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martedì 12 maggio 2015

Potenza Ottocento

[Comunicato stampa] Giovedì 14 maggio 2015, presso la Sala dell'Arco del Comune di Potenza alle ore 11:00, si terrà la conferenza stampa di presentazione del progetto “Potenza Ottocento”, percorso di visita nell’arte dell’Ottocento nella città di Potenza.
L’iniziativa – realizzata dal Centro Annali “Nino Calice” in collaborazione con Lions Club Potenza Pretoria e con il patrocinio del Comune di Potenza e della Provincia di Potenza – svela e rende fruibile, tra percorsi reali e virtuali, il patrimonio culturale del XIX secolo, fra i più significativi nella storia della città capoluogo.
Il percorso si colloca nell'ambito delle ricerche sulla storia dell'arte in Basilicata nel XIX secolo avviate dal Centro Annali e integra il progetto di rivalutazione del patrimonio culturale e figurativo lucano che ha dato vita, a partire dal 2008, a tre eventi espositivi di successo dedicati ai pittori lucani Giacomo Di Chirico, Michele Tedesco e Vincenzo Marinelli. Quest’ultimo è protagonista della mostra “Vincenzo Marinelli e gli artisti lucani dell'Ottocento”, che chiude l’affascinante ciclo sulla pittura lucana del XIX secolo, in programma fino al 2 giugno alla Pinacoteca Provinciale di Potenza.
Prenderanno parte alla conferenza stampa di presentazione del percorso “Potenza Ottocento”, Dario De Luca, Sindaco della città di Potenza, Nicola Valluzzi, Presidente della Provincia di Potenza, Giuseppe Tancredi, Presidente Lions Club Potenza Pretoria, Palmarosa Fuccella, ideatrice del progetto per il Centro Annali “Nino Calice”, Giuseppe Damone, autore dei testi.
Alla conferenza seguirà una breve passeggiata, da Piazza Municipio a Piazza Prefettura, lungo l'itinerario su cui sono state istallate le tabelle descrittive che rimandano, con QR code, agli approfondimenti sul portale www.ottocentoinmostra.it.
Il percorso di visita nell’arte dell’Ottocento nella città di Potenza inizia da Via Pretoria, asse viario di origine romana, che conservò il suo aspetto medievale fino agli inizi del XIX secolo. A partire dal 1806, anno in cui Potenza diventò città capoluogo, fu oggetto di sistematiche e significative trasformazioni finalizzate al risanamento dell’abitato che cancellarono importanti tracce della città storica. Tra gli edifici più importanti evidenziati nel percorso c’è il Teatro Stabile, in piazza Mario Pagano, dedicato dal 1866 al maestro di musica e compositore Francesco Stabile (1801-1860) originario di Miglionico. A pochi passi, sulla stessa piazza si affaccia il Palazzo del Governo, che prima del 1807 era monastero dei padri conventuali di San Francesco. Si prosegue a piedi lungo via Pretoria per raggiungere la Banca d’Italia, costruita al posto di Palazzo Viggiani, e poi il Palazzo di Città, sorto nel 1882 nell’area prima occupata dal Sedile, una struttura medievale ristrutturata dopo il terremoto del 1826. Palazzo Scafarelli, Palazzo Marsico, il Tempietto di San Gerardo, Piazza Duca della Verdura, la Scala del Popolo e la Caserma San Luca, una volta sede del monastero delle Chiariste di San Luca, completano la passeggiata nel centro storico del capoluogo. L’approfondimento sui luoghi e le opere più significativi dell’Ottocento si sposta poi verso il Palazzo di Giustizia, la Chiesa di San Rocco,la Caserma Lucana, che un tempo era adibita a dimora temporanea dei soldati dopo la soppressione degli ordini monastici, e la Villa di Santa Maria, un tempo Orto Agrario. Di particolare interesse è la Pinacoteca Provinciale, realizzata nei primi decenni del Novecento su disegno dell’ingegnere Giuseppe Quaroni e dell’architetto Marcello Picentini, e facente parte del progetto “Ophelia” per il Manicomio Provinciale del 1906. Qui è esposta la mostra antologica permanente di arte intitolata a Concetto Valente, direttore del Museo Archeologico Provinciale dal 1928 al 1954. Chiude il percorso la stazione di Potenza Inferiore, oggi detta Potenza Centrale, inaugurata il 29 agosto 1880.

Percorso “Potenza Ottocento”:
Via Pretoria, Teatro Stabile, Piazza Mario Pagano, Palazzo Viggiani, Palazzo del Governo, Villa di Santa Maria, Palazzo Scafarelli, Palazzo di Città, Stazione di Potenza Inferiore, Palazzo Marsico, Tempietto di San Gerardo, Pinacoteca Provinciale, Caserma San Luca, Chiesa di San Rocco, Palazzo di Giustizia, Caserma Lucana,Piazza Duca della Verdura,Scala del Popolo.

mercoledì 22 aprile 2015

INDEXarea presenta Gerardo Fornataro

[Comunicato stampa] Il 24 aprile 2015 la Fondazione SoutHeritage inaugura il secondo appuntamento di INDEXarea: il primo spazio dedicato agli artisti contemporanei lucani all'interno del Centro per la Creatività Cecilia di Tito/Potenza.
Il progetto, a cura di Lucia Ghidoni, nasce dalla volontà di presentare, attraverso una serie di mostre monografiche, gli artisti selezionati all'interno di INDEX - Repertorio d’arte contemporanea in Basilicata, un archivio online in continuo aggiornamento sulla scena artistica regionale che, grazie ad un lavoro di selezione svolto dal 2009 con la collaborazione di diversi curatori (Barbara Improta, Antonella Marino, Fiorella Fiore, Grazia De Palma, Simona Caramia), documenta attraverso immagini, biografie e interviste i percorsi di ricerca degli artisti lucani.
L'area scelta all'interno del centro Cecilia è uno spazio particolare, estremo, che gioca tra le categorie di contenitore e contenuto: una scatola in cemento grigio di quindici metri di lunghezza e due per larghezza, interdetta al pubblico in quanto chiusa da una porta in plexiglass. Un luogo che funziona come una vetrina dell'arte, dove gli artisti sono chiamati a partecipare tramite progetti in situ, in un contesto significativo dove già sono attive diverse realtà culturali.
Dopo la mostra di Valentina Ferrandes, INDEXarea ospita la nuova installazione in situ di un giovane artista che vive e lavora in Basilicata, Gerardo Fornataro, fotografo che utilizzata la tecnologia digitale per una ricerca le cui caratteristiche superano e questionano i confini tipici dell'analogico. Il progetto concepito per INDEXarea, presenta un adattamento in situ di un'installazione fotografica già premiata all'International Photography Awards di Los Angeles, è tratta dalla serie "Ocean" del 2010, lavoro dove l'artista ha indagato, con evidenti richiami alla metafisica tipici della sua ricerca, il rapporto tra l'uomo e l'ambiente.
L'inaugurazione INDEXarea si inserisce in una serie di eventi culturali promossi in collaborazione con le associazioni attive al “Cecilia”. Fino al 31 maggio il palinsesto del centro dedicato alla cultura contemporanea presenta anche le piattaforme: VIDEO 1:1 e ODES (Orizzonte Degli Eventi Sonori).
VIDEO 1:1 è un format dedicato alla giovane videoarte per il quale un curatore, in un rapporto di identificazione 1:1, è invitato a selezionare un artista e un video rappresentativi della propria visione del contemporaneo. Per questa edizione Maila Buglioni, curatrice e storica dell'arte del collettivo ARTNOISE, attenta alle nuove tendenze della contemporaneità, ha scelto di presentare il corto "Mütter" (2014) di Lara Pacilio (Roma, 1978), video caratterizzato da un inedito intreccio tra arte visiva, teatro e musica.
La piattaforma ODES (Orizzonte Degli Eventi Sonori) dedicata invece alla ricerca sonora, prevede per questa edizione la presentazione del progetto site specific "Mema Verma" dell'artista ravennate Giovanni Lami. Il progetto, curato da Leandro Pisano (curatore impegnato in diversi progetti afferenti l’aspetto estetico del suono e delle nuove tecnologie), presenta uno studio sonoro mirato all’utilizzo acustico di un solo strumento, lo shruti box. Tramite dispositivi wireless che permettono una fruizione personale e intima che si fa quasi performance, il visitatore potrà fruire dell’opera e allo stesso tempo interagire con gli spazi del Centro “Cecilia”.

Gerardo Fornataro (Matera - 1978). Formatasi accademicamente presso l’Istituto Superiore di Fotografia e Arti Visive di Padova, ha partecipato a importanti mostre di arte contemporanea e ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti in ambito internazionale. 2006 - vince il premio Pagine Bianche d’Autore per la Basilicata. 2008 - menzione d’onore al Prix de la photographie di Parigi. 2009 - due menzioni d’onore all’International Photography Awards di Los Angeles. Nello stesso anno una sua foto è inserita nella pubblicazione “Young Blood”, annuale dei talenti italiani premiati nel mondo. 2011 - partecipazione alla 54ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. 2013 - riceve un'altra menzione d'onore all'International Photography Awards di Los Angeles. Vive e lavora a Matera.

Titolo: INDEXarea > GERARDO FORNATARO / Senza Titolo (a shot for "Cecilia")
A cura di: Lucia Ghidoni
Sede: Centro per la Creatività Cecilia, Contrada Santa Venere, 85050 Tito – Pz
Periodo: 25 aprile > 31 luglio 2015
Inaugurazione: venerdì 24 aprile ore 18:30

martedì 2 ottobre 2012

Santa Maria del Rosario di Anzi

di Francesco Mastrorizzi

La chiesa di Santa Maria del Rosario, situata sulla sommità del Monte Siri (1.067 m. s.l.m.), nel cuore della Basilicata, in posizione dominante l’abitato di Anzi, ospita una pregevole pala con Madonna del Rosario ed i quindici Misteri, datata 1576. L’opera è composta da una grande tela centrale dipinta ad olio, raffigurante una splendida Madonna nell’atto di dispensare il Rosario ai suoi sudditi. La tela è contornata in alto e ai due lati da quindici riquadri in cui sono raccontati altrettanti “Misteri”, ovvero episodi significativi della vita di Cristo e di Maria: cinque gaudiosi, avvenuti prima dell'inizio della vita pubblica di Gesù; cinque dolorosi, che ricordano la passione di Cristo; cinque gloriosi, riferiti alla sua risurrezione e alla gloria di Gesù e di Maria.
La pala è stata attribuita da numerosi storici dell’arte (Nuccia Barbone Pugliese, Pierluigi Leone de Castris, Concetta Restaino) all’artista Michele Manchelli, genero e collaboratore del maestro senese Marco dal Pino (Siena, c. 1525 - Napoli, c. 1587), considerato quest’ultimo il maggior rappresentante del secondo Manierismo in area meridionale. Determinanti per l’attribuzione sono state le affinità stilistiche con un’altra tela di identico soggetto presente nel duomo di Vieste, firmata e datata 1581.
La Vergine, seduta in alto al centro della tela, regge con la mano sinistra il Bambino, ritto in piedi sulle sue ginocchia. Con la mano destra, invece, distribuisce le coroncine del Rosario ai Santi presenti, i quali sono disposti simmetricamente ai piedi e ai lati della Madonna, due inginocchiati in primo piano e altri quattro dietro di essi. Insieme agli angeli sullo sfondo, reggenti tralci di rose, formano una sorta di cornice, che racchiude la figura languida della Madonna, le cui vesti scivolano morbide e fluenti sul corpo. La cimasa comprende le immagini dell’Eterno al centro e di due angeli ai lati.
All’interno della chiesa è possibile ammirare, inoltre, un ciclo d’affreschi eseguito da Giovanni Todisco, che occupa parte della parete sud e quasi per intero la parete occidentale. Dedicato alla Storie della Vita di Cristo e della Vergine, il ciclo è composto attualmente di diciotto episodi, ma in origine doveva contenerne altri, poiché si interrompe ex abrupto, per la caduta dell’intonaco. All’esterno, sul portale in pietra in stile gotico, che permette l’accesso dalla parete longitudinale destra, è indicata in numeri romani la data di costruzione dell’edificio, il 1526.

mercoledì 15 febbraio 2012

Michele Tedesco. Un pittore lucano nell'Italia Unita

Comunicato stampa

La mostra presenta per la prima volta l’opera di Michele Tedesco (Moliterno 1834-Napoli 1917), uno dei protagonisti della scena artistica del secondo Ottocento e del primo Novecento italiano cui finalmente si dedica l’approfondimento storico e artistico che da tempo si attendeva.
L’evento, pertanto imperdibile, ricostruisce la vicenda biografica di questo pittore sensibile e raffinato che si forma artisticamente a Napoli, vicino a Cefaly, Palizzi, Morelli; partecipa agli eventi risorgimentali e nel 1860 approda a Firenze al seguito della Guardia Nazionale. Fa ritorno in Campania, a metà degli anni Settanta, e qui, tra Portici e Napoli, prosegue senza sosta quella ricerca pittorica che lo porta ad esporre con successo nelle principali città d’arte italiane ed europee, fino agli ultimi anni della sua vita.
In questo quadro si delinea il percorso espositivo della mostra che presenta numerose opere inedite e abbraccia tutte le fasi della lunga esperienza artistica del pittore lucano: dalle prove giovanili di ascendenza palizziana, alle sperimentazioni macchiaiole (vicino ad Abbati e Signorini sin dalla prima stagione di Castiglioncello), alle opere che seguono i viaggi in Europa e i contatti con i circoli artistici tedeschi e quelli vittoriani di Londra. La mostra, inoltre, riserva particolare attenzione alla presenza e all’influenza della pittrice tedesca Julia Hoffmann, di cui sono esposte due opere, che Tedesco sposa nel 1873 e con la quale condividerà aspetti rilevanti della propria produzione artistica.
In una sezione dedicata, infine, la mostra presenta un nucleo di dipinti sui temi risorgimentali (opere di Cefaly, Capocci, Migliaccio, Lenzi, Martelli, De Nigris), con l’intento di fare luce sul grande sostegno offerto dagli artisti meridionali all’Unità d’Italia e, nello stesso tempo, di evidenziare aspetti peculiari del loro sguardo sul Risorgimento.

Titolo mostra: Michele Tedesco. Un pittore lucano nell'Italia Unita (1834/1917)
Sede: Pinacoteca Provinciale, Potenza
Durata 18 febbraio - 15 aprile 2012
A cura di: Isabella Valente
Direttore artistico: Palmarosa Fuccella
Organizzazione generale: Centro Annali “Nino Calice”
Ufficio stampa: Giovanna Russillo, giovanna.russillo@gmail.com - 366 5735659
Artisti in mostra: Michele Tedesco, Julia Hoffmann Tedesco, Andrea Cefaly, Eurisio Capocci, Michele Lenzi, Achille Martelli, Antonio Migliaccio, Giuseppe De Nigris
Orari di apertura: da domenica a venerdì ore 9.00/13.30 - 15.30/20.00, sabato ore 11.00/22.00
Costo biglietto: intero € 5,00 - ridotto € 3,00
Catalogo: Calice Editori

lunedì 21 novembre 2011

Arte Contemporanea in Basilicata

Seminario
"ARTE CONTEMPORANEA IN BASILICATA"
ANALISI DI UN SISTEMA

Evento collaterale della mostra “L’arte non è cosa nostra”, iniziativa promossa dal Padiglione Italia alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale Di Venezia per il 150° dall’Unità d’Italia, a cura di Vittorio Sgarbi

Giovedì 24 novembre 2011, ore 18.00
Potenza, Galleria Civica di Palazzo Loffredo

Saluti:
Vito Santarsiero Sindaco di Potenza
Vito De Filippo Presidente Regione Basilicata

Interventi:
Marta Ragozzino Soprintendente per i beni storici, artistici ed Etnoantropologico della Basilicata
Nicolas Ballario Arthemisia Group srl
Angelo Bianco Critico d'arte, Fondazione Southeritage
Fiorella Fiore Storico dell'arte
Massimo Guastella Storico dell'arte, Universita del Salento

Modera:
Oreste Lo Pomo Caporedattore Rai di Potenza

Ente Promotore: Regione Basilicata
Ente Attuatore : Comune di Potenza - Città Cultura

giovedì 6 ottobre 2011

Lo Stato dell'Arte - Basilicata

Comunicato stampa

43 opere tra dipinti, sculture, fotografie e installazioni saranno esposte a partire dal 10 ottobre prossimo nella Galleria Civica di Palazzo Loffredo in Largo Pignatari a Potenza nella mostra dal titolo: “L’Arte non è cosa nostra - Regione Basilicata”, iniziativa promossa dal Padiglione Italia alla 54° esposizione internazionale d’arte della Biennale di Venezia per il 150° dall’unità d’Italia.
La mostra qui presentata è un avvenimento senza precedenti dal momento che il curatore, Vittorio Sgarbi, in collaborazione con Arthemisia Group srl in ragione della sua poliedrica personalità, ha voluto conferirgli una dimensione del tutto inconsueta.
Il progetto, anche in considerazione delle celebrazioni per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, estendendosi a tutte le Regioni e a tutti gli Istituti di Cultura Italiani all’estero, intende documentare lo stato dell’arte italiana contemporanea.
La ricognizione vasta quanto rigorosa degli artisti italiani viventi e operanti negli ultimi dieci anni consente di conoscere la produzione artistica contemporanea secondo un criterio rivoluzionario.
Vittorio Sgarbi non ha realizzato la “sua” mostra con i “suoi” artisti, come di solito avviene, ma ha ideato e coordinato un immenso lavoro di ricerca, sugli artisti contemporanei, offrendo la più ampia possibilità di vedere, sapere e conoscere.
La scelta è coraggiosa, inusuale e titanica, ma è anche la più utile per avere una visione della produzione artistica, non forzatamente ed unicamente filtrata dal gusto personale del critico o del curatore. Numerosi sono stati i segnalatori allertati.
Una commissione di studio ha raccolto e valutato il lavoro di migliaia di artisti, al fine di individuare quelli più rappresentativi, oltre 1000, tra scultori, pittori, fotografi, ceramisti e video artisti per ogni Regione.
Le opere degli artisti scelti saranno esposte nelle Città più importanti, tra cui Potenza, consentendo una visuale globale che porterà ad indagare a fondo la creatività italiana nel territorio.
Il progetto è finalizzato a tracciare una mappatura, mai realizzata prima, della storia dell’arte contemporanea in tutte le sue declinazioni.
“L’iniziativa – commenta il Presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo – non poteva che raccogliere la nostra attenzione e il nostro sostegno per molteplici ragioni: sicuramente l’arte e la cultura sono valori in cui crediamo, il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia è un’occasione di visibilità da agganciare per la Basilicata, ma soprattutto, è un modo per ribadire quel valore unitario dell’Italia per il quale, a 150 anni di distanza dal raggiungimento del traguardo, è stato necessario un fermo intervento del Capo dello Stato”. “Una grande vetrina nazionale per l’arte lucana. – ha detto il Sindaco di Potenza, Vito Santarsiero – E’ davvero una occasione di notevole importanza per i nostri artisti per proporsi ed esprimere attraverso le loro opere sensibilità e specificità della nostra terra.” “La regia di Vittorio Sgarbi – ha aggiunto – impreziosisce e garantisce qualità e rigore alla iniziativa. Più in generale l’evento per il Comune di Potenza si inserisce in un contesto più ampio, quello dell’investimento in cultura quale fattore primario di sviluppo da sostenere soprattutto nei momenti difficili per recuperare identità e memoria storica e per rendere la nostra comunità più vivace, competitiva, innovativa. Un grazie – ha concluso Santarsiero – alla Regione Basilicata, Ente promotore, per aver voluto sostenere e finanziare l’iniziativa.”

Elenco artisti:
ANDRISANI Michele, CAFARELLI Giovanni, CAPUTO Carmine, CARDONE Karmil, CARMENTANO Dario, CATALDI Daniela, CILIENTO Pasquale, COMMINIELLO Salvatore, DE ANGELIS Giovanbattista, DI LECCE Bruno, DI PEDE Franco, DITARANTO Maria, DI TEANA Marino, FALCIANO Rocco, FARUOLO Donato, FORNATARO Gerardo, GENOVESE Leonardo, GIORDANO Silvio, LAURIA Pino, LINZALATA Donato, LONGO Luciano, LOVISCO Felice, LOVISCO Massimo e Gruppo EllesPlusElles, MANNO Vittorio, MANTA Tarcisio, MARINETTI Aldo, MASI Vito, MASINI Antonio, MOLES Arcangelo, MITAROTONDA Peppino, NATALE Rocco, PALUMBO Angelo, PERRUCCI Nunzio, RIZZELLI Angelo, ROSATI Angela, SALADINO Gianvito, SEBASTE Salvatore, SERRA Margherita, SPINAZZOLA Giovanni, TARASCO Pietro, TELESCA Vito, TRICARICO Nino, TRIVIGNO Antonio.

Titolo evento: Lo Stato dell’Arte - Basilicata. L’arte non è cosa nostra
Iniziativa speciale del Padiglione Italia alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia
A cura di: Vittorio Sgarbi - Arthemisia Group srl
Sede: Galleria Civica di Palazzo Loffredo, Potenza
Periodo: 10 ottobre - 27 novembre 2011
Inaugurazione: 10 ottobre 2011, ore 18.30
Ente Promotore: Regione Basilicata
Ente Attuatore : Comune di Potenza - Città Cultura
Ingresso: libero
Orari: dal martedì alla domenica (compresi festivi) ore 9.00 / 13.00 - 16.30 / 20.30

martedì 23 agosto 2011

La Madonna di Marsico Nuovo

di Sonia Gammone

La chiesa della Madonna di Santa Maria di Costantinopoli o del Ponte di Marsico Nuovo, rappresenta un altro luogo di grande fascino legato al culto mariano nella regione lucana. La chiesa è stata eretta nella seconda metà del XVI secolo sull’area di una preesistente cappella costruita inglobando i resti di un ponte sull’Agri. Sul portale in pietra dell’ingresso principale è possibile leggere la scritta scolpita nella pietra di un’epigrafe che riporta la data del 1593. Di impianto planimetrico ad aula, la chiesa presenta la zona presbiteriale rialzata rispetto alla navata con l’arco trionfale in pietra raccordante i due corpi. Le pareti longitudinali sono caratterizzate da una scansione di pilastri ed archi, dove probabilmente erano inseriti gli altari. L’esterno della chiesa presenta facciate molto sobrie nelle quali l’unico elemento architettonico significativo è costituito dall’elegante portale lapideo della facciata principale sormontato da una grande finestra quadrangolare che permette l’illuminazione della navata insieme ad altre sei finestre, tre per lato, aperte nelle murature longitudinali. La cupola è stata affrescata nel XVIII secolo da Salvatore Ferrari con la raffigurazione dell’Incoronazione della Vergine in un tripudio di angeli e santi, mentre sui pennacchi che sorreggono la cupola sono raffigurati i Quattro Evangelisti. L’originario oggetto di culto era costituito probabilmente dall’affresco databile alla seconda metà del secolo XVI e raffigurante la Madonna con il bambino conservato all’interno di una nicchia ricavata in una muratura appartenente alla fase più antica della chiesa, ma a causa del cattivo stato di conservazione non è possibile averne certezza. A questo dipinto fu successivamente sostituita una statua lignea databile al XVII secolo e raffigurante la Madonna a busto intero che regge il Bambino che solleva le braccia in atto benedicente. La scultura rielabora l’iconografia propria della Madonna di Costantinopoli.