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giovedì 28 luglio 2016

Il torero di Wall Street: Arturo Di Modica

di Carlo Maria Nardiello


“Il denaro non dorme mai”, diceva il mattiniero Gordon Geeko in Wall Street, diretto da Oliver Stone. 
Sembra che Arturo Di Modica abbia preso la lezione alla lettera: lo scultore ha conquistato la scena artistica (e politico-economica) internazionale tramite complicati blitz notturni in aree pubbliche della Grande Mela. 
L’artista muove dalla Trinacria (Vittoria, Ragusa) verso il famoso quartiere di Soho, rifugio di tendenza per artisti e creativi di tutto il mondo nell’America degli anni Settanta, con l’animo dei primi e autentici pionieri e con in valigia una rigida formazione accademica di stampo fiorentino. Di Modica, ben prima della guerrilla art, in una fredda notte di dicembre ha deciso di conquistare l’attenzione mondiale su Wall Street forgiando una scultura emblematica e sintomatica. 
Porsi al centro del centro dell’economia mondiale senza una mirabolante scalata in borsa non è un affare semplice da siglare: solo può riuscirvi il pensiero differente che legge il mondo con gli occhi della ridefinizione funzionale e spaziale. Arturo Di Modica lo ha fatto!
Nella casa-studio di Crosby Street il vittoriese pensa al Charging Bull sin dal 1987, anno in cui la borsa americana crolla miseramente e, insieme con essa, crollano le già fragili speranze di milioni di piccoli e medi investitori da ogni angolo degli Stati Uniti. Nella grammatica finanziaria il mercato toro è quello caratterizzato da una pronta salita nel breve termine, con rialzo del valore delle singole quote azionarie. “Un regalo di Natale sotto l’albero di tutti gli americani, per donare a ciascuno la fiducia in un futuro più ricco”: così l’autore spiega la genesi di una delle sculture più conosciute al mondo. 
Pesante circa tre tonnellate e mezzo, alta quattro metri e larga più di cinque, il possente toro in bronzo è stato posizionato dall’italiano e da altri quaranta “complici” con una gru in soli sei minuti (una pattuglia notturna ne impiegava otto per percorrere il giro dell’intera strada) dinanzi al New York Stock Exchange. Il giorno dopo è sulle prime pagine di tutti i giornali. Dopo aver pagato una multa di cinquemila dollari, la tenacia del singolo da una parte e l’immediata popolarità dall’altra hanno fatto sì che dopo meno di una settimana il toro ritornasse ad occupare prepotentemente la scena del Financial District, stavolta all’angolo di Bowling Green, sempre con la complicità della notte. 
Come il denaro, così anche le mani di Di Modica non riposano mai: sue imponenti sculture occupano gli spazi di alcune delle maggiori città del pianeta e la fama del siciliano, da quella notte di dicembre, continua la sua ascesa incontrollabile. Oggi quel toro vale più di cinque milioni di dollari, mentre al suo artefice è costato “solo” trecentocinquantamila: pochi guru della finanza di Wall Street possono vantare una simile plus valenza nei propri affari.


lunedì 5 agosto 2013

Empire State: arte a New York oggi

di Giulia Smeraldo

Era da tanto che Roma non presentava un’esposizione di arte americana ed era troppo tempo che non ero alle prese con una mostra così “stra-ordinaria”, letteralmente fuori dalle ordinarie mostre d’arte moderna che affollano i musei della capitale. Entrare a Palazzo delle Esposizioni e ritrovarsi immersi in opere che raccontano la cultura contemporanea lascia sensazioni discordanti nel nostro animo. Spesso siamo abituati a vedere denunce velate, le opere di Empire State invece vomitano sullo spettatore tutte le brutture della cultura contemporanea, consegnandoci una mostra carica di nuovi sintagmi estetici, a volte difficili da interpretare se ci approcciamo ad esse con uno sguardo superficiale.
L’ambiziosa rassegna intergenerazionale propone al pubblico le opere di venticinque artisti newyorkesi, tra emergenti e affermati, ciascuno dei quali presentato in modo approfondito anche grazie alla presenza di lavori inediti. Il percorso espositivo, saggiamente organizzato, suggerisce i diversi modi in cui è possibile per gli artisti re-immaginare il rapporto tra la loro comunità e la città, focalizzando l’attenzione sulle eterogenee reti di potere che ne condizionano la vita. Tramite la pittura, la scultura, la fotografia, i video e le installazioni, gli artisti di Empire State esaminano il ruolo di New York nel contesto globale, in un momento in cui la vita urbana è ovunque oggetto di una ridefinizione sempre più veloce. Uno degli scopi della mostra è quello di illustrare le trasformazioni socio-economiche degli Stati Uniti e le loro ripercussioni sul ruolo, la fiducia in sé e la distribuzione del potere nella nazione.
Forse però l’aspetto più importante sta nel mostrare che in un mondo dell’arte che assume sempre più una dimensione imprenditoriale e si espande a livello globale, gli artisti stanno attivando una serie di reti in perenne movimento: relazioni, collaborazioni e scambi che vanno al di là delle barriere imposte dalla generazione, dal genere, dall’ottica o dalla tecnica individuale.
Una mostra davvero godibile, dove ogni spazio è perfettamente in linea con le opere che accoglie. Una mostra che lega e collega le capitali del mondo, che ci presenta New York come la “nuova Roma” e che dimostra quanto la Grande Mela sia ancora la culla dell’arte contemporanea, a dispetto dei tanti che già da anni credono abbia perso il suo tocco magico.

Immagine: Jeff Koons, Antiquity 1 (Grass), 2009-2011, olio su tela, cm. 274x213, collezione privata.

giovedì 8 novembre 2012

New York nelle immagini di Maurizio Visconti

Comunicato stampa

Lunedì 12 novembre 2012, Casa di Ù – a Napoli, nel cuore del quartiere Vomero – presenta la mostra fotografica “New York nelle immagini di Maurizio Visconti”: 26 scatti per raccontare la metropoli statunitense con gli occhi del quarantaseienne fotografo napoletano.
Diplomatosi presso l’Istituto d'Arte “Boccioni" di Napoli, dal 2006 Visconti fa parte del gruppo TAU Visual Fotografi Professionisti. Sin dagli anni Novanta si è occupato di comunicazione pubblicitaria: per 10 anni come AD presso l’agenzia Sigla (Napoli) e successivamente, come titolare dello studio ViscontiArt (art direction, fotografia, illustrazione e grafica freelance).
Visconti è stato protagonista di numerose personali e ha preso parte ad alcune importanti mostre collettive in Italia e all’estero: "Maremoto Arte" di Roma, 2006; Galleria virtuale "Hype Gallery" a Milano; "World Photography Awards Sony"; "NewYork" - 10° edizione "Galassia Gutenberg - Fiera del libro" (CZ); "Amore obbligatorio" (CZ); "Pareti degli Artisti" - Galleria Artespazio (CZ)...
La mostra “New York nelle immagini di Maurizio Visconti” sarà visitabile sino al 2 gennaio 2013 presso gli spazi di Casa di U, a Napoli, e sarà strutturata su 26 immagini, gran parte delle quali in formato cm. 50 x cm. 70 a colori e bianco/nero, ma anche su immagini in formato cm. 130 x cm. 50.
Gli Stati Uniti d’America sono i nuovi protagonisti della programmazione di Casa di Ù, il luogo dove adulti e bambini (dai 3 ai 12 anni) possono scoprire i Paesi del mondo attraverso differenti attività culturali, musica, sapori, arte, e molto altro...

Titolo mostra: New York nelle immagini di Maurizio Visconti
Sede: Casa di Ù - Napoli, Via Carelli, 19 (accanto al Cinema Arcobaleno)
Periodo: 12 novembre 2012 - 2 gennaio 2013