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giovedì 2 luglio 2015

Piero di Cosimo. Pittore “fiorentino” eccentrico fra Rinascimento e Maniera


[Comunicato stampa] Si deve a Serena Padovani, già direttrice della Galleria Palatina di Firenze, l’idea di proporre una mostra dedicata a Piero di Cosimo, pittore del Rinascimento fiorentino originale, fantasioso, straordinario narratore di favole, ma la cui notorietà, al di fuori del ristretto mondo degli storici d’arte e dei collezionisti, non ha mai, ingiustamente, raggiunto quella di maestri suoi contemporanei, come Filippino Lippi o Fra’ Bartolomeo.
L’interesse verso questo pittore e l’attualità del tema erano attestati dalla contemporanea intenzione della National Gallery di Washington – uno dei maggiori musei degli Stati Uniti dove sono esposti capolavori assoluti di artisti quali Leonardo da Vinci o Vermeer – di procedere anch’essa nell’organizzazione di un’esposizione monografica dedicata a Piero di Cosimo.
Da questo comune obiettivo è nata una collaborazione che ha portato all’organizzazione di due eventi espositivi per il 2015, di cui il primo, presso il museo americano, si è concluso il 3 maggio scorso. Due eventi distinti e non una mostra in due tappe, perché, sebbene una trentina di dipinti di Piero di Cosimo figurino sia nell’esposizione della National Gallery che in quella degli Uffizi, le due mostre hanno seguito progetti diversi, con un’articolazione più contenuta e strettamente monografica a Washington, più ampia – circa 100 opere – nell’esposizione di Firenze, comprendente anche disegni di Piero di Cosimo oltre ad alcuni dipinti e disegni di diversi maestri dialoganti con Piero, quali Filippino Lippi, Fra’ Bartolomeo e Lorenzo di Credi.
Fra le opere presenti solo alla mostra della Galleria degli Uffizi, spicca la tavola con la Morte di una ninfa della National Gallery di Londra, capolavoro commovente e dal soggetto ancora misterioso, che fin dal XIX° secolo ha stimolato la fantasia di altri artisti.
La mostra fiorentina ricostruisce il percorso artistico di Piero di Cosimo, a partire dalla formazione nella bottega di Cosimo Rosselli – maestro dal quale derivò fra l’altro il nome con cui divenne noto – seppure il suo vero nome fosse Piero di Lorenzo.
Gli incontri determinanti con l’arte di Leonardo da Vinci e dei pittori fiamminghi, stimolarono nel maestro la capacità di osservare la natura e la realtà circostante con incantata meraviglia, trasportandone di volta in volta frammenti nei dipinti di soggetto sacro, dove si arricchiscono di significati simbolici.
Ma seguire le opere di Piero di Cosimo vuol dire anche addentrarsi nella storia fiorentina del Rinascimento, dall’età Laurenziana, epoca alla quale risalgono dipinti di straordinaria qualità come la Visitazione (Washington, National Gallery) eseguita, per la cappella di Piero di Gino Capponi – proprio quel Pier Capponi noto per aver difeso la città contro Carlo VIII – nella chiesa di Santo Spirito, o il ciclo con Storie dell’Umanità primitiva eseguito per il palazzo dei Del Pugliese, di cui sono presenti le due scene di Caccia del Metropolitan Musem di New York e la suggestiva veduta di un edificio in costruzione del museo di Sarasota.
All’epoca della Repubblica fiorentina di fra’ Girolamo Savonarola e Piero Soderini risale, fra gli altri, il dittico con le effigi di Giuliano da Sangallo e di Francesco Giamberti (Amsterdam, Rijksmuseum), tra i ritratti più straordinari di tutto il Rinascimento fiorentino, mentre all’epoca della restaurazione medicea del secondo decennio del XVI° secolo è riconducibile la fantasiosa tavola con Perseo che libera Andromeda (Galleria degli Uffizi), che ornava la camera nuziale di Filippo Strozzi e Clarice de’ Medici.
Le opere di Piero di Cosimo ci introducono infatti anche al mondo colto e raffinato dei suoi committenti, i Del Pugliese, gli Strozzi, i Vespucci, che commissionarono cicli pittorici di tema mitologico per le loro dimore, nei quali il pittore raggiunge i vertici più alti nell’abilità narrativa, nella ricchezza dei dettagli, nella varietà di figure, costumi, scenari che fanno appena intuire quale dovesse essere la meraviglia degli apparati per sfilate e delle scenografie ideati dal maestro e descritti nella sua vita da Giorgio Vasari.
Il processo creativo del maestro è documentato dai rari disegni di sua mano, presenti, come abbiamo detto, solo nella mostra di Firenze poiché ragioni di conservazione non consentivano un periodo di esposizione superiore ai due, tre mesi.
Pittore solitario, al limite della misantropia, secondo quanto racconta il suo principale biografo Giorgio Vasari, anticonvenzionale, incolto nel suo aspetto, eccentrico – per usare un’espressione cara a Federico Zeri – Piero mostra affinità con Leonardo da Vinci per l’interesse verso la natura e la raffigurazione degli stati d’animo, come attesta, fra gli altri, l’intensità dei volti ridenti delle figure nel dipinto Madonna col Bambino e angeli della Fondazione Cini di Venezia.
Come Leonardo fu uno sperimentatore e questa, in un momento che segna il passaggio dalla tradizionale pittura a tempera ad uovo a quella della pittura a olio, può essere la ragione per cui diversi suoi dipinti risultano danneggiati. Antiche ridipinture nascondevano, ad esempio, il vero aspetto di una pala d’altare raffigurante il Matrimonio mistico di Santa Caterina e Santi, già ricordata da Vasari nella distrutta chiesa di San Pier Gattolini, fortunosamente riemersa in una collezione privata fiorentina. L’impegnativo restauro dell’opera, intrapreso in occasione della mostra, ha rivelato l’indiscussa appartenenza ad un unico complesso di questa tavola e della cimasa con Angeli, oggi nella National Gallery di Edimburgo; anch’essa appositamente restaurata per l’occasione, a Firenze: un riconoscimento internazionale dell’altissimo livello professionale che caratterizza il mondo del restauro in Italia.
La mostra, come il catalogo edito da Giunti Editore, è a cura di Serena Padovani, Elena Capretti – studiosa del Cinquecento e autrice di vari studi su Piero di Cosimo –, Anna Forlani Tempesti – specialista di disegni e già direttrice del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi –, e Daniela Parenti – direttrice del dipartimento dell’arte del medioevo e del primo Rinascimento alla Galleria degli Uffizi. Promotori dell’evento espositivo il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con il Segretariato regionale del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo della Toscana, la Ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, la Galleria degli Uffizi e Firenze Musei.

Titolo:Piero di Cosimo (1462-1522). Pittore “fiorentino” eccentrico fra Rinascimento e Maniera
Sede: Galleria degli Uffizi, Firenze
Periodo: 23 giugno - 27 settembre 2015
Catalogo: Giunti Editore

Immagine: Piero di Cosimo, Liberazione di Andromeda, 1510-1515 ca, olio su tavola, cm 70x23, Firenze, Galleria degli Uffizi.

giovedì 28 maggio 2015

Marco Borgianni. Dei e eroi

[Comunicato stampa] Il Comune di Siena espone ai Magazzini del Sale presso il Palazzo Pubblico una mostra monografica di Marco Borgianni, artista poliedrico dedito alla pittura e alla scultura, nato a Vico d’Elsa nel 1946, ma figlio artistico di Siena dove ebbe luogo la sua prima formazione giovanile, presso l’Istituto d’Arte della città in cui si diplomò maestro d’arte in ceramica, e dove, ancora studente, esordì con una mostra alla Galleria “Nuova Aminta”.
Nel 1967 frequentò la Facoltà di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze, sotto la guida di Ugo Capocchini; in questi anni prese parte a vari concorsi indetti in Toscana vincendo anche considerevoli premi, mentre nel 1970 fu tra i fondatori della rassegna d’arte contemporanea “Vico Arte” che ebbe tra i suoi espositori artisti come Guttuso, Treccani, Maccari, Murer e Zancanaro
La crescita artistica di Borgianni lo ha visto fino dagli anni Ottanta del secolo scorso affermarsi nel panorama internazionale con nuove esposizioni in Italia, in Marocco (Rabat), in Francia (Auvers sur oise, Parigi, Reims, Grenoble), in Svizzera (Ginevra) ed oltreoceano in Canada e in Giappone.
Nel 1992 l’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco ospitò una sua mostra personale che gli conferì ulteriore fama e visibilità nel mondo della critica e del mercato.
Gli ambiti espressivi indagati da Borgianni nel corso della sua attività sono stati parimenti la natura e il corpo umano.
La natura e la forza che sprigionano sono state oggetto di rappresentazione che, negli anni Novanta del ‘900 quando l’artista si recò in America, riservò ai paesaggi selvaggi e aridi del Gran Canyon e alle infinite valli andine, opere in cui prevalgono i colori ocra, cenere, le terre, alle quali contrastano la luminosità del giallo oro o di un nero splendente: una visione frutto dell’interpretazione intima dell’artista, esaltato davanti a tanta potente bellezza e al tempo stesso sgomento, come soggiogato dalla stessa.
Il rapporto con la natura che Borgianni mostra invece negli olii su tavola degli inizi del decennio scorso sembra virato a una pacata e pacificata contemplazione, che ritrae quasi calligraficamente i dettagli di angoli di stagni e acquitrini sui quali si rifrangono carichi di brillante colore fasci di giunchi e foglie.
Per introdurre il secondo ambito espressivo ritratto da Borgianni, il corpo umano, è necessario ribadire il suo legame con la Toscana, propria terra di nascita e formazione, e con Siena in particolare, che si ripropone con questa mostra dopo più di cinquanta anni dalla sua prima esposizione in città, anche se già nel 1997 si era ribadito con la realizzazione del drappo per il Palio dell’Assunta.
Ma il legame importante è anche e soprattutto quello con la tradizione artistica toscana, con i suoi grandi maestri rinascimentali, primo fra tutti Jacopo della Quercia e Michelangelo, e i loro capolavori e quanto della classicità reinterpretata sprigionano. Tutto questo Borgianni lo evidenzia in particolare nella serie di immagini dipinte con una tecnica e una resa molto originale, dove le imponenti figure sono come dilavate dal colore che le esalta, ma al tempo stesso sembra volerle negare “… quasi una marcia trionfale di dei e di eroi che tuttavia la tecnica pittorica consuma, oblitera, in parte contraddice e cancella.” (Antonio Paolucci), ma che svelano e conservano il segreto della Bellezza.
Come abbiamo ricordato in apertura Borgianni è anche scultore e modella figure in legno, ceramica, gesso, bronzo patinato che abbiamo modo di apprezzare in mostra.
Il soggetto prediletto in questo caso è la figura femminile. La nudità del corpo della donna dove nella plasticità delle pose sono esaltate le forme rotondeggianti dei fianchi, delle natiche e delle cosce che richiamano il mito arcaico della fertilità della dea madre, della terra generatrice di vita, con la sua fisicità dirompente, la sua giocosa armonia.
I corpi femminili sono spesso ripiegati e raccolti su se stessi, come conclusi in una spirale espressa attraverso l'abbraccio delle gambe e la torsione della testa in un segno di chiusura e di difesa, quasi a simboleggiare uno scrigno che custodisce il più prezioso miracolo del mondo, quello della vita di cui il corpo femminile è portatore e simbolo.
Queste sculture sono comunque anche inno alla bellezza, all'accoglienza morbida e generosa dei corpi femminili che, quando visti eretti e frontali, mostrano una grande fierezza e potenza nell'incedere, caratteristiche del mondo femminile che evidentemente l'artista sente e manifesta profondamente nelle sue creazioni e gli riconosce.

Titolo: Marco Borgianni. Dei e eroi
A cura di: Maria Siponta De Salvia
Sede: Siena, Palazzo Pubblico, Magazzini del Sale
Periodo: 30 maggio - 23 agosto 2015
Orari: tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 19.00
Ingresso: libero
Catalogo: Silvana Editoriale

mercoledì 22 aprile 2015

INDEXarea presenta Gerardo Fornataro

[Comunicato stampa] Il 24 aprile 2015 la Fondazione SoutHeritage inaugura il secondo appuntamento di INDEXarea: il primo spazio dedicato agli artisti contemporanei lucani all'interno del Centro per la Creatività Cecilia di Tito/Potenza.
Il progetto, a cura di Lucia Ghidoni, nasce dalla volontà di presentare, attraverso una serie di mostre monografiche, gli artisti selezionati all'interno di INDEX - Repertorio d’arte contemporanea in Basilicata, un archivio online in continuo aggiornamento sulla scena artistica regionale che, grazie ad un lavoro di selezione svolto dal 2009 con la collaborazione di diversi curatori (Barbara Improta, Antonella Marino, Fiorella Fiore, Grazia De Palma, Simona Caramia), documenta attraverso immagini, biografie e interviste i percorsi di ricerca degli artisti lucani.
L'area scelta all'interno del centro Cecilia è uno spazio particolare, estremo, che gioca tra le categorie di contenitore e contenuto: una scatola in cemento grigio di quindici metri di lunghezza e due per larghezza, interdetta al pubblico in quanto chiusa da una porta in plexiglass. Un luogo che funziona come una vetrina dell'arte, dove gli artisti sono chiamati a partecipare tramite progetti in situ, in un contesto significativo dove già sono attive diverse realtà culturali.
Dopo la mostra di Valentina Ferrandes, INDEXarea ospita la nuova installazione in situ di un giovane artista che vive e lavora in Basilicata, Gerardo Fornataro, fotografo che utilizzata la tecnologia digitale per una ricerca le cui caratteristiche superano e questionano i confini tipici dell'analogico. Il progetto concepito per INDEXarea, presenta un adattamento in situ di un'installazione fotografica già premiata all'International Photography Awards di Los Angeles, è tratta dalla serie "Ocean" del 2010, lavoro dove l'artista ha indagato, con evidenti richiami alla metafisica tipici della sua ricerca, il rapporto tra l'uomo e l'ambiente.
L'inaugurazione INDEXarea si inserisce in una serie di eventi culturali promossi in collaborazione con le associazioni attive al “Cecilia”. Fino al 31 maggio il palinsesto del centro dedicato alla cultura contemporanea presenta anche le piattaforme: VIDEO 1:1 e ODES (Orizzonte Degli Eventi Sonori).
VIDEO 1:1 è un format dedicato alla giovane videoarte per il quale un curatore, in un rapporto di identificazione 1:1, è invitato a selezionare un artista e un video rappresentativi della propria visione del contemporaneo. Per questa edizione Maila Buglioni, curatrice e storica dell'arte del collettivo ARTNOISE, attenta alle nuove tendenze della contemporaneità, ha scelto di presentare il corto "Mütter" (2014) di Lara Pacilio (Roma, 1978), video caratterizzato da un inedito intreccio tra arte visiva, teatro e musica.
La piattaforma ODES (Orizzonte Degli Eventi Sonori) dedicata invece alla ricerca sonora, prevede per questa edizione la presentazione del progetto site specific "Mema Verma" dell'artista ravennate Giovanni Lami. Il progetto, curato da Leandro Pisano (curatore impegnato in diversi progetti afferenti l’aspetto estetico del suono e delle nuove tecnologie), presenta uno studio sonoro mirato all’utilizzo acustico di un solo strumento, lo shruti box. Tramite dispositivi wireless che permettono una fruizione personale e intima che si fa quasi performance, il visitatore potrà fruire dell’opera e allo stesso tempo interagire con gli spazi del Centro “Cecilia”.

Gerardo Fornataro (Matera - 1978). Formatasi accademicamente presso l’Istituto Superiore di Fotografia e Arti Visive di Padova, ha partecipato a importanti mostre di arte contemporanea e ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti in ambito internazionale. 2006 - vince il premio Pagine Bianche d’Autore per la Basilicata. 2008 - menzione d’onore al Prix de la photographie di Parigi. 2009 - due menzioni d’onore all’International Photography Awards di Los Angeles. Nello stesso anno una sua foto è inserita nella pubblicazione “Young Blood”, annuale dei talenti italiani premiati nel mondo. 2011 - partecipazione alla 54ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. 2013 - riceve un'altra menzione d'onore all'International Photography Awards di Los Angeles. Vive e lavora a Matera.

Titolo: INDEXarea > GERARDO FORNATARO / Senza Titolo (a shot for "Cecilia")
A cura di: Lucia Ghidoni
Sede: Centro per la Creatività Cecilia, Contrada Santa Venere, 85050 Tito – Pz
Periodo: 25 aprile > 31 luglio 2015
Inaugurazione: venerdì 24 aprile ore 18:30