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venerdì 19 settembre 2014

Giorgio de Chirico e l'oggetto misterioso

Comunicato stampa

Dopo uno straordinario lavoro di restauro, le splendide sale della Reggia di Monza sono pronte ad accogliere un ricco programma di attività culturali. Ad inaugurare la stagione delle grandi mostre Giorgio de Chirico e l'oggetto misterioso, ospitata nel Serrone della Villa Reale dal 27 settembre 2014 fino al 15 marzo 2015. La mostra, promossa dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza in collaborazione con il Comune di Monza, è ideata, prodotta e organizzata da ViDi in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.
Giorgio de Chirico è senza dubbio la figura artistica più importante e poliedrica del panorama italiano del Novecento. Pittore, scultore, scenografo, costumista, scrittore, illustratore di opere letterarie, dal racconto mitologico ai grandi classici moderni, grande conoscitore della filosofia ant ica e moderna e amante della cultura classica, riporta nelle sue opere elementi di questa sconfinata conoscenza. La sua pittura metafisica è carica di suggestione, ricca di atmosfere enigmatiche in cui dominano l'immobilità e il silenzio, dove la prospettiva ha un ruolo fondamentale all'interno della composizione.
L'esposizione, a cura di Victoria Noel-Johnson con la collaborazione di Simona Bartolena, presenta oltre trenta opere della collezione della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico dagli anni Quaranta fino alla metà degli anni Settanta, con l’obiettivo di illustrare il ruolo che l’oggetto misterioso gioca nella produzione artistica del Maestro.
Il percorso della mostra è iconografico, per meglio approfondire il rapporto del pittore con alcune tematiche della sua ricerca, in particolare con la presenza ricorrente di alcuni oggetti. Il microcosmo artistico di Giorgio de Chirico, fatto di visioni, fantasie e ricordi, ci offre un punto di vista inconsueto su oggetti comuni e molto famigliari che pensiamo di conoscere, ma che all'interno dell'opera assumono un significato diverso nel momento in cui vengono combinati tra loro in modo inaspettato o illogico. Il pubblico potrà immergersi nei mondi metafisici del Maestro attraverso straordinarie tele come Interno metafisico con pere, Sole sul cavalletto, La meditazione di Mercurio, Il poeta e il pittore e molti altri.
Lungo il percorso espositivo le opere sono accompagnate da video, racconti suggestivi e suoni per un'immersione completa nella vita e nell'opera di Giorgio de Chirico. Attraverso i suoi ricordi, le sue fantasie e le sue visioni il pubblico avrà la possibilità di scoprire la straordinaria personalità artistica e umana del Grande Metafisico che ritroviamo in tutti i suoi lavori e che ha avuto un ruolo fondamentale nello scenario artistico internazionale del Novecento.
Per tutta la durata della mostra una serie di attività didattiche, laboratori creativi e visite guidate permetteranno anche ai più piccoli di avvicinarsi all'arte del Maestro metafisico.

Titolo: Giorgio de Chirico e l'oggetto misterioso
Date: 27 settembre 2014 - 15 marzo 2015
Sede: Reggia di Monza, Serrone della Villa Reale, Viale Brianza 2, Monza
Orari: dal lunedì al giovedì 10.00-13.00 / 14.00-19.00, venerdì 10.00-13.00 / 14.00-22.30, sabato e domenica 10.00-20.00
Biglietti: intero 10,00 euro, ridotto 8,00 euro, scuole 5,00 euro

Immagine: Giorgio de Chirico, La meditazione di Mercurio, 1973, olio su tela, cm. 65x50, Roma, Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.

lunedì 15 luglio 2013

Giorgio de Chirico a Otranto tra mistero e poesia

di Sonia Gammone

Nella splendida cornice del castello aragonese di Otranto sarà possibile ammirare per tutta l’estate la mostra retrospettiva dedicata a Giorgio de Chirico, nella quale saranno presenti undici dipinti ad olio, tre sculture e oltre trenta tra disegni, acquerelli e grafiche in prestito dalla Galleria d’Arte Maggiore di Bologna. L’esposizione dal titolo Giorgio de Chirico - Mistero e poesia, a cura di Franco Calarota, propone allo spettatore l’opera degli esordi metafisici dell’artista, quando le sue vedute uniche e particolari misero le basi per un nuovo modo di intendere l’arte.
Il castello di Otranto si apre con questa mostra all’arte metafisica, e dopo aver ospitato negli scorsi anni le opere di Joan Mirò, Pablo Picasso, Salvator Dalì e Andy Warhol, intraprende un percorso intenso attraverso una pittura che mira a superare i limiti del visibile e del reale, rivelando a tratti un significato quasi inquietante che gli oggetti esprimono attraverso il loro inconsueto accostamento. Ci appaiono così quelle visioni che si esprimono attraverso le piazze d’Italia, i manichini, i gladiatori che combattono, i cavalli sulla spiaggia, i tempietti ellenici, simbolo, questi ultimi, anche del suo legame con la patria natia, ovvero la Grecia, alla quale ha sempre guardato. La sua arte metafisica si impone allo sguardo nelle vedute di portici e di ampie prospettive architettoniche, che si stagliano pesanti ed immobili sotto la luce del crepuscolo o di un uragano, e che sono popolate di rari personaggi che proiettano ombre lunghissime.
Di fronte alle sue Piazze d’Italia la mente si sente rassicurata dalle classiche architetture racchiuse in prospettive rinascimentali, ma allo stesso tempo si confonde per via di quegli elementi stranianti e all’apparenza decontestualizzati che rendono le sue opere visionarie. Poi ci sono i manichini senza volto che sembrano trovarsi quasi per caso in quelle visioni deserte e solitarie. Ma sono proprio questi luoghi incerti e instabili a catturare lo spettatore. Quelle figure umane smembrate che abitano città vuote sono come lo specchio di un periodo, quello del secondo dopoguerra, dove tutto aveva bisogno di essere ridefinito. Un nuovo inizio dunque, che prende corpo da un presente incerto per proiettarti verso un futuro indefinito.
Linguaggi e codici differenti si intrecceranno lungo tutta la sua vita artistica che, partendo dalla metafisica, passerà per una maniera realistica ed ufficiale e che per molto tempo si ridurrà a una consumata tecnica pittorica e alla ricerca di effetti materiali di bellezza di colore, ma che sul finire della sua vita farà ritorno agli esordi metafisici che lo hanno visto precursore di una corrente pittorica tra le più apprezzate del Novecento italiano. L’esposizione di Otranto intende appunto percorrere le diverse fasi stilistiche della sua vita artistica ponendo in primo piano quella poetica del mistero che da sempre ha caratterizzato le opere di Giorgio de Chirico alla ricerca di una riscrittura della realtà. Un appuntamento questo di grande fascino e al quale si affiancheranno diversi eventi culturali uniti sotto il tema della metafisica.

mercoledì 17 ottobre 2012

Dopo de Chirico. La pittura metafisica italiana contemporanea

Comunicato stampa

La mostra Dopo de Chirico. La pittura metafisica italiana contemporanea, curata da Gerd Lindner e Rosaria Fabrizio che inaugurerà il prossimo 20 ottobre al Panorama Museum di Bad Frankenhauseun nella splendida Turingia ha l’intento di indagare quello spirito magico e peculiare della metafisica che, partendo dal suo fondatore, aleggia in pittura fino ad arrivare ai giorni nostri.
Una delle correnti pittoriche più affascinanti che ha percorso buona parte del XX secolo è stata sicuramente quella della metafisica. Questa ha caratterizzato gran parte del dibattito intorno all’arte in Italia e anche oltr’alpe. E’ affascinante perché abbraccia un’estensione temporale, che circonda epoche diverse e luoghi differenti. La pittura metafisica fa riferimento alla filosofia antica, la metabolizza e la rielabora. Dà vita a qualcosa di completamente nuovo in pittura, nuovo e magico, talmente intrigante da proiettare la sua lunga ombra anche sui tempi a venire. La metafisica è un momento dell’arte moderna ben conosciuto. Sin da principio è stata capace di scatenare dibattiti accesi e illuminanti, sul suo significato, sulle sue origini e soprattutto sulle sue visioni. La parola metafisica è entrata di diritto nel linguaggio comune e nell’uso quotidiano, eppur essa è così difficile da cogliere e da spiegare, soprattutto se per farlo utilizziamo solo quella che è la parte sinistra del nostro emisfero cerebrale, quella razionale, logica, matematica.
Nel suo “Discorso sulla materia pittorica” del 1942 Giorgio de Chirico afferma:
“La vera pittura offre, tanto all’artista che la fa quanto agli uomini che la guardano, una soddisfazione più grande di quella offerta da un quadro appartenente alla cosiddetta pittura spirituale, o inventata e fatta in seguito ad una rivelazione, poiché la vera pittura, l’arte pura e completa è più vicina a noi, ai nostri sentimenti ed ai nostri desideri, essa ci dà una emozione piacevole, una sensazione di calore che proviene da una vita che non si estinguerà giammai, da una immortalità che da tale pittura emana e che noi sentiamo sub coscientemente”.
Nel catalogo ufficiale della mostra sono pubblicate tutte le opere esposte, con una presentazione del direttore Gerd Lindner, un testo della dottoressa Rosaria Fabrizio “Là dove regna il genio” e un testo critico “L’enigma della metafisica”del professor Janus, il quale partendo da Giorgio de Chirico e dalla sua pittura metafisica, ha analizzato la visione pittorica di ogni singolo artista.
Nella mostra sono presenti anche opere di Usellini, Lepri, Guarienti, Clerici, Cremonini, Ferroni, Gnoli, Armodio, Albano, Dulbecco, Bonichi, Rampinelli, Luino, Crocicchi, Andreis, Kapor.

Titolo mostra: Dopo de Chirico. La pittura metafisica italiana contemporanea
A cura di: Gerd Lindner e Rosaria Fabrizio
Sede: Panorama Museum, Bad Frankenhausen, Germania
Date: 20 ottobre 2012 - 3 febbraio 2013
Orario: martedì-domenica ore 10-17, lunedì chiuso
Testo critico: professor Janus

Immagine: Giuseppe Modica, Apparizione San Giovanni in Laterano, 2007, olio su tela, cm 185x228

martedì 24 aprile 2012

Ad Aosta il labirinto dei sogni di Giorgio De Chirico

di Francesco Mastrorizzi

Il Centro Saint-Bénin di Aosta dal 29 aprile al 30 settembre presenta la mostra Giorgio De Chirico. Il labirinto dei sogni e delle idee, che, attraverso 40 dipinti a olio, 10 tempere e disegni, 15 grafiche, illustra il percorso all’insegna della metafisica che scorre lungo le diverse fasi stilistiche del lavoro di De Chirico: recupero della tradizione classica, stimolazioni surreali, riavvicinamento alla realtà attraverso le modulazioni del barocco e infine l’invenzione di nuovi temi e tecniche. Capitoli che al loro apparire, nel sovrapporsi delle poetiche, hanno provocato polemiche in campo internazionale, ma anche determinato implicazioni filosofiche, letterarie e psicanalitiche. Le visioni utopiche di De Chirico, simbolo della sua "scrittura dei sogni", secondo la definizione coniata da Ardengo Soffici sulla rivista Lacerba nel 1914, hanno stimolato l’architettura, mentre le atmosfere indefinite, il senso del tempo sospeso, dell’infinito che cala anche sulle cose quotidiane e comuni, sono stati partecipati dalla narrativa moderna.
La mostra di Aosta – a cura di Luigi Cavallo con Franco Calarota – presenta un'importante selezione di opere raramente esposte e provenienti da prestigiose collezioni private italiane, da raccolte pubbliche, dal MART di Rovereto e dal Museo Casa Rodolfo Siviero, che eccezionalmente hanno abbandonato la loro originaria collocazione per essere ammirate dal grande pubblico. Nel catalogo, edito da Silvana Editoriale, sono presenti i testi di Jacqueline Munck (curatrice del Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris e della mostra più completa che sia mai stata realizzata sull'opera di Giorgio de Chirico e tenutasi nella sede del museo parigino nel 2009), Luigi Cavallo, Attilio Tori.