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giovedì 20 giugno 2013

Franco Fossa. La figura e i suoi luoghi

Comunicato stampa

Inaugura sabato 22 giugno alle ore 19.00 la grande mostra antologica che il Museo Civico di Foggia dedica allo scultore Franco Fossa (Milano, 1924 - Rho, 2010), tra i grandi interpreti del “realismo esistenziale” italiano degli anni Cinquanta.
La mostra dal titolo Franco Fossa. La figura e i suoi luoghi, è stata curata da Massimo Bignardi, docente di Storia dell’Arte contemporanea presso l’Università di Siena e, sin dagli anni Ottanta, amico dell’artista e suo attento conoscitore. Il percorso espositivo disegnato negli spazi del Museo di Foggia, con la puntuale regia della moglie, la signora Maria Grazia Fossa, nonché di Salvatore Lovaglio ed Antonio Maria Pecchini inseparabili presenze nella vita dell’artista lombardo negli ultimi quattro decenni, propone una organica selezione di opere che, dagli anni Cinquanta giungono ad oggi, documentando tutti i linguaggi, le materie – dal legno al bronzo, alla terracotta – che hanno segnato la sua cinquantennale esperienza: opere che testimoniano la capacità di un artista «di possedere un senso – rilevava già nel 1954 Mario De Micheli – plastico istintivo e un mestiere già abbastanza formato […] ».
«È sul finire degli anni Quaranta – scrive Bignardi nell’articolato saggio che introduce il volume monografico pubblicato per questa occasione dalle Edizioni Nomos – che Franco Fossa lascia le aule di Brera e avvia la sua esperienza in una città, Milano, impegnata con passo svelto a ricostruire la sua “realtà”. La scena artistica milanese contribuirà inequivocabilmente sia alla formazione del suo solido mestiere di scultore, consentendogli di spaziare in diversi ambiti della ricerca scultorea senza registrare cedimenti formali, sia all’articolazione di un linguaggio che ha le sue radici nel profondo della coscienza civica. La sua scultura, lo è stato fino agli ultimi anni di vita, accoglie da subito l’impronta di una domanda che il “sé” pone al suo specchio, facendosi misura, direbbe Hillman, di quella relazione che fa dipendere la “coscienza” dalla “immaginazione”, avvertendo prontamente che quest’ultima “occupa un posto centrale nell’anima”.Come è possibile leggere in tutta la sua opera, Fossa prova a collaudare la resistenza di repertori figurativi, mettendo a registro le diverse anime della sua formazione: vale ricordare che studia dapprima alla scuola di Marino Marini, presso l’Istituto superiore per le industrie artistiche di Monza, al tempo una fucina per molti giovani artisti dell’intera penisola, e poi al magistero di Giacomo Manzù e di Francesco Messina, presso l’Accademia di Brera. Le teste, le figure realizzate nei decenni Quaranta e Cinquanta, liberate dal blocco di legno o modellate nella materia plastica dell’argilla e più tardi tradotte nella solidità del bronzo, dichiarano infatti percorsi ancora freschi della sua formazione. Da una parte affiora il senso della storia che gli proviene dall’insegnamento di Marini, dalle prove che il maestro affiderà ad una forma oramai decisamente distante dal naturalismo “universalistico” delle sue pomone, in virtù di un modellato sintetico con il quale si fa interprete di un sentimento della storia al cui centro pone l’uomo. Dall’altra lo sguardo terreno dell’uomo ancorato alla forza dell’esistenza che Fossa apprende da Manzù, come testimoniano alcuni gessi patinati che realizza nel corso degli anni Cinquanta nel quale un modellato orchestrato da minimi scarti, sparge sulla forma una luminosità vibrante. È la stessa luce interiore che l’artista fa scivolare nelle opere degli ultimi anni, nei sui ambienti, nei labirinti, nei luoghi di un “realismo” che non ha mai lasciato».

Nato a Milano nel 1924, Franco Fossa ha segnato l'arte contemporanea inserendosi a pieno titolo nel filone del Realismo Esistenziale al quale si associano i grandi nomi di maestri dell'arte italiana. A partire dagli studi all'Umanitaria di Milano e poi all'Istituto Superiore per Industrie Artistiche di Monza dove ha come maestro Marino Marini, per arrivare al diploma all'Accademia di Brera di Milano dopo aver seguito, tra gli altri, i corsi di Giacomo Manzù e di Francesco Messina. Dopo aver partecipato nel 1948 al Premio Medardo Rosso all'Accademia di Brera, ordina la sua prima personale nel 1949 al Centro Culturale di Rho facendola seguire dalla presenza a molti concorsi nazionali tra i quali il Premio Suzzara: Fossa partecipa a tre edizioni della storica manifestazione: nel 1952, nel 1958 e nel 1960 la sua opera venne segnalata dalla giuria. Nel 1982 realizza a Busto Arsizio in piazza Galiberti il monumento alle Vittime del Lavoro e nel 1999 la Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate organizza un’esauriente mostra antologica. Sue opere sono conservate in importanti musei e collezioni d’arte. Muore a Rho nel 2010.

Titolo mostra: Franco Fossa. La figura e i suoi luoghi
A cura di: Massimo Bignardi
Sede: Museo Civico Foggia, piazza Vincenzo Nigri 1, Foggia
Durata: 22 giugno - 6 ottobre 2013
Inaugurazione: sabato 22 giugno 2013, ore 19.00
Apertura: da lunedì a domenica ore 9.00-13.00, martedì e giovedì ore 9.00-13.00 / 16.00-19.00

mercoledì 13 giugno 2012

Intramoenia Extra Art / Watershed

Comunicato stampa

È uno tra i personaggi più attivi e interessanti dell'attuale scena architettonica europea, fondatore dello studio NIO architechten di Rotterdam, Maurice Nio, e sarà il protagonista dell’Opening di INTRAMOENIA EXTRA ART / WATERSHED, con il progetto speciale Dark Matter, ospitato nella suggestiva cornice del Castello di Barletta, dal 20 giugno al 2 settembre 2012.
Classificatosi primo al Programma Cultura 2012 dell’UE e presentato con successo a Bruxelles, WATERSHED è ideato e curato dalla storica dell’arte Giusy Caroppo con il contributo del project manager Aldo Torre, prodotto e coordinato dall’Associazione pugliese Eclettica_Cultura dell’arte in collaborazione con Troubleyn/Jan Fabre e Stichting Highbrow, fondazione diretta da Nio. Il progetto è cofinanziato dalla Commissione Europea, promosso dalla Regione Puglia-Assessorato al Mediterraneo Cultura e Turismo, con il contributo della Provincia BAT e del Comune di Barletta.
L’opening del 20 giugno (ore 19.00) ruota attorno alla singolare e avvolgente installazione Dark Matter (Materia Oscura) di Maurice Nio nel Bastione di S. Maria, cui farà da contrappunto l’AGORÀ NIO un dibattito aperto al pubblico e ai rappresentanti istituzionali tra l’architetto Maurice Nio e ed esperti di architettura, urbanistica e paesaggio, moderato da Patrizia Pirro, architetto urbanista.
Ad aprire la serata ci saranno: l’assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo Silvia Godelli, il Sindaco della Città di Barletta Nicola Maffei, il Presidente della Provincia BAT Francesco Ventola; l’introduzione sarà affidata a Giusy Caroppo, curatore generale di Watershed ed a Giacomo Garziano, dello Studio NIO architecten, curatore di Dark Matter; a concludere il talk, l’intervento del Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.
Interverranno al dibattito: Michele Beccu, architetto e docente di progettazione architettonica al Politecnico di Bari; Mirella Casamassima, storica dell’arte e docente all'Accademia di Belle Arti di Bari; Sabino Di Chio, sociologo; Giandomenico Florio, architetto e designer; Francesco Giordano, architetto; Tommaso Martimucci, architetto; Francesca Scionti, antropologa e ricercatrice all'Università degli Studi di Foggia; Giovanni Selano, architetto, esperto di progettazione paesaggistica; Stefano Serpenti, architetto, esperto in restauro architettonico.

INTRAMOENIA EXTRA ART / WATERSHED
Italia, Paesi Bassi, Belgio e Svezia – Paesi dell’Unione Europea caratterizzati dalla presenza di bacini d’acqua – fanno network, per una proficua osmosi tra artisti del Nord e “alter-ego” del Sud. Jan Fabre, NIO architecten, Bigert & Bergström, Guillermina De Gennaro, Luigi Presicce, Sarah Ciracì, Compagnia delle Formiche//Teatro dei Borgia: teatro-danza, architettura, scultura, arti visive, video art, performance art, dibattiti virtuali, residenze d’artista, attrattività paesaggistica e monumentale. Una differente dimensione culturale, geografica e sociale, fusa nella metafora fluida di Watershed e nel modello vincente di museo temporaneo diffuso di Intramoenia Extra Art.

lunedì 23 aprile 2012

L’odore della luce

Comunicato Stampa

L’odore della luce è quello che si espande in un campo di fieno appena tagliato, in un giardino dove le lame del sole illuminano l’humus del sottobosco, nell’afrore dolce del gelsomino estivo. E’ la sensazione che promana da una certa pittura a cavallo del secolo, ancora legata ai canoni macchiaioli ma già proiettata verso il nuovo del dopoguerra. La luce che illumina l'olfatto è una splendida sinestesia, un caso di intersensorialità «indotta», che gioca sull'idea che dai prati, dai campi e dai giardini delle opere della mostra emanino luci odorose e profumi luminosi. Tanto più splendida la sinestesia per il fatto che quella luce odorosa illumina e avvolge figure femminili anch'esse profumate di luce e illuminate di odori.
Una pittura, quella indagata in “L’odore della luce” (dal 5 maggio al 19 agosto a Palazzo Marra, sede della Pinacoteca De Nittis di Barletta), che ha due co-protagoniste: la donna e la natura, ad occupare una scena fatta di quotidiana straordinarietà, sullo sfondo di nuove certezze, in decenni destinati a cambiare il mondo e ad assistere al nuovo ruolo che in esso si vanno conquistando le donne. Anche in quell’universo apparente immutabile che è la società contadina, tanto al sud quanto al nord del nostro Paese.
Non a caso Emanuela Angiuli ha scelto per questa affascinante esposizione di aprire un focus sul “Mondo femminile nella pittura dell’Ottocento e del primo Novecento”, in Italia. Qui risalta la descrizione profondamente evocativa ed emozionale della piccola borghesia della provincia italiana e del mondo contadino. Lungo le quattro sezioni tematiche: sentimenti, i lavori del giorno, prati e giardini, confidenze, passa, come in un fil d’atmosfera, l’altra metà del mondo, una metà che, forse per la prima volta, è veramente consapevole del suo contare, della fine di una millenaria subalternità.
Nelle sale della Pinacoteca De Nittis a Palazzo Marra, in quel di Barletta, gli artisti raccontano, spesso con sensibilità confidenziale come in un palinsesto figurativo, i loro momenti più personali ed intimi: l’adolescenza, il lavoro, le ritualità dei sentimenti. Mentre nuovi movimenti intellettuali, mutamenti politici e culturali investono l'Italia che tra 1800 e 1900 portano le donne, nobili o popolane, ad assumere ruoli di primo piano, la pittura registra immagini eloquenti della storia e delle condizioni nelle quali si esprime il mondo della provincia.
A partire dalle donne, l’osservazione invade inevitabilmente vari campi di interesse storico, letterario ma anche demo-etnoantropologico e sociale. La pittura si fa registro della conoscenza degli usi e costumi delle tradizioni locali mediante una molteplicità di linguaggi che interferendo col vivere quotidiano, offrono la qualità di un complesso e variegato territorio culturale. Osservando questi dipinti, emerge una realtà che, dopo l’Unità d’Italia, è fortemente legata alle società rurali e alle tradizioni della provincia che trovano eco alla narrativa veristica di Giovanni Verga, di Luigi Capuana scopritore del romanzo sperimentale di Zola e diffusore del naturalismo, al verismo di Matilde Serao, Grazia Deledda, Mario Pratesi, Renato Fucini.
Il «fiume della vita» scorre nella pittura italiana dell’Ottocento a volte dentro scenari immortalati nella sensibilità di un divertissement sentimentale, oppure attraverso una rêverie di artisti che trasformano paesaggi e ritratti in un teatro delle emozioni, in cui realtà e immaginazione concorrono all'espressività pittorica dei sentimenti. Accade che il rigido realismo cede il passo al gioco delle impressioni per cogliere in tempo reale la fuggevole vibrazione di una luce o di un colore, fino a condurre l'euforia emotiva instillata nelle figure, ai linguaggi del simbolismo. La particolarità della rassegna, infatti, sta nella ricca stagione della cultura figurativa italiana tra il XIX e il XX secolo, capace di dialogare con molte correnti pittoriche, dalla napoletana Scuola di Posillipo ai macchiaioli toscani.
Con una tecnica pittorica diversa come quella divisionista, pittori come Pellizza e Morbelli sono riusciti a trasfigurare la realtà, pur rappresentata con metodo scientifico nell’analisi della luce e del colore, unendo alla resa di particolari fenomeni luministici, una forte suggestione sentimentale. Questa dimensione lirica, certamente ispirata anche dalla letteratura, in particolare di d’Annunzio e Pascoli, giunge alla visione divisionista e poi simbolista di Plinio Nomellini con la sua bellissima "Lucilla", dove la donna seduce con uno sguardo intenso e fuggente mentre il corpo e il volto appaiono vaporizzarsi nella vegetazione rigogliosa, in una trasfigurazione dal sapore simbolista.
Un percorso nei mondi femminili che entrando nel ‘900 si conclude con l’opera di Felice Carena “Bambina sulla porta” che ci piace riportare ai versi di S. Mallarmé “per sentire nella carne piangere il diamante”.

Titolo mostra: L’odore della luce. Il mondo femminile nella pittura dell’Ottocento e del primo Novecento
A cura di: Emanuela Angiuli
Sede: Barletta, Pinacoteca Giuseppe De Nittis
Date: 5 maggio - 19 agosto 2012
Orario: tutti i giorni 10.00-20.00; chiusura tutti i lunedì non festivi
Biglietto: 8 euro, ridotti 4 euro
Catalogo: Silvana Editoriale

Immagine: Vittorio Corcos, Le istitutrici ai Campi Elisi, 1892, olio su tela, 187 x 156 cm

mercoledì 18 aprile 2012

Scandal-OSA?

Comunicato stampa

Venerdì 20 aprile alle ore 19.00, la Biblioteca di Cassano delle Murge accoglie fra le sue mura una duplice iniziativa: “Giovani Protagoniste, la politica non è una scienza ma un’arte”, un incontro sul ruolo della donna in politica, e a seguire “Scandal-OSA?”, una mostra d’arte che focalizza la sua attenzione, in maniera controversa, sulla figura femminile di ieri e di oggi.
Al convegno di apertura, realizzato dall’amministrazione comunale e per volontà dell’assessore alla cultura Pierpaola Sapienza (in veste di moderatrice), prenderanno parte il sindaco Maria Pia Di Medio, l’assessore ai servizi sociali Angela Contursi; ospiti dell’incontro l’onorevole Margherita Mastromauro, il consigliere regionale del Lazio Chiara Colosimo, il coordinatore ANCI Giovane Puglia Giuseppe D’Introno e il senatore accademico dell’Università di Bari Laura De Marzo.
Al termine dell’incontro-dibattito, spazio alla presentazione di “Scandal-OSA?”. La mostra, promossa dalla rivista di Storia Letteratura e Arte Enkomion diretta da Nicola Surico, curata dal responsabile del settore arte Massimo Nardi, ospita nella serata inaugurale Vinicio Coppola (critico d’arte), Carmen De Stasio (critico d’arte) e Amalia Di Lanno (art promoter) che introdurranno le opere degli artisti selezionati per questo singolare evento.
Ancora una volta Massimo Nardi ha dato prova della propria esperienza organizzando un percorso d’arte attraverso il quale il pubblico viene guidato nelle sale della Pinacoteca tra dipinti, fotografie, sculture e installazioni. Una mostra che OSA scandalizzare, così come la biblica Eva morse la mela nata in un Eden avvelenato e impuro, la donna attuale grida allo scandalo di una modernità che disorienta, spaventa, violenta e irrimediabilmente mette a nudo quelle che sono le sue (e le nostre) fragilità. “Scandal-OSA?”, scrive Amalia Di Lanno, “è la REALTA’, il mondo che viviamo (l’Eden perduto), irruente, violento, prepotente… Il vero Scandalo? Non è altro che ‘il quotidiano vivere’ che, in maniera irrispettosa, ci rende coscienti di una scandalosità sociale ed esistenziale infernale a cui, umanamente e fragilmente, siamo esposti ”.
Gli artisti che hanno OSATO sono Giovanni Carpignano, Flavia D’Alessandro, Francesca De Santis, Amalia Di Lanno, Luca Giovagnoli, Angelo Accardi, Luciana Lorè sino alle Grandi Donne di Amedeo del Giudice che rappresentano il culmine della mostra, le cui opere saranno situate nella più alta sala del palazzo marchesale.
Al termine della presentazione, gli spettatori saranno coinvolti in una esperienza performativa interpretata da Miguel Gomez ed Angela Regina.
La mostra d’arte contemporanea “Scandal-OSA” sarà aperta al pubblico dal 20 aprile al 30 maggio 2012, dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle 12,00 e dalle 17,00 alle 21,00.
L’evento sarà inaugurato da un momento musicale della violinista Palma Pesce a cura dell’Associazione AL BOSCO SONORO.

Titolo mostra: Scandal-OSA?
A cura di: Massimo Nardi
Sede: Cassano delle Murge (BA), Pinacoteca Civica Miani-Perotti
Durata: 20 aprile-30 maggio 2012
Vernissage: 20 aprile 2012, ore 20.00
Orario: lunedì-venerdì 9.00-12.00, 17.00-21.00
Autori in mostra: Giovanni Carpignano, Amalia Di Lanno, Francesca De Santis, Flavia D'Alessandro, Amedeo Del Giudice, Luciana Lorè, Angelo Accardi, Luca Giovagnoli
Promotori: Messaggi edizioni, Enkomion, Comune di Cassano delle Murge - Assessorato alla Cultura

lunedì 4 aprile 2011

Settimana Identitaria

Comunicato stampa

Dieci giorni di arte, cinema, convegni, buone letture, musica e ottimo cibo: dal 8 al 17 maggio, a Pietramontecorvino sarà di scena la “Settimana Identitaria”, appuntamento che nel 2011 entra nei top events di “Voler Bene all’Italia”, la festa che Legambiente (in collaborazione con Anci ed Enel Green Power) dedica quest’anno al contributo dei piccoli comuni italiani al percorso di unificazione del Bel Paese.
Ci sono film che fanno la storia, raccontandola. La “Settimana Identitaria”, in collaborazione con Apulia Film Commission, offrirà una rassegna delle grandi opere cinematografiche che hanno raccontato caratteri, santi, demoni e virtù della gens italica.
Al centro dei 10 giorni petraioli ci sarà il paesaggio come elemento centrale del ‘progetto di comunità’ che ha convinto nove paesi dei Monti Dauni a lavorare insieme per la costruzione del Territorio Socialmente Responsabile. Momenti di elaborazione e dibattito saranno dedicati ai piani paesaggistici, al Documento Programmatico Preliminare di Pietramontecorvino, al Patto dei Sindaci su bioarchitettura, risparmio energetico e green economy.
Il paesaggio come pellicola vivente da tornare a ‘fissare’, questa volta su tela, in una estemporanea di pittura dedicata ai piccoli comuni.
Nessun elemento, più del cibo, può raccontare i tempi, i colori e i modi di vivere e intendere la vita di un popolo. Pietramontecorvino, la Daunia e la Puglia anche questa volta si racconteranno con forme, fragranze e sapidità da guardare, odorare e degustare. Al cibo saranno dedicati due giorni della “Settimana Identitaria”.
Su Pietra, oltre alla Bandiera Arancione assegnata al paese nel 2010 e al gonfalone amaranto de “I Borghi più belli d’Italia”, svettano la Torre del Palazzo Ducale e quella del sito archeologico di Montecorvino: il complesso monumentale di Terravecchia, da una parte, e la cosiddetta “Sedia del diavolo” dall’altra. Entrambe le fascinose location diverranno, ancora una volta, luogo d’incontro e di riflessione per proposte e progetti inerenti alla Via Francigena del Sud, a nuove campagne di scavi, con l’illustrazione dell’idea già work in progress relativa al Parco della Salute.
Il 15 maggio sarà la volta del Palio della Bandiera, con giochi medievali, squadre e cavalieri in costumi d’epoca, a contendersi la conquista dell’onorato drappo. Il giorno dopo, si svolgerà la 123esima edizione della processione dei palii di Sant’Alberto da Pietra a Montecorvino, con l’arrivo in mattinata di centinaia di persone da tutta Italia per partecipare all’evento. La “Settimana Identitaria” si chiuderà con un concerto e una sorpresa nella serata di martedì 17 maggio 2011.