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mercoledì 8 luglio 2015

Yuri Kalyuta. Rosso su rosso


[Comunicato stampa] Dal 23 luglio al 15 settembre 2015 il Salone Centrale del Complesso del Vittoriano ospiterà la grande mostra “Rosso su rosso” di Yuri Kalyuta, uno dei più talentuosi pittori contemporanei del mondo accademico russo. Le sue opere, di grande impatto emotivo, sono state esposte a Mosca, San Pietroburgo, Amburgo, Berlino, Pechino, Shanghai e ora arrivano per la prima volta in Italia.
Nato nel 1957 a Krivoi Rog in Ucraina, Kalyuta si è diplomato nel 1977 alla Scuola d’Arte “Grekov” di Odessa e ha continuato gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo. Allievo del Maestro Andrei Andreevič Myl’nikov, attualmente insegna presso l’Accademia di Belle Arti di San Pietroburgo ed è accademico dell’Accademia Russa di Belle Arti, dove ha ricevuto la medaglia d’oro per una serie di dipinti realizzata tra il 2001 e il 2005, e nel 2009 è stato insignito del titolo di Artista Onorario di Russia.
L’arte di Yuri Kalyuta coniuga la tradizione accademica e combinazioni cromatiche violente e contrastanti, conferendo ai suoi dipinti toni forti e decisi attraverso la pennellata libera e l’uso emozionale del colore. I suoi principi narrativi sono densi di significati, e indagano gli aspetti psicologici delle figure rappresentate, con una predilezione per il ritratto. In particolare il suo interesse è volto agli affetti familiari: la vita per Kalyuta è la famiglia, come entità unica, uno spazio permeato dall’amore. Nel suo processo creativo l’artista dà molto rilievo alla rappresentazione del caso e della realtà attraverso rapide pennellate che mostrano quanto sia abile a utilizzare le minuscole impressioni come la totalità, con combinazioni di punti, blocchi e piani. La rigorosa struttura del disegno e le armoniose relazioni tra i colori rendono le sue opere molto vivide.
«Il colore rosso è diventato a suo modo un segno distintivo nella pittura degli allievi del professor Andrej Andreevič Myl’nikov. In ogni pittore, tuttavia, i colori assumono tonalità diverse. Il rosso e il nero – scrive Yuri Bobrov, Vicerettore per la Ricerca scientifica presso l’Istituto Accademico Statale per la Pittura, la Scultura e l’Architettura “I.E. Repin” di San Pietroburgo – sono dominanti nelle creazioni di Yuri Kalyuta che trasmette ad ogni suo studio, ritratto o natura morta un senso profondo e particolare e una pienezza di emozioni. Nella sua arte si sono intrecciati i tratti di “vecchi maestri” come Velázquez, Édouard Manet, Henri Matisse, l’esperienza artistica dell’espressionismo e la sensualità dell’uomo contemporaneo. Le figure sulle tele nascono dalla forza tempestosa delle rapide pennellate eseguite dalla mano sicura del maestro. Sono palpabili nella sensualità quasi erotica della carne e, nello stesso tempo, effimere, dissolvendosi nella trama della tela e nella realizzazione del colore. I suoi nudi simili ad Afrodite, nata dalla schiuma delle onde, emergono dal caos della pittura».
I dipinti russi hanno sempre enfatizzato la tradizione della descrizione, inoltre Kalyuta si è nutrito della ricerca estetica cinese, del suo linguaggio gradevole e simbolico, che si ritrova nei particolari di certi interni e nell’attenzione per il dettaglio. Accanto a questo, la capacità di cogliere l’atmosfera di un luogo contraddistingue i paesaggi dipinti dall’artista, che dedica una particolare attenzione alle città d’arte italiane, narrate attraverso le magnifiche rovine della Città Eterna, la curiosità per i colori delle maschere e dei canali della Serenissima, le suggestioni del Campo dei Miracoli di Pisa.
La vicenda artistica di Kalyuta è illustrata in questa esposizione che raccoglie oltre sessanta opere, tutti quadri di grandi dimensioni tra oli e pastelli, in un suggestivo percorso curato da Semyon Mikhailovsky, direttore del St. Petersburg State Academic Institute of Art, e coordinato da Enzo Fornaro, Ambassador of ADI for the Russian Federation and the Baltic Countries.

Titolo: Yuri Kalyuta. Rosso su rosso
Sede: Complesso del Vittoriano, Ala Brasini - Salone Centrale, Roma
Periodo: 23 luglio - 15 settembre 2015
Orario: tutti i giorni 9.30-19.30 (ultimo ingresso 18.45)
Biglietto: ingresso gratuito
Organizzazione e realizzazione: Comunicare Organizzando
Catalogo: Skira

mercoledì 12 settembre 2012

Maxim Kantor. Vulcano

Comunicato stampa

Dal 26 ottobre 2012 la Fondazione Stelline di Milano, in collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, presenta per la prima volta in Italia in maniera completa ed esaustiva l’opera di Maxim Kantor, pittore e scrittore di origine russa.
Il cuore dell’esposizione, a cura di Alexandr Borovsky e Cristina Barbano, è il portfolio Vulcanus. Atlas realizzato nel 2010, a cui fanno da cornice un nucleo di dipinti degli ultimi anni e alcuni esempi rappresentavi dell’intera attività pittorica di Kantor (1980-2012). Una piccola sezione sarà dedicata alla sua attività di scrittore.
L’opera di Maxim Kantor è conosciuta in Italia, dove l’artista ha esposto in tre precedenti occasioni. Nel 1988 presso Studio Marconi Milano, all’interno della mostra collettiva “Artisti Sovietici Contemporanei”; nel 1997 alla XLVII Biennale di Venezia, con la mostra “Criminal Chronicle”, a cui fu completamente dedicato il Padiglione Russo e nel 2005 alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia.
Tuttavia le numerose mostre tenute dall’artista a partire dalla fine degli anni Ottanta in diverse città in Europa e negli Stati Uniti, oltre a quelle italiane appena citate, sono sempre state dedicate a un particolare periodo del suo lavoro o ad una singola serie grafica.
Questa mostra, che occuperà entrambe le Gallery della Fondazione Stelline, si differenzia invece dalle precedenti in quanto accosta al portfolio Vulcanus, realizzato nel 2010, un nucleo di sedici dipinti, alcuni di grandi dimensioni, rappresentativi dell’intera attività pittorica di Kantor (1980-2012). Una piccola sezione sarà dedicata alla sua attività di scrittore.
La mostra, alla Fondazione Stelline dopo la tappa al Museo di Stato di San Pietroburgo, è accompagnata da un ricco catalogo (Palace Edition; pagg. 192; 30,5x30), con prefazione di Camillo Fornasieri, un saggio introduttivo di Erik Hobsbaum e testi dei curatori Alexandr Borovsky e Cristina Barbano, degli autori Vittorio Hosle, Ulrike Göschenen, Alexander Zinoviev e dell’artista. Le immagini a colori illustrano il nucleo principale della produzione pittorica di Kantor e le opere della serie Vulcanus.

Maxim Kantor (Mosca, 1957), pittore, incisore e scrittore russo, è il figlio dell’intellettuale e filosofo Karl Kantor, con il quale ha sempre avuto un profondo rapporto di vicinanza, di scambio, di confronto. Sue opere sono esposte al British Museum di Londra, allo Städel Museum di Francoforte, alla Galleria Tretjakov di Mosca, alla South Australia Gallery di Adelaide e in numerosi altri musei. Autore di cinque opere letterarie, alcune in corso di traduzione in italiano e inglese, di diverse pièce teatrali e di tre raccolte di saggi.
L’artista collabora costantemente con il giornale inglese online “Open Democracy”, col mensile parigino “Le Monde Diplomatique”, e con i giornali moscoviti “Novaya Gazeta”, “Rossiiskaja Gazeta” ed “Expert”. Kantor è membro del Senior Council del St. Antony College, del Wolfson College, del Pembroke College dell’Università di Oxford. Vive tra l’Île de Ré (Francia), Oxford, Berlino e Mosca.
Maxim Kantor ha presentato la serie Vulcanus. Atlas lo scorso anno a Berlino alla Galerie Nierendorf; recentemente al Musée du Montparnasse di Parigi (6 aprile - 6 maggio 2012), all’Ashmolean Museum of Art and Archaeology di Oxford (in occasione della Conferenza Internazionale sul tema “Come rispondere alla crisi globale” da lui promossa con il sostegno della Cattedra di Politica Mondiale dell’Università di Oxford, 12-13 maggio 2012), e al Museo di Stato di San Pietroburgo (20 giugno - 23 luglio 2012).

Titolo mostra: Maxim Kantor. Vulcano
A cura di: Alexandr Borovsky e Cristina Barbano
Sede: Fondazione Stelline, Corso Magenta 61, Milano
Periodo: 26 ottobre 2012 - 6 gennaio 2013
Inaugurazione: giovedì 25 ottobre 2012, ore 18.30
Orario: da martedì a domenica: 10-20; lunedì chiuso
Aperture straordinarie: 1 novembre; 7 e 8 dicembre 2012
Biglietteria: Euro 6,00 intero. Euro 4,50 Ridotto, Euro 3 scuole

sabato 5 marzo 2011

Mikhail Koulakov. La spiritualità del segno

Comunicato stampa

In occasione dell’Anno della Cultura e della lingua italiana in Russia e della Cultura e della lingua russa in Italia, la Soprintendenza alla Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea, con la collaborazione della Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee, organizza presso il Museo H. C. Andersen una personale del pittore Mikhail Koulakov (Mosca 1933).
La mostra ne ricostruisce il percorso artistico a partire dalla produzione degli anni Sessanta in Russia per poi analizzare quella successiva al suo trasferimento in Italia nel 1976, ponendo in evidenza lo stretto legame esistente tra l’opera di Koulakov e la sua attività nell’ambiente artistico e culturale italiano.
L’esposizione di oltre 50 opere, tra disegni, collage, dipinti, oggetti ed una installazione, si articola in vari momenti. Del periodo russo sono presentati dodici disegni tratti dal ciclo Guerra per la pace del 1960 e sei dalla Divina Commedia, del 1964. Segue il periodo italiano con diversi cicli, alcuni ispirati alla terra umbra dove risiede, Sorella luna, fratello sole (omaggio alla spiritualità di San Francesco d’Assisi) del 2008 e Soffioni del 2009, altri a viaggi e luoghi arcaici, Alhambra del 2008 e Delphos del 2010, altri ancora alla metafisica taoista come Via Stellare del 1999 e Tre stati della materia del 2010.

Mikhail Koulakov nasce a Mosca l’8 gennaio 1933 e si laurea in scenografia all’Istituto delle Arti Teatrali di Leningrado con il pittore e regista Nikolai Akimov. Illustra le opere degli amici poeti e scrittori per la casa editrice Lenisdat e lavora per vari teatri dell’ex-Urss. Dopo un periodo di attività operata in semiclandestinità nei circoli non conformisti russi, nel 1976 si trasferisce in Italia e comincia ad esporre con mostre significative sia in Italia che in varie città europee e statunitensi. A partire dalla perestroika ha potuto esporre anche nei più importanti musei della sua patria d’origine con una serie di grandi antologiche. Attualmente vive e lavora in Umbria.

Mikhail Koulakov. La spiritualità del segno (Opere dal 1960 al 2010)
A cura di: Matilde Amaturo
Sede: Roma, Museo Hendrik Christian Andersen
Date: 10 marzo-29 maggio 2011
Inaugurazione: 9 marzo 2011, ore 18.00
Orari di apertura: martedì-domenica dalle 9.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 19.00).
Chiusura il lunedì.
Ingresso: gratuito
Catalogo: Gangemi Editore; introduzione di Maria Vittoria Marini Clarelli; testo critico di Enzo Bilardello