teatrale Mordimatti - verrà parallelamente “attraversata” da un re-mapping audiovisivo del collettivo d'arti multimediali Soundbarrier. Un ulteriore omaggio (tra visionarietà futurista, restyling audio-visivo e contaminazione elettronica) ad un grande maestro del Novecento: «Per voi il cinema è spettacolo. Per me è quasi una concezione del mondo. Il cinema è portatore di movimento. Il cinema svecchia la letteratura. Il cinema demolisce l'estetica. Il cinema è audacia. Il cinema è un atleta. Il trionfo del cinematografo è garantito, perché è soltanto la logica conclusione di tutta l'arte moderna» (Majakovskij).

Arte di sera è un progetto a cura di Stefania Zuliani e si propone di presentare con cadenza quindicinale i materiali acquisiti dalla Mediateca della Fondazione Filiberto Menna, aperta al pubblico dal lunedì al giovedì dalle 16.30 alle 19.30.
Il prossimo appuntamento di Arte di sera: venerdì 13 marzo, Yves Tanguy, Derrière la grille de ses yeux bleu, un film di Fabrice Maze.

Visione ed eversione di un artista totale
Omaggio a Vladimir Majakovskij

Venerdì 27 febbraio 2009 - ore 20
Sala Conferenze della Fondazione Filiberto Menna, Salerno
Anteprima nazionale
Proiezione a doppio schermo del film:
La signorina e il teppista
regia: Vladimir Majakovskij e Evgenij Slavinskij
durata: 50 minuti
lingua: muto

Presentazione: Alfonso Amendola, Mario Tirino
Letture: Mordimatti
Re-mapping audiovisivo: collettivo d'arti multimediali Soundbarrier
Introduce Stefania Zuliani

venerdì 12 dicembre 2008

Forenza omaggia Sinisgalli

di Francesco Mastrorizzi

Domenica 14 dicembre, all'interno della manifestazione "Mercatini di Natale e... libri sotto l'albero", verrà messo in scena a Forenza il recital di poesia di Dino Becagli dedicato a Leonardo Sinisgalli, uno dei più grandi intellettuali della storia lucana, che fu al tempo stesso poeta, prosatore, critico d'arte, disegnatore, sceneggiatore, pubblicitario e molto altro ancora.
La rosa nel calamaio”, questo il titolo del recital, fin da quando è stato rappresentato per la prima volta il 29 giugno del 2006 al teatro Stabile di Potenza, è servito a divulgare in tutta la Basilicata la conoscenza di una delle figure più importanti del panorama culturale italiano del secolo scorso, per evitare che il suo ricordo finisse nel “Dimenticatoio”, così come Sinisgalli stesso aveva presagito quasi scaramanticamente nella sua ultima raccolta di poesie del 1978.
Lo spettacolo rappresenta il racconto, svolto in prima persona e costruito con i versi delle sue stesse opere, delle sue poesie, delle sue parole, delle tappe più significative dell’esistenza del poeta-ingegnere di Montemurro. Una vita gratificata da tanti consensi, avvolta tuttavia da una costante malinconia, un senso di incompiutezza che gli impediva di essere pienamente felice, una profonda nostalgia per il suo paese natale.
La narrazione ha inizio con due citazioni: “Monete Rosse”, poesia in cui Sinisgalli rievoca il gioco della sua fanciullezza, e l'epigrafe fatta incidere per sua volontà sulla propria lapide: “Risorgerò fra tre anni o tre secoli tra raffiche di grandine nel mese di giugno”.
Il recital è arricchito dalla proiezione di immagini, utilizzate ora a commento ora a documento, e rivela aspetti e talenti del poeta sconosciuti al grande pubblico: la sua cultura poliedrica, il suo spiccato amore per la ricerca scientifica, il suo interesse per la grafica.
Dino Becagli, attore e fine dicitore potentino, ha lungamente collaborato con la Rai partecipando a programmi radiofonici regionali e nazionali. Ha prestato, inoltre, la sua voce a diversi documentari e di frequente partecipa in qualità di lettore a manifestazioni culturali o a presentazioni di libri. Abbinando la passione per la recitazione a quella per la poesia, ha realizzato i due cd-audio “di terra & poesia”, dedicati esclusivamente ad autori lucani, da Orazio ai contemporanei. Nel 2005 ha preso parte come voce narrante all’opera lirica su Isabella Morra dal titolo ''Il castello - L'onore dei Morra”, melodramma in tre atti di Nicola Samale. È autore e regista anche dei recital “’A terra d’ ‘u ricorde” e “Un alito può trapiantare il mio seme lontano”, dedicati rispettivamente ad Albino Pierro e a Rocco Scotellaro. Unitamente ad Antonio Salvia e a Nicola Di Pietro ha fondato la compagnia “Teatro Minimo di Basilicata”.

La rosa nel calamaio
Omaggio a Leonardo Sinisgalli
Recital di poesia di Dino Becagli
Direzione artistica di Antonio Salvia
Domenica 14 dicembre 2008, ore 19.00
Asilo Piazza Regina Margherita, Forenza (PZ)