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martedì 4 dicembre 2012

Brescia: restauro della Chiesa S.Maria della Carità

Comunicato stampa

“Era l’autunno del 2010 quando con orgoglio, entusiasmo e determinazione avviammo i lavori di restauro della Chiesa. Oggi, esattamente due anni dopo, a seguito d’importanti interventi strutturali e di recupero, ci accingiamo a restituire alla città di Brescia un edificio - mirabile gioiello architettonico e scrigno di opere d’arte di grande pregio - altrimenti destinato al crollo”.
Con queste parole, nel corso della presentazione alla stampa della fase finale del restauro della Chiesa di Santa Maria della Carità, il Presidente della Fondazione CAB Alberto Folonari ha annunciato un grande evento per celebrarne l’inaugurazione ufficiale. “Si terrà – ha anticipato Folonari – alla fine di febbraio e vedrà il coinvolgimento della città che, così come era avvenuto nei secoli passati quando si era reso necessario intervenire sull’edificio per restauri impegnativi, anche in questa occasione ha partecipato con generosità: grazie al contributo dei molti benefattori bresciani, ai due milioni di euro messi a disposizione per il restauro dalla Fondazione CAB si sono infatti aggiunti altri 400mila euro, che hanno consentito di far fronte ad alcuni interventi inizialmente non preventivati”.
Oltre al Presidente della Fondazione CAB, alla conferenza stampa odierna erano presenti l’architetto Giovanni Tortelli dello studio associato Tortelli – Frassoni, responsabile del progetto e della direzione dei lavori e Monsignor Federico Pellegrini della Cattedrale di Brescia.
“La Chiesa – ha dichiarato Tortelli - nel suo insieme è un monumento unico ed eccezionale dal punto di vista storico, artistico e architettonico. Per questo è stato per noi motivo di grande soddisfazione collaborare con la Fondazione CAB al progetto di restauro. La struttura era a rischio di cedimento. Grazie ad un lavoro professionalmente molto impegnativo, con collaborazioni di abili maestranze, l'abbiamo restituita nella sua integrità”.
“Nel corso del restauro – ha sottolineato Folonari – insieme all’Associazione Amici della Chiesa sono state realizzate più di cinquanta visite guidate al cantiere che hanno coinvolto oltre un migliaio di cittadini; c’è stata la Notte Bianca della Chiesa con la presentazione degli affreschi alla città; sono stati realizzati tornei e lotterie per raccogliere fondi; sono stati interessati tutti i club della città e del territorio e sono state coinvolte le scuole bresciane di restauro e i loro allievi. Le risposte positive non sono mancate, come testimonia il Libro D’Oro, un unicum in pregevole edizione dove oltre agli scritti relativi al progetto si raccolgono le firme di coloro che, a qualsiasi titolo, si sono interessati alla Chiesa. Ciò mi rende ancor più lieto di annunciare che Brescia potrà presto tornare ad annoverare tra i suoi gioielli questa perla di straordinario valore che, realizzando nuove sinergie con la realtà circostante, contribuirà a fornire nuovo impulso allo sviluppo del turismo culturale in città”.
“Grazie a questo restauro – ha dichiarato Monsignor Pellegrini – via Musei, da Santa Giulia alla Chieasa Santa Maria della Carità, diventa un itinerario ideale verso la valorizzazione e la riscoperta dell'identità bresciana all'insegna della sinergia tra spirituale e materiale, elemento artistico e sentimento religioso”.

mercoledì 17 novembre 2010

Riapre il tempio di Venere a Roma

di Gianmatteo Funicelli

Ritorna alla pubblica fruizione il Tempio di Venere presso il Foro romano, all’interno di in un promettente e più ampio progetto di riqualificazione e messa in sicurezza riguardanti le maggiori aree archeologiche romane e i relativi percorsi di visita. Il progetto di risistemazione della grande area monumentale si deve all’intervento del delegato per le aree archeologiche di Roma e Ostia, nella figura di Roberto Cecchi, che concretizza manutenzione straordinaria dell’intero spazio archeologico e la sistemazione tecnica dei percorsi, per garantire un’efficiente utilità verso i visitatori. L’antico tempio, fondato nel 141 d.C. da Antonino Pio in epoca antoniniana e dedicato alla Città Eterna nonché alla dea Venere, venne eretto nei pressi del Colosseo dove vi era, un tempo, il vestibolo della Domus Aurea di Nerone. Esso si presentava diptero (con due file di colonne sul perimetro) e con un’elaborata disposizione di ambienti all’interno. Di tale sfarzo, oggi rimane in vista solo il grandioso pavimento in lastre marmoree e le agili colonne in porfido, in quanto Il suo processo di spoliazione cominciò già nel VII secolo, quando vennero estratte dall’edificio le tegole in ottone della copertura sul tetto che l’imperatore Eraclio concede a Papa Onorio per riutilizzarle in San Pietro.
Il progetto di questa grande risistemazione vuole essere una ricognizione dell’architettura originaria, restituendo alla realtà attuale la grandiosità delle strutture antiche. Prima di questi interventi, sino agli anni ottanta, lo spazio archeologico era persino attraversato da una lunga strada asfaltata percorribile dalle auto. Questa collegava la viabilità sino a Piazza di Venere e ai giardini. Oggi manutenzione e ripristino hanno cancellato ogni traccia dell’incombente suolo in asfalto e restituito all’archeologia l’originario impianto architettonico dell’antico sito templare, decaduto e lesionato. Le prevalenti e più necessitanti operazioni di manutenzione hanno interessato dapprima delle soluzioni concernenti scorrimento e smaltimento di infiltrazioni d’acqua, il pericolo più incombente e responsabile del degrado nel sito. I maggiori restauri sono stati attivati invece sulle semicalotte delle absidi nonché sui parametri delle mura nel lato Sud. Lesioni e cedimenti hanno interessato anche le scale che occupavano la zona dell’incrocio delle absidi a cui il restauro ha dovuto rispondere con l’integrazione di numerosi contrafforti collegati da un sistema di possenti solai armati. Al deterioramento delle absidi si è risposto con delle iniezioni di malta, utili a restituire sia un’immagine di integrità all’impianto murario, ma soprattutto a preservare dai successivi decadimenti strutturali. L’intervento attuato, ha impegnato risorse per 265.000, 00 euro.

Informazioni utili:

Orari di visita
Dalle 8.30 fino a un’ora prima del tramonto
Chiuso 1 gennaio, 25 dicembre
La biglietteria chiude un'ora prima
Ingresso
I visitatori entreranno dai due ingressi dell’area archeologica centrale; via dei Fori Imperiali e via di San Gregorio. L’accesso al Tempio di Venere e Roma, una volta all’interno dell’area di visita, si trova a fianco dell’Arco di Tito.
Biglietti
Intero € 12,00; ridotto € 7.50
Il biglietto consente l’accesso alle aree del Foro romano, del Palatino e del Colosseo

lunedì 3 maggio 2010

I colori di Giotto. La Basilica di Assisi tra restauro e restituzione virtuale

Comunicato stampa

Nell’VIII Centenario dell’Approvazione della Regola di San Francesco, la città di Assisi e la Comunità francescana conventuale del Sacro Convento promuovono uno straordinario evento dedicato a Giotto e agli affreschi della Basilica di San Francesco. Saranno messi in evidenza aspetti finora ignoti della sua pittura anche grazie alle più moderne tecnologie, che ci consentono di recuperare con il restauro le opere originali e, dove non è possibile, di restituirle in forma virtuale. L’iniziativa, che si svolgerà fino al 5 settembre 2010 nella Basilica di Assisi e a Palazzo del Monte Frumentario, è curata da Giuseppe Basile, a cui si deve uno straordinario lavoro di restauro e di ricerca, grazie al quale è oggi possibile realizzare questo grande evento.
Il progetto comprende innanzitutto il restauro dei dipinti murali di Giotto nella Cappella di San Nicola nella Basilica Inferiore, che è l’ultimo atto di una delle più importanti attività di restauro e di studio mai svolte in Italia. Dal tragico evento del terremoto del 1997, tutta la Basilica di San Francesco è stata infatti interessata da interventi strutturali e conservativi che hanno permesso di “vedere da vicino” uno dei più avvincenti capitoli della storia dell’arte dell’Occidente, dove hanno lavorato i maggiori pittori del Medioevo, tra cui Cimabue, Jacopo Torriti, Giotto e successivamente Pietro Lorenzetti e Simone Martini. In realtà la presenza di Giotto, documentata nel 1309, lascia ancora aperti alcuni interrogativi, ad esempio sui suoi aiuti o sul tempo in cui è rimasto ad Assisi, che gli esiti del restauro potrebbero contribuire a sciogliere, dato che siamo in presenza di una pittura di qualità altissima e di un committente particolarmente importante.
Il cantiere di restauro è aperto ai visitatori, che potranno salire sui ponteggi, seppure in gruppi contingentati, per ammirare da vicino “i colori di Giotto” e la sapiente attività dei restauratori coordinata da Sergio Fusetti, con l’ausilio di una audioguida in più lingue inclusa nel biglietto. La direzione dei lavori del cantiere di restauro è a cura di Vittoria Garibaldi, Soprintendente per i Beni Storici Artistici e Etnoantropologici dell’Umbria.
Dalla Cappella di San Nicola i visitatori potranno salire nella Basilica Superiore per ammirare le Storie Francescane, lungo tutte le pareti della navata e da qui raggiungere, a pochi passi, il trecentesco Palazzo del Monte Frumentario, da poco restaurato, per approfondire la conoscenza di quelle 28 scene che compongono uno dei cicli pittorici più importanti di tutta la storia dell’arte.
In quegli ambienti sarà infatti allestita una mostra “virtuale”su Giotto com’era, che offrirà ai visitatori la possibilità di conoscere l’aspetto originale delle Storie di San Francesco della Basilica Superiore, ricostruite grazie agli studi di un’équipe dell’Istituto Centrale del Restauro diretta da Giuseppe Basile ed alla maestria di Fabio Fernetti. In un unico spazio che ricorda, seppure in dimensioni ridotte, la Basilica Superiore, gli affreschi saranno presentati nel loro aspetto originario prima delle alterazioni che il tempo e le vicende storiche hanno fatalmente favorito.
L'originale impiego di tecniche fotomeccaniche, digitali e di intervento pittorico manuale, ha reso possibili effetti molto vicini a quelli di una pittura su muro.
Se l’intervento sui dipinti di S. Nicola (pensato come un “cantiere aperto”) è un esempio di “recupero fisico” di un’opera d’arte, gli allestimenti che saranno realizzati al Monte Frumentario costituiscono il primo esempio in assoluto di un “recupero virtuale” di un ciclo pittorico condotto alla luce di ricognizioni specialistiche dell’opera.
Per rendere ancora più interessante la restituzione delle Storie francescane, grazie alle tecnologie digitali di HALTADEFINIZIONE gli affreschi virtuali saranno messi a confronto con il loro aspetto attuale, disponibile in una serie di schermi con touch screen disposti in corrispondenza di ogni gruppo di scene.
L’affresco dedicato alla Conferma della Regola di san Francesco da parte di papa Innocenzo III, scelta come immagine guida dell’evento per la ricorrenza del suo VIII centenario, sarà riproposta in scala reale.
In una specifica sezione dell'allestimento sarà inoltre possibile entrare virtualmente all'interno dell'affresco, la cui scena, tradotta in tre dimensioni, viene drammatizzata: i personaggi si animano e dialogano, con Innocenzo III che accoglie Francesco ed i suoi discepoli e ne approva la Regola: un'applicazione di realtà virtuale che consente una immersione sensoriale. I visitatori potranno infatti interagire all'interno dello spazio virtuale in modo semplice e naturale, con il solo movimento del corpo. Una seconda installazione virtuale viene dedicata all'indagine spaziale e prospettica dell'immagine giottesca, in rapporto con quanto la sua resa tridimensionale mette in luce. Il Progetto è ideato e coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, a cura di Eva Pietroni e Francesco Antinucci.
La mostra sarà infine completata da una sezione dedicata alla tecnica dell’affresco e dalla proiezione di un filmato dedicato ai restauri della Basilica realizzato da Artmediastudio.
Un unico biglietto consentirà l’ingresso nel cantiere di restauro della Cappella di San Nicola e negli spazi espositivi del Monte Frumentario. Con lo stesso biglietto sarà inoltre possibile visitare, lungo la stessa Via San Francesco, il Palazzo Vallemani, sede della Pinacoteca Civica, dove si conservano alcuni straordinari affreschi staccati di Giotto e degli artisti assisiati che hanno lavorato nel cantiere della Basilica.
Per l’occasione, sempre a Palazzo Vallemani, sarà allestito un nuovo percorso didattico dedicato al cantiere medioevale e alla tecnica dell’affresco.
I Colori di Giotto è un iniziativa promossa dal Comune di Assisi con la collaborazione del Sacro Convento, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali attraverso la Direzione Regionale, le Soprintendenze dell’Umbria competenti e l’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, la Regione Umbria e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e il coordinamento organizzativo di Civita. Il Catalogo è edito da Silvana Editoriale.
La mostra “virtuale” al Monte Frumentario, il restauro in Basilica e il percorso didattico nella Pinacoteca civica si collocano all’interno del Programma triennale di eventi e mostre, promosso dal Comune di Assisi, per celebrare la nascita dell’arte pittorica intorno al cantiere della Basilica di san Francesco e alla figura di Giotto, nell’VIII centenario della fondazione dell’Ordine francescano. Un programma che si pone in una grande prospettiva che ha come traguardo la candidatura di Assisi come Capitale Europea della Cultura nel 2019.
Il progetto si avvale di un prestigioso Comitato scientifico, presieduto da Antonio Paolucci e composto da Giuseppe Basile, Roberto de Mattei, Anna Di Bene, Sergio Fusetti, Vittoria Garibaldi, Elvio Lunghi, Enrica Neri Lusanna, Padre Luigi Marioli, Serena Romano, Enrico Sciamanna, Francesco Scoppola, Alessandro Tomei e Alessandro Delpriori (segretario).
Nell’ambito delle stesse manifestazioni il Comitato scientifico e gli enti promotori stanno lavorando ad un nuovo appuntamento, nel 2011, rappresentato da una grande mostra dal titolo GIOTTO E ASSISI. Il cantiere della Basilica e l’arte in Umbria tra Duecento e Trecento, che sarà allestita di nuovo in Basilica e a Palazzo del Monte Frumentario. Grazie ad un ponteggio appositamente allestito sarà resa possibile la visita ravvicinata delle Storie Francescane di Giotto in corrispondenza della prima campata della Basilica Superiore (A tu per tu con Giotto).
Contestualmente sarà realizzato un percorso espositivo di grande suggestione composto da circa 80 prestiti italiani e internazionali e centrato sulla presenza del pittore fiorentino ad Assisi, dai possibili esordi duecenteschi delle storie dell’Antico Testamento e di San Francesco, fino alla grande decorazione della Basilica Inferiore. Intorno a Giotto la mostra documenterà la straordinaria stagione artistica che vive l’Umbria a cavallo tra il XIII ed il XIV secolo.
Sarà infine realizzata per l’occasione una segnaletica permanente nel territorio comunale di Assisi che consenta di percorrere un itinerario completo delle opere di Giotto e di quelle che si possono collegare più ampiamente alla sua presenza nel cantiere della Basilica tra Duecento e Trecento.

Titolo: I colori di Giotto. La Basilica di Assisi tra restauro e restituzione virtuale
Sede: Basilica di San Francesco e Palazzo del Monte Frumentario, Assisi
Date: 11 Aprile - 5 Settembre 2010
Orari:
Palazzo del Monte Frumentario:
tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.30. Ultimo ingresso alle ore 19.00.
Cappella di San Nicola:
dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.30,
sabato dalle 9.30 alle 16.30, domenica dalle 13.30 alle 16.30

venerdì 23 aprile 2010

Chirurgia di una madonna nera

di Giannatteo Funicelli

La Vergine bruna di Seminara (RC) è un documento di storia e devozione di un Sud fedele e di una terra assoggettata. La leggenda vuole che il manufatto ligneo raffigurante la Madonna con in braccio il Bambino, vestiti entrambi con due tonache ben strette in vita, abbia radici in Asia Minore, tra le mani di San Basilio, vescovo di Cesarea. Il suo arrivo in Occidente può essere giustificato nella lotta iconoclasta che Leone III l'Isaurico additò a tutte le effigi sacre (VIII sec.). Destinata alla devozione dell’antica città di Taureana (odierna Gioia Tauro), in un avventurosa fuga dai saraceni, il simulacro fu abbandonato per strada dagli abitanti (951 d.C.). La scoperta fortuita dell’oggetto sacro fu ad opera di alcuni contadini di Seminara, in un mercoledì santo. Da allora suscitò un immediato fascino religioso per i fedeli.
Oggi il prezioso oggetto, di indiscusso valore storico artistico, in balia di una forte degradazione materiale, sarà oggetto di un’attenta riqualificazione e di svariate indagini scientifiche necessarie alla rivalorizzazione dell’opera, valido esempio di arte religiosa nel monachesimo basiliano meridionale. La statua, di 92 cm. di altezza, è stata realizzata in un unico blocco di legno. La sua superficie doveva essere ricoperta da un rivestimento policromo che supportava, poi, la stesura di una chiara dipintura e alcune parti in foglia d’oro. Svariate sono state le critiche in merito al colorito bruno del volto, che ha donato alla figura l’attribuzione di “Madonna nera”, dovuto (forse) all’alterazione dell’ossido di ferro nei pigmenti che colorivano il volto a causa di un forte incendio e causandone il conseguente viraggio.
La campagna di restauro del simulacro prevede un’attenta riqualificazione del degrado, di tipo antropico e naturale, e di molteplici fasi diagnostiche finalizzate alla rimessa in efficienza. Alla presenza del laboratorio istallato nella stessa chiesa dove l’opera è ubicata, ossia il Santuario della Madonna dei poveri di Seminara, essa si presenta seriamente danneggiata da varie lesioni in superficie, affiancate a sollevamenti e crepature del colore, alle quali sarà riservata un’indagine stratigrafica intensiva. Inoltre le parti che presentano la doratura sono, in alcune campiture, molto logore.
Le principali fasi di riqualificazione saranno: disinfestazione, consolidamento, ripulitura e reintegrazione della superficie pittorica. Elaborazioni scientifiche riguarderanno, inoltre, la datazione dell’opera: applicazioni diagnostiche come il radiocarbonio saranno fondamentali per l’individuazione cronologica del manufatto. Esecuzioni di ultravioletto e riflettografia permetteranno di evidenziare ridipinture, ritocchi e gli strati sottostanti la superficie pittorica. Il sistema dell’XRF accerterà l’originalità dei pigmenti utilizzati sul legno. La campagna, nelle sue progressive fasi di lavorazione, sarà attentamente documentata da un percorso fotografico al fine di consegnare alla stampa e agli studi universitari l’accurato lavoro scientifico, che si presenterà agli occhi degli studiosi, ma anche dei numerosi fedeli, come un’autentica “chirurgia di fede”.

Per aggiornamenti scientifici ed approfondimenti storici consultare:
www.beniculturali.it alla voce “Restauri in evidenza”
www.seminaraonline.it al link “Pillole di storia”

martedì 9 febbraio 2010

L’“Adorazione dei pastori” di Caravaggio dopo il restauro

Comunicato stampa

Giovedì 11 febbraio, alle ore 11, presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, si terrà la cerimonia di presentazione del dipinto restaurato “Adorazione dei pastori” di Caravaggio. Introdurrà l’iniziativa, il Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Interverranno il Ministro dei Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi, il Presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb, il Vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi. L’opera restaurata sarà successivamente presentata nella Sala Aldo Moro dalle restauratrici Valeria Merlini e Daniela Storti. L’“Adorazione dei pastori” resterà qui esposta al pubblico dall’11 al 14 febbraio. Orari d’ingresso (gratuito, da Piazza Montecitorio): giovedì 11 febbraio dalle 14 alle 19 (ultimo ingresso alle 18,30); venerdì 12 dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso ore 18,30); sabato 13 e domenica 14, dalle 10 alle 14 (ultimo ingresso ore 13,30).
Dal mese di ottobre al mese di gennaio, la Camera dei deputati ha ospitato i lavori di restauro del dipinto di Caravaggio. L’opera, giunta a Montecitorio dal Museo Regionale di Messina, è stata restaurata da Valeria Merlini e Daniela Storti, sotto la direzione di Gioacchino Barbera e l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro grazie al contributo di Fastweb. L’“Adorazione dei pastori” è stata restaurata nei locali del Punto Camera di Piazza del Parlamento e i lavori sono stati aperti al pubblico il mercoledì e il venerdì dalle 15 alle 17. I visitatori in questo periodo sono stati circa 5mila, mentre gli accessi alle sezioni dedicate a “Caravaggio Restauro Aperto” sul portale Fastweb sono stati oltre 60mila.
La cerimonia di presentazione del restauro sarà trasmessa in diretta sulla webtv di Montecitorio.

domenica 15 novembre 2009

Caravaggio. Restauro Aperto

Comunicato stampa

Un evento eccezionale quello proposto a Roma presso gli spazi della Camera dei deputati in via del Parlamento, dal 7 ottobre al 31 gennaio 2010. “Caravaggio, restauro aperto” consente infatti di seguire giorno per giorno i lavori di conservazione che verranno eseguiti su una delle opere più suggestive ed intime di Caravaggio, l'”Adorazione dei Pastori” del Museo Regionale di Messina. L'opera, collocata all'interno del Punto Camera in via del Parlamento, sarà restaurata da Valeria Merlini e Daniela Storti ogni giorno sotto gli occhi del pubblico.
I lavori saranno diretti dal Dott. Gioacchino Barbera, Direttore del Museo Regionale di Messina e dall’ ISCR Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro.
L’iniziativa è promossa dalla Camera dei deputati, e voluta dalla Regione Sicilia sostenuta grazie al contributo di uno Sponsor unico, Fastweb, che offrirà inoltre la possibilità al pubblico di prenotare, attraverso il sito www.fastweb.it, una visita al “cantiere aperto” durante tutto il periodo di restauro. Sempre attraverso il sito si potrà essere aggiornati sull’andamento dei lavori, seguire in tempo reale l’elaborazione dei dati scientifici prodotti e trovare notizie ed informazioni sul dipinto, sulla sua storia e sul geniale artista che l’ha eseguita.
Due giorni la settimana, il mercoledì e il venerdì dalle ore 15 alle 17 con prenotazione obbligatoria, sarà infatti possibile accedere all’interno del Punto Camera a gruppi di 10 persone ogni 20 minuti , per assistere agli interventi in corso sull’opera avvalendosi della guida esperta delle restauratrici. Negli altri giorni chi passerà in Piazza del Parlamento potrà vedere l’esecuzione dei lavori attraverso una delle vetrate dello spazio attrezzato a laboratorio di restauro.
Il lavoro eseguito dai tecnici verrà filmato in tutte le sue fasi e trasmesso all’esterno in alcuni video costantemente aggiornati.
La tela giunta a Roma dal Museo Regionale di Messina, dalle considerevoli dimensioni cm 314 X 211, realizzata nel 1609 da Caravaggio appare all'interno del Punto Camera in tutta la sua intima e riservata bellezza. La Vergine, riposa a terra tra la paglia tenendo a se il suo bambino appena nato, San Giuseppe e i pastori si sporgono verso di lei con ammirata discrezione, mentre un bue ed un asino di straordinaria bellezza osservano la scena.
L'evento anticipa di qualche mese l’apertura delle celebrazioni per 400 anni dalla morte di Caravaggio, che interesseranno, tutto il 2010. L’”Adorazione dei pastori” infatti al termine del restauro sarà esposta alla grande mostra "Caravaggio" che dal 18 febbraio prossimo sarà ospitata alle Scuderie del Quirinale.
Per l’occasione sarà disponibile un catalogo edito da Skira che raccoglierà i risultati del lavoro tecnico e scientifico, corredato anche da importanti contributi storico artistici.

IL PROGETTO:
In occasione del quarto centenario dalla morte di Caravaggio, il dipinto l’Adorazione dei pastori, verrà sottoposto ad un restauro conservativo nel periodo settembre 2009 – febbraio 2010 per migliorare il suo stato di conservazione, come da tempo si auspicava di poter fare.
Tutte le operazioni tecniche e scientifiche si svolgeranno secondo la metodologia del restauro aperto, presso gli ambienti della Camera dei deputati, che si affacciano su Piazza del Parlamento.
Secondo una prassi da noi già sperimentata (Caravaggio La Madonna dei Pellegrini 1999; Giulio Romano Sacra Famiglia 2007) come restauratori, opereremo sul dipinto mantenendo un contatto continuo con un pubblico di appassionati e di studiosi, ma anche di passanti e turisti, dando notizie ed
informazioni sulle operazioni in corso. Chi attraverserà in quei mesi Piazza del Parlamento, potrà vedere attraverso le vetrate l’esecuzione dei lavori, apprendere con un video continuamente aggiornato una sintesi del lavoro svolto fino a quel momento, ma anche prenotarsi per poter vedere l’opera più da vicino e porgere domande ai tecnici.
Al termine del restauro (fine gennaio), l’Adorazione dei pastori sarà presentata alla Camera dei deputati unitamente ai risultati del lavoro svolto, che verranno raccolti in un catalogo. Questa pubblicazione ed il documentario prodotto durante i lavori dal regista Antonio Farina, accompagnerà l’opera alle Scuderie del Quirinale, sede prestigiosa della grande mostra “Caravaggio”, che accoglierà proprio nell’anno della celebrazione, capolavori del genio lombardo provenienti dai più grandi musei del mondo.

IL RESTAURO:
Il dipinto messinese, già oggetto di un intervento nel 1921 e successivamente nel 1950 da parte dell’Istituto Centrale per il Restauro (l’attuale ISCR), pur presentando il supporto in buono stato di conservazione, mostra una persistente disomogeneità della superficie dipinta che si manifesta attraverso ossidazioni e sbiancamenti, particolarmente visibili nella parte centrale della composizione.
Alcune stuccature si presentano sottolivello rispetto alla pellicola pittorica e sono estremamente visibili numerose alterazioni delle precedenti reintegrazioni
pittoriche.
Il recupero dei valori cromatici originali, dei piani prospettici e di rapporti chiaroscurali, avverrà attraverso la graduale e controllata rimozione delle sostanze
estranee al dipinto, con l’ausilio della strumentazione scientifica più avanzata e secondo i parametri estetici concordati con la direzione dei lavori.
Il restauro sarà affiancato da una consistente campagna diagnostica rigorosamente non distruttiva condotta da M.I.D.A. di Claudio Falcucci, che oltre a costituire un insostituibile supporto durante le operazioni conservative, fornirà importanti elementi relativi alla tecnica esecutiva.

Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.camera.it

sabato 18 aprile 2009

Tesori d'arte a Montepulciano

Comunicato stampa

Aprirà i battenti il prossimo venerdì 24 aprile, al Museo Civico Pinacoteca Crociani di Montepulciano (SI), la mostra “Tesori d’arte dal Trecento all’Ottocento, restauri a Montepulciano”, uno degli eventi della “Settimana della Cultura” promossa in tutta Italia dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
La raccolta presenta tredici opere d’arte presenti a Montepulciano, fino adesso nascoste o in cattivo stato di conservazione o poco visibili a causa della loro sistemazione, restaurate e restituite alla collettività. Sono stati recuperati, tra gli altri, capolavori come la Madonna di Ugolino di Nerio di Santa Maria dei Servi e la Madonna della Misericordia di Luca Signorelli della chiesa di Santa Lucia (entrambe presentavano gravi lacune del colore originale) e il Crocifisso ligneo proposto come opera rinascimentale dello scultore fiorentino Jacopo Sansovino, finora trascurato perché attaccato dai tarli e coperto da uno spesso strato di vernici e di sporco. Recuperata anche la mirabile pala d’altare del Gesù con il Miracolo di San Gregorio, di cui non era identificabile neppure il soggetto per la forte ossidazione della vernice. Quelle descritte prima sono solo alcune delle opere d’eccezione riunite nel Museo Civico di Montepulciano che ospita la mostra. Tre di esse non sono state esposte per le grandi dimensioni, ma sono egualmente illustrate nel catalogo che accompagna la rassegna e si trovano in alcune chiese di Montepulciano. Si tratta della tela d’altare di Durante Alberti raffigurante il “Miracolo di San Gregorio” (conservata nella Chiesa del Gesù), della tela d’altare con il “Martirio di San Biagio” di Giovanni da San Giovanni, che si trova nell’abside del santuario di Sant’Agnese e infine del Crocifisso ligneo intagliato degli inizi del XVII sec. di scultore toscano che si trova nel Tempio di San Biagio. La mostra si propone anche come occasione per approfondire temi non sufficientemente trattati e per affrontare nuovi studi sulle opere e gli artisti. Ciò è stato reso possibile grazie alla disponibilità della Fondazione dei Musei Senesi che ha finanziato il catalogo della mostra nella prestigiosa collana dei Quaderni e cataloghi. “L’idea di questa esposizione - spiega Laura Martini della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Province di Siena e Grosseto, curatrice della mostra - nasce dal desiderio di rendere noti a un pubblico ampio, che non sia solo quello degli addetti ai lavori, i risultati sorprendenti che l’attività di tutela del territorio, specie con il restauro, offre in maniera costante a chi opera in questo settore. Il momento della conoscenza di un patrimonio tanto ricco diviene indispensabile per procedere a una corretta azione di tutela e di valorizzazione”.
“E’ attraverso le abili capacità dei restauratori che oggi possiamo ammirare in tutto il rinnovato splendore importanti opere provenienti da quell’inestimabile contenitore che è il territorio di Montepulciano - aggiunge Roberto Longi Direttore del Museo Civico Pinacoteca Crociani - e al loro magistrale lavoro va aggiunta l’attenta “regia” degli organismi statali preposti alla salvaguardia del nostro ingente patrimonio, le Soprintendenze; regia che non si basa solo sul controllo, ma che promuove e incentiva la conoscenza storico-artistica”.
La mostra è stata organizzata dal Comune di Montepulciano, Fondazione Musei Senesi, Diocesi di Montepulciano e Chiusi, Fondazione Monte dei Paschi, Provincia di Siena e Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le Province di Siena e Grosseto, in collaborazione con l’Associazione Amici del Museo Civico di Montepulciano, Consorzio del Vino Nobile e Società Storica Poliziana.

Inaugurazione venerdì 24 aprile, ore 17.30 presso la sala conferenze del Palazzo del Capitano in Piazza Grande a Montepulciano (SI).

“Tesori d’Arte dal Trecento all’Ottocento. Restauri a Montepulciano”
Dal 24 aprile al 30 agosto
Museo Civico - Pinacoteca Crociati
Via Ricci 10, Montepulciano
Orari: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19
Biglietti: intero 4,13 euro, ridotto 2,58 euro
Info: 0578.717300, 0577.530164, www.museisenesi.org

Ufficio Stampa:
Fabrizio Lucarini, ILogo
Fondazione Musei Senesi
mobile 340.7612178
email: fabrizio@ilogo.it

Diego Mancuso
Comune di Montepulciano
0578.712202
340.7268935