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venerdì 8 ottobre 2010

La mostra è aperta. Artisti in dialogo con Harald Szeemann

Comunicato stampa

Proseguendo il percorso intrapreso lo scorso anno con la mostra Filiberto Menna. La linea analitica dell’arte contemporanea, la Fondazione Filiberto Menna – Centro Studi d’Arte Contemporanea propone, a cura di Stefania Zuliani, un inedito progetto dedicato ad Harald Szeemann, una delle voci più significative della critica d’arte del secolo scorso.
Un’esposizione – La mostra è aperta. Artisti in dialogo con Harald Szeemann ne è il titolo – una giornata di studi – Esposizioni. Lo spazio delle mostre nella critica contemporanea – attività e laboratori didattici che, assieme, nel prossimo mese di ottobre proporranno a Salerno una riflessione plurale su Szeemann, figura complessa di critico e curatore che nel corso della sua lunga attività ha contribuito a trasformare profondamente il significato della mostra, facendone un luogo aperto e di trasformazione.
Un lavoro teorico di straordinaria forza visionaria che la mostra e la giornata di studi, promossi dalla Fondazione Filiberto Menna con il sostegno del Comune di Salerno, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Salerno – Dipartimento di Beni culturali e il contributo della Provincia di Salerno, della Regione Campania e della Fondazione Carisal, riattraverseranno grazie all’intervento di sei artisti internazionali e di alcuni protagonisti della critica d’arte in Italia.
Tra i protagonisti della scena critica del secondo Novecento, Harald Szeemann nel corso della sua lunga attività, scandita da mostre e progetti indimenticabili – Quando le attitudini diventano forma (1969), la Documenta 5 a Kassel (1972), il lavoro infinito sul Museo delle ossessioni, le edizioni 1999 e 2001 della Biennale di Venezia… – ha posto le basi di un lavoro critico innovativo disegnando un percorso metodologico che ha saputo modificare gli statuti interni dell’esposizione facendone luogo critico e creativo per eccellenza.
La mostra è aperta. Artisti in dialogo con Harald Szeemann è un progetto espositivo, a cura di Stefania Zuliani, con cui, attraverso opere, per lo più site-specific, realizzate da sei protagonisti della scena espositiva internazionale – Mrdjan Bajic, Danilo Correale, Stanislao Di Giugno, mk, Perino & Vele, Carlotta Sennato –, la Fondazione Filiberto Menna intende disegnare un nuovo momento di riflessione su un pensiero, quello di Szeemann appunto, che ha fatto della mostra uno spazio privilegiato di confronto, un vivace crocevia di scambi disciplinari, occasione costante di ibridazione di codici ed esperienze. Un’opera d’arte totale, confluenza di linguaggi e, soprattutto, di arte e vita, che Szeemann ha pensato sempre in relazione con lo spazio, concreto e simbolico, dell’esposizione, suggerendo una modalità di lettura dell’esperienza artistica arrischiata, capace di accogliere in sé anche il fallimento. Un approccio coraggioso che merita di essere ripensato in un momento storico, il nostro, segnato dal moltiplicarsi impressionante delle mostre e delle biennali come pure dalla crescita, davvero globale, dei musei, cui però non sembra corrispondere l’azzardo di una differente, più coraggiosa interpretazione del ruolo dell’arte e della critica.
La mostra, interamente prodotta per l’occasione, si avvale del contributo curatoriale di Alessandro Demma, Maria Giovanna Mancini e Antonello Tolve, giovani critici d’arte impegnati in un percorso di ricerca nell’ambito del Dottorato in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica dell’Università degli Studi di Salern.
Muovendo dalla lezione complessa di Szeemann e attraverso il contributo di alcune tra le voci che animano il dibattito critico più recente, una giornata di studi proverà a fare il punto sulla questione, attualissima, dell’esposizione e del suo significato all’interno del contemporaneo sistema dell’arte.
La Giornata di Studi, che si svolgerà il 22 ottobre 2010 presso la Sala Conferenze della Fondazione Filiberto Menna di Salerno, prevede la presenza di alcuni critici e curatori attivi sulla scena internazionale – hanno già dato la loro adesione Stefano Chiodi, Roberto Pinto, Gabi Scardi ed Eugenio Viola – che, confrontandosi con Angelo Trimarco, Presidente della Fondazione, e con Stefania Zuliani, curatrice del progetto e docente di Storia e teoria del museo contemporaneo all’Università di Salerno, daranno il proprio contributo ad un dibattito sulle attuali metodologie curatoriali riflettendo sul tema della site specificity, sul rapporto tra arte e museo, sulle nuove strategie di comunicazione e di esposizione dell’opera. Una articolata discussione che a partire dalla relazione opera-spazio espositivo intende affrontare il problema dello statuto della critica e del ruolo, sempre più creativo, del pubblico.
Per alimentare un più intenso e consapevole contatto con il pubblico e nella convinzione che l’educazione all’arte sia attualmente una forma irrinunciabile di intervento, critico e creativo, la Fondazione Filiberto Menna proporrà in occasione dell’esposizione La mostra è aperta. Artisti in dialogo con Harald Szeemann una serie di laboratori didattici che coinvolgeranno studenti universitari e alunni delle scuole salernitane.
Consolidando una tradizione inaugurata nel 2007 con il ciclo Imparare al museo. L’artista l’opera il pubblico, la Fondazione, da sempre attenta alle strategie educative dedicate all’arte contemporanea, luogo del dialogo e dell’ospitalità, organizzerà con il supporto di operatori esperti e attraverso l’impegno, progettuale e operativo, di studenti del corso di Storia e teoria del museo in età contemporanea della Laurea Magistrale in Storia e critica d’arte dell’Università di Salerno laboratori didattici rivolte ai bambini e visite guidate per gli studenti delle scuole medie superiori.
Due i laboratori proposti: Le forme dell’opera, in cui sarà data l’opportunità di riflettere sulle diverse forme assunte oggi dall’opera d’arte attraverso una serie di attività manuali che vedranno protagonisti gli stessi bambini; Il museo delle meraviglie, in cui i bambini verranno invitati a costruire un proprio museo attraverso immagini e oggetti del proprio quotidiano, sulla traccia del Museo delle ossessioni di Szeemann.
Gli stessi temi – le trasformazioni dell’opera d’arte e i nuovi linguaggi dell’arte, il significato del museo come luogo di memoria e produzione dell’arte ma anche stanza delle meraviglie – saranno affrontati nelle visite guidate rivolte agli studenti delle scuole medie superiori, che potranno avvicinare attraverso la voce degli studenti universitari e nell’incontro diretto con le opere aspetti e problemi dell’arte contemporanea.

Titolo: La mostra è aperta. Artisti in dialogo con Harald Szeemann
Date: 9 ottobre-3 novembre 2010
Orari:
da lunedì a venerdì dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00;
sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 21.00.
Sede: Chiesa dell’Addolorata / Complesso Monumentale di S. Sofia, Largo Abate Conforti - Salerno
A cura di: Stefania Zuliani
Opere di: Mrdjan Bajic, Danilo Correale, Stanislao Di Giugno, mk, Perino & Vele, Carlotta Sennato
Contributi curatoriali di: Alessandro Demma, Maria Giovanna Mancini, Antonello Tolve

martedì 16 febbraio 2010

Brateís datas

Comunicato stampa

Le Giornate di Studio BRATEIS DATAS. Storie di devozione e pratiche rituali attraverso votivi e strumenti del culto dai santuari della Lucania antica avranno luogo a Matera il 19 e 20 febbraio 2010.
L’incontro, organizzato dalla Scuola di Specializzazione in Archeologia di Matera in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata, è un’importante occasione di approfondimento su un tema di grande rilevanza nell’ambito della ricerca storico-archeologica sulla Lucania antica: quello dei santuari e della ricostruzione delle pratiche devozionali e rituali che in essi avevano luogo.
Al centro del percorso scelto dal convegno per affrontare il tema della religiosità e dei luoghi di culto lucani è lo studio delle offerte votive alle divinità e degli strumenti utilizzati durante cerimonie e riti religiosi.
Cinque sono i contesti santuariali presentati, ascrivibili ad un arco cronologico che va dal IV sec. a.C. alla prima età imperiale: Rossano di Vaglio, San Chirico Nuovo, Garaguso, Rivello e Timmari. Le ricerche rientrano in cinque progetti di studio avviati dalla Scuola di Specializzazione in Archeologia di Matera in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata e coinvolgono un folto numero di studenti laureandi e specializzandi della Scuola di Specializzazione in Archeologia di Matera, Università di Foggia, Università degli Studi di Roma ‘Tor Vergata’, Università di Napoli ‘Suor Orsola Benincasa’.
Alla Tavola Rotonda prederanno parte studiosi provenienti da università italiane e straniere (Scuola di Specializzazione in Archeologia di Matera, Università degli Studi di Perugia, Università degli Studi di Foggia, Université Paris Sorbonne, Georg-August-Universität, Göttingen, University of Alberta), che da anni si occupano di archeologia della Magna Grecia.
La maggior parte dei materiali presentati al convegno, spesso frutto di scavi archeologici effettuati decenni orsono e conservati nei depositi dei musei archeologici di Potenza e Matera, ‘vedranno la luce’ per la prima volta in occasione di questo incontro di studio, senz’altro preliminare ad una finale e completa pubblicazione degli interi contesti sacri. La lettura di questa copiosa messe di oggetti, ormai reinseriti nell’originario contesto di rinvenimento attraverso uno studio incrociato di documentazione di scavo,strutture edilizie e fonti epigrafiche, consente dunque di ricostruire quelle pratiche cultuali che altrimenti, in mancanza di fonti scritte, andrebbero definitivamente perdute.