lunedì 24 giugno 2013
Dialogo tra Caravaggio e Tiepolo
martedì 4 ottobre 2011
Roma al tempo di Caravaggio
Caravaggio è stata una stella luminosissima che ha messo in ombra tutti gli artisti della sua epoca, ma chi erano i suoi compagni di strada? La mostra "Roma al tempo di Caravaggio" (Palazzo Venezia, 11 novembre 2011 - 19 febbraio 2012 a cura di Rossella Vodret), attraverso quasi 200 opere provenienti da tutto il mondo - alcune mai viste in Italia - , ricostruisce per la prima volta il tessuto connettivo della Città eterna, in cui visse e operò il grande genio lombardo.La mostra prende in esame quello che può essere definito un momento cruciale della pittura italiana, che nasce negli ultimi anni del XVI secolo in una Roma ancora in crisi per il traumatico scisma luterano e si sviluppa, con sempre maggiore vigore, attraverso il regno di quattro importanti Pontefici: Clemente VIII Aldobrandini, Paolo V Borghese, Gregorio XIV Boncompagni, Urbano VIII Barberini. Questo irripetibile momento durò pochi anni, appena quaranta, dal 1595 al 1635 circa, ma dagli avvenimenti accaduti di questi anni è dipeso gran parte dello sviluppo delle correnti artistiche europee fino alla fine del XVII secolo.
I primi anni sono segnati dal confronto serrato e diretto tra due giganti della pittura italiana: il bolognese Annibale Carracci, capo indiscusso della pittura classicista, e il lombardo Caravaggio, creatore di una nuova suggestiva rappresentazione della realtà, che non sembra inadeguato definire rivoluzionaria. Entrambi scomparvero a un anno esatto l’uno dall’altro: il 15 luglio 1609, Annibale; il 18 luglio 1610, Caravaggio.
Nei due decenni successivi le stimolanti basi gettate dai due maestri furono raccolte e sviluppate sia da quanti seguirono il drammatico naturalismo di Caravaggio sia dai pittori classicisti bolognesi, che avevano seguito Annibale nella città papale.
Le due correnti dominarono il panorama artistico romano del secondo decennio, e continuamente modificate e arricchite non solo da frequenti influssi e intrecci reciproci, ma anche con intensi scambi con i numerosi pittori toscani, emiliani, genovesi, lombardi e soprattutto stranieri (francesi, olandesi e spagnoli) presenti a Roma in quel periodo. Di cruciale interesse è l’esuberante schiera di artisti europei, attirati a Roma non solo dalle prestigiose committenze papali e da quelle delle grandi famiglie romane, che in quegli anni andavano formando le loro collezioni, ma anche dalla fama della nuova maniera caravaggesca che, con fulminea rapidità, in pochi anni, si era diffusa in tutta Europa.
Lo studio di questo particolare fenomeno artistico – che può essere considerato il primo a carattere veramente europeo – non è stato ancora affrontato con sufficiente approfondimento e la presentazione in mostra di tanti dipinti tra loro coevi, costituisce una occasione unica per la piena comprensione di questo particolare momento creativo, tra i più stimolanti della storia della pittura, non solo italiana.
Le opere prescelte per l’esposizione sono state selezionate in modo da dare il panorama più ampio possibile delle complesse vicende che caratterizzarono l’ambiente artistico romano all’inizio del ‘600. Per l'occasione è presente eccezionalmente in mostra per la prima volta in Italia il "Sant’Agostino", recentemente attribuito a Caravaggio e oggetto di un vivace dibattito: a questo dipinto sarà dedicata una giornata di studi, condotta in collaborazione con l’Università di Roma, che vedrà riuniti a confronto i protagonisti della querelle attributiva.
La mostra è promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico e per il Polo Museale della Città di Roma e realizzata con il supporto organizzativo di Civita e Munus
Titolo: Roma al tempo di Caravaggio
Periodo: 11 novembre 2011 - 19 febbraio 2012
Dove: Roma, Palazzo Venezia
Orari: da martedì a domenica, dalle ore 10.00 alle 19.00, lunedì chiuso
Immagine: Carlo Saraceni, Madonna con Bambino e Sant'Anna, olio su tela, 180x155 cm, Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini, Roma.
sabato 2 luglio 2011
Caravaggio: donna tra luce ed ombra
martedì 2 novembre 2010
Caravaggio. Una mostra impossibile
Un nuovo straordinario evento dedicato a Caravaggio, nella sua terra di origine, chiude le celebrazioni per il quarto centenario della morte del maestro lombardo.Tutte le opere di Michelangelo Merisi (1571 – 1610) si potranno ammirare nel loro folgorante splendore nella mostra Caravaggio. Una mostra impossibile allestita in Palazzo della Ragione a Milano, dal 10 novembre 2010 al 13 febbraio 2011. Ma non solo. Entrando nello spazio espositivo il pubblico sarà accompagnato da Caravaggio in un affascinante viaggio alla scoperta dei segreti della sua vita e della sua arte.
Promossa dal Comune di Milano - Cultura, dalla Rai Radiotelevisione Italiana, e prodotta e organizzata da Arthemisia Group e Palazzo della Ragione, la Mostra impossibile del Caravaggio raccoglie 65 capolavori - l’intero corpus delle opere di Michelangelo Merisi, nessuna esclusa e comprese alcune attribuite – riprodotti ad altissima definizione e disposti lungo un itinerario cronologico. Un viaggio “impossibile” tra dipinti disseminati nei musei, nelle chiese e nelle collezioni private di tutto il mondo, che diventa realtà nell’era della riproducibilità digitale dell’opera d’arte.
A più di mezzo secolo di distanza dalla celebre rassegna milanese dedicata a Caravaggio nel 1951, a cura di Roberto Longhi, il capoluogo lombardo rende così omaggio all’artista con un evento ancora più esaustivo e omnicomprensivo delle sue opere.
"Un Caravaggio impossibile ma probabile, con una premessa: non c'è cultura senza educazione. Questo è il senso del progetto - spiega l'Assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory -. L'arte antica ha bisogno di futuro e questo Caravaggio virtuale ha qualcosa di molto reale: la possibilità di conoscere la bellezza dell'arte attraverso la tecnologia, con il sorprendente risultato di riuscire a vedere tutte le opere di Caravaggio in un unico spazio scenico".
Grazie a questo progetto ideato e curato da Renato Parascandolo, realizzato dalla Rai in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e con un comitato scientifico composto da Ferdinando Bologna e Claudio Strinati, le opere di Caravaggio conservate da Parigi a San Pietroburgo, da New York a Princeton, da Dublino a Vienna, da Roma a Napoli, Firenze, Siracusa, ecc. sono oggi fruibili in uno stesso luogo. I quadri, riprodotti in digitale con tecnologie d’avanguardia ad altissima definizione, nel rigoroso rispetto delle dimensioni, dei colori e della luce originali, si trovano finalmente riuniti realizzando un sogno a lungo coltivato da studiosi, critici e appassionati.
L’esposizione supera spazio e tempo e fa rivivere a distanza di secoli il pittore più moderno e rivoluzionario della storia, seguendo passo dopo passo le tappe dalla sua opera e della sua vita burrascosa.
Entrando in una vera e propria wunderkammer, i visitatori saranno infatti accolti da performer nei panni del grande maestro e verranno condotti nel suo mondo attraverso aneddoti di vita vissuta e racconti sulle opere, scanditi in tre fasi temporali: gli esordi, la maturità, il periodo precedente la prematura scomparsa. Caravaggio rivive altresì attraverso numerosi film, documentari storici e spettacoli a tema, proiettati su grandi schermi televisivi; l’atmosfera dell’epoca si respira nella sezione con i quattro dipinti del maestro in cui compaiono strumenti musicali e spartiti. Un sottofondo sonoro di madrigali, cantati da un coro a quattro voci, pervade l’ambiente: sono le musiche dipinte dal Caravaggio in quattro opere famose: Riposo durante la fuga in Egitto (1596), le due versioni del Giovane che suona il liuto (1596-97) e Amore vincitore (1602).
Caravaggio. Una mostra impossibile non è una mostra convenzionale ma è innanzi tutto un sistema di comunicazione innovativo e altamente didattico, che coinvolge e rende partecipe il visitatore-spettatore in modo attivo, con un’esperienza visiva e auditiva a tutto tondo.
Si tratta inoltre di una tipologia di mostra senza precedenti in quanto omnicomprensiva rispetto a qualsiasi altra esposizione, anche perché, a causa dei costi proibitivi di allestimento e della crescente difficoltà di ottenere dai musei il prestito delle opere d’arte, una mostra di tutti i dipinti del Caravaggio era e resta impossibile in assoluto.
Inoltre, la riproduzione digitale dei dipinti consente di prolungarne la memoria al di là dell’usura e degli eventi, di trasmetterne ai posteri una testimonianza attendibile e, soprattutto, rende possibile una più esauriente e analitica “leggibilità” delle opere stesse, consentendo di percepire aspetti cromatici e luministici - l’essenza della pittura caravaggesca - solitamente inaccessibili all’occhio umano di fronte all’originale, a causa del contesto in cui viene esposto e per lo stato di conservazione dell’opera.
Titolo: Caravaggio. Una Mostra Impossibile
Sede: Palazzo della Ragione, ,Milano
Date: 10 novembre 2010 - 13 febbraio 2011
Ideazione di: Renato Parascandolo
Comitato scientifico: Claudio Strinati - Ferdinando Bologna
Orari: Martedì - domenica ore 9.30 - 19.30
Giovedì ore 9.30 - 22.30
Lunedì ore 14.30 - 19.30
La biglietteria chiude un’ora prima
Aperture straordinarie:
24 e 31 dicembre ore 9.30 - 14.00
25 dicembre,1 gennaio ore 14.30 - 19.30
6, 7, 8, 26 dicembre e 6 gennaio ore 9.30 - 19.30
Biglietti (Visita animata inclusa):
Intero € 9,00 - Ridotto € 7,00 - Scuole € 4,50
Immagine: Caravaggio, Ragazzo morso da un ramarro, 1593 - 1594, olio su tela, cm. 65,80x52,30, Firenze, Fondazione Roberto Longhi
mercoledì 14 aprile 2010
Percorso Caravaggio
Un evento unico, una tappa fondamentale, un’antologia di ricerca e un punto di ritorno è la mostra del “pittore maledetto” Michelangelo Merisi, il Caravaggio, dove l’arte abbraccia il racconto, il mistero, la luce e il colore delle tele di inizio Seicento più ammirate e studiate, disseminate nelle gallerie di mezzo mondo. Sono gli ampi pannelli in vermiglio delle Scuderie del Quirinale a Roma che presentano e celebrano in un percorso di luci ed ombre il quarto centenario della morte dell’uomo che ha fatto della pittura una fedele introspezione della realtà.
La raccolta dei capolavori, un sintetico ma pur sempre affascinante viaggio artistico nel mondo impervio e turbolento di formazione, committenze, intrighi ed amori, vuole presentare al grande pubblico prettamente le sole opere “capitali” del maestro lombardo, ossia quelle storicamente riconosciute, distanziando dal contesto le altre che ancora oggi sono oggetto di dibattito ed attribuzione da parte degli storici. Il viaggio nel naturalismo del Merisi si presenta, nell’allestimento a due piani delle Scuderie, storicamente tripartito (“il periodo giovanile”; “il successo”; “gli anni della fuga”) così da far ripercorrere al visitatore le maggiori tappe di questo viaggio tra i colori, le ombre, la religiosità, nella tecnica, negli scenari quotidiani, sino a raggiungere l’oscuro vortice della sua affannosa fuga, terminata poi nella tragica scomparsa, che tutt’oggi è oscurata dal mistero.Per suscitare un maggiore interesse ed approfondimento sulle vicissitudini del maestro, si riportano di seguito, in chiave cronologica, le maggiori curiosità del suo percorso biografico- artistico.
- 1571 - nasce a Milano (le ultime ricerche sulle fonti hanno dato alla luce un atto di nascita a Milano, anziché ritenere la nascita a Caravaggio, come si è sin’ora sostenuto)
- 6 aprile 1584 - sua madre, Lucia Aratori, firma un contratto di apprendistato per il figlio tredicenne sotto pagamento di quarantaquattro scudi d’oro. Il suo maestro, Simone Peterzano, è stato a sua volta allievo di Tiziano. Comincia il suo fortunato tirocinio.
- Estate 1592 - Caravaggio, dopo la morte della madre, spartisce l’eredità con fratelli e sorelle e si reca a Roma. Il suo spostamento sarà giustificato (forse?) per un fatto di sangue avvenuto nella città natia. Inizia per lui un periodo di successo immediato.
- 1597 - Nella Villa di campagna del fratello del Cardinale Del Monte, suo futuro protettore, Caravaggio esegue il suo unico affresco, titolato Giove, Nettuno e Plutone.
- 1599 - Nella Giuditta e Oloferne di Palazzo Barberini, posa per il volto della giovane ritratta la allora nota Fillide Melandroni, prostituta nonché amante del banchiere Vincenzo Giustiniani e già modella in altre opere dell’artista. Caravaggio prima o poi se ne innamorerà.
- 1596-99 - Dopo essere entrato nella cerchia di personalità eminenti del mondo ecclesiastico, ottiene la sua prima commissione pubblica: il ciclo di San Matteo in San Luigi dei Francesi a Roma.
- 1602-03 - Il pittore esegue l’Amor Vincit Omnia di Berlino, una sorta di esaltazione pittorica sul tema dell’amore. Il personaggio ritratto è il suo allievo ed amante Cecco Boneri, più volte presente in diverse sue tele.
- 1603 - Caravaggio subisce un processo per aver diffamato il suo antagonista e pittore Giovanni Baglione.
- 1606 - Dopo continui reati, si sporca di un altro sanguinoso omicidio: uccide in una rissa Ranuccio da Terni.
- 1607-08 - Dopo essere fuggito prima a Zagarolo, poi a Napoli, soggiorna a Malta, dove tenta di espiare le sue colpe arruolandosi nel cavalierato dell’Ordine di San Giovanni Gerosolimitano. Dopo breve tempo viene di nuovo messo agli arresti inspiegabilmente. Un secondo mistero è che in pochi giorni riesce nuovamente a scappare sino in Sicilia, a Siracusa.
- 1610 - Dopo quasi un lustro di esilio, Paolo V gli concede la tanto attesa grazia, ma Caravaggio non ne viene mai a conoscenza, perché ben presto muore sulla spiaggia di Porto d’Ercole in Toscana. Rimane un mistero il perché, per raggiungere Roma da Napoli, il pittore avesse costeggiato la Toscana. La sua fama diviene di lì a poco un’affascinante leggenda.
Titolo mostra: Caravaggio
Sede: Scuderie del Quirinale, Roma
Date: dal 18 febbraio al 13 giugno 2010
A cura di: Rossella Vodret e Francesco Buranelli
Orario: da domenica a giovedì ore 10-20; venerdì e sabato 10-22.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Ingresso: intero € 10; ridotto € 7,50
Catalogo: Skira
martedì 9 febbraio 2010
L’“Adorazione dei pastori” di Caravaggio dopo il restauro
Giovedì 11 febbraio, alle ore 11, presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, si terrà la cerimonia di presentazione del dipinto restaurato “Adorazione dei pastori” di Caravaggio. Introdurrà l’iniziativa, il Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Interverranno il Ministro dei Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi, il Presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb, il Vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi. L’opera restaurata sarà successivamente presentata nella Sala Aldo Moro dalle restauratrici Valeria Merlini e Daniela Storti. L’“Adorazione dei pastori” resterà qui esposta al pubblico dall’11 al 14 febbraio. Orari d’ingresso (gratuito, da Piazza Montecitorio): giovedì 11 febbraio dalle 14 alle 19 (ultimo ingresso alle 18,30); venerdì 12 dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso ore 18,30); sabato 13 e domenica 14, dalle 10 alle 14 (ultimo ingresso ore 13,30).Dal mese di ottobre al mese di gennaio, la Camera dei deputati ha ospitato i lavori di restauro del dipinto di Caravaggio. L’opera, giunta a Montecitorio dal Museo Regionale di Messina, è stata restaurata da Valeria Merlini e Daniela Storti, sotto la direzione di Gioacchino Barbera e l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro grazie al contributo di Fastweb. L’“Adorazione dei pastori” è stata restaurata nei locali del Punto Camera di Piazza del Parlamento e i lavori sono stati aperti al pubblico il mercoledì e il venerdì dalle 15 alle 17. I visitatori in questo periodo sono stati circa 5mila, mentre gli accessi alle sezioni dedicate a “Caravaggio Restauro Aperto” sul portale Fastweb sono stati oltre 60mila.
La cerimonia di presentazione del restauro sarà trasmessa in diretta sulla webtv di Montecitorio.
giovedì 7 gennaio 2010
Vedi Napoli, e poi il Barocco
Il grande progetto espositivo “Ritorno al Barocco. Da Caravaggio a Vanvitelli“, a cura di Nicola Spinosa, vuole raccontare l’arte moderna del capoluogo campano attraverso lo stile che ha maggiormente segnato le peculiari vicende artistiche napoletane, il Barocco. Un periodo di sfarzo, un'età di fame e di conflitti. Una memorabile epoca che solo attraverso l’arte susciterà al visitatore un viaggio a ritroso. A riguardo più di 51 itinerari affronteranno la stagione artistica napoletana, coinvolgendo un’intera Città. Un’affascinante ‘macchina del tempo’ all’insegna dell’arte seicentesca che dal Caravaggio al Vanvitelli, si muoverà nelle antiche “rughe” napoletane, verso un vero e proprio viaggio a ritroso nell’avvincente “Ritorno al Barocco”. Luci dei riflettori su chiese, pinacoteche, musei, gallerie e collegiate nella città campana-barocca per eccellenza. I principali percorsi tematici si muoveranno in 6 mostre in cui oltre 500 saranno le opere esposte che documenteranno le principali tematiche artistiche e sociali del 1600 (tra Caravaggio, i diretti allievi ed i Borboni). Una fondamentale rassegna “storico-artistica” sulla comprensione di un secolo di realtà, mito, rivolta e fantasia popolare raccolto ed organizzato in sei punti museali:- Museo di Capodimonte (pittura figurativa sacra e profana da Cravaggio al Solimena 1606-1747)
- Castel S. Elmo (percorso sul restauro di oggettistica e dipinti del 1600 – mostra fotografica di L. Pedicini)
- Certosa e Museo di San Martino (il barocco nella Certosa – immagini di uomini illustri e della città partenopea)
- Museo Duca di Martina (le arti decorative)
- Museo Pignatelli (natura ‘in posa’)
- Palazzo Reale (esposizione di Architettura, urbanistica e cartografia – dipinti e arredo barocco – tematiche sulla natività)
Informazioni evento:
Ritorno al Barocco. Da Caravaggio a Vanvitelli.
Napoli. Varie sedi museali.
Data Inizio:12 dicembre 2009
Data Fine: 11 aprile 2010
Luogo: Napoli, vari sedi museali
Sito Web: www.ritornoalbarocco.it
domenica 15 novembre 2009
Caravaggio. Restauro Aperto
Un evento eccezionale quello proposto a Roma presso gli spazi della Camera dei deputati in via del Parlamento, dal 7 ottobre al 31 gennaio 2010. “Caravaggio, restauro aperto” consente infatti di seguire giorno per giorno i lavori di conservazione che verranno eseguiti su una delle opere più suggestive ed intime di Caravaggio, l'”Adorazione dei Pastori” del Museo Regionale di Messina. L'opera, collocata all'interno del Punto Camera in via del Parlamento, sarà restaurata da Valeria Merlini e Daniela Storti ogni giorno sotto gli occhi del pubblico.I lavori saranno diretti dal Dott. Gioacchino Barbera, Direttore del Museo Regionale di Messina e dall’ ISCR Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro.
L’iniziativa è promossa dalla Camera dei deputati, e voluta dalla Regione Sicilia sostenuta grazie al contributo di uno Sponsor unico, Fastweb, che offrirà inoltre la possibilità al pubblico di prenotare, attraverso il sito www.fastweb.it, una visita al “cantiere aperto” durante tutto il periodo di restauro. Sempre attraverso il sito si potrà essere aggiornati sull’andamento dei lavori, seguire in tempo reale l’elaborazione dei dati scientifici prodotti e trovare notizie ed informazioni sul dipinto, sulla sua storia e sul geniale artista che l’ha eseguita.
Due giorni la settimana, il mercoledì e il venerdì dalle ore 15 alle 17 con prenotazione obbligatoria, sarà infatti possibile accedere all’interno del Punto Camera a gruppi di 10 persone ogni 20 minuti , per assistere agli interventi in corso sull’opera avvalendosi della guida esperta delle restauratrici. Negli altri giorni chi passerà in Piazza del Parlamento potrà vedere l’esecuzione dei lavori attraverso una delle vetrate dello spazio attrezzato a laboratorio di restauro.
Il lavoro eseguito dai tecnici verrà filmato in tutte le sue fasi e trasmesso all’esterno in alcuni video costantemente aggiornati.
La tela giunta a Roma dal Museo Regionale di Messina, dalle considerevoli dimensioni cm 314 X 211, realizzata nel 1609 da Caravaggio appare all'interno del Punto Camera in tutta la sua intima e riservata bellezza. La Vergine, riposa a terra tra la paglia tenendo a se il suo bambino appena nato, San Giuseppe e i pastori si sporgono verso di lei con ammirata discrezione, mentre un bue ed un asino di straordinaria bellezza osservano la scena.
L'evento anticipa di qualche mese l’apertura delle celebrazioni per 400 anni dalla morte di Caravaggio, che interesseranno, tutto il 2010. L’”Adorazione dei pastori” infatti al termine del restauro sarà esposta alla grande mostra "Caravaggio" che dal 18 febbraio prossimo sarà ospitata alle Scuderie del Quirinale.
Per l’occasione sarà disponibile un catalogo edito da Skira che raccoglierà i risultati del lavoro tecnico e scientifico, corredato anche da importanti contributi storico artistici.
IL PROGETTO:
In occasione del quarto centenario dalla morte di Caravaggio, il dipinto l’Adorazione dei pastori, verrà sottoposto ad un restauro conservativo nel periodo settembre 2009 – febbraio 2010 per migliorare il suo stato di conservazione, come da tempo si auspicava di poter fare.
Tutte le operazioni tecniche e scientifiche si svolgeranno secondo la metodologia del restauro aperto, presso gli ambienti della Camera dei deputati, che si affacciano su Piazza del Parlamento.
Secondo una prassi da noi già sperimentata (Caravaggio La Madonna dei Pellegrini 1999; Giulio Romano Sacra Famiglia 2007) come restauratori, opereremo sul dipinto mantenendo un contatto continuo con un pubblico di appassionati e di studiosi, ma anche di passanti e turisti, dando notizie ed
informazioni sulle operazioni in corso. Chi attraverserà in quei mesi Piazza del Parlamento, potrà vedere attraverso le vetrate l’esecuzione dei lavori, apprendere con un video continuamente aggiornato una sintesi del lavoro svolto fino a quel momento, ma anche prenotarsi per poter vedere l’opera più da vicino e porgere domande ai tecnici.
Al termine del restauro (fine gennaio), l’Adorazione dei pastori sarà presentata alla Camera dei deputati unitamente ai risultati del lavoro svolto, che verranno raccolti in un catalogo. Questa pubblicazione ed il documentario prodotto durante i lavori dal regista Antonio Farina, accompagnerà l’opera alle Scuderie del Quirinale, sede prestigiosa della grande mostra “Caravaggio”, che accoglierà proprio nell’anno della celebrazione, capolavori del genio lombardo provenienti dai più grandi musei del mondo.
IL RESTAURO:
Il dipinto messinese, già oggetto di un intervento nel 1921 e successivamente nel 1950 da parte dell’Istituto Centrale per il Restauro (l’attuale ISCR), pur presentando il supporto in buono stato di conservazione, mostra una persistente disomogeneità della superficie dipinta che si manifesta attraverso ossidazioni e sbiancamenti, particolarmente visibili nella parte centrale della composizione.
Alcune stuccature si presentano sottolivello rispetto alla pellicola pittorica e sono estremamente visibili numerose alterazioni delle precedenti reintegrazioni
pittoriche.
Il recupero dei valori cromatici originali, dei piani prospettici e di rapporti chiaroscurali, avverrà attraverso la graduale e controllata rimozione delle sostanze
estranee al dipinto, con l’ausilio della strumentazione scientifica più avanzata e secondo i parametri estetici concordati con la direzione dei lavori.
Il restauro sarà affiancato da una consistente campagna diagnostica rigorosamente non distruttiva condotta da M.I.D.A. di Claudio Falcucci, che oltre a costituire un insostituibile supporto durante le operazioni conservative, fornirà importanti elementi relativi alla tecnica esecutiva.
Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.camera.it
venerdì 27 marzo 2009
Il Caravaggio Napoletano. Cristologia e nobili committenze
Collocato in uno spazio dominante della grandiosa quadreria presso il Museo di Capodimonte, la fortunata Flagellazione di Cristo enuncia i primi rapporti artistici del Caravaggio verso le committenze napoletane. Anche se le rarissime fonti non fanno chiaramente luce sullo spirito dell’artista nel suo soggiorno a Napoli, si ricordano altre espressioni pittoriche come
La lente d’ingrandimento sulla flagellazione di Capodimonte, oltre ad essere una proposta di studio dell’intero complesso museale, ci riporta sulla modesta comprensione dell’equilibrio stilistico e del grande valore artistico che Caravaggio attinge dalla Napoli di inizio Seicento. L’opera si presenta maggiormente composta e meno drammatica delle altre napoletane (forse perché si allontana dallo schema del realismo napoletano), in quanto rappresenta il preludio della terribile flagellazione alla colonna. Il pittore attira l’occhio sbarrato dell’osservatore nel momento in cui i carnefici legano il Cristo alla colonna, presentandoci gli ultimi attimi che precedono il sangue e il dolore dell’uomo.
Attraverso le fonti del Bollori apprendiamo che l’opera fu realizzata per la cappella della famiglia De Franchis in San Domenico Maggiore a Napoli, verso la fine della prima esperienza napoletana, quindi nel maggio del 1607. Per questa realizzazione pubblica il maestro si ispira alla classica iconografia affrontata da Sebastiano del Piombo e da Tiziano. Il dipinto si presenta centrale e di pochi elementi, la luce e l’essenzialità della scena. Organizzato completamente intorno alla possente colonna, il Cristo campeggia in una esile e fluttuante figura, l’unica illuminata per intero, mentre la forza e la tenacia degli aguzzini tutti intorno si muovono in uno sbrigativo rapporto di gestualità ed attese accennate dalla luce teatrale, puramente identificativa. È la luce infatti a definire le limpide carni sacre del Cristo in contrasto a quelle sozze e macilenti dei torturatori. Il dramma percorre tutto lo spazio attraverso pugni, nodi di corde e tensioni muscolari. Da notare è l’operazione del terzo aguzzino in basso sulla sinistra, che si appresta a preparare la sferza con la quale violenterà il Sacro Corpo. Nelle mani e nell’attesa del personaggio vi sono gli ultimi attimi che precedono la terribile punizione del giudeo.
Durante l’esecuzione del dipinto la scena venne modificata per l’inserimento di un ulteriore personaggio, previsto sotto la spalla del carceriere di destra: le radiografie presentano un volto ben definito con gli occhi rivolti verso il Cristo, forse del committente Tommaso de Franchis. Il volto venne eliminato dal saggio maestro per non alterare l’essenzialità scenografica dell’opera, la quale vive tutt’oggi nella sua purezza e rasserenata simbologia cristiana in uno spazio di fondo di una delle gallerie più importanti d’Europa.
lunedì 10 novembre 2008
La “Conversione di Saulo” di Caravaggio a Milano
La “Conversione di Saulo” di Michelangelo Merisi da Caravaggio, di proprietà della famiglia Odescalchi, verrà esposto nella Sala Alessi di Palazzo Marino a Milano, dove giungerà domani sotto la tutela di due restauratori dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. La tavola, visibile al pubblico dal 16 novembre al 14 dicembre, verrà trasportata ed esposta con tutti gli accorgimenti richiesti dai tecnici e dagli organi consultivi del MiBAC, necessari a garantirne l’integrità: il viaggio da Roma a Milano avverrà all’interno di un’apposita cassa doppia, mentre in sede espositiva l’opera verrà inserita all’interno di una teca con lastre di cristallo stratificate, internamente regolata per il tasso di umidità richiesto e il controllo della temperatura. L’intera procedura di autorizzazione si è svolta attraverso la collaborazione di tutti gli organi interessati all’interno del MiBAC, su diretto interessamento del Ministro Sandro Bondi.Ufficio Stampa MiBAC Tel 06.6723.2261 .2262

