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giovedì 11 aprile 2013

Quando nasce un museo: vi presento il VIGAMUS

di Giulia Smeraldo

Quando pensiamo ad un museo siamo sempre alle prese con due unici concetti: antico e noioso. Dare vita ad un museo che racconti la cultura moderna è un’impresa davvero ardua e ci sono solo pochissimi esempi nel nostro paese che possono vantarla; uno di questi è il VIGAMUS – Video games Museum of Rome inaugurato nell’ottobre 2012. Quanto il mondo videoludico sia parte integrante della nostra cultura è ormai evidente, anche se non tutti si rendono conto del suo reale impatto. La retorica secondo la quale i videogiochi siano il demone dell’intrattenimento, da evitare quando si diventa grandi, che rovina il cervello dei bambini e che il tempo perso a videogiocare potrebbe essere meglio speso altrove, lasciano oramai il tempo che trovano. L’arte videoludica è la realtà di ogni persona nata dalla fine degli anni ’70 fino ad oggi, è il reale mezzo artistico con il quale ci confrontiamo, in maniera diretta, e al contrario di quanto si pensi, crea legami, comunità e partecipazione attiva; tutto quello che le arti maggiori (pittura, scultura etc.) hanno sempre fatto nel corso dei secoli.
Andando nel dettaglio del museo, questo presenta una collezione davvero interessante e completa delle console che hanno fatto la storia dei videogiochi: quando ho attraversato quei corridoi l’ho fatto da videogiocatrice e vedere in vetrina tutto ciò che ha fatto parte della mia infanzia e che ancora riempie giornate della mia vita è stato emozionante e la consapevolezza di far parte di una comunità mondiale di videogiocatori che si confrontano con le storie e le sfide offerte dal media è entusiasmante. Insieme all’esposizione di console troviamo anche i giochi e le cartucce originali di Intellivision e NES (Nintendo Entertainment System), solo per citarne alcuni e due sale dove poter videogiocare; insomma un reale luogo di cultura dove l’arte si tocca con mano, dove ci sono ricordi e dove sappiamo che ogni anno ci saranno nuovi pezzi da aggiungere e aggiornare nella collezione in un continuo divenire.
Come si legge sul sito del museo: «grazie a VIGAMUS – Museo del Videogioco di Roma potrete finalmente conoscere le sue origini, dai primi esperimenti fino agli anni '80: 63 pannelli illustrati in italiano e in inglese, pareti giganti dedicate ai cult del passato, oltre 150 pezzi originali in esposizione tra console e giochi d'epoca e un'area interattiva per sperimentare la Storia del Videogioco con le proprie mani. Uno spettacolare viaggio nel tempo, che porterà i gamer di tutte le età in un mondo nuovo e sensazionale. Con VIGAMUS scoprirete i leggendari protagonisti, i bizzarri aneddoti e le incredibili avventure di quella che è l’invenzione più divertente e innovativa del 20° secolo.»
Non è solo un luogo ricco di una straordinaria collezione videoludica fatta anche di stampe, riviste e una sala conferenze davvero ben strutturata, ma è soprattutto il primo museo dedicato a tutto il mondo videoludico, il primo a rendersi conto di quanto i videogiochi siano la più moderna forma d’arte; all’interno di un mondo dove l’arte contemporanea cerca di dare vita a significati attraverso relazioni, partecipazione e comunità i videogiochi aggiungono adrenalina, stupore, interazione e puro divertimento.

VIGAMUS - The Video Game Museum of Rome
Via Sabotino, 4 - 00195 Roma
Tel./fax: +39 06 45475940
Orari d’apertura: da martedì a domenica dalle 10:00 alle 20:00
www.vigamus.com
www.facebook.com/vigamusrome

giovedì 18 novembre 2010

Il Museo di Eboli “In Musica”

di Gianmatteo Funicelli

Il Mibac inaugura la prima edizione dell’iniziativa culturale “Musei in Musica”, con lo scopo di promuovere al meglio la fruizione del patrimonio artistico presente nei Musei e luoghi d’arte statali. Punto di arrivo dell’evento sarà quello di avvicinare il pubblico agli istituti preposti alla cultura, offrendo aperture straordinarie, previste per Sabato 20 Novembre 2010 sino alle ore 2.00 del giorno successivo, dove arte e cultura saranno protagoniste a ritmo di concerti, spettacoli e buona musica in una sempre più coinvolgente attrattiva di massa. In coda agli istituti museali aderenti, parteciperà all’iniziativa anche il Museo Archeologico di Eboli e della media Valle del Sele (Sa). “La nostra idea di museologia, vuole essere un efficiente canale di comunicazione culturale tramite strategie di intrattenimento nelle quali soddisfare le più multiformi esigenze della cittadinanza. Con questa sinergia il museo di Eboli offre la fruizione dei suoi contenuti, più che preziosi all’archeologia campana, attraverso l’integrazione di più iniziative collaterali, che già in passato hanno riscontrato soddisfacenti successi di pubblico”, afferma fiera e soddisfatta la dott.ssa Giovanna Scarano, direttrice del museo ebolitano. Poi aggiunge “Per questo evento, il nostro museo offrirà un percorso di visita del tutto particolare, riservato ai più attenti visitatori, nonché la presentazione del musical Il Fantasma dell’Opera, che si terrà presso lo spazio polifunzionale del complesso. L’intero percorso museale rimarrà, in tale data, attivo e visitabile dalle ore 20.00 alle 2.00.”. Gli appuntamenti di “Musei in Musica”, assieme alla visita degli stessi luoghi di cultura in cui verranno organizzati, saranno tutti ad ingresso gratuito. Per consultare gli eventi correlati “per regione” all’iniziativa, consultare “MUSEI IN MUSICA”.
  • Museo Archeologico di Eboli e della Media Valle del Sele (Sa): per info, visita il sito

venerdì 5 novembre 2010

Novembre al Museo Archeologico e alla Pinacoteca della Provincia di Potenza

Comunicato stampa

Anche per il mese di novembre l’offerta culturale del Museo archeologico e della Pinacoteca provinciali risulta ampia e interessante.
Nel Museo archeologico, oltre alla mostra documentaria “Antichidentità – Museo/Pinacoteca: una storia recuperata”, dedicata al lavoro di recupero e valorizzazione dei Beni Archeologici, Archivistici, Storico-Artistici, Demo-Etno-Antropologici della Basilicata ad opera dei tre primi direttori Vittorio Di Cicco, Concetto Valente, Francesco Ranaldi e all’esposizione archeologica permanente, che illustra il percorso crono-culturale delle tre grandi forme di popolamento della Lucania antica (Enotri, Greci, Lucani) dall’età arcaica fino alla romanizzazione si possono visitare:
La mostra “Opere dal 1983 al 2010”del pittore potentino Rocco Falciano, inaugurata il 23 ottobre 2010 e con durata fino al 23 novembre p.v., composta da trenta tra acquerelli e pastelli che hanno come soggetto la Basilicata e il Salento con immagini di interni della casa di famiglia, nature morte, paesaggi.
La mostra documentaria e celebrativa della Giornata delle Forze Armate e del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, che si inaugurerà il 7 novembre p.v.
Nella Pinacoteca provinciale è ospitata la permanente di pittura e scultura intitolata a Concetto Valente che comprende parte della collezione pittorica e scultorea della Provincia che include opere dell’Ottocento, tra cui spiccano quelle del venosino Giacomo Di Chirico, del marateota Angelo Brando e del moliternese Michele Tedesco. Di particolare interesse, inoltre, i ritratti di Giuseppe Mona, Vincenzo La Creta e Andrea Petrone.
Nell’esposizione sono presenti opere di autori più recenti, come Luigi Guerricchio, Vincenzo Claps ed Italo Squitieri presentate nella sala dedicata al Novecento con le quelle di più noti autori italiani come Carlo Levi, Fausto Pirandello e Renato Guttuso.
Di grande interesse sono i due dipinti su tavola, risalenti alla seconda metà del Cinquecento, ascritti alla bottega di Antonio Stabile, restaurati dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata.
Fino al 18 novembre p.v. continua la mostra fotografica “Anni ’70 tra memoria e nostalgia” del lucano Pietro Lombardi, uno spaccato delle tensioni sociali, politiche e culturali dell’Italia di quegli anni.

Orari
Museo Archeologico: dal martedi alla domenica con apertura dalle 09,00 alle 20.30
Pinacoteca Provinciale: dal venerdi alla domenica con apertura dalle 09,00 alle 20.30

Per informazioni e prenotazioni dei servizi e delle visite guidate telefonare al numero 0971.444833.
e-mail: museo.provinciale@provinciapotenza.it
pinacoteca.provinciale@provinciapotenza.it
mariacristina.caricati@provinciapotenza.it

giovedì 3 giugno 2010

Trasanello. Quattro passi nella Murgia preistorica

Comunicato stampa

Martedì 8 Giugno presso il Museo Archeologico Nazionale "Domenico Ridola" di Matera alle ore 18.30 sarà inaugurata la mostra "Trasanello. Quattro passi nella Murgia preistorica".
Saranno esposti i materiali archeologici rinvenuti nell’abitato neolitico di Trasanello e illustrati al pubblico i primi risultati raggiunti nell’ambito del programma di ricerche in corso.
La ricerca riguarda l’occupazione umana del comprensorio murgiano nella preistoria recente ed è stata avviata nel 2007, con un progetto di durata quinquennale, promosso grazie all’interesse congiunto della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata, del Dipartimento di Scienze Archeologiche dell’Università degli Studi di Pisa e di Italcementi di Matera che ha messo a disposizione l’area dell’insediamento e offerto il necessario sostegno logistico a tutte le attività di scavo e studio.
Le indagini sistematiche dell’area hanno permesso di definire due distinti momenti di frequentazione. Il primo è riferibile ad una fase evoluta del Neolitico antico (6800 anni da oggi), durante la quale è stata realizzata l’opera di escavazione del fossato che recingeva l’abitato. Dopo un periodo di abbandono di circa tre millenni, corrispondente anche alla chiusura del fossato e alla sua obliterazione, la frequentazione è ripresa durante l’età del Bronzo (3600 anni da oggi), fase documentata dall’identificazione di due capanne e da materiale ceramico rinvenuto all’interno delle buche di palo e nell’area interna al fossato.
I materiali ritrovati in queste tre campagne di scavo sono stati oggetto di studio e analisi in laboratorio ed hanno fornito informazioni significative per la comprensione delle antiche comunità vissute nel materano.
Nel mese di giugno sono inoltre previsti percorsi guidati dell’area di scavo e della mostra su prenotazione.
Per i visitatori e le scolaresche interessate è possibile contattare la dott.ssa Lucia Angeli (349 6067758), responsabile del cantiere di scavo, o la dott.ssa Annamaria Patrone (0835 310058), direttore del Museo Ridola.

lunedì 19 aprile 2010

Museo e memoria storica

Comunicato stampa

Per il quinto anno consecutivo l’Amministrazione Comunale di San Severo ed il MAT aderiscono alla Settimana della Cultura con un variegato complesso di iniziative sempre a tema, che in tutti questi anni ha richiamato costantemente un folto pubblico.
L’evento culturale più atteso dell’anno, la XII Settimana della Cultura, si svolge al MAT-Museo dell’Alto Tavoliere di San Severo con un programma volto a valorizzare le collezioni permanenti del museo stesso, ma anche il paesaggio storico dell’intero Alto Tavoliere, con quegli inestimabili beni rappresentati dai tratturi e dalla tradizionale pratica della transumanza che in questo territorio si svolgeva fin dall’epoca preromana.
Paesaggi raccontati attraverso una mostra di arte contemporanea ed attraverso la prestigiosa esposizione di cartografie di San Severo e del Tavoliere appartenenti all’Archivio di Stato di Foggia.
I luoghi del sacro, i reperti archeologici, gli attrezzi della pastorizia che narrano ai bambini ed al mondo della scuola il prezioso patrimonio dei tratturi e la tradizione della transumanza attraverso innovative forme didattiche, come le animazioni ludiche e lezioni-concerto.
Il paesaggio di Puglia ai tempi di Federico II è poi quello che si legge nel libro di Cinzia Tani, un best-seller che verrà presentato al pubblico nell’Auditorium del Museo.
Gli itinerari guidati lungo il Tratturo Regio “L’Aquila - Foggia” tra natura, archeologia e tradizioni costituiscono un'altra suggestiva modalità per scoprire il territorio dell’Alto Tavoliere.
Una Settimana della Cultura che con le sue proposte travalica i limiti temporali dettati dal Ministero, diventando un intero Mese della Cultura in cui il MAT produce un’offerta culturale in stretta connessione con le associazioni ed i club di servizio del territorio.

Programma

20 marzo-18 aprile 2010

Mostra di arte contemporanea “IL FUTURO RESPIRO DEL TEMPO contemporanea…mente. Viaggio nei colori”

Trasformazioni di paesaggi nel nostro territorio ed un viaggio tra i colori di artisti di Capitanata

lunedì 19 aprile e mercoledì 21 aprile ore 17.00

Giochiamo al Museo: “Il Gran Premio del Tratturo”

Animazione ludica alla scoperta di oggetti legati alla pratica della transumanza in un museo trasformato in un circuito da percorrere con curiosità e velocità.

Per bambini dagli 8 agli 11 anni; su prenotazione fino ad esaurimento posti disponibili

venerdì 23 aprile ore 11.00

Lezione Concerto al Museo

Musica d’archi al Museo con “Italian Quartett”: la musica spiegata ai ragazzi della scuola media inferiore ed arricchita da una visita guidata alle sale del MAT sui temi della pastorizia transumante nell’antichità e sul culto di Ercole, il dio dei pastori. Su prenotazione

Con “Amici della Musica” di San Severo e Scuola Media Statale “G. Palmieri”

venerdì 23 aprile ore 19.00

Presentazione del libro “Lo stupore del mondo” (Ed. Mondadori) di Cinzia Tani, giornalista RAI e scrittrice

Saluti del Sindaco di San Severo, avv. Gianfranco Savino

Intervengono Fabrizio Fabiano, Presidente del Rotary Club di San Severo, Elena Antonacci, Direttore del MAT, Enzo Verrengia, scrittore e giornalista

Con “Rotary Club” di San Severo

sabato 24 aprile ore 10.30

Inaugurazione della mostra “San Severo e il Tavoliere di Puglia nella cartografia dell’Archivio di Stato di Foggia” (24 aprile - 18 maggio 2010)

Saluti del Sindaco di San Severo, avv. Gianfranco Savino

Intervengono Viviano Iazzetti, Direttore Archivio di Stato di Foggia, Giuseppe Clemente, Presidente CRD - Storia Capitanata, Augusto Ferrara, Dirigente Servizi Museali, Elena Antonacci, Direttore del MAT

Con “Ministero Beni e Attività Culturali - Archivio di Stato di Foggia” e “Centro di Ricerca e Storia per la Capitanata” di San Severo

domenica 25 aprile

La Capitanata e le sue forme

Itinerario guidato nel paesaggio della transumanza (Bosco Lauria, San Paolo di Civitate)

Con Associazione Culturale “GIAVA” di San Severo

domenica 9 maggio

Terre di Transumanza

Itinerario guidato tra archeologia, natura e tradizioni legate alla transumanza

(Tratturo Regio “L’Aquila - Foggia”, area archeologica di Tiati, fiume Fortore e Taverna di Civitate, San Paolo di Civitate)

Con Associazione Culturale “GIAVA” di San Severo

Collaborazioni di Daniela Busini, Gioseana Diomede, Donato d’Orsi, Valentina Giuliani, Ambra Inglese, Graziano Urbano e Antonello Vigliaroli (Consorzio Libero)

INFO: MAT (Museo dell’Alto Tavoliere – Città di San Severo) Piazza San Francesco, 48;

tel./fax 0882 334409; 225738; e-mail: museocivicosansevero@alice.it

www.comune.san-severo.fg.it www.passionebarocca.it

Orari di apertura delle mostre: lun – ven: 9.00 – 13.30; 16.00 – 20.00
sab: 18.00 – 21.00
dom: 10.30 – 13.30; 18.00 – 21.00

Per informazioni sugli Itinerari guidati: associazionegiava@alice.it
Contatto Facebook: Associazione GIAVA
Tel. 0882 334409 (MAT) o Cell. 340 4128286

venerdì 19 febbraio 2010

Musei anni '50: spazio, forma, funzione

Comunicato stampa

Venerdì 5 marzo 2010 presso il Salone dell’Ercole della Galleria nazionale d’arte moderna – Viale delle Belle Arti, 131 - avrà luogo la presentazione del libro MUSEI ANNI ’50: SPAZIO, FORMA, FUNZIONE di Maria Cecilia Mazzi, con saggi di Simona Rinaldi e Stefano Marson, edito da Edifir-Edizioni Firenze, nella collana Le Voci del Museo.
Introdurrà Maria Vittoria Marini Clarelli, soprintendente alla Galleria nazionale d’arte moderna; saranno presenti Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, Enrico Falcone, direttore generale della Banca di Credito Cooperativo, Paolo Melis, architetto e professore di progettazione architettonica e museografia alla “Sapienza” di Roma, Vitale Zanchettin, storico dell’architettura e ricercatore allo IUAV di Venezia.
Nel libro si raccontano gli anni della ricostruzione nel secondo dopoguerra, una stagione in cui la lettura dell’opera d’arte e le esigenze del visitatore furono posti al centro dell’interesse. Alle devastazioni belliche che lasciano una “tabula rasa” (Calvino) ma consentono di pensare il ‘nuovo’ con grande facilità, fa seguito una straordinaria fioritura di iniziative: si ricostruiscono il museo di Brera, i Musei Civici di Genova; Carlo Scarpa riallestisce le Gallerie dell’Accademia di Venezia con criteri innovativi. Si dedicano a quel compito i maggiori architetti, da Franco Albini a Ignazio Gardella e Carlo Scarpa, Soprintendenti coraggiosi e mecenati avveduti. Grazie all’impegno di tanti, dall’inferno di quelle macerie nasceva una nuova forma di bellezza: le opere d’arte si trasformano in soggetti vivi, protagonisti palpitanti, non più neutri oggetti dell’azione degli uomini.
Si tiene anche lo sguardo fisso sul ‘sogno americano’ e sulle innovazioni tecnologiche e sociali che il giovane mondo al di là dell’oceano offriva, in uno scambio quanto mai fruttuoso con il design di marca italiana attuato dai personaggi più avvertiti, uno per tutti, Adriano Olivetti, committente di Carlo Scarpa. In poco più di un decennio, prendono vita modelli di museo e allestimenti di mostre celebrati nel mondo, ricostruiti con foto d’epoca in bianco e nero, quasi un omaggio al cinema coevo: dalla Mostra di Antonello a Messina (1953) alla Galleria Nazionale della Sicilia a Palermo. E ancora: il riallestimento delle prime sale degli Uffizi (ancora visibile); la Gipsoteca di Possagno e il museo di Castelvecchio a Verona; Capodimonte (ora profondamente modificato); il Museo del Castello Sforzesco a Milano, senza tralasciare la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia né Roma nel suo duplice volto di sede delle raccolte antiche e di nuovo centro per l’arte contemporanea (Galleria Nazionale d’Arte Moderna), luogo di infiammate polemiche.
Ai musei d’Arte Moderna, a Milano, Torino, Roma, luoghi di incontro fra l’artista ed il pubblico, si affidava il compito di formare il gusto moderno e di rinverdire la conoscenza dell’arte straniera.
Si trattano temi ancora poco indagati, che ora stanno tornando di grande attualità: “gli strappi preventivi”; la sorte dei numerosi affreschi staccati per il restauro, ma anche, sotto l’incubo della Guerra fredda, il ruolo svolto dagli Stati Uniti d’America sia nella protezione delle opere sia nella ricerca di stretti legami culturali con l’Italia.

Presentazione del volume
MUSEI ANNI ’50: SPAZIO, FORMA, FUNZIONI
di MARIA CECILIA MAZZI
CON SAGGI DI SIMONA RINALDI E STEFANO MARSON
Roma, Galleria nazionale d’arte moderna
Venerdì 5 marzo 2010, ore 17.00

lunedì 18 gennaio 2010

Rudy Cremonini. Documenti d’alterità

Comunicato stampa

Dal 29 gennaio al 21 febbraio 2010 si terrà a Bologna, nell’ambito della rassegna ArteFiera OFF, la mostra personale di Rudy Cremonini dal titolo “Documenti d’alterità”, progetto ideato e prodotto dalla galleria GiaMaArt studio e curato da Lorenzo Canova. Rudy Cremonini presenta un'installazione site specific composta di quadri concepiti per dialogare direttamente con le collezioni del Museo delle cere anatomiche "Luigi Cattaneo" di Bologna.
I dipinti installati nelle vetrine e sui muri del museo intendono porsi dunque in un confronto serrato con le sue suggestive opere di ceroplastica anatomica sottolineando, anche grazie al contesto espositivo, il loro valore ambiguo di ricerca, prossima a quella scientifica, nei territori incerti dell'identità e dell'alterità.
In questo modo, nella loro collocazione museale, i volti evocati da un passato lontano assumono il valore di veri e propri documenti dedicati alla presenza incongrua e inquietante di un "altro" differente rispetto ai valori sociali condivisi, si trasformano in testimonianze di un estraniamento dal processo generale e accettato di costruzione dell'identità personale e collettiva e appaiono nella loro cruda e sfuggente evidenza come documenti enigmatici di una diversità ignota da isolare e analizzare.
Catalogo disponibile in mostra, edizioni GiaMaArt studio, testo di Lorenzo Canova.

Rudy Cremonini. Documenti d’alterità
a cura di: Lorenzo Canova
un progetto: GiaMaArt studio
Museo delle cere anatomiche "Luigi Cattaneo"
Via Irnerio, 48 - Bologna
Date: dal 29 gennaio al 21 febbraio 2010
Inaugurazione: venerdì 29 gennaio 2010, ore 19.30
Orari: dal lunedì al giovedì, 9.00 - 12.30, 14.00 - 16.30
venerdì, 9.00 - 12.30 e su appuntamento

domenica 22 novembre 2009

Le vie dell’arte attraverso le emozioni

Comunicato stampa

“Le vie dell’arte attraverso le emozioni” è un progetto che rende l’arte facilmente fruibile attraverso la stimolazione dei sensi e il coinvolgimento emozionale. E’stato ideato dall’Istituto “Leonarda Vaccari”, con il finanziamento assegnato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nell’ambito degli interventi volti alla creazione di percorsi museali per persone con disabilità, finanziato dalla Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali. Il progetto è stato realizzato con la collaborazione della Soprintendenza alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea.
La proposta, rivolta originariamente alle persone con disabilità intellettiva, è stata sviluppata, in fase di progetto esecutivo, nella realizzazione di un percorso fruibile a tutti i livelli. E ciò grazie a una speciale trasposizione multisensoriale che accoglie competenze tecniche e didattiche atte a una lettura largamente accessibile. Il progetto, pensato anche come modello sperimentale, costituisce un allestimento permanente, dotato di supporti specifici dedicati a persone non vedenti e non udenti, che si inserisce in modo più generale e ampio nell’iniziativa “Pensare e ripensare il museo” della Galleria nazionale d’arte moderna.
Il percorso multisensoriale si propone l’obiettivo di mettere il visitatore nella condizione di entrare in sintonia e di poter “vivere”, nella propria dimensione soggettiva, l’emozionalità che l’opera suscita. Esso si articola nella sequenza di quattro opere: Filadelfo Simi, Un riflesso (1887), Giacomo Balla, Nello specchio (1902), Vasilij Vasil’evič Kandinskij, Linea angolare (1930), Alberto Burri, Grande rosso P n. 18 (1964), dando vita ad una significativa alternanza tra verismo e astrattismo. Questa particolare guida didattica intende rendere possibile una lettura emozionante e dare nel contempo informazioni storiche e scientifiche sulle collezioni della Galleria.
Hanno partecipato al progetto: la Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale, la Direzione Generale per le antichità, l’Unione Italiana Ciechi, la Federazione Nazionale Pro ciechi, l’Istituto Italiano Sordi, l’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del C.N.R. e l’Accademia Nazionale Santa Cecilia di Roma. Queste Istituzioni, oltre ad apportare un contributo operativo alla realizzazione del percorso, sono intervenute nel corso di formazione previsto dal progetto destinato agli operatori museali e finalizzato a facilitare l’accoglienza della persona con disabilità all’interno del museo.

Le vie dell’arte attraverso le emozioni
Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea
Viale delle Belle Arti, 131
Martedì 1 dicembre 2009 - ore 11.30

mercoledì 24 giugno 2009

Il medagliere capitolino

di Angela Delle Donne

Il medagliere capitolino è stato costituito nel 1872 grazie ad un lascito testamentario di Ludovico Stanzani che donò monete e pietre preziose. Ad oggi ospita raccolte numismatiche, medaglistiche, glittiche e di gioielleria pertinenti al patrimonio comunale. Augusto Cappellani, direttore dei Musei capitoli dal 1873, dette l’impulso per la costruzione del nuovo settore museale affinché il lascito Stanzani potesse essere ospitato ed il medagliere potesse altresì accogliere i numerosi esemplari numismatici antichi, provenienti dal sottosuolo romano. Durante le demolizioni per la costruzione di Via dei Fori imperiali, nel 1933, suscitò grande interesse il ritrovamento fortuito del cosiddetto tesoro di Via Alessandrina, costituito da diciassette chili d’oro, tra monete e gioielli, entrato a far parte delle collezioni capitoline solo nel 1942, dopo una lunga diatriba giudiziaria con gli operai scopritori e con gli eredi dell’antiquario, occultatore del tesoro. Particolarmente rilevante risultò essere anche il nucleo di gioielli quasi tutti da poco tempo attribuiti ad una famosa collezione di glittica ora dispersa appartenuta alla famiglia Boncompagni – Ludovisi. Gli incrementi più recenti sono il risultato di donazioni e acquisti di serie rare. Meritano poi una menzione particolare le coniazioni periodiche emesse dal Comune di Roma ogni anno in occasione del 21 aprile, il natale di Roma, a partire dal 1964. L’ultima acquisizione in ordine di tempo è costituita dai calchi in zolfo rosso della seconda metà del Settecento, tratti da cammei e dalle gemme incise della collezione Boncompagni – Ludovisi, e donata dagli Amici dei musei di Roma nel 1994.

martedì 23 giugno 2009

Oltre il moderno

Comunicato stampa

Dopo un importante intervento di restauro, sabato 27 giugno alle ore 18:00 sarà restituito alla pubblica fruizione Palazzo d’Errico a Palazzo San Gervasio, adeguato a spazio museale dotato di tutti i servizi in linea con gli standard. Il progetto, coadiuvato dalla Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea di Matera, grazie ad un programma d’importanti esposizioni temporanee in successione, rappresenta il più innovativo progetto di conservazione e valorizzazione implementato in Basilicata, uno di quei rari casi in cui si unisce l’intervento conservativo e di valorizzazione di un vasto patrimonio storico come la Collezione d’Errico, con l’esigenza di una nuova fruibilità della cultura.
In questo quadro la prestigiosa collezione trova finalmente un futuro pieno di progettualità e innovazione con la mostra inaugurale 
Oltre il Moderno / Un percorso tra i capolavori della collezione d’Errico e l’Arte Contemporanea, un progetto promosso dall’ Ente Morale Pinacoteca - Biblioteca Camillo d’Errico / Palazzo S. Gervasio in collaborazione con Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea / Matera, il sostegno di: Unione Europea, Regione Basilicata, Provincia di Potenza, e il patrocinio di: Camera e Senato della Repubblica, Comune di Palazzo San Gervasio, MiBAC, APT Basilicata.
La mostra, nell’autorevole spazio di Palazzo d’Errico, presenta una serie di capolavori dalla collezione, affiancati a opere di arte contemporanea (Jota Castro, Sandro Chia, Piero Gilardi, Douglas Gordon, Philippe Parreno, Anri Sala, Sergio Vega), per un rapporto sinergico tra passato e presente, che illustra la fisionomia e la storia della collezione, caricata di nuovi significati metamorfici grazie all’arte contemporanea.
La rassegna, caratterizzata da un articolato impianto storico e teorico, si pone come un progetto ambientale in cui lo spazio espositivo viene allestito attraverso linguaggi espressivi differenti in un'atmosfera di ibrida espressività che, nel tempo, dal Cinquecento alla contemporaneità, diventa linguaggio, poiché le opere sono comunicazione. Un confronto fra opere d’arte secondo un approccio comparatista-diacronico per similitudini e ricorrenze, con l’obiettivo di offrire confronti carichi di suggestioni e interessanti spunti di riflessione sull’energia e le potenzialità che l’opera d’arte riesce a conservare nel tempo.
A più stretto contatto con la creatività locale è invece il progetto satellite Appendix presentato presso la Cappella del Purgatorio, il cui titolo ribadisce la funzione di gemmazione diretta dalla mostra presentata negli spazi della pinacoteca. Anche questo progetto, a cura di Lucia Ghidoni, nato per la promozione della creatività che lavora sul territorio, crea un dialogo tra ricerca artistica attuale e gli elementi storicamente consolidati esposti nella mostra Oltre il Moderno. Le opere in situ degli artisti coinvolti (Bruno Di Lecce, Donato Faruolo) creano riferimenti e suggestioni che ribadiscono a più riprese lo spirito del nuovo progetto di promozione e valorizzazione della collezione, che intende proporsi come luogo vitale aperto anche alla creatività del territorio.
L’evento rappresenta uno dei progetti culturali più importanti del 2009 non solo per il valore inestimabile delle opere (la Collezione d’Errico rappresenta la più grande raccolta d’arte del Meridione seconda al solo Museo Capodimonte di Napoli, per i pittori di Scuola Napoletana), ma anche perchè rappresenta l’evento inaugurale delle attività della Pinacoteca - Biblioteca Camillo d’Errico, che torna in questo modo, a partecipare attivamente alla vita collettiva della città e di un territorio arricchendone e coadiuvandone le proiezioni di sviluppo.

Titolo mostra: Oltre il Moderno / Un percorso tra i capolavori della collezione d’Errico e l’Arte Contemporanea
Progetto: Ente Morale Pinacoteca-Biblioteca Camillo d’Errico, Palazzo San Gervasio
A cura di: Angelo Bianco, Direttore Artistico
Sede: Palazzo d’Errico - Corso Manfredi 112, Palazzo San Gervasio (PZ)
Periodo: 29 giugno-26 settembre 2009
Inaugurazione: sabato 27 giugno 2009, ore 18.00
Orari: lunedì-domenica 10.00-13.00, 17.00-20.00
Ingresso gratuito
Info: 0835 240348 - 0972 44246
southeritagepress@southeritage.org - pinacotecaderrico@gmail.com

mercoledì 17 giugno 2009

Palma Bucarelli. Il museo come avanguardia

Comunicato stampa

A cento anni dalla nascita di Palma Bucarelli, la Galleria nazionale d’arte moderna di Roma dedica una mostra a colei che fu direttrice e poi soprintendente della Galleria dal 1942 al 1975. Le opere, circa centocinquanta, e il materiale d’archivio esposto documentano l’attività di Palma Bucarelli a sostegno della promozione dell’arte contemporanea italiana e straniera e la sistemazione museografica della Galleria.

Il personaggio
Palma Bucarelli nasceva nel 1910 a Roma. Allieva di Adolfo Venturi si laureò nel 1931. Nel 1933 entrò per concorso nell’Amministrazione delle Antichità e Belle Arti del Ministero della Pubblica Istruzione e nel dicembre 1939 prese servizio alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea. Già dal 1942 assunse le redini del museo, affrontando con prontezza e intelligenza i problemi legati agli eventi bellici. Provvide, per esempio, al ricovero a Palazzo Farnese di Caprarola di numerose opere d’arte, evento del quale scrisse con ammirazione Indro Montanelli nel 1951. Dal 1944-1945, quando di fatto rimise in marcia il museo con un allestimento completamente nuovo, al 1975 Palma Bucarelli rappresentò per l’arte italiana contemporanea un arbitro assoluto. La Galleria, infatti, divenne con la sua guida l’istituzione pubblica di maggior spicco nel panorama dell’arte, quella cui maggiormente gli artisti facevano riferimento e l’unica a iniziare una collaborazione di respiro internazionale con molti musei del mondo: da quelli degli Stati Uniti a quelli giapponesi, russi, tedeschi, inglesi e francesi. Prima sua preoccupazione, infatti, fu quella di selezionare la migliore arte italiana del dopoguerra e di farla conoscere all’estero attraverso mostre collettive che furono ospitate con il sostegno del ministero degli esteri un po’ in tutto il mondo. Allo stesso tempo, nei due edifici di viale delle Belle Arti costruiti da Cesare Bazzani nel 1911 e nel 1934, Palma sperimentò fin dagli anni quaranta un nuovo modello di museo contemporaneo, attento sia all’aspetto didattico sia alla riflessione critica, con l’aiuto teorico di storici d’eccezione come Lionello Venturi e Giulio Carlo Argan. La Galleria nazionale era stata fino a quel momento un’istituzione periferica della Direzione Belle Arti, attardata su schemi museali più adatti all’arte antica che a quella contemporanea. Con Palma Bucarelli, dall’indiscutibile capacità intuitiva e dalla vivace intelligenza, ma anche grazie alla sua abnegazione, la Galleria assunse un ruolo fondamentale nel panorama artistico italiano. Il suo lavoro era divenuto da subito una missione che tentava, e quasi sempre con successo, di legare rapporti personali e obbiettivi di pubblica utilità, senza risparmiarsi mai, facendo di ogni vicenda una battaglia personale da vincere su qualsiasi terreno: della mediazione, dell’influenza, del potere. Fece parte fin dalla fine degli anni quaranta dell’Art Club, associazione culturale diretta da Enrico Prampolini a favore dell’astrattismo e dell’AICA, Associazione internazionale dei Critici d’Arte. Ne derivarono collaborazioni e mostre ospitate in Galleria, che permisero di mostrare al pubblico italiano l’arte nuova, astratta e informale, americana ed europea di maggiore prestigio. Tra le date memorabili: la mostra di Picasso nel ’53, di Mondrian nel ’56 e di Pollock nel ’58. Nonostante le accuse, anche di natura politica, di favorire apertamente questa temperie artistica e di ignorare la tradizione italiana (de Chirico fu tra i più accaniti critici del suo operato), indubbiamente Palma riuscì ad inserire la Galleria all’interno del circuito internazionale e di conseguenza a promuovere l’arte italiana delle giovani generazioni fuori dei confini dell’Italia. La mostra “Arte italiana contemporanea” del 1955 fu tra i suoi più grandi traguardi in questo senso, mentre l’esposizione d’arte americana contemporanea organizzata dal Guggenheim di New York nel 1957 alla Galleria nazionale rappresentò un momento importantissimo nel riconoscimento della sua figura. Ma se la sua fama cresceva, molti furono anche gli attacchi che le vennero mossi: di negazione dell’ottocento, di gestione personalistica, di esterofilia, di poca chiarezza nella gestione amministrativa. Negli anni sessanta si concentrò sul riordinamento della Galleria, sulla istituzione di servizi museali, quali il laboratorio di restauro, il laboratorio fotografico, e sulla sperimentazione di modelli museografici che avessero respiro internazionale. Alla fine degli anni sessanta la Galleria risultava a tutti gli effetti un museo moderno, organizzato, capace di recepire eventi e di produrre esposizioni sia al proprio interno che all’esterno. Molte furono anche le acquisizioni di opere d’arte che Palma portò a compimento, in moltissimi casi depositi da parte degli artisti e donazioni di collezionisti o eredi illuminati. Giunsero in tal modo in Galleria le opere di Burri, Capogrossi, Fontana, Colla, mentre importanti capolavori anche dell’ottocento, fra cui Monet, Van Gogh, Boldini, vennero acquistati per potenziare quel settore del museo. Quando andò in pensione, a metà del 1975, Palma Bucarelli lasciò un’eredità considerevole alla Galleria nazionale, fatta non solo di incremento di opere d’arte, soprattutto contemporanee, ma anche di un allestimento che mostrava con estrema chiarezza le tappe fondamentali della storia dell’arte italiana con puntuali riferimenti a quella straniera (per quanto molto di più Palma avrebbe voluto fare in tal senso), di una ormai solida organizzazione dei servizi interni, il tutto accompagnato da una ottima fama internazionale quale autorevole istituzione italiana per l’arte contemporanea.
(Mariastella Margozzi)

La mostra
Attraverso la presentazione di circa centocinquanta opere tra dipinti, sculture, grafica, e di altrettante fotografie d’epoca, sarà documentata l’attività di Palma Bucarelli indirizzata all’incremento delle collezioni del museo, alla conoscenza di personalità del mondo artistico di rilievo sia italiane che internazionali, alla promozione dell’arte italiana all’estero. Sono previste le seguenti sezioni:
- la scultura italiana degli anni ‘50 e ‘60
(Calò, Carrino, Cascella, Ceroli, Colla, Consagra, Fontana, Guerrini, Lo Savio, Lombardo, Lorenzetti, Leoncillo, Mannucci, Marotta, Marzot, Mastroianni, Mattiacci, Melotti, Pierelli, Pascali, Pomodoro G., Pomodoro A., Santoro, Somaini, Uncini, Zorio, ecc.)
- l'Arte cinetica e l'arte programmata italiana e straniera
(Alviani, Mari, Gruppo T, Gruppo N, Schoeffer, Huecker, Le Parc, ecc)
- una selezione dell’ “Esposizione di arte contemporanea 1944-1945” (De Pisis, Marino Marini, Scipione, Pirandello, Mafai, Afro, Mirko, Mazzacurati, Fazzini, ecc.)
- un video con un’antologia di interviste rilasciate in televisione da Palma Bucarelli (Teche RAI, a cura di Anna Maria Cerrato)
- gigantografie, fotografie, libri e articoli di Palma Bucarelli
- la vita di società di Palma. Seguire la moda e il gusto dell’epoca con la selezione di alcuni abiti del suo guardaroba donato nel 1992 al Museo Boncompagni Ludovisi e un gruppo di gioielli a lei appartenuti (tra cui opere di Afro e Mastrojanni) e da lei collezionati per la Galleria nazionale
- una sintesi delle mostre realizzate in Galleria tra gli anni cinquanta e i settanta con una selezione di opere di artisti quali:
Modigliani, Mondrian, Pollock, Morandi, Scipione, Gino Rossi, Kandinskji, Richter, Malevic, Fautrier, Moore, Prampolini, Klee, Colla, Manzoni, Baumeister, Capogrossi ecc.
- una sintesi del riordinamento del 1969 di arte italiana (Burri, Fontana, Capogrossi, Novelli, Pascali, Dorazio, Perilli, Scialoja, Corpora, Accardi, Sanfilippo, Tancredi, Vedova, Rotella, Twombly, Adami, Festa, Schifano, ecc.)

Il catalogo, edito da Electa, riunisce numerosi contributi critici sulla storia della Galleria negli oltre trent’anni della direzione di Palma Bucarelli e testimonianze dei momenti importanti del suo operato, che hanno contribuito a delineare la storia dell’arte contemporanea italiana e a definire il volto dell’istituzione.

L’Assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione Umberto Croppi inaugurerà la targa toponomastica dedicata a Palma Bucarelli, che si trova nei pressi della Galleria nazionale d’arte moderna: da Viale delle Belle Arti a Via Antonio Gramsci il giorno 25 giugno 2009 alle ore 11.00.

Palma Bucarelli. Il museo come avanguardia
Galleria nazionale d'arte moderna e contemporanea
Viale delle Belle Arti 131, Roma
A cura di Mariastella Margozzi
Conferenza stampa: 25 giugno - ore 12.00, Salone dell’Ercole
Inaugurazione della mostra: 25 giugno - ore 18.00
Apertura al pubblico 26 giugno - 1 novembre 2009

venerdì 15 maggio 2009

Le Attese di Lucio Fontana a Napoli

di Gianmatteo Funicelli

Sono infinite e vaghe le Attese esposte nel Complesso Museale regionale “Donnaregina” (Museo MADRE) presso Napoli, le quali vantano anche la presenza di Lucio Fontana tra le rinomate opere contemporanee esposte dalle collezioni di tutto il mondo.
Il famoso ciclo delle Attese è un discorso filo-artistico che il pittore argentino compie dal 1958: si tratta di spazi monocromatici, tele di colore incise da un unico o da una serie di tagli “verticalizzanti”. Le energie dei concetti spaziali si esplicitano nelle ferite di taglio dove lo spazio si perde, si lacera per oltrepassare un contesto infinito. Un fulcro di valori energetici. Le Attese del Fontana sono esperimenti di luce e condizioni umane: l’arte è una condizione materiale, uno status mortale che con il taglio viene oltrepassato in una condizione superiore e come tale rimarrà eterna.
Lucio Fontana ragiona su di un’arte “integrale”, basata sul rapporto e la sintesi di un tempo-spazio. “L’opera d’arte non vive in eterno, nel tempo reale esiste l’uomo e la sua creazione, finito l’uomo continua l’infinito”, afferma il maestro nel suo Manifesto Bianco sin dal 1946. Il suo intento è il messaggio in cui si afferma l’impossibilità delle singole arti (pittura, scultura, musica e poesia) di esprimere valori individuali nell’uomo contemporaneo. L’arte di Lucio Fontana annuncia una fatale “tetradimensionalità”, costituita dal rapporto costante di colore, suono, movimento e spazio. La costruzione del soggetto sono ormai elementi superflui nell’era delle nuove arti. La Fondazione Lucio Fontana propone ai visitatori del Museo tre delle sue opere del 1959, allestite nella sala II del II piano.

Per approfondimenti sulle Attese, sulle teorie artistiche e sulla monografia di Lucio Fontana si consiglia: A. Vettese, Lucio Fontana. I tagli, in “Piccola Biblioteca del Sole 24 ORE”, vol. 12, Milano 2003

Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina (M.A.D.R.E)
Via Settembrini 79 80139 Napoli
Tel. 081.193.13.016
Orari: Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Venerdì 10.00 - 21.00
Sabato e Domenica 10.00 - 24.00
Martedì chiuso

Immagine: Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese (1959), aniline, tagli e buchi su tela, cm. 98x135, Courtesy: Fondazione Lucio Fontana

giovedì 14 maggio 2009

Eventi in pillole

a cura di Francesco Mastrorizzi

ALBERT FRISCIA. EQUILIBRI
Biblioteca Nazionale, Potenza
Sabato 16 maggio, ore 11.00

Per rendere omaggio ad Albert Friscia e testimoniare l'attività della Biblioteca Nazionale nei confronti dell'arte contemporanea, la Biblioteca Nazionale di Potenza ha organizzato per sabato 16 Maggio alle 11, la presentazione del catalogo Equilibri, che raccoglie le sculture dell'artista americano, in mostra permanente negli spazi espositivi della biblioteca.
Dal 2001 è, infatti, possibile ammirare la collezione di opere del poliedrico artista, che abbraccia un percorso di lavoro di oltre mezzo secolo, dal 1935 alla morte, fra pittura, scultura, grafica e quadri cinetici. Il fondo, donato all’istituto culturale dieci anni fa, dalla vedova dell’artista, la signora Lidia Di Bello Friscia, potentina doc, comprende 96 olii, 65 sculture in bronzo, 2 sculture in marmo, 580 tra opere grafiche e disegni e 10 opere cinetiche, cioè dei quadri luminosi con lastra polarizzata a motore.
Opere di Friscia si trovano un po’ dovunque sia in Italia che all’estero, come l’imponente scultura in bronzo, collocata nel cortile del Ministero delle Comunicazioni all’Eur, o l’altare maggiore bronzeo, posto nell’abside del Bernini nella Basilica di San Pietro, sempre a Roma. Vale ricordare, la maestosa porta in bronzo della Cattedrale di Holy Name a Chicago. Anche a Potenza Albert Friscia ha lasciato traccia della sua arte. E’ opera sua, infatti, il sarcofago bronzeo, che conserva i resti di Monsignor Bertazzoni, nella cattedrale di San Gerardo.
Alla presentazione del catalogo,parteciperà, tra gli altri, il Direttore Generale per i Beni Librari e gli Istituti culturali, Maurizio Fallace. Nel corso della manifestazione, gli alunni di alcune classi dell'Istituto Statale D'Arte di Potenza, che hanno scelto e fotografato le sculture di Friscia, realizzeranno una performance di interpretazione personale delle stesse opere.

Biblioteca Nazionale di Potenza
Ufficio per le Attività di Comunicazione e Informazione
Responsabile: Giuseppe VINCI 0971/54829 e-mail: giuseppeantoniocarmine.vinci@beniculturali.it

LA TERRACOTTA NELLE COLLEZIONI PUBBLICHE E PRIVATE
Museo della Terracotta, Petroio - Trequanda (SI)
S
abato 16 maggio, ore 11.00

Si inaugura domani sabato 16 maggio alle ore 11.30 presso il Museo della Terracotta di Petroio, piccolo e suggestivo borgo del Comune di Trequanda, la mostra "La terracotta nelle collezioni pubbliche e private", allestita grazie alla collaborazione tra Comune, Fondazione Musei Senesi, Istituto d’Arte Duccio di Buoninsegna di Siena, e Pinacoteca Nazionale di Siena e curata da Fabio Mazzieri, professore dell’Istituto d’Arte di Siena.
In esposizione alcune opere dell’archivio dell’Istituto d’Arte di Siena, piccole sculture di studenti e insegnanti, spesso di autore anonimo, ma sempre di pregevole fattura. Le opere in mostra sono di argomento assai vario: dalle figure sacre di Pier Luigi Olla, ai soggetti di sapore paesano che hanno caratterizzato tutti gli anni ’70 e ’80 del Novecento, alle molte piccole terrecotte, mai esposte, che fanno parte di collezioni di privati e di artisti. Tra queste ultime, opere di Arturo Viligiardi, Vico Consorti, Giuseppe Papi, Giulio Corsini, Plinio Tammaro e di artisti contemporanei come Pier Giorgio Balocchi, Rino Conforti, Luciana Staderini, Celso Mileno Ermini, Matthew Spender, Claudio Maccari e tanti altri che sono o sono stati anche docenti all’Istituto d’arte di Siena.
Nel pomeriggio di domani, alle 16, è prevista una visita guidata a cura dei docenti dell’Istituto d’Arte di Siena. "Ogni museo è un valore aggiunto per il territorio – ha detto Gianni Resti Presidente della Fondazione Musei Senesi – e questo evento si lega perfettamente alla storia artistica e produttiva di questa parte della Provincia di Siena. In più si celebra la creatività di artisti che hanno lavorato e spesso insegnato all’Istituto d’Arte".

Museo della Terracotta di Petroio
Via Valgelate,10 - Trequanda (SI)
tel. 0577.665188

Museo Ebraico di Roma

di Angela Delle Donne

Le origini del Museo Ebraico di Roma risalgono al 1959, anno nel quale fu aperto per ospitare le raccolte della comunità ebraica romana e per ospitare gli arredi liturgici delle Cinque Scole. Il museo è allocato all’interno del complesso monumentale della grande Sinagoga: il Tempio maggiore. Sono conservati argenti romani del Seicento e del Settecento; tessuti preziosi provenienti da ogni parte d’Europa, pergamene miniate, marmi scampati alla distruzione delle Cinque Scole del ghetto. Sono stati fatti lavori di rinnovo che hanno portato ad una nuova riapertura alla fine del 2005. Il nuovo allestimento ha creato sei sale espositive corollate da un percorso didattico che mette in risalto gli oggetti d’arte e i preziosi documenti. I documenti raccontano la storia millenaria degli ebrei a Roma, le relazioni fra gli ebrei e la città capitolina, le feste dell’anno e quelle della vita, testimonianza di una delle comunità ebraiche più antiche del mondo. Attualmente la collezione è formata da una raccolta che risale soprattutto ai secoli del ghetto (1555-1878), da circa 400 argenti, 900 tessuti, 100 marmi, da cachi, documenti e pergamene. Parte integrante del percorso didattico del museo è la visione di un video di 35 minuti dal titolo “Una stella sul Tevere, gli ebrei di Roma dall’emancipazione ad oggi” ed il Giardino con la Galleria dei Marmi Antichi. La Galleria de marmi antichi raccoglie marmi risalenti ai secoli XVI-XIX, anche in questo caso siamo davanti a tasselli che ci ricompongono la storia di questo luogo e della cultura ad esso legata. Il percorso di visita include anche le due sinagoghe che sono il Tempio Maggiore ed il Tempio Spagnolo.

martedì 5 maggio 2009

Eventi in pillole

a cura di Francesco Mastrorizzi

PRIMO INCONTRO DI LETTURA "CIRCOLO GIULIO PERRONE"
Libreria Cocco, Potenza
Venerdì 8 maggio 2009, ore 19.00

Il giorno 8 maggio alle ore 19.00 presso la Libreria Cocco di Potenza si terrà il primo incontro di lettura del Circolo Giulio Perrone.
I testi oggetto di lettura e di riflessione, da parte della presidente avv. Francesca Sassano e della prof. Alessandra Camodeca, in qualità di vice presidente, saranno La demolizione del Mammut di Giorgio Nisini - Editrice Perrone e ...così è la poesia di Angelina Russo - Edizioni Il Filo.
Il Direttivo giovanile, nelle persone del presidente Lorenzo Cristilli e della vice presidente Micol Cusano, hanno individuato come testo di lettura e di riflessione L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani di Umberto Galimberti - Ed..Feltrinelli.
E' prevista la partecipazione all'evento degli autori Giorgio Nisini e Angelina Russo. I libri sono già presenti nella Libreria Cocco.

Telefono: 0971 473295
E-mail: fivelsrl@coccolibrerie-pz.191.it

L'AFFRESCO RITROVATO
Museo Gracco, Pompei (NA)
Lunedì 18 maggio 2009

In occasione della Giornata internazionale dei musei indetta dall'ICOM per il 18 maggio 2009, il Museo Gracco di Arte Contemporanea e Fotografia di Pompei apre eccezionalmente di lunedì per la presentazione al pubblico in anteprima assoluta della ricostruzione artistica di un affresco di Pompei scomparso. Con questa iniziativa il Museo Gracco dà il via ad una serie di ricostruzioni di alcuni dei più belli affreschi pompeiani irrimediabilmente deteriorati dal tempo e dall'indifferenza umana, con l'intento di riproporli nel loro antico splendore.
Durante l'orario di visita (dalle ore 10.00 alle ore 13.00) saranno mostrate dal vivo le fasi di realizzazione di un affresco secondo la tecnica utilizzata dagli antichi maestri di Pompei.

Info e prenotazioni:
museo@gracco.it - tel. 081 8613784
www.museogracco.it

martedì 21 aprile 2009

Eventi in pillole

a cura di Giovanna Russillo

PROFILI DI DONNA
Museo Archeologico Nazionale "D. Ridola", Matera
7 marzo - 30 maggio 2009

Un percorso alla scoperta dell’universo femminile nella mitologia, un ponte tra passato e presente, un filo sottile che lega le donne di ieri e di oggi. “Profili di donna. Personaggi femminili e divinità nell’Odissea e nella mitologia” è la mostra ospitata fino al 30 maggio al Museo Archeologico Nazionale di Matera. Penelope, Circe, Nausicaa e altre affascinanti figure femminili costituiscono lo spunto di riflessione sul ruolo della donna attraverso i secoli e una straordinaria occasione di valorizzazione del patrimonio mitologico greco. Donna arcaica e donna moderna a confronto, per individuare a sorpresa non poche similitudini, dettate principalmente dai sentimenti e dalle passioni. La mostra declina questo tema spaziando dall’archeologia (eccezionali i reperti archeologici esposti) alla letteratura. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata, con il coordinamento scientifico del dott. Dimitris Roubis (IBAM-CNR, Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università degli Studi della Basilicata) e con la partecipazione delll’Associazione culturale Officina Lucana delle Arti.

Orari: lun 14.00-20.00, mar-dom 9.00-20.00
Info: tel. 0835.310058
museoarcheologicomatera@virgilio.it

TRA SACRO E PROFANO
Museo Archeologico Nazionale, Muro Lucano
23 aprile - 31 ottobre 2009

Nella Valle del Melandro alla bellezza del paesaggio naturale si unisce la complessità della storia di antiche genti che qui posero importanti insediamenti. A quei popoli, al loro mondo e alle loro gesta quotidiane è dedicata una mostra promossa dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata e dal Museo archeologico nazionale di Muro Lucano. Proprio quest’ultimo ospiterà fino ad ottobre nelle proprie sale i più recenti reperti trovati nell’area che circonda la Torre di Satriano. Proprio qui c’è traccia di una capanna risalente al VI secolo a. C. e la mostra ne ricostruisce alcuni spazi abitativi, come il focolare e l’angolo dedicato alla tessitura.
Alcuni pannelli didattici illustrano le modalità di filatura della lana, l’alimentazione e gli oggetti di uso quotidiano. La mostra dedica una sezione anche alle attività sacre che rivestivano grande importanza nella vita quotidiana delle antiche popolazioni lucane.

Orario: inverno: mar-ven 9.00-13.00; sab-dom 10.30-12.30, 17.00-19.30; estate: mar-dom 10.30-12.30, 18.00-20.30.
Inaugurazione: 23 aprile, ore 18.00
Telefono e fax: 0976.71778

venerdì 23 gennaio 2009

Il ‘Ready made’. Handy Wharol come feedback comunicativo

di Gianmatteo Funicelli

Negli Stati Uniti il linguaggio e la variazione coloristica della Pop Art si salda e diffonde negli anni Sessanta, consacrandosi come risultato di un fenomeno di larga copertura culturale e mirando all’idioma popolare. È l’alto potenziale dei media che percuote la popolazione configurando un immaginario comune: avvalendosi della semplicità attrattiva come mezzo di comunicazione, oggetti di quotidianità quali marche di prodotti alimentari, griffe di moda o personaggi del cinema, si contendevano l’attenzione del cittadino medio per attuare una sorta di propria identificazione interiore. Andy Warhol, personaggio di spicco e grande testimone di cambiamenti culturali nel genere, ha rappresentato il fondamento sociale del fenomeno grazie al suo metodo di riproduzione seriale che, applicato sulla serigrafia, si configurava pienamente nel linguaggio di promozione delle immagini effettuata dai media. Il meccanismo del ‘ready made’, frutto del mondo dell’informazione, si impossessa del repertorio iconografico-artistico della società di massa, avvalendo tutti di una notorietà comune. L’arte in questione verrà completamente svalorizzata del fattore estetico per essere compresa sotto la metrica informativa, marcando sulla notevole attenzione di un messaggio particolare, proprio come l’opera dell’artista “Early Coloured Liz” (immagine sopra), la quale venne assimilata dall’opinione pubblica e resa nota come ‘soggetto del momento’ in occasione di una sua grave malattia. L’istantanea permanenza dell’immagine nel contesto seriale viene a condensarsi di elementi e sperimentazioni coloristiche, creando sull’osservatore uno sforzo visivo atto a idealizzare un punto focale verso il tema comunicativo. “Tematiche e motivi di ripetizione compositiva, impianti cromatici sulle immagini di uso comune, non producono un elemento estetico o un rapporto stilistico, ma fanno parte del Pop come una registrazione di un evento storico, asse di ricezione pubblica verso un feedback di eventi ed emozioni”.

La presenza artistica dell’autore americano in Campania, nonché la sua opera potranno essere visitate dal pubblico presso il Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina di Napoli nei seguenti orari:

Lunedi - Venerdi 10.00 - 21.00
Sabato e Domenica 10.00 - 24.00
Lunedì ingresso gratuito
Chiuso il Martedì

Informazioni e prenotazioni: Tel. 081.19313016
Biglietteria Museo: Tel: 081.292833

Ufficio stampa
MADRE:
Costanza Pellegrini Tel. 081.19978024 – Fax. 081.19978026
Email: pellegrini@museomadre.it
ELECTA:
Enrica Steffenini Tel. 02.21563433
Email: elestamp@mondadori.it
Carolina Perreca Tel. 081.4297435
Email: comunicazione.napoli.electa@mondadori.it