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martedì 20 gennaio 2015

La settima arte ai tempi della rivoluzione gotica

Riflessioni critiche sulla filmografia e la carriera di Tim Burton

di Daniele Nardiello

Congegni paradossali, macchine ingenuamente ingegnose, espressioni malinconiche di protagonisti tanto fantasiosi quanto drammaticamente umani, ambientazioni ultra-kitsch: benvenuti nell’universo visionario di Tim Burton!
Timothy William Burton rappresenta una figura poliedrica di regista e sceneggiatore, ma ancor prima animatore e disegnatore. Nato 57 anni fa in una serena ed ordinata cittadina della Contea di Los Angeles, non lontana da Hollywood, trascorre un’infanzia travagliata. È introverso, lunatico, intollerante verso l’autorità dei genitori. Ragazzo timido ed eccentrico, si ciba voracemente di cartoni animati e vecchi film dell’orrore, di cui assorbe inesorabilmente le atmosfere gotiche ed espressioniste. Manifesta ben presto una potente disposizione artistica, che esprime attraverso il disegno.
Il suo è un talento vero e sofferente. A 18 anni vince una borsa di studio messa in palio dalla Disney, che gli permette di continuare a coltivare la sua passione al California Institute of the Arts di Valencia, per poi diventare alla fine degli anni ’70 un disegnatore ufficiale dei lungometraggi animati. Ma il suo spirito travagliato rifugge presto dalle atmosfere edulcorate, troppo infarcite del presuntuoso conformismo di «graziose bestioline ammiccanti».
Esordisce coraggiosamente da regista con il cortometraggio Vincent (1982), omaggio al suo mito e maestro Vincent Price . Della durata di soli 5 minuti, interamente in bianco e nero, viene realizzato con la suggestiva tecnica stop-motion, consistente nel creare un fotogramma per volta, ottenuto fotografando i piccolissimi movimenti compiuti da modellini, in modo da dare l'illusione del movimento. «Vagare vorrebbe in tenebra oscura, sfidando pericoli senza paura», recita la voce fuori campo, sublimando le suggestioni dei racconti di Edgar Allan Poe, in una frase che esprime tutta la sofferta interiorità del giovane regista.
Burton esordisce nei lungometraggi con Pee-wee's Big Adventure (1985), commedia originale e divertente che segna l’inizio della fortunata collaborazione del regista con il musicista Danny Elfman, con il quale in futuro collaborerà in quasi tutte le sue pellicole, con le sue sonorità incantevoli e fantastiche, ottenute attraverso una peculiare e magistrale composizione orchestrale.
Raggiunge un’insperata notorietà con Beetlejuice - Spiritello porcello (1988), una stramba ma interessante commedia fantasy-horror della Warner. La pellicola si aggiudica nel 1989 l'Oscar al miglior trucco e il personaggio gotico di Beetlejuice conquistò un notevole successo di pubblico e critica, dando vita anche a una serie televisiva animata.
Il giovane regista è pronto al grande salto nello star system. La Warner gli affida nel 1989 un progetto ambizioso: la trasposizione cinematografica del fumetto Batman. Il risultato è un grande successo, grazie all'appoggio artistico degli attori Michael Keaton, primo feticcio di Burton, e dello straordinario Joker Jack Nicholson.
L’anno successivo Burton discosta la sua atipica figura di film maker dalla logica di botteghino delle major hollywoodiane, regalandoci il poetico, commovente Edward mani di forbice (1990). L’esordiente outsider Johnny Depp, destinato a diventare il nuovo feticcio, interpreta una creatura grottesca a metà strada tra Pinocchio e il mostro di Frankenstein, che vive la sua diversità con coraggiosa illusione, per scoprire l’impossibilità all’integrazione in un mondo di “normale” crudele umanità. Il film è una favola amara, che sparge i semi di quel mondo misto di tenerezza ed assurdità, che rappresenta il filo conduttore della poetica di Burton.
Il fertile sodalizio con Depp produrrà l’eccezionale thriller-horror Il mistero di Sleepy Hollow (1999) e la commedia musical-drammatica Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street (2007), affiancato dalla splendida e lugubre compagna di Burton, Helena Bonham Carter, in pellicole gotiche che mietono premi e nomination.
Particolare menzione merita Big Fish - Le storie di una vita incredibile del 2003, racconto della vita romanzesca di Ed Bloom (interpretato rispettivamente da Ewan McGregor nella versione giovanile e da Albert Finney nella fase senile, entrambi straordinari e credibili). Si tratta di una rivisitazione del novello Barone di Münchhausen, che appare agli occhi del figlio come una figura patetica, incapace di affrontare la realtà e colpevole di esserle sempre sfuggito attraverso il ricorso ai racconti fiabeschi. Tuttavia si scopre nel commovente epilogo lo stupefacente intreccio di realtà e magia, visibile solo agli occhi di chi conserva nel candore infantile la capacità di vedere e saper ascoltare la ricchezza del mondo interiore.

«La gente vede la follia nella mia colorata vivacità e non riesce a vedere la pazzia nella loro noiosa normalità!»
Cappellaio Matto (Johnny Depp), dal film Alice in Wonderland (2010) di Tim Burton

mercoledì 9 gennaio 2013

Ralph Spaccatutto, il nuovo eroe targato Disney

di Giovanna Russillo

Che succede se un bel giorno il cattivo della favola, stanco del ruolo che gli è stato assegnato, decide che è tempo di riscatto e fa di tutto per diventare un eroe? Nasce così Ralph Spaccatutto, la nuova pellicola di animazione della Disney tra le più riuscite del 2012.
Felix Aggiustatutto è un videogioco un po’ datato che ha per protagonisti Felix e Ralph. Ciò che Ralph distrugge a suon di pugni Felix ricostruisce con il suo martello magico. Stanco di incassare sconfitte e umiliazioni ad ogni partita e di essere ignorato dagli altri personaggi del gioco, Ralph fugge attraverso i cavi di alimentazione e si imbatte in diverse generazioni di videogiochi – dallo sparatutto Hero’s Duty al coloratissimo Sugar Rush – alla ricerca di una medaglia che lo incoroni finalmente eroe. L’amicizia con Vanellope, un errore di programmazione che proprio come lui aspira a cambiare vita, lo aiuterà ad accettare la propria condizione e a capire l’importanza fondamentale del suo ruolo per lo sviluppo delle dinamiche del gioco.
La Disney da sempre attinge a piene mani dall’universo delle fiabe per realizzare i suoi classici film di animazione. Ma stavolta la magia e l’incanto sono proiettati in un contesto insolito e attuale, quello dei videogame. Il film è frutto di una scelta coraggiosa e vincente, in cui non mancano gli elementi classici della favola a lieto fine: l’eterno dualismo bene-male, la dolorosa “costruzione” dell’eroe, la trasformazione di un personaggio (Vanellope) da moderna Cenerentola in principessa. E se i bambini ameranno il nuovo eroe Disney e i suoi divertentissimi compagni d’avventura, gli adulti impazziranno per le citazioni di storici videogame, da Pac-Man a Super Mario.

sabato 30 giugno 2012

Il cinema dipinto di Giuseppe Flangini

di Francesco Mastrorizzi

Dopo la prestigiosa sede dell’Ambasciata d’Italia a Washington DC, sarà un’altra importante location, quella di Palazzo Zuckermann a Padova, ad accogliere nelle sue splendide sale la mostra Flangini & Minnelli. Il cinema dipinto, dal 6 luglio al 25 agosto 2012. L’evento presenta tra le altre le sequenze disegnate da Giuseppe Flangini durante le riprese del film Brama di vivere, diretto da Vincente Minnelli, sulla vita di Van Gogh. Ricomposte dopo quasi 60 anni per l’occasione, sono state definite dalla critica uno degli storyboard più belli della storia del cinema. La selezione, una quarantina circa tra dipinti e disegni, presenta sia lavori eseguiti da Flangini in Belgio, direttamente sul set della celebre opera cinematografica, sia opere sviluppate successivamente su grandi tele ad olio, tra cui Giorno di pioggia, Il gruppo di elettricisti e Kirk Douglas nella parte di Van Gogh, con gli autografi del regista e del cast.
La mostra, oltre a mettere insieme in un unico progetto espositivo la cinematografia e la pittura, rivelando la sintonia che intercorre fra le due diverse forme d’arte, intende altresì offrire al pubblico documenti d’archivio e oggetti provenienti dall’atelier di Flangini, a testimonianza di una rara versatilità, che ha visto il poliedrico artista veneto dedicarsi a forme espressive diverse, dal teatro al cinema, dalla ceramica alla pittura. All'esposizione si aggiungono due sezioni, l’una con opere riferite al paesaggio veneto, terra d’origine dell’artista, messo a confronto con quello belga; l’altra dedicata al tema della maschera, elemento caratteristico del percorso espressivo di Flangini.

lunedì 28 maggio 2012

Ciak al Castello Odescalchi di Bracciano

di Francesco Mastrorizzi

Dal 20 giugno 2012 al 6 gennaio 2013 il Castello Odescalchi di Bracciano ospita la mostra Ciak al Castello - Cinquant'anni di Cinema al Castello Odescalchi di Bracciano, dedicata alle produzioni cinematografiche, televisive e ai documentari girati nello storico maniero dal 1950 a oggi. Con una selezione di filmati, foto e costumi di scena la mostra ritrova i set di film, fiction televisive e documentari girati nelle sale e negli esterni, spesso reinventati da registi e scenografi grazie ad un prolifico scambio con il Castello e le sue suggestioni.
Venere imperiale, Il tormento e l'estasi, La cintura di castità, C'era una volta: le grandi produzioni del passato firmate dalla regia di maestri come Jean Delannoy, Carol Reed, Francesco Rosi e Pasquale Festa Campanile. Othello, Il cuore altrove, Commediasexy, Oggi sposi: le produzioni più recenti di Oliver Parker, Pupi Avati, Alessandro d'Alatri, Luca Lucini, registi dei nostri giorni. Elisa di Rivombrosa, Edda Ciano Mussolini e Coco Chanel: le fiction televisive di grande successo, senza dimenticare programma di divulgazione culturale come Superquark e Ulisse - Il piacere della scoperta, che hanno portato il grande pubblico televisivo al Castello Odescalchi.
Attraverso installazioni video con immagini di 20 tra i più di 150 film girati al castello (ritrovati attraverso un paziente lavoro di ricerca) la mostra guida il pubblico in un percorso nell'architettura reale, nella quale il pubblico si muove, e nell'architettura immaginata e costruita dal cinema: da prigione a fortezza, da convento a collegio, da castello fatato a serraglio moresco. La mostra, promossa da Maria Pace Odescalchi, attenta e sensibile a iniziative capaci di valorizzare e far conoscere la dimora storica e il suo patrimonio, con la cura di Maurizio Conte, Romano Milani e Luigi Piccolo, è realizzata dall'Associazione Culturale Opere.

venerdì 10 febbraio 2012

Carmine Crocco guida i briganti in tv

di Francesco Mastrorizzi

Andrà in onda in prima serata su Raiuno domenica 12 e lunedì 13 febbraio 2012 la fiction televisiva in due puntate "Il Generale dei Briganti", che narra le gesta di Carmine Crocco, detto Donatelli, brigante e rivoluzionario lucano durante gli anni a cavallo dell’Unità d’Italia. Nato a Rionero in Vulture, Crocco fu a capo delle bande di briganti del Vulture-Melfese, che raggiunsero un numero di oltre duemila uomini.
La miniserie, prodotto da Rai Fiction ed Ellemme Group e diretta da Paolo Poeti (tra i suoi successi la serie “Amico mio” con Massimo Dapporto), mescola racconti documentati ad altri inventati, per restituire informazioni mancanti, personaggi e legami probabili o immaginari. La sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Poeti assieme a Giovanna Koch, con la consulenza del Prof. Carlo Felice Casula, basandosi su episodi della vita di Crocco. Per interpretare il celebre brigante è stato scelto l’attore Daniele Liotti. Tra gli altri protagonisti, gli attori Danilo Brugia, Christiane Filangeri, Raffaella Rea e Fabio Troiano.
Le riprese della fiction sono state realizzate integralmente nel sud Italia, tra il Vulture (con location a Venosa, Melfi, Lagopesole e San Fele), Putignano e il Gargano. Durante le riprese venosine (svoltesi dal 21 al 24 giugno 2011), set sono stati allestiti in Piazza Municipio, dove è stata ricostruita fedelmente una piazza dell’Ottocento, nell'atrio del Castello Pirro del Balzo e nel fossato, dove si sono svolte scene a cavallo e uno spettacolare lancio dall’alto da parte di due stuntmen professionisti.
Notevole il lavoro di ricerca, da parte dello staff della casa produttrice Ellemme Group di Massimo e Vanessa Ferrero, per rendere quanto più fedeli alle vicende narrate costumi, ambientazioni, acconciature, arredamenti ed ogni altro piccolo particolare. Per le scene girate in Basilicata sono stati utilizzati anche figuranti e comparse reclutati direttamente sul posto. Tuttavia, per le difficoltà da parte del cast di riprodurre il dialetto lucano, si è deciso di utilizzare il dialetto napoletano.
Essendoci storicamente molte controversie sui fatti che hanno coinvolto Carmine Crocco nella storia risorgimentale d’Italia, sarà interessante valutare se sia stato fatto un attento lavoro di documentazione sulle vicende dei briganti oppure, come spesso accade per la fiction televisiva ispirata a personaggi realmente esistiti, ci saranno polemiche e lamentele da parte del pubblico più attento. Ai telespettatori l’ardua sentenza.

mercoledì 16 novembre 2011

Giovani Idee per un cortometraggio

di Francesco Mastrorizzi

Si è conclusa la VII edizione del concorso di cortometraggi “Giovani Idee”, che ha visto la Basilicata protagonista, grazie alla classe 2ªC del Liceo Classico “Quinto Orazio Flacco” di Venosa. La cerimonia di premiazione è avvenuta sabato 12 novembre a Saint Vincent, in Valle d’Aosta, in occasione del X convegno di studi organizzato annualmente da Fondazione e Associazioni “Carlo Donat-Cattin” di Torino, Bergamo e Brescia.
Il concorso, rivolto a tutte le classi delle scuole secondarie di secondo grado italiane, invitava gli studenti a realizzare un cortometraggio su uno dei temi in agenda per il convegno (“L’Italia che attende. Una Repubblica fondata sul lavoro”), avvalendosi dei mezzi di ripresa a propria disposizione, senza dare incarico a terzi esterni alla scuola o a professionisti del settore.
"Il lavoro è ancora così centrale nella vita delle nuove generazioni, così come lo era per i loro padri e i loro nonni? In questo senso, cosa si aspettano gli studenti di oggi, che saranno i lavoratori di domani? E cosa vorrebbero che la politica facesse per loro?" A queste domande hanno provato a rispondere dodici classi provenienti da scuole superiori di Sicilia, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Puglia, Piemonte, Toscana e Basilicata.
Il cortometraggio premiato, realizzato dai ragazzi della 2ªC del Liceo Classico di Venosa, si intitola “Work in Regress” e vede protagonista un manager che viene licenziato perché non condivide i modi poco puliti adottati dai vertici della sua azienda. Si tratta di una denuncia contro un sistema che si basa sull’aggressione al mondo del lavoro, ma anche un anelito di difesa della libertà e della giustizia sociale.
La motivazione data dalla giuria per l’assegnazione del 1° premio di 2000 euro è stata la seguente: “Il cortometraggio fa proprio il modello retorico dello show informativo televisivo per affermare un punto di vista finalmente autonomo, in cui la nuova generazione si scrolla di dosso la mera denuncia della stagnazione del mondo del lavoro, per reagire e assumere un ruolo da protagonista. In tutto questo, l’opera realizzata denota una buona attenzione ai codici, alle tecniche e alle risorse espressive del mezzo audiovisivo”.
Otto i giorni impiegati per la realizzazione del corto, di cui tre per le riprese e cinque per il montaggio. I giovani attori che compaiono nel filmato sono Marco Bonifacio, Marco Soldo e Chiara Catalano. Le riprese sono state realizzate da Vincenzo Lacolla, il montaggio da Vittorio Grimaldi. La sceneggiatura è opera di Antonio Mancino. Gli altri componenti della classe sono stati impiegati per il soggetto, la scenografia e i costumi.

lunedì 21 marzo 2011

Nessuno mi può giudicare

di Angela Delle Donne

La Cortellesi si presta al cinema per interpretare insieme a Raul Bova una commedia divertente scene esilaranti e buffe. La protagonista è una donna che vive in un mondo ovattato e che si ritrova a dover affrontare la dura realtà dalla sera al mattino. La sua superficialità e i suoi luoghi comuni devono scomparire per fare posto ad una nuova dimensione di vita, fatta di piatti da lavare, ricerca di lavoro per sbarcare il lunario ed un figlio che ha conosciuto solo il telefonino e la scuola privata. Di certo la punta di diamante di questo film sono le mille smorfie facciali che sa trovare la Cortellessi per esprimere di volta in volta i suoi stati d’animo, tra maschere buffe che arricciano il naso e pose sensuali rubate ad un improbabile tentativo di seduzione. Raul Bova veste il ruolo di un ragazzo di borgata che gioca a fare il duro ed il forte, ma si lascia ammaliare da una grazie non comune alle sue abitudini. I protagonisti sono sostenuti da personaggi satelliti che vorticano nella loro orbita e che esprimono al meglio i luoghi comuni e la comicità immediata. Tra una canzone di Pino Daniele ed una comparsa di Fausto Leali il film corre e svela il mestiere più antico del mondo troppo facilmente rappresentato e proposto prepotentemente come soluzione ai problemi contingenti della realtà cinematografica; immagine amara che smette mai di confrontarsi con la vita al di fuori dello schermo. Tra le tante commedie che si ripetono e si appiattiscono sui luoghi comuni questo film riesce a non scadere nella volgarità per ricercare una risata facile.

domenica 13 marzo 2011

La vita facile

di Angela Delle Donne

Storia a tre fra Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi e Vittoria Puccini, il film si divide tra Roma e il Kenia in un rincorrersi di fughe dal proprio presente e dalle proprie responsabilità. Compagni di gioco, i tre si ritrovano a giocare l’uno con la vita degli altri e non riescono a venir fuori dalla vischiosità del rapporto che intercorre fra di loro. I due protagonisti maschili vestono i panni di medici che conducono vite professionali diametralmente opposte e che sono legate dal filo rosso dalla protagonista femminile che dapprima si lascia affascinare dalle scelte eroiche di un medico di prima linea, Accorsi; e poi sceglie spudoratamente il fascino di una vita incentrata su cene, abiti firmati e gioielli scintillanti offerti dall’altro medico, Favino, che ha scelto la carriera nelle cliniche private. Il finale a sorpresa ribalta e conferma l’imprevedibilità della capacità di decidere delle proprie vite che spesso rimangono incatenate in superficialità squallide, quali possono essere quelle che identificano Ginevra – la protagonista femminile – che piange di amarezza e rancore come una bambina piccola alla quale hanno rubato la bambola più bella. Il giovane regista, Lucio Pellegrini, non si lascia ammaliare dal successo facile e cerca di sorprendere lo spettatore cercando di anticiparne le conclusioni ed i tentativi di pensare ad un epilogo. Qui lo troviamo a dirigere una commedia, come ha già fatto altre volte con i comici Paolo e Luca; ma è anche noto per aver portato al cinema un film sui fatti di Genova del 2001.

domenica 27 febbraio 2011

Amore e altri rimedi

di Angela Delle Donne

Gli affascinanti volti dello star-system hollywoodiano, Jake Gvllehhaal e Anne Hathaway, mostrano a più riprese le loro bellezze corporee in questo film ambientato negli Usa degli anni novanta che stanno per scoprire l’esplosione della pillolina azzurra. Lui è un rampante giovane informatore scientifico che tenta la scalata professionale all’interno di una società farmacologica, sicuro delle sue capacità e della sua voglia di arrivare si butta a capo fitto nel tentativo di avere più appuntamenti possibili con facoltosi medici anche utilizzando mezzucci di bassa lega. Lei è una giovane donna che deve combattere contro l’orrore e la solitudine di una malattia degenerativa che stride contro la bellezza dei suoi anni. Così si scoprono per caso e tentano disperatamente di relegare la loro relazione al solo sesso. Il regista Edward Zwick usa i tempi della commedia per scandire i tempi di una passione travolgente che è svuotata del romanticismo tipico delle commedie anni cinquanta, per mostrare solo l’impetuosità della fisicità. Zwick non è nuovo a film giocati gli sguardi, sugli impulsi impetuosi quale per esempio Vento di Passioni, dove ancora una volta, proprio partendo dal titolo, il motore propulsore è la passione in tutta la sua veemenza. Gyllenhaal e Hathaway hanno già lavorato insieme per un altro film che ha fatto scandalo: I segreti di Brokeback Mountain, in questa opera non sono una coppia travolta dalla passione anzi l’amplesso coniugale è svuotato di ogni desiderio e di ogni aspettativa.

sabato 19 febbraio 2011

Femmine contro maschi

di Angela Delle Donne

Si tratta della seconda saga della commedia di Fausto Brizzi, questa volta invertendo le parti tra femmine e maschi. Il film raccoglie un cast tutto italiano e di nomi noti del piccolo schermo e della cinematografia. Così tra luoghi comuni e risate facili per un’ora e mezza lo spettatore si trova coinvolto in storie parallele di relazioni sentimentali ed amicali. Anna e Piero, Marcello e Paola, Valeria e Diana che si ritrovano due mariti beatlsiani. Emerge il ritratto di donne manipolatrici ed inacidite, di uomini pigri e mammoni, insomma la lista della spesa che già si conosce a memoria. Ficarra e Picone mettono su una cover dei Beatle, l’uno all’insaputa della moglie e l’altro a rischio rottura relazione per questa passione infantile e forse proprio la loro performance alza di poco il livello del film buttando i riflettori su un gruppo che non finisce di attirare fans e imitatori.
Viene scomodata anche Wilma De Angelis che interpreta una mamma che finge problemi di cuore per riuscire a ricucire la famiglia del figlio separata ormai da anni. Il personaggio di Luciana Litizzeto ripropone il cinismo ed il sarcasmo che spesso accompagna i suoi personaggi e la caratterizzano; è la moglie di un divertente Solfrizzi che da prova di interpretare più dialetti italiani.
Il confronto con il primo film non regge per nulla, poiché il primo, per quanto incentrato sulla comicità spicciola, riesce a restituire qualche punto di riflessione in più, cosa che proprio non riesce al secondo, scivolato tra i più banali luoghi comuni mettendo il grembiulino rosa alla femminucce ed il grembiulino azzurro ai maschietti.

domenica 13 febbraio 2011

I fantastici viaggi di Gulliver

di Angela Delle Donne

L’eterna favola del mondo lillipuziano questa volta è animato da un goffo e piacente Jack Black, attore di commedie e di film da cassetta. Il Gulliver del XXI secolo è uno sconclusionato portalettere degli uffici di un grande giornale. La sua vita monotona si divide fra ciambelle e pupazzetti di personaggi dei fumetti animati dalla sua vocina cangiante che ogni sera fa vivere loro avventure nuove ed improbabili. Paradossalmente l’adulto infantile in questo film riesce ad avere un ruolo non mortificante poiché ognuno in sé porta la spensieratezza che chiede di essere arricchita di vanagloria e di coccole, così il nostro Gulliver non è un cavaliere impavido, ma un omone che libera il piccolo popolo con la pipì all’aperto, gesti non consoni al mondo degli adulti, ma che svelano la bricconeria dell’adulto. Il regista Rob Letterman chiama in scena i grandi miti contemporanei del mondo occidentale per celebrare il nostro protagonista e per renderlo re di un mondo che in realtà non esiste, se non nei sogni sbiaditi della sera che tentano di offuscare la routine del giorno. Ma tutti siamo richiamati a fare i conti con la realtà e nel momento in cui il nostro Gulliver esce dal suo mondo fantastico riesce ad realizzare il suo sogno: essere guardato con gli occhi della dolcezza e dell’amore della protagonista femminile. Per valorizzare ulteriormente le differenti grandezze dei due mondi la produzione ha scelto la proiezione in tre-D aggiunta solo in una fase successiva, ed anche i titoli di testa sono realizzati secondo un effetto ottico che rende le immagini di New York delle piccole miniature.

sabato 29 gennaio 2011

Qualunquemente

di Angela Delle Donne

Antonio Albanese con la regia di Giulio Manfredonia porta in scena uno dei suoi personaggi più famosi e popolari: Cetto La Qualunque. Il personaggio, noto per lo spazio riservatogli nel programma di Fabio Fazio, nel film sfoggia tutto il suo essere attraverso battute e personaggi di spalla. Commedia amara su una realtà non poi così fantastica di uno spaccato di società italiana, affronta il tema delle elezioni politiche che sono precedute da una scorretta campagna elettorale. C’è spazio per il dibattito televisivo che è completamente politicamente scorretto; c’è spazio per la “seduzione” dell’elettorato attraverso feste e regalie di vario genere; c’è la scelta del guru che viene chiamato per dare i consigli più utili alla creazione di un personaggio vincente; c’è il tentativo di intimorire l’avversario affinché si ritiri “spontaneamente” dalla scena politica. Il film è ambientato in una Calabria pervasa dal degrado, dal mal costume societario dei falsi invalidi, degli scavi archeologici occultati per costruire stabilimenti balneari, speculazioni edilizie abusive che hanno permesso la costruzione di grandi ville sulla costa. Ed ecco che fra tutto questo torna Cetto da un lungo periodo di latitanza, portando con sé una seconda moglie con bambina che deve dividere il tetto coniugale con la prima moglie ed il primo figlio. Quest’ultimo, di nome Melo, è completamente il rovescio del padre: timido, innamorato di una ragazzina che non ha nulla delle donne portate in giro per propaganda elettorale; impacciato e costretto a subire il carcere al posto del padre, per permettergli di dare l’immagine di un uomo che arriva fino in fondo al proprio dovere di cittadino. Battuta amara e riflessiva che racchiude il senso del film viene pronunciata dal guru, che si sbaglia chiamando La Qualsiasi, lapsus che esplica la pochezza e l’anonimato che a tratti pervade la nostra società.

mercoledì 29 dicembre 2010

La bellezza del somaro

di Angela Delle Donne

La bellezza del somaro è un film di Sergio Castellitto che nasce da un racconto lungo di Margaret Mazzantini. Sono coinvolti attori poliedrici ed differenti tra loro, e con la partecipazione di Enzo Jannacci, che vesti i panni di un uomo anziano che sconvolge la vita di tutti gli altri personaggi con le sue scelte. Una commedia a tratti leggera che ci racconta uno spaccato della nostra società contemporanea italiana, un film per grandi che poi forse attraverso queste scene si scoprono essere più infantili dei propri figli, i quali in qualunque maniera cercano di trovare il proprio posto nel mondo anche a costo di fare gesti estremi. Laura Morante ancora una volta interpreta il ruolo di una donna nevrotica che non riesce a riportare nell’habitat familiare la pacatezza e la serenità che svela candidamente nel mondo professionale. Infatti proprio i comportamenti della figlia adolescente metteranno a dura prova la sua serenità e quella dal marito. La figlia presenta loro un fidanzato senile – Jannacci – che se dapprima scombina il mondo coniugale paterno, in realtà, successivamente attraverso la sua saggezza e tutta la consapevolezza della sua età, riuscirà a traghettare la famiglia ed il mondo amicale che ruota intorno a loro, ad una nuova dimensione; non di certo risolutiva dei dilemmi umani, ma che sicuramente permetterà di ricreare dialoghi e rapporti. Castellitto è regista ed attore e non è la prima volta che passa dietro la macchina da presa e che porta in scena gli isterismi di una coppia di genitori che proprio non riesce a gestire i figli e che proprio non riesce a gestire il ruolo genitoriale.

lunedì 27 dicembre 2010

La banda dei Babbi Natale

di Angela Delle Donne

Un nuovo appuntamento con la comicità di Aldo, Giovanni e Giacomo, questa volta come ci racconta il titolo i tre comici si divertono a vestire i panni di babbo natale in un freddo inverno milanese ignari di ciò che li aspetterà. La divertente Angela Finocchiaro si ritrova nel suo commissariato tre personaggi in barba bianche e visto rosso che a ritroso nel tempo – utilizzando la tecnica del flash back, raccontano le loro disavventure proprio la notte di Natale. Aldo racconta di dover recuperare l’amore della sua amata arrabbiata per la sua vita da nullafacente; Giovanni è un veterinario che porta avanti due relazioni, una a Milano e l’altra aldilà del confine elvetico; Giacomo è ancorato al ricordo di una moglie eterea dalla qual immagine non riesce a distaccarsi. Sono uniti da un'unica passione: il gioco delle bocce ed inseguo un trofeo del campionato bocciofilo che li lascia sempre al secondo posto. Così tra le canzoni di Mina, passa una notte di Natale dapprima dietro una sbarra e poi dietro una scrivania di commissariato a fare tortellini e pasta di casa. La leggerezza di questa commedia ci restituisce una favola tante volte rappresentata che qui si replica in tre differenti vite ed un commissario che aspetta di scartare il suo regalo tra una telefonata alla famiglia che aspetta a casa ed un appuntato che le fa da spalla nell’ilarità gaudente ma mai volgare. Il regista, Paolo Genovese, noto per film Incantesimo, ambientato nel napoletano ma con una protagonista imbevuta della cultura meneghina, ancora una volta si lascia affascinare dalla città delle Madunnina, che in realtà viene inghiottita dalla nostra banda, ma che aleggia tra la neve ed una via del centro. Ancora una volta la comicità di Aldo, Giovanni e Giacomo emerge per semplicità e bellezza.

mercoledì 1 dicembre 2010

La donna della mia vita

di Angela Delle Donne

La donna della mia vita è una commedia ideata da Cristina Comencini, per la regia di Luca Lucini. Siamo di fronte alla storia di due fratelli che oltre a condividere un’unica madre chioccia condividono la passione per una stessa donna, che di fronte a bugie e colpi di scena, tarda a decidere quale dei due sarà il suo uomo. Valentina Lodovini è contesa tra l’inquieto primo figlio che è Alessandro Gassman e il piccolo cucciolo di famiglia che è Luca Argentero. Il personaggio di Gassman vive a Roma con una moglie disperatamente concentrata su i suoi tentativi di gravidanza e che non sa nulla delle trasferte milanesi del marito, che per questioni di lavoro e per questioni affettive, periodicamente lascia la capitale per andare nel capoluogo lombardo dove lo aspettano anche la mamma ed il fratellino. Quest’ultimo svogliatamente porta avanti la azienda di famiglia che produce torroncini. Il personaggio della Lodovini risulta spesso stretto tra le dirompenze dei due protagonisti maschili, che magistralmente si cedono l’un l’altro la scena; il tutto è intessuto dalla brava Stefania Sandrelli che ricama a suo piacimento la trama delle vite dei sui cari. La Sandrelli si assume il ruolo di definire le verità per tutti in nome del bene comune che non sconvolga le vite di nessuno, ma, come si sa, non si può imporre la propria volontà al caso, per cui le cose accadono e seguo il loro verso. A tutto questo il personaggio della Sandrelli, mamma chioccia che non si spoglia mai di questo ruolo, reagisce con un sorriso e qualche bugia e svelando forse che è proprio lei la donna della vita...

mercoledì 27 ottobre 2010

Benvenuti al Sud

di Angela Delle Donne

Remake fedele di Giù al nord, Benvenuti al sud è un film di Luca Miniero che riproduce brillantemente la produzione francese con una tipicità tutta italiana. Il cast è costellato di personalità spumeggianti: Claudio Bisio è il direttore lombardo ed abitudinario delle poste costretto ad andare in Campania per due anni per via di un inganno fatto sul posto di lavoro; Alessandro Siani è il dipendente delle poste di Castellabate pronto ad accoglierlo e sostenerlo in questo nuovo percorso.
Bisio lascia nella Brianza il figlio e la moglie interpretata da Angela Finocchiaro, nella veste di una donna ambiziosa ed arrivista che vuole tutti i consti vivere all’ombra della Madunina ma che saprà apprezzare la costa cilentana. Così ecco ribaltato specularmente il pregiudizio francese: se il protagonista oltralpe andava dal sud al nord, il nostro Bisio fa il percorso inverso.
Commedia brillante, Giù al nord, non lascia nulla al caso: ogni battuta è ben scandita e raccordata alla successiva. I personaggi si delineano in modo armonioso e corale, però sempre pronti ad emergere nel momento giusto con le proprie peculiarità talvolta stereotipate. Ed è proprio sugli stereotipi e sui luoghi comuni che il film gioca, sia del sud che del nord, ma allo stesso tempo riesce a smantellarli in modo tale da poterli guardare con più oggettività. Il canovaccio dell’opera buffa si ripresenta a più riprese nei giochi dei fraintendimenti, delle ambiguità ingenue, dei personaggi caricatura che sostengono la narrazione.

giovedì 21 ottobre 2010

La pecora nera

di Angela Delle Donne

La pecora nera è film drammatico e silente sulla realtà della demenza e del mondo delle relazioni che intessono coloro che sono affetti da problemi mentali. Il film è di Ascanio Celestini ed è con Ascanio Celestini che interpreta il personaggio principale, che da bambino viene introdotto al mondo del manicomio e che presto diverrà la sua residenza stabile. Spalla magistrale del protagonista è il personaggio interpretato da Giorgio Tirabassi, noto ai più per aver interpretato un poliziotto di commissariato, ma qui regala alla platea un profondo alterego al personaggio di Celestini, così il nome Nicola, sembra passare dall’uno all’altro senza sapere in realtà a chi appartenga. La trama non esce inedita nelle sale cinematografiche, poiché Celestini ha già realizzato una rappresentazione teatrale e una redazione letteraria, dando una completezza ed uno sguardo a trecentosessanta gradi nel spettro delle produzioni artistiche. Così questo assolo nasce da un’indagine condotta negli ospedali psichiatrici, le cui mura conoscono le storie e le vicissitudini di individui alienati ed alienati da se stessi, che in Nicola – il protagonista – trovano voce corale e completa. È più facile trarre conclusioni affrettate e proporre luoghi comuni, che portare in scena la profonda solitudine di individui che hanno difficoltà a relazionarsi con gli altri e che intimamente hanno difficoltà ad ascoltare i propri stati d’animo che emergono a sprazzi, spesso sedati da farmaci o da auto convincimenti. L’autore non ci risparmia nulla poiché è un mondo fatto anche di tanta pochezza, di tanta povertà, di tanta paura verso se stessi e verso l’altro.

domenica 26 settembre 2010

La passione

di Angela Delle Donne

Silvio Orlando si lascia guidare nella ricerca di una seconda possibilità nei panni di un regista ormai perso dietro un copione che non vuole nascere. Si nega a chiunque lo cerca ma non può esimersi dall’affrontare la annosa questione di una casa in Toscana che ha allagato la cappella affrescata sottostante. Commedia che si innesta tra le pieghe della più tragica delle rappresentazioni, la passione del Cristo, si divide tra la vita di un paesino di campagna e la vita di uno che deve a tutti i costi riscattarsi per continuare ad avere un ruolo nel mondo cinematografico. Accontentarsi di fare il regista di una sacra rappresentazione di provincia di certo non è da meno di girare un film nella capitale con la star femminile del momento, interpretata da Cristina Capotondi. La presenza di Stefania Sandrelli e Corrado Guzzanti regalano al film un brillante guizzo di comicità spicciola ed esilarante. La Sandrelli interpreta un funzionario comunale che non perdere tempo ad intimorire il nostro protagonista nel convincerlo ad una spontanea accettazione di ruolo di regista del venerdì santo. Corrado Guzzanti è un metereologo della tv locale che chiuso nel suo cappotto di pelle e nel suo egocentrismo di attore mancato. Quando tutto sembra perduto ecco che ritorna il sereno su uno storia intrisa delle contraddizioni che pervadono il nostro paese e su personaggi che si atteggiano a ruoli che non gli sono consoni. Il mondo parallelo pensato dal personaggio della Capotondi che di volta in volta si prefigura quale protagonista cinematografica interpreterà spezza la tensione di vite talvolta prive di una svelata speranza.

martedì 15 dicembre 2009

Welcome

di Angela Delle Donne

Propositivo nel titolo, il film da subito rivela un tema scottante: l’immigrazione ed il tentativo degli immigrati di attraversare clandestinamente diversi paesi per arrivare alla propria meta. La produzione francese del film si sofferma sulla storia di un giovane curdo, Bilal, che vuole raggiungere l’Inghilterra dove potrà rincontrare la sua ragazza. Dopo viaggi nascosti nei camion e ai bordi delle strade, in attesa di essere traghettato, si ritrova a Calais, ed inizia per lui un nuovo viaggio nell’incontro con Simon, istruttore di nuoto. Dopo un iniziale scontro tra i due nasce una forte intesa e l’istruttore si offre di allenare il ragazzo clandestino nel tentativo disperato di aiutare il giovane curdo ad attraversare la manica a nuoto.
La già triste storia si corolla di altri drammi quotidiani che a fatica permettono ai protagonisti di andare avanti. Se pur intimamente drammatico, il film sa trovare degli spiragli di luce che aprono interrogativi sull’alterità e sull’amicizia, dove tutti partono da un punto comune per andare verso le proprie aspirazioni di vita. Così le bracciate del nuotatore diventano simbolo delle bracciate verso la vita e verso i rapporti interpersonali.
Il film è stato premiato a Berlino ed è stato molto applaudito in Francia nonostante la presa di posizione nei confronti delle leggi sull’immigrazioni del governo francese; ricordando che l’altro diventa un corpo estraneo da sfruttare o da espellere, senza una vera possibilità di integrazione.

lunedì 27 ottobre 2008

Ex Drummer, nuovo Trainspotting?

di Gabriele Di Stasio

Film che travalica ogni confine di genere e focus, è da segnalare Ex Drummer, di Koen Mortier, regista 42enne che nel 1998 ha fondato una casa di produzione, la CZAR.BE, specializzata in pubblicità televisive, che gli ha portato grande fama (miglior regista nei Pesi Bassi nel 2007). Nel 2002 ha fondato CCCP, una casa di produzione focalizzata su lungometraggi e documentari, ed Ex Drummer è il suo primo lungometraggio. Un film crudo, ironico, geniale, semplicemente bello, una sorta di Trainspotting belga 11 anni dopo.
La semplice trama, riassunta in poche frasi di seguito, si esalta in un susseguirsi di immagini crude che qualcuno osa definire “fini a se stesse”. Un celebre scrittore accetta la richiesta di tre relitti della società che gli chiedono di entrare nella loro punk-rock band come batterista. Lo scrittore lo fa, senza quasi rendersene conto, per trarre ispirarazione per un suo nuovo libro. Mortier tesse un universo popolato di strani personaggi, inverosimili quanto basta per sembrare (quasi) reali. Un'epopea di puro cinismo che procede al ritmo incalzante della straordinaria (per chi ama il punk-rock) colonna sonora, vero trait d'union tra storie e personaggi. Nelle parole del regista il film è «une oeuvre musicale à lire et, en ce qui me concerne, un film à entendre» (un'opera musicale da leggere e, per quel che mi concerne, un film da percepire). Alla colonna sonora hanno partecipato gruppi rock di spicco della scena belga. Il cast è tanto sconosciuto a noi italiani, quanto stellare in termini di abilità interpretative.
Ex Drummer rappresenta un'opera cinematografica estremamente interessante, alla stregua del pure bello (e belga) Ben X, con il quale condivide uno sguardo spietato eppure "sognante " sulla realtà e sui suoi anti-eroi. Presentato all' International Film Festival Rotterdam del 2007 con ottimo successo, il film è stato distribuito nelle sale europee fin dal 31 Gennaio 2007. Arriva con ritardo in Italia (ma meglio tardi che mai), è uscito infatti il 3 Ottobre scorso e ci incuriosisce sapere che vita avrà nel nostro paese, da anni immemori vittima di uno strano embargo distributivo, che mai ci aveva permesso di vedere un film così "speciale". Da non perdere, ma lasciando minori e bambini a casa.