sabato 30 giugno 2012

Il cinema dipinto di Giuseppe Flangini

di Francesco Mastrorizzi

Dopo la prestigiosa sede dell’Ambasciata d’Italia a Washington DC, sarà un’altra importante location, quella di Palazzo Zuckermann a Padova, ad accogliere nelle sue splendide sale la mostra Flangini & Minnelli. Il cinema dipinto, dal 6 luglio al 25 agosto 2012. L’evento presenta tra le altre le sequenze disegnate da Giuseppe Flangini durante le riprese del film Brama di vivere, diretto da Vincente Minnelli, sulla vita di Van Gogh. Ricomposte dopo quasi 60 anni per l’occasione, sono state definite dalla critica uno degli storyboard più belli della storia del cinema. La selezione, una quarantina circa tra dipinti e disegni, presenta sia lavori eseguiti da Flangini in Belgio, direttamente sul set della celebre opera cinematografica, sia opere sviluppate successivamente su grandi tele ad olio, tra cui Giorno di pioggia, Il gruppo di elettricisti e Kirk Douglas nella parte di Van Gogh, con gli autografi del regista e del cast.
La mostra, oltre a mettere insieme in un unico progetto espositivo la cinematografia e la pittura, rivelando la sintonia che intercorre fra le due diverse forme d’arte, intende altresì offrire al pubblico documenti d’archivio e oggetti provenienti dall’atelier di Flangini, a testimonianza di una rara versatilità, che ha visto il poliedrico artista veneto dedicarsi a forme espressive diverse, dal teatro al cinema, dalla ceramica alla pittura. All'esposizione si aggiungono due sezioni, l’una con opere riferite al paesaggio veneto, terra d’origine dell’artista, messo a confronto con quello belga; l’altra dedicata al tema della maschera, elemento caratteristico del percorso espressivo di Flangini.

venerdì 15 giugno 2012

Pietra Barrasso. Fasci e scintille di luce

“Fasci e scintille di luce” è il titolo con il quale l'artista campana Pietra Barrasso presenta le sue opere a Roma, negli spazi espositivi della Sala Egon von Fürstenberg di Palazzo Valentini, sede della Provincia. La personale, curata dal Prof. Marcello Carlino dell’Università La Sapienza, verrà inaugurata lunedì 9 luglio 2012 alle ore 17.00 e sarà visitabile, con ingresso libero, fino al 21 luglio, dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 19.00 ed il sabato dalle ore 10.00 alle ore 13.00. La mostra ha ricevuto il patrocinio della Provincia di Roma, della Regione Lazio, di Roma Capitale e della Provincia di Avellino.
Pietra Barrasso nasce a Venticano (AV), in Irpinia, nel 1963. Inizia la sua attività artistica giovanissima, riscuotendo sempre successo di critica, di pubblico e consensi da parte di grandi personalità. Espone in prestigiose gallerie e musei nazionali e internazionali (in particolare negli Stati Uniti), ottenendo importanti riconoscimenti. Nel 1985 la Presidenza della Regione Campania la incarica di eseguire opere pittoriche in omaggio alle Presidenze delle varie Regioni italiane. Nel 1992 si trasferisce a Roma, dove conosce alcuni dei più grandi maestri del panorama artistico: da Orfeo Tamburi a Ernesto Treccani, da Aligi Sassu ad Antonio Corpora, di cui diventa allieva. Sue opere di grandi dimensioni sono presenti alla Camera dei Deputati, presso Ambasciate, Regioni, Comuni e vari Enti Pubblici.
Nella sua ultratrentennale carriera i cicli di opere dedicate ai fiori rappresentano il momento culminante di una ricerca volta a fondere figurazione e astrazione da una parte e materia e luce dall'altra. Riprendendo la lezione di Antonio Corpora, Pietra Barrasso cerca soluzioni plastiche e tonali in grado di rappresentare un itinerario pittorico affidato alla memoria. Nell’evolversi della sua cifra stilistica il segno diventa sempre più immateriale, fagocitato dal susseguirsi di composizioni dinamiche e stratificate. La luce del sole è sempre presente, coprendo la realtà di un fluido magico, alchemico, di una sensibilità impalpabile, che cerca in ogni modo di comunicare i valori dello spirito.
Accompagna l’esposizione un catalogo con testi critici di Mara Ferloni, Giuseppe Selvaggi, Luigi Tallarico, e prefazione del Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. La direzione artistica dell’evento è di Massimo Barrasso.

Titolo mostra: Pietra Barrasso. Fasci e scintille di luce
Sede: Palazzo Valentini - Sala Egon Von Fürstenberg, via IV Novembre 119/A, Roma
Periodo: 10 - 21 luglio 2012
Inaugurazione: lunedì 9 luglio 2012, ore 17.00
Presentazione: Prof. Marcello Carlino - Università La Sapienza
Interventi: Presidente della Provincia di Roma On. Nicola Zingaretti, Prefetto di Roma Dott. Giuseppe Pecoraio, critico Mara Ferloni, critico Luigi Tallarico
Orari di apertura: lunedì-venerdì 10.00-19.00, sabato 10.00-13.00, domenica chiuso (ingresso libero)
Prefazione al catalogo: Presidente Provincia di Roma On. Nicola Zingaretti
Testi critici a catalogo: Marcello Carlino, Mara Ferloni, Giuseppe Selvaggi, Luigi Tallarico
Con il Patrocinio di: Provincia di Roma, Regione Lazio, Roma Capitale, Provincia di Avellino
Direzione artistica: Massimo Barrasso

giovedì 14 giugno 2012

Carta non riciclabile

Comunicato stampa

Viviamo nell’era in cui la necessità planetaria è l’eco-compatibile e il riciclo, ma non si deve, comunque, ignorare anche un'altra esigenza: quella del nostro intelletto, che ha bisogno d’essere nutrito e stimolato da svariate forme artistiche, tra cui l’Arte applicata.
In questa collettiva esponiamo solo opere su carta, supporto che solitamente è sinonimo della spontanea esternazione dell’artista, dove tutto ha origine per essere sviluppato successivamente; ma non è sempre così, esistono, infatti, opere finite e a se stanti, che solo grazie al supporto cartaceo, mantengono l’immediatezza, la forza e la freschezza del tratto d’origine.
Con “Carta non riciclabile” presentiamo una piccola panoramica sull’Arte contemporanea Internazionale, con una selezione, per l’occasione, di opere realizzate da artisti che hanno riservato a questo supporto una ricerca ben precisa e delineata, sfruttando il materiale cartaceo com’elemento primo per dare forza ai loro tratti, alle loro pennellate e ai loro collages.
Ricerca in cui liricità e potenza si fondono, creando così opere che pur essendo su carta e non su tela o tavola, sono equiparabili alle stesse sui loro supporti tradizionali.

Titolo mostra: Carta non riciclabile
Sede: Costantini Art Gallery, Milano
Durata: 26 Giugno - 15 Settembre 2012
Inaugurazione: martedì 26 giugno 2012, cocktail dalle ore 18.00
Orario galleria : 10.00-12.30, 15.30-19.30, chiuso lunedì mattina e festivi
Artisti in mostra: Vanni Cuoghi - Francesca Galliani - Kinki Texas - Joanpere Massana - Ubay Murillo - Matias Sanchez - Ray Smith

mercoledì 13 giugno 2012

Intramoenia Extra Art / Watershed

Comunicato stampa

È uno tra i personaggi più attivi e interessanti dell'attuale scena architettonica europea, fondatore dello studio NIO architechten di Rotterdam, Maurice Nio, e sarà il protagonista dell’Opening di INTRAMOENIA EXTRA ART / WATERSHED, con il progetto speciale Dark Matter, ospitato nella suggestiva cornice del Castello di Barletta, dal 20 giugno al 2 settembre 2012.
Classificatosi primo al Programma Cultura 2012 dell’UE e presentato con successo a Bruxelles, WATERSHED è ideato e curato dalla storica dell’arte Giusy Caroppo con il contributo del project manager Aldo Torre, prodotto e coordinato dall’Associazione pugliese Eclettica_Cultura dell’arte in collaborazione con Troubleyn/Jan Fabre e Stichting Highbrow, fondazione diretta da Nio. Il progetto è cofinanziato dalla Commissione Europea, promosso dalla Regione Puglia-Assessorato al Mediterraneo Cultura e Turismo, con il contributo della Provincia BAT e del Comune di Barletta.
L’opening del 20 giugno (ore 19.00) ruota attorno alla singolare e avvolgente installazione Dark Matter (Materia Oscura) di Maurice Nio nel Bastione di S. Maria, cui farà da contrappunto l’AGORÀ NIO un dibattito aperto al pubblico e ai rappresentanti istituzionali tra l’architetto Maurice Nio e ed esperti di architettura, urbanistica e paesaggio, moderato da Patrizia Pirro, architetto urbanista.
Ad aprire la serata ci saranno: l’assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo Silvia Godelli, il Sindaco della Città di Barletta Nicola Maffei, il Presidente della Provincia BAT Francesco Ventola; l’introduzione sarà affidata a Giusy Caroppo, curatore generale di Watershed ed a Giacomo Garziano, dello Studio NIO architecten, curatore di Dark Matter; a concludere il talk, l’intervento del Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.
Interverranno al dibattito: Michele Beccu, architetto e docente di progettazione architettonica al Politecnico di Bari; Mirella Casamassima, storica dell’arte e docente all'Accademia di Belle Arti di Bari; Sabino Di Chio, sociologo; Giandomenico Florio, architetto e designer; Francesco Giordano, architetto; Tommaso Martimucci, architetto; Francesca Scionti, antropologa e ricercatrice all'Università degli Studi di Foggia; Giovanni Selano, architetto, esperto di progettazione paesaggistica; Stefano Serpenti, architetto, esperto in restauro architettonico.

INTRAMOENIA EXTRA ART / WATERSHED
Italia, Paesi Bassi, Belgio e Svezia – Paesi dell’Unione Europea caratterizzati dalla presenza di bacini d’acqua – fanno network, per una proficua osmosi tra artisti del Nord e “alter-ego” del Sud. Jan Fabre, NIO architecten, Bigert & Bergström, Guillermina De Gennaro, Luigi Presicce, Sarah Ciracì, Compagnia delle Formiche//Teatro dei Borgia: teatro-danza, architettura, scultura, arti visive, video art, performance art, dibattiti virtuali, residenze d’artista, attrattività paesaggistica e monumentale. Una differente dimensione culturale, geografica e sociale, fusa nella metafora fluida di Watershed e nel modello vincente di museo temporaneo diffuso di Intramoenia Extra Art.

martedì 12 giugno 2012

Nakis Panayotidis

Comunicato stampa

La Galleria civica di Modena inaugurerà giovedì 28 giugno alle 18.00 alla Palazzina dei Giardini una personale di Nakis Panayotidis, artista greco residente in Svizzera.
La mostra, curata dal direttore del museo Marco Pierini e da Matthias Frehner, direttore del Kunstmuseum di Berna è organizzata e coprodotta dalla Galleria civica e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.
Allestita nell'antica serra ducale fino al prossimo 16 settembre, la mostra si compone in prevalenza di opere nuove, realizzate per l’occasione. Il percorso espositivo presenta un repertorio pressoché completo delle tecniche predilette da Panayotidis, dalle scritte al neon ai disegni retroilluminati, dalle installazioni alle fotografie. Influenzato dalla particolare morfologia dello spazio, l'artista in questo caso ha sfruttato dimensioni, proporzioni, pregi e difficoltà dell’edificio barocco per conferire ritmo alla sequenza delle opere e perfetta aderenza delle stesse ai singoli ambienti.
Oltre a una nutrita serie di disegni a carboncino che ritraggono paesaggi naturali o di archeologia industriale, per un totale di più di venti carte, sono di particolare impatto due grandi opere a parete realizzate in neon. Entrambi i lavori, collocati in ciascuna delle sale grandi della Palazzina, sono dipinti in modo da conferire quel tono brunito tipico delle scritte luminose di Panayotidis. Ciascuna sala ospiterà poi quattro fotografie in bianco e nero, retroilluminate. Due sculture e un’installazione completano il quadro della mostra.
Nonostante la varietà delle tecniche impiegate la poetica dell’artista emerge dalla sequenza delle opere in mostra con rigorosa coerenza, esaltando il dialogo costante, tanto formale quanto simbolico, tra oscurità e luce, visibile e invisibile, oblio e memoria. E se la memoria, per Panayotidis, è sempre il terreno sul quale l’artista costruisce le fondamenta della propria opera, la luce ne rappresenta l’aspirazione alla compiutezza (come prospettiva, però, mai come approdo definitivo) e il segno pulsante del nostro stare al mondo qui e ora, del nostro essere contemporanei. A questo proposito scrive l’artista: “Essere contemporanei è, innanzi tutto, una questione di coraggio: perché significa essere capaci non solo di tenere lo sguardo sul buio dell’epoca, ma anche di percepire in quel buio una luce che, diretta verso di noi, si allontana infinitamente da noi. Cioè ancora: essere puntuali a un appuntamento che si può solo mancare”.

Brevi note biografiche:
Nakis Panayotidis nasce ad Atene nel 1947. Nel 1966 intraprende gli studi di architettura a Torino, presto abbandonati per trasferirsi l’anno successivo a Roma, attratto dall’arte, dal cinema e dal teatro. Comincia ad esporre regolarmente in mostre collettive a partire dal 1970. L’anno del suo trasferimento a Berna, il 1974, coincide con la prima personale alla Galerie Wahlen in quella stessa città. Nel 1977 ottiene una residenza artistica presso il Centro di sperimentazioni artistiche a Boissano assieme a Maurizio Mochetti, Mario e Marisa Merz. Da allora si sono susseguite numerosissime mostre collettive e personali. Tra queste ultime si ricordano almeno: Galleria Jeanneret, Ginevra, 1980; Galleria Oraisma, Atene, 1982; Galleria Feldmann, Berna, 1985, 1986, 1989, 1991; Kunstmuseum, Berna, 1984; Ronald Jones, Nakis Panayotidis, Thomas Ruff, Rethymnon Center for Contemporary Art, Rethymno, 1996; Uchronos-Utopos, Kunsthalle, Erfurt, 2000; Beyond architectural visions, Hess Collection, Londra 2001; Palazzo Ducale, Genova, 2003; NUDE, Camec, La Spezia, 2006; Lightmemory, Galleria Henze & Ketterer, Berna, 2008; Ivresse rêvée, Tornabuoni Art, Parigi 2010.
Il catalogo bilingue italiano/inglese, edito da Silvana Editoriale, comprenderà – oltre ai testi dei due curatori – una biografia e una bibliografia completa dell’artista, un album fotografico della mostra allestita e riproduzioni di opere di repertorio.

Titolo mostra: Nakis Panayotidis
A cura di: Marco Pierini e Matthias Frehner
Sede: Modena, Galleria Civica, Palazzina dei Giardini
Durata: 28 giugno - 16 settembre 2012
Catalogo: Silvana Editoriale
Orari: dal giovedì alla domenica dalle 19.00 alle 23.00
Ingresso: libero

Immagine: Nakis Panayotidis, Nasconditi corpo, 2011-12, neon, camicia, vapore, cm 100x61.

lunedì 11 giugno 2012

Anselmo Bucci e gli amici di Novecento

di Francesco Mastrorizzi

La Galleria Carifano di Fano (PU), dal 22 giugno al 30 settembre, propone a Palazzo Corbelli un’ampia retrospettiva dal titolo Anselmo Bucci e gli amici di Novecento. Martini, Oppi, Sironi, Wildt. In mostra l’eclettica attività creativa di Anselmo Bucci (Fossombrone 1887 - Monza 1955), attraverso una selezione di dipinti, album e documenti d’archivio inediti, affiancati alle opere di altri protagonisti del Gruppo di Novecento, che di Bucci furono amici e compagni di strada. Bucci fu tra i fondatori del movimento e a lui si deve l’individuazione del nome “Novecento” per indicare il gruppo di artisti che, come lui, erano riuniti intorno a Margherita Sarfatti e Lino Pesaro. Tuttavia egli mantenne con esso un rapporto molto critico, tanto da non presentarsi all’inaugurazione della prima mostra, curata dalla Sarfatti alla galleria milanese di Lino Pesaro, inaugurata alla presenza del Duce.
Il percorso espositivo prende il via dagli esordi e dal periodo marchigiano per proseguire con la stagione francese, fondamentale nella vicenda di Bucci. A Parigi conosce Picasso, Apollinaire, Dufy, Utrillo, si lega d’amicizia con Modigliani, Severini, Suzanne Valadon e Viani e la sua arte assume respiro internazionale. Il terzo ciclo s’incentra sugli “Scenari di guerra” e nella fattispecie quelli incentrati sulla Grande Guerra e sul Secondo Conflitto Mondiale.Vi è infine la sezione dedicata agli amici di Bucci. Da una parte il Gruppo di Novecento: Dudreville, Funi, Malerba, P. Marussig, Oppi, Sironi; dall’altra figure di spicco che hanno intrattenuto con Bucci legami di amicizia e di stima: Bonzagni, Egger Lienz, Martini, Mazzolani, Mazzucotelli, Modigliani, Viani e Wildt.

domenica 10 giugno 2012

I vincitori di "Cromie in loco a Moliterno"

Si è svolta sabato 9 giugno, nel magnifico scenario del centro storico di Moliterno, la prima edizione del concorso di pittura estemporanea “Cromie in loco a Moliterno”, promosso dall’associazione culturale ARCA e dall’Amministrazione Comunale. Sono stati 17 gli artisti, giunti da Basilicata, Campania, Puglia e Molise, che si sono cimentati fin dalle prime ore della mattina nell’esecuzione di un’opera pittorica ispirata agli scorci più belli e suggestivi del borgo di Moliterno.
Prima dell’inizio della manifestazione i concorrenti, con i loro accompagnatori, hanno potuto visitare i luoghi più significativi del paese sotto il profilo storico ed artistico, con l’ausilio di guide turistiche messe a disposizione dalla locale Pro Loco. Ampia è stata la partecipazione all’evento dei cittadini di Moliterno, che, approfittando anche della splendida giornata di sole, sono andati alla ricerca degli artisti, sistemati in diversi luoghi del paese, per ammirarli nel loro lavoro e assistere all’evolversi delle loro creazioni, riservando a tutti una calorosa accoglienza.
Al termine della giornata è avvenuta la consegna delle opere completate, per poter permettere alla giuria di scegliere i vincitori. A giudicare i lavori il direttore editoriale della rivista “In Arte”, Angelo Telesca, i componenti della redazione, Annalisa Signore, Giovanna Russillo e Francesco Mastrorizzi, coadiuvati dagli storici dell’arte Marcella De Filippo e Anna Nica Fittipaldi. Alla cerimonia di premiazione hanno preso parte il sindaco di Moliterno, Giuseppe Tancredi, e l’assessore alla cultura, Raffaele Acquafredda.
Al terzo posto è stata scelta l’opera Riflessi di luce di Antonio Altieri, “per la pertinenza al tema e per la scelta cromatica sapiente, attraverso la quale ha saputo conferire fluidità al contesto architettonico, suddividendolo in piani ben distinti creati dalla luce”. Secondo classificato Carmine Franco con l’opera Fusioni al borgo, “per la trasposizione coerente della traccia richiesta dal concorso, grazie ad un’armonica visione fatta di tessere cromatiche ottenute da un’organica distribuzione di segni e geometrie”. Vincitore di “Cromie in loco” è stato proclamato Antonio Mazziale di Campobasso, grazie all’opera Ricordi nel borgo, “per la descrizione perfettamente riconoscibile, inserita in un contesto di stampo metafisico, per le tracce di una storia vissuta e per la mirabile capacità tecnica dimostrata nonostante il tempo limitato di una estemporanea”.
Menzioni speciali sono state assegnate ad Alfonso Venafro, “per l'idea originale di raccontare una storia ambientata tra i vicoli di Moliterno mediante il mezzo del fumetto”, e alla giovane Arianna Ferrara, “come incoraggiamento a proseguire il suo percorso espressivo e artistico”.
I nomi degli altri concorrenti sono: Giuseppe Appio, Selenia Calcagno, Giuseppe Cantatore, Filippo Carlomagno, Antonietta Dublo, Rosalba Leo, Anna Teresa Mazzilli, Federica Morgante, Michele Paradiso, Vincenzo Tempone, Vittorio Vertone, Diego Viceconte.

venerdì 8 giugno 2012

Cromie in loco a Moliterno

Tutto pronto a Moliterno per il concorso di pittura estemporanea “Cromie in loco”, che si terrà nella giornata di sabato 9 giugno nel centro storico del paese. L’iniziativa artistica – promossa dal Comune di Moliterno e dall’Associazione culturale ARCA – ha precisi obiettivi di marketing territoriale, che mirano a far conoscere a quante più persone, all’interno e fuori dai confini lucani, uno dei borghi più belli della Val d’Agri.
Moliterno è dominata dal castello medievale, di epoca normanno-angioina, e dalla possente mole della Chiesa Madre dell’Assunta, riedificata nel XVIII secolo sui resti di una piccola chiesa duecentesca, con un'imponente cupola alta 32 metri opera di Ignazio Iullis, allievo del Vanvitelli. Pregevoli sono anche la Chiesa del Rosario, che è la vecchia cappella del convento domenicano di Grancia della Serra, e la Chiesa di San Biagio, che custodisce la tela settecentesca “Madonna col Bambino tra San Biagio e San Liborio”, realizzata da Paolo De Matteis, celebre allievo di Luca Giordano. Numerosi i palazzi gentilizi e nobiliari, tra cui Palazzo Giliberti, in piazza Vittorio Emanuele, attuale sede municipale, costruito come convento francescano nel XVI secolo.
“Cromie in loco” vedrà artisti provenienti da diverse regioni cimentarsi nell’esecuzione di un’opera pittorica ispirata agli scorci più belli e suggestivi del centro storico di Moliterno. I concorrenti, dopo essersi collocati in un punto qualsiasi del paese a loro più gradito, potranno iniziare a dipingere già nella tarda mattinata, proseguendo fino al far della sera. Prima dell’inizio della manifestazione il programma prevede visite ai luoghi più significativi del paese sotto il profilo storico ed artistico, con l’ausilio di guide locali, per consentire agli artisti e ad i loro accompagnatori di conoscere e apprezzare a pieno i luoghi da ritrarre.
Durante le ore in cui i pittori saranno al lavoro, il pubblico potrà seguirli nell’evolversi delle loro creazioni, assistendo al farsi delle opere. Al termine della giornata avverrà il ritiro delle tele, che saranno poi valutate da una giuria di esperti costituita dai componenti della redazione dI “In Arte”. I tre artisti più meritevoli verranno annunciati nel corso della cerimonia di premiazione, in programma in serata. Il premio in palio per il vincitore è di 500 euro.

giovedì 7 giugno 2012

Luca Alinari. Quadro Piccola Patria

Comunicato stampa

Dalla passione per l’arte antica agli influssi moderni del Neodadaismo e della Pop Art. Luca Alinari, protagonista della storia della pittura contemporanea italiana e tra i pochi ad aver l’onore di un autoritratto fra gli “Autoritratti d’Autore“ del Corridoio Vasariano della Galleria degli Uffizi di Firenze, porta a Lucca questo sabato 9 giugno la personale “Quadro Piccola Patria”.
Si tratta di una selezione di circa venti opere tra le più importanti della sua produzione artistica, tra cui alcuni ultimi quadri inediti, che inaugurerà alle 18 di sabato (9 giugno) e sarà in esposizione sino al 24 giugno con ingresso libero nelle sale espositive del Palazzo della Fondazione Banca del Monte di Lucca, in Piazza San Martino al numero 7 (centro storico).

Lo stile e la mostra
“Sono legato a Lucca da un percorso di fascinazione continua. Mi piacciono le chiese all’interno delle quali si sente ancora l’odore della cera che brucia”. Così, Luca Alinari, autore anche del logo dei Campionati mondiali di ciclismo che si svolgeranno in Toscana, descrive il sentimento che lo lega alla città di Lucca, nella quale si prepara a debuttare con una serie di quadri che, come lui stesso rivela “rinviano l’uno all’altro, spiegandosi, nascondendosi, in modo da costruire un significato ulteriore al loro significato singolo”. Le opere in mostra sono realizzate con una speciale tecnica che Alinari ha elaborato negli anni utilizzando acrilico e resina e vogliono portare alla luce “l’enigmatico e sfuggente senso della pittura”.
A sottolineare il prestigio internazionale del pittore, il presidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca Alberto Del Carlo ed il Consigliere d’amministrazione e coordinatore del comitato settore eventi Pietro Roni, che nell’introduzione al catalogo scrivono: “Luca Alinari, fiorentino e toscano, artista noto in tutto il mondo, financo in Cina, dove fa mostre e tiene lezioni, approda a Lucca. La fama non l’ha distratto dalla sua pittura fantastica, pervasa di immagini ora magiche e strabilianti, ora allusive e sfuggenti e da quella tenue ironia accattivante con cui l’artista guarda le sue opere ed ammicca al suo pubblico, quasi a stuzzicarne il gusto e lo spirito critico”.
“Sono pochi gli artisti, intellettuali per di più, che, al pari di Luca Alinari, suscitano la voglia di scendere sotto la pelle apparente della loro pittura, di quella che tutto sommato è l'affascinante riflesso visivo della complessità del loro essere – è il commento del critico Marco Palamidessi, che fa parte dello staff tecnico-scientifico della Fondazione Banca del Monte di Lucca -. Pochi come questo grande toscano posseggono la dote di guidare, al solo fine di amplificarle, le sensazioni di chi ammira le sue opere, nel lucido premeditato scopo di farlo immergere in esse al solo fine di perdersi”.

Cenni biografici su Luca Alinari
Luca Alinari, nato a Firenze nel 1943, dopo un iniziale interesse per l’universo letterario ed editoriale, trova la sua più autentica espressione nella pittura, attingendo in prima istanza dal repertorio stilistico e figurativo classico dei maestri antichi trecenteschi e dei grandi artisti senesi, riconoscibili nei volti scolpiti con suntuosa eleganza plastica dei suoi personaggi. Artista a tutto campo, libero pensatore e intellettuale vivacemente coinvolto nel dibattito culturale nazionale, Alinari si dimostra sensibile al fascino delle arti fugurative in generale, dalla grafica alle avanguardie moderne, riflesse nelle correnti della post Pop Art degli anni Settanta-Ottanta e nelle sperimentazioni neofigurative degli anni Novanta. Tratti distintivi della sua poliedrica produzione artistica legata al movimento Neodada sono il ricorso a temi, paesaggi e soggetti fantastici, immaginari e utopici e l’utilizzo delle più svariate tecniche espressive, tra cui il disegno con uso di colori fluorescenti, la decalcomania, il collage e, ancora, la pittura su materiali diversi quali plexiglass, legno e stoffa colorata che, fissata sulla tela, permette all'artista di ottenere cromatismi personalissimi. La vena artistica di Alinari ha spaziato nel corso del tempo anche nella scultura in vetro di Murano, creando opere di grande intensità, tanto nelle forme quanto nei colori. Rispetto ai lavori precedenti, le opere della sua ultima produzione, di cui alcune in mostra, risultano ancora più materiche, in quanto realizzate con vari pigmenti acrilici e materiali che spaziano dalle plastiche ai vetri, dalle piume ai fili di nylon. Le cromie, con sfumature delicatissime e quasi impercettibili, sono inoltre evocative di un magico lirismo.
Era il 1969, quando la galleria “Inquadrature” di Firenze dedicò al pittore toscano la prima personale, e da allora le sue opere, conosciute e riconosciute in tutto il mondo, sono state esposte in alcune delle più prestigiose cornici internazionali. Da ricordare la Sala d'Arme di Palazzo Vecchio di Firenze e il Palazzo Reale di Milano, la Biennale di Venezia del 1982 dove Alinari partecipa con un padiglione personale e la Quadriennale di Roma del 1986. Nel 1990 ha l’onore di dipingere il celebre “Cencio” per il Palio di Siena, mentre nel 1999 la Galleria degli Uffizi di Firenze, la sua città, acquista un suo autoritratto, destinandolo alla collezione degli “Autoritratti d’Autore” del Corridoio Vasariano. Dopo Parigi, Madrid, Miami, Chicago, Lisbona e Istanbul, il pittore approda nel 2009 con una personale di 45 opere in Asia, al Beijin Today Art Museum di Pechino, al Centro per l'Arte Contemporanea SunShine di Shanghai e al Museo di Arte Contemporanea di Kun Shan, città satellite di Shanghai e, sempre nel continente asiatico Alinari è solito tenere lezioni d’arte. Per una sua opera sulla pace, nel 2006 è stato ricevuto da Papa Benedetto XVI e nel 2011 ha partecipato alla Biennale di Venezia nel padiglione di Torino, selezionato da Vittorio Sgarbi. Tra gli ultimi progetti che lo coinvolgono, l’ideazione del logo dei Mondiali di Ciclismo 2013: l’immagine di una bicicletta dai tratti essenziali e dal profilo rinascimentale rivelano il camaleontico talento del pittore fiorentino, tra classicità e avanguardia.

In occasione di questa mostra, la Fondazione Banca del Monte di Lucca si avvale della collaborazione con CLUSTER, l’Associazione di Musica Contemporanea Cluster Compositori Europei (www.clustercompositorieuropei.it) chiamata a ideare e musicare colonne sonore in perfetta armonia con le emozioni suscitate dalle opere in mostra. Per la personale di Luca Alinari “Quadro Piccola Patria”, Francesco Cipriano, presidente della Cluster, ha composto un brano per soprano, violoncello e pianoforte dal titolo “Paesaggio Toscano”, che verrà fatto ascoltare al pubblico in anteprima il giorno dell’inaugurazione. Interpreti saranno lo stesso autore al pianoforte coadiuvato dal soprano Paola Massoni e dal violoncellista Federico Cipriano.

La Fondazione Banca del Monte di Lucca per l’arte
“Quadro Piccola Patria” si inserisce in un calendario ricco di esposizioni artistiche di rilievo che la Fondazione BML offre alla città nel corso del 2012. Dopo “Elogio del Bello”, personale dedicata all’enfant terrible dell’arte contemporanea Ugo Nespolo, in mostra dal 21 aprile al 20 maggio, è il turno di Luca Alinari con “Quadro Piccola Patria” dal 9 al 24 giugno; a luglio ci sarà la giovanissima pittrice lucchese Elisa Pasquini, dall’8 al 22. A settembre, dall’1 al 30, sarà la volta della mostra delle opere del livornese Francesco Fanelli, mentre dal 6 al 21 ottobre ad esporre sarà Daniela Giovannetti. A chiudere il calendario saranno Alessandro Tofanelli, tra i maggiori esponenti del paesaggismo metafisico contemporaneo e artista di fama internazionale, che esporrà dal 28 ottobre all’11 novembre, e i fotografi dell’EPEA – European Photography Exhibition Award (25 novembre 2012 – 6 gennaio 2013) con l’importante mostra fotografica itinerante che coinvolge Italia, Norvegia, Portogallo e Germania e di cui la Fondazione BML è tra gli enti promotori.

Titolo mostra: Luca Alinari. Quadro Piccola Patria
Sede espositiva: Palazzo della Fondazione Banca del Monte di Lucca, Piazza San Martino, 7 - 55100 Lucca
Apertura: 9 - 24 giugno 2012
Inaugurazione: sabato 9 giugno ore 18.00
Orari di apertura: dal lunedì al venerdì 15.30-19.30; sabato e domenica 10.00-13.00, 15.30-19.30
Ingresso: libero
Informazioni: www.fondazionebmluccaeventi.it, info@fondazionebmluccaeventi.it, +39.0583.08.22.10

La Madonna di Picciano

di Sonia Gammone

Tra le tante colline caratteristiche del paesaggio semi-montuoso della Basilicata nord-orientale e l’altopiano delle Murge, sorge il Santuario della Madonna di Picciano. Tra le notizie documentarie più antiche della presenza di una comunità monastica a Picciano, abbiamo un documento del 1219 e una bolla papale del 1238. Sarà la presenza benedettina a segnare l’inizio dell’importanze del luogo e e l’avvio ufficiale alla devozione della Madonna, alla quale era stato dedicato. Sempre ai benedettini si deve la costruzione di un dignitoso oratorio, con uno splendido portale d’ingresso scolpito a motivi geometrici e reticolato, sormontato da un piccolo rosone. L’interno con un’unica navata longitudinale in stile romanico è ancora visibile grazie a filari di tufo bicromo, giallo e bianco. Il fondale rivolto ad oriente, terminava con un piccolo abside di sobria bellezza. Nel XIV secolo ai monaci benedettini si sostituirono i Cavalieri di Malta che contribuirono a una profonda trasformazione di tutto l’ambiente circostante e di conseguenza modificarono anche il vecchio oratorio con lavori di ampliamento e ristrutturazione, modificando in particolare il soffitto e realizzando un grande affresco absidale raffigurante la scena evangelica dell’Annunciazione. Verso la fine del XVI secolo si invertì l’orientamento della chiesa con lo sfondamento dell’abside e la collocazione del presbiterio a ridosso dell’antico portale d’ingresso. L’affresco absidale venne staccato e ricollocato in un altare laterale. Attualmente il santuario si presenta come un edificio rettangolare e al posto delle cupole più volte crollate a causa degli innumerevoli eventi sismici, nel Seicento si è scelto di costruire una volta a botte. L’attuale facciata della chiesa, sul lato di levante, presenta un corpo centrale quadrangolare, in corrispondenza della navata centrale, con a fianco gli spioventi della copertura delle due navate laterali; agli estremi del corpo centrale della facciata di ergono due modesti campanili a vela. Sul lato ad ovest è stato costruito un edificio successivo, come un deambulatorio, nel quale è riposta la statua della Madonna di Picciano, vero e proprio motivo di pellegrinaggio nei secoli.

domenica 3 giugno 2012

Eleonora Grieco. Arte differenziata

di Sonia Gammone

Per tutto il mese di giugno è possibile visitare presso il Museo Archeologico Provinciale di Potenza la personale di Eleonora Grieco intitolata Arte Differenziata. Filo conduttore della mostra, come si evince già dal titolo, è l’utilizzo di materiali di riuso per creare opere d’arte uniche e particolarissime. Un tema molto attuale quello che l’artista affronta con questo suo modo di fare arte. Se infatti, l’arte ha tra i suoi fini anche quello di insegnare, in queste opere è sicuramente presente un insegnamento fondamentale al giorno d’oggi, ovvero quello della salvaguardia dell’ambiente attraverso il riuso dei più svariati materiali. L’artista, infatti, riutilizza materiali comuni, come la plastica, la stoffa, il legno e la carta, che rende veri e proprio strumenti di un saper fare arte diverso e intraprendente. Di forte impatto coloristico, le sue opere si presentano con forti cromatismi che finiscono sempre per essere appropriati ai materiali del tutto diversi che utilizza e accosta, mescolandoli talvolta in soluzioni del tutto piacevoli e inaspettate. Alla base c’è sempre un’eleganza compositiva che contraddistingue Eleonora Grieco e che ne fa una delle artiste più schiette e appassionate del panorama artistico locale. Artista autodidatta, la Grieco, ha saputo trasformare la sua passione e abilità in un nuovo modo di fare arte legato alla contemporaneità. L’invito è quello a lasciarsi trasportare da queste opere singolari e significative in un viaggio della materia e verso la materia, dove ogni oggetto, anche il più comune, diventa veicolo per un messaggio di speranza e di bellezza.