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martedì 17 giugno 2014

Le vie del sole. La "scuola di Staggia" ed il paesaggio in Toscana fra Barbizon e la "macchia"

Comunicato stampa

Le sale del Palazzo Mediceo di Seravezza in Versilia (Lu), Patrimonio Mondiale dell’Unesco, ospitano da sabato 5 luglio – vernissage alle ore 18 – fino al 7 settembre la mostra “Le vie del sole. La scuola di Staggia ed il paesaggio in Toscana fra Barbizon e la macchia”, curata da Nadia Marchioni e organizzata dalla Fondazione Terre Medicee e dal Comune di Seravezza e un comitato scientifico composto da Carlo Sisi ( presidente), Silvio Balloni, Nadia Marchioni, Elisabetta Palminteri e Francesca Panconi.
Un’esposizione che vuole rendere omaggio a quei pittori che, dal 1853 nella campagne di Staggia vicino Siena, abbandonarono un approccio “accademico” al paesaggio, per anticipare una visione più personale, intima e quotidiana della natura che culminerà poi nel movimento dei “macchiaioli”. Questo gruppo di artisti, definiti informalmente nel 1873 da Telemaco Signorini come “Scuola di Staggia” e che secondo i ricordi dello stesso artista tentarono “Le vie del sole”, si erano riuniti intorno ai pittori di origine ungherese Carlo Markò junior e a suo fratello Andrea, figli di quel Carlo Markò senior che nel suo atelier fiorentino dagli anni Quaranta, aprì una propria scuola di paesaggio. Insieme a loro artisti come Emilio Donnini e Serafino De Tivoli e poi Carlo Ademollo, Lorenzo Gelati, Alessandro La Volpe, Curio Nuti e Michele Rapisardi. Una produzione fino adesso poco conosciuta ma che rappresenta un momento cruciale nel rinnovamento della pittura del paesaggio in Toscana.
Il percorso espositivo parte dallo scenario del paesaggio romantico a Firenze fra gli anni Trenta e Cinquanta dell’Ottocento, passando da una scelta di straordinari dipinti dei pittori della scuola di Barbizon che, a partire dalla fine degli anni Venti dell’Ottocento, nei pressi di Parigi riuscirono, ritraendola dal vero, a rivoluzionare la pittura di paesaggio. I protagonisti di questa “scuola”, fra cui Charles-Françios Daubigny, Narcisse-Virgile Diaz de la Peña, Jules Dupré, Constant Troyon, sono presenti in mostra sia per rimarcare la distanza che separava questa pionieristica interpretazione del paesaggio dalla contemporanea pittura romantica toscana, sia per indicare l’esempio al quale molti degli artisti innovatori gravitanti intorno a Firenze seppero guardare, alla metà del diciannovesimo secolo, per fondare la loro nuova visione del paesaggio. Si arriva poi al cuore della mostra rappresentata dalle opere della “Scuola di Staggia”. In questi dipinti si coglie in pieno la nascita di una nuova sensibilità: il paesaggio non è più l’ideale natura composta in studio secondo codificate leggi accademiche, né la ricerca di sublimi effetti romantici; l’emozione dell’artista di fronte alla natura si raccoglie in abbreviate visioni di ruderi o cascinali nella campagna, sul greto di un torrente, presso un abbeveratoio, una strada polverosa che scompare nel fitto del bosco, sciogliendosi di fronte ai quotidiani “motivi” agresti e condensandosi in dipinti dove la realtà viva e pulsante viene evocata con inedita libertà.
Nella mostra sono esposte opere di Markò, Altamura, De Tivoli, Gelati, Donnini, La Volpe e Nuti tra cui una vera e propria riscoperta: si tratta de “Il castello di Staggia” di Alessandro La Volpe (dal Museo di Capodimonte), ma anche altri dipinti che permettono di seguire la geografia del paesaggio toscano, stagione dopo stagione, secondo gli spostamenti di questi artisti. La campagna senese del “Paesaggio con castello e figure” di De Tivoli e Carlo Markò, dai dintorni di Firenze (Portico di villa Toscana, di Altamura e De Tivoli), alla Valle del Serchio ed alle maestose Alpi Apuane, ai cui piedi Seravezza, sovrastata dalle cave di marmo e dall’arco naturale del Monte Forato, fu tappa prediletta, in diversi momenti, di De Tivoli, Gelati, Donnini e dei Markò, che strinsero con Seravezza un vincolo speciale. Per sottolineare questo aspetto, nella prima sala del Palazzo Mediceo, sarà esposta per la prima volta l’enorme tela realizzata da Andrea Markò come fondale scenico del locale teatro. L’opera, che rappresenta un episodio della Disfida di Barletta di Massimo d’Azeglio, personaggio anch’egli legato a questa località, è rimasta per più di un secolo protetta, ma invisibile, e quasi dimenticata, nelle sedi del Comune e sarà in occasione della mostra, nuovamente accessibile allo sguardo dei visitatori e restituita così, si auspica definitivamente, alla popolazione di Seravezza, cui l’artista volle donarla, come si legge in calce alla tela. Conclude l’esposizione un ‘altra tela monumentale, l’eccezionale prestito, ottenuto dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, de “I funerali di Buondelmonte” di Francesco Saverio Altamura che illustra la prassi, anche in dipinti di grandi dimensioni, di inserire l’episodio storico in un paesaggio azzerando implicitamente l’antica superiorità gerarchica fra pittura di storia e pittura di paese.

Titolo mostra: Le vie del sole. La “scuola di Staggia” ed il paesaggio in Toscana fra Barbizon e la “macchia”
Sede: Palazzo Mediceo di Seravezza, Viale L. Amadei 230, Seravezza (Lu)
Periodo: 5 luglio - 7 settembre 2014
A cura di: Nadia Marchioni
Comitato Scientifico: Carlo Sisi, presidente - Silvio Balloni - Nadia Marchioni - Elisabetta Palminteri - Francesca Panconi
Organizzazione: Fondazione Terre Medicee - Comune di Seravezza.
Patrocini: MIBAC - Regione Toscana - Provincia di Lucca - Fondazione Il Castello di Staggia
Orario: dal lunedì al venerdì ore 17.00-24.00; sabato e domenica ore 10.30-12.30, 17.00-24.00
Biglietto: intero euro 6,00; ridotto euro 4,00

sabato 7 dicembre 2013

Francesco Cianciotta. Milano Sunrise

Comunicato stampa

La galleria Glenda Cinquegrana: the Studio è lieta di presentare Milano Sunrise, la mostra personale del fotografo italiano Francesco Cianciotta. L’esposizione si concentra su alcuni lavori inediti tratti dal celebre work-in-progress dedicato al tema del paesaggio italiano, intitolato Genius loci; accanto a questo gruppo di immagini, la mostra presenta una serie di pezzi inediti tratti da un nucleo di lavoro recentissimo, intitolata Milano Sunrise.
Francesco Cianciotta e la galleria Glenda Cinquegrana: the Studio hanno scelto questo gruppo di immagini per contribuire alla raccolta fondi in favore del progetto Emergenza Sardegna 2013, destinato ad aiutare le opere di ricostruzione nei sessanta comuni della Sardegna colpiti dall’alluvione del 18 novembre 2013. Milano Sunrise chiama la città di Milano in aiuto alla Sardegna.
Il tema del paesaggio, che è un argomento storico importante per la tradizione della fotografia nostrana, ritorna ad essere il veicolo di una fotografia di forte impegno, dotata di ruolo sociale attivo all’interno della società contemporanea. Per l'occasione di questo evento a scopo benefico, il fotografo Francesco Cianciotta ha concepito un formato ed un’edizione speciale per un gruppo di scatti significativi dedicati alla Sardegna, che sono presentati in esclusiva agli ospiti della galleria in favore della raccolta fondi per il progetto Emergenza Sardegna 2013. In questo progetto di raccolta fondi la sensibilità per il paesaggio costituisce la base culturale per le opere di ricostruzione, che secondo le parole dell’associazione promotrice Sardegna Solidale, che vanno fatte in sicurezza, legalità e trasparenza.
Francesco Cianciotta da diversi anni lavora per far transitare nell’alveo della fotografia alta, quella d’arte, l’uso e la sperimentazione sui mezzi fotografici pret- à porter, pronto uso, con una ricerca cominciata nel 1995 che si avvaleva della sperimentazione linguistica sullo strumento limitato rappresentato dalle fotocamere di plastica. Quella stessa ricerca oggi ha abbandonato lo studio del mezzo analogico a favore della sperimentazione delle potenzialità espressive della fotocamera digitale dello smartphone. Con risultati, che, nel limite circoscritto dal mezzo, appaiono visivamente sorprendenti.
Nel 2012 parte, in concomitanza con il progetto giornalistico televisivo l’Italia di DOVE per l’omonimo canale Sky di cui Cianciotta è protagonista, il progetto Genius Loci, con il quale ripropone il confronto con l’antico tema caro alla tradizione italiana, che è quello della fotografia di paesaggio. Se nella tradizione storica iniziata da Ghirri e dai grandi fotografi a lui vicini, la fotografia era strumento conoscitivo di mappatura del territorio, il progetto di Cianciotta rispetto a quello, che aveva fini di documentazione, è alieno dallo scopo conoscitivo. Il fotografo sceglie le principali bellezze del paesaggio italiano, proprio quelle più note e più conosciute, trasfigurandole alla luce del linguaggio specifico della fotocamera dello smartphone, ottenendo delle visioni che, quando giocano con il banale, si presentano all’insegna dell’inatteso.
La scelta del formato quadrato, strizza l’occhio all’instant photography, che, se negli anni Settanta faceva uso della polaroid, oggi non esita a giocare con Instagram. Ma quella che ad un primo sguardo potrebbe essere un’instant photography provvisoria estemporanea, da vero e proprio taccuino di appunti, diventa grazie alla maestria del fotografo, un’immagine che si arricchisce di profondità, di echi e di suggestioni, ben diversi dalla sua provvisorietà di intenti: il paesaggio italiano si esprime in tutta la sua bellezza e acquisendo una pittoricità che richiama la classica pittura di veduta e di cavalletto.
Come aveva fatto già con i primi esperimenti in analogico, ancora una volta Cianciotta è capace di elevare questa fotografia instantanea al rango di vera e propria arte.

Titolo mostra: Francesco Cianciotta. Milano Sunrise
Sede: Glenda Cinquegrana: the Studio, via F. Sforza, 49 I- 20122 Milano
Charity event: giovedì 19 dicembre 2013, dalle ore 18.30 alle 21.30
Mostra: da venerdì 20 a domenica 22 dicembre 2013
Orario continuato dalle 11.00 alle 19.00

Il ricavato dalla vendita delle opere contribuisce alla raccolta fondi in favore del progetto Emergenza Sardegna 2013, promosso dall’associazione Sardegna Solidale, finalizzato al finanziamento delle opere di ricostruzione nelle zone alluvionate dello scorso novembre.