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domenica 10 aprile 2011

DOC. documentalità, testualizzazione e immaginazione teorica

Comunicato stampa

Come centro per il monitoraggio delle ricerche contemporanee nazionali e internazionali, Fondazione SoutHeritage continua a trasmettere input visivi sulle pratiche artistiche attuali e, in occasione della mostra DOC. documentalità, testualizzazione e immaginazione teorica presenta una selezione di opere provenienti da diverse collezioni private e progetti pubblici, accomunati tanto dalla sperimentazione dei linguaggi quanto dalla gestazione di un’immaginazione teorica che propone parole al posto di immagini o immagini come parole.
A partire dal 14 aprile prossimo, il progetto espositivo curato da Angelo Bianco e dedicato al concetto di documento e testo come elemento operativo diffuso nell’arte contemporanea, propone 40 lavori tra opere-documento, opere testuali e progetti editoriali, per una mostra in cui si trasferiscono al pubblico nuove responsabilità nella creazione, fruizione e formazione delle opere.
Come ogni progetto della Fondazione SoutHeritage, l’esposizione è anche un’occasione per riscoprire luoghi e spazi del patrimonio architettonico e simbolico della città di Matera in un quadro di riattivazione dinamica della memoria. La mostra dunque, oltre a coinvolgere gli spazi della fondazione invade anche la sede dell’Archivio di Stato di Matera, luogo emblematico della città in cui l’arte contemporanea contribuisce ad attivarne il potenziale di memoria. A sottolineare l’importanza dell’evento la direzione dell’Archivio ha deciso di aprire in via straordinaria i propri depositi per una visita all’eccezionale patrimonio documetale, rivalutato attraverso uno dei progetti selezionati per la mostra: PERMANENT FOOD, opera di Maurizio Cattelan e Paola Manfrin con Dominique Gonzalez-Foerster che, oltre a rappresentare se stessa come opera formato magazine (fondata sul montaggio di readymade visuali e materiali d’archivio), funge anche da “riattivatore della memoria” degli incredibili spazi-deposito dell’archivio, scenograficamente connotati da migliaia di faldoni conservati su scaffalute formanti labirintici corridoi.
In questo quadro la mostra, ponendosi come un progetto in cui ai significati delle opere vengono aggiunti quelli dell’esposizione, presenta superfici narrative, opere-documento e immaginazioni teoriche di: Vincenzo Agnetti (I) • Art & Language (UK) • Carl Andre (US) • John Baldessari (US) • Carlo Belolli (I) • Joseph Beuys (D) • Mel Bochner (US) • Marcel Broodthaers (B) • Sophie Calle (F) • Maurizio Cattelan e Paola Manfrin (I) con Dominique Gonzalez-Foerster (F) • Ugo Carrega (I) • Guglielmo Achille Cavellini (I) • Giuseppe Chiari (I) • Jason Dodge (US) • Fischli & Weiss (CH) • Liam Gillick (UK) • Fons Hickmann (D) • Thomas Hirschhorn (CH) • Jenny Holzer (US) • Ray Johnson (US) • Christine Lemke & Jan Timme (D) • Michael Lingner (D) • Miltos Manetas/Francesco Bonami (GR-I) • Fabio Mauri (I) • Dave Mckenzie (JA) • Mevis & Van Deursen (NL) • Hans-Ulrich Obrist (CH) • Seth Price (IL) • Ed Ruscha (US) • Tommaso Tozzi (I) • Emilio Villa (I) • Carey Young (US) • Christopher Wool (US) • Scott Zieher (US).

Titolo: DOC. documentalità, testualizzazione e immaginazione teorica
Curatore: Angelo Bianco, Direttore Artistico Fondazione SoutHeritage
Sedi: Fondazione SoutHeritage - Via F.sco Paolo Volpe 6, Matera
Archivio di Stato - Via Tommaso Stigliani 25, Matera
Inaugurazione: 14 aprile 2011, ore 18.00 - Fondazione SoutHeritage
Periodo: 14 aprile - 4 giugno 2011
Biglietto: ingresso libero
Orari: martedi e giovedì 16.00-19.00 - altri giorni 10.00-13.00, chiuso lunedì e festivi

giovedì 23 settembre 2010

Giornate Europee del Patrimonio a Picerno

Nell’ambito delle manifestazioni programmate dal Ministero per i beni e le attività culturali in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2010, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Basilicata ha curato la realizzazione delle seguenti iniziative:

PICERNO (PZ) - MOSTRE DOCUMENTARIE E VISITE GUIDATE 25-26 settembre 2010 ore 10.00-12.00 / 16.30-19.00

Due architetture a confronto - La chiesa dell’Annunziata e il convento dei Cappuccini
Convento dei Cappuccini - Via 25 Aprile - Picerno (PZ)

La mostra documentaria, attraverso una ricca documentazione archivistica ed elaborati realizzati dagli studenti, illustra due tra i monumenti più significativi di Picerno, la chiesa dell’Annunziata risalente nell’impianto originario al XIV secolo e il convento dei Cappuccini costruito nel 1590 con attigua chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi.

Storia e beni culturali a Picerno. La torre medievale e la torre San Leonardo
Palazzo Scarilli - Via Palmieri - Picerno (PZ)

La mostra illustra, attraverso gli elaborati realizzati dagli studenti, due importanti testimonianze dell’architettura fortificata medievale, risalenti nel primo impianto al XII-XIII secolo, ubicate nel cuore del centro storico di Picerno.

Entrambe le iniziative sono il risultato del lavoro di ricerca e di studio che gli alunni dell’Istituto comprensivo “Giustino Fortunato” di Picerno stanno svolgendo, in collaborazione con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Basilicata nell’ambito del progetto didattico “Scuola e territorio: alla ricerca dell'identità perduta”, sul patrimonio storico artistico di Picerno, allo scopo di contribuire fattivamente alla conoscenza, promozione e valorizzazione del ricco patrimonio culturale della cittadina lucana.
Durante i due giorni della manifestazione gli alunni della scuola media di Picerno illustreranno i contenuti delle mostre e offriranno agli utenti l’opportunità di visitare i monumenti.

Iniziative organizzate dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Basilicata in collaborazione con l’Istituto comprensivo “G. Fortunato” di Picerno e il Comune di Picerno.

venerdì 21 maggio 2010

Storia di un’anima. Immagini e memorie dal Diario di Olivia Cushing

Comunicato stampa

L’allestimento proposto dal Museo H. C. Andersen per i prossimi mesi intende seguire attraverso dipinti, testimonianze fotografiche e documentarie la vita di Olivia Cushing Andersen: seguendo il Diario di questa aristocratica americana si sviluppa la storia emozionante del suo rapporto con la famiglia Andersen sullo sfondo di un’epoca sconvolta da grandi cambiamenti.
Olivia Cushing nasce nel 1871 a Newport (Rhode Island) da una facoltosa famiglia di educazione puritana appartenente alla società dei “nuovi ricchi” anglo-americani. Fin da bambina, per la sua formazione culturale, Olivia viaggia molto tra l’Europa e l’America e a vent’anni, con l’intento di apprendere ed accrescere la sua conoscenza attraverso il contatto diretto con i luoghi della cultura, compie il suo grand tour: Londra, Parigi, Norimberga, Bayreuth, Venezia, Torino, Aix-les-Bains, Siena, Perugia, Firenze, Napoli, Roma.
Nel 1892 a Parigi in rue de l’Université avviene l’incontro della sua vita con Andreas Andersen, artista, pittore di umili origini, grande amico del fratello maggiore di Olivia, Howard, dedito anch’egli allo studio e alla pratica dell’arte. Da questo momento tutto l’impegno spirituale, intellettuale e fisico di Olivia sarà profuso verso la famiglia Andersen. All’inizio, innamorata, dedicherà le sue attenzioni e il suo incoraggiamento economico e spirituale ad Andreas, di cui diventerà nel 1902 l’amatissima consorte per circa un mese; poi, per il resto della sua vita, si occuperà con decisione e dedizione (fino alla morte nel dicembre 1917) a Hendrik Andersen, di cui diverrà il nume tutelare, sorella, amica intima con cui condividerà ambiziosi progetti (La Città mondiale della comunicazione, i suoi Drammi religiosi). Trasferitasi definitivamente a Roma a partire dal 1903, la sua vita quotidiana si svolge vicina a tutta la famiglia Andersen, l’adorata maman Helene, la sorella adottiva e modella Lucia, Arthur il giovane fratello musicista. In un susseguirsi di continui viaggi tra l’America e l’Italia al fine di concretizzare il suo personale impegno di scrittrice e quello legato al grande sogno dell’utopica città della comunicazione mondiale, The world communication centre, condiviso con Hendrik. Olivia si preoccupa sempre con dedizione di incitare e sostenere non solo spiritualmente ma anche materialmente i grandi progetti scultorei di Hendrik, a partire dalla Fontana della vita.
L’allestimento si articola attraverso una cinquantina di opere e numerose foto e cartoline (dipinti e sculture di Andreas e Hendrik, disegni e pastelli di Howard Cushing e James Brigg Potter), in un curioso “ritratto di Signora” amante dei viaggi e delle amicizie raffinate, in una continua fuga anticonvenzionale, tipicamente anglo-americana, dalla propria famiglia di origine e con un grande amore per la cultura e per l’espiazione-elevazione della propria anima.
Il profilo che ne viene fuori è molto vicino ai personaggi letterari femminili creati dall’amico (rivale di Olivia nell’affetto per Hendrik) Henry James, sicuramente incarnazione di una donna di fine secolo piena di fermenti e di slanci femministi, ancora sentiti come intimo contraddittorio, eppure in sintonia con la rapida evoluzione della società dell’epoca.

Storia di un’anima.
Immagini e memorie dal Diario di Olivia Cushing (1871-1917)
A cura di Matilde Amaturo e Maila Marasco
Roma, Museo Hendrik C. Andersen
Via Pasquale Stanislao Mancini, 20
Date: 4 giugno - 3 ottobre 2010
Inaugurazione: venerdì 4 giugno, ore 17.00

giovedì 25 marzo 2010

Mare Clausum, Mare Liberum

di Angela Delle Donne

Mare Clausum Mare Liberum, la pirateria en la America Española è la mostra che fino a maggio 2010 sarà ospitata presso l’Archivio General de Indias in Siviglia. Si tratta di un percorso documentario tratto dagli oltre ottanta milioni di pagine originali di documenti storici, un percorso che riguarda la pirateria al tempo della colonizzazione spagnola dei territori americani. Le sezioni sono tante, tra cui: la pirateria nel nuovo mondo, le guerre franco-spagnole, i corsari inglesi, l’organizzazione difensiva contro la pirateria, il dominio spagnolo e la pirateria nel cinema e nella letteratura.
La mostra prevede anche la visione di un video descrittivo della storia dell’edificio che ospita l’Archivio General. La struttura fu iniziata nel 1584 con l’intendo di ospitare le attività commerciali tra il vecchio continente ed il nuovo mondo e prima ancora di essere concluso, il palazzo era luogo dei tanti traffici che affollavano la città. Quando nel 1680 il centro della attività commerciali fu spostato a Cadiz, il palazzo cadde in disuso e solo nel 1785 prende vita l’archivio dei documenti. Così, ad oggi, l’Archivio de Indias è diventato la memoria del nuovo mondo, custodendo le corrispondenze di Cristoforo Colombo, i documenti della casa reale, i trattati di pace e gli accordi, bolle papali e tanto altro materiale documentario di recente acquisizione.
I documenti esposti raccontano tre secoli di storia dei traffici marittimi della Spagna e degli assalti subiti durante la navigazione. Ed insieme ai documenti trovano spazio piccoli plastici delle fortezze spagnole in America, ricostruzioni delle imbarcazioni, armature e piccoli cannoni da guerra, lungo le pareti ritratti dei comandanti e delle personalità importanti, cimeli delle conquiste ed una piccola sezione delle porcellane della compagnia delle Indie realizzati in Cina.
Nella sezione dedicata ai pirati nella letteratura e nel cinema troviamo locandine di film e libri che raccontano storie di fantasia e di realtà. Il percorso è concluso dal plastico dell’intero edificio dell’archivio.