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venerdì 19 novembre 2010

I tecnici che servono ai Beni Culturali, ma che lo Stato non può assumere

Comunicato stampa

Un concorso ha già individuato 96 archeologi e 101 architetti, ma il taglio del 10%, previsto dalla legge di stabilità -ex finanziaria, insieme al prolungamento del blocco del turn over ne impediscono l’assunzione. “Dovremmo poter assumere almeno, e dico almeno, 50 architetti e 80 archeologi per far fronte all’emergenza” ha dichiarato il Ministro Sandro Bondi riferendo in parlamento sul crollo della casa dei Gladiatori di Pompei. Ci sono, sono pronti, qualificati e titolati, esaminati e classificati nella graduatoria di merito di un recentissimo concorso appunto, indetto dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, ma una norma nazionale (Decreto Legge n. 194/2009 convertito, con modifiche, in legge n. 25/2010) ha previsto il dimagrimento percentuale di tutti i dicasteri, un taglio che è stato quantificato nel 10% delle dotazioni organiche. Un taglio, al momento, indisciplinato e indiscriminato che preclude, nei fatti, la possibilità non solo di effettuare l’affiancamento delle nuove generazioni di archeologi e architetti a quelle di coloro che via via stanno andando in pensione, forse l’ultima occasione che si presenta per garantire la “trasmissione del sapere”, ma anche di effettuare quantomeno il turn over. Il bando di concorso è quello pubblicato il 18/07/2008 (DD 14/07/2008), che prevedeva l’assunzione di complessive 100 unità di posizione economica C1, scelte tra architetti, archeologi, storici dell’arte, archivisti, bibliotecari e amministrativi. Tra questi, 30 erano i posti riservati agli archeologi e 50 agli architetti. Al Ministero per i Beni e le Attività Culturali pervennero rispettivamente 5.551 e 3.353 domande di partecipazione. Le prove concorsuali si sono concluse nel gennaio 2010 e le assunzioni dei vincitori hanno avuto luogo a partire dall’aprile scorso. Oltre ai vincitori, il Ministero approva e pubblica le graduatorie generali regionali di merito, dichiarando quindi idonei, 96 archeologi 101 architetti. Tutti sono laureati, tutti hanno specializzazione e/o dottorato di ricerca, tutti hanno esperienze pluriennali di collaborazione con Soprintendenze, Università e Istituti di Ricerca, tutti hanno superato un concorso che ha verificato la loro preparazione, oltre che nelle discipline tecniche di competenza, anche sull’ordinamento e sulle competenze del Ministero, sul Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, sul diritto pubblico, privato, comunitario e penale e sulla conoscenza di una lingua straniera. Ad Aprile scorso c’è stata l’assunzione dei vincitori, ma contestualmente anche un’impennata delle richieste di pensionamento e si è iniziato a fare i conti “di chi va e chi resta”, ma non di “chi arriva”, perché il taglio del 10% non permette di effettuare assunzioni. Stanno scomparendo dunque le professionalità in grado di valutare scientificamente lo stato dei Beni e di definire la necessità e l’urgenza di un intervento strategico e tempestivo, stanno scomparendo gli addetti al controllo e alla tutela del territorio. Si sta dissolvendo quel livello di competenza e conoscenza che ha fatto delle nostre Soprintendenze quelle strutture tecnico-scientifiche apprezzate e imitate all’estero. Tutto questo sta scomparendo in un momento in cui è stato detto essere vitale la razionalizzazione e l’ottimizzazione delle risorse. L’emergenza riguarda in pari misura i Beni Artistici, gli Archivi e le Biblioteche i cui uffici si stanno svuotando delle professionalità competenti, con le stesse dinamiche e le stesse conseguenze descritte per archeologi e architetti. L’emergenza riguarda la sicurezza e la pubblica fruizione di musei, aree archeologiche biblioteche e archivi, costantemente a rischio chiusura o privatizzazione per l’assenza di personale sufficiente. Il concorso sopra menzionato, bandito per far fronte alle gravi carenze di personale, ha dichiarato idonei anche professionisti tra funzionari amministrativi, archivisti, storici dell’arte, bibliotecari, calcografi e assistenti alla vigilanza, sicurezza, accoglienza, comunicazione e servizi al pubblico (anche loro più che titolati). È necessario rilanciare l’attività istituzionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali nei diversi settori in cui si articola e per farlo non si può che ripartire dalle persone, persone che lo stesso Ministero ha già scelto e selezionato.

Comitato vincitori e idonei concorso MIBAC 500 posti
Segreteria organizzativa c/o Dott.ssa Gianfranca Salis
Via Managheri 19
08025 Oliena (NU)
mail: comitatoconc500mibac@tiscali.it

Specchietto riassuntivo relativo ai recenti Concorsi Pubblici per esame a 500 posti presso l’amministrazione centrale e periferica del Ministero per i Beni e le Attività Culturali banditi il 14 luglio 2008.


Lettera al Ministro Bondi

Signor Ministro,

all’indomani del rovinoso crollo della Schola di Pompei, apprendiamo dalle Sue dichiarazioni ai mezzi di comunicazione che “il” problema risiederebbe nell’incapacità dei Soprintendenti del Ministero da Lei diretto: prova ne sarebbero il rapporto tra i fondi erogati, definiti “adeguati” e la mancanza di managerialità dei dirigenti stessi; e dunque, c’è da pensare, delle Soprintendenze nel loro insieme.
Tuttavia in questi giorni interventi anche autorevoli hanno puntato il dito contro i pesanti tagli che, soprattutto a partire dalle leggi degli ultimi anni, hanno aggredito e ridotto un bilancio complessivo già inadeguato, secondo gli standard europei, alla semplice tutela “passiva” (cioè la sola manutenzione) di un patrimonio storico-artistico e culturale di cui certo non v’è bisogno di rimarcare l’eccezionale importanza e la capillare diffusione sull’intero territorio nazionale.
I tagli di bilancio sono stati accompagnati da riduzioni del personale e blocco delle assunzioni, compresi i tecnici di alta qualificazione; nonché dal contestuale appesantimento di normative e procedure di spesa che in tutti i settori del pubblico impiego - e massimamente nel settore dei beni culturali, particolarissimo per la natura stessa dei beni e delle attività da svolgere - hanno creato ritardi e problemi di applicabilità sempre più difficili da risolvere.
Risulta emblematico di tale assunto il caso di Pompei dove, pur senza entrare nel merito di esistenza e uso di un piano di intervento che l’ultimo Soprintendente di lungo corso dichiara avviato nel 1997, con fondi non statali ma del World Monuments Fund, l’incidenza dei tagli ha prodotto i suoi effetti contestualmente alla decisione di commissariare l’intero sito archeologico mediante figure professionali diverse dai tecnici specializzati (prima un prefetto in congedo, poi un funzionario della Protezione Civile).
Che problemi di spesa vi siano da anni in quasi tutte le Soprintendenze, è sotto gli occhi di tutti e non è dato che si intenda negare, stanti le difficoltà continuamente segnalate dagli uffici stessi ai vertici del Suo Ministero.
La prima risposta di architettura istituzionale è stata la creazione delle Direzioni Regionali, con funzioni tra l’altro di Stazioni appaltanti dei lavori per conto di quasi tutti gli Uffici territoriali del Ministero, retrocessi all’improvviso a strutture prive di autonomia di spesa: le statistiche contabili degli ultimi anni, con la notevole quota di residui a carico delle Direzioni Regionali, dimostrano che non è questa la soluzione.
Si è allora fatto ricorso a forme di commissariamento con poteri di deroga dalle complicate leggi e procedure di spesa di fondi pubblici (Pompei, Uffizi), che però non comportano necessariamente un incremento della “managerialità”, tanto più se disgiunta dalla “tecnicità” (altra cosa è l’affidamento di incarichi speciali a tecnici specialisti del settore).
Signor Ministro, ci lasci dire che è ora che la cultura dell’emergenza ceda il passo a quella della manutenzione, ordinaria e straordinaria, a cura delle strutture e degli staff tecnico-scientifici che quei monumenti, quei siti, quei musei conoscono e tutelano. La valorizzazione come concetto mediatico non può sostituirsi al paziente e faticoso lavoro di monitoraggio, consolidamento e restauro, che per definizione è poco visibile e quindi poco mediatico.
Ben vengano le collaborazioni di Università, Istituti e Accademie, cui le Soprintendenze italiane abitualmente aprono le porte; ben vengano riflessioni su normative e procedure di più facile e dunque più rapida ed efficace applicazione. Ma dev’esserci un quadro di miglioramento dell’attività di tutela nel suo complesso, che non esautori i dirigenti tecnici del Ministero, ma ne ascolti le difficoltà e le proposte, nell’unico interscambio possibile per migliorare le condizioni del patrimonio culturale del nostro Paese.
I Soprintendenti archeologi
Mariarosaria BARBERA - Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’
Adele CAMPANELLI - Soprintendenza Beni Archeologici Salerno-Avellino-Benevento-Caserta
Teresa Elena CINQUANTAQUATTRO- Soprintendenza Beni Archeologici Puglia
Antonio DE SIENA – Soprintendenza Beni Archeologici Basilicata
Filippo GAMBARI - Soprintendenza Beni Archeologici Liguria
Luigi LA ROCCA - Soprintendenza al Museo Preistorico-Etnografico ‘Luigi Pigorini’
Fulvia LO SCHIAVO - Soprintendenza Beni Archeologici Toscana
Egle MICHELETTO - Soprintendenza Beni Archeologici Piemonte
Marco Edoardo MINOJA - Soprintendenza Beni Archeologici Cagliari e Oristano
Anna Maria MORETTI - Soprintendenza Beni Archeologici Etruria Meridionale
Soprintendenza Beni Archeologici Roma e Ostia (interim)
Jeannette PAPADOPOULOS - Direzione Generale Antichità, Servizio III
Soprintendenza Beni Archeologici Napoli e Pompei (interim)
Andrea PESSINA- Soprintendenza Beni Archeologici Abruzzo
Raffaella POGGIANI - Soprintendenza Beni Archeologici Lombardia
Alfonsina RUSSO - Soprintendenza Beni Archeologici Molise
Elisabetta ROFFIA - Segretariato Generale-Ispettorato
Vincenzo TINÉ - Soprintendenza Beni Archeologici Veneto

giovedì 23 settembre 2010

Giornate Europee del Patrimonio a Venosa

Nell’ambito delle manifestazioni programmate dal Ministero per i beni e le attività culturali in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2010, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Basilicata ha curato la realizzazione delle seguenti iniziative:

VENOSA (PZ) - PRESENTAZIONE VOLUME
25 settembre 2010 ore 18.00

Gesualdo da Venosa. Fasti dimenticati di un principe del Rinascimento
Castello Pirro del Balzo - Sala del Trono - Venosa (PZ)

L’iniziativa concerne la presentazione dell’omonimo volume scritto da Orsola Tarantino Fraternali e Kathy Toma su una delle figure più geniali del Rinascimento italiano. Carlo Gesualdo ci ha condotto in Europa e nel mondo con la sua musica, giacché al suo tempo i suoi madrigali e mottetti furono messi in esecuzione nelle principali corti d’Europa. La manifestazione si terrà il 25 settembre alle ore 18.00 nel castello Pirro del Balzo di Venosa, originariamente utilizzato come fortezza per scopi militari e successivamente trasformato da Carlo Gesualdo in residenza principesca.

Iniziativa organizzata dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Basilicata in collaborazione con il Comune di Venosa, la Corale “Carlo Gesualdo” di Venosa e la Fondazione “Carlo Gesualdo” di Avellino.

VENOSA (PZ) - VISITE GUIDATE
25-26 settembre 2010 ore 9.00-13.00 / 15.30 -19.00

Due Cattedrali a confronto: l’abbazia della SS. Trinità e la Cattedrale di Sant’Andrea

Il progetto intende offrire agli utenti l’opportunità di visitare due, tra le più belle architetture della cittadina oraziana, guidati dal personale della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Basilicata in servizio presso il Centro Operativo Misto di Venosa. L’iniziativa è volta non solamente ad incrementare l’offerta culturale dell’Istituto, ma anche a far conoscere ad un più vasto pubblico un patrimonio che è parte integrante della civiltà e della cultura europea.

Iniziativa organizzata dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Basilicata in collaborazione con l’Istituto Padri Trinitari di Venosa e la Parrocchia Concattedrale di Venosa.

Giornate Europee del Patrimonio a Picerno

Nell’ambito delle manifestazioni programmate dal Ministero per i beni e le attività culturali in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2010, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Basilicata ha curato la realizzazione delle seguenti iniziative:

PICERNO (PZ) - MOSTRE DOCUMENTARIE E VISITE GUIDATE 25-26 settembre 2010 ore 10.00-12.00 / 16.30-19.00

Due architetture a confronto - La chiesa dell’Annunziata e il convento dei Cappuccini
Convento dei Cappuccini - Via 25 Aprile - Picerno (PZ)

La mostra documentaria, attraverso una ricca documentazione archivistica ed elaborati realizzati dagli studenti, illustra due tra i monumenti più significativi di Picerno, la chiesa dell’Annunziata risalente nell’impianto originario al XIV secolo e il convento dei Cappuccini costruito nel 1590 con attigua chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi.

Storia e beni culturali a Picerno. La torre medievale e la torre San Leonardo
Palazzo Scarilli - Via Palmieri - Picerno (PZ)

La mostra illustra, attraverso gli elaborati realizzati dagli studenti, due importanti testimonianze dell’architettura fortificata medievale, risalenti nel primo impianto al XII-XIII secolo, ubicate nel cuore del centro storico di Picerno.

Entrambe le iniziative sono il risultato del lavoro di ricerca e di studio che gli alunni dell’Istituto comprensivo “Giustino Fortunato” di Picerno stanno svolgendo, in collaborazione con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Basilicata nell’ambito del progetto didattico “Scuola e territorio: alla ricerca dell'identità perduta”, sul patrimonio storico artistico di Picerno, allo scopo di contribuire fattivamente alla conoscenza, promozione e valorizzazione del ricco patrimonio culturale della cittadina lucana.
Durante i due giorni della manifestazione gli alunni della scuola media di Picerno illustreranno i contenuti delle mostre e offriranno agli utenti l’opportunità di visitare i monumenti.

Iniziative organizzate dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Basilicata in collaborazione con l’Istituto comprensivo “G. Fortunato” di Picerno e il Comune di Picerno.

lunedì 23 febbraio 2009

La donna nell’Arte

dal sito MiBAC

Donna e Arte: un connubio ispiratore per pittori, scultori, musicisti e tutti coloro che nei secoli hanno individuato nella figura femminile una musa ispiratrice per la loro opera. E sono anche tante le donne che hanno potuto e saputo esprimere, in prima persona, il proprio talento artistico, superando pregiudizi ed ostacoli sociali. Sono questi gli spunti che, per il terzo anno consecutivo, inducono il MiBAC a celebrare la Festa della Donna. Sotto lo slogan “La donna nell’Arte” viene infatti organizzato un ricco programma gratuito di concerti, mostre, laboratori, dibattiti, proiezioni e qualsiasi evento in grado di rappresentare l’arte al femminile nello spazio e nel tempo.
Dopo le grandi trasformazioni del ruolo della donna nella società avvenute nel XX secolo permane una grande incertezza su cosa comporti essere donna oggi e su cosa significhi esprimersi in libertà. In questo contesto, il ruolo dell’arte è molto importante, perché è in grado di esprimere la realtà in maniera universale, superando ogni barriera culturale. La dirompenza del suo linguaggio ha il compito di riaffermare che eguaglianza non è sinonimo di uniformità, ma è il risultato di un atteggiamento armonioso nella visione e comprensione del mondo.L’arte e la cultura, quindi, possono contribuire ad una partecipazione più attiva ed elevata delle donne ai diversi ambiti della società, così da rendere più equilibrata la loro partecipazione alle diverse sfere del vivere sociale.
Per rafforzare questo messaggio, l’8 marzo il MiBAC offrirà a tutte le donne l’ingresso gratuito nei luoghi d’arte statali: musei, monumenti, archivi, biblioteche, siti archeologici.