Visualizzazione post con etichetta mostre umbria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mostre umbria. Mostra tutti i post

mercoledì 4 marzo 2015

Alessandra Baldoni. Les mots n'ont pas de sens, ils n'ont que des valeurs

[Comunicato stampa] La galleria ADD-Art di Spoleto è lieta di presentare la personale di Alessandra Baldoni Les mots n’ont pas de sens, ils n’ont que des valeurs, curata da Maddalena Rinaldi.
Esposti in mostra scatti molto diversi, selezionati tra alcuni dei recenti progetti dell’artista umbra e decontestualizzati dalla loro classica cornice narrativa. Scatti che scrivono pagine di un libro inedito. Un libro di poesia visiva che parla di denuncia, di dolore e di forza di una parola che, prosastica o poetica, è assai cara all’autrice.
L’esposizione riflette sul valore delle parole, così come dichiara sin dal titolo - citazione di Ferdinand de Saussure: Le parole non hanno sensi, hanno solo valori. L’importanza della parola di cui parla la Baldoni attraverso le opere va ben oltre, infatti, il suo mero significato linguistico ed arriva ad assumere un significato solo in virtù del suo valore intrinseco. Il valore di una parola che a volte costringe a rinunciare alla propria vita, come racconta Alessandra Baldoni nelle sue immagini. Immagini dall’indiscussa portata concettuale, immagini forti e a tratti scioccanti, immagini attraverso le quali l’artista decide di salvare dalla dimenticanza e dall’oblio quei destini strappati, cogliendo, di ciascuno, un tratto, una traccia, un simbolo.
In mostra scatti inediti e lavori recenti tratti da Senza del 2009, opere che raccontano storie di vita vissuta ai limiti, consumata da ideali di verità, libertà e amore in ogni tempo e in ogni dove, e da Salva con nome del 2013, vite di scrittrici e di poetesse che hanno deciso di continuare a vivere scegliendo la morte, come se ritirarsi e sparire per sempre, fosse l’unica soluzione per non sottostare a bavagli e costrizioni. Ma il valore della parola della Baldoni è un valore che travalica i confini della morte e dell’oblio facendosi salvezza e speranza negli scatti in mostra tratti da Vite di Uomini non illustri, 2011-2012, dove la sua parola scritta riesce a restituire il senso di un’esperienza perduta, e nei preziosi libri-scrigno di I Need Protection del 2014, dove l’artista custodisce sogni, desideri e paure di persone comuni, trasformando parole in immagini.
Alessandra Baldoni è nata nel 1976 a Perugia, dove attualmente vive e lavora. Fotografa da quando aveva otto anni e scrive da sempre, trova nella parola l’ossatura del suo lavoro, usa la stessa macchina fotografica come un taccuino per annotare sogni, accadimenti e visioni. Le sue foto sono il risultato di “piccole sceneggiature scritte per uno scatto”, mette in scena veri e propri set, costruisce un mondo metafisico ed incantato, cerca di raccontare i luoghi dell’anima, quelle geografie esistenziali in cui ognuno può riconoscersi. I temi centrali della sua ricerca sono la memoria, il sogno, la favola e l’amore. Recentemente è stata tra gli artisti selezionati per il XIV “Premio Cairo” presso il Museo della Permanente, Milano. Lavora attivamente dal 2000 ed ha esposto in numerose mostre collettive in Italia e all’estero oltre che in varie personali.

Titolo:
Alessandra Baldoni. Les mots n’ont pas de sens, ils n’ont que des valeurs | Le parole non hanno sensi, hanno solo valori
A cura di: Maddalena Rinaldi
Sede: ADD-art, Via Palazzo dei Duchi 6, Spoleto
Periodo: 21 marzo - 19 aprile 2015
Vernissage: sabato 21 marzo 2015, ore 17.00
Orari: lunedì/venerdì ore 16.30-19.30

martedì 2 luglio 2013

Perugino a Corciano: 1513-2013

Comunicato stampa

Il 20 luglio 2013 si inaugura a Corciano, piccolo borgo medievale alle porte di Perugia, la mostra “Con oro e colori preziosi e buoni”. Perugino a Corciano: 1513-2013. I 500 anni della Pala dell'Assunta.
Organizzata dal Comune di Corciano, dalla Soprintendenza BSAE dell'Umbria, dalla Parrocchia di Santa Maria dell’Assunta e dalla Pro Loco Corcianese in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, la Fondazione per l’Istruzione Agraria di Perugia, la Diocesi di Perugia-Città della Pieve, il Museo Capitolare di Perugia, il Nobile Collegio del Cambio, la Soprintendenza per i beni archivistici dell'Umbria, l'Archivio di Stato di Perugia, a cura di Tiziana Biganti e Alessandra Tiroli, l’esposizione celebra i 500 anni della Pala d’altare dell’Assunta del grande Maestro Pietro Vannucci detto il “Perugino”, sita nella chiesa di Santa Maria dell’Assunta in Corciano.
Il 18 dicembre 1512, il parroco e il sindaco del castello di Corciano, dopo aver raccolto parte dei fondi necessari ottenuti grazie a lasciti testamentari, si recarono alla volta di Perugia per stipulare un contratto con quello che veniva ritenuto il maestro più importante del momento, per la realizzazione di una Pala da porsi sull'altare maggiore della chiesa parrocchiale intitolata alla Vergine Assunta in cielo.
“Con oro et altri colori buoni” è il titolo dell'evento espositivo che parte da una citazione vergata dal notaio Felice di Antonio nel contratto di allocazione della commissione a Pietro Perugino, che lui sottoscrive per un compenso di 100 fiorini e che si impegna ad eseguire nell'arco di otto mesi.
Al fine di rendere quanto più possibile completa la visione ai visitatori è stato progettato un doppio itinerario: il primo nella chiesa parrocchiale di Santa Maria dell’Assunta e il secondo nella chiesa-Museo di San Francesco.
Nella Chiesa, luogo dove da 500 anni è custodita la Pala che ha in qualche modo contribuito a scrivere la storia dell'edificio stesso, è prevista un'installazione virtuale che ripropone l'effigie antica del dipinto prima che gli interventi storici successivi ne modificassero la struttura portante, adattandola alle mode e ai nuovi dettami liturgici post-conciliari. L'ipotesi ricostruttiva della configurazione della parete lignea cinquecentesca viene riprodotta grazie a tecniche avanzate di proiezione digitale su specifici semitrasparenti appesi alla catena in corrispondenza del presbiterio della chiesa, per mezzo di videoproiettori posti nei pressi della cantoria all'ingresso. I pannelli saranno posizionati ad un'altezza tale da permettere il consueto utilizzo dello spazio liturgico.
L'ipotesi ricostruttiva della parete e il coordinamento scientifico sono a cura del professor Paolo Belardi del dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell'Università degli Studi di Perugia (responsabili scientifici dell'iniziativa prof. Paolo Belardi e dott.ssa Tiziana Biganti della Soprintendenza Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell’Umbria), mentre il progetto dell'allestimento e la videoproiezione dell'Associazione Culturale Viaindustriae di Foligno dell'arch. Emanuele De Donno.
Per offrire una proposta quanto più esaustiva, considerando che il luogo di culto non permette ulteriori allestimenti, la mostra prosegue negli spazi della chiesa-Museo di San Francesco dove viene illustrata l'idea peruginesca delle macchine d'altare, proponendo ricostruzioni e interpretazioni alla luce dell'acquisizione di nuovi dati ed elementi. Un secondo aspetto qui affrontato riguarda il restauro. Partendo dall'ultimo, che ha interessato il dipinto corcianese nel 2003/04, si ripercorre la storia degli interventi fino a giungere a quello storico condotto nel 1838 da Giuseppe Carattoli, restauratore e insigne copista del Perugino. Un fondamentale apparato documentario fa da corollario alla parte artistica.
La mostra è arricchita dalla pubblicazione di un catalogo che raccoglie i contributi degli studiosi e dei tecnici che hanno curato i vari aspetti della ricerca scientifica.
Questo è l’avvenimento di punta per celebrare i 500 anni insieme ad altre iniziative artistiche e culturali e con la realizzazione di un annullo postale. Come già avvenne nel 2004 in occasione delle celebrazioni in onore del "divin Pittore", che culminarono con una serie di importantissime mostre, una delle quali "Perugino pittore devozionale. Modelli e riflessi nel territorio di Corciano", tenutasi proprio a Corciano, anche in questa fondamentale tappa storica ed artistica, i primi 500 anni della Pala dell'Assunta, l'Amministrazione Comunale di Corciano, accanto alla Parrocchia di Santa Maria Assunta e alla Pro Loco Corcianese, si pone in prima fila per ricordare questo importante genetliaco.

Titolo mostra: “Con oro e colori preziosi e buoni”. Perugino a Corciano: 1513-2013. I 500 anni della Pala dell'Assunta
Durata: 20 luglio - 20 ottobre 2013
Sedi: Corciano (PG)
Chiesa di Santa Maria Assunta - Via Arco della Vittoria, 1
Chiesa-Museo di San Francesco - Via del Serraglio
Biglietto d’ingresso: intero € 5, ridotto € 3
Catalogo: Fabrizio Fabbri Editore

Immagine: Pietro Vannucci detto il Perugino, Cristo sul sarcofago (cimasa della Pala dei Decemviri), 1513, olio e tempera su tavola, 87x90 cm, Perugia, Galleria Nazionale dell'Umbria.