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venerdì 26 agosto 2016

Doppio simmetrico. A Casa Cava in mostra le opere di Antonio Savino Damico



Matera. San Pietro Barisano, 47
1-15 Settembre 2016

Comunicato stampa

Mancano pochi giorni all’ inaugurazione dell’ evento artistico organizzato da In Arte Exhibit di Potenza che porta in mostra a Matera Antonio Savino Damico, nella incantevole scenografia della Galleria Casa Cava. L’esposizione sarà inaugurata il 1 Settembre 2016 alle ore 18:00 e sarà visitabile fino al 15 Settembre 2016. Le cinquanta opere in mostra sono tratte da una serie di realizzazioni su carta, eseguite con penne a sfera di tipo biro nere e colorate, una scelta certamente singolare nel panorama artistico nazionale e non solo. Nelle opere di Damico le penne a sfera sostituiscono tout court pennelli e colori, così si spiega l’ utilizzo di penne colorate, volte a rendere una tavolozza di colori più o meno indispensabili e a dare alle stesse la loro caratteristica vivacità. La mostra, dal suggestivo titolo “Doppio Simmetrico” s’inserisce in quel vasto fermento che da tempo fa della città dei Sassi il baricentro culturale della Basilicata, nonché la meta ambita da numerosi artisti.

L’artista, nato a Milano nel 1939 ha maturato sin dall’ infanzia la passione per l’ arte dovuta anche all’ incontro con lo scultore Ettore Calvelli, il quale lo ha incoraggiato a coltivare questo interesse. Laureato in fisica presso l’Università degli Studi di Milano è stato a lungo insegnante di fisica e matematica. Si è dedicato continuativamente alla pittura dal 1987. Le opere di Damico affollate di casupole, arche, paesini, fantasmi, cattedrali, elementi sospesi nel vuoto, capovolti, duplicati e rimodulati, fino a generare quella varietas, mai banale, catturano gli occhi dello spettatore fino a trasportarlo in quella dimensione onirica dalla quale esse scaturiscono. I tratti delle penne a sfera colorate, decisi e fitti, danno vita ad una infinità di texture, intrecciate sapientemente dalla mano dell’ artista che disvela paesaggi vertiginosi, arche volanti, cattedrali navali, una commistione di elementi ibridi che si insinuano nella mente dello spettatore fino a condurlo negli abissi dell’ anima. L’ ideale ‘tavolozza’ di Damico varia dai gialli tenui al fucsia, passando per l’ arancio e il rosso, senza tralasciare le tonalità del verde e del blu.

A Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, una città caratterizzata dall’ equilibrata alternanza tra pieni e vuoti che ha fatto della sua unicità il suo punto di forza e rinnovamento, le opere dell’artista potranno trovare la loro collocazione ideale, instaurando un dialogo con l’ ambiente che le circonda e dando vita ad una compenetrazione tra opere d’ arte e contenitore espositivo. Nei suoi disegni, che Damico stesso definisce “l’encefalogramma della mente volatile” dell’artista, caleidoscopiche visioni si arricchiscono di corrispondenze visive e innegabile coerenza compositiva, vivacizzata da quel racconto fantasioso che si rivela anche nei titoli delle opere, stringhe semantiche efficaci che descrivono ed esprimono ciò che accade sulla carta. Il ‘doppio simmetrico’, intestazione suggerita dal titolo di un’opera in mostra, è quello specchio distorto dove la realtà può cambiare all’improvviso e, sdoppiandosi anche numerose volte, generare una nuova esistenza, come in una mitosi artistica.

Ufficio stampa “In Arte Multiversi”
Largo Pisacane 15, 85100 Potenza
Infoline: 330 798058 - 392 4263201
E-mail: informazioni@in-arte.org - eventi@in-arte.org

martedì 15 marzo 2011

Spin. Daniel Canogar

Comunicato stampa

Mimmo Scognamiglio Artecontemporanea presenta negli spazi della galleria di Milano la seconda personale di Daniel Canogar.
Le opere più recenti dell'artista madrileno sono realizzate attraverso l’uso di materiali elettronici di scarto: cavi di computer colorati, cavi telefonici ed elettrici, lampadine fuse, vecchie slot machines, e altro ancora. Canogar si propone di rianimare oggetti tecnologici dismessi, esplorando la breve aspettativa di vita delle tecnologie che definiscono la nostra moderna esistenza.
In questa mostra la galleria presenta alcuni lavori delle serie Spin e l'opera Dial M for Murder, formidabili installazioni luminose che riescono a modificare la percezione dello spazio da parte dello spettatore, catturandone l'attenzione.
In Spin (2010), Canogar, partendo dall’utilizzo di 100 DVD scartati, ne ha copiato il contenuto per poi ri-proiettarlo sulle loro superfici, rivelando in questo modo le immagini intrappolate all’interno dei dischi. Si scopre così che la proiezione è una raccolta di numerosi film e racconti umani che “sfarfallano” sull’estensione frammentata della parete. Grazie alla natura specchiante delle superfici dei DVD le proiezioni si riflettono nuovamente sul muro opposto, dando vita ad un doppione astratto del film. Infine, la stratificazione delle diverse tracce audio dei dischi crea una cacofonia acustica che aumenta e diminuisce durante tutta la durata del video.
Appartenenti alla medesima serie, quattro Single Spin (2011) e Cosmos (2011) sono sculture video sempre realizzate con DVD che proiettano videoclip sui muri della galleria e sul soffitto.
Completa l’esposizione l'opera Dial M for Murder (2009), in cui il nastro estratto da una cassetta VHS dell'omonimo film di Alfred Hitchcock viene esteso nella sala, formando un reticolo di linee intrecciate, sulle quali è proiettata un'animazione video della durata di 3.30 minuti.
Incorporando tecnologie media obsolete, Canogar tenta quindi di ricostruire il preciso ritratto di una società e di un’epoca governate dall’uso quotidiano della tecnologia e dagli scarti che da essa ne derivano.

Daniel Canogar è nato nel 1964 a Madrid, dove vive e lavora. Nel 1990 ha conseguito un master specialistico in fotografia presso la New York University e l’International Centre of Photography. Tra le numerose installazioni pubbliche realizzate dall'artista si possono annoverare Constelaciones, il più grande foto-mosaico d'Europa realizzato su due ponti pedonali che attraversano il fiume Manzanares a Madrid, e quella commissionata dall’American Museum of Natural History di New York: una monumentale installazione che simula visualmente gli impulsi sinaptici del cervello umano.

Titolo mostra: Spin. Daniel Canogar
Sede: Mimmo Scognamiglio Artecontemporanea
C.so di Porta Nuova 46/b Milano
Periodo: 24 marzo - 11 maggio 2011
Vernissage: 24 marzo 2011, ore 19.00
Orari: lunedì-sabato, 15.00-19.30

martedì 8 marzo 2011

Livio Ceccarelli. Fantasie d’avvicinamento

Comunicato stampa

L'Associazione Corporazione delle Arti e delle Tecnologie con il patrocinio della Fondazione Filiberto Menna – Centro Studi d’Arte Contemporanea, del MMMAC – Museo Materiali Minimi d'Arte Contemporanea, e in collaborazione con il Comune di Salerno, presenta, negli spazi dell'ex Chiesa di Sant'Apollonia di Salerno, la mostra personale Livio Ceccarelli. Fantasie d’Avvicinamento, a cura di Antonello Tolve.
Spiritosi e spigolosi, ironici, cromaticamente erotici e squillanti. I lavori proposti da Livio Ceccarelli nascono da una gestazione che fa i conti con il mondo della vita per ribaltare (o evidenziare, a volte) il luogo comune e ricamare una trama formativa che declassa e indebolisce i paesi della ragione per addentrarsi, con eleganza, nei territori del meraviglioso e nei sentieri ininterrotti della fantasia.
Sfilacciando la quotidiana e screpolando la vernice della realtà l'artista propone, così, fantasie d'avvicinamento a mondi paralleli e irraggiungibili conquistati, questi, attraverso il ponte delle associazioni libere e, sotto alcuni aspetti, dell'automatismo psichico. Un metodo d'indagine che piega e trasforma – grazie ai mezzi di cui si serve il lavoro onirico per trasfigurare le fondamenta ideative e intime del sogno – i lacerti quotidiani in elaborazioni formali che difendono il nonsense e creano vivaci equilibri tra forme e tendenze in contrasto tra loro.
Da Bimarsupiale (2009) a Vasinvasato (2009), da La luna nel pozzo (2009), da Cavalloide (2009) a Vasinvasato Animato (2010) per arrivare, man mano, a Vasinvasato Animato Caudoflatuato (2010), a Pesce Esteso (2010) e Lisca Meccanica (2010), il bestiario proposto da Livio Ceccarelli sterza bruscamente sulla tangenziale della fantasia per produrre una serie di corpi scultorei che, se da una parte richiamano le forme della tradizione oggettistica ceramica – il vaso, la brocca, il boccale, il piatto ecc. – dall'altra ne stravolgono e ne rideterminano considerevolmente gli statuti interni per dar vita a forme e formule d'una potenza creativa e d'un'intelligenza intellettuale altamente vivace, suadente, leggera.

Titolo mostra: Livio Ceccarelli. Fantasie d’avvicinamento
A cura di: Antonello Tolve
Sede: Salerno, ex Chiesa di Sant'Apollonia
Opening: domenica 13 marzo 2011, ore 19.30
Periodo: dal 13 al 30 marzo 2011
Orari d'apertura: 16.00-21.00 o su appuntamento + 39 3389228341.
Catalogo: Scrittorio Edizioni

venerdì 25 febbraio 2011

Altari

Comunicato stampa

Sabato 26 marzo, la galleria GiaMaArt studio presenta “altari” mostra personale di Marco Demis che raccoglie un ciclo di opere recenti, insistendo sul motivo delle sue aristocratiche vergini dalla pelle nivea e dagli eleganti abiti retrò. Il suo non è un lavoro attorno all’identità - poiché le sue bambole ne sono prive – e nemmeno sulla serialità. Piuttosto, esse svolgono la funzione di simulacri, idoli che non rimandano ad alcun significato ulteriore. Baudrillard definisce il simulacro (eidôlon) una “verità che nasconde il fatto che non ne ha alcuna", mentre a proposito delle sue bambole Marco Demis parla di una “intima fissità, priva di referente”.
Nella pittura di Marco Demis la propensione tonale si sposa con la tradizione del disegno, secondo una linea che da Botticelli approda fino a Modigliani. Le figure disegnate dall’artista sono, infatti, perfettamente contornate, con linee che impediscono al soggetto di sconfinare atmosfericamente nello spazio circostante. Si tratta di una sensibilità che risponde all’esigenza di mantenere i soggetti nel campo dell’idealità, in una dimensione impalpabile, epifanica.
Il meccanismo attorno al quale ruota il linguaggio di Demis è quello dell’evocazione, intesa come pratica che sottende un’impalpabile rete di connessione tra le cose, qualcosa che “chiama” l’invisibile nella struttura del visibile. Evocazione significa, infatti, “chiamare fuori” o meglio “chiamare da fuori” qualcosa che suscita un senso d’insopprimibile nostalgia. Come gli altari e le are sacrificali, le immagini dipinte dall’artista sono soglie dimensionali, ambiguamente sospese tra il mondo materiale e quello immateriale. In questo limen non vi è possibilità di narrazione, ma solo pura potenzialità. Guardando queste figure ci è impossibile immaginare un racconto, delineare un episodio. Demis sembra occultare ogni traccia biografica, ogni segno di vissuto, congelando la rappresentazione in una sfera perfetta quanto l’Empireo dantesco. E tuttavia, questo regno d’immobilità ieratica sembra subire ora una lieve increspatura. Qualcosa finalmente imprime un moto ai corpi. Una sottile vibrazione percorre le linee degli idoli e le posture divengono più plastiche, sinuose, le figure si ammorbidiscono e infine si avverte, come nel mito di Pigmaglione, un anelito a trasmutare il simulacro in carne viva.
La mostra sarà visitabile fino al 25 maggio 2011 dal Martedì al Sabato dalle ore 17.00 e alle 20.00 e per appuntamento. Gli orari possono variare, si consiglia di verificare sempre via telefono. Catalogo disponibile in galleria, edizioni GiaMaArt studio, testo di Ivan Quaroni.

Titolo mostra: Marco Demis. Altari
Sede: GiaMaArt Studio, Vitulano (BN)
Periodo: 26 marzo - 25 maggio 2011
Inaugurazione: sabato 26 marzo, ore 19.00
A cura di: Ivan Quaroni
Orari: dal martedì al sabato 17.00-20.00
Testo in catalogo: Ivan Quaroni
Catalogo: Edizioni GiaMaArt Studio

venerdì 4 febbraio 2011

Luciano Longo. Opere 1998-2010

Comunicato stampa

Sarà inaugurata domenica 6 febbraio 2011 alle ore 18 la Mostra “LUCIANO LONGO Opere 1998-2010” a cura di Laura Gavioli, nella Cappella dei Celestini della Galleria Civica di Palazzo Loffredo in Largo Duomo.
“Luciano Longo – dice il Sindaco Vito Santarsiero – è un giovane pittore che vive in un piccolo paese della nostra regione, ai margini di una delle riserve naturali più belle ed incontaminate, lungo quella estrema parte degli Appennini che si protende verso il Mediterraneo: il Parco del Pollino. Longo ha dipinto negli ultimi dodici anni una serie di nature morte di straordinaria ricchezza e di notevole impegno compositivo.
Con questa mostra abbiamo voluto arricchire la storia della nostra Galleria Civica, ma anche portare a conoscenza della nostra comunità questa figura di grande artista che vive nella nostra regione ma che è conosciuto in tutto il mondo per la sua sensibilità. Sicuramente la provincia può essere una buona protezione per concentrarsi nel lavoro artistico quando si è sicuri delle proprie scelte e si cerca la pace che consente alle idee di progredire e alle opere di completarsi.”
“L’arte – scrive Laura Gavioli, curatrice della mostra – si rafforza dei propri contrasti, che sono spesso delle contrapposizioni linguistiche. In Italia ha conosciuto gli stimoli delle avanguardie, così come il ritorno all’ordine, la grande figurazione e l’astrattismo, quindi le numerose espressioni del secondo dopoguerra. Ma la provincia ha avuto una parte, seppure minoritaria, estemporanea nello svolgimento di ricerche e proposte legate alla produzione artistica nazionale.
Conosco i lavori di Longo dai primordi, quando mi mostrava i suoi dipinti con umiltà e però anche con l’ansia evidente di voler raggiungere nuovi traguardi, di impadronirsi di uno stile, di confrontarsi con i grandi maestri del passato di ambito figurativo, le opere dei quali sono state esposte nelle diverse rassegne potentine negli ultimi anni. E Longo è uno dei giovani artisti lucani più attenti e sensibili a quel proposito, anche didattico, che ha caratterizzato le ricerche espositive sui realismi, perché l’appassiona l’osservazione della natura e la scoperta di quei valori interpretativi della luce che sono per lui oggetto di curiosità e di stimolo.”

Chi è Luciano Longo
Nasce a Laino Borgo (Cosenza) nel 1967. Fin da bambino è attratto dalla magia del disegno e del colore: disegna a penna i primi soggetti e scopre la passione per il disegno caricaturale. Diciottenne soggiorna per circa due mesi a Parigi ed incontra la pittrice italo-mongola Marianne ma è a Roma che il contatto con il mondo del’arte si fa più intenso anche grazie all’incontro con il gallerista Stefano Sconci. Il 1997 è l’anno della sua prima mostra a Roma. Da allora ne seguiranno tante. Le sue opere sono esposte permanentemente presso galleria in Italia e all’estero.

Titolo mostra: Luciano Longo. Opere 1998-2010
A cura di: Laura Gavioli
Sede: Cappella dei Celestini, Galleria Civica
Palazzo Loffredo, Largo Duomo, Potenza
Periodo: 6 - 27 febbraio 2011
Inaugurazione: domenica 6 febbraio 2011, ore 18.00
Interverranno: Vito Santarsiero, Sindaco di Potenza
Fiorella Fiore, Critico d’arte
Sarà presente l’autore
Orari: dal martedì alla domenica, ore 9.00-13.00 / 16.30-20.30
Ingresso libero
Iinfo e prenotazioni visite guidate:
0971415009 - 097127185
www.comune.potenza.it
info.galleriacivica@comune.potenza.it

martedì 1 febbraio 2011

Tra fantasia e realtà. La luce e i colori

Comunicato stampa

Il 13 febbraio la Contemporanea Galleria d’Arte di Foggia, in collaborazione con il Comune di Foggia, Assessorato alla Cultura, e la Confcommercio della Provincia di Foggia, ospita l’opera del Maestro Athos Faccincani con la mostra Tra fantasia e realtà la luce e i colori.
Con inconfondibile intensità Athos Faccincani realizza concretamente la sua visione estetica del paesaggio. I suoi soggetti preferiti, le assolate marine e i porti pieni di imbarcazioni, campi, fiori e alberi emanano un senso di freschezza e di bellezza in una pittura dove la natura e i luoghi presentano il loro volto più amichevole. Vedute ariose e radiose, dai colori forti ma anche straordinariamente dolci, poiché tali sono le sensazioni che i suoi dipinti trasferiscono agli occhi di chi li guarda. L’opera dell’artista si contraddistingue, infatti, per l’intensità dei colori che si accendono a vista d’occhio conferendo al genere del paesaggio una rinnovata espressività in cui l’energia del colore puro, fiammante, non produce tensione emotiva ma calma interiore.
Svela Faccincani: “Quando avete davanti agli occhi un mio quadro e vi chiedete il perché dei fiori, allora sappiate che non è solo la loro bellezza che voglio riprodurre, non è arte ornamentale che voglio rappresentare: è l’amore, ed i fiori, casualmente e per volere del fato, sono la cosa migliore per esprimerlo. E se sono ripetitivo nei miei soggetti è perché l’amore non annoia mai, anzi merita di essere ripetuto all’infinito. Io sono solo il tramite di cui l’amore si serve. E voi, che amate la mia pittura, vi accorgerete che quanto io incornicio tra quattro assi di legno lavorato, non è altro che quel meraviglioso mondo che vi aspetta al di là del quartiere, se non fuori dalla finestra. È a quel mondo che voglio rendere omaggio con ogni singola pennellata, piccola e importante come ogni piccolo fiore.
Sono sentimentale? No, vivo di sentimenti. Ho i paraocchi e ignoro le brutture del mondo? No, canto la bellezza per dare ancora più forza alla sua voce proprio perché vedo benissimo anche le brutture. Utilizzo la luce per contrastare il buio e ringrazio le tenebre, perché senza di esse la luce non avrebbe il valore che ha ed io probabilmente farei un altro mestiere.
E a chi dice che i miei rossi son troppo rossi, i miei gialli troppo gialli e i miei azzurri troppo azzurri, a loro dico che se la stanno prendendo con la persona sbagliata: non son io che ho creato fiori tanto colorati, acque così verdi e cieli così azzurri, ma chi avrebbe il coraggio di fare un appunto al buon Dio?”
Faccincani celebra con gioia l’atto pittorico in sé dimostrando che il valore spirituale di un dipinto può consistere anche solo nel suo essere un “dipinto”. La sua ricerca pittorica è quindi una «sintesi tra colore e luce, e interiorità espressiva» dove l’unione di impressioni puramente visive e espressioni soggettive si armonizzano tra loro e sono felicemente risolte.
In occasione del vernissage l’artista parlerà al pubblico della sua nuova esperienza artistica, la scrittura, presentando il suo romanzo “Virgo Fidelis”, edito da Mursia e scritto in collaborazione con Elsa Dilauto. La personale proseguirà fino al 28 febbraio 2011.

Titolo mostra: Athos Faccincani. Tra fantasia e realtà: la luce e i colori
Sede: Contemporanea Galleria d’Arte, Foggia
Date: 13 - 28 febbraio 2011
Vernice: domenica 13 febbraio 2011, ore 18.30
Orari: 10.00-13.00 e 16.00-21.00 (domenica aperto)

giovedì 27 gennaio 2011

Se per caso una singolarità iniziale

Comunicato stampa

Vittorio Messina torna da Giacomo Guidi con una mostra ritagliata ad hoc per la Galleria, il cui titolo sembra suggerire l'abbozzo di un discorso che sta per incominciare. L'artista ha realizzato un progetto comprensivo di sei opere da parete eseguite per l' occasione, più una nuova versione de la “La Muraglia Cinese”, lavoro con cui esordì alla fine degli anni settanta a Roma. Messina crea così un fil rouge tra i suoi diversi momenti espressivi in cui rimane costante il riferimento alle nuove concezioni sullo spazio-tempo a partire dall'indeterminazione heisenberghiana.
Come scrive Ludovico Pratesi, “Se per caso una singolarita’ iniziale” riunisce una serie di opere recenti di Vittorio Messina, caratterizzate da una cifra concettuale precisa, che si riscontra nell’armonioso equilibrio tra materiali e idee. All’interno di una mostra concepita come una partitura musicale, con un dialogo tra pieni e vuoti, simboli e significati, Messina rivela una nuova attitudine alla rarefazione , in grado di attivare felici tensioni all’interno delle opere, non assertive ma intime ed essenziali. Procedendo, come direbbe Michelangelo, “per via di levare”, l’artista raggiunge una sottile ma penetrante intensita’ nell’abbinare elementi tratti dal vocabolario del modernismo, come il neon colorato, con oggetti quotidiani e domestici, impaginati con una sapienza che non ha paura di svelare l’anima segreta delle cose, per reinterpretarla con una grammatica sensibile e attenta sospesa tra forma e contenuto”.
Vittorio Messina nasce a Zafferana Etnea nel 1946. A Roma conosce Afro, Novelli, Turcato, Capogrossi e compie studi che lo vedono interessato oltre che all'arte concettuale alle tematiche del pensiero scientifico e filosofico, dell'architettura, dell'ambiente naturale, del cinema e dell' avanguardia storica. Le sue opere coniugano materiali tradizionali della scultura quali pietra, ferro e piombo con nuovi materiali del linguaggio contemporaneo come cemento e neon affiancati dalla parola con echi mediterranei e orientali. Ha mostrato il suo lavoro alla H. Moore Foundation, Halifax 1999, al Maschio Angioino e Castel dell'Ovo, Napoli, 2002, al Museo Ujasdovki, Varsavia, 2002, al M.A.K., Vienna, 2004, Torino, alla XII Biennale di Scultura, Carrara, 2006. Vive e lavora a Roma.
Ludovico Pratesi, critico d'arte e curatore, è Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro, curatore scientifico di Palazzo Fabroni e Direttore della Fondazione Guastalla per l'arte contemporanea. E' inoltre Presidente della sezione italiana dell'AICA e consigliere dell'AMACI (Associazione Musei Arte Contemporanea Italiana). Collabora con il quotidiano "La Repubblica".

Titolo mostra: Vittorio Messina. Se per caso una singolarità iniziale
A cura di: Ludovico Pratesi
Sede: Giacomo Guidi & Mg Art Arte Contemporanea
Indirizzo: Vicolo Sant' Onofrio, 22, 23 00165 Roma
Inaugurazione: giovedì 10 febbraio ore 19,00
Date: 11 febbraio - 30 marzo 2011
Orari: da martedì a sabato 11.00-13.00/16.00-20.00

mercoledì 26 gennaio 2011

Enrico Benaglia. Splendore mediterraneo

Comunicato stampa

Dopo nove anni dalla grande mostra antologica tenutasi presso il Centro Culturale de “Le Ciminiere”, il Maestro Enrico Benaglia torna ad esporre a Catania.
Dal 29 gennaio al 13 febbraio 2011 apre al pubblico, presso la Sala delle Grida della Camera di Commercio, la mostra "Enrico Benaglia. Splendore mediterraneo" dove luce e mare, sogno e simbolo sono le costanti capaci di coinvolgere un pubblico rapito dal linguaggio dell'anima e dal racconto leggero di storie, antichi amori, respiri universali. Al centro dei dipinti spesso ci sono l'uomo e la donna, e il loro rapporto con il magnifico Mare nostrum.
La mostra, nata su invito del dott. Pietro Agen, presidente della Camera di Commercio di Catania, è curata da Alida Maria Sessa e presentata in catalogo da Pietrangelo Buttafuoco.
Nella prefazione, Alida Maria Sessa sottolinea che "la mostra è costruita attorno ai ricordi privati, le occasioni segrete di una scenografia ricca di bellezze a portata di mano. Si celebra la luminosità diffusa che proviene dal mare, le atmosfere terse di un cielo spazzato dalla tramontana che rende esatti i contorni, la costa alta che sale, i colori pastosi delle case, i cespugli esuberanti".
Enrico Benaglia, pittore, disegnatore, incisore, litografo, scenografo, scultore, nasce nel 1938 a Roma, dove vive e lavora. Al di fuori dei maggiori "poli artistici" concettuali degli anni Sessanta e dei primi anni Settanta, grazie all'autenticità della sua pittura, Benaglia entra in contatto con un mondo culturale di poeti e attori, quali Luciano Luisi, Renato Civello, Claudio Rendina, Mario Lunetta, Walter Maestosi, Biagio Proietti, Nanni Fabbri, Riccardo Cucciolla, Gabriella Sobrino, Umberto Serafini, Laura Gianoli, Guido Ruggiero, che contribuiscono allo sviluppo e alla definizione ulteriore del suo mondo poetico.
La sua vita artistica è segnata da un ampio interesse per la litografia, l'incisione e la scenografia. A partire dagli anni Ottanta Benaglia si colloca definitivamente nel panorama artistico nazionale grazie all'individuazione di un'iconografia originale e simbolica, legata al mondo favolistico e mitologico. Il forte successo di pubblico e di critica è confermato dal susseguirsi, a partire dagli anni Novanta, di grandi mostre istituzionali in Italia e all'estero. Tra tutte si ricordano "Il salotto incantato" presso il Castello de L'Aquila nel 1998, "Stati di instabilità permanente" presso Villa Letizia a Treviso nel 2000, "Il giardino segreto" presso il Museo del Vittoriano di Roma nel 2002, "Geografia delle emozioni" presso il Museo di Santa Maria della Scala a Siena nel 2004, "Percorso interiore" presso la Pinacoteca civica di Teramo nel 2007, "Collages-Paintings" presso la Pinacoteca Vitelli di Città di Castello nel 2008, fino alla più recente "Benaglia's Circus" preso l'Auditorium Parco della Musica di Roma nel 2010. Alcuni dei suoi cicli pittorici più famosi sono stati esposti presso sedi atipiche e suggestive quali gli Aeroporti "Charles de Gaulle" di Parigi e il JFK di New York, oltre che in sedi prestigiose come gli Istituti di Cultura Italiani di Strasburgo, di Madrid e di Vienna e ancora l'ambasciata d'Italia di Tallinn.
La mostra, curata nell’organizzazione dalla Edarcom Europa Galleria d’Arte Contemporanea in collaborazione con la Galleria d'arte Orizzonti, si compone di ventiquattro opere pubblicate in un accurato catalogo edito dalla Domenico Sanfilippo Editore.

Titolo mostra: Enrico Benaglia. Splendore mediterraneo
Spazio: Sala delle Grida - Camera di Commercio di Catania
Indirizzo: Catania, Piazza della Borsa
Inaugurazione a inviti: venerdì 28 gennaio 2011 ore 18.00
Apertura al pubblico: 29 gennaio - 13 febbraio 2011
Orario: dal lunedì al venerdì dalle 15.30 alle 20.00. Sabato e domenica dalle 10.00 alle 20.00
Ingresso: libero
A cura di: Alida Maria Sessa
Presentazione di: Pietrangelo Buttafuoco
Coordinamento: Francesco Ciaffi
Organizzazione: Edarcom Europa Galleria d’Arte Contemporanea, Roma
In collaborazione con: Galleria d'Arte Orizzonti, Catania

giovedì 13 gennaio 2011

Cecilia Falasca. ModulArt Forme in MOVIMENTO


Comunicato stampa

Mercoledì 26 gennaio alle ore 18:00 presso il MediaMuseum, in Piazza Alessandrini 34 a Pescara, si inaugura la mostra personale di Cecilia Falasca, ModulArt Forme in MOVIMENTO, con il Patrocino della Provincia e del Comune di Pescara - Assessorati alla Cultura.
L’esposizione ha un taglio curatoriale atto a ripercorrere le tappe principali dell’attività dell’artista e traccia nello spazio del Museo un percorso lineare, organizzato per aree tematiche. Ogni sezione della mostra si pone come un momento di riflessione sul percorso estetico di Cecilia Falasca, dalle prime Tavole 1986, alle opere più recenti come le installazioni site specific, Aquatic 2010 ed Ever green Ever love 2010. Un'intera sala è dedicata alla consultazione di materiali documentari, cartacei e multimediali, relativi ai momenti più significativi della ricerca dell'artista. Nodo centrale della mostra è l’esposizione delle Sculture iXi 2009 (itineranti ed interattive), sculture mobili e sempre in divenire, con le quali lo spettatore è invitato ad interagire.
Le Sculture iXi, in legno e polvere di marmo colorata, esposte e composte dall’artista sul momento, subiranno infinite variazioni dovute alla volontà dello spettatore chiamato a smontarle ed a rimontarle. Il coinvolgimento del pubblico, protagonista dell’happening, sarà emotivo e cognitivo: egli infatti darà vita ad una nuova forma, ma anche alla sua documentazione scritta mediante la compilazione di una scheda critica, parte integrante dell’operazione estetica di Cecilia Falasca. L’esposizione offrirà così al pubblico l’opportunità di entrare nel ruolo dell’artista e di interpretare il senso estetico dell’opera a cui egli stesso darà vita.
Durante tutta la durata dell’esposizione, inoltre, una videocamera collegata ad un proiettore riprenderà quanto accade nelle sale del Museo, creando un singolare allestimento scenografico anch'esso in costante divenire, come le opere, ed il cui protagonista sarà sempre lo spettatore.
La ricerca estetica di Cecilia Falasca è tesa alla sperimentazione di nuove forme d’arte basate sull’interattività e sulla produzione di relazioni con l’Altro, forme che assumono come tema centrale l’elaborazione collettiva del senso. L’artista infatti sviluppa sin dal 1980 un linguaggio sublime e personale i cui attori principali sono la linea e la materia pittorica in rapporto con lo spazio circostante, come testimoniano le sue installazioni site specific ed i suoi interventi di Land Art. A partire dal progetto Gioca con me nel 2006, il protagonista indiscusso di tutta la sua produzione artistica diviene palesemente lo spettatore, a cui l’artista offre tracce e suggestioni demandando una possibile interpretazione dell’opera che si rinnova ad ogni sguardo. Nel 2009 inizia l’avventura con le Sculture iXi (itineranti-interattive) che oggi viaggiano in tutto il mondo (Bruxelles, Lione, Melbourne, New York) come pixel dispersi ma sempre interconnessi.
ModulArt Forme in MOVIMENTO, affronta con brio uno dei filoni di ricerca sperimentale dell’arte contemporanea, l’estetica relazionale, su cui oggi tutta la scena artistica e curatoriale si interroga, rientrando in quella sfera delle produzioni artistiche tese alla realizzazione di modelli di partecipazione sociale atti a produrre delle relazioni interpersonali.

Mostra: Cecilia Falasca. ModulArt Forme in MOVIMENTO
A cura di: Maddalena Rinaldi
Sede: MediaMuseum, Piazza Alessandrini 34, Pescara
Periodo: 26 gennaio - 4 febbraio 2011
Orari: lunedì - sabato h 10.30/13.00 - 17.00/19.00

giovedì 6 gennaio 2011

Fragili Equilibri

Comunicato stampa

Sala 1 ospita le opere di Francesco Landucci. L’ artista, conosciuto per le sue opere realizzate con cristallo e cellulosa, ha progettato una complessa installazione per la galleria, promuovendo una proposta che si distingue per originalità, coraggio e qualità nell’ uso di materiali che nella società attuale sembrano assumere un valore nuovo.
Elemento privilegiato da Landucci per i suoi lavori è il cristallo, con cui realizza sculture che raggiungono un mirabile equilibrio fra monumentalità e raffinatezza estetica. Luminosità, leggerezza e trasparenza ne trasmettono l’incanto e ne fanno veicolo di molteplici significati simbolici.
Oltre a numerose esposizioni tenutesi in prestigiose istituzioni e gallerie di arte contemporanea, Landucci ha all’attivo progetti di arte sacra realizzati su commissione di enti ecclesiastici: pitture, vetrate, porte bronzee, cibori, amboni, sedute per celebranti, panche e altri arredi sacri. In questo ambito, Landucci ha inoltre collaborato con gli architetti Franca Zecchi e Andrea Marcuccetti, per la progettazione del complesso parrocchiale della Visitazione di Galciana (PO). Molte sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private.
Nel suo lavoro, l’artista si avvale della collaborazione e della perizia di aziende specializzate nella lavorazione del vetro, seguendo e curando a stretto contatto ogni fase della produzione.

Titolo: Francesco Landucci. Fragili Equilibri
Sede: Sala 1, Centro Internazionale d’Arte Contemporanea
Complesso Monumentale della Scala Santa/Padri Passionisti
Piazza di Porta S. Giovanni, 10 Roma
A cura di Roberto Gramoccia e da un’idea di Tito Amodei
Vernissage: Sabato 15 Gennaio 2011, ore 12 - 19
Durata: fino al 13 febbraio 2011
Orari: dal martedì al sabato, ore 16.30 - 19.30
Testo in catalogo a cura di Roberto Gramiccia.
Coordinamento: Barbara Santamato, Emanuela Termine.

lunedì 15 novembre 2010

Visioni di Vincenzo Lo Sasso

Comunicato stampa

Nella fascinosa loggia tardo-cinquecentesca di Palazzo Fattinanti Cambiaso, oggi foyer del teatro HOPS, inaugura la mostra “Visioni” di Vincenzo Lo Sasso. In esposizione una decina di opere di grande formato, una selezione di lavori che definiscono meglio l’opera dell’artista già apprezzato a Genova con la sua prima personale nel 2007 dal titolo “Ghiaccio Bollente”.
Noto al pubblico genovese soprattutto per le sue opere informali, Vincenzo Lo Sasso presenta in questa occasione lavori dove la pittura si coniuga con la fotografia. Con una sua personale tecnica, complessa ed originale, che ha come base una lastra di alluminio su cui opera attraverso la solidificazione di colori metallici, l’artista esplora realtà e immaginazione. Dimensioni che si incontrano e si scontrano in un dialogo serrato, lasciando tracce e segni. Ha scritto di lui il critico Maurizio Sciaccaluga: “L’opera di Vincenzo Lo Sasso non è soltanto e semplicemente la ricerca di un equilibrio tra forze opposte, ma, piuttosto, radicalmente, il tentativo di tradurre in immagine l’annoso contrasto tra corpi solidi e liquide presenze”. La mostra dal titolo “Visioni” da spazio anche a opere recenti e rimarrà aperta al pubblico, con ingresso libero.
L’esposizione si avvale del sostegno di “Casa Bryton”.

L’artista
Vincenzo Lo Sasso nasce a Taranto nel 1954. Dopo aver frequentato la facoltà di Architettura inizia il percorso artistico giovanissimo con un’ intensa attività pittorica utilizzando mezzi e supporti tradizionali. All’età di 23 anni scopre la fotografia e avvia una lunga e fruttuosa collaborazione con testate come Vogue Italia, Vogue Bellezza, Uomo Mare, Vogue Travel, Linea Italiana. In teatro Vincenzo Lo Sasso ha collaborato col Balletto d’Arte Contemporanea di San Pietroburgo e col Teatro Stabile di Ancona. Nel mondo dello spettacolo la sua creatività è stata apprezzata da Eros Ramazzotti, Gianni Morandi, Anna Oxa, Spagna. Il suo impegno si è concretizzato anche in campo pubblicitario attraverso lavori concepiti per L’Oreal, Wella, Schwarzkopf e per note aziende di moda tra New York e Milano. Nel febbraio 2007 Vincenzo Lo Sasso partecipa alla Fiera Luxory and Yachts di Verona nella sezione “allestimenti gallerie” con un’opera di notevoli dimensioni.
Nell’aprile 2007 inaugura una mostra personale dal titolo “Ghiaccio Bollente”, presso il Chiostro di S. Matteo di Genova (catalogo curato da Maurizio Sciaccaluga ). Nel luglio 2008 una sua importante mostra personale dal titolo “il Segno e il Sogno” è stata ospitata negli Appartamenti storici della Reggia di Caserta (catalogo curato da Luciano Caprile). Nell’estate del 2009 il Castello Doria di Portovenere accoglie la personale “Emozioni”.
L’artista ha appena avviato un’importante collaborazione con una delle più prestigiose galleria di Soho, il quartiere degli artisti, a New York.

Titolo mostra: Vincenzo Lo Sasso. Visioni
Sede: Teatro Hops - Palazzo Fattinanti, Genova
Inaugurazione: giovedì 25 novembre ore 18
Durata mostra: dal 26 novembre 2010 al 9 gennaio 2011
Orari: dalle ore 18 alle 22 (domenica e lunedì chiuso)
Ingresso: libero

martedì 9 novembre 2010

Luce e colore a Sant’Agata

Comunicato stampa

Il 13 Novembre la Galleria Sliding Etra di Sant’Agata dei Goti ospita l’opera del Maestro Athos Faccincani con la mostra Luce e colore a Sant’Agata.
Con inconfondibile intensità Athos Faccincani realizza concretamente la sua visione estetica del paesaggio. I suoi soggetti preferiti, le assolate marine e i porti pieni di imbarcazioni dei paesaggi mediterranei del Sud, insieme alle combinazioni di case, campi, fiori e alberi resi con vedute da una finestra e con squarci di natura dall’asimmetria apparentemente casuale, emanano un senso di freschezza e di bellezza in una pittura dove la natura e i luoghi presentano il loro volto più amichevole. Vedute ariose e radiose, dai colori forti ma anche straordinariamente dolci, poiché tali sono le sensazioni che i suoi dipinti trasferiscono agli occhi di chi li guarda e ciò è quanto ha avvertito l’artista nell’osservarli.
Faccincani celebra con gioia l’atto pittorico in sé, in quanto attività specifica gratificante, dimostrando che il significato globale e il valore spirituale di un dipinto può consistere anche solo nel suo essere un “dipinto” che libera uno dei mezzi principali della pittura: il colore. L’opera dell’artista si contraddistingue, infatti, per l’intensità dei colori che si accendono a vista d’occhio conferendo al genere del paesaggio una rinnovata espressività in cui l’energia espressiva del colore puro, fiammante, non produce tensione emotiva ma calma interiore.
La ricerca pittorica di Athos Faccincani, come precisa lui stesso, è quindi una «sintesi tra colore e luce, e interiorità espressiva» dove l’unione di impressioni puramente visive e espressioni soggettive si armonizzano tra loro e sono felicemente risolte.
In occasione del vernissage l’artista parlerà al pubblico della sua nuova esperienza artistica, la scrittura, presentando il suo romanzo “ Virgo Fidelis”, edito da Mursia e scritto in collaborazione con Elsa Dilauto. La visione delle opere sarà affiancata dalla performance musicale di Pino Balzano.
Il catalogo dell’esposizione contiene un testo critico di Gabriella Ibello.

Titolo: Athos Faccincani. Luce e colore a Sant’Agata
Sede: Sliding Etra, Sant’Agata De’Goti (BN)
Vernissage: 13 novembre 2010
Durata: fino al 27 dicembre 2010
Orari: martedì-venerdì 10.00-13.00, 17.00-20.00

giovedì 21 ottobre 2010

Le Stelle del Circo

Comunicato stampa

Sara Di Costanzo è una giovane artista salernitana che dopo essersi diplomata all’accademia di Belle arti di Frosinone nel 2005 inizia la sua brillante carriera artistica superando la selezione per il concorso”Aqua artis “ tenutosi a Kioto in Giappone . E’ tra i vincitori del V concorso”Gaetano Morgese” per le Accademie d’arte italiane e annovera nel suo curriculum diverse mostre in varie città italiane. Luigi Dello Russo scrive di lei: “Tra le connotazioni dell'arte contemporanea quella più dominante è l'interferenza di contenuti, linguaggi e stili, cioè a dire di culture diverse nel tempo e nello spazio. Ci sono film che per velocità delle immagini sembrano video e viceversa video che hanno ritmi di un film tradizionale. Altrettanto dicasi degli interferenti campi visivi: pittura e diagnostica scientifica, composizioni plastiche e design, scultura ed installazioni oggettuali.
Nel caso specifico di Sara Di Costanzo la commistione è tra pittura e fotografia. Quest'ultima non solo è riconosciuta – ormai – come arte autonoma, ma invade anche il tradizionale campo del visivo pittorico. Così è nelle opere dell'artista per le inquadrature ravvicinate o angolate, per lo sguardo prospettico dall'alto o dal basso, con zoomate di particolari significanti. Gli schemi iconici però contrastano con la ricchezza della materia cromatica: i rosa confetto, i verdi acquamarina e i celesti elettronici s'impongono in dissonanza con i tradizionali ocra e terre della grande tradizione italiana da Giotto agli artisti degli anni trenta del secolo scorso: l'insieme viene dinamicizzato da schegge triangolari rosse come linee-forza futuriste.
La tematica, apparentemente discontinua, oscilla tra figure umane di acrobati e giocolieri di circo, metafora felliniana degli uomini nel vissuto della società , a mondi immaginari popolati di sfere e stelle. In entrambe c'è un quid di metafisico: una visione silenziosa ed uno sguardo attonito di interrogazione ed impossibile risposta sulla vita dell'umanità e dell'universo”.

Titolo mostra: Sara Di Costanzo. Le Stelle del Circo
Sede: Galleria ADSUM artecontemporanea
Palazzo della Meridiana, via Marconi 3/5, Terlizzi
Periodo: dal 30 ottobre al 13 novembre 2010
Inaugurazione: sabato 30 ottobre ore 19.00
Art director: Maria Bonaduce e Giovanni Morgese
Critico e storico dell’arte: Luigi Dello Russo
Grafico design: Raffaele Porfilio
Segreteria organizzativa : Annamaria De Scisciolo
Ufficio stampa: Nicolò Ceci

venerdì 15 ottobre 2010

Giuseppe Modica. Guardare oltre

Comunicato stampa

Una significativa mostra personale, di circa 20 dipinti ad olio e ad acquarello, realizzati tra il 2005 ed il 2010, per evidenziare l’indagine pittorica del maestro Giuseppe Modica: personalità di rilievo della pittura italiana ed artefice delle più belle visioni mediterranee prodotte dalla cultura figurativa del nostro Paese. Sarà questo l’obiettivo di “Guardare oltre” esposizione organizzata da Forlenza Studio d’Arte di Teramo, a cura della dott.ssa Maria Cristina Ricciardi, che si inaugurerà alle ore 18:00 del prossimo 30 ottobre e che resterà aperta al pubblico fino al 25 novembre 2010 (lunedì: 17.30-19.00; dal martedì al sabato: 10.00-12.30 / 17.30-19.30; domenica: chiuso).
Soddisfatto per il grande successo ottenuto in recenti ed importanti personali (Convento del Carmine a Marsala, Museo Nazionale di Palazzo Venezia a Roma, Galleria Civica di Palazzo Loffredo a Potenza ecc.), l’artista siciliano di adozione romana tornerà nel capoluogo abruzzese a quattro anni di distanza dalla sua precedente mostra intitolata “Una stanza in mezzo al mare”.
«Le opere presentate al pubblico testimoniano la capacità di mediazione tra l’uomo e il mondo, che quest’artista ha sempre saputo affidare alla propria pittura. Proprio perché “immagine del reale”, infatti, i suoi dipinti assumono un profondo valore conoscitivo, materializzando sulla tela il mistero che è dentro le cose della vita e che sembra poter essere svelato solo dall’occhio del pittore-poeta. All’iconografia di Modica va, dunque, il merito di stabilire un linguaggio in grado di parlare “oltre il visibile”. Il titolo della mostra, Guardare oltre, nasce proprio dal desiderio di riscattare dalla nebulosità quello spazio esistente tra l’apparire e l’essere, che ha sempre affascinato il pensiero dell’artista» afferma la dott.ssa Maria Cristina Ricciardi.
«Modica – sostiene la curatrice della mostra – non è solo un pittore, perché è pittore nella misura stessa in cui è pensatore e poeta. Grazie alla pratica dell’arte (vocazionale, quotidiana e sentita), alla peculiare sensibilità che lo accompagna e all’alta qualità della sua pittura, egli ci fa comprendere il mistero di questa “zona franca” a metà tra visibile ed invisibile e ci permette di sperimentare la nostra emozione che, grazie al suo lavoro, viene fuori dalla percezione di qualcosa che va di là dalla rappresentazione stessa. In tal senso, le raffigurazioni di Modica consentono di vedere ben oltre ciò che si guarda e rispetto a quanto lui stesso ha percepito con i propri occhi. Si comprende che, in questo tipo di comunicazione visiva, quello che diviene veramente importante è soprattutto il trasmettere la medesima intuizione scandagliata dall’artista a coloro che guardano il quadro. E questo può compiersi solo attraverso la complessa costruzione dell’immagine pittorica. Un’immagine la cui qualità ed il cui esito comunicativo risultano direttamente proporzionali alla profondità della visione del pittore ed alla consapevolezza tecnica della sua mano. Solo così il veduto ed il vedente diventano un’unica cosa: “l’immagine dipinta”, straordinaria porta di accesso ad una più grande comprensione della vita e delle sue contraddizioni, luogo di congiunzione tra l’irrazionalità della visione e la razionalità necessaria a “rappresentare”. È vero che tutti noi disponiamo di fantasia e di immaginazione, ma bisogna essere veri artisti e veri poeti per compiere questo miracolo: la magia di accrescere la sfera delle capacità conoscitive e di aprire la nostra soggettività ad una più ampia dimensione ontologica».

Titolo: Giuseppe Modica. Guardare oltre
Sede: Forlenza Studio d’Arte, Via Porta Carrese n. 28 - Teramo
Periodo: dal 30 ottobre al 25 novembre 2010
Inaugurazione: sabato 30 ottobre 2010, ore 18:00
A cura di: Maria Cristina Ricciardi
Orario: lunedì: 17.30-19.00; dal martedì al sabato: 10.00-12.30 / 17.30-19.30; domenica: chiuso

Immagine: Giuseppe Modica, Casa di Lorenzo. Gibellina, 2010, olio su tavola, cm. 100x140

giovedì 14 ottobre 2010

Cloud Painting

Comunicato stampa

L’enigma della materia e il suo divenire “arte” è al centro degli studi artistici di Achille De Tommaso, affermato imprenditore europeo ed apprezzato artista italiano, che dal 31 ottobre esporrà i suoi originali dipinti alla Galleria “Immagini Spazio Arte” di Cremona.
Le sue opere pittoriche traducono in suggestioni cromatiche e in ancestrali itinerari materici l’antico dialogo tra Scienza e Arte, a lungo dibattuto a livello internazionale, che ora diviene fulcro tematico del percorso espositivo.
Nell’ambito della ricerca artistica Achille De Tommaso predilige conciliare la natura con il progresso dell’uomo, dunque sviluppa una propria visione dell’evoluzione umana sulla base di una fiera fusione tra materia e colore. In questo scenario teorico e creativo, la ratio è condotta ad un confronto diretto con la sfera emozionale dell’arte, un aspetto che il fruitore coglie pienamente osservando le opere dell’artista milanese.
Nel medesimo periodo della mostra di Cremona, dal 30 ottobre al 13 novembre due opere di De Tommaso saranno esposte anche a Torino nella seconda sala del Salotto dell’Arte per la quarta rassegna collettiva “Sentimental Eros”.

Achille De Tommaso. Cloud Painting
Dal 31 ottobre al 13 novembre 2010
Orari di apertura: sabato ore 10,30-19,30;
martedì-venerdì e domenica 16,30-19,30;
lunedì chiuso.
Ingresso libero
Presso: Galleria “Immagini-Spazio Arte” di Cremona

lunedì 11 ottobre 2010

Le Mappe Celesti e Terrestri

Comunicato stampa

La pittura incontra la scultura, l’oro si fonde con le pietre più belle e gli smalti più intensi, in un affascinante viaggio artistico tra cielo e terra. Un itinerario di “pittosculture” - originali tavole dove dal colore degli smalti e dell’oro si alzano sculture di pietre preziose - che l’artista Rossella Faraone proporrà con la mostra “Le Mappe Celesti e Terrestri”, in esposizione dal 22 ottobre al 17 novembre prossimi presso la sala “Carino Gambacorta” della Banca di Teramo di Credito Cooperativo, in via Crucioli a Teramo. In questa prestigiosa location - dove negli ultimi anni per iniziativa dell’onorevole Antonio Tancredi, presidente della Banca di Teramo, si sono alternati eventi culturali dedicati a nomi del calibro di Pablo Picasso, Aligi Sassu, Gigino Falconi e molti altri - l’artista di Nereto (Te), affermata maestra d’arte e scultrice orafa con all’attivo numerose mostre in tutto il mondo, metterà in vetrina per la prima volta ben trenta opere che rappresentano un’evoluzione del suo percorso personale, fatto di creatività, passione, conoscenza dei materiali, gusto estetico.
Le “pittosculture” in mostra sono state realizzate da Rossella Faraone a partire dal 2005 e, finora, sono rimaste in esposizione presso il suo atelier a Nereto, a disposizione di amici, conoscenti e appassionati delle sue sculture d’oro. Con questo grande evento teramano, l’artista intende ora portare all’attenzione del grande pubblico una forma espressiva assolutamente innovativa, che ha già avuto modo di convincere un critico d’arte del calibro di Gérard-Georges Lemaire: è suo, infatti, il testo critico del catalogo, nel quale, tra le altre cose, afferma “Dipingere con delle pietre, come in altri tempi si dipingeva con l’oro, per realizzare le superbe pale che hanno ornato gli altari dell’Europa del Rinascimento e dell’età barocca, dipingere delle pietre grezze o lavorate e con dell’oro è ciò che fa l’originalità di Rossella Faraone”. Gli fa da eco anche il presidente della Fondazione Michetti, Vincenzo Centorame, che nella presentazione del volume scrive che “le opere della Faraone sarebbero da interpretare anche alla luce di quella mistica delle pietre preziose di cui parla Paul Claudel, il quale invita ad osservare le cose belle della terra pensando a quelle del cielo”.
E infatti, il filo conduttore dell’esposizione è proprio questo profondo legame tra il finito e l’infinito, da sempre al centro della riflessione di Rossella Faraone. Spiega infatti l’artista a proposito del messaggio che vuole trasmettere con questa mostra: “Vorrei che l’umanità prendesse coscienza della meraviglia che ci circonda, di quanto l’uomo sia straordinario, che l’uomo si sintonizzasse con se stesso e con gli altri, con la natura e con tutto ciò che lo circonda, soprattutto che imparasse ad essere empatico, l’empatia penso sia la chiave per risolvere tutti i problemi, focalizzare il mondo interiore di chi ti sta di fronte, questa è la costante della mia vita. Esplorare se stessi e gli altri. Auspico che il pubblico senta quello che sento io per le mie opere, Lemaire ha colto il misticismo che si cela dietro le mie creature e la sfida che c’è in esse. I misteri nascosti nell’inconscio, c’è un fuoco che cresce nella mia anima, c’è un fuoco che anima la mia anima. Credo che le mie opere bisogna sentirle, ascoltarle, così si animano dentro di noi, nel nostro spirito”.
Il vernissage si terrà venerdì 22 ottobre alle ore 18.00 presso la Banca di Teramo in via Crucioli n. 3. Interverranno, oltre a Rossella Faraone, Gérard-Georges Lemaire, Vincenzo Centorame, Antonio Tancredi. La mostra rimarrà aperta dal martedì al sabato con orario 10.00-13.00 e 16.00-19.00. Ingresso gratuito. L’evento gode del patrocinio della Banca di Teramo Bcc, Regione Abruzzo, Provincia di Teramo e Comune di Teramo.

Titolo dell’evento: Le Mappe Celesti e Terrestri
Mostra personale di: Rossella Faraone
Testo critico: Gérard-Georges Lemaire
Opere in mostra: 30 pittosculture
Coordinamento generale: Giovanni Colletta
Sede esposizione: Banca di Teramo Bcc, via Crucioli n. 3, Teramo
Vernissage: venerdì 22 ottobre ore 18.00
Periodo espositivo: 22 ottobre-17 novembre 2010
Orari: dal martedì al sabato, 10.00-13.00 e 16.00-19.00
Catalogo: Di Paolo Edizioni
Fotografie: Gino Di Paolo
Ufficio stampa: Piergiorgio Greco

venerdì 1 ottobre 2010

Angelo Lamorgese. Personale

Comunicato stampa

Angelo Lamorgese nasce a Molfetta nel 1951 dove vive e lavora. Formatosi al Liceo Artistico di Bari ha un primo interesse verso gli studi di architettura; dalla metà degli anni ’70 preferisce dedicarsi alla ricerca dell’arte figurativa, in particolare allo studio della figura femminile e a quello del paesaggio pugliese. Ha tenuto mostre ed ha partecipato a diverse collettive in molte città italiane, accompagnate dal riconoscimento della critica e dall’ interesse del collezionismo pubblico e privato. Ha collaborato anche all’ illustrazione di opere scientifiche e letterarie.
A lui si sono interessati storici dell’ arte, critici e giornalisti evidenziando la sua caleidoscopica tavolozza legata ad un realismo che trasogna lidi e memorie del sud, offrendo “sguardi su terra e mare e case e luce che ci sono comuni e cari” (Michele Mirabella, conduttore Rai e docente di Comunicazione Università di Bari). Scorci costieri, masserie, ulivi e filari di muro a secco che percorrono pietrosi campi sconfinati sono una ricerca di periferie che portano alla memoria le suggestioni di paesaggi e spazi dove il sole, l’ aria, la vita, vengono ad alloggiare sicuri. Ecco, “…Lamorgese si fa avanti con un discorso di verità e non di apparenza…” (Gaetano Mongelli, critico e docente di storia dell’ arte Università di Bari) illustrando forme di vita nei colori che solo il sole, appropriandosene, sa eleborare, ma Lamorgese “è attento e severo” (Vittorio Sgarbi, storico e critico d’ arte) padrone della rappresentazione.
Una figurazione pittorica dell’artista unita ad una composizione sapientemente articolata di colori a volte tenui, a volte decisi, fatta di blu, bianco, verde, ocra e giallo che definisce il paesaggio in una immagine quasi statica, ferma, ma solo per il tempo necessario ad accedere alla proposta poetica; “che di poesia si tratta, una meraviglia che tocca il cuore, una piccola musica da camera” (Pietro Carriglio, docente Universitario e direttore Teatro Biondo di Palermo) Una sinfonia dove si miscelano echi di venti e profumi mediterranei.
Con la rappresentazione grafica di volti e figure femminili, invece, Lamorgese rende omaggio alla donna di cui esalta grazia e bellezza. Un omaggio che sottende al pari della terra su cui sboccia la meraviglia di un paesaggio, suo tema ricorrente, il mistero dell’ eterno femminino da cui trionfa lo splendore incantato di un’ immagine, di un volto che all’ interno di una cornice rappresenta il periodo storico del costume e della moda femminile degli anni ’20 e ’30 perciò “Lamorgese ricama un panorama di impressioni e di sensazioni, suggerite dai tanti atteggiamenti dolci, teneri, nostalgici oppure pensosi, rapiti, incantati come possono essere i mille momenti quotidiani di una donna” (Gustavo Delgado, giornalista TV).

Mostra personale di Angelo Lamorgese
Sede: Galleria ADSUM arte contemporanea
Via Marconi 3/5, Terlizzi
Durata: dal 9 al 23 ottobre 2010
Inaugurazione: sabato 9 ottobre, ore 19.00
Art director: Maria Bonaduce e Giovanni Morgese
Critico e storico dell’arte: Luigi Dello Russo
Grafico design: Raffaele Porfilio
Segreteria organizzativa: Annamaria De Scisciolo
Ufficio stampa: Nicolò Ceci

venerdì 17 settembre 2010

Fumo solo

Comunicato stampa

La galleria Maniero inaugura il 7 ottobre 2010 la personale di Alessandro Cannistrà “Fumo solo”. In questa mostra Alessandro presenta i suoi lavori recenti, tele di grandi dimensioni eseguite come dice il titolo, solo con il fumo. Dall’ultima mostra alla galleria Maniero del 2006, Cannistrà usa come materia pittorica la fuliggine rilasciata dalla fiamma; l'elemento indomabile viene ora controllato, per creare luoghi fantastici, paesaggi senza tempo e senza spazio geografico, guardando terre primordiali come un presunto futuro, luoghi irreali abitati da soli alberi, presenze enigmatiche, e insieme altamente poetiche.
La mostra è accompagnata da un testo del collezionista Luigi Angius.

Alessandro Cannistrà (Roma 1975) ha studiato scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma. Mostre personali: 2010 “fumo solo” Galleria Maniero, Roma; 2009 "ladies & gentleman" Galleria LIBRA, Catania; "Ludicantropia" Galleria Pio Monti, Roma; 2006 “Sfumature“ galleria Maniero, Roma. Principali mostre collettive: 2010 "il lusso essenziale",“L’Arte dei Giardini. Proposte di Prossimità della Natura”, Terme di Diocleziano, Roma; 2009 "altre contemplazioni" galleria LIBRA, Catania; "25 tondi tondi" galleria Maniero, Roma; "Contemplazioni" Bellezza e tradizione del Nuovo nella pittura Italiana contemporanea, Castel Sismondo e Palazzo del Podesta', Rimini; 2008 "Q8" galleria Maniero, Roma; “caos – caso” New Own Gallery, Milano; "una mano per l'AIL" Palazzo Massimo Lancellotti, I edizione, Christie's, Roma; “XV Quadriennale di Roma” Palazzo delle esposizioni, Roma; 2007 “cantiere in corso”, ARATRO Archivio delle Arti Elettroniche, Università degli Studi del Molise, Campobasso; “NOVE” galleria S.M.A.C., Roma; 2006 “Artisti Italiani Emergenti” Galleria del Teatro Dell’Opera del Cairo, Il Cairo “X Biennale D’Arte Contemporanea del Cairo” Egitto; 2005 Salone di Maggio “Roma Luoghi e Colori” Palazzo del Vittoriano, Roma; “IV Biennale del Libro D’Artista” Città Di Cassino, Biblioteca Comunale Malatesta; 2004 “generazionale” Palazzo dei Congressi, Roma; “Cleopatra”, Bakù, Arzebajgian; 2001 “vision 21” Sale espositive della Bonhams, Londra; Salone di Maggio: “Uomo e Natura” Complesso del Vittoriano, Roma; “Paralleli” Istituto Italiano di Cultura Gezira Art Centre, Il Cairo Egitto

La Galleria Maniero ha inoltre aderito a Roma Art2Nights, l’evento si svolgerà l’8 ed il 9 in concomitanza con la VI Giornata del Contemporaneo ed in sinergia con AMACI ed ha l’obiettivo di unire l’attività delle Gallerie private, delle Fondazioni, delle Accademie e degli Istituti di Cultura attraverso una due-giorni di inaugurazioni ed aperture straordinarie.
con i seguenti orari
venerdì 8 Ottobre dalle 18.00 alle 23.00
sabato 9 Ottobre dalle 11.00 alle 20.00

Titolo: Alessandro Cannistrà. Fumo solo
Luogo: Galleria Maniero, via Dell’Arancio, 79 - 00186 Roma
Durata: 7 ottobre - 6 novembre 2010
Inaugurazione: giovedì 7 ottobre, ore 18.00
Orari: da martedì a sabato ore 16 - 20 e su appuntamento
Info: tel./fax 0668807116 - www.galleriamaniero.it - info@galleriamaniero.it

mercoledì 8 settembre 2010

Lars Teichmann. Fever

Comunicato stampa

La Galleria Rubin inaugura la nuova stagione espositiva con la prima personale italiana dell’artista tedesco Lars Teichmann. Vincitore nel 2009 della terza edizione del Premio Euromobil under 30, riservato agli artisti che espongono alla fiera di Bologna, Art First.
Lars Teichmann è nato e cresciuto a Burgstädt in Sassonia, ex Germania Est. Questo suo background lo ha reso più attento alla contrapposizione fra i due blocchi e il dibattito che ne è scaturito. Controversia politica che si estendeva anche alle singole scelte degli artisti, tra pittura astratta o figurativa. Così un artista che si schierava contro le nuove tendenze dell’espressionismo astratto, del minimalismo e dell’arte concettuale seguendo invece il percorso della pittura figurativa rappresentava un’anomalia per la critica.
La particolarità dell’arte di Teichmann è proprio quella di riuscire a riconciliare le due anime che la storia ci ha sempre fatto vedere come contrapposte: astratta e figurativa. Nei suoi lavori colpi di pennellate astratte e sintetiche campiture di colore si ricongiungono, su tele di grandi dimensioni, con profili di figure e luoghi. Zone di vernice sature di ocra, ombre grigie e luci rosate abbracciano figure che emergono dall’oscurità. Sulla tela dipinta, ad esempio, si intravede quello che potrebbe sembrare un volto umano ma ad una visione ravvicinata si nota invece solo una decisa pennellata di bianco. Nelle tele di Teichmann la combinazione di queste due componenti antitetiche, sviluppate attraverso un gesto artistico sicuro, macchie di colore indistinte, riferimenti storici e un vocabolario visuale indipendente, crea un affascinante effetto di indeterminatezza.
I dipinti di Lars Teichmann sono tanto evocativi quanto dinamicamente vivaci. La ridotta tavolozza di colori vive attraverso vibranti ed energiche pennellate: con una potente gestualità, le linee nere sono intervallate da tratti bianchi e formano ampie curve su superfici in dissolvimento.
I nuovi lavori dell’artista tedesco riflettono l’ambiguità che è già culturalmente attribuita al colore nero. Il nero è cruciale, è l’elemento di rilievo nelle tele, per creare le linee e i colori. Se comparati ai lavori precedenti, nei dipinti recenti l’uso del nero si emancipa come medium indipendente. Il nero diventa la sostanza primaria di cui la vita pulsante del mondo di Teichmann si ciba. Mondi visuali che affrontano lo spettatore come in un film noir, con fragili, incomprensibili e crude visioni pur restando allo stesso tempo tangibili e voluttuosi.
L’impressionante chiaroscuro di Teichmann rimanda a maestri come Rembrandt o alle mistiche, misteriose e quasi espressionistiche, immagini tardo manieristiche di El Greco. La stretta relazione fra luce e ombra subentra per rappresentare l’intera gamma delle percezioni mentali. In questa prima mostra milanese saranno esposte tele realizzate ad acrilico, di piccole e grandi dimensioni.
Nel mese di giugno a Lars Teichmann è stata assegnata la prestigiosa Borsa di Studio per le Arti Visive dell'Assessorato alla Cultura del Land di Berlino, per l’anno 2010.
La mostra è realizzata in collaborazione con la Galerie Kunstagenten di Berlino.

Titolo mostra: Lars Teichmann. Fever: Recent Works
Sede: Galleria Rubin, via Bonvesin de la Riva 5, Milano
Durata: 24 settembre - 30 ottobre 2010
Inaugurazione: giovedì 23 settembre 2010, ore 19.00
Orario di apertura: martedì-sabato, 14.30-19.30 e su appuntamento
Ingresso: libero

Immagine: Lars Teichmann, Horseman, 2009, acrilico su tela, 200 x 150 cm, courtesy Galleria Rubin, Milano

mercoledì 25 agosto 2010

Maurizio Cariati. Onde di luce

Comunicato stampa

Sabato 25 settembre, la galleria GiaMaArt studio presenta "onde di luce" la nuova personale di Maurizio Cariati che raccoglie un ciclo di opere recentissime dove la pittura di ritratto si sposa in modo innovativo con una visione con le ricerche spaziali e ambientali dell’arte italiana e internazionale del secondo Novecento. Cariati, infatti, lavora da tempo sulla fusione tra una pittura rigorosamente dedicata alla rappresentazione del volto declinata con una forte attenzione alla qualità pittorica e figurativa e l’utilizzo dell’estroflessione che dai Gobbi di Burri in poi è diventato una sorta di codice della presa di possesso dello spazio dello spettatore, della rottura del limite del supporto da parte di un’opera d’arte che sconfina verso i nuovi territori, in quel legame tra vita e arte già teorizzato e portato avanti dal Futurismo. In questo senso anche la scelta di Cariati di usare la juta grezza come supporto dei suoi dipinti rappresenta una scelta in linea con Burri e con le ricerche che lo hanno seguito, un elemento materico che vuole dare maggiore forza plastica a una pittura in dialogo con lo spazio.
In questo modo la nuova pittura iconica mostra la sua consapevolezza di ricerche che l’hanno preceduta e che solo apparentemente sono opposte alle sue finalità e la volontà di un giovane artista, in linea con le parallele espressioni di molti suoi coetanei in tutto il mondo, di servirsi di codici, di risultati e di riferimenti multipli per dare un più articolato e complesso senso alla sua opera.
Le immagini di Cariati ottengono pertanto una valenza doppia: sono uno studio sul volto, la psicologia, l’espressione e allo stesso tempo sono un’indagine sulla luce, sulle rifrazioni e sulle vibrazioni del colore in dialettica con il fondo scuro delle opere e con la luce dell’ambiente che le contiene, in una nuova declinazione del fare pittorico che travalica i suoi precedenti termini per raggiungere una nuova e più intensa dimensione installativa.

Maurizio Cariati. Onde di luce
Sede: GiaMaArt Studio
Via Iadonisi, 14 - 82038 Vitulano (BN)
Inaugurazione: sabato 25 settembre, ore 19.00
Durata: dal 25 settembre al 25 dicembre 2010
A cura di: Lorenzo Canova
Testo in catalogo di Lorenzo Canova
Catalogo: edizioni GiaMaArt studio
Direzione: Gianfranco Matarazzo