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mercoledì 11 marzo 2015

Modigliani e la Bohème di Parigi

[Comunicato stampa] La stagione 2015 delle mostre alla GAM di Torino prosegue con un protagonista d’eccezione: Amedeo Modigliani, uno dei maggiori interpreti della pittura del Novecento.
Intorno alla figura centrale di Modigliani la mostra presenta la straordinaria atmosfera culturale creata dalla “École de Paris”, la corrente che ebbe protagonisti alcuni artisti attivi nel primo dopoguerra che si raccolsero intorno a Montmartre e Montparnasse uniti dal desiderio di vivere in pieno il clima artistico e culturale di Parigi, creando una completa simbiosi tra vita e arte.
In mostra circa 90 opere racconteranno questa esperienza artistica – accanto a Modigliani alcuni nomi eccezionali come Brancusi, Soutine, Utrillo, Chagall, Gris, Marcousiss, Survage, Picasso – tra cui sessanta capolavori provenienti dal Centre Pompidou di Parigi e da importanti collezioni pubbliche e private d’Europa.
La mostra è promossa da GAM e prodotta da Mondo Mostre Skira in collaborazione con il Musée National d’Art Moderne - Centre Pompidou di Parigi. La curatela scientifica è affidata a Jean-Michel Bouhours, uno dei massimi studiosi di Modigliani e curatore del dipartimento delle collezioni moderne del Centre Pompidou di Parigi.
Partendo dal significativo corpus di opere del Centre Pompidou, nelle cui collezioni Modigliani entrò a far parte già nella metà degli anni ’30 del Novecento, si potranno ammirare gli splendidi ritratti dei suoi amici (Il giovane ragazzo rosso del 1919), delle sue amanti (Lolotte del 1917) o dei mercanti, affiancati a dipinti, disegni e sculture provenienti da altre prestigiose collezioni pubbliche e private e da un dipinto delle collezioni della GAM, la celebre Ragazza Rossa del 1915. In questi dipinti emerge il noto “Stile Modigliani” caratterizzato da una sintesi estrema, tanto che i personaggi ritratti non si rivelano nella loro identità, se non per alcuni dettagli, come i vestiti o le capigliature.
La mostra è costruita in cinque sezioni, che analizzano la vitalità parigina del periodo, con uno sguardo non solo alla pittura, ma anche al disegno e alla scultura in cui il protagonista, insieme a Modigliani, è Costantin Brancusi, nel cui atelier l’artista livornese lavorerà per molto tempo. Tra le opere esposte in questa sezione le celebri Principessa X e Mademoiselle Pogany III, accanto a una serie di fotografie originali che Brancusi stesso scattò ai suoi lavori.
Modigliani è quindi raccontato in mostra come il principale testimone della realtà cosmopolita della Bohème parigina, che ha segnato la sua indipendenza dai movimenti ufficiali delle avanguardie artistiche. Un particolare momento storico in cui, alla creazione dei capolavori, si affianca un’esistenza disordinata che lo portò a morte prematura.

Titolo: Modigliani e la Bohème di Parigi
Periodo: 14 marzo - 19 luglio 2015
Sede: GAM, via Magenta 31, Torino
Orario: martedì‐domenica 10.00‐19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)
Ingressi mostra: intero € 12, ridotto € 9

Immagine: Amedeo Modigliani, Lolotte, 1917, olio su tela, cm. 55x35, Centre Pompidou, Parigi © Centre Pompidou, MNAM-CCI/ Bertrand - Prévost / Dist. RMN-GP.

mercoledì 4 settembre 2013

Modigliani, Soutine e gli artisti maledetti. La collezione Netter

di Rosanna D'Erario

Con la ricca collezione di Jonas Netter, che non veniva esposta da oltre settant’anni e per la prima volta in Italia, il Palazzo Reale di Milano registra ancora una volta un grande successo.
Camminando per le stanze della mostra, con l’ausilio di una dettagliata audioguida e con interventi di Corrado Augias autore di una monografia su Modigliani, lo spettatore è colto da un’insolita ma piacevole nostalgia per un periodo fondamentale della storia dell’arte: il quartiere di Montparnasse con la sua atmosfera bhoémien, le vite considerate maledette di intellettuali ed artisti, la Parigi di inizi ‘900; il tempo sembra che non sia trascorso e tutto sembra così vicino e reale.
Oltre 120 opere appartenenti alla ricca collezione di Jonas Netter, notevole riconoscitore di talenti che seppe individuare l’inizio di una trasformazione che avrebbe segnato la storia della pittura.
Fu tra i primi, infatti, ad apprezzare il giovane Modigliani e a rimanere colpito dai suoi volti lunghi e affusolati: intensi e bellissimi quelli di Jeanne Hèbuterne, pittrice anch’essa, amante del pittore livornese e suo principale soggetto artisitco.
Il percorso espositivo è diviso in sei sezioni e mette a confronto le opere acquisite nella sua vita dal ricco mecenate: Soutine, Utrillo, Valadon, Kisling, Krémègne, Kikoïne, Hayden, Ébiche, Antcher e Fournier.
Ancora qualche giorno per cogliere la grande intuizione rivoluzionaria di Netter e per ammirare una mostra curata nei particolari, una mostra che emoziona.

giovedì 16 giugno 2011

Modigliani e il suo tempo

Comunicato stampa

Il Museo d’Arte Moderna Vittoria Colonna di Pescara ospiterà, dal 6 agosto al 20 novembre 2011, la mostra dal titolo “Amedeo Modigliani e il suo tempo”. Si tratta di dipinti e disegni che permetteranno di cogliere il tratto sicuro, incisivo dell’autore, capace di delimitare la forma in modo semplice e perentorio, e di gustare l’equilibrio tra la purezza stilistica e la passionale carnalità dei personaggi.
Nei lavori di Modigliani, per molti Modì, che nel suono ricorda la parola francese “maudit”, maledetto, traspare il dramma di un uomo solitario, che ha vissuto un’esistenza breve e tormentata, che tuttavia gli ha permesso di sviluppare uno stile del tutto personale, incentrato su un unico tema: la figura umana, il ritratto. L’artista intende puntare l’attenzione sull’uomo con le sue angosce, i suoi sentimenti e le passioni. Ma le sue figure sono a tratti enigmatiche, dotate di una particolare fissità, un’ambiguità rappresentata dagli occhi a fessura che spesso troneggiano sui volti. “L’arte del disegno non deve perire, la sua fine significherebbe la fine dell’arte stessa”, così scriveva Modigliani nel 1902, per sottolineare l’importanza del disegno nella sua arte.
L’essenzialità, la leggerezza, ma anche le forme allungate, le curve dei volti e la mancanza di colore, che fa risaltare l’originalità dei segni sul foglio, sono le cifre distintive della sua produzione, come testimonia Testa scultorea (1910-11), dedicata al fratello Umberto. Questo disegno evidenzia la sua ricerca assidua per rappresentare la forza primitiva, attraverso forme stilizzate che denotano una vicinanza allo stile della Grecia arcaica. A questo stesso periodo risalgono anche le sculture dell’artista, alle quali egli si dedica per ridurre all’essenziale gli effetti cromatici. Ben presto, però, a causa della salute cagionevole, Modigliani è costretto a interrompere l’attività scultorea, per intensificare quella del disegno e quella pittorica.
Il disegno per Modigliani non è una premessa alla pittura, ma un’arte a sé stante, un’arte dell’anima, dove la figura umana è rappresentata e vive in un mondo ideale e immutato. Le parti più difficili del ritratto sono occhi, bocca, naso e orecchie, per questo egli tende a semplificarle a volte in forme geometriche, che attraggono la luce del foglio. Nei corpi c’è sempre la ricerca dello stesso tipo di linea dei volti, come testimonia Ermafrodito (1910-11), con le sue linee allungate e la sua semplicità nelle forme. Anche nella serie di nudi, che per Modigliani sono l’essenza espressiva dell’immagine, si trova la stessa composizione formale: il Nudo di donna a mani giunte (1917-18), attraverso il suo profilo sinuoso, racconta con passionalità la storia di questa figura femminile senza tempo.
Famosi sono i suoi ritratti, rappresentazioni pittoriche di persone che gli sono state vicine, che lo hanno amato e stimato. Solo in apparenza inerti, le figure esprimono un’infinita malinconia, la stessa che Modigliani stesso provava e vedeva intorno a sé. I contorni sono ben delineati, il colore puro, accompagnato da zone neutre.
L’artista ha chiuso la sua tragica esistenza nel 1920, a trentacinque anni. Poco prima di morire, ha realizzato un dipinto, il Ritratto di Lunia Czechowska, dietro al quale ha scritto: “La vita è un dono, dei pochi ai molti, di coloro che sanno e che hanno a coloro che non sanno e che non hanno”.

Titolo mostra: Modigliani e il suo tempo
Sede: Pescara, Museo Vittoria Colonna
Periodo: 6 agosto - 20 novembre 2011
Orari: 10.00-13.00 / 17.00-24.00 (fino al 15 settembre)
9.30-13.30 / 15.00-20.00 (fino al 20 novembre)
Organizzazione: Comune di Pescara - Rizziero Arte