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domenica 15 giugno 2014

Pasolini a Matera. Il Vangelo secondo Matteo cinquant’anni dopo

Comunicato stampa

Dal 21 luglio 2014 al 12 aprile 2015 il Museo nazionale d’arte medievale e moderna di Palazzo Lanfranchi a Matera ospita la mostra Pasolini a Matera. Il Vangelo secondo Matteo cinquant’anni dopo. Nuove tecniche di immagine: arte, cinema, fotografia, curata da Marta Ragozzino, Soprintendente BSAE per la Basilicata e Giuseppe Appella, Direttore del MUSMA, con Ermanno Taviani, Professore di Storia Contemporanea all’Università di Catania e con la collaborazione di Paride Leporace, Direttore della Lucana Film Commission.
La mostra, promossa dal Comune di Matera, dalla Soprintendenza BSAE della Basilicata insieme alla Lucana Film Commission per celebrare i cinquant’anni del capolavoro girato da Pasolini nel 1964, prende forma – grazie al sostegno della Regione Basilicata – sotto l’egida del Comitato Matera Capitale Europea della Cultura nel 2019, nell’ambito del programma culturale per il 2014 ed in stretta condivisione con il direttore artistico Joseph Grima. Patrocinata dal Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo e dalla Conferenza Episcopale Italiana, la mostra ha il supporto dell’Arcidiocesi di Matera–Irsina ed è realizzata con il contributo operativo della Cineteca Lucana, del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, della Cineteca Nazionale di Bologna, del Gabinetto scientifico letterario G. P. Vieusseux di Firenze, la Pro Civitate Christiana di Assisi ed il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa.
Obiettivo della mostra è mettere a fuoco, in maniera particolarmente approfondita e grazie a una narrazione originale, la genesi del capolavoro pasoliniano e il rapporto del regista con la città di Matera, che nell’estate del 1964, sotto un sole ‘ferocemente antico’ divenne Gerusalemme. L’occasione è preziosa per rileggere, attraverso la scelta di Pasolini e la vicenda del set principale nella città dei Sassi, un momento importante nella storia di Matera, negli anni della ‘vergogna nazionale’, dello svuotamento e abbandono degli antichi rioni, la cui popolazione venne trasferita nei nuovi quartieri della città ‘laboratorio’. In questi anni Matera, teatro di profonde contraddizioni, divenne meta privilegiata di artisti, fotografi, registi, documentaristi, antropologi, intellettuali, sociologi, architetti ed urbanisti, che con le loro testimonianze, spesso straordinarie, hanno contribuito a dar forma ad un’immagine della città e dell’intero Mezzogiorno.
La mostra, divisa in due parti, racconta la storia e i luoghi del Vangelo in relazione al clima culturale e artistico lucano e italiano di quegli anni. La prima parte vede la ricostruzione del doppio contesto del film – quello dell’ideazione ed elaborazione creativa tra Roma ed Assisi e la Palestina tra il 1962 e il 1964 e quello della realizzazione delle riprese, del montaggio e della produzione del film. La seconda, intitolata Tra Gruppo Uno e Gruppo 63. Nuove tecniche di immagine. Sculture di Gastone Novelli, Achille Perilli, Toti Scialoja. Nicola Carrino, Nato Frascà, Pasquale Santoro, Giuseppe Uncini ed esposta tra il Museo di Palazzo Lanfranchi e il MUSMA (Museo di arte contemporanea di Matera), presenta importanti opere d’arte realizzate dai principali protagonisti del dibattito artistico dei primi anni Sessanta per aiutare a comprendere i nuovi orizzonti della scultura italiana negli anni in cui si guarda alle nuove tecniche d’immagine teorizzate da Giulio Carlo Argan e a Venezia la Pop-Art trova la sua consacrazione ufficiale.
L’allestimento si distingue per una forte connotazione multimediale e interattiva basata sul modello delle stazioni creative (ogni sezione sarà aperta non da un pannello introduttivo ma da un narratore, tra cui Goffredo Fofi, direttore della rivista Lo Straniero, Mino Argentieri, critico cinematografico e Serafino Murri, critico cinematografico e regista) e una narrazione estremamente visiva, resa possibile grazie al montaggio creativo di documenti originali, dipinti, disegni, fotografie, spezzoni cinematografici, interviste, materiale bibliografico ed oggetti esposti (tra i quali la macchina da presa del regista e i costumi del film), per favorire una lettura a più livelli di approfondimento, comprensibile da tutti i diversi pubblici a cui il progetto intende rivolgersi, in un’ottica fortemente inclusiva.
Aprono la mostra, nella Chiesa del Carmine all’interno di Palazzo Lanfranchi, nel cui spazio si potrà accedere liberamente, le immagini di Intellettuale di Fabio Mauri, maestro dell’avanguardia italiana del secondo dopoguerra e amico di Pasolini fin dalla giovinezza bolognese. La performance, presentata nel 1975 in occasione dell’inaugurazione della Nuova Galleria d’Arte Moderna di Bologna, vede lo stesso Pasolini trasformato dall’artista in uno “schermo umano” su cui è proiettare Il Vangelo secondo Matteo.

Titolo: Pasolini a Matera. Il Vangelo secondo Matteo cinquant’anni dopo. Nuove tecniche di immagine: arte, cinema, fotografia
Sedi: Museo di Palazzo Lanfranchi, Piazza G. Pascoli 1, Matera
Musma. Museo della Scultura Contemporanea di Matera, Via San Giacomo, Matera
Date: 21 luglio 2014 - 12 aprile 2015
Inaugurazione: Palazzo Lanfranchi, domenica 20 luglio 2014 ore 19.00
Orari: Museo di Palazzo Lanfranchi 9.00-20.00
Musma 10.00-14.00 e fino a settembre 16.00-20.00
Curatori: Marta Ragozzino, Giuseppe Appella, Ermanno Taviani, Paride Leporace
Allestimento: STALKagency - Studio multidisciplinare di architettura

venerdì 31 ottobre 2008

Sulle orme di Pasolini in Basilicata

di Francesco Mastrorizzi

Agli inizi degli anni Sessanta Pier Paolo Pasolini si recò in Terra Santa per visitare e riprendere i luoghi della narrazione evangelica, allo scopo di stabilire le possibili location per un progetto cinematografico di trasposizione del Vangelo di Matteo. Il viaggio in Giordania, Galilea e Siria si protrasse per una quindicina di giorni, toccando in particolare Nazareth, Betlemme, Gerusalemme e Damasco. Un film documentario dal titolo "Sopralluoghi in Palestina" testimonia quel pellegrinaggio alla ricerca dell'essenza del paesaggio e dei volti incontrati a suo tempo dal Cristo. Tuttavia, sin da subito, durante il viaggio, emerse in Pasolini la delusione per l'inadeguatezza di quei luoghi a rappresentare la sacralità del tempo, a causa dell'enorme squilibrio arrecato al territorio, alle popolazioni e al paesaggio da un selvaggio e incontrollato “progresso tecnologico”, rappresentato dall’espansione edilizia a Betlemme e dalla costruzione di grattacieli a Nazareth.
Pasolini decise a quel punto di recarsi nel sud dell’'Italia, dove trovò i luoghi e le facce che potevano ricreare quegli ambienti che non aveva invece trovato in Palestina. In Basilicata, in Calabria e in Puglia la contaminazione provocata dallo sviluppo e dal benessere borghese non aveva ancora prodotto guasti irreparabili. La scelta delle aree povere del Mezzogiorno d’Italia dava, inoltre, una possibilità in più, quella di mostrare le attitudini del sottoproletariato meridionale, “muto testimone di una vicenda che lo vede subalterno, coro di figuranti anonimi e passivi, che soffrono e non lottano” (Piero Spila, Pier Paolo Pasolini, Gremese Editore, Roma, 1999).
Le riprese de “Il Vangelo secondo Matteo” furono realizzate in un’area territoriale compresa fra il Lazio e la Calabria. In Basilicata i set più importanti riguardarono Matera e Barile. Gerusalemme fu ambienta tra i sassi imbiancati dal sole di Matera, con il percorso della Via Crucis, la crocifissione e la resurrezione di Gesù, la travagliata fuga dell’apostolo Pietro dopo aver rinnegato Gesù, ma anche momenti delle predicazioni di Cristo. Sulla suggestiva murgia antistante i Sassi si svolse l’ultima parte della passione, dominata dall’entrata in scena della madre di Pasolini, Susanna Colussi, nel ruolo della Madonna anziana che seguiva il figlio verso il Golgota, assistendo poi disperata alla sua crocifissione, alla deposizione e accompagnandolo infine verso il sepolcro.
Il ruolo della Madonna giovane invece era stato affidato ad una ragazza calabrese, Margherita Caruso, che venne impegnata sul set di Barile. Nelle cantine scavate nella roccia del paese alle pendici del Vulture, Pasolini ambientò la natività a Betlemme, la visita dei re magi, la fuga in Egitto e la strage degli innocenti. I castelli medievali lucani servirono per rappresentare le dimore di Erode e Pilato, mentre Nazareth fu ricostruita nei dintorni di Potenza.
Nel 2006 la fotografa Giovanna Gammarota ha visitato gli stessi luoghi della Basilicata in cui il regista ha ambientato la vita di Gesù, spinta dal bisogno di verificare in prima persona, attraverso le proprie emozioni, se tali luoghi avevano conservato quella forza ancestrale e quella spiritualità di tipo estetico che comunicano nel film di Pasolini. Dalla particolare esperienza vissuta dall'artista sono nate immagini volutamente semplici e dirette, ma cariche di memoria, che testimoniano il trascorrere lento del tempo, il quale ha lasciato il paesaggio ancora lì, intatto, dopo oltre quattro decenni dalle riprese di quel film.
Trentacinque delle fotografie scattate nel corso di quel viaggio da parte di Giovanna Gammarota sono ora in esposizione, fino al 28 novembre, presso la Sala Santa Rita di Roma in una mostra fotografica dal titolo “Sopraluoghi in Lucania. Sulle tracce del 'Vangelo secondo Matteo' di Pier Paolo Pasolini”. Promossa dall'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, la stessa mostra già nel 2007 è stata allestita a Carpi e a Milano.
Gli scatti riproducono campagne nude e aperte, colline coltivate a grano, grotte dall’aspetto preistorico, pareti spezzate di case distrutte e abbandonate, tutti secondo la personale visione dell’artista, caratterizzata dal tentativo di dare forma al vuoto e al silenzio, privileggiando i luoghi privi di orpelli superflui, in modo da svelare il paesaggio nella sua dimensione più minimale, che lo rende espressione della memoria.