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martedì 6 novembre 2012

X Festival delle Letterature dell’Adriatico

Comunicato stampa

Cinque sezioni, oltre settanta appuntamenti, due performance teatrali e un concerto sono il biglietto da visita della decima edizione del Festival delle Letterature dell’Adriatico. Dal 15 al 18 novembre 2012 Pescara vecchia proporrà incontri, tutti gratuiti, con scrittori, fumettisti, giornalisti e autori per bambini, in un vortice emotivo che si verrà a creare tra Auditorium Petruzzi, Circolo Aternino e la Casa natale di Gabriele d’Annunzio.
Il Festival si aprirà il 15 novembre alle 17.00 presso il Città Sant’Angelo Village con la cerimonia di premiazione del contest letterario “Love me do”. Il contest ha visto la partecipazione di 428 racconti, di cui 246 per la nuova sezione Progetto scuole. Per l’occasione sarà presentata l’antologia che raccoglie i testi vincitori, realizzata insieme al Città Sant’Angelo Village, main sponsor del Festival delle Letterature.
Come già annunciato, domenica 18 novembre sarà consegnato il Premio Torri Camuzzi 2012 alla giovane Simona Molinari, una delle voci più belle del jazz e del pop d'autore italiano, che per l’occasione si esibirà in una tappa del “Sola me ne vo' in tour” al cinema teatro Massimo alle 21.00 (prevendite nel circuito Booking Show).
Da segnare in agenda due appuntamenti all’auditorium Petruzzi alle 19.00: uno con lo scrittore e poeta napoletano Erri De Luca, che incontrerà il pubblico domenica 18 novembre in una formula nuova di interazione con i lettori; e con Daria Bignardi, autrice e conduttrice televisiva, che interverrà venerdì 16 novembre.
Due saranno anche le performance teatrali previste quest’anno: “Il lavoro rende liberi”, portato in scena venerdì 16 novembre alle 21,15 dal giornalista Daniele Biacchessi, vicecaporedattore di Radio24-Il sole 24 Ore e interprete di teatro civile; e “Memorie di Adriano”, sabato 17 novembre, sempre alle 21,15, ad opera della compagnia abruzzese Teatro Immediato.
Tra le novità di quest’anno c’è la sezione “Un grande paese”, coordinata dal giornalista Luca Sofri, fondatore e direttore della testata on line “Il Post”, in cui si parlerà di com’è diventata l’Italia e di come potrebbe diventare. Sabato 17 novembre Concita Di Gregorio sarà un’ospite di spicco. Altri nomi, selezionati tra docenti universitari e collaboratori delle principali testate italiane, sono Carlo Bonini (La Repubblica), Marco Imarisio (Corriere della sera), Mattia Feltri (La Stampa), Marco Simoni (London School of Economics), Sofia Ventura (Università di Bologna), Makkox (Il Post). Contrariamente a quanto riportato nei manifesti, non ci sarà invece Giuliano Ferrara, trattenuto all’ultimo momento da un imprevisto.
La nuova sezione “Giovani e Lavoro”, realizzata insieme alla CGIL Pescara, ospiterà occasioni di riflessione sull’attualità tramite delle novità editoriali, come il libro “Morti bianche”, scritto dalla giornalista abruzzese Samanta Di Persio (prefazione di Beppe Grillo), o come “La rivolta dei migranti” di Vittorio Longhi, o il romanzo in versi di Francesco Targhetta “Perché veniamo belli nelle fotografie”, o il “diario tragicomico del giornalista precario” Antonio Loconte “Senza paracadute”.
Nel 2012 viene dato più spazio alla sezione kids “Tante storie per giocare”, che, grazie alla collaborazione con la libreria Primo Moroni, dal 15 al 18 novembre propone laboratori e incontri formativi per bambini ed educatori dell’infanzia principalmente nella sala Favetta del Museo delle Genti d’Abruzzo, mattina e pomeriggio: tra gli appuntamenti si segnalano il workshop di domenica 18 alle 16.00 con il paper-engineer Massimo Missiroli, che insegnerà a costruire libri pop-up, e quello di sabato 17 alle 18.00 all’auditorium Petruzzi con Bruno Tognolini, creatore delle trasmissioni Rai “Melevisione” e “L’albero azzurro”.
Per la sezione Abruzzo L.O.C. (Letteratura di Origine Controllata) sono previsti oltre 20 incontri con autori abruzzesi grazie all’interazione con alcune case editrici del territorio, mentre tra gli eventi collaterali tornano le cene letterarie, ogni sera in convenzione con alcuni locali del centro storico; gli aperitivi letterari dal 16 al 18 novembre alle 19.00 nel Circolo Aternino, quest’anno in collaborazione con la Cantina Citra Vini e preceduti da incontri tra letteratura ed enogastronomia in collaborazione con C come magazine, come quello con la sommelier Adua Villa venerdì 16 novembre alle 18; e la mostra di fumetti “Da grande”, a cura della “Scuola Internazionale di Comics” di Pescara, che animerà il Circolo Aternino mettendo a confronto i disegni dell’adolescenza di alcuni dei maggiori fumettisti italiani con quelli della maturità professionale.
«Una novità interessante – spiegano l’ideatore del Festival Giovanni Di Iacovo e il direttore artistico Vincenzo D’Aquino – sarà quella costituita dagli incontri frontali della sezione “La Cultura e le città”, nata per stimolare riflessioni e spunti su un rapporto nuovo tra la cultura e le istituzioni, i luoghi, le scuole, le imprese e gli abitanti di una città. Saranno tre contributi di pensiero: il docente universitario Pierluigi Sacco interverrà venerdì 16, il giornalista de “La Stampa” Massimiliano Panarari sabato 17 e il docente de “La Sapienza” Carlo Donolo domenica 18 novembre».
Alcuni appuntamenti fuori sezione sono quelli con gli autori Paola Maugeri, Daniela Farnese e Filippo La Porta; durante i giorni del Festival sarà infine attiva una raccolta libri per la piccola biblioteca solidale donata da Marifarma al reparto di chirurgia pediatrica dell’ospedale civile di Pescara.
Il Festival delle Letterature dell’Adriatico gode del sostegno del Comune di Pescara e della Presidenza del Consiglio della Regione Abruzzo. Main sponsor è il Città Sant’Angelo Village; partner sono Progeco, Marifarma e Citra; partner tecnici La Feltrinelli e la Scuola Internazionale di Comics. Media partner del Festival sono Il Post, Il Centro, Intercity Magazine, Radio Studio 5 e C come magazine. Il programma dettagliato del Festival sarà on line (www.festivaldelleletterature.com) da giovedì 8 novembre 2012.

sabato 11 agosto 2012

Vulcanica Live Festival 2012

Comunicato stampa

Saranno gli ultimi giorni d'agosto e gli splendidi scenari del chiostro, dei giardini e dell'atrio del Palazzo “G.Fortunato” di Rionero in Vulture ad ospitare la quattordicesima edizione del Vulcanica Live Festival, che quest'anno ritorna nel centro storico della città fortunatiana.
La manifestazione verrà inaugurata dall'indie-pop dei Locomitiva vincitori del premio Basilicata Music Net 2012 a cui seguirà il talentuoso cantautore calabrese Brunori Sas introdotto dal musicista Valerio Zito.
Il festival chiuderà con l'originalissimo progetto Musica Nuda formato da Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, per la prima volta in Basilicata.
Diverse le attività parallele: per Vulcanica Libri la scrittrice Francesca Romano presenterà il suo lavoro “Raccolti di Fiori”; per Vulcanica Incontri, Musica in giardino, il cantautore Dario Brunori incontrerà i giovani musicisti per un discussione sul cantautorato italiano e su come la musica si lega alle immagini e alle parole, contemporaneamente concluderà il contest fotografico ispirato ad alcuni versi delle sue canzoni.
Concluderà l'edizione la nuova sezione Vulcanica Teatro con lo spettacolo itinerante "Non chiamatemi Alice" de la compagnia Teatrale L'albero, ispirato al celebre romanzo “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carrol.

MUSICA NUDA | BRUNORI SAS | LOCOMITIVA | VALERIO ZITO
25.26.27.28 agosto 2012
Palazzo G.Fortunato – Rionero in Vulture (PZ)

Per informazioni
Associazione Culturale Vulcanica | Via Guido Rossa | 85028 | Rionero in V. (PZ)
www.associazionevulcanica.it | info@associazionevulcanica.it
mobile 348 5655627 tel 0972 722098

venerdì 14 gennaio 2011

L’arte editoriale di un nobile cacciatore

di Gianmatteo Funicelli

Federico II ne fu l’autore: titolata anche “L’Arte di cacciare con gli uccelli / Trattato di falconeria di Federico II”, quest’opera illustrata, grande esemplare di ornitologia di tutto il medioevo, dichiara con fermezza la più grande passione del Re svevo: la caccia. Esso fu realizzato in un’epoca collocabile tra il 1258 e il 1266 ca.: un’attività editoriale e di ricerca che lo tenne impegnato per circa trent’anni. Sulla base delle sue esperienze culturali, Federico utilizzò per la realizzazione di tale scritto molte fonti documentarie, desunte soprattutto dai testi di Michele Scoto, grande erudito. Federico amava gli animali, li osservava dalla sua corte, li scrutava e studiava sino a carpirne i moti interiori e le particolarità anatomiche in veste di illustre scienziato. Nel mondo orientale, dove spesso si diresse per motivi vari tra cui le crociate, assimilò usi e costumi ma soprattutto l’arte della caccia presso i falconieri arabi, rimanendone completamente affascinato. Dalla sua costante ricerca realizzò un codice di lusso, fatto di colori, argento ed oro dove i contenuti spaziano tra innumerevoli fonti accuratamente illustrate.
La sua prima edizione andò perduta durante l’assedio di Parma in data 1248. Una seconda versione fu poi realizzata da suo figlio Manfredi durante la reggenza in Sicilia (1258- 1266), ma non venne mai completata, riuscendo a terminare solo la fine del secondo tomo. Al suo interno: uno dei più antichi trattati di arte venatoria, integrato ad una ricerca (teorica e illustrata) di circa 500 figure di uccelli appartenenti a 80 specie diverse, raffigurati con minuziosa particolarità e con abile maestria nell’uso del contorno e del colore. La provenienza del testo è Rotonda, mentre il suo formato (360 x 250 mm) è costituito da 111 fogli. La sua prima edizione, quella di Federico, fu realizzata prima del 1248, mentre la seconda, quella di Manfredi, è una riedizione di cui ci pervengono solo due dei sei tomi originari. Al loro interno, circa 66o illustrazioni descrivono fasi e regole per la corretta attività venatoria (alcune delle immagini rappresentano nientemeno che le modalità per mantenere calmi i falchi o per esempio come e quando nutrirli, se con carne secca o con carne fresca). Il manoscritto, dopo svariate peripezie e l’appropriamento di notevoli personaggi nel corso della storia, raggiunse l’attuale sede in cui si conserva, la Biblioteca Apostolica Vaticana, Pal. Lat. 1071.

martedì 15 giugno 2010

Eventi in pillole

a cura di Francesco Mastrorizzi

PREMIO INTERNAZIONALE "POESIA IN BOTTIGLIA"
Palazzo Ducale, Genova

Giovedì 17 giugno 2010, ore 18.00

A Manuel Agnelli, leader e autore dei testi del gruppo rock alternativo Afterhours, è stato assegnato il premio "Poesia in bottiglia", autorevole riconoscimento che viene conferito nell’ambito del "Festival Internazionale di Poesia", manifestazione dedicata a versi e rime in programma dal 10 al 20 giugno 2010 presso Palazzo Ducale a Genova. La consegna del premio avverrà nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale giovedì 17 giugno 2010 alle ore 18.00.
Oltre alla targa, ad Agnelli verranno consegnate 18 bottiglie del "Vino della pace" della Cantina Produttori Cormòns, vino da collezionisti, anche per la bellezza delle etichette applicate sulle bottiglie, in quanto realizzate da artisti di levatura internazionale. Il premio "Poesia in bottiglia" è giunto alla terza edizione. Nel 2008 il riconoscimento è stato conferito allo scrittore e poeta Tonino Guerra, nel 2009 è stato attribuito al giornalista satirico Michele Serra.
Manuel Agnelli, oltre a essere fondatore e leader del gruppo rock Afterhours, ha collaborato in veste di produttore artistico con Cristina Donà, Marco Parente, Mina e Verdena. Nel 2009 è stato premiato come miglior produttore dell’anno dal Mei (Meeting degli Indipendenti), per il progetto "Il paese è reale", che ha riunito 19 tra i migliori artisti indipendenti e che ha portato all’attenzione del grande pubblico sanremese la scena indipendente italiana. Agnelli inoltre è ideatore ed organizzatore principale del "Tora! Tora! Festival". Nel 2000 ha pubblicato un libro di racconti, dal titolo "Il meraviglioso tubetto". Attualmente è in studio con la propria band per preparare il prossimo disco. Il loro precedente lavoro, intitolato "I milanesi ammazzano il sabato", è uscito nel 2008.
L’ideazione e la direzione del Premio Internazionale "Poesia in bottiglia" è di Claudio Pozzani, in collaborazione con Paolo Podestà, Patrizia Baldizzone, Circolo viaggiatori nel tempo, la Cantina Produttori Cormòns.

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "QUASI UGUALI"
Museo Archeologico Nazionale "D. Ridola", Matera
Venerdì 18 giugno 2010, ore 18.00

Il giorno 18 giugno alle ore 18.00, a Matera presso il Museo Archeologico Nazionale "D. Ridola", in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato 2010, sarà presentato il libro di Francesco De Filippo "Quasi uguali", alla presenza dell’autore e con la lettura di alcune pagine del volume, che raccoglie storie di rifugiati e migranti.
L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione Tolbà in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata e l’Archivio di Stato di Matera.
Saranno consegnati dai calciatori del Matera Calcio Mohamed Alassani e Nicola Peragine, alla presenza dell’assessore alle politiche sociali del Comune di Matera, gli attestati di partecipazione al Torneo "Rifugiati nel calcio", che si è svolto dal 9 al 12 Giugno presso il campetto del Villaggio del fanciullo di Matera. Il torneo di calcetto è stato organizzato in collaborazione con la UISP di Matera e l’associazione sportiva Varisius, con cui già esiste un protocollo d’intesa che facilita la presenza dei ragazzi richiedenti asilo e rifugiati nelle attività sportive.

martedì 16 marzo 2010

Libri e tele d’artista

Comunicato stampa

11 + 1 x (1 + 1) + 1. Non è una formula aritmetica, è soltanto un gioco di numeri che presenta l’esposizione: 11 libri realizzati da 11 artisti invitati da Vittoria Biasi alla 6a Biennale del Libro d’Artista della Città di Cassino (14 novembre - 4 dicembre 2009, direttore artistico Teresa Pollidori), più 1 libro d’artista presentato dallo Studio S-Arte Contemporanea, più 1 opera su tela di ogni artista, più ancora 1 installazione che si ricollega al tema del libro. Sono artisti di formazione, generazioni e tendenze diverse che lo Studio S è qui lieto di proporre rilegati (non si tratta di libri?) da questa criptica formula destinata ad incuriosire e divertire i lettori, e che andrebbe pertanto letta come segue:

11 ARTISTI + 1 ARTISTA (CIASCUNO CON 1 LIBRO E 1 OPERA) + 1 INSTALLAZIONE

GLI 11 ARTISTI PRESENTI ALLA 6a BIENNALE DEL LIBRO D’ARTISTA DELLA CITTA’ DI CASSINO: ANNA ADDAMIANO, CESARE BERLINGERI, ALEXANDER JAKHNAGIEV, FLAVIA MANTOVAN, PIERO MASCETTI, MARIO PADOVAN, MIRKO PAGLIACCI, LINA PASSALACQUA, ALESSANDRA PORFIDIA, SINISCA, LUISA ZANIBELLI

L’ARTISTA PRESENTATO DALLO STUDIO S - ARTE CONTEMPORANEA: POLDI LOPEZ Y ROYO

INSTALLAZIONE DI FRANCA SONNINO

Gli artisti invitati alla Biennale della Città di Cassino giunta alla sua sesta edizione sono tutti già stati presentati in varie occasioni dallo Studio S. Una new entry è POLDI LOPEZ Y ROYO che ha creato un libro d’artista non proposto alla Biennale di Cassino per le sue dimensioni che superano quelle previste dal regolamento, ma che è interessante esporre in questo contesto in quanto frutto di un coinvolgente lavoro dell’artista (libro a fisarmonica che completamente aperto misura cm. 360) che ha con coerenza dedicato al tema delle ATTESE un intero ciclo di opere su tela e su carta. Autore dell’installazione sul tema FRANCA SONNINO, artista nel suo genere unica per i materiali adoperati, la manualità che caratterizza le sue opere, la fantasia e la poesia delle sue creazioni, presentata dallo Studio S alla X Biennale Internazionale d’Arte del Cairo.

Libri e tele d’artista. 11 + 1 x (1 + 1) + 1
StudioS ArteContemporanea
Via della Penna 59, Roma
Date: 27 marzo - 17 aprile 2010
Inaugurazione: sabato 27 marzo ore 18.00-21-00
Orari: lunedì-venerdì ore 15.30-19.30, sabato ore 11.00-14-00 / 15.30-19.30
Al mattino su appuntamento

Immagine: Poldi Lopez Y Royo, Attese, 2008, maniera nera, puntasecca, cm. 30x21

giovedì 25 febbraio 2010

Le donne di Picasso

Comunicato stampa

Picasso è stato un uomo con una personalità molto forte e controversa. Molte sono state le donne che lo hanno accompagnato nel corso della sua vita; sembra che il grande genio della pittura del '900 non riuscisse a vivere da solo. Ma cosa hanno significato le donne per lui? Che spazio hanno occupato nei suoi pensieri, nella sua arte? E come hanno influito nella sua vita? Che tipo di relazioni affettive e sessuali ha potuto stabilire un uomo che fin da bambino si è sentito diverso dagli altri? Nei ritratti che Picasso realizza in modo compulsivo c'è qualcosa di antropofago, quasi un tentativo di esorcizzare i propri sentimenti... eppure le donne lo hanno amato. Quale strano masochismo ha fatto sì che molte divenissero pazze per lui?
Ne Le donne di Picasso Paula Izquierdo risponde a tutte queste domande, spiegando il comportamento dell'artista e dando voce alla sua anima, fino a far emergere la figura di un uomo contraddittorio, in permanente conflitto con se stesso: appassionato, grande lavoratore, a volte estremamente distruttivo, altre molto tenero.
Utilizzando la chiave della sessualità, in questo saggio chiarificatore la Izquierdo mette abilmente a nudo le crudeltà del genio e consegna al lettore un nuovo interessante Picasso, l'uomo, capace di creare le sue donne attraverso l'arte ma anche di trasformare il pennello in una spada con cui distruggerle.
Il saggio è corredato da alcune foto delle donne amate da Picasso e dalle stampe di quadri che le ritraggono.
Paula Izquierdo è nata a Madrid ne 1962 ed è laureata in psicologia. Collabora con "ABCD Cultural". Ha pubblicato vari libri tradotti in molti paesi. Di lei Cavallo di Ferro ha pubblicato il romanzo La mancanza (2007) e Libere! - 21 storie di donne radicali (2009).

Paula Izquierdo. Le donne di Picasso
Cavallo di Ferro editore, pp. 224, euro 16,00 - da aprile

venerdì 19 febbraio 2010

Musei anni '50: spazio, forma, funzione

Comunicato stampa

Venerdì 5 marzo 2010 presso il Salone dell’Ercole della Galleria nazionale d’arte moderna – Viale delle Belle Arti, 131 - avrà luogo la presentazione del libro MUSEI ANNI ’50: SPAZIO, FORMA, FUNZIONE di Maria Cecilia Mazzi, con saggi di Simona Rinaldi e Stefano Marson, edito da Edifir-Edizioni Firenze, nella collana Le Voci del Museo.
Introdurrà Maria Vittoria Marini Clarelli, soprintendente alla Galleria nazionale d’arte moderna; saranno presenti Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, Enrico Falcone, direttore generale della Banca di Credito Cooperativo, Paolo Melis, architetto e professore di progettazione architettonica e museografia alla “Sapienza” di Roma, Vitale Zanchettin, storico dell’architettura e ricercatore allo IUAV di Venezia.
Nel libro si raccontano gli anni della ricostruzione nel secondo dopoguerra, una stagione in cui la lettura dell’opera d’arte e le esigenze del visitatore furono posti al centro dell’interesse. Alle devastazioni belliche che lasciano una “tabula rasa” (Calvino) ma consentono di pensare il ‘nuovo’ con grande facilità, fa seguito una straordinaria fioritura di iniziative: si ricostruiscono il museo di Brera, i Musei Civici di Genova; Carlo Scarpa riallestisce le Gallerie dell’Accademia di Venezia con criteri innovativi. Si dedicano a quel compito i maggiori architetti, da Franco Albini a Ignazio Gardella e Carlo Scarpa, Soprintendenti coraggiosi e mecenati avveduti. Grazie all’impegno di tanti, dall’inferno di quelle macerie nasceva una nuova forma di bellezza: le opere d’arte si trasformano in soggetti vivi, protagonisti palpitanti, non più neutri oggetti dell’azione degli uomini.
Si tiene anche lo sguardo fisso sul ‘sogno americano’ e sulle innovazioni tecnologiche e sociali che il giovane mondo al di là dell’oceano offriva, in uno scambio quanto mai fruttuoso con il design di marca italiana attuato dai personaggi più avvertiti, uno per tutti, Adriano Olivetti, committente di Carlo Scarpa. In poco più di un decennio, prendono vita modelli di museo e allestimenti di mostre celebrati nel mondo, ricostruiti con foto d’epoca in bianco e nero, quasi un omaggio al cinema coevo: dalla Mostra di Antonello a Messina (1953) alla Galleria Nazionale della Sicilia a Palermo. E ancora: il riallestimento delle prime sale degli Uffizi (ancora visibile); la Gipsoteca di Possagno e il museo di Castelvecchio a Verona; Capodimonte (ora profondamente modificato); il Museo del Castello Sforzesco a Milano, senza tralasciare la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia né Roma nel suo duplice volto di sede delle raccolte antiche e di nuovo centro per l’arte contemporanea (Galleria Nazionale d’Arte Moderna), luogo di infiammate polemiche.
Ai musei d’Arte Moderna, a Milano, Torino, Roma, luoghi di incontro fra l’artista ed il pubblico, si affidava il compito di formare il gusto moderno e di rinverdire la conoscenza dell’arte straniera.
Si trattano temi ancora poco indagati, che ora stanno tornando di grande attualità: “gli strappi preventivi”; la sorte dei numerosi affreschi staccati per il restauro, ma anche, sotto l’incubo della Guerra fredda, il ruolo svolto dagli Stati Uniti d’America sia nella protezione delle opere sia nella ricerca di stretti legami culturali con l’Italia.

Presentazione del volume
MUSEI ANNI ’50: SPAZIO, FORMA, FUNZIONI
di MARIA CECILIA MAZZI
CON SAGGI DI SIMONA RINALDI E STEFANO MARSON
Roma, Galleria nazionale d’arte moderna
Venerdì 5 marzo 2010, ore 17.00

lunedì 8 febbraio 2010

Alik Cavaliere. Poeta, filosofo, umanista e scultore, anche (quasi una biografia)

Comunicato stampa

Venerdì 12 febbraio presso il Salone dell’Ercole della Galleria nazionale d’arte moderna di Roma sarà presentato il volume ALIK CAVALIERE. Poeta, filosofo, umanista e scultore, anche (quasi una biografia) di Arturo Schwarz edito da Electa. Introdurrà Maria Vittoria Marini Clarelli, soprintendente alla Galleria nazionale d’arte moderna; ne parleranno con l’autore il critico Angela Vettese e Sandra Pinto, soprintendente emerita alla Galleria nazionale d’arte moderna.
Nella monografia di Alik Cavaliere (Roma 1926 - Milano 1998), pubblicata da Electa, Schwarz tenta di “delineare la complessa bellezza di un lavoro il cui tema riporta sempre alla condizione umana”. Cavaliere è uno degli scultori più raffinati e singolari del secondo Novecento. Artista originale e complesso da definire: nel suo percorso di studio e ricerca ha costantemente inseguito nuove forme espressive, mediante l’uso delle tecniche scultoree, la manipolazione dei materiali e delle idee. La vicenda creativa di Alik Cavaliere dimostra interessanti affinità con il surrealismo, la metafisica, l’esistenzialismo e il nouveau réalisme, movimenti rispetto ai quali l’artista si pone con originali proposte. “Cavaliere ha saputo restituire nuova esistenza alla “lingua morta” della scultura liberandola da una tridimensionalità restrittiva, allargandone la presenza al palcoscenico della vita e moltiplicandone le tecniche e gli elementi compositivi”. “…Con Cavaliere”, afferma Schwarz, “natura e cultura non sono più antagonisti: l’una diventa la ragione d’essere dell’altra. Mi pare che in poche opere dell’arte contemporanea si possa ritrovare un riflesso altrettanto fedele delle leggi che strutturano il nostro universo sia cosmologico sia umano. Con Cavaliere, l’etica e l’estetica sono parti di un tutto”.
Contestualmente alla presentazione del volume, avrà luogo nello stesso Salone dell’Ercole l’esposizione di due dei personaggi emblematici de I processi: dalle Storie inglesi di Shakespeare (Biennale di Venezia 1972). Si tratta di un’opera imponente, che si sviluppa su una area di m 10 x 10 per un’altezza di 5, composta da oltre cento elementi, donata da Adriana Cavaliere, moglie dell’artista, alla Galleria nazionale d’arte moderna nel 2001, durante la Soprintendenza di Sandra Pinto. I processi, accompagnati dalla musica di Bruno Canino e da un testo scritto e recitato da Roberto Sanesi, sono stati, come afferma quest’ultimo, “una vera e propria messa in scena di impianto elisabettiano. Teatro e patibolo insieme, sulla complessa costruzione in legno, si rimettono in gioco […] tutte le motivazioni etiche e civili, moltiplicando nel grande fondale a specchio un coacervo di orrori”.

Presentazione del volume
ALIK CAVALIERE. Poeta, filosofo, umanista e scultore, anche (quasi una biografia)
di Arturo Schwarz
Venerdì 12 febbraio 2010, ore 17.00
Galleria nazionale d’arte moderna
Viale delle Belle Arti 131, Roma

mercoledì 27 gennaio 2010

Basilica di Santa Maria Maggiore. Fede e spazio sacro

Comunicato Stampa

Giovedì 28 gennaio alle 18, all' Ambasciata di Spagna, presso la Santa Sede (Piazza di Spagna,57), viene presentato il volume "Basilica di Santa Maria Maggiore, Fede e spazio sacro", edito da San Giorgio Editrice.
La presentazione si apre con i saluti del cardinale Bernard Francis Law Arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore, e di Francisco Vázquez y Vázquez Ambasciatore di Spagna presso la Santa Sede e del sindaco di Roma On. Gianni Alemanno. Si prosegue con gli interventi del cardinale Giovanni Lajolo, Presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, di On. Gianni Letta Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, di Maria Teresa Verda Scajola Storica dell’Arte; e di Maurizio Galletti Soprintendente ai Beni Architettonici del Lazio. Conclude Mons. Bronislaw Morawiec, Canonico Camerlengo di Santa Maria Maggiore. Modera l' incontro Albina Francesca Masconi, Amministratore delegato della San Giorgio Editrice.
Attraverso questa prestigiosa pubblicazione si è voluto mostrare la grandezza della Basilica di Santa Maria Maggiore, proponendo, pagina dopo pagina, la bellezza artistica, la fede, l’arte, la storia e la spiritualità. La prima parte è dedicata al rapporto tra fede e spazio sacro: il culto della Vergine ne è il perno. La fede manifestata tuttora dai fedeli rimarca l’importanza di questa chiesa come luogo intitolato a Maria, madre di Gesù, madre dell’umanità, dove poter cercare in pace e armonia una comunione con Dio.
Il cuore della pubblicazione è il percorso spirituale: infatti il lettore, passo dopo passo, ambiente dopo ambiente, opera dopo opera, segue un cammino di fede e di conoscenza. La terza ed ultima parte interessa la storia della Basilica, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua evoluzione: dalle origini alle trasformazioni che si sono susseguite nell’arco dei secoli. La Basilica papale viene descritta come testimonianza della fede cristiana e come archetipo dell’architettura religiosa. È con la volontà di sottolineare l’importanza della spiritualità e della fede oggi, che viene presentato il volume dedicato alla Basilica di Santa Maria Maggiore.

giovedì 21 gennaio 2010

Il pretesto di Egisto

Comunicato stampa

Venerdì 22 gennaio, alla Biblioteca Atena in via Comparini 6 a Viareggio, con inizio alle 17.30 ed ingresso libero, presentazione del libro “Il pretesto di Egisto“, scritto da Angelo Dionigi Fornaciari per la Pezzini Editore. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione L’Uovo di Colombo e della Ausl12 di Viareggio, sarà una coinvolgente, divertente ed emozionante occasione per parlare di Egisto Malfatti e non solo. Il volume, infatti, è un atto di affetto nei confronti dell’artista viareggino e con lui verso tutti coloro che hanno arricchito la storia culturale della città, in particolare i maestri del colore. Un tributo agli artisti viareggini, in particolare ai pittori: da Viani a Marcucci, da Santini a Liberatore, da Di Giorgio a Francesconi.
Ma non mancano accenni anche ai vari Van Gogh, Picasso, Rembrandt, Pontormo, Rosso Fiorentino, El Greco, a testimonianza di una passione struggente per l’arte maturata nel corso degli anni dall’autore.
Architetto affermato, scenografo teatrale, Angelo Dionigi Fornaciari ha coltivato nel tempo questa attrazione per la pittura che gli permette di guardare il mondo circostante con un occhio affinato a cogliere colori, traslucenze e sfumature del contesto paesaggistico. Scorci delle Apuane e scorci del litorale descritti come se si fosse davanti ad un dipinto: una vera e propria scenografia. Proprio come quelle che lo portarono a sancire il legame di lavoro prima e di amicizia poi con Egisto Malfatti. L’artista viareggino lo mandò infatti a chiamare per realizzare, al posto dell’allora malato Tono D’Arliano, le scene di uno spettacolo teatrale in programma, come tradizione, a Carnevale. Un incarico non da poco per il giovane Fornaciari, una sfida e un’avventura che lo ha portato negli anni a frequentare la casa di Egisto e di conoscerlo a fondo, in tutte le sfaccettature del carattere, nell’intimo e in pubblico. Ecco che il libro si muove su due piani intrecciati: il ritratto dello chansonnier viareggino e un affresco del contesto storico locale.
All’iniziativa, che si concluderà con un aperitivo offerto a tutti i presenti, parteciperà Adriano Barghetti, mentre Luciana Madrigali leggerà alcune pagine del volume. Ospite d’eccezione Marisa Lazzerini, “la prima donna della compagnia di Egisto Malfatti” il cui nome, nel libro, appare alla prima riga. Conduce Stefano Pasquinucci.

domenica 20 dicembre 2009

Diversi e Divisi

Comunicato stampa

Mercoledi 23 Dicembre a Senise, presso la sala stampa della testata giornalistica “La Siritide”, si terrà un incontro pubblico promosso dall’associazione Agoraut, che ospiterà il giornalista lucano Nello Rega.
Le vicende di cronaca degli ultimi mesi riguardanti la figura di Nello Rega sono a tutti note. Autore coraggioso del bel romanzo “Diversi e Divisi-Diario di una convivenza con l’Islam” che è costato a Rega minacce da più fronti che hanno seriamente minato la sua libertà di uomo e di giornalista. Lettere minatorie lasciate più volte in auto, nella cassetta della posta, sotto la porta di casa. Nello Rega, giornalista e scrittore lucano, nel mirino dei fondamentalisti islamici da quando ha deciso di voler raccontare, in un romanzo, la storia d’amore con una donna sciita.
“Diversi e divisi – Diario di una convivenza con l’Islam” non è solo un libro laico, ma autentico e privo di pregiudizi. Un’esperienza diretta, forte, coraggiosa. Ma è anche la constatazione della differenza evidente, obiettiva tra due realtà culturali e religiose. La penna di Rega racconta la reale storia d’amore, l’utopia romantica tra un uomo cattolico e una donna sciita. Il racconto si alimenta di ricordi, parole, sogni, realtà, paura e solitudine. I temi di oggi. I temi del mondo. Rega invita il lettore ad affrontare un viaggio tra le righe di una storia, che è ‘la vita’ stessa. Dall’avventura bella, inimmaginabile solo qualche anno prima, ricca di progetti e desideri fino al suo crudele dissolvimento imposto dalla diversità.
L’incontro è promosso in collaborazione con il Dipartimento Pari Opportunità della Regione Basilicata.

MERCOLEDI 23 DICEMBRE- ORE 17, VIA ROCCO SCOTELLARO 29, SENISE (PZ)

sabato 12 dicembre 2009

L'Ombra del Visir

Comunicato Stampa

Il Comune di Rionero in Vulture (PZ) in collaborazione con l’associazione culturale Suggèsto, nell’ambito della rassegna “Incontri con l’autore” organizza Sabato 12 dicembre 2009, presso il centro sociale di Rionero in Vulture, un incontro con il Prof. Matteo Donato Gallucci per presentare la sua ultima opera, il romanzo "L'Ombra del Visir”.
All’incontro parteciperanno il Presidente dell’Associazione Suggèsto, Nicola Giansanti, il Sindaco di Rionero in Vulture, Antonio Placido, il Direttore Didattico scuole elementari di Rionero, Antonio Pinto e Rocco Viglioglia, docente scuole superiori. Durante l’incontro verranno letti alcuni passi del romanzo a cura di Incoronata Di Lorenzo.
Giunto ormai alla sesta pubblicazione, dopo aver attraversato il filone dei romanzi storici, il Prof. Gallucci ritorna alla sua passione originaria, il romanzo fantasy.
“Non è la prima volta – afferma il Prof. Gallucci - che tratto questo genere letterario. Ho cominciato proprio con il fantasy, per tre volte vincitore del Premio Tolkien, (1983,1984,1985)”.
L'Ombra del Visir è un romanzo heroic fantasy. Pure, lo sfondo su cui si muovono i personaggi, è storico. Come lo sono alcuni protagonisti del romanzo: Il Gran Visir Ahmed Koprülü, il sultano Mehemed IV.
Storica è la Pace di Candia, stipulata tra Venezia e il Turco, la struttura politica della Repubblica di San Marco, quella dell'Impero della Mezzaluna. Per non parlare degli Arsenali navali, la pirateria ecc.
L’ombra del Visir è un’opera storica e fantastica?
È l'una e l'altra. E vi compare anche il soffio di un'anima orrifica. Un horror velato, visto attraverso un delicato ordito in filigrana. Un genere letterario unico nel suo genere, quasi innovativo.
La magia, il filo horror, le imprese degli eroi, la trama storica degli eventi concorrono tutt'insieme a sorprendere il lettore. E il tutto appare verosimile quanto fantastico.
Almeno, era questo l'intento.

Il Presidente
(Dott. Nicola Giansanti)

lunedì 21 settembre 2009

13 lune tra poesia ed arte estense: di donna

Comunicato stampa

FRARA, TRÉDAS LUN TRA POESIA E ART ESTÉNSA: ad DÒNA; FERRARA, 13 LUNE TRA POESIA ED ARTE ESTENSE: di DONNA; FERRARA, THIRTEEN MOONS BETWEEN ESTENSE POETRY AND ART: by WOMAN è la denominazione della silloge trilingue – non a caso il lungo titolo - che sarà presentata ufficialmente giovedì 24 settembre 2009 prossimo nel Salone Conferenze della Camera di Commercio di Ferrara, alle ore 16.30.
Si tratta dell’ultima tra le emanazioni editoriali di Cóm a dzcurévan/Come parlavamo, la collana di AR.PA.DIA., l’ultradecennale Archivio Padano dei Dialetti curato da Maria Cristina Nascosi per il Centro Etnografico Ferrarese/Centro di Documentazione Storica, Servizio Biblioteche ed Archivio Storico, dell’Assessorato alle Politiche ed Istituzioni Culturali del Comune di Ferrara arrivata ormai, con essa, al tredicesimo volume.
E’ una silloge poetica tutta …di donna, come facilmente si può evincere dal titolo, anzi dai titoli e segue idealmente e coerentemente il filo rosso dei volumi che l’hanno preceduta ed, in ispecie, degli ultimi tre, opera, seppure a vario titolo, di sole autrici. Rappresenta, se non in minima parte e con molte varianti ed arricchimenti, soprattutto a livello linguistico - come facilmente si può intuire - la seconda edizione di Arte e Poesia d’Autrice (a cura di M. C. Nascosi, Ferrara, Comune di Ferrara, Era Eva - Anno della Donna 2004-2005).
E’ un testo sperimentale, in senso linguistico, oltreché letterario, forse, a tutt’oggi, ancora un unicum: si compone di liriche, in lingua dialettale ferrarese, punto imprescindibile di partenza, con traduzione/interpretazione in lingua italiana eppoi inglese, una sorta di duplice testo a fronte per accostare, in modo ideale, passato, presente e futuro.
Ed è un confronto che si regge su di un altro fil rouge di grande intensità e spessore, quello delle nostre radici, del nostro territorio, del nostro grande Fiume, della nostra Acqua, elemento fondamentale della nostra Ferraresità e femminile per eccellenza.
Tra le autrici, le migliori della nostra letteratura locale, piace citare – per non creare inutili fraintendimenti – una su tutte, Giovanna Bemporad, grecista, latinista e poetessa ed ancor più di grande fama internazionale che, con la sua splendida Altra rosa, apre la raccolta.
Ed altre quattro artiste ferraresi, le pittrici Paola Braglia Scarpa ed Alberta Grilanda, la fotografa Cesarina Viadana e la scultrice e non solo Gabriella Volta, arricchiscono ancor più con la loro arte, ogni tranche poetica, mentre l’acquarello di copertina, per una sorta di par condicio all’incontrario e non solo, è opera maschile, dell’artista ferrarese Elio Nascosi.
La supervisione delle liriche, per quanto attiene alla traduzione in lingua inglese, lavoro primario della curatrice, come quella in lingua italiana, è stata affidata al prof. Richard Chapman, docente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Ferrara, mentre l’Associazione Nazionale IL PAESE delle DONNE, politiche, pratiche e parole di donne, ha concesso il patrocinio. La Presidente dell’Associazione stessa, Maria Paola Fiorensoli, insieme con le note letterate ed associate, Anna Maria Robustelli e Gabriella Gianfelici, ne ha stilato la prefazione.
Il testo, èdito dal Centro Stampa del Comune di Ferrara, è reperibile o anche solo consultabile nell'ambito di AR.PA.DIA. del Centro di Documentazione Storica/ Centro Etnografico dell’Assessorato alle Politiche ed Istituzioni Culturali del Comune di Ferrara, a Ferrara, in via Frescobaldi, 40.
Sarà presentato giovedì 24 settembre prossimo, alle ore 16.30, da Gian Paolo Borghi, già responsabile dei Centri sunnominati, cui seguiranno gli interventi dell’ancor citato prof. Richard Chapman, del prof. Claudio Cazzola, docente di Lingua e Letteratura Greca e Latina presso il Liceo Classico Statale “L.Ariosto” di Ferrara. Sono in programma letture dal libro da parte di Laura Caniati e Paolo Toselli, attori del Teatro Minore, e della stessa Curatrice, accompagnati musicalmente dalle note del prezioso mandolino Mozzani del Maestro Corrado Celada.

L'iniziativa è promossa da:
COMUNE DI FERRARA
ASSESSORATO ALLE POLITICHE E ISTITUZIONI CULTURALI
SERVIZIO BIBLIOTECHE E ARCHIVIO STORICO
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE STORICA
CENTRO ETNOGRAFICO FERRARESE Via G. Frescobaldi, 40 44100 FERRARA

domenica 5 luglio 2009

Brevi In Arte

a cura di Francesco Mastrorizzi

FESTIVAL DEL LIBRO POSSIBILE
Polignano a Mare (BA)
8 - 11 luglio

Polignano a Mare ospita anche quest’anno nelle caratteristiche piazzette del suo centro storico la tradizionale rassegna letteraria "Festival del libro possibile". Quattro serate, a partire dalle 21, all’insegna delle buone letture e di tutte le maggiori novità in campo editoriale. Occhi puntati su temi e generi diversi, per abbracciare un pubblico sempre più vasto. Un’occasione imperdibile per le piccole case editrici e per quegli autori – in particolare giovani – ancora poco noti e desiderosi di usufruire di una vetrina d’eccezione.
Per orientare al meglio il pubblico sono stati tracciati alcuni percorsi tematici, che quest’anno ruotano intorno alla società, all’impegno civile, alla comunicazione e alla valorizzazione del territorio. In calendario grandi ospiti, a partire da alcuni tra i più noti giornalisti televisivi e della carta stampata, da Enrico Mentana a Maurizio Belpietro. Per la narrativa è prevista la presenza di Alberto Bevilaqua, Gaetano Cappelli, Francesco Durante e molti altri. Non mancheranno momenti riservati alla comicità, con le interviste impossibili di Dario Vergassola.
L’intero programma e ulteriori informazioni sulla manifestazione sono disponibili sul sito www.libropossibile.com.

MASSIMO MARIANO AL FESTIVAL DEI DUE MONDI
Chiostro di San Nicolò, Spoleto
Fino al 30 agosto

L’artista marchigiano Massimo Mariano esporrà in concomitanza con il "Festival dei Due Mondi di Spoleto", all’interno del Chiostro di San Nicolò. Vittorio Sgarbi ha voluto personalmente inserire una delle sue ultime scoperte all’interno della rassegna d’arte contemporanea che si svolgerà a Spoleto durante il Festival e per tutto il periodo estivo. Così oltre a Lino Frongia, Roberto Coda Zabetta, Klaus Karl Mehrkens e Filippo Dobrilla, i numerosi visitatori e turisti che accorreranno a Spoleto, potranno apprezzare anche l’opera di Massimo Mariano, che Vittorio Sgarbi ha soprannominato il “Ligabue delle Marche”. Un nome che gli deriva dalla dimensione istintiva, energica, vitalistica ed antiaccademica della sua pittura.
L’esposizione di Massimo Mariano riserverà una sorpresa particolarissima, una mostra in cui l’artista esporrà i suoi lavori in corso d’opera. Mariano, infatti, nei giorni del Festival darà sfogo alla propria creatività direttamente davanti al pubblico, che potrà così interagire con lui. Per questo motivo è stato pubblicato un catalogo vuoto, confezionato con 30 pagine completamente bianche ed un’unica opera, “Madonna acrobata”, riprodotta in copertina.

martedì 26 maggio 2009

Brevi In Arte

a cura di Francesco Mastrorizzi

CLAUDIO MALACARNE A "CANTINE APERTE"
Cantina Terra dei Re, Rionero in Vulture (PZ)
30 - 31 maggio 2009

In occasione della manifestazione "Cantine aperte", che si svolgerà domenica 31 maggio prossimo, la cantina Terra dei Re di Rionero – in collaborazione con la galleria Idearte di Potenza – riapre i suoi spazi ad un nuovo evento artistico. Gli splendidi locali della cantina ospiteranno, infatti, la personale del maestro mantovano Claudio Malacarne che, in via del tutto eccezionale, presenzierà al vernissage della mostra fissato per le ore 19.00 di sabato 30 maggio.
Venti le opere in esposizione, tutti oli su tela facenti parte della produzione più recente dell'artista, che ultimamente è stato impegnato in diverse esposizioni pubbliche, fra cui quella alla sede centrale della Banca svizzera UBS a Lugano.
"Uomo di tetragono buon senso e di padano pragmatismo – scrive Domenico Montalto – , Malacarne non ama la ribalta, né vagheggia linguaggi iconici à la page, inseguendo invece l'eterna poesia della pittura, mostrando di sé solo ed esclusivamente i quadri, ogni volta più meravigliosi e gioiosi. Le figure, gli animali, i paesaggi, le nature morte, divengono nei quadri di Malacarne i testimonials di una realtà guardata con sentimento autenticamente umano, secondo la devozione al bello."
Claudio Malacarne è nato a Mantova nel 1956. Giovanissimo si scopre pittore eseguendo i primi dipinti ad olio appena quattordicenne. Conosciuto ed apprezzato pittore professionista, opera principalmente a livello nazionale, pur avendo avuto numerosi contatti e presenze nel mercato artistico europeo ed americano. Vive e lavora a Soave Porto Mantovano, in provincia di Mantova.
Le sue grandi tele si impongono all'attenzione principalmente per la loro dirompente forza cromatica, alimentata da un continuo gioco ritmico dei colori. Le sue pennellate corpose, stese sulla tela con ampia azione gestuale, evidenziano una impaginazione vigorosa, di notevole effetto comunicativo.

PRESENTATO IL LIBRO "IL VIOLINISTA"
Autrice Angelica Lo Duca
Edizioni "Il Cosciale", Castrovillari

È stato presentato a San Severino Lucano il libro "Il Violinista", edito dalle edizioni "il Cosciale" di Castrovillari e scritto da Angelica Lo Duca. Un romanzo breve o un racconto lungo, dallo stile fluido e dal finale imprevedibile, un libro che può trovare posto tanto nelle biblioteche, quanto nell’elenco dei libri di narrativa delle scuole.
Parole di apprezzamento e complimenti sono arrivati dal sindaco di San Severino Lucano, Francesco Fiore, dall’editore Mimmo Sancineto e dal critico letterario Gabriella Conte, che ha offerto al pubblico una puntuale lettura dell’opera.
L’autrice di San Severino Lucano, classe 1983, si è laureata in Ingegneria Informatica presso l’Università di Pisa nel 2007, dove attualmente è studentessa di dottorato di ricerca in Ingegneria dell’informazione elettronica, informatica e telecomunicazioni.
Intervistata dal giornalista Rai Luigi Di Lauro, Angelica ha soddisfatto la curiosità dei partecipanti alla presentazione del libro. Perché un ingegnere informatico decide di scrivere? "Tutto è nato – ha detto – quando ho cominciato a leggere libri, molto tardi, in terza media. Ho scoperto un mondo che ti fa andare oltre gli orizzonti. Scrivere è come leggere, scopri a poco a poco i capitoli, ma con una differenza: quando scrivi puoi inventare tu, definire i personaggi. Scrivere è, quindi, frutto di una lettura precedente". "Non bisogna fossilizzarsi in un unico settore – ha affermato ancora l’autrice –, bisogna fare tutto", proprio come il protagonista del suo romanzo, Andrè Violino, ottantenne violinista, un personaggio semplice ma che dà valore a ogni cosa. Perché un musicista? "La musica è sempre stata la mia spada di Damocle. Mi sarebbe piaciuto suonare il violino, ma le vicissitudini della vita mi hanno allontanato da tale passione".

venerdì 15 maggio 2009

Poesie in amore

Comunicato stampa

Cor' Scantàt (Stupido cuore spaventato) - Poesie in amore
è la nuova raccolta di poesie di Salvatore Pagliuca. Il libro sarà presentato a Muro Lucano domenica 17 maggio alle 18.30 presso il Museo Archeologico Nazionale. L'evento è organizzato dal Centro Culturale Franco Italiano. Introduce Nunziata Zampino, responsabile della biblioteca del Ccfi, interviene Manuel Cohen, critico letterario e docente dell'Istituto Internazionale di Traduzione di Bruxelles e Liegi. Seguirà un reading dell'autore.


Il dialetto murese che sublima in lingua letteraria e dà forma e voce all'amore. Salvatore Pagliuca, archeologo per mestiere, poeta per passione, è alla sua terza fatica letteraria. Dopo le fortunate raccolte Cocktél e Orto Botanico e una manciata di significative apparizioni in antologie e riviste poetiche, la nuova raccolta Cor' Scantàt, autoprodotto in tiratura limitata, impreziosisce di nuovi versi un percorso poetico che è insieme riappropriazione delle radici arcaiche e sperimentazione linguistica. Dante Maffia, critico letterario e autore della prefazione, scova nella trama lirica di Pagliuca tracce di Sinisgalli o delle pagine friulane di Pasolini e Giacomini. Una poetica leggera, parsimoniosa, sobria, che non ha bisogno di stampelle retoriche o aggettivazioni ridondanti per tirare fuori l'essenza delle “cose innamorate”. Quasi ermetica nella sua essenzialità. Essenzialità che l'autore porta alle sue estreme conseguenze nella sezione intitolata “pizzini”, dove il verso si fa concentrato, “ai limiti della dicibilità”. “Questi versi – scrive Maffia – hanno una loro particolarità che prende e trascina, perché hanno nella loro leggerezza un segreto che sfugge e si colora via via di presagi appena accennati, di abbagli che a un tempo svelano e occultano il nodo intricato della psiche”. In un recente reading romano Achille Serrao ha definito la racconta di Pagliuca “poesia in punta di piedi che sussurra con leggerezza badando a non imporre la propria condizione, soprattutto quella di poeta, a non disturbare”. L'amore, nelle sue controverse manifestazioni, è il filo che tiene insieme questi frammenti di poesia. L'amore che scandisce il quotidiano e riempie la vita, perché “un cuore che non si spaventa, è cuore mezzo vuoto”, recita il frammento che dà il titolo alla raccolta. L'aspetto linguistico è non meno significativo. Pagliuca usa la lingua “matria” di Muro Lucano. Scrive Manuel Cohen in una recente recensione apparsa sulla rivista di cultura dialettale e critica letteraria Il Parlar Franco: “Del dialetto lucano, nella sua varietà murese, vengono registrate alcune pietre, specie diminuitivi, dal chiaro valore affettivo o simbolico: vociavucegghj (voce-vocina), vuccuccj (boccucce), funtanegghj (fontanella), travèrs’ (vento di traversa, tipico vento del murese); un dialetto interiorizzato, fatto proprio, reso idioletto materno e privato, che sopravvive sotto forma di leit motiv e stigma verbale in precise scelte formali, di iterazione, quasi tic o refrain all’interno dei singoli microtesti, a evocare una originaria tradizione orale, ma pure una iteratività tra preghiera e litania di matrice sacroscritturale”. Pagliuca è un artigiano della parola, un cesellatore di emozioni, che sgrossa, smussa, sottrae il superfluo, per regalare al lettore la parola nella sua essenziale ed emozionante nudità.

L'autore
Salvatore Pagliuca nasce nel 1957 a Muro Lucano. Le sue prime esperienze poetiche, segnalate al premio internazionale di poesia Alfonso Gatto nel 1993 e contrassegnate da un accentuato sperimentalismo plurilinguistico, scaturiscono nella silloge Cocktél edita sempre nel 1993. Nel 1997 pubblica Orto Botanico ove l'uso del dialetto murese diverrà prevalente nella evocazione di un cosmo fisicamente e metaforicamente rarefatto e marginale. Con questa raccolta vince nello stesso anno il premio nazionale di poesia dialettale Albino Pierro. Nel 2002 si tiene una lettura pubblica di sue poesie a Palazzo Barberini di Roma nel corso di un convegno sulla poesia lucana. Hanno scritto di lui Enzo Siciliano, Giorgio Bàrberi Squarotti, Dante Maffia, Antonio Lotierzo, Bernardo Panella, Luciano Zannier, Amedeo Giacomini, Tito Spinelli. Aderente alla corrente letteraria dei neo-dalettiali, le sue poesie sono state antologizzate in Il rosa del tramonto - Destini poetici dialettali, Campanotto Editore, Udine, 1998; in Poeti lucani tra Otto e Novecento, Antonio Capuano Editore, Francavilla sul Sinni, 2000; in Profilo della poesia dialettale lucana dal cinquecento ad oggi, Antonio Capuano Editore, Francavilla sul Sinni, 2001; e in Scritture frammentarie, Edizioni del Silenzio, Udine, 2005. Suoi versi sono stati pubblicati sulla rivista Pagine (n. 23, Roma, 1998), sulla rubrica “Amici di casa” del periodico Ciacere en Trentin (n. 50, Trento, 1998) e tradotti in francese nel volume fotografico Memoire de murs (Lavello, 1998).

Contatti per la stampa:
Luigi Cannella
info@luigicannella.it
349.7197496

giovedì 14 maggio 2009

Eventi in pillole

a cura di Francesco Mastrorizzi

ALBERT FRISCIA. EQUILIBRI
Biblioteca Nazionale, Potenza
Sabato 16 maggio, ore 11.00

Per rendere omaggio ad Albert Friscia e testimoniare l'attività della Biblioteca Nazionale nei confronti dell'arte contemporanea, la Biblioteca Nazionale di Potenza ha organizzato per sabato 16 Maggio alle 11, la presentazione del catalogo Equilibri, che raccoglie le sculture dell'artista americano, in mostra permanente negli spazi espositivi della biblioteca.
Dal 2001 è, infatti, possibile ammirare la collezione di opere del poliedrico artista, che abbraccia un percorso di lavoro di oltre mezzo secolo, dal 1935 alla morte, fra pittura, scultura, grafica e quadri cinetici. Il fondo, donato all’istituto culturale dieci anni fa, dalla vedova dell’artista, la signora Lidia Di Bello Friscia, potentina doc, comprende 96 olii, 65 sculture in bronzo, 2 sculture in marmo, 580 tra opere grafiche e disegni e 10 opere cinetiche, cioè dei quadri luminosi con lastra polarizzata a motore.
Opere di Friscia si trovano un po’ dovunque sia in Italia che all’estero, come l’imponente scultura in bronzo, collocata nel cortile del Ministero delle Comunicazioni all’Eur, o l’altare maggiore bronzeo, posto nell’abside del Bernini nella Basilica di San Pietro, sempre a Roma. Vale ricordare, la maestosa porta in bronzo della Cattedrale di Holy Name a Chicago. Anche a Potenza Albert Friscia ha lasciato traccia della sua arte. E’ opera sua, infatti, il sarcofago bronzeo, che conserva i resti di Monsignor Bertazzoni, nella cattedrale di San Gerardo.
Alla presentazione del catalogo,parteciperà, tra gli altri, il Direttore Generale per i Beni Librari e gli Istituti culturali, Maurizio Fallace. Nel corso della manifestazione, gli alunni di alcune classi dell'Istituto Statale D'Arte di Potenza, che hanno scelto e fotografato le sculture di Friscia, realizzeranno una performance di interpretazione personale delle stesse opere.

Biblioteca Nazionale di Potenza
Ufficio per le Attività di Comunicazione e Informazione
Responsabile: Giuseppe VINCI 0971/54829 e-mail: giuseppeantoniocarmine.vinci@beniculturali.it

LA TERRACOTTA NELLE COLLEZIONI PUBBLICHE E PRIVATE
Museo della Terracotta, Petroio - Trequanda (SI)
S
abato 16 maggio, ore 11.00

Si inaugura domani sabato 16 maggio alle ore 11.30 presso il Museo della Terracotta di Petroio, piccolo e suggestivo borgo del Comune di Trequanda, la mostra "La terracotta nelle collezioni pubbliche e private", allestita grazie alla collaborazione tra Comune, Fondazione Musei Senesi, Istituto d’Arte Duccio di Buoninsegna di Siena, e Pinacoteca Nazionale di Siena e curata da Fabio Mazzieri, professore dell’Istituto d’Arte di Siena.
In esposizione alcune opere dell’archivio dell’Istituto d’Arte di Siena, piccole sculture di studenti e insegnanti, spesso di autore anonimo, ma sempre di pregevole fattura. Le opere in mostra sono di argomento assai vario: dalle figure sacre di Pier Luigi Olla, ai soggetti di sapore paesano che hanno caratterizzato tutti gli anni ’70 e ’80 del Novecento, alle molte piccole terrecotte, mai esposte, che fanno parte di collezioni di privati e di artisti. Tra queste ultime, opere di Arturo Viligiardi, Vico Consorti, Giuseppe Papi, Giulio Corsini, Plinio Tammaro e di artisti contemporanei come Pier Giorgio Balocchi, Rino Conforti, Luciana Staderini, Celso Mileno Ermini, Matthew Spender, Claudio Maccari e tanti altri che sono o sono stati anche docenti all’Istituto d’arte di Siena.
Nel pomeriggio di domani, alle 16, è prevista una visita guidata a cura dei docenti dell’Istituto d’Arte di Siena. "Ogni museo è un valore aggiunto per il territorio – ha detto Gianni Resti Presidente della Fondazione Musei Senesi – e questo evento si lega perfettamente alla storia artistica e produttiva di questa parte della Provincia di Siena. In più si celebra la creatività di artisti che hanno lavorato e spesso insegnato all’Istituto d’Arte".

Museo della Terracotta di Petroio
Via Valgelate,10 - Trequanda (SI)
tel. 0577.665188

martedì 5 maggio 2009

Eventi in pillole

a cura di Francesco Mastrorizzi

PRIMO INCONTRO DI LETTURA "CIRCOLO GIULIO PERRONE"
Libreria Cocco, Potenza
Venerdì 8 maggio 2009, ore 19.00

Il giorno 8 maggio alle ore 19.00 presso la Libreria Cocco di Potenza si terrà il primo incontro di lettura del Circolo Giulio Perrone.
I testi oggetto di lettura e di riflessione, da parte della presidente avv. Francesca Sassano e della prof. Alessandra Camodeca, in qualità di vice presidente, saranno La demolizione del Mammut di Giorgio Nisini - Editrice Perrone e ...così è la poesia di Angelina Russo - Edizioni Il Filo.
Il Direttivo giovanile, nelle persone del presidente Lorenzo Cristilli e della vice presidente Micol Cusano, hanno individuato come testo di lettura e di riflessione L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani di Umberto Galimberti - Ed..Feltrinelli.
E' prevista la partecipazione all'evento degli autori Giorgio Nisini e Angelina Russo. I libri sono già presenti nella Libreria Cocco.

Telefono: 0971 473295
E-mail: fivelsrl@coccolibrerie-pz.191.it

L'AFFRESCO RITROVATO
Museo Gracco, Pompei (NA)
Lunedì 18 maggio 2009

In occasione della Giornata internazionale dei musei indetta dall'ICOM per il 18 maggio 2009, il Museo Gracco di Arte Contemporanea e Fotografia di Pompei apre eccezionalmente di lunedì per la presentazione al pubblico in anteprima assoluta della ricostruzione artistica di un affresco di Pompei scomparso. Con questa iniziativa il Museo Gracco dà il via ad una serie di ricostruzioni di alcuni dei più belli affreschi pompeiani irrimediabilmente deteriorati dal tempo e dall'indifferenza umana, con l'intento di riproporli nel loro antico splendore.
Durante l'orario di visita (dalle ore 10.00 alle ore 13.00) saranno mostrate dal vivo le fasi di realizzazione di un affresco secondo la tecnica utilizzata dagli antichi maestri di Pompei.

Info e prenotazioni:
museo@gracco.it - tel. 081 8613784
www.museogracco.it

giovedì 2 aprile 2009

Plinio Mesciulam 2006-2008

PLINIO MESCIULAM
Le firme dei maestri (1974) – 2006-2008

A cura di Pietro Bellasi
Testo di Pietro Bellasi
130 Pagine
Dimensioni: 22x24
ISBN: 978-88-202-1911-6
Prezzo di Copertina: euro 25,00

Presentazione del volume
Milano, Fondazione Antonio Mazzotta mercoledì 8 aprile 2009 ore 18 Intervengono: Renato Barilli, Pietro Belalsi e Gillo Dorfles

Comunicato stampa

Il libro illustra l’ultima produzione di Plinio Mesciulam, poliedrico pittore genovese, protagonista del panorama artistico italiano dalla fine degli anni Quaranta.
Nato nel 1926, a 24 anni partecipa alla V Quadriennale di Roma accanto, tra gli altri, a Dorazio, Vedova, Munari, Soldati e Consagra, nella sala degli astrattisti.
Le sue iniziali sperimentazione artistiche sono infatti ispirate al credo astrattista, da Mesciulam sviluppato sempre più con accenti informali. Suggella questa prima fase del suo lavoro la partecipazione tra il 1952 e il 1954 al comitato promotore del MAC- movimento arte concreta, le cui ricerche si andavano focalizzando sullo studio del rapporto tra colore, forma e spazio architettonico.
Il percorso artistico di Mesciulam tende però progressivamente ad assumere posizioni del tutto personali e originali, che lo portano ad un recuperato rapporto con l’arte del passato, soprattutto con quella del ‘600, e ad un gusto particolare per la densità della materia pittorica, elemento questo in assonanza con la coeva Art Brut.
Lo studio e la riflessione sul Nuovo Testamento, hanno influenzato la sua produzione artistica dalla seconda metà degli anni Cinquanta, in concomitanza con una nuova considerazione della natura interscambiabile e intrinsecamente correlata della figurazione e dell’astrazione.
Queste nuove considerazioni sull’essenza stessa del fare arte hanno determinato la sperimentazione di diversi mezzi espressivi, quali la performance e la fotografia, che diventerà un elemento molto importante a partire dai primi anni Settanta.
Ed è proprio durante gli anni Settanta che Mesciulam, oltre ad una serie di sperimentazioni perfino vicine alla successiva Net Art, concepisce il principio dell’arte ostensoria, stabilendo i termini di una visione artistica che Pietro Bellasi coglie sapientemente nelle pagine di questo libro.
Se dagli anni Ottanta ritorna a lavorare con la pittura, in un rapporto sempre rinnovato e nutrito di nuovi stimoli, è però l’ultima produzione, quella degli anni 2006-2008, che rappresenta la coesione di diverse istanze creative presenti nei successivi momenti della sua carriera artistica.
Le opere trattate in questo libro, le Tavole autoindicate, concretizzano la riproposizione dell’emblema stesso del concetto di ostensione, elaborato nel 1974 con l’installazione Le firme dei maestri alla Galleria Rotta di Genova, interpretato con sguardo nuovo ma consapevole attraverso la commistione di pittura, segno e scrittura: la poetica di Mesciulam trova così completa sintesi ed espressione.

giovedì 12 marzo 2009

"Passione reporter" in anteprima nazionale a Ginestra

Comunicato stampa

Ritorna in libreria Daniele Biacchessi, giornalista di Radio24 Il Sole-24 Ore. Questa volta lo fa con un libro dedicato ai giornalisti italiani morti per raccontare i conflitti dimenticati. «Passione reporter», in uscita per Chiarelettere il 19 marzo, sarà presentato in anteprima nazionale a Ginestra (Pz) il 21 marzo, presso la Sala consiliare, con inizio alle 20. La presentazione avverrà sotto forma di spettacolo di teatro civile. Biacchessi, infatti, oltre ad essere vicecaporedattore di Radio24, è anche un apprezzato scrittore e autore teatrale, intento a portare in scena le storie del giornalismo d’inchiesta. La presentazione di «Passione reporter» (il libro contiene la prefazione del direttore del Sole-24 Ore Ferruccio De Bortoli) è a cura del Comune di Ginestra, nell’ambito del “Premio Raffaele Ciriello”, e dell’associazione di promozione sociale LucaniaMente. Uno dei protagonisti di «Passione reporter» è proprio Raffaele Ciriello, originario del borgo vulturino, ucciso a Ramallah nel marzo del 2002. Il volume contiene un’intervista del giornalista lucano Gennaro Grimolizzi al padre di Raffaele, Giuseppe Ciriello. Oltre che sul fotoreporter, Biacchessi si sofferma sulle storie di Ilaria Alpi, Mariagrazia Cutuli, Antonio Russo ed Enzo Baldoni.
«La presentazione del libro di Biacchessi – afferma Fabrizio Caputo, sindaco di Ginestra – ci riempie d’orgoglio. Il giornalista di Radio24 ha voluto che la prima presentazione avvenisse nel mio comune essendo a conoscenza del lavoro per mantenere vivo il ricordo di Raffaele Ciriello. Inoltre, occorre ricordare che un nostro corregionale, Gennaro Grimolizzi, ha dato un contributo al volume, con un’intervista a Giuseppe Ciriello. Ci impegneremo sempre a fondo per ricordare al meglio il sacrificio di Raffaele con iniziative culturali di portata nazionale ed internazionale».
«Il mio libro – commenta Daniele Biacchessi – raccoglie storie di giornalisti italiani che, in luoghi diversi del mondo hanno raccontato tanti e diversi conflitti armati. È un tributo a quei professionisti che si sono battuti per un’informazione senza filtri, che sono morti per un’informazione non inquinata dal potere, che hanno considerato il giornalismo come un’autentica vocazione». Come per gli altri lavori editoriali (si pensi a «Il Paese della vergogna», sempre edito da Chiarelettere, 10mila copie vendute), anche «Passione reporter», dopo Ginestra, sarà portato in tour in tutta Italia sotto forma di spettacolo di teatro civile. «Farò un reading – evidenzia l’autore – che sfocerà in una traduzione teatrale delle oltre duecento pagine del libro».
«L’associazione LucaniaMente – dice il presidente Gaetano Chiarito - è lieta di inaugurare le sue attività nel ricordo di Raffaele Ciriello, un lucano che ha fatto dell’impegno civile la propria missione di vita».

Daniele Biacchessi, giornalista e scrittore. Vicecaporedattore di Radio24-Il Sole-24 Ore. Premio Cronista 2004 e 2005 per il programma "Giallo e nero". Collabora con il mensile "Mucchio Selvaggio". Dal 1975, ha lavorato e collaborato con numerose testate: Radio Rai (Noi in Lombardia, Domenica con noi, Blue note), Radio Popolare, Radio Regione, Radio Lombardia, Telemilano 2, Telenova, Rete A, Antenna3, Unità, Avvenimenti, Europeo. Ha pubblicato diciotto libri d'inchiesta. Tra questi "La fabbrica dei profumi" (Baldini&Castoldi,1995), "Fausto e Iaio" (Baldini&Castoldi, 1996), "Il delitto D'Antona" (Mursia, 2001), " "Punto Condor. Ustica, il processo Ustica" (Pendragon,2002), "L'ultima bicicletta, il delitto Biagi" (Mursia, 2003), "Cile 11 settembre 1973" (Franco Angeli, 2003), "Walter Tobagi. Morte di un giornalista." (Baldini Castoldi Dalai, 2005), "Una stella a cinque punte. Le inchieste D'Antona e Biagi" (Baldini Castoldi Dalai, 2007), "Il paese della vergogna" (Chiarelettere, 2007), "Passione reporter" (Chiarelettere, 2009). Biacchessi è autore, regista e interprete di teatro narrativo civile. Ha portato in scena "La storia e la memoria" (2004) , "Fausto e Iaio, la speranza muore a 18 anni" (2005), "Storie d'Italia. I diari" (2006). In forma di solo reading ha scritto "Luigi Tenco, morte di un cantautore".

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