venerdì 4 febbraio 2011

Potenza e l’antico sacello di San Rocco

di Sonia Gammone

La chiesa di San Rocco Confessore di Potenza è da sempre oggetto di grande interesse popolare poiché legata ad uno dei Santi più amati e venerati dalla tradizione religiosa potentina. L’edificio, risalente alla seconda metà del XIX secolo, fu realizzato sulle rovine di una precedente cappella edificata tra il 1400 e il 1500 a seguito della pestilenza che colpì la città, detta “delle Ghiandole”. A questo periodo risale anche l’istituzione della Confraternita omonima, il cui statuto fu riconosciuto nel 1789 da Ferdinando IV di Borbone. Logorata dal tempo, la cappella crollò del tutto nel 1832 e solo nel 1860 la Confraternita diede inizio alla costruzione della nuova chiesa e fu grazie al sostegno economico dei fedeli che nel giro di un biennio il nuovo edificio fu riaperto al culto. In tal senso si legge su una lapide celebrativa presente all’interno della chiesa “L’ANTICO SACELLO/DEDICATO AL GLORIOSO S. ROCCO/IN PIỦ AMPIA E NOBIL FORMA RIEDIFICAVASI/DELLA PIETÀ DEI POTENTINI/NELL’ANNO DI GRAZIA/1862./ERA PRIORE DOMENICO ALBANESE/PROCURATORE GERARDO MANCINO”.
L’impianto, a forma di croce latina, presenta tre navate. L’abside e i due cappelloni laterali sono uguali nelle dimensioni e presentano una copertura a forma di calotta emisferica che viene impreziosita da riquadri ottagonali recanti al centro un motivo floreale. La facciata anteriore ci appare con un portale affiancato da due grandi lesene grigie che si innalzano fino al cornicione. Al di sopra troviamo una lunetta finestrata che termina con un timpano di forma triangolare. I prospetti laterali sono più bassi e rivelano la presenza delle due grandi cappelle semicilindriche. Al centro dell'architrave del portale d'ingresso si trova una formella in marmo recante in rilievo l'effigie di S. Rocco, databile al 1857 ed attribuibile allo scultore lucano Michele Busciolano. Sul lato sinistro, adiacente all’abside, si eleva il campanile a tre livelli che culmina in una cuspide tronco-piramidale in cui si conserva una campana, non più in funzione, risalente al 1565 e dedicata a S. Lorenzo da Padula. Sul lato destro possiamo ammirare una statua in bronzo raffigurante il Santo di Montpelier, realizzata nel 1969 su progetto del parroco don Salvatore Vigilante. Un altro elemento estremamente interessante, situato sulla parete destra della chiesa, è un rilievo funerario di epoca romana. La stele funeraria, racchiusa in una piccola nicchia, rappresenta un busto femminile ritratto fino all’altezza dell’addome. La donna, rappresentata nel consueto gesto della Pudicitia, indossa una tunica con scollo arrotondato ed un mantello caratterizzato da profonde e fitte pieghe che le copre in parte il capo; con la mano destra, sollevata all’altezza del petto, trattiene un lembo di mantello, mentre nella mano sinistra regge quello che sembra essere un ventaglio, accessorio piuttosto ricorrente in tali rappresentazioni.
All’interno colpisce l’abbondanza degli stucchi dorati che appaiono quasi in contrasto con il sobrio rivestimento basamentale in pietra di Trani. Nel cappellone di destra possiamo ammirare, su di un altare di marmo all’interno di un’edicola, una statua lignea di San Rocco realizzata nel 1859 dal Busciolano: il Santo è raffigurato come un giovane con la barba, nelle vesti e con il bastone da pellegrino, nell’atto di indicare il bubbone della peste presente sulla gamba sinistra, modello iconografico questo, molto diffuso. Sempre al Busciolano si devono anche altre due pregevoli opere presenti nella chiesa, una statua lignea del Sacro Cuore e una di San Vito. Attenti lavori di restauro hanno anche riportato a nuova luce uno splendido crocifisso ligneo di uno scultore ignoto datato intono al XV secolo che è ora possibile ammirare alle spalle dell’altare centrale. La scultura è stata scolpita in un unico blocco di legno, a cui sono state aggiunte testa e braccia; dell’originaria cromia rimangono solo pochi frammenti. Nel corso dei secoli ha subito profonde modifiche: sono state evidenziate ferite e sangue, aggiunti i capelli e le mani in stucco, un perizoma in cartapesta e varie ricostruzioni. L’attento studio anatomico, caratteristico dell’epoca, rivela il volto di un Cristo estremamente umano nei lineamenti, che nonostante il dolore mostra un sorriso sereno.
Dopo anni di restauro la Chiesa di San Rocco Confessore ha riaperto nel marzo del 2010, con una messa solenne presieduta dall’arcivescovo di Potenza Mons. Agostino Superbo, che ha così riconsegnato ai fedeli lo storico edificio di culto del capoluogo di regione.

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