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venerdì 3 ottobre 2014

Piero Cicoli. Storie di maioliche e di pitture

Comunicato stampa

Domenica 12 ottobre a Palazzo Perabò a Cerro di Laveno Mombello (VA) alle ore 10.30 apre la mostra “Piero Cicoli. Storie di maioliche e di pitture”. L’obiettivo di questa mostra, in linea con la mission del MIDeC, è di promuovere gli artisti impegnati con passione nel mondo della ceramica d’arte, e Piero Cicoli è degno di entrare a pieno titolo in questa schiera.
Nato a Urbania, una terra dove sono state prodotte le più belle maioliche del Rinascimento, inizia la sua attività ceramica giovanissimo, guidato dal prof. Federico Melis, figura determinante per la rinascita della ceramica di Urbania. A soli 24 anni è già responsabile tecnico e artistico della fabbrica di ceramiche “Metauro” di Urbania e contemporaneamente consegue il diploma di Maestro d’Arte per la sezione Ceramica presso l’Istituto di Belle Arti di Urbino.
Nella sua produzione ceramica si è prevalentemente dedicato alle maioliche policrome lustrate a terzo fuoco. Per questa mostra, curata dalla conservatrice del MIDeC dott.ssa Maria Grazia Spirito, sono state selezionate le maioliche più recenti: si tratta di grossi piatti astratti ispirati ad alcuni particolari delle sue opere dipinte, ma ci sono anche piastrelle la cui decorazione rimanda ai paesaggi marchigiani tanto cari all’autore. Nella lavorazione delle maioliche policrome Cicoli si abbandona al piacere di evocare sensazioni giocando con le forme, i colori degli smalti e le applicazioni di vetri, che fondendo in cottura, diventando elemento decorativo movimentando la superficie dei suoi tondi.
Il percorso espositivo della mostra vede anche le grandi tele di Cicoli inserite nelle sale di palazzo Perabò, accanto alle ceramiche della tradizione Lavenese per stimolare il dialogo tra l’arte contemporanea e la collezione storica. Le figure pittoriche di Cicoli accompagnano il visitatore come presenze silenziose, ma capaci al contempo di suscitare intense emozioni. Questa mostra è stata quindi pensata per creare nuove alchimie.
Nei dipinti di Cicoli l’attenzione è posta sulle donne e sugli uomini nella loro quotidiana essenza, con un espressionismo che, pur nelle sue molteplici sfaccettature e stilizzazioni, attinge sempre al reale, all’ambiente e all’umanità che lo popola. Compone le sue immagini su fondi scanditi con geometrie orizzontali e verticali, che di per sé potrebbero risultare come quadri astratti dai quali emergono figure nascoste, connotate da sentimenti di solitudine e malinconia. Anche per questo l’arte di Piero Cicoli s’inserisce nel contesto artistico contemporaneo attraverso un linguaggio che viene definito dalla critica “nuovo realismo”.
L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Laveno Mombello, con la collaborazione di ANAC- Associazione Nazionale Amici della Ceramica delegazione di Varese e dell’Associazione Culturale Atelier Capricorno di Coquio Trevisago. La mostra sarà visitabile fino al 16 novembre negli orari di apertura del museo.

Titolo mostra: Piero Cicoli. Storie di maioliche e di pitture
Sede: Museo Internazionale del Design Ceramico
Via Lungolago Perabò, 5 - Cerro di Laveno Mombello (VA)
Date: 12 ottobre - 16 novembre 2014
Inaugurazione: domenica 12 ottobre 2014, ore 10.30
Orari: martedì 10.00-12.30; da mercoledì a venerdì 10.00-12.30, 14.30-17.30; sabato e domenica 10.00-12.30, 15.00-18.00 (ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura; chiuso il lunedì)
Biglietto: intero € 5,00 - ridotto studenti € 3,00 - gratuito bambini fino a 12 anni e over 65

mercoledì 16 settembre 2009

Novantiqua

Comunicato stampa

La mostra propone un percorso cronologico di oltre 40 opere di Ugo Nespolo realizzate a partire dagli anni ’70 con materiali di pregio come argento e madreperla, sculture in legno e in bronzo, maioliche, vetri e libri.
In occasione della conferenza stampa e dell’inaugurazione, verrà proiettato nel Salone di Donatello il video dell’allestimento ideato da Ugo Nespolo della “Butterfly” a Torre del Lago (2007).
La Mostra è realizzata con il contributo della Brooksfield

Maurizio Ferraris
…Sembra del tutto normale, sembra naturale e giusto, anzi sembra doveroso che al Bargello ci siano anche i documenti di Nespolo, che sono tra le opere più documentali dell’arte contemporanea. Apertamente, consapevolmente, dichiaratamente e genialmente documentali. Avete visto quante scritte ci sono sulle sue opere, nelle sue opere? E quanto spesso gli piaccia lavorare con quegli altri infaticabili produttori di iscrizioni che sono gli scrittori e gli sceneggiatori? Io mi figuro la storia della vocazione artistica di Nespolo più o meno così: qualcuno deve avergli detto: “Nespolo, favorisca i documenti.” E lui, per fortuna, invece di dare patente e libretto ha fornito le sue opere, quelle migliaia di opere che occupano le sedi più varie, rivelando la sua natura profonda (questa, almeno, la mia interpretazione) di grande artista pop. Che non significa “popolare” o peggio che mai “populista”, ma, proprio al contrario, portatore di una visione critica per cui non c’è
niente di così basso da non meritare attenzione, ma anche non c’è niente di così alto
da non meritare uno sberleffo. Uno così non poteva che finire al Bargello, e fortuna che il clima è cambiato (almeno un po’) dai tempi in cui ci è finito Machiavelli….

Giovanni Faccenda
…Ugo Nespolo è un sole insolito nell’inverno della creatività. Temperamento acutissimo, spicca per intelligenza, gusto, sapere, attitudine all’innovazione: qualità che, mescolate ad una fantasia fertile, determinano esiti singolari e rilevanti in un modus operandi del tutto avverso ad ogni tipo di pedissequa convergenza…
…I luoghi, gli oggetti, le sue architetture, ci conducono infatti in una realtà traslata, nella quale ogni spettatore immediatamente si riconosce e riconosce un caleidoscopio di cose familiari. Dinanzi al progresso tecnologico, l’immaginazione sembra resistere come ultimo baluardo romantico: tutto è sotto gli occhi di tutti, moda e pubblicità incidono prepotenti sul costume.
Il legno, o qualsiasi altro tipo di supporto, divengono territorio d’espressione. E se nella sua arte ancora si raggrumano la Pop Art, la beat generation, le canzoni dei Beatles e dei Rolling Stones, il minimalismo di Carver, i graffiti di Haring e Basquiat, l’Hip Hop, quel mito americano che si sublima nelle note di God bless America, il segno, il virtuosismo del segno, sposta da Walt Disney al museo la reputazione di questo valoroso artista…

Novantiqua
Museo Nazionale del Bargello
9 ottobre 2009 - 17 gennaio 2010
Inaugurazione: giovedì 8 ottobre ore 18, Salone di Donatello
Conferenza stampa: giovedì 8 ottobre ore 12
Catalogo: Giunti Editore, Firenze
Prefazione: Cristina Acidini (Ministero per i Beni e le Attività Culturali); On. Riccardo Nencini (Consiglio Regionale della Toscana); Beatrice Paolozzi Strozzi (Museo Nazionale del Bargello).
Testi critici di Giovanni Faccenda e Maurizio Ferraris.

Immagini:
Novantiqua 1, 2009. Colori acrilici e doratura su legno ritagliato, 70x100 cm
Novantiqua 2, 2009. Colori acrilici e doratura su legno ritagliato, diam 120 cm
Novantiqua 3, 2009. Colori acrilici e doratura su legno ritagliato, diam 120 cm