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lunedì 12 luglio 2010

Un mosaico per Tornareccio

Comunicato stampa

Nove nuovi mosaici, trenta bozzetti in mostra e tanto altro: l’edizione numero cinque di “Un mosaico per Tornareccio”, che prende il via sabato 17 luglio, è senz’altro quella dei record. Con l’inaugurazione di ben nove nuovi capolavori, il museo a cielo aperto nato da un’idea del noto mecenate Alfredo Paglione, nativo proprio di Tornareccio, arriverà a contare da quest’anno ben trentatré mosaici installati e visibili sulle facciate delle abitazioni della “capitale abruzzese del miele”: mai, negli anni precedenti, si era riusciti ad aggiungere un numero così ampio di nuove opere in una sola edizione. E mai, in passato, si era arrivati a coinvolgere un numero così elevato di artisti: sono ben trenta, infatti, gli autori che nei mesi scorsi hanno inviato un bozzetto originale. Di questi trenta, venti saranno in concorso: dal 17 luglio al 29 agosto, presso il Salone Polifunzionale in viale don Bosco, chiunque lo vorrà potrà votare (insieme alla giuria di esperti) quelli da trasformare l’anno prossimo in nuovi mosaici. Accanto a questi bozzetti in gara, saranno in esposizione anche dieci opere fuori concorso inviate esclusivamente per “Un mosaico per Tornareccio” da nomi del calibro di Renato Barisani, Luigi Boille, Antonio D’Acchille, Giosetta Fioroni, Sergio Lombardo, Marcello Mariani, Eduardo Palumbo, Tullio Pericoli, Veronica Piraccini e Alberto Sughi. Dal 17 luglio al 29 agosto, poi, sempre presso il Polifunzionale, sarà possibile ammirare la straordinaria mostra personale di Adelchi Riccardo Mantovani, il cui bozzetto dal titolo “Cuore di cera” è stato il più votato nel 2009: come previsto dal regolamento, il primo classificato ha diritto non solo alla trasformazione del bozzetto in mosaico ma anche ad un’esposizione personale.
L’inaugurazione dei nuovi mosaici sulle facciate delle abitazioni, l’esposizione dei bozzetti in gara (con l’apertura della votazione) e quelli fuori concorso, e il taglio del nastro della mostra di Mantovani sono in programma sabato 17 luglio presso il Salone Polifunzionale in viale don Bosco a Tornareccio, con inizio alle ore 18.00, nel corso della cerimonia inaugurale della quinta edizione di “Un mosaico per Tornareccio”, curata da Gabriele Simongini, storico dell’arte contemporanea, con il coordinamento generale di Elsa Betti, e la partecipazione dell’esperta di mosaici Laura Gavioli, curatrice della mostra di Mantovani.
La scelta di questa data non è casuale: il 17 luglio del 2000 moriva a Palma de Majorca Aligi Sassu (nato il 17 luglio del 1912 a Milano), tra i più grandi maestri del Novecento e cognato di Alfredo Paglione: il suo mosaico “Il cavallo rosso” (tra i primi installati nel 2005, visibile nei pressi del santuario della Madonna del Carmine) è diventato logo di “Un mosaico per Tornareccio”. Nel corso della cerimonia del 17 luglio, così, sarà anche celebrata la sua figura e la sua opera, a dieci anni dalla scomparsa.
Oltre al mosaico di Mantovani, le altre nuove opere – realizzate come sempre dai maestri del Gruppo Mosaicisti di Ravenna di Marco Santi – sono tratti da bozzetti di Aurelio Bulzatti, Paola Campidelli, Riccardo Licata, Gino Marotta, Matteo Massagrande e Sergio Zanni, gli artisti più votati l’anno scorso. A questi si aggiungono due vere e proprie “chicche”: i due mosaici donati dagli eredi di due grandi maestri del passato, Michele Cascella e Carlo Mattioli, che andranno ad affiancarsi a quello di Gino Severini inaugurato nel 2009, in quella che verrà definita la “Piazzetta dei Maestri”, incantevole scorcio ai piedi del campanile di Santa Vittoria, nel centro storico, dove nel tempo saranno esposti i mosaici “griffati” dei grandi maestri del Novecento. Di queste nove nuove opere, solo una non è destinata a rimanere a Tornareccio: “La rosa sibillina” di Gino Marotta, infatti, è stata donata al Comune di Poggio Picenze, in provincia dell’Aquila, come segno di solidarietà dopo il sisma del 2009, voluto dai promotori di “Un mosaico per Tornareccio”: l’associazione Amici del Mosaici Artistico e il Comune di Tornareccio. Un’edizione ricca di novità, insomma, preceduta a maggio dal debutto di un’ulteriore iniziativa: “Un mosaico per la scuola. Premio Teresita Olivares Paglione”, che ha coinvolto centinaia di alunni delle elementari in una versione junior del progetto “Un mosaico per Tornareccio”.
Gli artisti che hanno inviato un proprio bozzetto per il 2010 sono: Sabina Alessi, Sonia Alvarez, Renato Barisani (fuori concorso), Nino Barone, Luigi Boille (fuori concorso), Sergio Ceccotti, Michele Cossyro, Ugo Cossu, Antonio D’Acchille (fuori concorso), Luciano De Liberato, Giosetta Fioroni (fuori concorso), Giorgio Galli, Alessandra Giovannoni, Bruno Gorgone, Andrea Lelario, Francesco Guerrieri, Sergio Lombardo (fuori concorso), Danilo Maestosi, Marcello Mariani (fuori concorso), Claudio Marini, Gabriele Marino, Piero Mascetti, Matteo Montani, Eduardo Palumbo (fuori concorso), Tullio Pericoli (fuori concorso), Stefano Piali, Veronica Piraccini (fuori concorso), Paolo Porelli, Alberto Sughi (fuori concorso), Marco Tamburro.
I nuovi mosaici sono stati finanziati dalla Fondazione Carichieti, Banca di Credito Cooperativo Sangro Teatina, Alfredo Paglione, Comune di Tornareccio, Nicola Santovito, Filsiva Srl e Nicola Berardi.
“Un mosaico per Tornareccio” si avvale del sostegno di Regione Abruzzo, Provincia di Chieti, Fondazione Carichieti, Camera di Commercio di Chieti, Comunità Montana Valsangro, e del patrocinio dell’Università “d’Annunzio” Chieti-Pescara e della Fondazione Crocevia (Milano).

Titolo dell’evento: Un mosaico per Tornareccio - La città delle api
Da un’idea di: Alfredo Paglione
Curatore edizione 2010: Gabriele Simongini
Coordinamento generale: Elsa Betti
Promotori: Associazione Amici del Mosaico Artistico - Tornareccio
Comune di Tornareccio
Quinta edizione: 17 luglio - 29 agosto 2010
Sede mostra e bozzetti: Salone Polifunzionale, viale don Bosco, Tornareccio
Periodo: 17 luglio - 29 agosto 2010 (ingresso libero)
Mostra personale 2010: Personale di Adelchi Riccardo Mantovano
Curatrice: Laura Gavioli
Catalogo: ed. La Frentania

lunedì 26 aprile 2010

I Preraffaelliti e il sogno italiano

Comunicato stampa

Il progetto di mostra dedicato a “I Preraffaelliti e il sogno italiano. Da Beato Angelico a Perugino, da Rossetti a Burne-Jones” curato da Colin Harrison, Christopher Newall, Claudio Spadoni e promosso dal Comune di Ravenna, dall’Assessorato alla Cultura, dal Museo d’Arte della città e dall’Ashmolean Museum di Oxford con il generoso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, in programma nelle sale del Mar dal 28 febbraio al 6 giugno 2010, e dal 15 settembre al 5 dicembre 2010 presso l'Ashmolean Museum di Oxford, intende indagare il ruolo artistico e culturale dell'Italia per quel movimento chiamato "Preraffaellita". Si tratta per altro della prima mostra organizzata in Italia sul movimento nel suo complesso e le sue diramazioni.
Sorto in Inghilterra nella seconda metà del XIX secolo si impose come risposta all'accademismo ufficiale, per il recupero di un'arte spontanea e ispirata alla natura, identificata con l'arte dei pittori prima di Raffaello, come indica il nome.
La brillantezza dei colori, l'attenzione ai particolari naturali, l'estrema semplicità e l'intensità dell’espressione furono elementi della pittura del passato che affascinarono quel gruppo di giovani artisti inglesi capitanati da William Holman Hunt.
L’Italia con la sua arte, il suo paesaggio, la sua letteratura e la sua storia, fu il punto centrale della loro ispirazione: essi cercarono di guidare la riforma della pittura inglese in direzione di soggetti emotivamente sinceri e personali, rifiutando immagini convenzionali legate ai modelli accademici.
Tra i membri fondatori della Confraternita ci fu Dante Gabriel Rossetti: figlio di un esule italiano, trovò una delle sue principali fonti di ispirazione negli scritti di Dante, e realizzò una magnifica serie di acquerelli e dipinti ad illustrare alcuni episodi chiave della Divina Commedia. Anche Burne-Jones realizzò opere tratte da soggetti legati alla letteratura italiana. Se inizialmente l’arte dei Preraffaelliti fu ispirata all’esempio dell’arte italiana, con particolare riferimento al periodo precedente al Rinascimento maturo, a partire dagli ultimi anni del 1850 l'attenzione si volse anche alla pittura del sedicesimo secolo e in particolare a quella veneziana. Dipinti come Dolce Far Niente di Hunt, sono inimmaginabili senza l’esempio del Manierismo, mentre Aurelia (L’Amante di Fazio) di Rossetti è ispirata a Tiziano.
Alla fine il Preraffaellismo mutò in quello che è comunemente chiamato Movimento Estetico: gli scritti di critici come Algernon Swinburne e Walter Pater sul Rinascimento italiano furono un riferimento per i pittori in cerca di liberare il loro lavoro da prosaici argomenti narrativi.
John Ruskin supportò criticamente la Confraternita preraffaellita e fu l'ispiratore di un gruppo di artisti che in quel periodo visitò l’Italia con l'intento di studiare attentamente la natura e di documentare l’architettura e le opere d’arte a beneficio del pubblico inglese, che non avesse visitato quei luoghi. Un certo numero di pittori e disegnatori lavorarono direttamente per Ruskin, per documentare edifici e dipinti che lo studioso credeva in pericolo, o per restauri incauti o per l'incuria del tempo. Tra questi artisti troviamo G.P. Boyce, J.W. Inchbold e J. Brett, poi J.W. Bunney, F. Randall e A. Burgess, che realizzarono disegni per gli studenti di Oxford.
La mostra seguirà dunque questi due filoni principali: l’interesse da parte dei Preraffaelliti per la letteratura e l'arte italiane, con l'esposizione di importanti capolavori di Beato Angelico, Perugino e altri, e la loro rappresentazione del paesaggio naturale e storico italiano.
Il momento conclusivo dei Preraffaelliti in Italia si può vedere nei mosaici della Chiesa di San Paolo dentro le Mura a Roma realizzati da Burne-Jones alla fine del 1880. La mostra includerà cartoni e disegni preparatori per questo progetto, visti raramente in pubblico.
Saranno anche rappresentati lavori della cosiddetta Scuola Etrusca, artisti seguaci del pittore e patriota italiano Giovanni Costa e che con lui credevano nel diritto all’indipendenza dell’Italia, esprimendo la loro ammirazione per il nostro paese con commoventi e vedute paesaggistiche.
La mostra è posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano e gode dei patrocini dell’Ambasciata Britannica, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Ravenna.
Il catalogo, con i contributi di Maurizio Isabella, "Patriottismi incrociati: Italia e Inghilterra nel lungo Ottocento"; Martin McLaughlin, "I Preraffaelliti e la letteratura italiana"; Claudio Spadoni, "Sull’incerta fortuna dei Preraffaelliti in Italia"; Colin Harrison, "I Preraffaelliti e l’arte italiana prima e dopo Raffaello"; Christopher Newall, "I Preraffaelliti e l'Italia" è edito da Silvana Editoriale.

Mostra: I Preraffaelliti e il sogno italiano. Da Beato Angelico a Perugino, da Rossetti a Burne-Jones
Curatori: Colin Harrison, Christopher Newall, Claudio Spadoni
Sedi: Museo d’Arte della città di Ravenna
Enti organizzatori: Comune di Ravenna - Assessorato alla Cultura, Museo d’Arte della città e The Ashmolean Museum, University of Oxford
Periodo: Ravenna, 28 febbraio - 6 giugno 2010
Orari: lunedì - giovedì 9-19; venerdì 9-21; sabato e domenica 9-19
Ingresso: intero € 8, ridotto € 6, studenti Accademia e Università, insegnanti € 4

martedì 12 gennaio 2010

Renato Birolli. Necropoli e paesaggio adriatico

Comunicato stampa

La direzione della Galleria d’arte moderna e contemporanea di San Marino, la cattedra di Storia dell’arte contemporanea del Dipartimento di Storia dell’arte della musica e dello spettacolo dell’Università degli Studi di Milano, l’Archivio Alessandro Bonsanti del Gabinetto G.P. Vieusseux di Firenze, la famiglia Birolli hanno organizzato una esposizione dedicata al lavoro compiuto dal pittore Renato Birolli (1905-1959) nell’area marchigiana durante gli anni Cinquanta.
Tale periodo di ricerca e fervida attività – testimoniato dalle aperture internazionali del pittore, dalla sentita partecipazione al dibattito politico e artistico del dopoguerra, dalla ripresa della scrittura di un Taccuino – è rimasto meno frequentato dalla storiografia e dalla letteratura artistica. L’esposizione intende mettere in luce il particolare carattere di questa produzione molto legata ai luoghi, al paesaggio adriatico e al tema della necropoli.
Sono esposti circa 25 dipinti di medio e grande formato e un gruppo di ceramiche oltre a un ricco materiali di documentazione. In mostra vi saranno dei veri capidopera e alcuni dipinti provenienti da musei italiani e stranieri, tra cui Storia di mare (Tramonto della luna) (1953 Olio su tela) della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e alcuni sconosciuti al pubblico italiano, come Falce sedia e canestra sull’aia (1952 Olio su tela) proveniente da São Paulo del Brasile ed Estate (n°2) (1954 Olio su tela), proveniente da New York.
Il catalogo oltre a documentare il percorso espositivo si gioverà di una serie di contributi riferiti al lavoro del pittore e alla sua biografia. Il carattere di questi scritti intende avere il vantaggio di una conoscenza diretta delle fonti manoscritte e a stampa conservate presso l’Archivio Rosa e Renato Birolli conservato a Firenze. In particolare sono stati privilegiati ambiti poco noti del lavoro dell’artista come il mosaico, la ceramica e un taccuino di disegni databile al 1950. Inoltre una parte del catalogo è dedicata all’approfondimento di alcune lettere inviate al collezionista Cavellini e a una dettagliata biografia degli anni Cinquanta. I saggi in catalogo sono di Marco Birolli, Viviana Birolli, Zeno Birolli, Giacinta Cavagna di Gualdana, Ilaria De Palma, Gloria Manghetti, Maria Chiara Monaldi, Paolo Rusconi, Claudio Spadoni
Oltre a questi testi saranno pubblicati degli estratti inediti dalla corrispondenza dell’artista e dai suoi scritti. La realizzazione del catalogo sarà seguita da Zeno Birolli sia per l’impaginazione grafica sia per la stampa. Accanto alla mostra saranno previste una serie di manifestazioni collaterali quali conferenze e lezioni e attività didattiche per le scuole.

Renato Birolli. Necropoli e paesaggio adriatico
A cura di Zeno Birolli e Paolo Rusconi
Museo San Francesco, Via Basilicius, Repubblica di San Marino
14 marzo - 30 giugno 2010
Inaugurazione: sabato 13 marzo, ore 17.00
Orario: 9.00 - 17.00 (tutti i giorni)
Ingresso libero
Catalogo edito da Scalpendi
Con testi di Marco Birolli, Viviana Birolli, Zeno Birolli, Giacinta Cavagna di Gualdana, Ilaria De Palma, Gloria Manghetti, Maria Chiara Monaldi, Paolo Rusconi, Claudio Spadoni

sabato 8 agosto 2009

Brevi In Arte

a cura di Francesco Mastrorizzi

TOMMASO CASCELLA, IL PERCORSO DI UNA VITA
Museo di Villa Urania, Pescara
Fino al 31 ottobre 2009

Fino al prossimo 31 ottobre sarà visitabile presso il museo di Villa Urania a Pescara la mostra “Tommaso Cascella, il percorso di una vita”. Si tratta del contesto più completo che ad oggi abbia trattato del pittore Tommaso Cascella, primogenito dell’artista pescarese Basilio e fratello di Michele e Gioacchino, che per via del carattere riservato ed austero non si è mai sufficientemente adoperato per promuovere la sua figura di artista. L’esposizione presenta circa 40 opere (oli su tela, pastelli su cartoncino, maioliche e tecniche miste) realizzate tra il 1907 e il 1950, che ci rivelano un nuovo volto di Tommaso, prima enfant prodige e poi artista maturo, sempre pieno di entusiasmo e di passionalità, che trova nella pittura la sua massima espressione. La mostra è frutto di un lungo e paziente lavoro di ricerca, condotto da Vincenzo de Pompeis e da Giovanbattista Benedicenti, ed è stata realizzata grazie al beneplacito della Camera di Commercio di Chieti e di collezionisti privati abruzzesi e milanesi, che hanno prestato le loro opere.
Nato ad Ortona e vissuto in Abruzzo, Tommaso Cascella ha fatto una scelta che ha penalizzato la sua notorietà, premiando forse la sua qualità artistica: è rimasto nella terra in cui è nato, abitando a Pescara in quello che era stato il laboratorio del padre e che oggi è sede del Museo Basilio Cascella. Scelta contraria di quella compiuta da suo fratello minore, Michele, diventato più celebre anche grazie alle sue esperienze internazionali. Vissuto tra il 1890 e il 1968, Tommaso Cascella ha reso onore al suo Abruzzo documentandone con colori vibranti scene di vita popolare e scorci paesaggistici, come il porto fluviale di Pescara, attraversato dalle caratteristiche paranze, le colline della provincia, la Majella "madre" e il Gran Sasso, la “bella addormentata”, che si staglia all’orizzonte vista dal fiume.
Per l’occasione è stato pubblicato un vero e proprio volume monografico dedicato a Tommaso Cascella, il primo che presenti con completezza la sua vita e la sua carriera artistica. Il libro, di oltre cento pagine, edito da Ianieri e cofinanziato dalle Fondazioni Pescarabruzzo e Paparella Treccia-Devlet, riporta oltre 160 testimonianze della carriera artistica di Tommaso, moltissime delle quali inedite: dal suo esordio, appena quattordicenne, come disegnatore su un fascicolo realizzato in onore a Gabriele d’Annunzio, passando per la sua prima mostra tre anni dopo a Parigi e documentando le esposizioni a Milano, alla Biennale di Venezia (1920), a Bari (1929) e alla Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma (1952).

UN MOSAICO PER TORNARECCIO
Tornareccio (CH)
Per tutto il mese di agosto

La grande arte torna ad animare il borgo di Tornareccio (CH). Per tutto il mese di agosto si svolge la quarta edizione di "Un mosaico per Tornareccio", l’originale iniziativa ideata da Alfredo Paglione, il collezionista e mecenate originario proprio di questo paese, che sta trasformando il suo paese natio in uno straordinario museo a cielo aperto. L’evento, un vero unicum nel panorama artistico nazionale, è promosso dall’associazione Amici del Mosaico Artistico e dal Comune di Tornareccio, con la collaborazione scientifica della nota esperta di mosaici Laura Gavioli e il coordinamento di Elsa Betti, autrici dei testi del catalogo edito da La Frentania di Lanciano.
Così, con l’inaugurazione di altri nove mosaici avvenuta il 1 agosto, mosaici che si aggiungono ai sedici delle edizioni precedenti, salgono a venticinque le opere musive che si possono ammirare su altrettante facciate delle abitazioni, dislocate in ogni angolo del paese. I nuovi capolavori, realizzati dal Gruppo Mosaicisti Ravenna, sono riproduzioni dei bozzetti realizzati da Sergio Ippoliti, Pierluigi Abbondanza, Alessandro Busci, Jacopo Cascella, Omar Galliani, Piero Guccione, Antonio Maya e Fujio Nishida, gli artisti che nel 2008 hanno ricevuto maggiori consensi dalla giuria popolare e quella di esperti. A questi otto si aggiunge un pregevole "fuori concorso", che rappresenta la grande novità di questa edizione 2009: una riedizione del mosaico "Testa maschile" di Gino Severini, il grande maestro scomparso nel 1966, autorizzata dai suoi familiari che in questo modo hanno voluto dare un’ulteriore autorevolezza artistica a "Un mosaico per Tornareccio", già di per sé molto elevata grazie alla presenza negli anni scorsi di artisti del calibro di Sassu, Ortega, Calabria, Guccione, Galliani, Notari, Cattaneo, Savinio e altri.
Quanti sceglieranno Tornareccio per ammirare i mosaici, inoltre, avranno la possibilità di vedere presso il salone polifunzionale in via del Carmine la mostra "Sorriso amaro", una personale di Sergio Ippoliti, l’artista più votato in assoluto nel 2008, e i venti nuovi bozzetti in gara per diventare mosaici nel 2010, inviati nelle settimane scorse da artisti di respiro internazionale. La mostra di Ippoliti e i bozzetti rimarranno in esposizione fino al 30 agosto, data entro cui tutti i visitatori potranno votare, mediante apposito modulo presente in loco, il bozzetto che si intende far trasformare in mosaico nel 2010.
Altre informazioni su www.unmosaicopertornareccio.it.

venerdì 3 luglio 2009

Caratteri di luce su pietra: il mosaico

di Gianmatteo Funicelli

Nell’arco del primo Cristianesimo sino alla completa diffusione dei linguaggi formali altomedievali, lo splendore musivo ricorre come un elemento peculiare sulla narrazione parietale degli edifici di culto. Attraverso le più varie misurazioni il mosaico vive di espedienti e simbologie, integrato e fuso all’architettura del luogo preposto, a costituire un’unità artistica tra lo spazio sacro e il valore materiale delle pietre a riguardo. Da vicino e quindi focalizzate, si coglierà nel mosaico un unico blocco di minuscoli elementi, che nell’insieme formano però un’ astratta condizione reale; una fantastica trascendenza, però materializzata a contatto col mondo terreno... I materiali in questione si presentano di vario genere: tessere composte di marmo, madreperla, cubetti di vetro smaltati o dorati, che nel loro accorpamento offrono allo spazio sacro uno scenario descrittivo carico di splendore e preziosismo.
L’iconografia cristiana, con l’accorgimento musivo, non dedica all’arte un particolare valore formale dotato di accorgimenti proporzionali, ma semplicemente evidenzia ed esprime attraverso forme appiattite e bidimensionali il sacro messaggio metafisico non senza rapporti ritmici di chiarore cromatico. Con questa soluzione rappresentativa, l’arte si avvicina all’osservatore nella comprensione delle Sacre Scritture e verso la coscienza storica dei fatti attraverso un’affascinante presa psicologica e di sensazioni a carattere emozionale verso la scena eternata.
Questa continua ricerca emotiva volge oltre quando dal passaggio dei “gusti” sui monumenti più antichi privi di fondo coloristico (III-IV sec. d.C.) , si passa ad una maggiore profusione aurea e più alti valori chiaroscurali, che determinano i soggetti figurativi in un’accennata tridimensionalità ma tuttavia sempre stilizzata nei rigidi e piatti spazi compositivi (VI sec. d.C.). In questi ambiti l’elemento preponderante è la luce, il punto focale del valore mistico ed ultraterreno sulla categoria musiva, che fonda queste primitive ricerche nell’estetica bizantina. Qui la lettura musiva sui temi cristiani si intende come “primo incontro tra il fedele e lo spazio celeste”. Dalle fonti apostoliche si può trarre, difatti, la teoria della vita verso la luce eterna: “Io sono la luce del mondo, chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Giov. 8, 12).

venerdì 22 maggio 2009

Riccardo Licata. Mosaici e Vetri

Comunicato stampa

In occasione dei festeggiamenti per gli ottant’anni del maestro Riccardo Licata, dal 30 maggio 2009 il Loggiato Superiore del Palazzo Ducale di Venezia ospiterà una mostra personale dedicata all’artista. Nato nel 1929 a Torino, Licata si laurea all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 1955, in seguito si trasferisce a Parigi dove ricopre in principio il ruolo di assistente di Gino Severini per poi intraprendere la carriera accademica presso l’Ecole Nationale de Paris, incarico che mantiene fino al 1995. Dà inizio alla sua carriera produttiva sotto una marcata influenza spazialista riscuotendo unanimi successi internazionali, per poi dedicarsi ad un percorso creativo personale ed innovativo. Artista completo, universalmente acclamato e riconosciuto come modello di riferimento nella pratica della pittura, scultura e grafica ma anche del mosaico e della lavorazione del vetro, vanta ad oggi oltre 300 personali in 35 diverse nazioni e le sue creazioni sono conservate nei maggiori musei di tutto il mondo.
La presente esposizione si divide in due sezioni e raccoglie le più significative testimonianze, realizzate dal maestro durante gli ultimi vent’anni, nel campo del mosaico e del vetro. La prima parte, dedicata all’arte musiva e curata dal Prof. Giovanni Granzotto, noto storico e critico d’arte, riunisce oltre venticinque opere di varie dimensioni montate su pannello ed esibite secondo criterio cronologico. La stessa mette in mostra anche una dozzina di gigantografie, testimonianze fotografiche degli interventi su scala territoriale relativi a paesaggi urbani e rurali, creati dall’artista in importanti località europee come Alessandria, Cannes, Genova, Grenoble, Lille e Parigi. Il secondo settore, interamente consacrato ai vetri, è amministrato dalla dott.sa Rosa Barovier, da molti anni attiva nell’analisi critica e storica del vetro d’artista. Questa sezione espone circa venticinque sculture in vetro, create da Riccardo Licata a partire dagli anni ’90, ed è realizzata in collaborazione con lo Studio Berengo di Burano, leader nella lavorazione artigianale del vetro.
L’esposizione è realizzata grazie al patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per diretto intervento del Soprintendente per i Beni Architettonici, per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico di Venezia e laguna, Renata Codello.
In occasione della mostra sarà presentato un raffinato catalogo, edito da Verso l’Arte Edizioni, contenente una settantina d’illustrazioni relative a tutte le opere esposte. Lo stesso introduce ad una completa fruizione della mostra per mezzo di due esaustivi saggi critici, scritti individualmente dai curatori, e di un terzo testo composto dal critico e scrittore Enzo Di Martino.
Riccardo Licata, Mosaici e Vetri sarà visitabile per circa quattro mesi, esattamente in coincidenza con il periodo d’apertura della 53ª Biennale d’Arte Contemporanea di Venezia. A tale proposito è colta l’occasione per celebrare il grande maestro torinese, che ha partecipato durante gli anni a ben nove edizioni della rassegna artistica veneziana con opere pittoriche, scultoree e di grafica; in questo modo la mostra rende omaggio all’artista completando idealmente il suo percorso creativo con l’esibizione dei lavori più recenti e meno conosciuti. Per rifinire la celebrazione di Licata, dal 5 giugno al 27 settembre 2009 presso la Chiesa Di Santa Marta nella città lagunare, alcune opere pittoriche saranno presenti alla mostra “Porto d’Arti”, evento collaterale della 53ª Esposizione Internazionale d’Arte, curato dal Prof. Luciano Caramel, Direttore dell’Istituto di Storia d’Arte dell’Università Cattolica di Milano.
La mostra rimarrà aperta fino al 22 settembre 2009. Saranno presenti alla vernice: Il maestro Riccardo Licata, il Ministro Renato Brunetta, i curatori Giovanni Granzotto e Rosa Barovier.

Titolo mostra: Riccardo Licata. Mosaici e Vetri
A cura di: Giovanni Granzotto e Rosa Barovier Mentasti
Sede: Palazzo Ducale, San Marco 1, 30124 Venezia
Durata: 30 maggio - 22 settembre 2009
Inaugurazione: venerdì 29 maggio 2009, ore 19.00