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mercoledì 8 maggio 2013

Tales & Things. Donatella Landi, Cesare Viel


Comunicato stampa

Sabato 18 maggio 2013, alle ore 18.30 presso il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Sapienza Università di Roma, in occasione della Notte dei Musei 2013, inaugura la mostra Tales & Things. Donatella Landi, Cesare Viel, a cura di Martina Adami e Maura Favero.
La mostra, con la quale il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea riprende le sue iniziative con la direzione di Giuseppe Di Giacomo, propone un dialogo tra due artisti italiani che attraverso il suono, legato agli oggetti, evocano memorie di altri individui, avvenimenti e luoghi. Il titolo, Tales & Things, può sembrare un gioco di parole, ma richiama invece quella connessione tra oggetto e dimensione sonora della narrazione, che in entrambi i lavori in mostra acquista un'estensione fisica.
L'installazione sonora di Donatella Landi, Check Out (2011), restituisce i rumori, le conversazioni, le telefonate e la vitalità dei viaggiatori, tutto il suono immaginabile in una stanza d'albergo è diffuso dalle casse acustiche nascoste. Ammassate in carrelli metallici, lenzuola usate rimandano a memorie indefinite, a vicende avvenute in stanze anonime. Il pubblico, attraverso l'audio conservato dagli oggetti, può tuttavia ristabilire una relazione attraverso l'ascolto di rumori, suoni, voci, che producono curiosità evocando immaginari legati alla condizione di transito propria del viaggiatore.
Di Cesare Viel si ripropone la performance Progetto Bachmann (2006), che l'artista realizzerà in occasione dell'inaugurazione. Se nel 2006 l'azione fu compiuta alla presenza di pochi testimoni che poi raccontarono, ognuno, una propria versione dell'accaduto, riattivare la performance nel Museo Laboratorio permetterà di fare esperienza di altre valenze e significati. Il lavoro ruota intorno alla voce registrata dell'artista che legge alcuni brani di un testo di Grazia Livi dedicato alla scrittrice austriaca Ingeborg Bachmann (Le lettere del mio nome, La Tartaruga, Milano 1991).
La voce, i suoni e i rumori per ricordare o immaginare, il corpo tra presenza e assenza, l'identità molteplice, la dimensione maschile vs il femminile, il ricordo fissato in un oggetto, insieme ai diversi elementi delle due installazioni (una stanza da letto da una parte, ceste di panni usati dall'altra) definiscono uno spazio emotivo, in cui la memoria diviene presenza evocata o restituita.

DONATELLA LANDI (1958) lavora con il suono e il video fin dagli inizi degli anni Novanta. Dei primi anni di attività espositiva si ricordano le mostre personali Freihafen, Galleria Valentina Moncada, Roma 1993, Zoo, 1994, Museo Luigi Pecci, Prato 1994, StatenGalerie, Den Haag 1995. Per la realizzazione delle sue installazioni sonore e dei suoi film ha lavorato in Germania, ad Amburgo e Berlino, in India, a Mysore e Benares, dove gira We want to keep you safe, 1998, e Viceversa, 2000, esposto alla Biennale di Valencia nel 2001 e al 1° Festival di Arte Scienza e Tecnologia di Madrid e alla Acc Galerie, Weimar, 2002. Lavora tra il 2000 e il 2001 a Parigi, dove realizza Plan de Paris, mappa sonora della metropolitana di Parigi, esposta al MACRO, Roma, 2001 e in una nuova versione, Plan de Paris (de poche), 2004, all’Akademie der Künste, Berlino, 2006 e alla Koldo Mixelena Kulturunea, San Sebastian, 2007. Nel 2009 inizia in Germania le riprese del film Le Déjeuner Sur l’Herbe, un progetto site-specific girato nella campagna del Nord Reno Westfalia, esposto nella personale a lei dedicata dal Museo di Goch nel 2009. È docente all’Accademia Belle Arti di Roma dove vive e lavora. Tra le mostre recenti: Forte Piano, Auditorium Parco della Musica, Roma, 2012; 1a Vetrinale, Roma; Arte Italiana all’Ascolto, NCCA National Centre for Contemporary Art, Moscow; Here me out, Ciac, Genazzano; Compagni di viaggio, Mestna Galerija, Ljubljana; Odissee contemporanee, Palazzo Collicola, Spoleto, 2011; SoundSeeing II, Kunsthaus Kloster Gravenhorst, Hörstel- Münster, 2010; MUSEUMGOCH, Goch, 2009.

CESARE VIEL (1964) vive e lavora a Genova, dove insegna all’Accademia Ligustica di Belle Arti. Inizia a esporre alla fine degli anni Ottanta e dai primi anni Novanta utilizza la performance, il travestimento, le azioni come pratiche in grado di immaginare altre forme di soggettività e identità. Nella sua ricerca particolare importanza ha la parola, il più delle volte di poeti e narratori. Tra le mostre personali: Facciamo fluire via le nostre frasi, Fondazione Pietro Rossini, Briosco, 2011; Solo ciò che accade, CeSAC, Caraglio; Giorno e notte, Casabianca, Bologna; Cesare Viel, Pinksummer, Genova; Cesare Viel. Mi gioco fino in fondo, Museo d’Arte Contemporanea-Villa Croce, Genova, 2008; Progetto Bachmann, Fondazione Baruchello, Roma, 2006; Sogno Campana, Rocca Sforzesca, Imola, 2005; To the Lighthouse. Cesare Viel as Virginia Woolf, Teatro degli Atti, Rimini, 2004; VIM. Very Italian Macho, Galleria Emi Fontana, Milano, 2001; Seasonal Affective Disorder, Galleria Artra, Milano, 1998; Una stanza per sé, Galleria Paolo Vitolo, Milano 1997. Ha partecipato a diverse collettive in importanti sedi, tra cui: Auditorium Parco della Musica, Roma 2012; CIAC, Genazzano, GAMeC, Bergamo, 2011; Mart, Rovereto 2007; PAC, Milano 2005; Galleria Civica d'Arte Contemporanea, Trento 2004; Museion, Bolzano 2003; MAN, Nuoro 2002; Biennale di Venezia, Venezia 1999; Villa Medici, Roma, Palazzo delle Papesse, Siena, Palazzo Branciforte, Palermo, 1998; Le Magasin, Grenoble 1997; Quadriennale d'Arte, Roma 1996; Castello di Rivoli, Rivoli 1994.

Titolo mostra: Tales & Things. Donatella Landi, Cesare Viel
A cura di: Martina Adami e Maura Favero
Coordinamento scientifico del ciclo Tales & Things: Carla Subrizi
Luogo: MLAC - Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
Palazzo del Rettorato (retro) - primo piano
piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma
Date: 18 maggio - 12 luglio 2013
Inaugurazione: sabato 18 maggio 2013, ore 18.30
Orari: dal lunedì al venerdì, h. 11.00-18.00

domenica 12 agosto 2012

Cantinando Wine&Art

Comunicato stampa

Il 17, 18 e 19 agosto l’Associazione Culturale Sisma rinnova, per la settima volta, l’appuntamento con il Parco Urbano delle Cantine di Barile e con la sua ormai storica kermesse artistico-culturale ed enogastronomica, Cantinando wine & art. Denso il calendario di quest’anno. Sul palco della piazza dedicata a Pier Paolo Pasolini, centro nevralgico dell’evento, si susseguiranno, nell’ordine, musicisti del calibro di Ginevra di Marco (cantante e sperimentatrice musicale dalla voce inconfondibile, che, partendo dal gruppo musicale dei C.S.I. e passando per i P.G.R., ha intrapreso un percorso di recupero e interpretazione di canti storici e popolari da tutto il mondo), Assalti Frontali (uno dei gruppi storici dell’Hip Hop italiano, nato nel 1991 dalle ceneri del collettivo musicale romano Onda Rossa Posse) e Daniele Sepe (musicista e cantante poliedrico, premio Tenco nel 1998). Una cospicua compagine di artisti di strada e itineranti (Flavio Vandaval, Fusen Brothers, Artisti di-Stratti) allieterà inoltre gli spazi del festival, con giochi d’animazione, spettacoli di burattini, di varie arti sceniche circensi e di giocoleria. A questi si affiancherà la ‘Street Art’, performance di live painting a cura di Alice Pasquini, Krayon & Ironmould e altri ospiti.
Il magico scenario del Parco Urbano delle Cantine, reso ancor più suggestivo da un particolare gioco di luci, detto “illuminazione architetturale”, ospiterà inoltre tre novità quest’anno: uno spazio offerto dall’azienda ‘Basilisco’ e dedicato all’esposizione e promozione delle eccellenze enologiche locali (‘Basilisco’, ‘Paternoster Vini’, ‘Madonna delle Grazie’, ‘Macarico’, ‘Cantine del Notaio’, ‘Consorzio Viticoltori del Vulture’ di Barile, Azienda ‘Elena Fucci’, ‘I Coronei’, ‘Carbone vini’, Azienda ‘Romano Nicola’), le installazioni e performance sul tema ‘Tradizioni future’ a cura di artisti provenienti da tutta Italia (A. Ascoli, M. Castelluccio, C. Battista e S. Gervasio con la mostra a cura dell’associazione culturale ‘Interzona’ dal titolo ‘Senza far rumore’, G. Nardiello, A. Sicuro, S. Cavallo, L. Scapellato, L. Laviano, M. Zaccagnino, K. Vittorio Virgilioe Maria Carmela MIlano) e la ‘Notte bianca’ che chiuderà il festival, il giorno 19.
Come sempre, Cantinando sarà anche l’occasione per l’approfondimento e la riflessione su tematiche storiche, politiche e culturali che riguardano da vicino la comunità lucana. A questo filone di interesse si ricollegano la presentazione del libro di Domenico Notarangelo, “Da Carlo Levi a Franco Rosi”, edito da Calice e vincitore del prestigioso Premio ‘Carlo Levi’ per la sezione lucana della saggistica, in cui l’autore ripercorre i vari momenti del suo rapporto con lo scrittore-pittore torinese; il convegno a cura del Coordinamento Nazionale ‘NO TRIV’ sulle attività di estrazione petrolifera nel Vulture e Alto Bradano, la proiezione del documentario ‘No Tav, fermarlo è possibile’ (a cura del Centro Sociale Askatasuna, del Comitato di lotta popolare ‘No tav’ e del collettivo ‘Rise up’) e, infine, due convegni per ‘esperti del settore’, sulla viticoltura e la vinificazione, intitolati “Viticoltura lucana: tecnica e paesaggio” e “Aglianico e altro. Evoluzione passata, recente e prospettive future”, a cura, rispettivamente, dei professori Nuzzo Vitale e Michele Latorraca, docenti della facoltà di Agraria dell’Università degli studi della Basilicata.
Come ogni anno, poi, un gruppo di ragazzi provenienti dai più disparati angoli del mondo e desiderosi di arricchire il proprio bagaglio esperienziale e interculturale potrà, condividere coi ragazzi dell’Associazione Culturale Sisma tutto il lavoro preparatorio all’evento, in un clima di condivisione e convivialità. A coordinare il work-camp dei ragazzi stranieri ci sarà il neo-costituito gruppo della “Rete del volontariato del Vulture”, che darà il suo prezioso contributo organizzativo all’evento. È possibile, per chi vorrà, contattare l’associazione per sostare nell’area attrezzata per camper e tende, vicinissima alla manifestazione. tutte le altre informazioni e gli aggiornamenti sull’evento saranno reperibili sul sito www.cantinando.it

mercoledì 13 giugno 2012

Intramoenia Extra Art / Watershed

Comunicato stampa

È uno tra i personaggi più attivi e interessanti dell'attuale scena architettonica europea, fondatore dello studio NIO architechten di Rotterdam, Maurice Nio, e sarà il protagonista dell’Opening di INTRAMOENIA EXTRA ART / WATERSHED, con il progetto speciale Dark Matter, ospitato nella suggestiva cornice del Castello di Barletta, dal 20 giugno al 2 settembre 2012.
Classificatosi primo al Programma Cultura 2012 dell’UE e presentato con successo a Bruxelles, WATERSHED è ideato e curato dalla storica dell’arte Giusy Caroppo con il contributo del project manager Aldo Torre, prodotto e coordinato dall’Associazione pugliese Eclettica_Cultura dell’arte in collaborazione con Troubleyn/Jan Fabre e Stichting Highbrow, fondazione diretta da Nio. Il progetto è cofinanziato dalla Commissione Europea, promosso dalla Regione Puglia-Assessorato al Mediterraneo Cultura e Turismo, con il contributo della Provincia BAT e del Comune di Barletta.
L’opening del 20 giugno (ore 19.00) ruota attorno alla singolare e avvolgente installazione Dark Matter (Materia Oscura) di Maurice Nio nel Bastione di S. Maria, cui farà da contrappunto l’AGORÀ NIO un dibattito aperto al pubblico e ai rappresentanti istituzionali tra l’architetto Maurice Nio e ed esperti di architettura, urbanistica e paesaggio, moderato da Patrizia Pirro, architetto urbanista.
Ad aprire la serata ci saranno: l’assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo Silvia Godelli, il Sindaco della Città di Barletta Nicola Maffei, il Presidente della Provincia BAT Francesco Ventola; l’introduzione sarà affidata a Giusy Caroppo, curatore generale di Watershed ed a Giacomo Garziano, dello Studio NIO architecten, curatore di Dark Matter; a concludere il talk, l’intervento del Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.
Interverranno al dibattito: Michele Beccu, architetto e docente di progettazione architettonica al Politecnico di Bari; Mirella Casamassima, storica dell’arte e docente all'Accademia di Belle Arti di Bari; Sabino Di Chio, sociologo; Giandomenico Florio, architetto e designer; Francesco Giordano, architetto; Tommaso Martimucci, architetto; Francesca Scionti, antropologa e ricercatrice all'Università degli Studi di Foggia; Giovanni Selano, architetto, esperto di progettazione paesaggistica; Stefano Serpenti, architetto, esperto in restauro architettonico.

INTRAMOENIA EXTRA ART / WATERSHED
Italia, Paesi Bassi, Belgio e Svezia – Paesi dell’Unione Europea caratterizzati dalla presenza di bacini d’acqua – fanno network, per una proficua osmosi tra artisti del Nord e “alter-ego” del Sud. Jan Fabre, NIO architecten, Bigert & Bergström, Guillermina De Gennaro, Luigi Presicce, Sarah Ciracì, Compagnia delle Formiche//Teatro dei Borgia: teatro-danza, architettura, scultura, arti visive, video art, performance art, dibattiti virtuali, residenze d’artista, attrattività paesaggistica e monumentale. Una differente dimensione culturale, geografica e sociale, fusa nella metafora fluida di Watershed e nel modello vincente di museo temporaneo diffuso di Intramoenia Extra Art.

martedì 12 giugno 2012

Nakis Panayotidis

Comunicato stampa

La Galleria civica di Modena inaugurerà giovedì 28 giugno alle 18.00 alla Palazzina dei Giardini una personale di Nakis Panayotidis, artista greco residente in Svizzera.
La mostra, curata dal direttore del museo Marco Pierini e da Matthias Frehner, direttore del Kunstmuseum di Berna è organizzata e coprodotta dalla Galleria civica e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
Allestita nell'antica serra ducale fino al prossimo 16 settembre, la mostra si compone in prevalenza di opere nuove, realizzate per l’occasione. Il percorso espositivo presenta un repertorio pressoché completo delle tecniche predilette da Panayotidis, dalle scritte al neon ai disegni retroilluminati, dalle installazioni alle fotografie. Influenzato dalla particolare morfologia dello spazio, l'artista in questo caso ha sfruttato dimensioni, proporzioni, pregi e difficoltà dell’edificio barocco per conferire ritmo alla sequenza delle opere e perfetta aderenza delle stesse ai singoli ambienti.
Oltre a una nutrita serie di disegni a carboncino che ritraggono paesaggi naturali o di archeologia industriale, per un totale di più di venti carte, sono di particolare impatto due grandi opere a parete realizzate in neon. Entrambi i lavori, collocati in ciascuna delle sale grandi della Palazzina, sono dipinti in modo da conferire quel tono brunito tipico delle scritte luminose di Panayotidis. Ciascuna sala ospiterà poi quattro fotografie in bianco e nero, retroilluminate. Due sculture e un’installazione completano il quadro della mostra.
Nonostante la varietà delle tecniche impiegate la poetica dell’artista emerge dalla sequenza delle opere in mostra con rigorosa coerenza, esaltando il dialogo costante, tanto formale quanto simbolico, tra oscurità e luce, visibile e invisibile, oblio e memoria. E se la memoria, per Panayotidis, è sempre il terreno sul quale l’artista costruisce le fondamenta della propria opera, la luce ne rappresenta l’aspirazione alla compiutezza (come prospettiva, però, mai come approdo definitivo) e il segno pulsante del nostro stare al mondo qui e ora, del nostro essere contemporanei. A questo proposito scrive l’artista: “Essere contemporanei è, innanzi tutto, una questione di coraggio: perché significa essere capaci non solo di tenere lo sguardo sul buio dell’epoca, ma anche di percepire in quel buio una luce che, diretta verso di noi, si allontana infinitamente da noi. Cioè ancora: essere puntuali a un appuntamento che si può solo mancare”.

Brevi note biografiche:
Nakis Panayotidis nasce ad Atene nel 1947. Nel 1966 intraprende gli studi di architettura a Torino, presto abbandonati per trasferirsi l’anno successivo a Roma, attratto dall’arte, dal cinema e dal teatro. Comincia ad esporre regolarmente in mostre collettive a partire dal 1970. L’anno del suo trasferimento a Berna, il 1974, coincide con la prima personale alla Galerie Wahlen in quella stessa città. Nel 1977 ottiene una residenza artistica presso il Centro di sperimentazioni artistiche a Boissano assieme a Maurizio Mochetti, Mario e Marisa Merz. Da allora si sono susseguite numerosissime mostre collettive e personali. Tra queste ultime si ricordano almeno: Galleria Jeanneret, Ginevra, 1980; Galleria Oraisma, Atene, 1982; Galleria Feldmann, Berna, 1985, 1986, 1989, 1991; Kunstmuseum, Berna, 1984; Ronald Jones, Nakis Panayotidis, Thomas Ruff, Rethymnon Center for Contemporary Art, Rethymno, 1996; Uchronos-Utopos, Kunsthalle, Erfurt, 2000; Beyond architectural visions, Hess Collection, Londra 2001; Palazzo Ducale, Genova, 2003; NUDE, Camec, La Spezia, 2006; Lightmemory, Galleria Henze & Ketterer, Berna, 2008; Ivresse rêvée, Tornabuoni Art, Parigi 2010.
Il catalogo bilingue italiano/inglese, edito da Silvana Editoriale, comprenderà – oltre ai testi dei due curatori – una biografia e una bibliografia completa dell’artista, un album fotografico della mostra allestita e riproduzioni di opere di repertorio.

Titolo mostra: Nakis Panayotidis
A cura di: Marco Pierini e Matthias Frehner
Sede: Modena, Galleria Civica, Palazzina dei Giardini
Durata: 28 giugno - 16 settembre 2012
Catalogo: Silvana Editoriale
Orari: dal giovedì alla domenica dalle 19.00 alle 23.00
Ingresso: libero

Immagine: Nakis Panayotidis, Nasconditi corpo, 2011-12, neon, camicia, vapore, cm 100x61.

mercoledì 7 settembre 2011

Alla ricerca del tempo venduto / Il tempo violentato

Comunicato stampa

Lo scopo dell'arte contemporanea, prima di piacere, prima di essere mera bellezza o emozione, è quello di interpretare la realtà, diventare un mezzo per riflettere sul presente e a volte essere anche una finestra sul futuro. Utilizzando una frase d'effetto, in un'epoca in cui siamo gravati dal così detto "bombardamento mediatico", e in cui la civiltà dell'immagine ha ormai preso il posto di quella del pensiero, il valore della memoria, pure così accessibile attraverso i più disparati supporti, scompare, giorno dopo giorno. Il ricordo diventa flebile, perché viene a mancare lo sforzo del voler ricordare, del voler interrogare il tempo, di abbandonarsi alla sospensione della riflessione. Alex Munzone ed Adriana Protasi interpretano questo aspetto della nostra contemporaneità, ciascuno secondo il proprio stile.
Alex Munzone nelle sue installazioni utilizza gli oggetti del nostro comune vivere quotidiano e, decontestualizzandoli, li pone in una dimensione altra, dando loro un significato completamente diverso. L'approccio metodologico ricorda il Ready-made di Duchamp privato, però, di quella componente sarcastica che intendeva far arte, irridendola. Lo scopo qui è differente: facendo interagire tra di loro oggetti quanto mai diversi, egli dà origine ad ossimori che, reinterpretando la realtà, creano una dimensione di riflessione morale. Lo spazio viene delimitato da una "corda chiusa" che vibra in differenti modi, tutti diversi rispetto a quanto siamo abituati a percepire dal singolo oggetto. L'opera, interagendo con lo sguardo di chi la osserva, permette la creazione di una molteplicità di livelli di lettura ogni volta diversi, perché diverso ogni volta lo sguardo che vi si posa, permettendo così un continuo rinnovamento del significato originario.
Adriana Protasi, invece, utilizza un linguaggio differente, che trasla la tradizionale espressione pittorica. Ella squarcia la tela, la graffia, la fa vivere di ferite reali e tangibili che si mescolano ad un colore materico in cui dominano i toni grigi e in cui spiccano i neri e i rossi, sanguigni, violenti. Adriana non cede terreno alla delicatezza di toni sussurrati, grida il disagio di un'epoca attraverso un colore e delle forme intense ed aspre, che ricordano George Grosz, l'art brut di Debuffet (abbandonando la sua innocenza infantile), i muri di Antoni Tapies. Facendo proprio il linguaggio del grande Informale, rende l'immanenza della materia come presenza del reale, in opere che non rifiutano la forma, come accadde allora, ma la deformano, la "abbrutiscono" quasi, per renderla uno specchio della nostra contemporaneità.
Questi due artisti, pur nella loro diversità, perseguono lo stesso scopo: invitare lo spettatore a soffermarsi su queste opere, andando al di là di uno sguardo superficiale che superi la difficoltà di una lettura non immediata. Esse sapranno mostrarsi in tutta la loro intensità solo a chi saprà guardarle con attenzione, dedicando loro quel tempo quotidianamente venduto e violentato, ora infine recuperato nella sua essenza.

Fiorella Fiore

Titolo mostra: Alla ricerca del tempo venduto / Il tempo violentato
Artisti: Adriana Protasi / Alex Munzon
A cura di: Fiorella Fiore
Coordinamento: Vincenzo Medica
Sede: Centro di NOTOrietà (ex Collegio dei Gesuiti), Noto (SR)
Date: 10 settembre - 2 ottobre 2011
Apertura: tutti i giorni dalle 17.00 alle 22.00
Opening: sabato 10 settembre 2011 ore 18.30

martedì 3 maggio 2011

Fratelli d’Italia

Comunicato stampa

I 150 anni dell’Unità d’Italia noi li festeggiamo così: con una mostra corale, un ambizioso progetto che vede coinvolti venti artisti, uno per ogni regione, scelti in base al loro luogo di nascita. Dalle Alpi alla Sicilia, sfileranno in galleria, in gruppi di tre, i lavori di Bruno Benuzzi (Sardegna), Enrica Borghi (Piemonte), Maurizio Cannavacciuolo (Campania), Adrea Chiesi (Emilia Romagna), Fabrice De Nola (Sicilia), Alberto Di Fabio (Abruzzo), Tamara Ferioli (Lombardia), Ettore Frani (Molise), Sarah Ledda (Valle d’Aosta), Tommaso Lisanti (Basilicata), Carla Mattii (Marche), Franco Passalacqua (Umbria), Simone Racheli (Toscana), Ascanio Renda (Calabria), Max Rohr (Trentino Alto Adige), Massimo Ruiu (Puglia), Serse (Veneto), Antonio Sofianopulo (Friuli Venezia Giulia), Francesca Tulli (Lazio), Corrado Zeni (Liguria),
Il progetto espositivo è articolato in otto appuntamenti, dal 25 maggio al 25 novembre, uno ogni due settimane. Di ogni artista saranno presentate due o tre opere a sua scelta, una terza sarà realizzata appositamente su un supporto della forma della regione di appartenenza, per l’ultimo appuntamento, che vedrà coinvolti tutti gli artisti, che uniti, pur nella diversità di stili, tecniche e linguaggi, ricomporranno la cartina della nostra nazione.
"Fratelli d'Italia" è un omaggio al nostro inno, alla nostra storia. Una testimonianza di fratellanza, una lunga e inconsueta passeggiata tra le pieghe dell’arte contemporanea del nostro paese.
Pittura, scultura, installazioni, si susseguiranno, senza sosta, fino alla fine del 2011, più di 60 opere, attraverso le quali sarà possibile stabilire dialoghi e confronti, stimolare riflessioni e delineare nuovi e inaspettati orizzonti.

Titolo mostra: Fratelli d’Italia
Curatrice: Manuela Alessandra Filippi
Inaugurazione: 25 maggio 2001, ore 18.00
Durata mostra: 25 maggio - 25 novembre 2011
Luogo: Galleria Maniero, Via dell’Arancio 79, Roma
Orario: lunedì - sabato ore 16 - 20 altri orari su appuntamento

Calendario mostre
25 maggio - 7 giugno: TAMARA FERIOLI - CARLA MATTII - ETTORE FRANI
8 giugno - 21 giugno: SIMONE RACHELI - ALBERTO DI FABIO - MAX ROHR
22 giugno - 5 luglio: MAURIZIO CANNAVACCIUOLO - FRANCO PASSALACQUA - CORRADO ZENI
6 luglio - 19 luglio: ANTONIO SOFIANOPULO - BRUNO BENUZZI - SARAH LEDDA
21 settembre - 4 ottobre: FABRICE DE NOLA - MASSIMO RUIU - TOMMASO LISANTI
5 ottobre - 18 ottobre: ENRICA BORGHI - ANDREA CHIESI - FRANCESCA TULLI
19 ottobre -1 novembre: SERSE - ASCANIO RENDA
9 novembre - 25 novembre: FRATELLI D’ITALIA - PRESENTAZIONE CATALOGO

giovedì 13 gennaio 2011

Cecilia Falasca. ModulArt Forme in MOVIMENTO


Comunicato stampa

Mercoledì 26 gennaio alle ore 18:00 presso il MediaMuseum, in Piazza Alessandrini 34 a Pescara, si inaugura la mostra personale di Cecilia Falasca, ModulArt Forme in MOVIMENTO, con il Patrocino della Provincia e del Comune di Pescara - Assessorati alla Cultura.
L’esposizione ha un taglio curatoriale atto a ripercorrere le tappe principali dell’attività dell’artista e traccia nello spazio del Museo un percorso lineare, organizzato per aree tematiche. Ogni sezione della mostra si pone come un momento di riflessione sul percorso estetico di Cecilia Falasca, dalle prime Tavole 1986, alle opere più recenti come le installazioni site specific, Aquatic 2010 ed Ever green Ever love 2010. Un'intera sala è dedicata alla consultazione di materiali documentari, cartacei e multimediali, relativi ai momenti più significativi della ricerca dell'artista. Nodo centrale della mostra è l’esposizione delle Sculture iXi 2009 (itineranti ed interattive), sculture mobili e sempre in divenire, con le quali lo spettatore è invitato ad interagire.
Le Sculture iXi, in legno e polvere di marmo colorata, esposte e composte dall’artista sul momento, subiranno infinite variazioni dovute alla volontà dello spettatore chiamato a smontarle ed a rimontarle. Il coinvolgimento del pubblico, protagonista dell’happening, sarà emotivo e cognitivo: egli infatti darà vita ad una nuova forma, ma anche alla sua documentazione scritta mediante la compilazione di una scheda critica, parte integrante dell’operazione estetica di Cecilia Falasca. L’esposizione offrirà così al pubblico l’opportunità di entrare nel ruolo dell’artista e di interpretare il senso estetico dell’opera a cui egli stesso darà vita.
Durante tutta la durata dell’esposizione, inoltre, una videocamera collegata ad un proiettore riprenderà quanto accade nelle sale del Museo, creando un singolare allestimento scenografico anch'esso in costante divenire, come le opere, ed il cui protagonista sarà sempre lo spettatore.
La ricerca estetica di Cecilia Falasca è tesa alla sperimentazione di nuove forme d’arte basate sull’interattività e sulla produzione di relazioni con l’Altro, forme che assumono come tema centrale l’elaborazione collettiva del senso. L’artista infatti sviluppa sin dal 1980 un linguaggio sublime e personale i cui attori principali sono la linea e la materia pittorica in rapporto con lo spazio circostante, come testimoniano le sue installazioni site specific ed i suoi interventi di Land Art. A partire dal progetto Gioca con me nel 2006, il protagonista indiscusso di tutta la sua produzione artistica diviene palesemente lo spettatore, a cui l’artista offre tracce e suggestioni demandando una possibile interpretazione dell’opera che si rinnova ad ogni sguardo. Nel 2009 inizia l’avventura con le Sculture iXi (itineranti-interattive) che oggi viaggiano in tutto il mondo (Bruxelles, Lione, Melbourne, New York) come pixel dispersi ma sempre interconnessi.
ModulArt Forme in MOVIMENTO, affronta con brio uno dei filoni di ricerca sperimentale dell’arte contemporanea, l’estetica relazionale, su cui oggi tutta la scena artistica e curatoriale si interroga, rientrando in quella sfera delle produzioni artistiche tese alla realizzazione di modelli di partecipazione sociale atti a produrre delle relazioni interpersonali.

Mostra: Cecilia Falasca. ModulArt Forme in MOVIMENTO
A cura di: Maddalena Rinaldi
Sede: MediaMuseum, Piazza Alessandrini 34, Pescara
Periodo: 26 gennaio - 4 febbraio 2011
Orari: lunedì - sabato h 10.30/13.00 - 17.00/19.00

giovedì 6 gennaio 2011

Fragili Equilibri

Comunicato stampa

Sala 1 ospita le opere di Francesco Landucci. L’ artista, conosciuto per le sue opere realizzate con cristallo e cellulosa, ha progettato una complessa installazione per la galleria, promuovendo una proposta che si distingue per originalità, coraggio e qualità nell’ uso di materiali che nella società attuale sembrano assumere un valore nuovo.
Elemento privilegiato da Landucci per i suoi lavori è il cristallo, con cui realizza sculture che raggiungono un mirabile equilibrio fra monumentalità e raffinatezza estetica. Luminosità, leggerezza e trasparenza ne trasmettono l’incanto e ne fanno veicolo di molteplici significati simbolici.
Oltre a numerose esposizioni tenutesi in prestigiose istituzioni e gallerie di arte contemporanea, Landucci ha all’attivo progetti di arte sacra realizzati su commissione di enti ecclesiastici: pitture, vetrate, porte bronzee, cibori, amboni, sedute per celebranti, panche e altri arredi sacri. In questo ambito, Landucci ha inoltre collaborato con gli architetti Franca Zecchi e Andrea Marcuccetti, per la progettazione del complesso parrocchiale della Visitazione di Galciana (PO). Molte sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private.
Nel suo lavoro, l’artista si avvale della collaborazione e della perizia di aziende specializzate nella lavorazione del vetro, seguendo e curando a stretto contatto ogni fase della produzione.

Titolo: Francesco Landucci. Fragili Equilibri
Sede: Sala 1, Centro Internazionale d’Arte Contemporanea
Complesso Monumentale della Scala Santa/Padri Passionisti
Piazza di Porta S. Giovanni, 10 Roma
A cura di Roberto Gramoccia e da un’idea di Tito Amodei
Vernissage: Sabato 15 Gennaio 2011, ore 12 - 19
Durata: fino al 13 febbraio 2011
Orari: dal martedì al sabato, ore 16.30 - 19.30
Testo in catalogo a cura di Roberto Gramiccia.
Coordinamento: Barbara Santamato, Emanuela Termine.

venerdì 24 settembre 2010

OPEN 13

Comunicato stampa

Singolare, eclettica quanto mutevole OPEN, Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni giunge quest’anno alla sua tredicesima edizione, dopo una lunga storia che ha visto la partecipazione di settantuno paesi, trecentosessanta artisti e centocinquanta curatori. Si apre dunque dal 1 settembre al 3 ottobre parallelamente alla 67. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, un nuovo percorso espressivo, un’officina dell’arte all’aperto, nella quale le opere sono tappe per lo sguardo e per l’interazione.
Trentanove artisti si misurano con gli spazi di Venezia Lido e dell’Isola di San Servolo per definire il luogo sia fisico che mentale, residuo allusivo che si trova nella memoria personale e nell’esperienza collettiva. Create, quasi tutte, per la mostra, le sculture e le installazioni sono spazi di riflessione nei quali l’arte muta la tensione verso l’indefinito, eludendo schemi o imposizioni tematiche, per dare al visitatore la possibilità di pensare ad un’arte libera, aperta al divenire.
Ideata e curata da Paolo De Grandis, co-curata da Carlotta Scarpa, organizzata da Arte Communications in collaborazione con l’Assessorato alle Attività Culturali del Comune di Venezia, la mostra è patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri, dalla Regione del Veneto, dalla Provincia di Venezia e dal Comune di Venezia.
In OPEN, il binomio scultura-ambiente è un tema inesauribile e affascinante in virtù della forte matrice concettuale che si rinnova nell’intento di presentare i molteplici aspetti del discorso artistico. La necessaria controparte sono gli spazi urbani e le aree verdi di un territorio inteso nella complessità delle sue valenze antropologiche e culturali. OPEN ha creato negli anni un genius loci forte delle innumerevoli presenze artistiche internazionali che hanno apportato culture e tradizioni diverse nell’isola ridefinendone il sostrato culturale. Si crea così ogni anno un ampio orizzonte di sperimentazione linguistica, le cui opzioni nel caso della scultura sono diventate sempre più sensibili alla scelta stessa dei materiali sia che appartengano alla tradizione statuaria sia che siano riferibili alla produzione industriale fino alle installazioni suscettibili dei più sorprendenti processi di risemantizzazione. Nel suo intreccio di natura e cultura, interno ed esterno, biologico e tecnologico, OPEN condensa le tendenze contemporanee internazionali grazie alle sinergiche collaborazioni con critici, curatori ed istituzioni. Prosegue infatti oramai da cinque anni il fortunato progetto di presentare la giovane arte frutto della didattica delle Accademie e quest’anno figurerà la prestigiosa Accademia di Belle Arti di Brera sotto la direzione curatoriale di Saverio Simi de Burgis e la coordinazione di Marco Pellizzola. I nove giovani talenti Alberto Gianfreda, Michele Guido, Daniela Novello, Emanuela Rizzo, Federica Alì, Radis Nikzad, Chiara Rinaldi, Marco Maria Giuseppe Scifo e Jessica Soffiati presentano presso il parco dell’Isola di San Servolo progetti site specific che sollecitano alla riflessione e diventano essi stessi metastrumenti cognitivi.
L’attenzione verso le nuove leve dell’arte è inoltre scandita dal recente sodalizio con il Premio Arte Laguna. Tra i finalisti del Premio Arte Laguna 2009, sono infatti stati scelti per OPEN i giovani scultori Theo Reeves-Evison, Olga Schigal ed il duo Koji Yoshida - Dario Tironi. Nel corso dell’esposizione sarà inoltre indetto il Premio Speciale Arte Laguna che sarà assegnato ad un artista dell’Accademia di Belle Arti di Brera selezionato dalla giuria di Arte Laguna. Tale premio offrirà al vincitore la possibilità di figurare tra i finalisti del premio Arte Laguna 2010 ed esporre nell’ambito del circuito organizzato dalla stessa associazione. Una partnership che si estenderà anche nel corso delle prossime edizioni di OPEN e parallelamente con il Premio Speciale PDG Arte Communications nell’ambito del Premio Arte Laguna.
Si inaugura per lo spettatore un nuovo percorso nel mondo dell’arte contemporanea internazionale, un nuovo allestimento all’aperto e una nuova riflessione sui linguaggi dell’arte. L’incipit sono le opere fondamentali di Dennis Oppenheim e ORLAN. L’artista statunitense, tra i massimi esponenti dell’arte concettuale contemporanea della seconda metà del XX secolo, dedito soprattutto alla realizzazione di grandi opere installative negli spazi pubblici, presenta “Heavy Dog Kiss”, una importante opera in marmo che poi farà parte della collezione del Museo del Parco di Portofino diretto da Daniele Crippa. Del tutto radicale, opposto al banale e al prevedibile è l’approccio dell’artista francese ORLAN, che ad OPEN presenta “Drive-in: ORLAN REMIX”, una video installazione con una limousine gonfiabile dove il concetto di ibrido è protagonista assoluto, capace di divenire in modo tangibile significato e significante, mezzo espressivo dell’opera d’arte di cui delinea forma e contenuto.
Pensata per la cupola del Blue Moon è l’opera “Seconda natura” di Gaetano K. Bodanza dove la relazione con le forze primigenie della natura, l’esaltazione della vita come flusso incontenibile, l’epifania nomadica senza territorio, tempo, lingua, sono aspetti costanti che esaltano la stupefacente forza espressiva di questo rinato ciclo di opere presentato in anteprima presso la Galleria Moretti & Moretti di Parigi. Ispirata all’opera del regista John Woo, a cui sarà conferito il Leone d’Oro alla carriera durante la Mostra del Cinema, “The Face Machine” di Amy Cheung è un’indagine sulla violenza, lo spettacolo, il binomio buono/cattivo per coglierne la persistenza ancestrale e catapultare il visitatore in un gioco interattivo. Il panorama espositivo si sviluppa poi attraverso le installazioni dal forte impatto visivo di Giacomo Roccon e Barbara Taboni, l’opera in evoluzione di Aristotelis Deligiannids, le fotografie di Margherita Errante in cui l’occhio dell’artista si aggira e seleziona istantanee estreme, metafora di una condizione esistenziale sempre più globalizzante e globalizzata e poi l’ironica opera dell’argentina Nora Iniesta, gli interventi modulari di E.M.C. Collard, la video performance di Andrea Fincato e Giulio Escalona fino alle sperimentazioni linguistiche di Annalù, Alice Olimpia Attanasio, Michela Pedron e Margherita Mauro. In seguito il visitatore sarà condotto in un viaggio immaginario attraverso le monolitiche figure di Ursula Huber, le “scatole” da viaggio di Gaspare Manos, gli “abiti senza corpo” di Flavio Lucchini, l’intervento di archeologia urbana di Stefano Fioresi, l’installazione zen di Alexandra Marati, la “preghiera” concettuale di Gina Brezini, i profili “bendato e imbavagliato” di Ottavio Pinarello, fino alla partecipazione cipriota di Phanos Kyriacou e quella della cinese Yi Zhou.
Come ormai tradizione, il successo di OPEN negli anni è stato contrassegnato da numerose presenze curatoriali che hanno apportato alla mostra una ricerca incentrata sulle ultime tendenze dell'arte e della cultura in ambito sia nazionale che internazionale. Tra le novità di quest’anno la presenza di Alan Jones, newyorkese, critico e curatore di mostre d’arte, da sempre uno dei massimi conoscitori della scena della Pop Art. Si conferma nuovamente la presenza di Gloria Vallese che si rende promotrice dinamica della giovane arte italiana e continua il felice sodalizio con Christos Savvidis per la partecipazione greca, Chang Tsong- zung per l’Asia e Nevia Pizzul Capello per la partecipazione tedesca.
Le opere in mostra sono interventi paralleli che pur nascendo all’insegna della assoluta libertà espressiva slegata da un tema obbligatorio, si incontrano, si contaminano, si ibridano senza confondersi.
Raggiunge quest’anno la sua decima edizione il Premio OPEN, premio speciale collaterale alla 67. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica ad un regista partecipante la cui opera riveli un forte legame tra cinema e arti figurative. Il premio consiste in un’opera realizzata dal Maestro Gaspare Manos. La mostra è accompagnata da un catalogo che raccoglie gli interventi critici ed istituzionali e le opere esposte, disponibile presso l’infopoint Arte Communications al Lido in Piazzale Bucintoro.

ARTISTI PARTECIPANTI
ARGENTINA Nora Iniesta
CINA Amy Cheung, Yi Zhou
CIPRO Phanos Kyriacou
FRANCIA ORLAN
GERMANIA E.M.C. Collard
GRAN BRETAGNA Theo Reeves-Evison
GRECIA Aristotelis Deligiannidis, Alexandra Marati
ITALIA Annalù, Alice Olimpia Attanasio, Gaetano K. Bodanza, Crash Toys (Dario Tironi, Koji Yoshida), Margherita Errante, Andrea Fincato - Giulio Escalona, Stefano Fioresi, Ursula Huber, Flavio Lucchini, Gaspare Manos, Margherita Mauro, Michela Pedron, Marco Pellizzola, Ottavio Pinarello, Giacomo Roccon - Barbara Taboni
RUSSIA Olga Schigal
USA Dennis Oppenheim
USA BULGARIA Gina Brezini
ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BRERA: Federica Alì, Alberto Gianfreda, Michele Guido, Radis Nikzad, Daniela

martedì 21 settembre 2010

Quasi perfetto

Comunicato stampa

L'A.P.S. Artetica propone, esposizione di sculture in pietra ed installazioni multimediali di Viviana Russo. L'esposizione è realizzata all'interno del progetto Amparo Expo, un'iniziativa di Artetica coofinanziata dalla Regione Lazio e sviluppata sul tema dello spazio da vivere e della forma in cui lo spazio d’accoglienza viene vissuto. Per questo Amparo Expo da spazio fisico e promozione a progetti personali di artisti di talento esterni ai circuiti commerciali. “Uno spazio acquatico, sempre mobile e vitale, che rimanda allo spazio del grembo materno, nostra prima dimora fatta d'acqua, luogo della creazione.” (Viviana Russo)
L'artista presenta sette sculture in marmo, alabastro e pietra lavorate a mano, il prodotto più recente di una ricerca artistica sull'astrazione basata sul tema dell'acqua come luogo, materia e vitalità al contempo. Il titolo “Quasi perfetto” si riferisce ai movimenti dell'acqua che imprevedibili creano armonie. “La superficie dell'acqua appena scossa, l'azione che rompe la quiete, è lo scorrere veloce di un movimento, forma che si propaga, la perfezione nella casualità.”
Superfici che si increspano, linee che si tendono e creano forme inaspettate, armoniose, volumi frammentati che si contrappongono al vuoto, lo inglobano nella forma come parte dell'opera, come sostiene l'artista “Il vuoto per me ha un interesse di carattere sia plastico che emotivo: sospende, blocca e sublima le masse in un tempo irreale.”
Nelle opere di Viviana Russo la leggerezza e la tensione si strutturano in complessi plastici organici che traggono ispirazione dal suo mondo interiore dove suggestioni, pensieri e sensazioni divengono un nucleo pulsante generatore di immagini ed emozioni.
Il progetto dell'installazione multimediale è stata studiata appositamente per Artetica. L'inaugurazione della mostra sarà venerdì 24 settembre, dalle ore 18 in poi. Sarà presente l'artista e verrà offerto l'aperitivo a base di sushi. La mostra si svolgerà dal 24 settembre al 9 ottobre il giovedì e venerdì dalle 17 alle 20, ed il sabato dalle 17 alle 22. E' possibile visitare la mostra anche in altri giorni e orari su appuntamento ai numeri: 349.1061852 / 328.2695279 / 333.3806558.

Viviana Russo nasce a Putignano nel 1978. Diplomata in scultura all’Accademia di Belle Arti e docente di Discipline Plastiche, partecipa a esposizioni internazionali ricevendo riconoscimenti e premi. Tra i più recenti il “II Simposio di Seravezza”, e “Avvertenze Artistiche” Rassegna d'Arte Contemporanea a cura del Ministero dei Beni Culturali negli esclusivi spazi del Museo dei Fori Imperiali. Alcune sue opere monumentali sono presenti in varie collezioni pubbliche. Allieva degli scultori Roberto Almagno e Nunzio di Stefano, nel suo percorso artistico ha sperimentato diversi materiali dal ferro al rame, dal legno alla pietra, dalla fotografia al video.

Titolo mostra: Quasi perfetto
Artista: Viviana Russo
Luogo: Associazione di Promozione Sociale Artetica
via dei Marsi 18, Roma
Date: dal 24 settembre al 16 ottobre
Inaugurazione: venerdì 24 settembre, ore 18.00
Finissage: sabato 16 ottobre, ore 18.00
Orari: giovedì e venerdì 17/20, sabato 17/22
in altri orari e giorni su appuntamento
Ingresso: libero
Catalogo: in sede (presentazione il 28/11/2010)

mercoledì 7 aprile 2010

Remember

Comunicato stampa

Dopo un anno dal terremoto in Abruzzo, la città di Milano ospita nelle strade pedonali del centro una importante e innovativa installazione fotografica di immagini e parole dedicate a L’Aquila: “REMEMBER” Vivi che ricorderai, dal 5 giugno al 4 luglio 2010. Cinquanta gigantografie, allestite all’aperto in Corso Vittorio Emanuele, offriranno al pubblico un importante spunto di riflessione e un momento di pausa dalla frenesia quotidiana.
La mostra è promossa dall’Associazione Casa di Letizia Moratti con il patrocinio del Comune di Milano – Assessorato Politiche Sociali, la cui volontà istituzionale ha reso realizzabile il progetto. Un evento superpartes, benefico, senza scopi di lucro né intenti politici, che si rivolge a tutti, come persone, indistintamente. A cura di Daniela Palazzoli, l’installazione nasce da un’idea di Homelesstudio e grazie alla collaborazione con la Misericordia Milano e la Misericordia Sant’Ambrogio (Confederazione Nazionale delle Misericordie).
Il progetto ha origine dall’esperienza del fotografo Marco Cisaria a L’Aquila ad una settimana di distanza dalla prima grande scossa del 6 aprile 2009, quando le squadre di soccorso hanno iniziato i primi recuperi. La città piena di vita fino a pochi giorni prima, era svuotata e in un silenzio irreale. Vuota nei rumori. Vuota nei negozi. Vuota nelle vie. Nella sua rovinosa imperfezione sembrava tutto paradossalmente perfetto. Palazzi in equilibrio su travi pericolanti, muri sbriciolati su automobili appiattite.
Le fotografie scattate ritraggono dunque una città silenziosa e vuota dopo il sisma, eppure sono immagini dai colori accesi in cui si vedono anche gli animali, i fiori della primavera, i prati verdi e il cielo azzurro intenso, e che grazie alla tecnica fotografica HDR rendono visibili molte più informazioni, con un’enfasi di perfezione quasi irreale.
Le meravigliose fotografie si staglieranno una dopo l’altra in Corso Vittorio Emanuele, catturando l’attenzione dei passanti e invitandoli a soffermarsi per osservare gli effetti del terremoto con occhi diversi. Immagini e frasi senza dramma o denuncia, sensazionalismo o pietismo, che traducono piuttosto la speranza di un nuovo inizio e un inno alla vita: “Vivi che ricorderai” come dice un antico proverbio Abruzzese. Frasi come voce narrante di uno spaccato di vita prima del sisma. Ricordi apparentemente banali, semplici, riferiti alle azioni di tutti i giorni, eppure importanti che si legano ad immagini di un presente diverso dalle aspettative ma da cui ripartire guardando al futuro.
Le immagini esposte non sono dunque un reportage di cronaca. Sono l’espressione artistica di un pensiero filosofico e sociale attraverso il binomio fotografie-parole che è anche il mezzo per condividere l’esperienza vissuta in prima persona dal fotografo sul campo.
Per la sede della mostra è stato scelto, non a caso, il Capoluogo lombardo. Una città con un pubblico internazionale e con cinque milioni di passanti al mese. Una città frenetica ma attenta agli stimoli culturali e sociali e quindi una realtà adatta per comunicare un messaggio importante che possa risuonare da Milano in tutta Italia e in Europa. Il messaggio si inserisce nella quotidianità e riguarda chiunque perché spesso distrattamente non ci si accorge o ci si dimentica di ciò che accade. La mostra propone invece di ricordare e di farlo con un punto di vista positivo per continuare a vivere con valori più autentici.

Remember. Vivi che ricorderai...
Milano > Corso Vittorio Emanuele II
5 giugno - 4 luglio 2010
Installazione fotografica nel centro di Milano
A cura di Daniela Palazzoli
Fotografie di Marco Cisaria

mercoledì 31 marzo 2010

Territori de l’Aire

Comunicato stampa

Ancora alberi e giardini, nuove incursioni d’arte e di natura fra le pietre antiche di Pietrasanta. Dopo il gigantesco albero in bronzo e pietra di Giuseppe Penone – che lo scorso autunno ha celebrato in piazza Duomo i 60 anni di eccellenza della Fonderia Massimo Del Chiaro – è la volta di una poetica installazione dell’artista catalana Fina Oliver, intitolata “Territori de l’aire”, allestita dal 1° aprile al 31 maggio nella piazzetta e nel campanile del Duomo: un giardino segreto, una piccola foresta popolata di nuvole e d’uccelli, un “pifferaio magico” seminatore di stelle ed il campanile di San Martino che, come un faro, diffonde e annuncia in Versilia la luce dell’arte. Una proposta suggestiva, delicata e ricca di poesia, alla quale Pietrasanta affida il compito di rappresentare la primavera anticipando le atmosfere che caratterizzeranno l’estate d’arte nel salotto buono della città.
La mostra è promossa dalla galleria Victor Saavedra di Barcellona e gode del patrocinio del Comune di Pietrasanta. Segna il debutto italiano di Fina Oliver, artista che in oltre venticinque anni di appassionata ricerca ha sviluppato un suo originale percorso nei mondi della scultura, soprattutto in bronzo. Ed è proprio la recente scoperta della realtà artigianale di Pietrasanta, della particolarissima atmosfera che si respira fra botteghe e gallerie, fra caffè e studi di scultura, che ha convinto Fina Oliver a scegliere Pietrasanta per la sua prima personale italiana. Non è un percorso articolato ed esaustivo della ricca produzione dell’artista, ma un’installazione simbolica, l’annuncio di futuri incontri, un biglietto da visita che è anche un po’ omaggio ad una piccola città subito amata.

Fina Oliver. Territori de l’Aire
Piazzetta del Duomo e Campanile di San Martino, Pietrasanta
1 aprile – 31 maggio 2010
Inaugurazione giovedì 1° aprile ore 17
Ingresso libero

martedì 16 marzo 2010

Libri e tele d’artista

Comunicato stampa

11 + 1 x (1 + 1) + 1. Non è una formula aritmetica, è soltanto un gioco di numeri che presenta l’esposizione: 11 libri realizzati da 11 artisti invitati da Vittoria Biasi alla 6a Biennale del Libro d’Artista della Città di Cassino (14 novembre - 4 dicembre 2009, direttore artistico Teresa Pollidori), più 1 libro d’artista presentato dallo Studio S-Arte Contemporanea, più 1 opera su tela di ogni artista, più ancora 1 installazione che si ricollega al tema del libro. Sono artisti di formazione, generazioni e tendenze diverse che lo Studio S è qui lieto di proporre rilegati (non si tratta di libri?) da questa criptica formula destinata ad incuriosire e divertire i lettori, e che andrebbe pertanto letta come segue:

11 ARTISTI + 1 ARTISTA (CIASCUNO CON 1 LIBRO E 1 OPERA) + 1 INSTALLAZIONE

GLI 11 ARTISTI PRESENTI ALLA 6a BIENNALE DEL LIBRO D’ARTISTA DELLA CITTA’ DI CASSINO: ANNA ADDAMIANO, CESARE BERLINGERI, ALEXANDER JAKHNAGIEV, FLAVIA MANTOVAN, PIERO MASCETTI, MARIO PADOVAN, MIRKO PAGLIACCI, LINA PASSALACQUA, ALESSANDRA PORFIDIA, SINISCA, LUISA ZANIBELLI

L’ARTISTA PRESENTATO DALLO STUDIO S - ARTE CONTEMPORANEA: POLDI LOPEZ Y ROYO

INSTALLAZIONE DI FRANCA SONNINO

Gli artisti invitati alla Biennale della Città di Cassino giunta alla sua sesta edizione sono tutti già stati presentati in varie occasioni dallo Studio S. Una new entry è POLDI LOPEZ Y ROYO che ha creato un libro d’artista non proposto alla Biennale di Cassino per le sue dimensioni che superano quelle previste dal regolamento, ma che è interessante esporre in questo contesto in quanto frutto di un coinvolgente lavoro dell’artista (libro a fisarmonica che completamente aperto misura cm. 360) che ha con coerenza dedicato al tema delle ATTESE un intero ciclo di opere su tela e su carta. Autore dell’installazione sul tema FRANCA SONNINO, artista nel suo genere unica per i materiali adoperati, la manualità che caratterizza le sue opere, la fantasia e la poesia delle sue creazioni, presentata dallo Studio S alla X Biennale Internazionale d’Arte del Cairo.

Libri e tele d’artista. 11 + 1 x (1 + 1) + 1
StudioS ArteContemporanea
Via della Penna 59, Roma
Date: 27 marzo - 17 aprile 2010
Inaugurazione: sabato 27 marzo ore 18.00-21-00
Orari: lunedì-venerdì ore 15.30-19.30, sabato ore 11.00-14-00 / 15.30-19.30
Al mattino su appuntamento

Immagine: Poldi Lopez Y Royo, Attese, 2008, maniera nera, puntasecca, cm. 30x21

giovedì 11 febbraio 2010

Light-Abstr-Action

Comunicato stampa

La Casa dell’Energia, in occasione del centenario della costituzione dell’Azienda Elettrica Municipale di Milano, presenta dall’11 al 30 marzo, Light Abstr-Action, la prima installazione di Cristiana Fioretti site-specific multimediale, realizzata per celebrare l’energia come segno poetico dei linguaggi visuali per eccellenza.
In questo edificio razionalista, austero e monumentale degli anni Trenta, si espone un’installazione che interagisce con lo spazio, puntando sull’effetto scenografico, mediante un mix di colori, suoni, proiezioni, light box, luce ed opere a tecnica mista per strutturare non un singolo oggetto, ma le potenzialità formali ed architettoniche e tridimensionali del colore che definisce luoghi immaginari. Astrazione, luce, suono e proiezioni interagiscono con l’architettura e sono gli elementi di un progetto complesso composto da volumi e dimensioni luminose che amplificano la nostra percezione dello spazio.
L’autrice compone non opere singole, ma un progetto unitario creato come uno spartito cromatico, con note tonali contenute in light box verticali, volumi luminosi che interagiscono con lo spazio e invitano lo spettatore ad immaginare paesaggi descritti nel segno della luce, nell’evocazione di atmosfere trasparenti come l’aria e in perenne movimento come il mare.
Fioretti passa dalla visibilità alla strutturalità dell’opera che non è più di rottura, com’è stato l’astrattismo nei primi anni del Novecento, ma di struttura come dimostra questo site-specific che trasforma lo spettatore in un catalizzatore di spazi aperti, dentro a un contenitore chiuso con pochissime aperture e fonti d’illuminazione naturali.
Per la prima volta in questo edificio, il colore si fa forma concreta e diventa struttura, prende forma tra un volume e l’altro con intersecazioni di linee di forza, puntando sull’allestimento scenografico della luce che sprigiona l’energia primaria della creatività.

Cristiana Fioretti. 1910-2010 Light-Abstr-Action: l’interiorità struttura uno spazio dell’astrazione
A cura di Jacqueline Ceresoli
Milano, Casa dell’Energia
11 marzo - 30 marzo 2010
Catalogo: Edizioni Gabriele Mazzotta
Inaugurazione: mercoledì 10 marzo 2010, ore 18.30

mercoledì 13 gennaio 2010

Memorie d’inciampo a Roma

Comunicato stampa

Per la prima volta in Italia, l’artista tedesco Günter Demmig posiziona a Roma, il 28 gennaio 2010, in occasione della Giornata della Memoria, 30 Stolpersteine (pietre d’inciampo) in sei MUNICIPI: I Municipio, Centro Storico; II Municipio, Flaminio; VI Municipio, Quadraro; IX Municipio, Appio Tuscolano; XVI Municipio, Monteverde; XVII Municipio, Prati) per ricordare deportati razziali, politici, militari e per lavori coatti.
L’idea di Demmig risale al 1993 quando l’artista è invitato a Colonia per un’installazione sulla deportazione di cittadini rom e sinti. All’obiezione di un’anziana signora secondo la quale a Colonia non avrebbero mai abitato rom, l’artista decide di dedicare tutto il suo lavoro successivo alla ricerca e alla testimonianza dell’esistenza di cittadini scomparsi a seguito delle persecuzioni naziste: ebrei, politici, rom, omosessuali.
Le prime Stolpersteine furono installate a Colonia nel 1995; da allora ne sono state installate già più di 22.000 in Germania, Austria, Ungheria, Ucraina, Cecoslovacchia, Polonia, Paesi Bassi e Belgio.
L’artista sceglie il marciapiede prospiciente la casa in cui hanno vissuto uno o più deportati e vi installa altrettante “pietre d’inciampo”, sampietrini del tipo comune e di dimensioni standard (cm. 10x10). Li distingue solo la superficie superiore, a livello stradale, poiché di ottone lucente. Su di essa sono incisi: nome e cognome del deportato, età, data e luogo di deportazione e, quando nota, data di morte.
L’inciampo non è fisico ma visivo e mentale, costringe chi passa a interrogarsi su quella diversità e agli attuali abitanti della casa a ricordare quanto accaduto in quel luogo e a quella data, intrecciando continuamente il passato e il presente, la memoria e l’attualità.
Le Stolpersteine sono un segno concreto e tangibile, ma discreto e antimonumentale, che diviene parte della città, a conferma che la memoria non può risolversi in appuntamento occasionale e celebrativo, ma costituire parte integrante della vita quotidiana.
Le Stolpersteine sono finanziate da sottoscrizioni private; il costo di ognuna, compresa l’installazione, si aggira tra i 75 e i 95 euro.
Il progetto proseguirà, dopo il 28 gennaio, con l’apertura di uno “sportello” cui potranno rivolgersi quanti intendono ricordare familiari o amici deportati attraverso la collocazione di una Stolpersteine davanti alla propria abitazione. L’obiettivo è la costruzione di una grande mappa urbana della memoria.
All’iniziativa è affiancato un progetto didattico: ogni Municipio, coadiuvato dal Progetto Memoria della Fondazione CDEC e dal Centro di Cultura Ebraica di Roma, dalla FNISM (Federazione Nazionale Insegnanti) e dall’Irsifar (Istituto Romano per la Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza) ha scelto alcune scuole affidando loro una ricerca storica sui deportati alla cui memoria sono dedicati i sampietrini. Il 28 gennaio, nel corso dell’installazione di Demmig, gli studenti leggeranno i primi risultati del loro lavoro.
Memorie d’inciampo a Roma sarà documentato in un volume che conterrà testi storici e critici, biografie dei deportati redatte dagli studenti, illustrazione fotografica delle installazioni, CD con le riprese filmate della giornata del 28 gennaio.
La presentazione del volume è prevista per il 16 ottobre 2010, anniversario della deportazione degli ebrei romani dal Ghetto.

SCHEDA INFORMATIVA

PROGETTO: Memorie d’inciampo a Roma
ARTISTA: Günter Demmig
INAUGURAZIONE: giovedì 28 gennaio 2010, ore 9.30
Roma, via della Reginella 2
A SEGUIRE: ore 11.30 via Flaminia 21
ore 12.30 viale Giulio Cesare
ore 14.00 piazza Rosolino Pilo 17
ore 16.00 via Taranto 178
ore 17.30 via Romanello da Forlì 34
ore 18.15 via E. Giovenale 95
ore 19.00 via Ascoli Piceno 18
CURATORE: Adachiara Zevi
COMITATO SCIENTIFICO: Anna Maria Casavola, Annabella Gioia, Antonio Parisella, Liliana Picciotto, Micaela Procaccia e Michele Sarfatti.
ENTI PROMOTORI: ANED (Associazione Nazionale ex Deportati)
ANEI (Associazione Nazionale ex Internati)
CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea)
Federazione delle Amicizie Ebraico Cristiane Italiane Museo Storico della Liberazione
PATROCINI: Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
Comunità Ebraica di Roma
ORGANIZZAZIONE e CORDINAMENTO:
Incontri Internazionali d’Arte

mercoledì 6 gennaio 2010

Bolle d’aria

Comunicato stampa

"Ohne Titel Lab", spazio-laboratorio indipendente nel quartiere di San Salvario di Torino, promuove la ricerca al confine tra videoarte e installazione interattiva di "auroraMeccanica" e nel contempo l’attività grafica e incisoria di due giovani artisti dell’Accademia Albertina delle Belle Arti.
auroraMeccanica, nata nel 2007 dall’incontro di Roberto Bella e Carlo Riccobono (e che dal 2009 si avvale della collaborazione di Fabio Alvino), si propone di superare i limiti della fruizione passiva del video, sviluppando un discorso sulla collaborazione e sulla socialità, metaforicamente condensate nell’interazione necessaria ad attivare le opere.
La mostra "Bolle d’aria" presenta una riflessione sul consumismo condotta con ironia e sarcasmo attraverso tre installazioni frutto di un’attenta indagine sulla sovrapproduzione di beni deperibili e di troppo facile consumo, anche nel mondo dell’arte.
La proiezione di un imponente fiore, bisognoso di cure, accoglie il pubblico e dichiara gli intenti della mostra: la partecipazione attiva del singolo è necessaria alla sopravvivenza della collettività. Così nella seconda opera, Passaggi di stato, la necessità di agire in prima persona è simboleggiata dall’immagine di una giovane donna capace di riemergere dall’ammasso dei prodotti di un consumismo spietato, solo con l’aiuto dello spettatore. Infine, l’opera inedita che dà titolo all’esposizione estende le tematiche care al duo, al contemporaneo mercato dell’arte.

Titolo mostra: Bolle d’aria
A cura di: Fabio Cafagna
Sede: Ohne Titel Lab, via Principe Tommaso n. 11/D - Torino
Inaugurazione: sabato 16 gennaio 2010, ore 19.30
Date: dal 17 al 24 gennaio 2010
Orari: tutti i giorni dalle 18.00 alle 21.00

venerdì 27 novembre 2009

Maurizio Bolognini. DI STANZE

Comunicato stampa

Le Macchine programmate di Maurizio Bolognini (centinaia dal 1988) sono computer che generano flussi di immagini casuali in continua espansione, attraverso le quali l’artista sembra voler raggiungere una vastità di tipo geografico. Queste macchine sono al centro di molti lavori: dalle sue installazioni di arte generativa, interattiva e pubblica (dal 2000), in cui chiunque può interferire con il processo di creazione delle immagini dal proprio telefono cellulare, fino alla serie Stanza 11, una recente collezione di oggetti (libri, mobili, contenitori…) incisi, disegnati, graffiati dalle traiettorie di un’apparecchiatura laser guidata da una di queste macchine.
STANZA 11, che si è appena conclusa in NAG 1 Contemporary, ad Arezzo, ha presentato alcuni di questi lavori, in cui lo spazio fisico, quello elettronico, il processo tecnologico vengono fatti coesistere e interferire in modi inattesi. DI STANZE, che si inaugura in NAG 2 Contemporary, riprende queste tematiche in una prospettiva differente, rimandando all’estensione geografica presente in altri lavori riconducibili, appunto, al tema della «distanza» (stanze e, insieme, distanze). DI STANZE significa:
- lontananza materiale cancellata dalle tecnologie di comunicazione, in Altavista (replica del website della polizia di Seattle in cui i link alle telecamere di sorveglianza vengono sostituiti da link a webcam situate in altri continenti);
- interferenza tra spazio fisico e spazio elettronico, in Antipodes (orientamento di alcune webcam situate in Nuova Zelanda secondo la posizione dell’artista, nell’emisfero settentrionale);
- misura planetaria percorsa dall’artista in Museophagia Planet Tour (azione che coinvolge gallerie d’arte di numerose città, prelevando oggetti da ciascuna e trasportandoli in raccolta itinerante da Parigi a Bangkok, attraverso New York, Los Angeles, Papeete, Sydney).
La mostra presenterà anche un’installazione di Macchine programmate, con videoproiezione.
Catalogo in sede, con testo critico di Fabio Migliorati e scritti bibliografici di Aa. Vv.

Maurizio Bolognini si dedica alla sperimentazione artistica delle tecnologie digitali dagli anni Ottanta, indagando e facendo coesistere dimensioni diverse, come la delega alla macchina di alcune funzioni creative, la generazione di infinità fuori controllo (immagini sconfinate, voci inesauribili), l’introduzione di forme avanzate di interazione del pubblico, il networking e l’e-democracy, i flussi spazio-temporali della comunicazione tecnologica e le interferenze tra spazio geografico e spazio elettronico...
Nel 1988 inizia a usare elaboratori elettronici per generare flussi di immagini casuali. Negli anni Novanta programma centinaia di macchine che generano immagini in continua espansione (serie IMs, Computer sigillati, Atlas 2 ecc.), lasciandole funzionare indefinitamente. Dal 2000 il suo lavoro si concentra sulla combinazione di dispositivi di programmazione e di comunicazione, sperimentando la possibilità di un’arte generativa, interattiva e pubblica, come nelle Collective Intelligence Machines, installazioni in spazi pubblici realizzate collegando alla rete telefonica cellulare alcune delle sue “macchine programmate”.
Le sue installazioni sono state presentate in numerose occasioni, in Europa e negli Stati Uniti. Tra le ultime mostre personali: Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce, Genova; Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Roma; PAN-Palazzo delle Arti, Napoli; CACTicino, Bellinzona; Neon, Bologna; Depardieu, Nizza; Williamsburg Art & Historical Center, New York; Roger Smith Lab, New York.
Libri e cataloghi recenti sul suo lavoro: D. Scudero (a cura di), Maurizio Bolognini: installazioni, disegni, azioni (on-off line), Lithos, Roma 2003; S. Solimano (a cura di), Maurizio Bolognini: Macchine Programmate 1990-2005, Museo di Villa Croce, Genova 2005; M. Costa et al., Maurizio Bolognini. Infinito personale, Nuovi Strumenti, 2007.
www.bolognini.org

Maurizio Bolognini. DI STANZE
a cura di Fabio Migliorati
NAG 2 contemporary
Via della Fara 13, Bergamo
11 dicembre - 11 febbraio
Inaugurazione: venerdì 11 dicembre, ore 18.30

mercoledì 2 settembre 2009

Flowers? La persistenza del fiore

Comunicato stampa

Dal 3 al 26 settembre Castel dell’Ovo ospiterà Paola Volpato con un progetto dal titolo Flowers? La persistenza del fiore che comprende videoinstallazioni, opere fotografiche e una serie di lavori su carta ispirati all’opera poetica di Emily Dickinson.
E come nel verso della Dickinson non c’è mai un richiamo diretto al mondo reale, ma solo un susseguirsi di legami, relazioni, forme erranti, così nel linguaggio della Volpato nulla è veramente eco del mondo: la figura del fiore non rimanda a nessun giardino e a nessun Eden. E’ un tessuto di iscrizioni, di storie, di visioni. E’ un fare immagine anche con ciò che appare muto e senza storia (con lo scarto, il residuo, lo straccio). E’ come se l’artista veneziana fosse convinta che ogni elemento, anche il più usurato, rimanesse un immenso giacimento di informazioni e di rinascite.
In fondo, la sua pratica artistica segue quello che è il processo organico del fiore: il suo sparire nella terra, il suo sedimentarsi, il suo risorgere alla luce. Un circuito esistenziale che va e ritorna senza fine, come il lavoro inesausto e maniacale di una tessitrice.
Tutte le opere in mostra sono a tecnica mista (“collage”, pittura, ricamo, china, stampa), quasi ad affermare che non c’è un punto stabilito, un’immagine nota, accertata, ma solo una zona di confine. Lì tutto si dona alla nostra intimità, ma rimane anche “altro”. E’ visibile e invisibile, prossimo e distante, banale e meraviglioso.

Flowers? (La persistenza del fiore)
Personale di Paola Volpato
Napoli, Castel dell’Ovo - Terrazze
Via Eldorado n. 3 (presso via Partenope - Borgo marinari)
A cura di: Luigi Meneghelli
Inaugurazione: venerdì 4 settembre 2009 ore 18.30
Periodo: dal 3 al 26 settembre 2009
Orario: tutti i giorni 9-18, domenica 9-12

Immagine: Paola Volpato, FLOWERS?1 That Nature murmured to herself. Tecnica mista su carta, 70 x 50 cm.

domenica 30 agosto 2009

Symbolica: la dimensione magica dell’arte

Comunicato stampa

Il 5 settembre 2009, alle ore 17.30, presso il Loggiato del Cortile Ducale del Castello Estense di Ferrara s’inaugura Symbolica: la dimensione magica dell’arte. La mostra, giunta alla seconda edizione e fortemente voluta e organizzata dall’Associazione Ferrara Pro Art, con il Patrocinio del Comune e della Provincia di Ferrara, è una collettiva di arti visive che raccoglie in due location d’eccezione, gli Imbarcaderi del Castello e il Chiostro di San Paolo, le opere di 42 artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero
In un clima di decadentismo imperante tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo per la prima volta si parlò di Simbolismo. Poeti simbolisti, pittori simbolisti, musicisti simbolisti. Da allora il simbolismo è rimasto latente in ogni forma di espressione artistica, ha permeato delle sue visioni oniriche e attraversato trasversalmente veri e propri movimenti dall’Art Nouveau al Divisionismo, dall’Espressionismo al Surrealismo.
In realtà, a differenza dei veri e propri movimenti artistici, il Simbolismo è sempre stato percepito come un’atmosfera, un clima o una visione. Forse per questo ha percorso i secoli ed è giunto fino a noi. Perché infatti la pratica di utilizzare il simbolo come modalità comunicativa è antichissima e affonda le sue radici in un passato davvero remoto, quando gli uomini non avevano ancora l’uso della scrittura e si servivano di un linguaggio segnico per comunicare e riconoscersi.
Il simbolo è il segno che racchiude ciò che a parole o in altro modo non potremmo spiegare ed è tutt’oggi alla base del nostro linguaggio: il nostro alfabeto, ciascuna lettera che lo compone non è altro che un simbolo, un segno universalmente accettato e riconosciuto dalla comunità che lo usa.
C’è dunque una sorta di bagaglio culturale che percorrendo lo spazio e il tempo è diventato patrimonio collettivo: il simbolo è ciò che l’uomo usa per comunicare in maniera universale. E l’arte è sempre stata il luogo privilegiato del simbolo, unione di dati sensoriali e spirituali, lente del mondo sensibile e di quello invisibile, sintesi tra spirito e sensi; il luogo in cui l’inverosimile diventa verosimile, l’inconscio più recondito dà spazio alla creatività, al sogno e alla sensualità, in un passaggio che solo nell’espressione artistica può avvenire: ciò che è universalmente accettato e riconosciuto per il suo significato si carica di altro senso, più marcatamente soggettivo, finendo per essere la trasposizione segnica di una emotività o di un idealismo. Finendo per essere un’evocazione.
La mostra vuole dunque essere un anello di congiunzione tra il passato e il presente, sondare in che misura questa eredità è giunta fino agli artisti contemporanei; in che modo l’arte contemporanea si serva di un bagaglio comune e collettivo e in che modo lo reinterpreta alla luce della storia di oggi, alla luce di nuove personalissime percezioni. E offrire al visitatore la possibilità di scoprire imprevedibili fantastiche visioni, e di valutare quali debiti la modernità debba riconoscere a una Storia sconosciuta o dimenticata.
La rassegna si articola in due location differenti e di forte impatto emotivo: gli Imbarcaderi del Castello Estense di Ferrara e il Chiostro di San Paolo.
I Maestri in mostra presso il Castello sono: Silvana Alasia, Roberto Arduini, Rolando Attanasio, Giancarlo Bertoncini, Vincenzo Biavati, Silvia Boldrini, Nico Ciccolella, Christian Fogarolli, Stephanie Gualandi, Anna Maria GuarnieRi, Francesco Guggi, ELISA macaluso, Vinny Maio, Vilma Maiocco, Bob Money, Rosella Pinasco, Francesco Reccia, Giuseppe Solinas Scerbo, Roberto Taminelli, Chiara P. TAJA, Massimiliano Vacca, Vava, Kristel Vendrame, Toni Venzo.
I Giovani Emergenti presso il Chiostro di San Paolo: Dindina Burgos, Giulio Cerocchi, Carloluigi Colombo, Francesco Contarini, Claudia Conventi, antonella da lio, Ruggero Defilippi, Daniela Dian, Chiara Dionigi, Maurizio Falcocchio, Guido Capitani, GUIDO GIANCOLA, Marco Grasso, vincenzo Maiorino, Giliana Mason, Piero Motta, Matteo Procaccioli, Elena Zanella,

Symbolica: la dimensione magica dell’arte
- Imbarcaderi del Castello Estense, Piazza Castello, Ferrara
Dal 6 al 13 settembre 2009 ore 10.00 - 17.30
- Chiostro di San Paolo, p.tta Schiatti
dal 6 al 17 settembre 2009 ore 15.00 - 20.00
INAUGURAZIONE SABATO 5 SETTEMBRE 2009 ORE 17.30
Presso il Loggiato del Castello Estense - Ferrara
Presentazione di Michele Govoni
Organizzazione Ferrara Pro Art - Paolo Orsatti, Rossella Fasano
Ingresso gratuito

sabato 18 luglio 2009

SIRISfestival

Comunicato stampa

L’Associazione culturale SUD “Gigi Giannotti” nasce nel 1998 a Nova Siri, grazie all’impegno ed alla determinazione di un gruppo di persone, animato soltanto dal desiderio sincero ed autentico di arricchirsi ed arricchire gli altri nella conoscenza di un popolo, quello lucano.
L’Associazione non persegue alcun fine di lucro, è nata per affermare e propagare un’appropriata e attenta conoscenza e studio del patrimonio culturale lucano e non all’insegna di una riscoperta della Letteratura, del Teatro, della Musica e delle Arti visive.
Obiettivo primario dell’associazione è il SIRISfestival che ogni anno si occupa di una disciplina in particolare, che da il tema al festival, e delle altre in generale, valorizzando gli artisti, le persone e le idee che la nostra regione ci propone.
A tal proposito all’interno del SIRISfestival è stato istituito il Premio SIRIS, da assegnare ad un personaggio lucano che si è distinto nella disciplina che da il tema al festival.

IL TEMA DEL SIRISfestival 2009 E’ “IL VIAGGIO”

7 agosto ore 21,30 Palazzo Nolfi in piazza Dante Nova Siri centro storico
Inaugurazione XIIª edizione di “ARTESUD” Rassegna Internazionale di Arti Visive con la mostra “IL VIAGGIO”
Il progetto si avvale di diverse discipline artistiche, e si presenta come un’unica installazione inserita in un contesto scenografico ispirato al viaggio dove fotografia, video, pittura e scultura interagiscono per suscitare emozioni ma soprattutto per focalizzare l’agire umano nel corso della sua emancipazione. Il numero delle opere verrà calibrato in funzione al luogo espositivo; l’allestimento, che avrà una sua componete modulare adattabile alle situazioni, verrà creato con materiali leggeri ma soprattutto con “objets trouvés” quali simboli del viaggio (valige di cartone, bauli, reti…). La scenografia si adatterà alle opere (ad es. un monitor camuffato in un baule..) e verrà sistemata ad isole compatte con un certo contesto di opere a seconda del tema e le diverse isole formeranno il percorso espositivo, cioè “Il Viaggio”. Parte delle fotografie provengono dall’archivio storico dell’agenzia Fotogramma di Milano di Mimmo Carulli; le foto evocano i flussi migratori delle popolazioni del sud Italia, gli spostamenti in massa avvenuti nella seconda metà del novecento e i viaggi affrontati dalle popolazioni extracomunitarie dopo la caduta del muro di Berlino. Gli scatti, dei fotografi/scenografi, Pasquale Chiurazzi e Nino Oriolo, affondano le radici nel contemporaneo, uno spaccato sulla modernità con l’utilizzo anche di tecniche digitali. Le tele di Lucio Greco sono un viaggio nel cinema: scene da film, una sorta di “fermo immagine” sul neorealismo Italiano. Le sculture/installazioni di Giulio Orioli, esplorano i codici della civiltà della tecnica in cui gli orizzonti dell’uomo si normalizzano e si riducono sempre più a mera funzionalità.
La mostra curata da Pasquale Chiurazzi, Giulio Orioli e Nino Oriolo.
Dal mese di Settembre è ospite della provincia di Potenza, per poi essere esposta nelle altre regioni italiane.

7 agosto ore 22,30 piazza Plebiscito XIª edizione del Premio SIRIS.
All’interno del SIRISfestival e’ stato istituito il premioSIRIS, assegnato ogni anno ad un personaggio lucano che si e’ distinto nel tema del festival. Molti ed importanti i personaggi premiati che hanno dato lustro e visibilita’ alla nostra amata regione.
Il premio 2009 è assegnato a Franco Selvaggi campione del mondo 1982.
Saranno presenti: Dr. Pino Santarcangelo sindaco di Nova Siri, Sen. On.le Carlo Chiurazzi, Sen. On.le Cosimo Latronico
presenta Pino Guida
ore 22,30 I RIVOTA POPOLO in concerto

8 agosto nello scenografico centro storico di Nova Siri
“La Notte dei Briganti” festa/raduno del social network Facebook
1ª edizione
Riservata a tutti i residenti è ad i numerosi turisti che affollano la meravigliosa Costa Jonica della Basilicata, Calabria e Puglia.
ore 21,30 PELOSOFOLK in concerto
ore 00,00 BRIGANTI DISCO al pub la Taberna

7 e 8 agosto nello scenografico centro storico di Nova Siri
“Viaggio dei Sensi” profumi, sapori e colori.
Mostra mercato che vedrà espositori qualificati “stuzzicare il palato” dei numerosissimi visitatori.
All’interno “dell’Isola del gusto” una grande area di degustazione prodotti da forno, Aglianico del Vulture e Masseria Battifarano, pecorino di Filiano, canestraio di Moliterno, ecc.

Direttore Artistico: Pasquale Chiurazzi
Organizzazione: Rosi Battafarano, Alexander Boian, Vito D’Armento, Donato Favale Gianni Franco, Adele Mauro, Nicola Melidoro, Carmine Stigliano, Alberto Suriano.
La mostra ARTESUD è curata da Pasquale Chiurazzi, Giulio Orioli e Nino Oriolo.