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lunedì 6 settembre 2010

Carlo Pizzichini. Mostra antologica

Comunicato stampa

Il Maestro Carlo Pizzichini – una delle figure più interessanti nel panorama artistico nazionale ed internazionale – si presenta nell’imponente e prestigioso spazio dell’Oratorio de’ Disciplinati del Complesso Monumentale di Santa Caterina a Finalborgo con una grande esposizione di opere che copre i suoi primi, ed intensi, trent’anni di attività artistica.
Nato a Monticiano (Siena), il 28 maggio 1962, da Bruno Pizzichini - decoratore murale e pittore - e da Ida Raimondi - casalinga - Carlo Pizzichini ha riconosciuto fin da giovanissimo la propria vocazione artistica. Complice il padre Bruno, che gli fu “modello” e stimolo: volle, infatti, per lui una formazione regolare e completa, seguendo con attenzione il suo percorso di studi; la prematura scomparsa, poi, purtroppo, non gli ha permesso di cogliere personalmente i frutti di tanto sacrificio.
Pizzichini si diploma con il massimo dei voti all’Istituto Statale d’Arte di Siena e con lode all’Accademia Statale di Belle Arti di Firenze, alla scuola di pittura del Prof. Roberto Giovannelli, distinguendosi come uno dei migliori allievi, vincendo selezioni di merito e premi nazionali. Ne deriva un cammino di conquista esaltante della professione pittorica, nella consapevolezza delle difficoltà e degli obiettivi, con un percorso che è stato sin qui organico, conseguente e che si è svolto privilegiando la ricerca e l’esplicazione delle potenzialità formali ed espressive del “segno”. Carlo Pizzichini inizia giovanissimo la sua attività professionale conseguendo numerosi premi e incarichi di lavoro da enti, banche ed istituzioni religiose.
I numerosi viaggi, le mostre personali, il determinante incontro con lo scultore svizzero Kurt Laurenz Meztler, gli atelier di Zurigo e Canton Ticino, oltre a quello nella sua amata Siena, consentono al Maestro di confrontarsi costantemente con culture e tecniche differenti: un intreccio di interessi e sensazioni che diventano stimolo essenziale per la creatività dell’instancabile artista senese, con gli occhi sbrigliati sempre verso la meraviglia.
La mostra che ora si inaugura nel Complesso Monumentale di Santa Caterina a Finalborgo, curata da Mauro Baracco e promossa dal Comune di Finale Ligure, nella persona dell’Assessore alla Cultura Nicola Viassolo, ha la pretesa (concessa anche dal prestigio e dalla vastità degli spazi espositivi) di ripercorrere il “divenire” creativo di Carlo Pizzichini: dai primi disegni dell’infanzia, agli studi scolastici, passando per le scoperte innovative dei tempi dell’Accademia, fino a raggiungere quella tenacia che gli consente di insistere su un linguaggio libero e personale, ma allo stesso tempo attento agli eventi e capace, se stimolato con motivazioni profonde, di rinnovarsi sempre.
La “stenografia” in presa diretta, la fragranza delle sensazioni e delle emozioni, la calligrafia e i più sottili artifici di gusto estetico - ha affermato Mauro Baracco - si incontrano in Pizzichini con naturale eleganza, mai frenati dalla leziosità e dalla sofisticazione. In questi ultimi anni il Maestro Carlo Pizzichini, su incarico dell’Alta Formazione Artistica e Musicale ha ricoperto e ricopre incarichi di Docente del Corso di Tecniche Pittoriche nelle Accademie Statali di Brera a Milano, Bologna e, attualmente, in quella di Carrara. In occasione della mostra verrà presentato un corposo catalogo per riassumere risultati ed aspirazioni di un lavoro schietto e motivato, che comprende oltre alla pittura, interventi e installazioni, ceramiche, bronzi, disegni. Le pagine introduttive sono affidate alla competenza di Riccardo Zelatore, il tutto, poi, è arricchito da testimonianze di Enrico Crispolti, Ruggero Savinio ed altri illustri esponenti del mondo dell’arte contemporanea e della critica.

Carlo Pizzichini. Mostra antologica: dipinti, ceramiche, bronzi, disegni
A cura di: Mauro Baracco
Sede: Complesso Monumentale di Santa Caterina, Oratorio de’ Disciplinati, Finalborgo - Finale Ligure (SV)
Durata: 11 settembre - 17 ottobre 2010
Vernissage: sabato 11 settembre 2010
Orario di apertura: tutti i giorni dalle 15.00 alle 20.00; chiuso il martedì
Catalogo a cura di: Riccardo Zelatore (Edizioni Cantagalli, 2010, pp. 704)

giovedì 27 agosto 2009

Idee di Pietra

Comunicato stampa

Una straordinaria scultura-simbolo ed un libro celebrano l’eccellenza artistica a Pietrasanta - Lucca. Nel 60° anno di attività nel campo della fusione d’arte in bronzo, l’artigiano Massimo Del Chiaro, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Pietrasanta, promuove, dal 26 settembre al 18 ottobre 2009, l’originale evento espositivo di Giuseppe Penone “Idee di pietra” e presenta un ricco volume che, ripercorrendo le tappe di una lunga carriera, svela il fascino di un’arte antica che incorona Pietrasanta capitale mondiale della scultura.

| L'ESPOSIZIONE | Dal 26 settembre al 18 ottobre la Piazza del Duomo di Pietrasanta accoglie l’opera “Idee di Pietra” di Giuseppe Penone, artista di caratura internazionale. E’ un’esposizione organizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Pietrasanta per salutare i 60 anni di attività di Massimo Del Chiaro, a capo di una delle più apprezzate fonderie d’arte del mondo, custode dell’antica tecnica della fusione a cera persa e vanto dell’alto artigianato toscano.
L’evento offre la rara occasione di ammirare una scultura monumentale di Giuseppe Penone in un contesto urbano. Per i suoi interventi artistici, molto spesso legati al mondo vegetale, il maestro predilige infatti gli spazi della natura, i parchi, i giardini. In questo eccezionale caso ha accettato di esporre nel centro storico di Pietrasanta, in omaggio alla città nella quale realizza buona parte delle proprie sculture in bronzo ed in segno di amicizia nei confronti del fonditore Massimo Del Chiaro, suo collaboratore di fiducia.
“Idee di Pietra”, 2004-2007, è un gigantesco albero di bronzo, alto ben tredici metri e pesante circa dieci tonnellate, realizzato quest’anno presso la Fonderia d’Arte Massimo Del Chiaro. Svetterà nel centro storico di Pietrasanta, in un affascinante gioco di rimandi con i candidi marmi del Duomo trecentesco, con il rosso laterizio del campanile di San Martino (recentemente attribuito al genio di Michelangelo Buonarroti), con gli stretti vicoli del borgo, con il colle verdeggiante, la rocca e le mura medievali che dominano la città. Tra i suoi rami scheletrici e nodosi il grande albero custodirà otto pesanti massi, innalzandoli al cielo come idee, come pensieri sospesi “tra la forza di gravità e la forza di attrazione della luce”, per dirla con l’artista. Un’immagine poetica e allo stesso tempo monumentale che vuole anche rappresentare il dialogo tra arti e mestieri, tra lirismo e materia, tra civiltà e natura; dialogo che tiene viva ed arricchisce di giorno in giorno la speciale atmosfera che si respira a Pietrasanta, terra di artisti e di artigiani, perfetto luogo di vita, di lavoro e di vacanza.
“L’esuberante clima creativo di Pietrasanta – afferma l’assessore alla cultura Daniele Spina - è il frutto di una profonda interazione tra artisti ed artigiani. Le locali maestranze, di lunga e prestigiosa tradizione artistica, sono oggi il punto di riferimento per i più grandi scultori internazionali che scelgono di venire qui per realizzare le loro opere. E’ dunque motivo di sincero orgoglio festeggiare il 60° anniversario di attività dell’artigiano Massimo Del Chiaro, titolare dell’omonima Fonderia cittadina, ospitando l’atteso evento espositivo che vede protagonista Giuseppe Penone”.

| IL LIBRO | I sei decenni di esaltante storia professionale di Massimo Del Chiaro sono stati raccolti in un prezioso volume edito dalle Edizioni Monte Altissimo di Pietrasanta e curato dalla critica e storica dell’arte Antonella Serafini. Il libro, dal titolo “Massimo Del Chiaro - L’Arte del Bronzo (1949-2009)”, sarà presentato ad ottobre in concomitanza con l’esposizione dell’opera di Giuseppe Penone in Piazza del Duomo.
Forse unica in Italia, la pubblicazione compie un approfondito, articolato ed esaustivo excursus nel mondo della fusione artistica del bronzo e svela al lettore, attraverso la storia professionale di Del Chiaro e della sua azienda, il fascino di un mondo antico e ricco di creatività, il valore di una grande tradizione tutta italiana, le storie di artigiani e di artisti che hanno contribuito a fare di Pietrasanta la capitale mondiale della scultura. L’opera – con prefazione di Mario Augusto Lolli Ghetti, Direttore per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana – si compone di una ricca parte biografica, di una sezione tecnica dedicata ai processi esecutivi di un’opera d’arte in bronzo e di un percorso cronologico che, con interviste, storie e documenti ricostruisce gli ultimi trent’anni di attività della Fonderia e, di riflesso, il recente passato ed il presente della scena artistica internazionale. Una testimonianza importante per indagare e capire i valori che ancora oggi decretano il successo del made in Italy ad alto contenuto artigianale.

| CENNI BIOGRAFICI | Giuseppe Penone nasce a Garessio (Cuneo) nel 1947. Vive tra Torino e Parigi, dove insegna all’École des Beaux-Arts. Sin dagli inizi, nella seconda metà degli anni Sessanta, individua nello studio delle analogie tra forme culturali e naturali il fulcro della sua indagine e ribadisce nella comune essenza di uomo e natura l’elemento fondamentale della sua ricerca estetica. Dal 1969 si rivela tra i protagonisti dell’Arte Povera, la teoria critica elaborata da Germano Celant che riunisce alcuni artisti accomunati dal rifiuto delle poetiche tradizionali e dal carattere sperimentale delle loro opere.
La prima personale di Giuseppe Penone risale al 1968, al Deposito d’Arte Presente di Torino, in cui espone opere realizzate con diversi materiali, caratteristica che evidenzia la sua estrema libertà linguistica e che contraddistingue tutto il suo lavoro nel corso del tempo. Tra il 1968 ed il 1971 sviluppa le sue riflessioni sul rapporto tra natura e scultura, quest’ultima concepita come approfondimento dei valori plastici che scandiscono un legame continuo e duraturo con il mondo vegetale. Nello stesso momento esplora ed approfondisce l’idea del corpo e il suo contatto con lo spazio. In alcuni cicli di opere, l’artista libera volontariamente nell’ambiente tracce e impronte del proprio corpo, ingrandite attraverso il disegno, che evocano la reciproca relazione di tutte le cose, il loro appartenere ad un unico universo. Questa predisposizione a proiettarsi all’esterno si perfeziona nel corso degli anni quando l’artista si dedica ad una serie di lavori nei quali ridisegna e definisce, attraverso la scultura, la fisionomia dei luoghi nei quali opera. E’ del 1984 il suo primo intervento in un parco pubblico (il Merian Park di Basilea), seguito da numerose altre installazioni scultoree in luoghi di grande fascino e di enorme importanza storico-ambientale come i giardini delle Tuileries a Parigi (1999-2000) ed il parco della Reggia di Venaria Reale (2007).
Tra le numerose mostre a lui dedicate si ricordano quelle al Kunstmuseum di Lucerna (1977), allo Stedelijk Museum di Amsterdam (1981), alla National Gallery di Ottawa (1983), al Musée d’Art Moderne de la Ville di Parigi (1984), al Centre Pompidou di Parigi (2004), al Museum Kurhaus di Kleve (2006), all’Accademia di Francia di Roma (2008), al Municipal Museum of Art di Toyota (2009). Nel 2007 rappresenta l’Italia, con Francesco Vezzoli, nel nuovo Padiglione Italiano alla 52a Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia.
(notizie biografiche tratte da: “Il Giardino delle Sculture Fluide di Penone”, Umberto Allemandi & C., 2007)
Massimo Del Chiaro, nato a Viareggio nel 1936, opera dal 1949 nel campo delle fusioni d’arte in bronzo. Nel corso della sua lunga carriera ha approfondito lo studio dell’antico metodo di fusione a cera persa (lo stesso utilizzato dai Greci, dagli Etruschi e dai Romani) fino a diventarne uno dei più apprezzati esperti a livello mondiale. Attraverso una continua sperimentazione e con la messa a punto di speciali soluzioni tecniche, Del Chiaro raggiunge un’elevatissima qualità nell’esecuzione di opere d’arte di ogni dimensione e forma. L’azienda che porta il suo nome – oggi guidata dai figli Roberto, Franco e Barbara – è stata fondata nel 1980 a Pietrasanta (Lucca), cittadina celebre per le botteghe artistiche del marmo e, grazie anche ai Del Chiaro, frequentata ogni anno da centinaia di artisti giovani od affermati provenienti da ogni parte del mondo. La Fonderia Del Chiaro è nota non solo per l’indubbia professionalità, ma anche per l’atmosfera aperta e collaborativa, perfetta per chi punta a risultati d’eccellenza nelle produzioni artistiche. Alcuni degli artisti con i quali Massimo Del Chiaro ha collaborato nel corso degli anni: Libero Andreotti, Fernandez Arman, Karol Apple, Antonio Berti, Joseph Beuys, Stanley Bleifeld, Fernando Botero, Richard Brixel, Manuel Carbonell, Augustin Cardenas, Pietro Cascella, Sandro Chia, Girolamo Ciulla, Mauro Corda, Romano Cosci, Enzo Cucchi, Gino De Dominicis, Fiore De Henriquez, Alexandra De Lazareff, Felix De Recondo, Willem De Kooning, Yrjö Edelmann, Luciano Fabro, Pericle Fazzini, Novello Finotti, Barry Flanagan, Lorenzo Garaventa, Mimmo Germanà, Emilio Greco, Carlo Guarienti, Karl Hartung, Barry Johnston, Nathaniel Kaz, Bruno Liberatore, Bruno Lucchesi, Giacomo Manzù, Harry Marinsky, Francesco Martani, Igor Mitoraj, Mog, Bruce Moore, Rosario Murabito, Nall, Athos Ongaro, Camilo Otero, Tom Otterness, Giorgio Oykonomoy, Mimmo Paladino, Mario Parri, Giuseppe Penone, Marc Quinn, Joseph Sheppard, Ivan Theimer, Riccardo Tommasi-Ferroni, Marcello Tommasi, Charles Umlauf, Giuliano Vangi, Not Vital, Iorio Vivarelli, Cordelia von den Steinen, Luciano Zanelli.

Site specific project: Idee di pietra
Artista: Giuseppe Penone
Date esposizione: 26 settembre – 18 ottobre 2009
Luogo: Piazza del Duomo - Pietrasanta (LU)
Inaugurazione: sabato 26 settembre 2009, ore 17.00

giovedì 28 maggio 2009

La porta bronzea di Atrani al Museo Diocesano di Salerno

di Gianmatteo Funicelli

Direttamente dalla mostra Byzantium, allestita presso Londra dall’ottobre 2008 al marzo 2009, il monumentale portale in bronzo giunge presso la Sala Conferenze del Museo Diocesano di Salerno, nei pressi della Cattedrale. L’opera monumentale, dalle pregiate fattezze e dai ricchi elementi compositivi, appartiene ad un grandioso progetto artistico del medioevo amalfitano collocandosi tra le committenze di porte monumentali di maggiore spicco, tra cui anche quelle inerenti agli edfici sacri di Montecassino, Monte sant’ Angelo e San Paolo fuori le Mura.
Di composizione prettamente bizantina, la Porta di Atrani riporta affinità compositive con i portali rispettivamente della Cattedrale salernitana, e le altre due in San Marco a Venezia. La grande realizzazione, datata al 1087, fu donata alla Chiesa di San Sebastiano di Atrani, per poi essere trasferita nella Chiesa di San Salvatore de’ Birecto, luogo di culto e di cerimonie per l’investitura dei duchi amalfitani.
La porta, quasi a simboleggiare l’accesso nel Regno di Cristo, presenta delle considerevoli immagini ed elementi scolpiti in ripetizione. Queste avevano la funzione di assicurare il favorevole accesso nel luogo sacro, quindi nella vita eterna. Divisi ambedue da sei registri, i battenti riportano rispettivamente due riquadri ciascuno per registro. I pannelli centrali, caratterizzati da quattro figure di santi in argento, precisamente sul terz’ultimo registro ci riferiscono il nome del donatore, tale Pantaleone Viarecta – nobile mercante della fiorente Strani, il quale con la sua committenza chiede intercessione della sua anima alla Vergine e ai santi Sebastiano e Pantaleone, ovviamente suoi tutelari. Le successive iscrizioni greche del registro sottostante ci riferiscono informazioni sul periodo e luogo di realizzazione, precisamente a Costantinopoli nel 1087. Gli altri spazi presentano delle pregiate croci fogliate.
Costituito in prevalenza di bronzo, presenta elementi in lega di zinco e stagno, come le valve bizantine ad esempio. Recenti restauri hanno identificato nell’intera struttura un fondo in foglia d’oro, a rievocazione della Gerusalemme Celeste. Esposta nel proprio imballaggio, l’opera potrà essere temporaneamente osservata nei giorni prestabiliti dalla gestione museale o in occasione di manifestazioni culturali attualmente in corso.

Museo Diocesano di Salerno
Largo Plebiscito 1 (84125)
+39 089239126 , +39 089251727 (fax)
storici.ambientesa@arti.beniculturali.it