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lunedì 16 febbraio 2015

Escher a Bologna

Comunicato stampa

Dopo il grande successo della tappa romana con i suoi oltre 250.000 visitatori, arriva a Bologna portando costruzioni impossibili, esplorazioni infinite, giochi di specchi, motivi e geometrie interconnesse, ovvero il meraviglioso mondo di fantasia sbrigliata dell’artista che più di ogni altro trasforma l’ambiguità visiva in ambiguità di significato, che incanta con disegni e litografie che col passare del tempo hanno visto gli impieghi più disparati – come copertine di famosi long playing, (i 33 giri), scatole da regalo, francobolli, biglietti d’auguri e piastrelle –, per poi diventare vere e proprie opere d’arte.
Arthemisia Group apre le porte del nuovo spazio espositivo di Palazzo Albergati - Art Experience portando a Bologna il visionario artista e incisore Maurits Cornelis Escher con una grande retrospettiva che conta oltre 150 opere del famoso olandese e che partirà dal 12 marzo fino al 19 luglio 2015. Prodotta da Arthemisia Group con il patrocinio del Comune di Bologna e in collaborazione con la Fondazione Escher, la mostra è curata da Marco Bussagli e da Federico Giudiceandrea.
Tra le opere esposte i suoi capolavori più noti come Mano con sfera riflettente, Giorno e notte, Nastro di Möbius II, Casa di scale (relatività), Altro mondo II, Vincolo d’unione, Pozzanghera e la serie degli Emblemata. Una sezione del tutto nuova sarà quella della “Eschermania” che racconta l' influenza dell’artista.
Il percorso espositivo si articola in 6 sezioni che intrecciano la sua arte e la sua vita: dalla passione per l’Italia – in La formazione: Escher, l’Italia e l’ispirazione Art Noveau –, alle vicende personali e agli interessi per il mondo della geometria – in Dall’Alhambra alla tassellatura. Seguono poi le leggi della visione – come nella sezione intitolata Metamorfosi – che non di rado s’intrecciano con l'ironia e il gioco – come in Superfici riflettenti e metamorfiche –, fino ai Paradossi geometrici che conducono le sue immagini impossibili dal foglio allo spazio. Una sezione infine è dedicata alla quotidianità e al rapporto con i suoi seguaci e ammiratori, in Economia escheriana ed Eschermania.
Poco nota ma approfondita in maniera illuminante l’influenza che Escher ha avuto sull’editoria, sulla grafica, sull’oggettistica, per non parlare della pubblicità, della moda, dei fumetti e del cinema: il rigore delle sue straordinarie immagini inventate ben prima che fosse commercializzato il computer, nulla hanno da invidiare a quelle realizzate oggi con le più sofisticate tecniche digitali. La grandezza di un artista si misura anche dalla capacità d’influire su altri artisti, come pure sulla società circostante. La lezione di Escher ha dimostrato che, sebbene non abbia avuto allievi diretti, questi due parametri sono stati del tutto soddisfatti.
La beat-generation s’innamorò presto delle creazioni di Escher che, soprattutto in America, “rubava” la sua arte per stamparla su magliette, sui poster tinteggiandole con i colori psichedelici allora di moda, suscitando le ire dell’artista che, per questo motivo, fondò la «Escher Foundation» cui, ancora oggi, si deve la tutela dei suoi diritti. Così, le sue incisioni finirono anche sulle copertine dei long playing, come si chiamavano a quell’epoca i 33 giri incisi dalle grandi band della musica pop, famose le copertine dei dischi dei Pink Floyd e sulle riviste pubblicarono i primi servizi su Escher, da Life a Scientific American. È noto l’episodio di Mick Jagger che non riuscì a pubblicare Verbum sulla custodia dell’ultimo LP dei Rolling Stones che nei primi giorni del 1969 sarebbe stato lanciato sul mercato con il titolo di Let it Bleed.
Tutto questo è raccontato dall’“eschermania” che ha interessato e interessa ancora oggi, in maniera sempre crescente, persone di ogni estrazione sociale, dai matematici ai curiosi, dagli eccentrici ai trasgressivi, fino a tutti quegli artisti che, pur non avendolo mai conosciuto, a lui s’ispirano per le loro opere. C’è, infatti, una lunga schiera d’imitatori che hanno “imparato” il “metodo-Escher” e hanno prodotto una serie di variazioni sul tema. Si va, così, da David Hop, pubblicitario e grafico statunitense, al francese Dominique Ribault che, ultimamente, ha utilizzato il metodo della tassellatura anche per le sue sculture a tre dimensioni, fino al tedesco Hans Kuiper, che ha utilizzato tecniche computerizzate per riprodurre opere di artisti famosi del XX secolo, a cominciare proprio da Escher.

Titolo mostra: Escher
A cura di: Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea
Sede: Palazzo Albergati - Art Experience, Via Saragozza, 28 - Bologna
Date: 12 marzo - 19 luglio 2015
Orari: da lunedì a domenica, dalle 10 alle 20
Biglietti: intero € 13,00 (audioguida inclusa), ridotto € 11,00 (audioguida inclusa)

Immagine: Maurits Cornelis Escher, Giorno e notte, 1938, xilografia, cm 39,1x67,7, Baarn, M.C. Escher Foundation All M.C. Escher works © 2014 The M.C. Escher Company. All rights reserved

giovedì 12 febbraio 2015

I racconti dell'arte: Escher

Comunicato stampa

Dopo il grande successo della mostra che ha visto 200.000 visitatori nella tappa romana, Escher inaugura e apre le porte del nuovo spazio espositivo di Arthemisia Group, Palazzo Albergati - Art Experience a Bologna dal 12 marzo fino al 19 luglio 2015.
A raccontare il visionario artista e incisore Maurits Cornelis Escher e le sue oltre 150 opere in mostra quattro presentazioni a cura di Sergio Gaddi che fanno parte del ciclo d’incontri “I racconti dell’arte”: l’innovativo programma di divulgazione culturale nato per presentare in anteprima l’arte e gli artisti protagonisti delle mostre di Arthemisia Group al grande pubblico in modo dinamico, coinvolgente, conturbante e allo stesso didattico, divulgativo, e dal voluto profilo scientifico.
Inaugura questo ciclo di incontri il racconto sulle opere di Escher che fanno parte a pieno titolo del nostro immaginario collettivo: entrare in contatto con i suoi lavori significa immergersi nei misteri enigmatici della logica geometrica, matematica e fisica del mondo intero.
Il primo appuntamento de “I racconti dell’arte” si terrà il 17 febbraio a Faenza, presso la Sala Conferenze del Museo Internazionale delle Ceramiche per poi proseguire il tour 19 febbraio a Modena (Complesso del San Geminiano Aula Magna), il 24 febbraio a Ferrara (Castello Estense, Sala Imbarcadero) e giungere il 27 febbraio a Bologna presso l’Auditorium Enzo Biagi della Biblioteca Salaborsa.
“I racconti dell’arte” sono una narrazione artistico-teatrale, organizzati nei luoghi simbolo delle città italiane, che accompagnano lo spettatore in un viaggio nella vita, nel contesto storico e nelle esperienze umane dei più grandi artisti di tutti i tempi. Capita ancora troppo spesso che la storia dell’arte venga percepita come una disciplina per esperti, o per appassionati in possesso di strumenti per interpretarla. Altrettanto spesso accade che la vita e la storia degli artisti – anche i più grandi – siano osservate a distanza perché percepite appartenenti al passato. Ma la personalità di un pittore è il suo capolavoro più vero, la chiave di volta per capire la sua arte ed emozionarci. Con un accattivante e allo stesso tempo rigoroso racconto scientifico “I racconti dell’arte” stimolano la partecipazione emotiva del pubblico attraverso spunti e suggestioni che sono un’utile chiave di lettura per la visita personale alla mostra. L’approccio degli incontri è arricchito da un supporto multimediale e, oltre alla spiegazione delle opere, mette in gioco i sensi e le emozioni del singolo spettatore che poi sarà il visitatore della mostra. La narrazione a tratti anche colloquiale e ludica è incentrata sulla chiarezza espressiva e comunicabilità dei contenuti. La sfida di questo nuovo progetto è raccontare l’arte in modo diverso, di avvicinarla e di renderla piacevole, di coglierne gli aspetti più avvincenti per trasmetterla con tutta la passione che merita. Un’esperienza affascinante ma al tempo stesso comprensibile, che possa stimolare la creatività e trasformarsi in un valore aggiunto per l’esperienza quotidiana, aprendo nuovi e inaspettati orizzonti di conoscenza e di curiosità culturale.
Il primo ciclo de “I racconti dell’arte” è quindi dedicato a Escher, genio olandese dell’incisione e della grafica, noto in tutto il mondo per la straordinarietà delle sue visioni impossibili. L’incontro con Escher è un viaggio nella dimensione del sorprendente e dell’imprevedibile, un cammino d’illusioni visive e di continue meraviglie, che merita di essere percorso nel segno magnetico del mistero della vita.
Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti. Per motivi di sicurezza le sale ospiteranno un numero limitato di spettatori, fino all’esaurimento delle sedute.

Programma del ciclo di incontri:
> Faenza, 17 febbraio ore 17.00
Museo Internazionale delle Ceramiche
Sala Conferenze, Viale Baccarini 19
> Modena, 19 febbraio ore 17.00
Complesso del San Geminiano
Aula Magna, Via San Geminiano 3, Facoltà di Giurisprudenza
> Ferrara, 24 febbraio ore 17.00
Castello Estense
Sala Imbarcadero 2, Largo Castello 1
> Bologna, 27 febbraio ore 17.00
Biblioteca Salaborsa
Auditorium Enzo Biagi, Piazza del Nettuno 3
Info e prenotazioni: 06 915 110 55 - didattica@arthemisia.it

lunedì 8 settembre 2014

Escher a Roma

Comunicato stampa

“Sono andato nei boschi di Baarn, ho attraversato un ponticello e davanti a me avevo questa scena. Dovevo assolutamente ricavarne un quadro!”
Con queste parole, Maurits Cornelis Escher allude alla litografia dal titolo Tre mondi, in cui superficie, profondità e riflesso sono poste su un unico piano, quello dell’acqua, che accavalla mondi reali e mondi riflessi fra sogno e geometria, invenzione e percezione visiva, fantasia e rigore.
Con oltre 150 opere, tra cui i suoi capolavori più noti come Mano con sfera riflettente (M.C. Escher Foundation), Giorno e notte (Collezione Giudiceandrea), Altro mondo II (Collezione Giudiceandrea), Casa di scale (relatività) (Collezione Giudiceandrea) s’inaugura a Roma, al Chiostro del Bramante, una grande mostra antologica interamente dedicata all’artista, incisore e grafico olandese, che ne contestualizza il linguaggio artistico e racconta l’annodarsi di universi culturali apparentemente inconciliabili i quali, grazie alla sua arte e alla sua spinta creativa, si armonizzano, invece, in una dimensione visiva decisamente unica.
Prodotta da DART Chiostro del Bramante e Arthemisia Group e, in collaborazione con la Fondazione Escher, grazie ai prestiti provenienti dalla Collezione Federico Giudiceandrea, curata da Marco Bussagli, con il patrocinio di Roma Capitale, la mostra Escher vuole sottolineare l’attitudine di questo intellettuale – perché il termine artista, nell’accezione con cui siamo abituati ad usarlo, pare in parte inadeguato – a osservare la natura in un altro modo, con un punto di vista diverso, tale da far emergere in filigrana quella bellezza della regolarità geometrica che talora diviene magia e gioco.
Non è un caso che la spinta verso il meraviglioso e l’inconsueto sia nata nella mente e nel cuore di Escher grazie allo stupore che provava per le bellezze del paesaggio italiano, dalla campagna senese al mare di Tropea, dai declivi scoscesi di Castrovalva ai monti antropomorfi di Pentadattilo. Su questi paesaggi si allungava il suo sguardo che scorgeva la regolarità dei volumi, la dimensione inaspettata degli spazi, la profondità storica delle città e dei borghi. Fu la dimestichezza con questi luoghi, così diversi dalla dolcezza orizzontale della sua Olanda, a porsi alla radice di un percorso artistico che s’avventurò negli spiazzi sconfinati della geometria e della cristallografia, divenendo terra fertile per giochi intellettuali dove la fantasia regnava sovrana.
Quello di Escher, infatti, è uno sguardo che sa cogliere la realtà del reticolo geometrico dietro le cose, per poi farne le premesse compositive per costruire quelle che più tardi prenderanno il nome di «immagini interiori».
Così, quando lasciata definitivamente l’Italia Escher giunse a Cordova e all’Alhambra nel 1936, il gioco di tassellature - l’elemento di attrazione dell’apparato decorativo di quei monumenti moreschi - fu causa scatenante di un ulteriore processo creativo che coincise con il riemergere della cultura art nouveau della sua formazione artistica.
Il percorso della mostra vuole seguire letteralmente lo sguardo di Escher, che ha preso le mosse dall’osservazione diretta e puntuale della natura, sull’onda del fascino che esercitò su di lui il paesaggio italiano. Così, gli occhi del grande artista si sono posati tanto sulle meraviglie offerte dagli scorci del nostro paese, quanto sulle piccole cose, dai soffioni agli scarabei, dalle foglie alle cavallette, ai ramarri, ai cristalli che egli osservava come straordinarie architetture naturali.
La mostra dedicata a questo grande intellettuale, mago nell’iper suggestione del disegno, racconta attraverso le opere di Escher la compenetrazione di mondi simultanei, il continuo passaggio tra oggetti tridimensionali e bidimensionali, ma anche le ricerche della Gestalt - la corrente sulla psicologia della forma incentrata sui temi della percezione -, le implicazioni matematiche e geometriche della sua arte, le leggi della percezione visiva e l’eco della sua opera nella società del tempo.
Nel percorso della mostra anche opere comparative quali Marcel Duchamp, Giorgio de Chirico, Giacomo Balla e Luca Maria Patella.

Titolo mostra: Escher
A cura di: Marco Bussagli
Sede: Chiostro del Bramante, Roma
Date: 20 settembre 2014 - 22 febbraio 2015
Orario: tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00;
sabato e domenica dalle 10.00 alle 21.00
(la biglietteria chiude un’ora prima)

Immagine: Maurits Cornelis Escher, Mano con sfera riflettente, 1935, litografia, 31x21,3 cm, M.C. Escher Foundation.