martedì 10 novembre 2015

Museo Multimediale della Torre di Satriano: quando il presente si riappropria del passato

di Carlo Maria Nardiello


Lo sviluppo delle competenze, la gestione del patrimonio e la diffusione di nuovi strumenti multimediali finalmente permettono una riattribuzione di senso ai segni e alle tracce del paesaggio nella storia.
Il neonato Museo Multimediale della Torre di Satriano è il risultato di tale logica di interrelazione, che permette il recupero di posizioni di coerenza in rapporto all’insieme: un sito archeologico ricco di promesse, inserito in un contesto paesaggistico unico, opportunamente scavato e studiato da generazioni di ricercatori e oggi restituito a quegli spettatori-osservatori pronti a lasciarsi trascinare dalla corrente della storia, sotto e sopra i propri passi. Infatti schermi touch-screen interattivi, proposte di gioco pensate per i più piccoli e per le scuole, totem posti lungo il percorso ascensionale verso la torre e pannelli interni alle sale aiutano i visitatori a rivivere pienamente la storia interna del sito, luogo del presente oltreché del passato.
Il processo di tutela e conoscenza storica della Basilicata può annoverare, oggi, un modello di valorizzazione primario per rilevanza scientifica e modalità di intervento. In questo caso è stato adottato un approccio articolato in quattro azioni: ristrutturazione, progettazione, organizzazione e promozione. Il tutto associato a principi di comprensività, trasformazione graduale, identificazione e tesaurizzazione delle positività preesistenti, qualità, cambiamento e orientamento all’azione. Programmi analoghi possono fortemente contribuire alla tutela dei siti storico-archeologici così come alla loro rivitalizzazione.
Riconoscere il ruolo delle polarità significative e delle loro aree di gravitazione, sulla base dei caratteri di interesse culturale e di una fruizione la più ampia possibile, consente di ridisegnare la “mappa del sapere” regionale. La trasformazione del sito archeologico della Torre di Satriano in museo multimediale ha implicato, e implicherà, una nuova connessione tra il territorio e i suoi abitanti, all’interno di una struttura evolutiva legata ai processi sociali che vi si svolgono.
Il territorio storico può essere recuperato solo se tornerà ad essere il “territorio dell’abitare”, nel pieno rispetto delle virtù storiche, culturali e naturali. La valorizzazione in atto del territorio deve, quindi, corrispondere ad un processo di autentica educazione, per mezzo della quale si renderà tangibile un dialogo tra Società e Memoria.


1 commento :

Luca Giurni ha detto...

Un articolo scritto veramente bene. Complimenti all'autore.