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venerdì 29 maggio 2015

Vania Elettra Tam. Filoillogica

[Comunicato stampa] La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea anche quest’anno ha il piacere di presentare una mostra personale di Vania Elettra Tam.
Come in “Doppia mentiS”, la mostra tenutasi lo scorso anno, anche in “Filoillogica” l’artista comasca presenterà un ciclo di opere pittoriche che trattano il tema del doppio e dell’universo alternativo, sintetizzandolo ulteriormente dal punto di vista iconografico.
Se in “Doppia mentiS” la costruzione dell’opera rispettava una visone prospettica in cui il pavimento separava il mondo di sopra da quello di sotto, nei dipinti di “Filoillogica” la divisione viene rappresentata semplicemente da una riga e i fondi si svuotano, non rappresentano più ambienti casalinghi ma diventano semplici campiture piatte ritmate solamente da geometrie essenziali.
Sembra quasi che l’artista abbia tratto ispirazione da un disegno di Osvaldo Cavandoli , l’ideatore del cartone animato “la linea”, il personaggio diventato protagonista di un famoso carosello negli anni ‘70. Infatti se i soggetti delle opere della Tam avessero la voce, parlerebbero il “Grammelot”, il linguaggio adottato da “la linea”, composto di suoni onomatopeici privi di significato ma comprensibile da tutti. Un idioma capace di rende la filologica, ovvero la scienza che si occupa della ricostruzione storica dei significati delle parole, illogica.
Ecco perché l’artista ha scelto d’intitolare la mostra: “Filoillogica - Metodologie, indagini e congetture su comprensione/incomprensione delle intenzioni”.
Un gioco di parole in grado di mettere sottosopra anche le menti più equilibrate, proprio come accade ai personaggi dei suoi dipinti dove tutto è il contrario di tutto.
I dipinti di Vania Elettra Tam da sempre portano l’osservatore a ragionare su alcune problematiche della società contemporanea e sulle nevrosi, fobie e disagi che queste provocano, soprattutto sui soggetti femminili, visto che l’artista dipinge esclusivamente donne. In questa nuova ricerca pittorica, però, fa un ulteriore passo in avanti, ovvero regala allo spettatore l’opportunità di decidere fra due soluzioni. Infatti le opere di “Filoillogica” si possono appendere dritte o capovolte a testa in giù, perché comunque le guardi hanno senso.

Titolo: Vania Elettra Tam. Filoillogica - Metodologie, indagini e congetture su comprensione/incomprensione delle intenzioni
A cura di: Gabriella Damiani
Sede: Galleria Orizzonti Arte Contemporanea, Piazzetta Cattedrale, Ostuni
Periodo: 1 - 15 giugno 2015
Inaugurazione lunedì 1 giugno, ore 19.00
Orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 22.00

venerdì 10 aprile 2015

Francesco Zavattari. Poliedro

[Comunicato stampa] La Fondazione Giuseppe Lazzareschi di Porcari (LU) ospita in una nuova importante esposizione le opere di Francesco Zavattari. Dopo numerosi successi, fra cui la celebre mostra dedicata al genio di Andy Warhol, la Fondazione torna così a proporre arte contemporanea al proprio pubblico, dando al designer toscano modo di esporre nuovamente nella propria provincia oltre alle continue attività e live painting performance.
Il Palazzo di Vetro sarà in questo caso location di un particolare allestimento rivolto al lavoro di quello che si sta confermando come uno dei più attivi e innovatori artisti del panorama odierno.
L'ampio piano terreno ospiterà una suggestiva carrellata delle opere realizzate negli ultimi anni, dalla ripresa dell'attività ufficiale nel 2012 con la serie Indagine sull'ombra fino al grande successo di Universo Instabile, che nel 2014 ha conosciuto un importante riscontro in termini di apprezzamento da parte di pubblico e critica. Esposta interamente anche Ambidexter – L'evoluzione dello spazio/tempo, nuova serie di dieci tele presentata in anteprima in Umbria lo scorso dicembre, vero e proprio tripudio di particolari geometrie sviluppate attraverso ampia sperimentazione di materiali e con una tecnica che ha previsto l'utilizzo di entrambe le mani. A tutto questo si affiancheranno numerosi disegni su carta appositamente realizzati in occasione della mostra stessa.
Il concept 'POLIEDRO' si abbina a molteplici particolarità di questo evento a partire dalle geometriche forme decise dell'edificio che lo ospita. Oltre a questo l'opera di Zavattari è caratterizzata da un preciso equilibrio fra tecnica e istinto, che vede in molte delle tele una costruzione spaziale ispirata proprio ai solidi archimedei. Poliedrico, infine, è il lavoro di questo artista che in quindici anni di attività ha saputo proporre infinite combinazioni di format creativi ed espositivi.
Questo viaggio nel tempo tra forme e colori cela però un'ulteriore sorpresa, tutta da scoprire, nel seminterrato della Fondazione, dove i visitatori verranno avvolti da un'esperienza plurisensoriale che andrà al di là della pittura, dei colori e della materia.
Curata da Roberto Giorgetti e coordinata da Andrea Scarfì, la mostra vede il patrocinio del Comune di Porcari.
Durante il mese di apertura, 'POLIEDRO' offre alla Fondazione e all'artista stesso occasione per una serie di incontri collaterali rivolti alle scuole e non solo, versante sul quale Zavattari è già da tempo costantemente attivo.
Dopo questo rilevante evento locale, l'artista sarà impegnato in una tournée che lo vedrà protagonista di live performance, incontri ed esposizioni in varie città del Portogallo.

Titolo: Francesco Zavattari. Poliedro
Sede: Fondazione Giuseppe Lazzareschi, Piazza Felice Orsi, Porcari (LU)
Periodo: 18 aprile - 17 maggio 2015
Vernissage: sabato 18 aprile 2015, ore 17
Orari: dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19; sabato e domenica dalle 16 alle 19; chiuso il lunedì
A cura di: Roberto Giorgetti
Coordinamento: Andrea Scarfì
Fotografo: Siro Tolomei
Patrocinio: Comune di Porcari
Media Partner: La Nazione - FULL Magazine - 4rum.it

sabato 11 ottobre 2014

Marisa Muzi. Homo Versus - Ernesto Guevara de la Serna

Comunicato stampa

Sarà inaugurata a Roma martedì 21 ottobre 2014 alle ore 18.00 la personale di pittura dell’artista Marisa Muzi dal titolo Homo Versus - Ernesto Guevara de la Serna (Interpretazione - con arte visiva), che vuole omaggiare la figura del rivoluzionario argentino, andando però al di là degli aspetti politici e focalizzando l’attenzione sul personaggio umano. La mostra sarà ospitata fino al 27 ottobre presso gli spazi espositivi della Città dell’Altra Economia all’interno dell’Ex Mattatoio di Testaccio, raggiungibile da Largo Dino Frisullo o dal Lungotevere Testaccio.
In esposizione 20 tele a tecnica mista materica e 5 sculture in pietra che riprendono l’immagine e le vicende del Che, oltre ad alcune opere sull’America Latina. Ad ispirare l’artista nella realizzazione di questa serie la visione, durante lo scorso inverno, di una serie di documentari incentrati sulla vita di Che Guevara, che l’hanno affascinata e spinta a leggere i suoi diari, in particolare quello relativo al viaggio compiuto da ragazzo attraverso il Sudamerica, quando ancora non era consapevole del destino che lo avrebbe atteso. Tra le opere in mostra anche un ritratto del Che dai capelli bianchi, immaginato come se avesse avuto la possibilità di invecchiare.
Nata a Roma, all’età di sei anni Marisa Muzi va ad abitare a Villa Strohl-Fern, dove a quei tempi vivono Francesco Trombadori, Marcello Avenali, Carlo Levi, Carlo Socrate, Ercole Drei, Lorenzo Guerrini e altri artisti della Scuola Romana. L’aria impregnata di arte non la lascia incontaminata, ma la sua prima passione è legata alla poesia. Il suo percorso pittorico, invece, ha inizio nel 1985, l’anno dell’incontro con il suo primo maestro, l’architetto Angelo Palloni, che la incoraggia a percorrere la strada dell’arte, convincendola che la pittura è alla portata del suo mondo fantastico e della sua sensibilità artistica. Da quel momento si impegna affinché l’uso del pennello divenga strumento di espressione come lo è la sua penna. Gli studi proseguono con Marina Haas, tedesca, che le impartisce lezioni di prospettiva e disegno. Contemporaneamente frequenta lo studio di Kristien De Neve, belga, che la guida negli orizzonti dell’arte contemporanea. Con lei impara ad amare la materia e sperimentare l’uso di tecniche e materiali sempre nuovi: argento, sabbia, cemento, tessuti, cristalli, resine e pietre, uniti ad oli, smalti e acrilici. Per esprimersi sceglie dei temi, che sono anche il percorso della sua vita: la tartaruga (l’arrancare nella vita), i bicchieri (la solidità e la trasparenza), gli uccelli (l’innalzarsi e mantenere il volo), l’elefante con le sue orme (il frutto del vissuto, la necessità di lasciare orme), i bambù che l’hanno accompagnata nei suoi giochi fanciulleschi (che ora rappresentano barriere, gabbie o rampe di lancio).
Scrive di lei il critico Andrea Carnevali: “Marisa Muzi trasferisce nel disegno il suo immaginario mitico e arcaico, sacro e profano. La favola, la poesia e l’esotismo dei suoi quadri alimentano una sorta di visione onirica, che consente di guardare al di là della realtà. Il protagonista dei suoi dipinti è la metamorfosi; l’animazione dei personaggi, giovani o anziani, che assumono le sembianze di animali o di cose. La ricerca espressiva della pittrice è ricca di connotati emotivi: dal contatto interiore alle cose nascoste che fanno nascere la purezza del segno”.

Titolo mostra: Marisa Muzi. Homo Versus - Ernesto Guevara de la Serna (Interpretazione - con arte visiva)
Sede:  Città dell’Altra Economia, Ex Mattatoio (Testaccio), Roma
Periodo: 21-27 ottobre 2014
Inaugurazione: martedì 21 ottobre 2014, ore 18.00
Orari: martedì-domenica, ore 10.00-20.00

sabato 13 luglio 2013

Vincenzo Mascoli. È tutto un gioco

Comunicato stampa

Il Comune di Cassano delle Murge, nell’ambito del progetto “Cassano Cultura 2013” predisposto dall’Assessorato alla Cultura, in collaborazione con Enkomion - rivista trimestrale di Storia Letteratura e Arte, la casa editrice Messaggi edizioni, l’associazione “Presidi del Libro di Cassano delle Murge e il gruppo CaP - onlus tradizioni folkloristiche, organizza la mostra d’arte contemporanea “È tutto un gioco”, personale di Vincenzo Mascoli, nella splendida cornice del Palazzo Miani Perotti, nuovamente protagonista dell’estate nel territorio murgiano.
Décollage e stralci di pubblicità sono le allegorie adottate dall’artista Vincenzo Mascoli per ritrarre la personale visione della realtà ai limiti della fredda cronaca. Il medesimo fil rouge che contraddistinse gli artisti della “Pop Art”, movimento britannico che ha innalzato a effigie di se stesso la “Campbell’s Soup” di Andy Wharol, in cui marketing e vita quotidiana sono mescolati e resi irrimediabilmente inseparabili.
Vincenzo Mascoli, nato a Corato (Ba), è laureato in Scenografia e specializzato in Pittura. La sua carriera artistica vanta già numerosi premi e mostre personali e collettive in giro per l’Italia e per il mondo, tra le quali citiamo “La strada con la valigia”, del 2008, alla National Accademy di New York; “L’Arte in Viaggio”, del 2010, nella Galleria Belle Arti a Barcellona; “Metafisica a Sud”, evento collaterale a “Giorgio De Chirico - Mistero e poesia”, in corso nel Castello Aragonese di Otranto, dal 10 luglio al 29 settembre 2013.
Lorenzo Madaro, giornalista de “La Repubblica”, ha descritto la tecnica del Mascoli quale “procedimento di accumulo di porzioni di carta da giornale, da cui emerge una visione sfaccettata del mondo, mediante un dialogo continuo con le reliquie della comunicazione visuale: quotidiani, carta patinata delle riviste, loghi riconoscibili della pubblicità, una commistione esemplare tra parola e immagine, segni talvolta non identificabili nella loro interezza, perché associati ad altrettanti squarci di vita sociale e politica della contemporaneità.”

Titolo mostra: Vincenzo Mascoli. È tutto un gioco
Sede: Pinacoteca Civica “Miani Perotti”, Cassano delle Murge (BA)
Durata: 14 - 28 luglio 2013
Vernissage: domenica 14 luglio 2013, ore 19.30
Art director: Massimo Nardi
Catalogo: Messaggi Edizioni
Ufficio Stampa: EDI Media Communication
Promotori: Comune di Cassano delle Murge, Enkomion, Presidi del Libro, CaP

martedì 9 luglio 2013

Maria Luisa Ricciuti. Esposizione al Convento

Comunicato stampa

È stata inaugurata venerdì 5 luglio nel Convento Wine Space di Barile (Pz) la personale di Maria Luisa Ricciuti pittrice, scultrice e scenografa. Sarà possibile ammirare le opere dell’artista che vive e lavora a Roma fino al 30 luglio.
Nel corso della sua lunga ed appagante carriera ha intrapreso importanti collaborazioni, come quella con Gae Aulenti per l’allestimento della maquette dell’Operà nel Musée d’Orsay di Parigi e per il Palazzo Grassi di Venezia in occasione delle mostre sui Fenici e sui Celti. Ha realizzato tutte le maschere per la coreografia del balletto “Les Chats” di Béjart. Ha collaborato con Carmelo Bene per due edizioni del “Pinocchio” e per “Omelette for Hamlet” e lavorato con Robert Wilson. Ha vinto numerosi premi ed ha esposto in Italia e in Europa.
La sua produzione scultorea e pittorica affascina in quanto riesce sempre a rimandare ad una molteplicità di significati, a qualcosa di ben più ampio e complesso di ciò che l’opera rivela ad un primo, fugace sguardo. La ricerca incessante di quest’artista mira ad indagare ed a svelare i misteri reconditi della psiche umana, a descrivere attraverso l’immediatezza del tratto e del colore la sua vita e le vite altrui.
Le opere in mostra – dipinti e sculture – sono allestite all’interno dell’ampia e luminosa galleria espositiva del Convento, un edificio risalente ai primi anni del Settecento e fondato dai Padri Carmelitani Scalzi. Oggi la struttura si presenta come un singolare connubio di antico e moderno che non manca di affascinare il visitatore. Le ampie vetrate, incorniciate dalle volte che circondano il grande chiostro, rendono visibile le opere da ogni angolo. Un luogo ricco di suggestioni ed incanti nato per promuovere la cultura nel cuore di una terra – il Vulture – circondata da antichi borghi che proprio della cultura hanno fatto il proprio fiore all’occhiello.

Titolo: Maria Luisa Ricciuti. Personale
Sede: Convento Wine Space, Via Padre Minozzi, Barile (Pz)
Durata: fino al 30 luglio 2013
Orari: tutti i giorni 9.30-24.00
Biglietto: ingresso gratuito

giovedì 13 giugno 2013

Teresa Santinelli. Un'idea di mare

Comunicato stampa

L'artista Teresa Santinelli presenterà al pubblico la sua più recente produzione pittorica nella personale “Un'idea di mare”, che si svolgerà dal 17 al 24 agosto 2013 nella prestigiosa cornice dell'Hotel Sporting di Porto Rotondo (OT). Una mostra dedicata al mare, dunque, proposta in una location che si affaccia proprio su uno dei tratti di costa più belli del Mediterraneo, famoso per la purezza delle sue spiagge e la varietà dei colori delle acque, capaci di regalare scorci incantevoli.
Nelle opere che saranno esposte in mostra emerge il legame viscerale, fatto di emozioni, ma anche di meditazioni, dell'artista con l'elemento acquatico. Un rapporto privilegiato che genera ispirazioni profonde come gli oceani, le quali sono poi trasportate sulla tela attraverso una tecnica cosciente e sicura, che domina la materia pittorica dandole corposità e trasmette sensazioni sfaccettate attraverso l'impiego di una varietà di materiali. Dai suoi dipinti, spesso realizzati con modalità informali, traspare un desiderio che, confrontandosi con l'immensità del mare, aspira alla libertà e all'infinito, ma trova la sua meta finale nel proprio stesso intimo. Per l'artista l'opera rappresenta lo specchio di un'immagine interiore fatta di sentimenti, è materia dentro cui si cela altra materia.
Scrive di lei il critico Gennaro Galdi: “il blu ritorna sulle tele di Santinelli, prepotente, a ricordare il carattere mediterraneo della sua pitto-poesia, un blu cobalto delle profondità marine, ricche di miti e leggende, e un blu cobalto del mare della Sardegna, ricco di fascino che nasconde pericolose insidie e misteriose bellezze”. L'architetto Paolo Torresan invece esalta la sua “intensa ricerca coloristica e formale” e il “desiderio intenso di trasmettere, di raccontare”.
Teresa Santinelli nasce a Saronno (VA), dove ancora oggi vive e lavora. Da sempre avverte l'esigenza di dipingere come un “bisogno profondo”, che negli anni '70 la porta ad iniziare la sua avventura di artista da autodidatta e in seguito a frequentare corsi di pittura, che le permettono di affinare la propria tecnica con risultati significativi. Nel corso della sua carriera riceve apprezzamenti da parte sia di pubblico sia di critica e partecipa a numerosi concorsi e collettive, ottenendo premi, segnalazioni e riconoscimenti. Tra di essi nel 2008 il “Premio Nevera - Artisti per Challans”, aggiudicato grazie all'opera “Forza cinque”, con cui rappresenta Saronno nella città francese. Alcuni suoi lavori sono esposti in permanenza a Saronno presso il Museo “Giuseppe Gianetti” e nel “Piccolo Fondo Artistico” del Liceo Legnani. Dal 2010 è tra gli artisti del “Museo La Permanente Milano” ed è inserita nell'“Enciclopedia d'Arte Italiana”. Da qualche anno è coinvolta in un progetto tutto al femminile di arte sacra itinerante, sul tema del miracolo e della parabola evangelica. Fa parte, inoltre, dell'Associazione “FareArte” di Caronno Pertusella, il cui direttore artistico è il Maestro Vanni Saltarelli.

Titolo mostra: Teresa Santinelli. Un'idea di mare
Sede: Hotel Sporting, Porto Rotondo (OT)
Periodo: 17 - 24 agosto 2013
Inaugurazione: sabato 17 agosto 2013, ore 19.00 (su invito)

martedì 7 maggio 2013

Bruno Belloni. Effetto fuoco

Comunicato stampa

La pittura, ha dichiarato Robert Rauschenberg, “è in rapporto sia con l'arte sia con la vita. Nessuna delle due può essere costruita. Io cerco di operare nello spazio che c'è fra l'arte e la vita”.
Incontro per la prima volta Bruno Belloni a San Cassiano, un eremo alle porte di Narni, durante un workshop, e subito mi colpisce la sua assoluta mancanza di vanità quando parla di sé e dei suoi artefatti realizzati su sacchi di Juta intelaiati che ricopre in parte di un denso pigmento cromatico con cui ingloba la vita, la fatica, il lavoro che quei sacchi simboleggiano, campiture di colore che diventano la trama e l'ordito di un vissuto. Una pittura che parte da qualcosa che esiste già, qualcosa che Belloni può ripensare, nobilitare, innalzare a espressione artistica, un gioco di colori accesi che fa risaltare l'invadente rozzezza della juta e le stampe di immagini, di codici e di scritte che ne esprimono la provenienza e la storia. Una natura morta fuori da qualsiasi canone dove l’uso del colore in chiave quasi scultorea modula la superficie del supporto fino a raggiungere l’effetto di un bassorilievo e richiamare il carattere primitivo di una scultura africana. Segni e gesti a connotare una forte emozionalità astratta, un processo pittorico che esce dalla bidimensionalità, collabora con la luce e diventa volume.
Alla dualità materia-colore Belloni aggiunge l’azione dell’elemento fuoco, che diventa artefice di un risultato non del tutto controllabile dall’artista, l’effetto del fuoco varia il tono dei colori, crea squarci e voragini di vuoto. Belloni non incolla i suoi sacchi sulla tela o sulla tavola, li usa direttamente come inedito supporto del suo fare artistico quelli che usa non sono sacchi anonimi possiedono una loro valenza, una loro individualità, possiedono i segni che ne testimoniano i luoghi di origine e l'antico utilizzo. L'azione creativa si svolge nell’ambito di un linguaggio astratto con opere che non concedono assolutamente nulla al figurativo in senso tradizionale. La sua ricerca è in sostanza ancora tesa alla sublimazione poetica di oggetti segnati dal loro uso che ci parlano di un ricordo e ci spingono a pensare alla loro vita precedente prima che fossero cannibalizzati dal serpeggiante uso del colore e cristallizzati nella immutabilità dell'arte. Rimandi e citazioni che mettono in crisi la retorica del fare artistico dove la materia si fa quadro a dimostrare la facilità di uno scambio fra fantastico e reale. Un sacco di iuta grezza per illustrare un universo seducente e quotidiano, materiali poveri non artistici, non simboli, ma pretesto per dipingere senza mai allontanarsi da un concreto impianto compositivo e spaziale. (Pippo Cosenza)

Titolo mostra: Bruno Belloni. Effetto fuoco
A cura di: Pippo Cosenza
Sede espositiva: Spazio 121, Via A. Fedeli 121, Perugia
Periodo: 18 maggio - 1 giugno 2013
Inaugurazione: sabato 18 maggio 2013, ore 18.30
Orario: da lunedì a venerdì h. 16.00-19.00

lunedì 25 febbraio 2013

Irene Petrafesa. Ànemos - spazio e tempo di un respiro

Comunicato stampa

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, la Galleria Spaziosei di Monopoli (Bari) dedica la 6ª edizione di Artedonna all’artista Irene Petrafesa: Ànemos - spazio e tempo di un respiro.
Nata a Bari e vissuta in un ambiente familiare incline all’arte a tuttotondo, Irene Petrafesa interrompe il suo incarico al Ministero delle Finanze e, per passione, dal 2000 intensifica la propria attività artistica. Partecipa a numerose rassegne in Italia e all’estero, riscuotendo numerosi riconoscimenti e grande successo di critica e pubblico.
La mostra, curata da Mina Tarantino, sarà inaugurata sabato 9 marzo 2013 alle ore 19.00.
La presentazione critica è affidata allo Storico dell’arte Giuliana Schiavone che, in catalogo, scrive: «Soffio, vento, respiro. Questa l’etimologia del termine greco ànemos, a lungo adoperato per designare quel principio vitale, elemento vivificatore di tutto ciò che esiste nel mondo, che permea di essenza identitaria quanto è già dotato di realtà biologica, e di cui l’essere può intuire l’impercettibile e assidua presenza nel corso della sua storia individuale.
All’origine dei pensieri e delle passioni, alla base della stessa attività cognitiva dell’uomo si colloca, dunque, un respiro, fruscio dell’anima. Condizione primaria dell’esistenza fisica e psichica, che conferisce unitarietà a una serie infinita di frammenti di spazio e tempo, esso può contenere la memoria fluida delle cose, storicizzarla, contraendola in una sintesi momentanea, per condurci alle soglie di una consapevolezza profonda del nostro rapporto indissolubile col mondo.
Un simile principio dinamico sembra così invadere i lavori di Irene Petrafesa, al punto che ogni opera è materia pulsante e vibratile, unità poetica di forma e sostanza, al cui interno si snoda il racconto di una storia personalissima, narrata attraverso il temperamento del colore, la cui fibra energetica è attivata da un ànemos che vaga indisturbato nell’universo, trasportando in ogni luogo la lieve memoria delle origini. Il processo creativo, più simile a una trasfigurazione inversa che a una rappresentazione strictu sensu, scava nella litosfera del reale, giungendo al nucleo primordiale, intervallo di potenziale libertà e riscatto, in cui persino il dolore più aspro può essere ricondotto alla natura indefinita che appartiene ai suoi albori, abbandonando la sua forma accidentale. Un approccio creativo contestualmente istintivo e analitico, dunque, porta l’artista a intercettare i materiali primari dell’esistenza, in uno spazio fluido e di passaggio, di sospensione temporale, in cui il pensiero, il dato emozionale e simbolico, sono ancora fermi a uno stadio evolutivo prelinguistico, antecedente a qualsiasi determinazione finita. Non sapremo mai, forse, se nei grigi, rossi, aranciati, o bruni delle opere si conservi un dato, reale o psichico, colto nel principio della sua attività esistenziale, o nella disgregazione che appartiene all’atto finale di ogni storia contingente.
Una medesima sostanza accomuna, infatti, l’origine e l’epilogo di ogni cosa, e necessariamente una è la visione estetica che traduce all’esterno i due poli di questo procedere universale. I riferimenti alla realtà, evocati quasi unicamente dai titoli dei suoi lavori, sono sottoposti così al vaglio dell’intuito, umanizzati per il tramite di una gestualità rapida, viscerale, fatta di ripetuti interventi sulla tela, di passaggi sovrapposti, e di volute corruzioni epidermiche che incidono la preesistente morbidezza tonale, sfaldandola. La superficie appare ora densa, segnata da ferite ancora pulsanti, ora più eterea, impalpabile e incorporea come gli elementi naturali o concreti suggeriti dalla composizione, perché il mondo è generato, in fondo, da un respiro continuo ma straordinariamente imperfetto e mutevole, che alle volte placa, altre invece è sintomo, voce dell’anima, accelerazione del suo ritmo, sotto l’urto improvviso degli eventi».

Titolo mostra: Irene Petrafesa. Ànemos - spazio e tempo di un respiro
Periodo: 9-30 marzo 2013
Sede: Galleria Spaziosei, Via S. Anna 6, Monopoli (BA)
Catalogo: in galleria, testo a cura di Giuliana Schiavone
Orario galleria: da martedì a sabato ore 17.30-20.30
Patrocini: Regione Puglia, Città di Monopoli, Provincia di Bari

martedì 27 novembre 2012

Antonio Matarazzo. Il cacciatore di fulmini

Comunicato stampa

Il blu del cielo, il verde delle foreste pluviali e il bianco delle stelle compongono i numerosi piani di lettura presentati nella mostra personale di Antonio Matarazzo “Il cacciatore di fulmini”, inaugurata domenica 25 novembre presso il Circolo Aternino di piazza Garibaldi 51 a Pescara. La mostra, curata da Tony Matarazzo, sarà visitabile fino al 22 dicembre, con orario 17.30-20.30 dal lunedì al giovedì e 17.30-23.00 dal venerdì alla domenica.
“Il cacciatore di fulmini” presenta quasi 40 lavori su tela, tutti realizzati in tecnica mista, di diverse dimensioni, accompagnati ciascuno dal proprio “eco” raffigurante l’idea di partenza, e circa 30 opere su cartoncino; gode del patrocinio dell’assessorato alla cultura della Provincia di Pescara, del Comune di Pescara e della Fondazione Pescarabruzzo, e vede come partner Pasquale Grilli “Iniziative per la salute”, Cottage viaggi e Tour operator.
In occasione del finissage, il pomeriggio del 22 dicembre sarà estratto uno dei nominativi lasciati dai visitatori durante l’esposizione, che vincerà un week-end tra cultura e natura.
«La pittura di Antonio Matarazzo pone una lunga serie di problematicità, più o meno risolte, in un evidente percorso in divenire capace di accogliere in un intricato magma creativo arte, materia e vita – così descrive Rossella Iorio l’operato di Antonio Matarazzo nel testo critico esposto nel circolo Aternino – Ciò che mi ha colpito immediatamente mentre osservavo i quadri nello studio del pittore, è stata la poeticità delle composizioni, dei soggetti, dei colori, della capacità di comunicare tramite questi segni senza accedere necessariamente alla comprensione razionale. (…) Nel caso di Matarazzo non si può parlare semplicemente di uso spregiudicato e materico della pasta pittorica. Nell'operazione funzionale di questo artigiano dell'ars pingendi ogni tipo di materiale ha diritto di esistenza nel divenire del quadro. Anzi. Quella dei materiali si sviluppa come una ricerca per sottrazione, in cui la vernice o lo smalto, il cemento o il gesso di provenienza edile raccontano di una capacità alchemica di trasformazione della materia umile in qualcosa di estremamente prezioso».
Sono esposti anche i testi critici di Geniola Gentile e Marialisa Sammaciccia

Titolo mostra: Antonio Matarazzo. Il cacciatore di fulmini
A cura di: Tony Matarazzo
Sede: Circolo Aternino, piazza Garibaldi 51, Pescara
Durata: fino al 22 dicembre
Orario: dal lunedì al giovedì 17.30-20.30, dal venerdì alla domenica ore 17.30-23.00

venerdì 9 novembre 2012

Fabio Massimo Caruso. Con la nuvola di Magritte

Comunicato stampa

Con la nuvola di Magritte: questo il titolo della personale di Fabio Massimo Caruso che si inaugurerà sabato 17 novembre 2012 [vernissage dalle ore 18.30 alle ore 21.30] e che sarà ospitata nei meravigliosi spazi della Galleria Angelica - Biblioteca Angelica di Roma, in via di Sant’Agostino, sotto l’egida del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Uno dei luoghi espositivi più belli della Capitale accoglierà, sino al 1 dicembre 2012, la personale di Caruso: 30 opere su tela e 50 tra disegni e bozzetti per raccontare un percorso artistico dal 1992 ai giorni nostri.
Proprio nel 1992, infatti, Fabio Massimo Caruso fu protagonista di una mostra a Cortina il cui titolo era “Vedo Fiori…” e che è divenuto il punto di partenza del percorso espositivo in mostra a Roma: l’atmosfera della Biblioteca Angelica ha generato in Caruso l’idea di un progetto artistico che fosse contestualizzato negli spazi della stessa Galleria capitolina.
La realizzazione della mostra ha tratto ispirazione da due racconti: il primo, intitolato Milena e la nuvola di Magritte, scritto dall’Artista nel 1992 dopo un viaggio da Roma a Cortina con la grande scrittrice italiana Milena Milani per la mostra in programma alla Terrazza Cortina, e uno del 2012 elaborato dalla stessa Milani e intitolato La nuvola di Magritte.
“I due scritti, il suo ed il mio, sono contenuti nel catalogo della mostra – spiega lo stesso Caruso – e avranno il compito di uniformare la mostra all’atmosfera letteraria del prezioso luogo romano, con l’esposizione di opere nate negli anni Novanta, gli anni di “Vedo Fiori”, arrivando sino ad oggi. Saranno esposti, insieme ai dipinti, una serie di disegni, bozzetti e lavori su carta, alcuni dei quali troveranno collocazione accanto a preziosi manoscritti e volumi della Biblioteca Angelica”.
All’inaugurazione sarà presente Ruggero Savinio: l’artista e intellettuale di rilievo nazionale e internazionale scrisse nel 1992 – in occasione della mostra “Vedo Fiori” di Cortina – un testo poetico incentrato sui lavori di Caruso.

Fabio Massimo Caruso nasce ad Orvieto (Tr) il 18 maggio 1954; vive e lavora a Ciampino (Roma). Inizia a disegnare e dipingere da giovanissimo. Negli anni ‘80 a Roma lavora in uno spazio della Scala Santa adiacente alla Galleria Sala 1 concessogli dall’artista Tito. L’attività artistica parte ufficialmente nel 1986.
Partecipa a molte esposizioni personali e collettive, tra cui: Dodicimenotrentacinquesecondo, Ex Borsa in Campo Boario, Roma - XXXI Biennale Nazionale d’Arte di Milano Palazzo della Permanente, Milano - IX Rassegna nazionale d’arte contemporanea Museo Oddi Ricci, Piacenza - Il filo dell’ordito, Museo “U. Mastroianni”, Città di Marino (Roma) - Pietre angolari, San Zenone all’Arco, Brescia - XIV Biennale d’Arte Sacra Contemporanea, Museo Staurós, S. Gabriele, Isola del Gran Sasso (TE) - Faticosamente Salire, Museo Scuderie Aldobrandini, Frascati (RM) - GiocoFuori EidoStudio, Napoli -  Das Hohelied der Liebe - Il Cantico dei Cantici, Domschatz- und Diözesanmuseum, Passau (D). Esposizioni permanenti: Sala Conference General Motors, Roma e Museo Scuderie Aldobrandini, Frascati (RM).

Titolo mostra: Fabio Massimo Caruso. Con la nuvola di Magritte
Sede: Biblioteca Angelica - Galleria Angelica, via di S. Agostino 11, Roma
Periodo: 17 novembre - 1 dicembre 2012
Inaugurazione: sabato 17 novembre, ore 18.30
Selezione di vini a cura dell’azienda vitivinicola “Il IV Miglio” | Campi Flegrei | Campania
Giorni e orari della mostra:
lunedì, venerdì: 09.30 - 16.00
martedì, mercoledì, giovedì: 09.30 - 18.30
sabato: 09.30 - 13.30

mercoledì 24 ottobre 2012

Salvatore Sebaste. Magia in Magna Grecia

Comunicato stampa

La Galleria Idearte di Potenza, in collaborazione con l’Associazione Culturale “La Spiga d’Oro” di Metaponto, inaugura domenica 28 ottobre 2012 alle ore 18,  la mostra d’arte “Magia in Magna Grecia”, dal titolo ”Antichi segni nuovi percorsi”.
L’uomo, sin dalla nascita, si pasce di sensazioni che vengono dal mondo interno invisibile, ma si alimenta anche di ciò che lo circonda. L’artista, quindi, nel rappresentare il  suo oggetto, non fa altro che proiettare sulla tela o su qualsiasi supporto l'elaborazione preconscia del  suo inconscio. È questo un processo in cui le impressioni e le esperienze della vita si mescolano in perturbazioni e combinazioni imprevedibili.
Il magico, il religioso, l'ominoso come possibile anello di congiunzione storica ed emozionale fra l'antico e il moderno. Questa l'idea portante della serie di opere a tecnica mista su tavola di Salvatore Sebaste, che concentra la sua ricerca creativa sull'antica regione della Magna Grecia, crocevia di popoli e forte centro di irradiazione per il pensiero mistico-filosofico di correnti quali l'orfismo e il pitagorismo.
Attraverso l'uso del colore pieno e di una simbologia che può essere compresa non solo a livello intellettuale, ma anche emotivo, perché parla allo strato più profondo della psiche, là dove si annidano gli archetipi, questi quadri dipanano una mitologia che insieme è elevata e quotidiana, e che vede sempre al suo centro l'uomo, il cui nodo di debolezze ed eroismi è rimasto immutato nel corso dei millenni.
Le opere proposte da Sebaste, costruite con affascinante mescolanza di frammenti anche magici della Magna Grecia, riescono ad indurre lo spettatore a ripensare alla sua identità e alla sua storia.

Titolo mostra: Salvatore Sebaste. Magia in Magna Grecia - Antichi segni nuovi percorsi
Sede: Galleria Idearte, Via Londra, 75 - Potenza
Durata: 28 ottobre - 18 novembre 2012
Inaugurazione: domenica 28 ottobre 2012, ore 18.00
Orari: 11.00-13.00 / 17.30-20.30

martedì 16 ottobre 2012

Carlo Ravaioli. Identikit

Comunicato stampa

Venerdì 19 ottobre, alle ore 18.30, presso l’Oratorio di San Sebastiano, a Forlì, si inaugurerà la mostra Identikit dedicata all’artista forlivese Carlo Ravaioli. La rassegna, organizzata da Il Vicolo - Sezione Arte, è curata da Marisa Zattini, mentre l’allestimento è a firma di Augusto Pompili, entrambi architetti. La rassegna documenta una raffinata ricerca avviata da qualche anno da Carlo Ravaioli e ci offre l’occasione di riflettere su di un tema profondo e articolato quale l’identità.
Attraverso 14 raffinati ritratti e 7 “identikit”, l’artista «pone l’accento sulla de-realizzazione e sull’iperreale come ibridazione. Reale e virtuale: due mondi integrati come da sempre avviene nell’ambito dell’arte. Il Surrealismo ne era già un esempio eccellente. [...] La pittura, qui, è più che mai lente di ingrandimento emotivo che cerca di chiarire chi siamo, come ci percepiamo e come possiamo apparire allo sguardo degli altri. La lente deformante che ci ridisegna in mondi irreali come in “second life” può diventare territorio da esplorare e da documentare al pari di un mondo fisico reale, come sembra suggerirci l’artista» (Marisa Zattini, dal testo in catalogo). Scrive inoltre la curatrice: «L’identikit nasce come concetto per ricomporre il ricordo, l’immagine di alcuni particolari fissati in pochi istanti nella mente e riferiti, solitamente, ad una persona reale, in “carne e ossa”. Il processo immaginario innescato da Carlo Ravaioli scava “in apparizione” in quanto “second life” – al quale un terzo della mostra si riferisce – è terra di Avatar, vale a dire terra di fantasia e di gioco. Il virtuale come alternativa e completamento reale: uno scambio simbolico e una rottura postmoderna, come sosteneva Baudrillard, fra i valori capitalistici imperanti – schiavi dell’imperativo di consumo e utilità, lavoro e profitto – e la possibilità di libertà di scelte».
La rassegna ci inviterà a rivolgere uno sguardo dentro noi stessi, a osservare con occhi diversi la realtà e a porci delle domande su queste nuove realtà virtuali che sempre più si concretizzano come mondi paralleli. Il tutto sarà documentato da un corposo ed esaustivo catalogo, edito per l’occasione da Il Vicolo Editore, che conterrà, accanto alla riproduzione di tutte le opere oggetto della mostra, i testi critici e i contributi poetici a firma della curatrice, del Prof. Janus, della scrittrice Gabriella Baldissera, della poetessapsicologa Caterina Camporesi, della psicoanalista freudiana Franca Mazzei, con un contributo di Adriana Pagnoni.

Titolo mostra: Carlo Ravaioli. Identikit
Sede: Forlì, Oratorio di San Sebastiano (Piazza Guido da Montefeltro)
Durata: 19 ottobre - 18 novembre 2012 A cura di: Marisa Zattini
Allestimento: Augusto Pompili
Organizzazione: Il Vicolo - Sezione Arte, Via Carbonari, 16 - 47521 Cesena
Ente Promotore: Associazione Culturale “ARTEpro”
Orario: giorni feriali 16.00-19.00, domenica e festivi 10.30-12.30 / 16.00-19.00, chiuso il lunedì
Ingresso: gratuito
Catalogo: Il Vicolo Editore
Contributi di: Janus, Gabriella Baldissera, Caterina Camporesi, Franca Mazzei, Adriana Pagnoni, Marisa Zattin

lunedì 15 ottobre 2012

Joanpere Massana. Il libro dell’aria

Comunicato stampa

La Costantini Art Gallery presenta la mostra “Il libro dell’aria” ultimo progetto dell’artista spagnolo Joanpere Massana, evoluzione del suo precedente percorso, “Il libro dell’acqua”, che venne presentato ufficialmente in Italia al PAN (Palazzo delle Arti Napoli), alla Pinacoteca di Jesi e conclusosi con un’esposizione itinerante in quattro musei in Spagna.
Per l’occasione Skira editerà un libro/catalogo dove verranno pubblicate sessanta opere, in cui si potrà apprezzare la produzione artistica di Massana nella sua interezza, che varia dalle tecniche miste su tavola e tela alle opere su carta.
Il nuovo ciclo di opere è come sempre caratterizzato dall'associazione di matericità e piattezza. La prima con inserti di materiali disparati dall'accentuata natura tattile, che funzionano come simboli ed evocano elementi biomorfi; la seconda nelle superfici e negli sfondi, luoghi ipotetici e neutri che ospitano iscrizioni, segni e simboli. 
Nei lavori di questa serie, l'artista accentua rispetto al passato la sua propensione a una composizione di tipo pittorico, rimarcando così l'unitarietà delle singole opere. Opere che restano in ogni caso da guardare nel loro insieme ma anche da "leggere" come fossero pagine dense di simboli, segni e parole.
La simbologia evoca la dialettica che caratterizza le vite individuali e la costruzione sociale dell'individuo. I materiali e gli inserti richiamano sia la genealogia della vita (fecondazione, nascita, rigenerazione, ibridazione) che la fioritura oppure i limiti che segnano lo svolgimento delle vite di ciascuno.
La mostra si avvale dei patrocini dell’Instituto Cervantes di Milano, Generalitat de Catalunya Departament de Cultura e della Provincia di Milano.

Titolo mostra: Joanpere Massana. Il libro dell’aria
Sede: Costantini Art Gallery, Via Crema, 8 - 20135 Milano
Periodo: 18 ottobre - 24 novembre 2012
Inaugurazione: giovedì 18 ottobre 2012, ore 18.00
Catalogo con testo critico di Stefano Castelli e Arnau Puig
Orario galleria : 10.00-12.30; 15.30-19.30 - chiuso lunedì mattina e festivi

mercoledì 12 settembre 2012

Maxim Kantor. Vulcano

Comunicato stampa

Dal 26 ottobre 2012 la Fondazione Stelline di Milano, in collaborazione con il Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, presenta per la prima volta in Italia in maniera completa ed esaustiva l’opera di Maxim Kantor, pittore e scrittore di origine russa.
Il cuore dell’esposizione, a cura di Alexandr Borovsky e Cristina Barbano, è il portfolio Vulcanus. Atlas realizzato nel 2010, a cui fanno da cornice un nucleo di dipinti degli ultimi anni e alcuni esempi rappresentavi dell’intera attività pittorica di Kantor (1980-2012). Una piccola sezione sarà dedicata alla sua attività di scrittore.
L’opera di Maxim Kantor è conosciuta in Italia, dove l’artista ha esposto in tre precedenti occasioni. Nel 1988 presso Studio Marconi Milano, all’interno della mostra collettiva “Artisti Sovietici Contemporanei”; nel 1997 alla XLVII Biennale di Venezia, con la mostra “Criminal Chronicle”, a cui fu completamente dedicato il Padiglione Russo e nel 2005 alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia.
Tuttavia le numerose mostre tenute dall’artista a partire dalla fine degli anni Ottanta in diverse città in Europa e negli Stati Uniti, oltre a quelle italiane appena citate, sono sempre state dedicate a un particolare periodo del suo lavoro o ad una singola serie grafica.
Questa mostra, che occuperà entrambe le Gallery della Fondazione Stelline, si differenzia invece dalle precedenti in quanto accosta al portfolio Vulcanus, realizzato nel 2010, un nucleo di sedici dipinti, alcuni di grandi dimensioni, rappresentativi dell’intera attività pittorica di Kantor (1980-2012). Una piccola sezione sarà dedicata alla sua attività di scrittore.
La mostra, alla Fondazione Stelline dopo la tappa al Museo di Stato di San Pietroburgo, è accompagnata da un ricco catalogo (Palace Edition; pagg. 192; 30,5x30), con prefazione di Camillo Fornasieri, un saggio introduttivo di Erik Hobsbaum e testi dei curatori Alexandr Borovsky e Cristina Barbano, degli autori Vittorio Hosle, Ulrike Göschenen, Alexander Zinoviev e dell’artista. Le immagini a colori illustrano il nucleo principale della produzione pittorica di Kantor e le opere della serie Vulcanus.

Maxim Kantor (Mosca, 1957), pittore, incisore e scrittore russo, è il figlio dell’intellettuale e filosofo Karl Kantor, con il quale ha sempre avuto un profondo rapporto di vicinanza, di scambio, di confronto. Sue opere sono esposte al British Museum di Londra, allo Städel Museum di Francoforte, alla Galleria Tretjakov di Mosca, alla South Australia Gallery di Adelaide e in numerosi altri musei. Autore di cinque opere letterarie, alcune in corso di traduzione in italiano e inglese, di diverse pièce teatrali e di tre raccolte di saggi.
L’artista collabora costantemente con il giornale inglese online “Open Democracy”, col mensile parigino “Le Monde Diplomatique”, e con i giornali moscoviti “Novaya Gazeta”, “Rossiiskaja Gazeta” ed “Expert”. Kantor è membro del Senior Council del St. Antony College, del Wolfson College, del Pembroke College dell’Università di Oxford. Vive tra l’Île de Ré (Francia), Oxford, Berlino e Mosca.
Maxim Kantor ha presentato la serie Vulcanus. Atlas lo scorso anno a Berlino alla Galerie Nierendorf; recentemente al Musée du Montparnasse di Parigi (6 aprile - 6 maggio 2012), all’Ashmolean Museum of Art and Archaeology di Oxford (in occasione della Conferenza Internazionale sul tema “Come rispondere alla crisi globale” da lui promossa con il sostegno della Cattedra di Politica Mondiale dell’Università di Oxford, 12-13 maggio 2012), e al Museo di Stato di San Pietroburgo (20 giugno - 23 luglio 2012).

Titolo mostra: Maxim Kantor. Vulcano
A cura di: Alexandr Borovsky e Cristina Barbano
Sede: Fondazione Stelline, Corso Magenta 61, Milano
Periodo: 26 ottobre 2012 - 6 gennaio 2013
Inaugurazione: giovedì 25 ottobre 2012, ore 18.30
Orario: da martedì a domenica: 10-20; lunedì chiuso
Aperture straordinarie: 1 novembre; 7 e 8 dicembre 2012
Biglietteria: Euro 6,00 intero. Euro 4,50 Ridotto, Euro 3 scuole

sabato 5 marzo 2011

Mikhail Koulakov. La spiritualità del segno

Comunicato stampa

In occasione dell’Anno della Cultura e della lingua italiana in Russia e della Cultura e della lingua russa in Italia, la Soprintendenza alla Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea, con la collaborazione della Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee, organizza presso il Museo H. C. Andersen una personale del pittore Mikhail Koulakov (Mosca 1933).
La mostra ne ricostruisce il percorso artistico a partire dalla produzione degli anni Sessanta in Russia per poi analizzare quella successiva al suo trasferimento in Italia nel 1976, ponendo in evidenza lo stretto legame esistente tra l’opera di Koulakov e la sua attività nell’ambiente artistico e culturale italiano.
L’esposizione di oltre 50 opere, tra disegni, collage, dipinti, oggetti ed una installazione, si articola in vari momenti. Del periodo russo sono presentati dodici disegni tratti dal ciclo Guerra per la pace del 1960 e sei dalla Divina Commedia, del 1964. Segue il periodo italiano con diversi cicli, alcuni ispirati alla terra umbra dove risiede, Sorella luna, fratello sole (omaggio alla spiritualità di San Francesco d’Assisi) del 2008 e Soffioni del 2009, altri a viaggi e luoghi arcaici, Alhambra del 2008 e Delphos del 2010, altri ancora alla metafisica taoista come Via Stellare del 1999 e Tre stati della materia del 2010.

Mikhail Koulakov nasce a Mosca l’8 gennaio 1933 e si laurea in scenografia all’Istituto delle Arti Teatrali di Leningrado con il pittore e regista Nikolai Akimov. Illustra le opere degli amici poeti e scrittori per la casa editrice Lenisdat e lavora per vari teatri dell’ex-Urss. Dopo un periodo di attività operata in semiclandestinità nei circoli non conformisti russi, nel 1976 si trasferisce in Italia e comincia ad esporre con mostre significative sia in Italia che in varie città europee e statunitensi. A partire dalla perestroika ha potuto esporre anche nei più importanti musei della sua patria d’origine con una serie di grandi antologiche. Attualmente vive e lavora in Umbria.

Mikhail Koulakov. La spiritualità del segno (Opere dal 1960 al 2010)
A cura di: Matilde Amaturo
Sede: Roma, Museo Hendrik Christian Andersen
Date: 10 marzo-29 maggio 2011
Inaugurazione: 9 marzo 2011, ore 18.00
Orari di apertura: martedì-domenica dalle 9.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 19.00).
Chiusura il lunedì.
Ingresso: gratuito
Catalogo: Gangemi Editore; introduzione di Maria Vittoria Marini Clarelli; testo critico di Enzo Bilardello

mercoledì 3 dicembre 2008

Monica Camerota. Silenzi e rumori dell'anima

Comunicato stampa

La Certosa di San Lorenzo a Padula, prestigioso monumento dell’Europa cristiana, da qualche anno è diventata un luogo che ospita eventi di arte contemporanea. Il passato dialoga con il presente e il presente con il passato, in una continuità spazio-temporale ideale, dove l’arte trova la sua stessa ragion d’essere. Proprio negli spazi della Certosa si svolgerà la mostra di pittura di una giovane e valente artista: Monica Camerota. Nonostante la giovanissima età, la pittrice dimostra una sicurezza e una formazione solidissime. Essere ospitata, con le proprie opere, in un “contenitore” d’arte così prestigioso è certamente un primo importante riconoscimento alla solidità e alla validità culturale della sua ricerca artistica, del suo messaggio pittorico.
L’arte di Monica è un magmatico universo coloristico in continua evoluzione, un ribollire di forme e colori, fatto, appunto, da rumori e silenzi dell’anima, sapientemente fusi e concretamente evidenti nelle caldissime e solidissime cromie pittoriche che si propongono come un denso e pastoso modo di rappresentare la propria anima, il proprio mondo, la propria calda emozionalità e vitalità esistenziali.
La mostra sarà inaugurata sabato 6 dicembre 2008 alle ore 19:00. Presentazione critica dell’evento a cura dello storico e critico d’arte Gerardo Pecci. L’evento artistico-culturale ha avuto il patrocinio dell’Assessorato ai Beni e le Attività Culturali della Provincia di Salerno, dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, della Soprintendenza ai B.A.P.P.S.A.D. di Salerno e Avellino, della Comunità Montana del Cilento e Vallo di Diano, del Comune di Padula. Resterà aperta tutti i giorni dalle ore 09:30 alle ore 19:30, chiusa il martedi. Ingresso libero.

Monica Camerota. Silenzi e rumori dell'anima
Opere dal 2003 al 2008
Dal 6 dicembre 2008 al 6 gennaio 2009
Certosa di San Lorenzo, Padula (Salerno)