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mercoledì 13 maggio 2015

Dario Fo dipinge Maria Callas

[Comunicato stampa] - AMO Arena Museo Opera, il Museo della Fondazione Arena di Verona, collocato nella splendida cornice di Palazzo Forti, spalanca le sue porte a una stagione d’eccezione e un’importante programmazione di mostre ed eventi culturali. 
Il prossimo 22 maggio AMO presenterà al pubblico nientemeno che un Premio Nobel e la Divina del canto, Dario Fo e Maria Callas. 
La mostra Dario Fo dipinge Maria Callas presenta le opere realizzate da Dario Fo tra il 2013 e il 2015 e dedicate alla grande soprano, che debuttò nel 1947 proprio all’Arena di Verona.
Fo si definisce “attore dilettante e pittore professionista” e alla pittura ha dedicato gran parte delle sue energie. La mostra a Verona è l’occasione per conoscerlo più da vicino, più intimamente, tra passioni ed espressioni geniali che gli sono proprie.
Oltre 70 opere, raccontate ai visitatori dallo stesso Dario Fo, accompagnano il visitatore alla scoperta di AMO, il Museo dedicato alla creatività e all’eccellenza dell’opera lirica italiana che si propone di far conoscere al grande pubblico la perfetta macchina creativa che sta alla base delle celebri opere liriche, tipiche della tradizione culturale italiana e che tutto il mondo ammira. AMO ospita attualmente una mostra permanente e due temporanee e inoltre conta al suo interno la presenza di un pregiato ristorante. Il Museo inoltre è la location ideale per una mostra dedicata a Maria Callas: il suo forte legame con la città di Verona, e ovviamente con l’Arena, ha fatto sì che proprio al Museo AMO fosse allestita un’intera sala intitolata alla celebre diva, voce immortale incarnata nell’arte lirica.
Un genio che racconta uno dei più incredibili talenti di ogni tempo, in una delle più belle città di Italia, in un contesto di pregio: un cortocircuito imperdibile.
Con il Patrocinio del Comune di Verona, la mostra, aperta dal 22 maggio al 27 settembre 2015, è promossa dalla Fondazione Arena di Verona e prodotta e organizzata da Arthemisia Group.
L’evento è realizzato in collaborazione con Jacopo Fo e Gianmarco Mazzi per C.T.F.R. Compagnia Teatrale Dario Fo e Franca Rame, e si avvale del media coverage di Sky Arte HD.
Riduttivo sarebbe poter pensare di incapsulare il Maestro Dario Fo all’interno di ermetiche categorizzazioni: drammaturgo, attore, regista, costumista e impresario della sua stessa compagnia. Scrittore, autore, illustratore, scenografo e attivista italiano noto per l’impegno politico insieme alla moglie Franca Rame. Il suo genio non è suscettibile a definizioni.
Anche se noto per la sua spiccata spregiudicatezza intellettuale e per l’acuta satira, egli ha saputo fare della sua vita e delle sue passioni un’opera d’arte a tutto tondo e senza confini. Oggi Dario Fo si fa pittore e trova un nuovo soggetto da narrare e a far da padroni sono i suoi colori che danno nuovo vigore a un mito d’altri tempi, a una personalità carismatica, drammatica e mutevole: Dario Fo dipinge Maria Callas.
Dopo il libro uscito a ottobre 2014 intitolato Una Callas dimenticata (di Dario Fo e Franca Rame, edito da Franco Cosimo Panini) e a seguire l’omonimo spettacolo teatrale a novembre (scritto a quattro mani con la compagna Franca Rame), Fo omaggia ancora una volta con la più rappresentativa espressione d’arte – la pittura – la cantante più famosa dell’ultimo secolo.
L’amore per la pittura nasce dal desiderio del Maestro - maturato nel corso della sua carriera - di metter mano personalmente alla parte illustrativa degli spettacoli, dipingendo e inserendo gli elementi iconografici nelle quinte delle sue opere che, come in un romanzo a colori, potessero raccontare ancor meglio la vita dei suoi celebri personaggi. Ed è da questo intento che scaturisce l’ardore di narrare la vita della grande Callas. Tra le sale di AMO il drammaturgo presenta un reportage di vita e palcoscenico che ripercorre tutta la biografia della Divina.
Attraverso un’arte dalle linee pulite e i colori sgargianti, Fo dipinge momenti di vita del mitico soprano ripercorrendone l’evoluzione dall’infanzia in America ai trionfi in Italia; gli anni della voracità - non solo artistica, la storia d’amore con il marito Giovanni Battista Meneghini, l’incontro fatale con Aristotele Onassis, Luchino Visconti e via via fino a giungere all’oblio dell’ultimo periodo.
È lo stesso Dario Fo, sala dopo sala, che racconta la mostra e i retroscena che hanno ispirato le sue opere.
Attraverso un percorso cronologico che ripercorre di anno in anno gli avvenimenti della vita della Callas, Fo cede alla tentazione di raccontare la Diva, ironica e sarcastica qual era, narrando come nell’opera I Ravanelli il celebre episodio in cui sul palco della Scala, al termine di una ripresa di Traviata (dicembre 1954), le fu lanciato in segno di disapprovazione un mazzo di ravanelli da un ammiratore della Tebaldi (il soprano italiano all’epoca egualmente amato): a causa della forte miopia la Callas scambiò i ravanelli per fiori che raccolse con gratitudine inchinandosi in segno di riconoscenza e che, solo successivamente, addentò a mo’ di scherno.
Il Maestro ritrae anche le fasi del leggendario dimagrimento, attraverso una serie di opere, come Allegoria dei viaggi di Gulliver dove la Callas è presentata nei panni di una gigantessa e Alla fine del dimagrimento.
In L’isola di Torcello Fo narra attraverso la tela di una gita organizzata da Meneghini per conquistare la giovane appena giunta in Italia dall’America e in Maria e Meneghini - Ormai eravamo amanti rievoca la vita sentimentale con il futuro marito.
In Maria e Aristotele si amano, Fo dipinge la tragica passione per l’armatore greco Aristotele Onassis, passando per l’incontro con Luchino Visconti che tiene per Maria una vera e propria lezione sull’arte dello stare in scena: una biografia a colori che dà un resoconto della storia della lirica novecentesca.
Il drammaturgo omaggia infine anche la città scaligera: numerosi i lavori nei quali è riprodotta l’Arena, come L’Aida all’Arena di Verona con la Callas.

Titolo: Dario Fo dipinge Maria Callas
Sede: AMO Arena Museo Opera, Palazzo Forti, Verona
Periodo: 22 maggio - 27 settembre 2015
Catalogo: Skira

Immagine: Dario Fo, I ravanelli, 2014, tecnica mista su tavola, 57x62 cm, Archivio Franca Rame e Dario Fo.

lunedì 5 marzo 2012

Dario Fo a Milano. Lazzi Sberleffi Dipinti

Comunicato stampa

Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale, la Compagnia Teatrale Fo - Rame e la Fondazione Antonio Mazzotta celebrano Dario Fo con la prima grande mostra dei suoi lavori pittorici e con la ricostruzione live della sua “bottega d’artista”, un evento lungamente atteso per rendere omaggio a uno dei personaggi più illustri della città.
Straordinario uomo di teatro e Premio Nobel per la letteratura nel 1997, Dario Fo è noto al grande pubblico anche per il suo impegno politico e per la sua naturale abilità affabulatoria. Pochi invece conoscono la sua pittura, nonostante questo linguaggio abbia accompagnato da sempre la sua attività teatrale e l’abbia anzi preceduta.
Per mostrare il legame tra Fo e la pittura, a Palazzo Reale verrà ricostruita la sua bottega d’artista, un vero e proprio “laboratorio” che aprirà in anteprima dal 13 al 18 marzo: accesso su prenotazione dalle 10 alle 12.20, mentre il Maestro lavorerà alle sue ultime opere, e ingresso libero dalle 12.30 alle 17.30 per osservare gli assistenti al lavoro e assistere alle proiezioni delle sue lezioni-spettacolo sulla storia dell’arte. Un’opportunità unica per conoscere le tecniche, le fasi di lavorazione e i momenti creativi, ma soprattutto gli spunti quotidiani che trasformano il pensiero in arte. È nella bottega – intesa nella sua accezione rinascimentale – che Dario Fo, partendo da disegni e dipinti, elabora i suoi canovacci portati poi sulla scena come testi grazie all’amorevole lavoro di stesura e riscrittura apportato da Franca Rame. Al termine della settimana l’atelier diventerà parte integrante dell’esposizione.
La mostra, a Palazzo Reale dal 24 marzo, sarà lo strumento per capire come la pittura abbia costituito un punto cardine nel linguaggio espressivo di Fo che, accanto all’attività teatrale e letteraria, ha costantemente coltivato il rapporto con la pittura rivisitando contenuti, tecniche e stili dei grandi maestri del passato. La passione per l’arte figurativa di tutti i tempi ha così nutrito la sua produzione teatrale, sfociando anche in una fortunata serie di lezioni-spettacolo sulla storia dell’arte.
A testimoniare l’inesauribile e imprevedibile creatività dell’artista saranno esposte oltre 400 opere con una grande varietà di stili e tecniche: dalle pitture a olio su tela dei primi anni ai collages e agli arazzi, fino ai monumentali acrilici più recenti. In mostra anche oggetti di scena, maschere, marionette e burattini, tra cui quelli storici appartenuti alla famiglia Rame. Nutrita la presenza di disegni, schizzi, acquarelli, bozzetti di costumi, fondali, ampie scenografie, locandine e stampe che per osmosi sono diventati parte integrante della drammaturgia della Compagnia Teatrale Fo - Rame.
La mostra si apre con una sezione dedicata alla formazione pittorica dell’artista, dai primi studi sul natio Lago Maggiore al trasferimento a Milano e alla frequentazione dell’Accademia di Brera, dove incontrò maestri e compagni come Achille Funi: alcune sue opere dialogheranno in mostra con i lavori coevi di Dario Fo.
Il percorso prosegue documentando il fondamentale incontro con Franca Rame avvenuto nel 1952. Appartenente a una famiglia di artisti girovaghi che dal Seicento ha operato nel solco delle antiche tradizioni teatrali legate alla commedia dell’arte, Franca Rame fece scoprire a Dario Fo la satira come strumento fondamentale per la propria elaborazione artistica. Il visitatore entra così nel vivo di un entusiasmante viaggio attraverso la storia dell’arte, partendo dai lavori ispirati alle incisioni rupestri preistoriche e giungendo fino ai nostri giorni, in un fitto gioco di rimandi e corrispondenze tra pittura, scultura e architettura, in relazione alla magia del teatro, alla vitalità della letteratura. Il confronto con gli antichi ha prodotto opere che si ispirano alle pitture murali e rupestri primitive, ai linguaggi della classicità greca e romana, giungendo alla ieratica e sacrale preziosità dei mosaici ravennati e bizantini.
L’interesse di Dario Fo per l’arte del Medioevo e del Rinascimento e per le rispettive straordinarie esperienze teatrali e artistiche, è testimoniato dai lavori che celebrano i rilievi scultorei del Duomo di Modena e la decorazione del Duomo di Parma, insieme agli studi e dalle lezioni-spettacolo su Giotto e Pietro Cavallini, su Mantegna, Giulio Romano, Michelangelo, Leonardo, Raffaello, Caravaggio e Correggio.
Con Tiepolo si interrompe il cammino nella storia dell’arte per proseguire con le regie liriche delle opere rossiniane: Il Barbiere di Siviglia (1987), L’Italiana in Algeri (1994), La Gazzetta (2001) e Il Viaggio a Reims (2002). È proprio con l’elaborazione registica dell’amato Rossini che Dario Fo costruisce la più consistente documentazione visiva, elaborando un’impressionante serie di tavole e disegni, molti dei quali presenti in mostra accanto a quelli dedicati al teatro di Molière e all’Histoire du soldat di Stravinsky, un caposaldo della letteratura musicale del primo Novecento da lui rivisitato e allestito al Teatro alla Scala nel 1978.
Il glorioso periodo di permanenza alla Palazzina Liberty del Collettivo Teatrale La Comune, fondato da Dario Fo e Franca Rame nel 1974, è rievocato in mostra attraverso la presenza di dipinti che il surrealista cileno Sebastian Matta realizzò per quello spazio.
Una straordinaria documentazione video e televisiva d’archivio – fatta di inediti montaggi di spettacoli, interviste e dichiarazioni di Dario Fo e Franca Rame, dei loro collaboratori e spettatori – ricostruisce il giusto rapporto tra le opere teatrali e pittoriche e il contesto storico, artistico e sociale che le ha ispirate. Sono inoltre previste visite di approfondimento per scuole di ogni ordine e grado, gruppi e famiglie a cura della società Ad Artem.
Il catalogo, realizzato dalle Edizioni Mazzotta, è l’ennesima testimonianza del lungo sodalizio tra la casa editrice milanese e Dario Fo. Oltre ad aver pubblicato il recente catalogo della mostra Dario Fo. La pittura di un narratore al m.a.x.museo di Chiasso e aver ospitato nel 1999 la mostra Federico Fellini & Dario Fo. Disegni geniali negli spazi della propria Fondazione in Foro Buonaparte a Milano, Gabriele Mazzotta ha curato fin dagli anni ’70 importanti pubblicazioni sul teatro di Dario Fo e Franca Rame, compresa la loro opera più famosa in assoluto: Mistero buffo.

Titolo mostra: Dario Fo a Milano. Lazzi Sberleffi Dipinti
Sede: Palazzo Reale, Milano
Date mostra: 24 marzo - 3 giugno 2012
Date bottega d’artista: 13 - 18 marzo 2012
dalle 10.00 alle 12.20 su prenotazione al numero 02.54913
dalle 12.30 alle 17.30 ingresso libero fino ad esaurimento posti
Date eventi e incontri: il programma sarà disponibile sul sito www.mostradariofo.it
Una mostra: Comune di Milano - Cultura | Palazzo Reale | Compagnia FORAME | Fondazione Antonio Mazzotta
A cura di: Felice Cappa
Inaugurazione: 23 marzo 2012, ore 18.30 (su invito)
Orari: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì, domenica 09.30-19.30; giovedì e sabato 09.30-22.30
Biglietti: 9 € intero | 7,50 € ridotto | 4,50 € ridotto speciale
Catalogo: Edizioni Gabriele Mazzotta