Visualizzazione post con etichetta dialetto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dialetto. Mostra tutti i post

lunedì 21 settembre 2009

13 lune tra poesia ed arte estense: di donna

Comunicato stampa

FRARA, TRÉDAS LUN TRA POESIA E ART ESTÉNSA: ad DÒNA; FERRARA, 13 LUNE TRA POESIA ED ARTE ESTENSE: di DONNA; FERRARA, THIRTEEN MOONS BETWEEN ESTENSE POETRY AND ART: by WOMAN è la denominazione della silloge trilingue – non a caso il lungo titolo - che sarà presentata ufficialmente giovedì 24 settembre 2009 prossimo nel Salone Conferenze della Camera di Commercio di Ferrara, alle ore 16.30.
Si tratta dell’ultima tra le emanazioni editoriali di Cóm a dzcurévan/Come parlavamo, la collana di AR.PA.DIA., l’ultradecennale Archivio Padano dei Dialetti curato da Maria Cristina Nascosi per il Centro Etnografico Ferrarese/Centro di Documentazione Storica, Servizio Biblioteche ed Archivio Storico, dell’Assessorato alle Politiche ed Istituzioni Culturali del Comune di Ferrara arrivata ormai, con essa, al tredicesimo volume.
E’ una silloge poetica tutta …di donna, come facilmente si può evincere dal titolo, anzi dai titoli e segue idealmente e coerentemente il filo rosso dei volumi che l’hanno preceduta ed, in ispecie, degli ultimi tre, opera, seppure a vario titolo, di sole autrici. Rappresenta, se non in minima parte e con molte varianti ed arricchimenti, soprattutto a livello linguistico - come facilmente si può intuire - la seconda edizione di Arte e Poesia d’Autrice (a cura di M. C. Nascosi, Ferrara, Comune di Ferrara, Era Eva - Anno della Donna 2004-2005).
E’ un testo sperimentale, in senso linguistico, oltreché letterario, forse, a tutt’oggi, ancora un unicum: si compone di liriche, in lingua dialettale ferrarese, punto imprescindibile di partenza, con traduzione/interpretazione in lingua italiana eppoi inglese, una sorta di duplice testo a fronte per accostare, in modo ideale, passato, presente e futuro.
Ed è un confronto che si regge su di un altro fil rouge di grande intensità e spessore, quello delle nostre radici, del nostro territorio, del nostro grande Fiume, della nostra Acqua, elemento fondamentale della nostra Ferraresità e femminile per eccellenza.
Tra le autrici, le migliori della nostra letteratura locale, piace citare – per non creare inutili fraintendimenti – una su tutte, Giovanna Bemporad, grecista, latinista e poetessa ed ancor più di grande fama internazionale che, con la sua splendida Altra rosa, apre la raccolta.
Ed altre quattro artiste ferraresi, le pittrici Paola Braglia Scarpa ed Alberta Grilanda, la fotografa Cesarina Viadana e la scultrice e non solo Gabriella Volta, arricchiscono ancor più con la loro arte, ogni tranche poetica, mentre l’acquarello di copertina, per una sorta di par condicio all’incontrario e non solo, è opera maschile, dell’artista ferrarese Elio Nascosi.
La supervisione delle liriche, per quanto attiene alla traduzione in lingua inglese, lavoro primario della curatrice, come quella in lingua italiana, è stata affidata al prof. Richard Chapman, docente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Ferrara, mentre l’Associazione Nazionale IL PAESE delle DONNE, politiche, pratiche e parole di donne, ha concesso il patrocinio. La Presidente dell’Associazione stessa, Maria Paola Fiorensoli, insieme con le note letterate ed associate, Anna Maria Robustelli e Gabriella Gianfelici, ne ha stilato la prefazione.
Il testo, èdito dal Centro Stampa del Comune di Ferrara, è reperibile o anche solo consultabile nell'ambito di AR.PA.DIA. del Centro di Documentazione Storica/ Centro Etnografico dell’Assessorato alle Politiche ed Istituzioni Culturali del Comune di Ferrara, a Ferrara, in via Frescobaldi, 40.
Sarà presentato giovedì 24 settembre prossimo, alle ore 16.30, da Gian Paolo Borghi, già responsabile dei Centri sunnominati, cui seguiranno gli interventi dell’ancor citato prof. Richard Chapman, del prof. Claudio Cazzola, docente di Lingua e Letteratura Greca e Latina presso il Liceo Classico Statale “L.Ariosto” di Ferrara. Sono in programma letture dal libro da parte di Laura Caniati e Paolo Toselli, attori del Teatro Minore, e della stessa Curatrice, accompagnati musicalmente dalle note del prezioso mandolino Mozzani del Maestro Corrado Celada.

L'iniziativa è promossa da:
COMUNE DI FERRARA
ASSESSORATO ALLE POLITICHE E ISTITUZIONI CULTURALI
SERVIZIO BIBLIOTECHE E ARCHIVIO STORICO
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE STORICA
CENTRO ETNOGRAFICO FERRARESE Via G. Frescobaldi, 40 44100 FERRARA

venerdì 15 maggio 2009

Poesie in amore

Comunicato stampa

Cor' Scantàt (Stupido cuore spaventato) - Poesie in amore
è la nuova raccolta di poesie di Salvatore Pagliuca. Il libro sarà presentato a Muro Lucano domenica 17 maggio alle 18.30 presso il Museo Archeologico Nazionale. L'evento è organizzato dal Centro Culturale Franco Italiano. Introduce Nunziata Zampino, responsabile della biblioteca del Ccfi, interviene Manuel Cohen, critico letterario e docente dell'Istituto Internazionale di Traduzione di Bruxelles e Liegi. Seguirà un reading dell'autore.


Il dialetto murese che sublima in lingua letteraria e dà forma e voce all'amore. Salvatore Pagliuca, archeologo per mestiere, poeta per passione, è alla sua terza fatica letteraria. Dopo le fortunate raccolte Cocktél e Orto Botanico e una manciata di significative apparizioni in antologie e riviste poetiche, la nuova raccolta Cor' Scantàt, autoprodotto in tiratura limitata, impreziosisce di nuovi versi un percorso poetico che è insieme riappropriazione delle radici arcaiche e sperimentazione linguistica. Dante Maffia, critico letterario e autore della prefazione, scova nella trama lirica di Pagliuca tracce di Sinisgalli o delle pagine friulane di Pasolini e Giacomini. Una poetica leggera, parsimoniosa, sobria, che non ha bisogno di stampelle retoriche o aggettivazioni ridondanti per tirare fuori l'essenza delle “cose innamorate”. Quasi ermetica nella sua essenzialità. Essenzialità che l'autore porta alle sue estreme conseguenze nella sezione intitolata “pizzini”, dove il verso si fa concentrato, “ai limiti della dicibilità”. “Questi versi – scrive Maffia – hanno una loro particolarità che prende e trascina, perché hanno nella loro leggerezza un segreto che sfugge e si colora via via di presagi appena accennati, di abbagli che a un tempo svelano e occultano il nodo intricato della psiche”. In un recente reading romano Achille Serrao ha definito la racconta di Pagliuca “poesia in punta di piedi che sussurra con leggerezza badando a non imporre la propria condizione, soprattutto quella di poeta, a non disturbare”. L'amore, nelle sue controverse manifestazioni, è il filo che tiene insieme questi frammenti di poesia. L'amore che scandisce il quotidiano e riempie la vita, perché “un cuore che non si spaventa, è cuore mezzo vuoto”, recita il frammento che dà il titolo alla raccolta. L'aspetto linguistico è non meno significativo. Pagliuca usa la lingua “matria” di Muro Lucano. Scrive Manuel Cohen in una recente recensione apparsa sulla rivista di cultura dialettale e critica letteraria Il Parlar Franco: “Del dialetto lucano, nella sua varietà murese, vengono registrate alcune pietre, specie diminuitivi, dal chiaro valore affettivo o simbolico: vociavucegghj (voce-vocina), vuccuccj (boccucce), funtanegghj (fontanella), travèrs’ (vento di traversa, tipico vento del murese); un dialetto interiorizzato, fatto proprio, reso idioletto materno e privato, che sopravvive sotto forma di leit motiv e stigma verbale in precise scelte formali, di iterazione, quasi tic o refrain all’interno dei singoli microtesti, a evocare una originaria tradizione orale, ma pure una iteratività tra preghiera e litania di matrice sacroscritturale”. Pagliuca è un artigiano della parola, un cesellatore di emozioni, che sgrossa, smussa, sottrae il superfluo, per regalare al lettore la parola nella sua essenziale ed emozionante nudità.

L'autore
Salvatore Pagliuca nasce nel 1957 a Muro Lucano. Le sue prime esperienze poetiche, segnalate al premio internazionale di poesia Alfonso Gatto nel 1993 e contrassegnate da un accentuato sperimentalismo plurilinguistico, scaturiscono nella silloge Cocktél edita sempre nel 1993. Nel 1997 pubblica Orto Botanico ove l'uso del dialetto murese diverrà prevalente nella evocazione di un cosmo fisicamente e metaforicamente rarefatto e marginale. Con questa raccolta vince nello stesso anno il premio nazionale di poesia dialettale Albino Pierro. Nel 2002 si tiene una lettura pubblica di sue poesie a Palazzo Barberini di Roma nel corso di un convegno sulla poesia lucana. Hanno scritto di lui Enzo Siciliano, Giorgio Bàrberi Squarotti, Dante Maffia, Antonio Lotierzo, Bernardo Panella, Luciano Zannier, Amedeo Giacomini, Tito Spinelli. Aderente alla corrente letteraria dei neo-dalettiali, le sue poesie sono state antologizzate in Il rosa del tramonto - Destini poetici dialettali, Campanotto Editore, Udine, 1998; in Poeti lucani tra Otto e Novecento, Antonio Capuano Editore, Francavilla sul Sinni, 2000; in Profilo della poesia dialettale lucana dal cinquecento ad oggi, Antonio Capuano Editore, Francavilla sul Sinni, 2001; e in Scritture frammentarie, Edizioni del Silenzio, Udine, 2005. Suoi versi sono stati pubblicati sulla rivista Pagine (n. 23, Roma, 1998), sulla rubrica “Amici di casa” del periodico Ciacere en Trentin (n. 50, Trento, 1998) e tradotti in francese nel volume fotografico Memoire de murs (Lavello, 1998).

Contatti per la stampa:
Luigi Cannella
info@luigicannella.it
349.7197496